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Raccolta di Consigli


 

 


La Girante

Durante l'utilizzo di un motore fuori bordo, e ancor prima nel aver letto le indicazioni del libretto di uso e manutenzione del fuori bordo, vi sarete senz'altro chiesti come è fatta una girante, visto che è celata all'interno del piede del F.B.
Con queste fotografie vi svelo come è fatta, prendendo ad esempio quella di un piccolo fuoribordo.
Nella foto si puo vedere il piede del F.B. tolto dal resto del motore e con smontata la camera che racchiude la girante.

Descrizione del funzionamento della Girante:

Con il piede del F.B. immerso nell'acqua, questa sale attraverso le feritoie indicate, poste ai lati inferiori del piede, sotto l'aletta anticavitazione, e risale all'interno del piede per affiorare nella feritoia indicata che sta alla base di lavoro della Girante. La Girante come si vede è una mini pala di gomma che è resa solidale con l'albero di trasmissione del moto all'elica, per mezzo di un "nasello" posto alla base sullo stesso albero, lo si puo vedere nella foto come una piccola sporgenza piu' chiara. La Girante a sua volta è racchiusa all'interno di una camera dotata di una fessura superiore. La Girante ruotando non fa altro che spingere l'acqua presente fra le sue pale creando una pressione all'interno della camera nel tratto successivo a quello dell'aspirazione, l'acqua una volta compressa non fa altro che uscire dalla feritoia superiore della camera stessa, creando un flusso d'acqua che viene portato poi al cicuito di raffreddamento del motore con un apposito tubo che si inserisce nel coperchio di chiusura della Girante.

 

 

Nella foto sottostante è rappresentata l'esplosioni delle parti che compongono l'insieme del gruppo Girante. Facendo conto di riassemblare il tutto, dovremmo:

  • prendere la girante ed abbassarla sull'albero, facendola innestare nella spina d'innesto, in questo modo la Girante rimane solidale all'albero e quindi puo' ruotare con esso.
  • abbassare la camera della girante, questa è in acciaio inox, e costringe la girante al suo interno, una volta posta sopra di essa. Nel montarla occorre attenzione nel far si che tutte le estremità delle pale della girante entrino nella stessa camera senza che vengano rovinate e mantenendo il senso di piega assunto durante l'uso precedente.La feritoia di uscita dell'acqua posta sulla camera della girante va orientata di 180° rispetto alla feritoia di ingresso dell'acqua nella girante, vedi foto.
  • abbassare a questo punto il coperchio di chiusura della girante, verificando che il suo bordo sottostante sia pulito. Il coperchio di chiusura essendo spinato alla sua base e di forma asimmetrica non è possibile montarlo in posizione sbagliata. Prima di abassarlo verificare che la guarnizione sottostante sia libera da vari residui.

non resta che rimettere le viti di fissaggio con le relative flange. Puo' darsi che le viti in origine possano avere avuto applicato un frenafiletti del tipo smontabile, lo potete verificare per la presenza di un leggero impasto presente sui filetti stessi delle viti quando le avete smontate,ed anche per una rotazione frizionata nel estrarle, in tal caso occorre ripulire i filetti ed applicare di nuovo un prodotto frena filetti idoneo ad un successivo smontaggio.

Ecco al termine del montaggio facendo ruotare l'albero, la colonna d'acqua che esce dalla Girante.

Considerazioni e consigli:

Come avrete osservato la Girante ruota all'interno della camera inox , ora i due materiali gomma-inox se messi a contatto e sfregati come nel caso in cui si facesse avviare o ruotare il motore fuori dall'acqua, provocherebbe un possibile danno alla stessa girante, in quanto si surriscalderebbe con conseguente fusione della gomma stessa e relativa successiva sostituzione.

Per cui si raccomanda sempre l'avvio del F.B. in acqua, inoltre è meglio che quando il piede viene immerso, si attenda qualche minuto in modo che l'acqua risalga nella camera girante, e possibilmente che dopo, nella fase di avvio, venga data qualche leggera rotazione al motore a mezzo fune d'avviamento, in modo che la girante si stacchi dalla parete della camera d'avviamento, questo specialmente se il motore è rimaso inoperoso per tanto tempo oppure quando nell'utilizzo al mare lo si lascia a secco senza averlo risciacquato con acqua dolce dopo l'uso. Come si sa l'acquia salata una volta asciugata lascia residui salini che possono in qualche modo creare una frizione maggiore alla rotazione della girante.

