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A
questo livello è sufficiente approntare
l'armo velico per disporre del catmarano
completo.
L'albero,
montati i tre pezzi ed infilata la vela della
randa, si rizza nell'apposito scassa alla base del
trampolino , si fissano le sartie e lo strallo di
prora con l'avvolgifiocco, si infila il boma nella
randa e si tende con il vang, si monta il timone e
si fissa il bozzello con la scotta della randa al
timone. Si montano in fine le due
derive.
Le
mie impressioni di gommonauta-
canoista:
(I
puristi della vela mi perdonino l'eventuale uso di
termini impropri o non attinenti, sono un neofita
in questo campo)
Il
mio compito nell'uscita è stato quello di
prodiere, per cui me ne stavo a prua manovrando le
scotte nelle virate e l'avvolgifiocco in partenza e
in arrivo.
Si
parte, afferrata la traversa di prua in alluminio,
in due lo abbiamo trainato sulla sabbia fino a
metterlo in acqua. In due non si fatica molto, in
uno lo sforzo si fa sentire, sono pur sempre una
sessantina di kg. a "peso morto", ma un'aiutante in
spiaggia lo si trova sempre! una volta messo in
acqua l'Happy Cat Light, e tenuto sopravento per la
sartie, ho fatto salire il timoniere spingendo poi
in favore al vento e salendo a mia volta,
preoccupandomi subito di abassare le due derive e
tesando il fiocco.
Il
bello di andare a vela è che è simile
in parte alla canoa, ovvero il silenzio della
propulsione, ci si puo sempre parlare senza
problemi, cosa che con il fuoribordo non sempre
è possibile.
Una
volta a bordo sistemati sul trampolino, in due si
ha abbastanza spazio per le manovre durante le
virate, come sempre un po' di impiccio con le
scotte del fiocco, ma dopo poche manovre di
affiatamento le cose vengono piu' naturali. Certo
le posizioni da assumere col corpo dipendono
ovviamente dalle andature e dall'intensità
del vento, e non sono agevoli come stare in canoa o
sul gommone, occorre muoversi spesso per compensare
le andature e il vento, ogni tanto ci si bagna, ma
non tanto debbo dire, i tubolari da 45 cm di
diametro fanno abbastanza bene il loro compito di
sostentamento e scorrono bene sulle onde senza
ingavonarsi.
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In
generale anche con poco vento ci si muove, data
anche la leggerezza. Nella mia uscita senza un gran
vento, abbiamo toccato i 13km/h valutati con il GPS
e mantenendo velocita medie di 5-8km/h, sempre di
piu' che andando con la canoa e l'Aquascooter! il
giorno dopo non ero a bordo, ma l'ho visto
sfrecciare parecchio piu' forte, peccato non
esserci a bordo.
La
senzazione è che sia un'imbarcazione
semplice da condurre, certo meglio essere in due,
sia per le manovre che per gli arrivi o le
partenze, anche se poi uno da solo con un po di
addestramento se la cava bene.
Lo
scafo in navigazione si è dimostrato solido,
pur essendo un pneumatico, si nota solo una leggera
grinza a prua dove termina il trampolino nello
scafo che fa l'andatura sottovento, ma questo
è normale, nulla di preoccupante, in fondo
è un pneumatico, abbiamo provato anche a
salire a 0,4 bar di gonfiaggio, ma le cose non si
modificano, è giusto che sia cosi.
Uniche
cose a nostro parere migliorabili potrebbero essere
il fissaggio della drizza di randa che alle volte
va ad intralciare il passaggio delle scotte del
fiocco, si potrebbe trovare un'altra posizione.
Occorre
fare anche attenzione, è quanto abbiamo
notato, che il telo del trampolino venga tesato
bene sulla cornice, in quanto ha la funzione di
tenere assemblata la cornice stessa essendo la
stessa ad incastri.
Nella
nostra uscita avendo il telo poco teso, c'è
stata una fuoriuscita di circa 1,5 cm. per parte
dei longheroni della cornice, cio' non comporta
nulla in quanto gli incastri sono molto piu'
profondi, ma è il sintomo che il telo va
teso bene.
Sappiamo
bene che quando si va in mare sotto l'azione delle
onde e del vento tutta l'imbarcazione è
sottoposta a tensioni che vanno in tutte le
direzioni, per cui i giunti devono essere
posizionati bene per evitare che sotto
sollecitazione si allentino, a questo proposito si
stava pensando di spinare i giunti in modo che
anche un'allentamento del telo del trampolino non
modifichi l'unione dei longheroni della cornice del
trampolino.
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