Queste piccole accortezze non possono altro che far bene alla nostra girante prolungandogli la vita, garantendo nel contempo un'ottimale funzionamento.

Le due campane

Il fatto di tirare a secco il piede quando si lascia ormeggiato il natante a mare, puo' essere discutibile, in quanto come abbiamo visto se la girante è immersa in acqua non si dovrebbero creare concrezioni saline, al contrario di quello che succederebbe nel lasciarlo a secco.
Ognuno ha la sua teoria in merito, per cui fate quello che per voi riteniate sia piu' opportuno.

Il risciaquo

Il consiglio che si da è comunque quello di fare un bel risciacquo con acqua pulita dopo l'uso del nostro F.B. sia in acqua dolce che in quella di mare, per eliminare anche possibili corpi estranei nel circuito. Teniamo presente che in genere quando si arriva a riva, l'acqua non di quelle piu' pulite e spesso possono esserci in sospensione sabbia,terra, frammenti di alghe ecc. ed arrestando il motore in queste situazioni puo' senz'altro fermarsi dello sporco nel circuito, per cui sciacquarlo non puo' altro che far bene.

Il controllo

In fine quando è in funzione il motore dare sempre uno sguardo al "piscio" memorizzando la sua intensità, potrebbe ritornare utile in caso di dubbi sul malfunzionamento della girante.

Il termostato

Da tenere in considerazione anche il fatto che alcuni motori hanno all'interno del circuito di raffreddamento, un dispositivo termostatico, che apre il circuito solo dopo che si è riscaldato il motore. Solo allora vedrete il "piscio" con l'intensità corretta, lo stesso circuito dovrebbe intervenire anche nel caso si navighi in acque particolarmente fredde, quindi non spaventatevi in questi casi. Altri motori invece non dispongono del termostato per cui il "piscio" è sempre visibile, sia appena avviato il motore che in acque particolarmente fredde.

Attrezzo per tubo benzina serbatoi Fuori Bordo

Durante l'utilizzo di un motore fuori bordo, puo capitare di dover estrarre della benzina dal suo serbatoio, ad esempio per dare aiuto ad un'altro in mare, o per rifornire un motore ausiliario, oppure di voler svuotare il relativo tubo di alimentazione per fine uso, ecco una semplice idea di come costruirsi un'attrezzo che faciliti il compito.

L'attrezzo da costruire è molto semplice, come l'azione che deve svolgere, tenere aperta la valvola dell'attacco che va innestato al motore.

Nelle foto ho utilizzato un semplice pezzo di tondino già piegato che avevo nei rottami, saldando poi una vite inox che va a premere la valvola.

Questo vuole essere un suggerimento, anche perchè come sappiamo ogni casa sviluppa un suo attacco, per cui penso che ogni uno lo dovrebbe costruire ad hoc.

Per farlo piu' semplice si potrebbe prendere ad esempio sempre un tondino di diametro adeguato che si inserisca nel foro dell'aggancio a scatto, e ripiegarlo ad "U" mantenendo l'interasse fra i due fori, quello dell'aggancio e quello della valvola, sarebbe meglio usare un'inox in modo che poi non arruginisca.

Sulla parte che va inserita nell'aggancio, alla sua estremità va fatta una tacca con una lima in modo che si effettui l'aggancio. per le misure basta osservare il corrispettivo maschio presente sul motore e replicarne il diametro e la distanza e profondità della tacca, quest'ultima e sufficiente farla dalla parte in cui andrà ad agire il gancio di ritegno. Se siete piu' raffinati e disponete i un tornio potete replicare esattamente lo stesso profilo!.

Una volta inserito il nostro attrezzo è sufficiente dare delle pompate sulla "peretta" del tubo per vedere sgorgare la benzina, ne piu' ne meno come si farebbe per alimentare il motore alla partenza. In questo modo si possono riempire rapidamente piccoli serbatoi da 1-2 litri, in modo pulito, senza dover fare acrobazie con taniche ed imbuti.

Se invece serve svuotare il tubo di alimentazione per il rimessaggio, è sufficiente infilare l'attrezzo, staccare l'altro attacco rapido posto all'altra estremità del tubo e premere con un dito all'interno dell'attacco rapido, la relativa valvolina. In questo modo il tubo sara completamente aperto, basta tenere sollevata questa estremità e mettere quella con il nostro attrezzo in una tanica per il recupero della benzina contenuta nel tubo, aiutandosi all'inizio anche con la "peretta".

Vorrei consigliare di svuotare il tubo ogni volta che prevedete di non usare il fuoribordo per quattro-cinque giorni, questa semplice operazione allungherà la vita del tubo stesso non restando inutilmente a contatto con la benzina.

Spero di aver chiarito il concetto e che ogni bricoleur, sappia fare meglio dell'accrocchio veloce che ho fatto io, buon lavoro.

 


Oscuranti termici fai da te

Un semplice espediente per fabbricarsi degli oscuranti termici da applicare ai finestrini dei nostri Camper e Caravan.
Per chi avesse necessità di lasciare fuori un po di caldo dai nostri mezzi per la vacanza in soste prolungate, questo è un rimedio semplice, efficace ed economico.

Come si puo' osservare dalla foto basta procurarsi una confezione di fogli di alluminio per cucina, va bene di qualsiasi marca, semmai privilegiare quello un po' piu' spesso e applicarlo sui finestrini, lasciandolo sbordare un tre cm sui bordi che poi ripiegherete all'interno del finestrino. Per il fissaggio utilizzare semplicemente dello scotch tipo quello giallo che si usa per mascherare le zone da non dipingere.

Vi consiglio di partire dal basso in modo che il foglio superiore vada a sovrapporsi su quello inferiore, spero di esservi stato utile. Mi raccomando, al termine dell'utilizzo visto che è alluminio, percio' riciclabile, gettatelo negli appositi contenitori per le lattine.

Buone vacanze!


Applicazione morsetti su batterie al Piombo Gel

 

Avete presente le classiche batterie al Piombo gel dotate dei classici connettori faston come quello nell'immagine qui sotto, ebbene alle volte questo tipo di connessione puo' essere fonte di grattacapi. Il piu' delle volte questo tipo di connessione viene fornito con batterie con capacità sino a 12Ah, oltre questo valore in genere il terminale è del tipo a morsetto o con vite e dado per stringere dei capocorda.

In queste di piccola capacità fino a che l'utilizzo è di tipo statico ovvero la batteria non soggetto ad alcun movimento o vibrazioni, ed il prelievo di corrente non eccessivo, la connessione con dei faston puo' essere appropriata, ma esistono altri campi di applicazioni dove per continui spostamenti della batteria, vibrazioni, prelivo di medie forti correnti, sconsigliano l'utilizzo dei connettori faston. In questi casi sarebbe consigliabile una bella saldatura e ci togliamo il pensiero. Esiste pero' un'altra possibilità che ho sperimentato e potrebbe tornare utile anche ad altre persone, si tratta dell'applicazione di un morsetto a due entrate, con la possibilità di connettere sino a 4 fili.

Ecco come procedere: occorre procurarsi una striscia di morsetti da 2,5mmQ , possibilmente con isolante in Nylon o plastica morbida, inoltre il corpo interno dove si inseriscono i fili deve essere di ottone, osservate inoltre che il morsetto nella parte verso l'inserzione della vite abbia almeno uno spessore di 1,5-2mm in modo da garantire alla vite una buona tenuta. In commercio ci sono anche morsetti dozzinali dove la parte filettata del morsetto è cosi' sottile che dopo due serrate della vite il filetto non tiene piu' , come pure l'adozione di viti molto coniche all'inizio del filetto, che se da un lato permette in fase di assemblaggio una piu' veloce inserzione e avvitamento della vite, per contro nel caso in cui l'utente voglia inserire un filo della max sezione possibile, succede che la vite con l'estremità conica riesce a fare presa per solo uno o due filetti strappandosi subito, specie se come ho scritto prima lo spessore della filettatura è irrisorio.

Dopo questa lunga premessa prendete una cutter e sezionate un morsetto, sempre con l'aito del cutter o di altra lama affilata asportate una delle parti laterali dell'involucro di plastica, come nell'immagine sottostante.

A questo punto prendete una piccola lima e passatela su uno dei lati del morsetto, riferendomi alla immagine sopra, il lato superiore del morsetto, limate fino a togliere la patina di ossido del morsetto arrivando al metallo . Lo stesso trattamento fatelo sui connettori faston della batteria.

Ora procuratevi un saldatore e stagnate le due parti che avete limato e saldate il morsetto sopra al connettore, in questo modo disporrete di un pratico serraggio, che nel caso di utilizzo di un solo filo di 2,5mmq avrete a disposizione due viti di serraggio oppure una vite ciascuna se inserite due fili da 2,5mmq ai due lati del morsetto.

Se invece utilizzate due fili di minore sezione che si possono inserire assieme potrete di nuovo sfruttare le due viti di serraggio.

Nell'uso di fili multifilari è opportuno stagnare il terminale in modo che la vite del morsetto non tranci i fili della treccia di rame del cavo.

A questo punto non vi rimane che inserire la protezione dell'isolante del morsetto che vi ho fatto sezionare precedentemente, otterrete cosi' anche una bella protezione del morsetto contro eventuali cortocircuiti.

Per finire un consiglio che mi sento di dare, nel caso di applicazioni particolarmente soggette a vibrazioni, oltre a riuscire ad interporre del materiale morbido tipo spugnette o altro sull'appoggio della batteria, si puo' ottenere un'ulteriore garanzia che non si svitino le viti. Potete utilizzare dello smalto per le unghie mettendo una goccia fra la vite e il morsetto, otterrete cosi' un sicurezza in piu'. Nel caso di smontaggio, non preoccupatevi, al primo giro di vite lo smalto salta via. Questo sistema viene adottato nelle fabbriche per garantirsi, sia che non si svitino le parti, ma anche come riconoscimento nel caso non si voglia che il cliente manometti il pezzo.


Come togliere la ruggine dalle cromature senza graffiare

 

Puo capitare di avere una vecchia bicicletta con manubrio e cerchi cromati o altre parti che a causa del tempo e delle intemperie iniziano a mostrare segni di ruggine con piccole fioriture.

Invece di usare metodi abrasivi in questi casi per non rovinare la superficie è possibile ricorrere ad un metodo chimico. Si tratta di procurarsi un flaconcino di Smacchia Ruggine o Togli Ruggine. Lo potete trovare nelle drogherie o supermercati serve per togliere le macchie di ruggine dal bucato, in genere contiene dell'acido Ortofosforico.


Esempio di una confezione, va bene
qualsiasi marca.

Dopo averlo trovato e letto le precauzioni d'uso, io consiglio di mettervi dei gunti di lattice usa e getta, e un paio di occhiali, non si sa mai, prendete un piccolo pennello a setole dure, oppure potete utilizzare un vecchio spazzolino da denti, con cui si riesce a strofinare meglio.

Modalità d'uso

Versate una goccia di prodotto sulla ruggine e con il pennello o spazzolino distribuite l'acido sfregando sulla ruggine fino a che scompare, se è resistente mettete un'altra goccia fino a che riuscite a toglierla. Una volta tolta sciacquate con dell'acqua. Vedrete che la cromatura rimarra perfetta senza alcuna rigatura, certo se ci sono i crateri di ruggine c'è poco da fare, ma se è superficiale e non ha intaccato in profondità è un ottimo rimedio. 


Breve guida d'uso per utilizzare un Tester

 

 


News
Kit Nine Continent uso simultaneo Pas e Acceleratore filmato

filmato

Di recente stanno affermandosi in Italia e in Europa la vendita di Kit con motore elettrico di tipo HUB (Motori al mozzo) adatti a motorizzare le comuni biciclette sia con ruote da 26" tipo MTB oppure tipo City bike con ruote da 28".

I kit sono forniti dal fabbricante con il regolare PAS , un dispositivo obbligatorio per legge che permette l'attivazione del motore solo se si sta pedalando. Assieme a questo dispositivo viene anche fornita una manopola acceleratore che permette la regolazione della velocità come nell'uso di una motocicletta o motorino.

Ora questo uso dell'acceleratore è consentito se se ne fa uso su strade private o in fuoristrada, sarebbe comunque comodo che lo stesso acceleratore fosse utilizzabile congiuntamente al PAS in modo da dosare la corrente fornita al motore.

Per come è stato implementato dalla fabbrica se si utilizza l'acceleratore in parallelo al dispositivo PAS quest'ultimo di fatto viene disattivato a meno che di non toccare l'acceleratore tenendolo a zero apertura.

Per fare fronte a cio' ho sviluppato un dispositivo elettronico che permette l'integrazione dei due dispositivi lasciando inalterata la funzionalità del PAS ma permettendo nel contempo l'utilizzo dell'acceleratore come dosatore di corrente e di riflesso di velocità del mezzo.

Nel filmato si vede chiaramente la modalità di utilizzo dei due dispositivi in contemporanea, di fatto ora questo è l'unico mezzo in circolazione che utilizza un kit Nine Continent a potersi permettere l'utilizzo in contemporanea dell'acceleratore o dosatore di corrente, pur nel pieno rispetto delle normative vigenti.

Questo dispositivo è adattabile ai Kit forniti di Controllore di 1ª - 2ª generazione. Con i Controllori di 3ª generazione occorre sostituire il sensore PAS con uno di 1ª generazione.


Come togliere la muffa dalle pareti


Con stagioni come queste recenti con continue piogge è facile creare un alto tasso d'umidità all'interno delle nostre abitazioni, se poi aggiungiamo i panni stesi in casa ad asciugare, l'uso smodato dei ferri a Vapore che generano tonnellate di vapore acqueo, scarsa ventilazione dei locali perchè fuori fa freddo e il riscaldamento non è acceso, si fa presto perchè si possa verificare la crescita di muffe sulle pareti, spesso dietro ai mobili.

Siccome trattasi di un fungo ed è proliferante se persisite la condizione ideale di crescita, l'unico modo possibile è quello di eliminarlo. Il rimedio più semplice è quello di procurarsi della Candeggina, meglio se profumata o di quelle che non si sentono molto come odore.

Nella foto sopra a sx. un pezzo di parete già trattato, a dx. muffa ancora da rimuovere.

Come procedere

Prendete un recipiente e mettete un paio di dita di Candeggina alla volta, Vi consiglio l'uso di Occhiali protettivi e guanti in gomma, armatevi di uno spazzolino come quello in foto, e con pazienza, imbevete lo spazzolino incominciando a fare una piccola porzione di parete circa 40x20cm , strofinate sino a che non vedrete rimuoversi lo sporco e la muffa, ovviamente dovrete insistere con più applicazioni di candeggina, quando vedrete che sporco + muffa si saranno mosse dalla parete, passate una una spugna per ripulire il tutto, se il lavoro è fatto bene, sotto dovrete vedere una bella parete bianca (ovviamente se avete una parete bianca!).

Poi risciacquate e ripassate la spugna per quanto sia necessario per avere la parete pulita.

Attenzione se non avete sulla parete una pittura lavabile o di scarsa qualità, può essere che con lo spazzolino venga rimossa! poco male visto che comunque si dovrà ridipingere, sarà il momento di metterne una di buona qualità.

In effetti se la pittura della parete è un buon lavabile, può anche capitare che dopo aver pulito per bene la parete vi sembrerà appena ridipinta, e talvolta si può anche rimandare di dipingere.

Vi rammento che l'uso della candeggina va sempre fatto in modo accorto rispettando tutte le avvertenze poste sul flacone, vedi danni sui tessuti o sulla pelle, tenete anche molto areato il locale dove state trattando la parete questo per inalare il meno possibile il prodotto, ed anche perchè può causare fastidio agli occhi o alle vie aeree. Naturalmente niente bambini piccoli in circolazione durante questi lavori !


Eliminare le scintille durante la connessione della batteria al controllore nelle bici elettriche


Chi ha acquistato un kit per elettrificare la propria bici, senz'altro alla prima connessione della batteria al controllore si sarà preso uno belle spavento! Questo perché i condensatori ad alto voltaggio presenti sul controllore é come se fossero dei corto circuiti quando sono scarichi.

Come si fa ad eliminare le scintille? Quanto di più semplice, occorre dare tensione al controllore in modo graduale con una costante di carica data appunto dal prodotto di una resistenza x la capacità del condensatore da caricare.
E nella pratica? Basta procurarsi una resistenza da 640 Ohm di un paio di Watt e collegarla fra i connettori del positivo per una decina di secondi o perlomeno se dotati di Wattmetro o Voltmetro, sino a quando la tensione salirà pressapoco al valore di esercizio. A quel punto si stacca il resistore e si connettono i due connettori.

Ovvio che la centralina o controllore dovrà essere spenta come pure eventuali luci o altri utilizzatori.

I Consigli di Cadore © Luglio 2007
ultimo aggiornamento: 21-06-2012


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