Prova su strada
CANNONDALE E-SERIES
E-SERIES WOMEN'S
con motore Bosch

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Una prova su strada con un nuovo motore centrale fabbricato dalla Bosch e montato sulle bici Cannondale E-Series



Prova su strada CANNONDALE E-SERIES E-SERIES WOMEN'S

Dopo 4 anni di continue prove, test di configurazioni differenti, progetti elettronici di controllo dei motori hub e DC, report su strada sulle bici a pedalata assistita motorizzate con Hub gearless, Hub geared, passando dal motore centrale, al motore anteriore con frenata rigenerativa, al motore posteriore ad alta coppia ed infine alle prove di alcuni modelli commerciali dei più diffusi sul nostro mercato, giunge l'occasione di provare questa nuova bicicletta elettrica che adotta il nuovo motore centrale della Bosch presentato recentemente.

La curiosità era ovvia, perché una casa come la Bosch che si butta in questo mercato, doveva, ed immaginavo, che uscisse con un prodotto maturo che cogliesse tutto ciò che gli utenti valutavano negativamente su altri prodotti e li trasformasse in pregi e non solo, ma aggiungendo dei "plus" per essere un gradino sopra lo stato dell'arte attuale in questo campo.

Detto questo vediamo quali sensazioni ho potuto raccogliere durante questa prova che non la ritengo per nulla un mini test, ma potrei dire un test sufficientemente completo a cogliere tutte le prerogative di questa bici.

Il percorso scelto è il percorso ciclabile più bello che sino ad ora abbia documentato e pubblicato e che abbiamo a disposizione in Italia. lo potete trovare qui e qui.

Sono 70km a/r e presenta la summa di tutto ciò che si potrebbe incontrare lungo i percorsi. Si parte da un leggero e compatto sterrato, intervallato da altri tratti asfaltati, c'è da attraversare una infinità di ponti, io la chiamerei "La Ciclovia dei ponti" , continui e frequenti su e giù nei raccordi dei vari tratti, e sul finale salite, salitelle, e il clou a Clusone in centro città con brevi rampe degne dello Zoncolan, e ciliegina sulla torta ritorno con vento contro a tratti sostenuto.

Quindi non certo un test attorno ad un isolato. Per testare a fondo una bici questo è un percorso ideale che può fare emergere eventuali anomalie.


 Le bici
CANNONDALE E-SERIES - E-SERIES WOMEN'S
motore centrale Bosch

Le bici in prova erano due: La versione da Uomo E-SERIES, e la versione da donna: E-SERIES WOMEN'S

La prima in livrea Nero opaco, la seconda in Bianco lucido

Fra le due il retrotreno e l'avantreno sono identici, cambia la parte centrale del telaio, dove quella da uomo presenta la classica configurazione con canna superiore orizzontale, a dire il vero in configurazione "sloping" ovvero canna inclinata, mentre quella da donna presenta il classico tubo obliquo per facilitare lo scavalco centrale. Ovviamente il tubo obliquo presenta una sezione più grande rispetto a quella da uomo ed un disegno differente. Detto questo la componentistica risulta identica per le due bici.

Le taglie disponibili sono 50-55-60 (uomo) - 45-50-55 (donna), quelle in test erano presumibilmente due 55. Di fatto al mio amico tester leggermente più basso di me è salito su quella da donna che regolando la sella al minimo gli permetteva di toccare in punta di piedi a terra, se fosse salito su quella da uomo, non avrebbe toccato terra, perché ci doveva essere circa 1-2cm di differenza. Per me la taglia era corretta per cui ho utilizzato quella da uomo senza problemi.

Le due bici sono due classiche City bike, con telaio in alluminio SI Headschok con passo di 1110mm, dotate di parafanghi in alluminio, illuminazione Trelock light, Chiusura sicurezza AXA lock, Campanellino, Portapacchi e portaborse integrato. Ambedue sono dotate di ammortizzatore centrale posto al di sotto del cannotto di sterzo, Forcella Headschok Fatty DL50 bloccabile.

Selle Royal Freccia, medio ampie con imbottitura in gel e tubo reggisella da 32mm. Cambio Shimano SLX 9 rapporti 11-32 e comando Deore , cerchi ad alto profilo Maddux C2 Urban, raggi inox, gomme Schwalbe Marathon Supreme 700x35c, Mozzi Shimano, Pedivelle e guarnitura centrale FSA Metropolis ed in fine freni a disco da 160mm idraulici Magura MT2.

La componentistica è di buon livello è l'insieme è bilanciato ed appropriato al tipo di utilizzo. La prima sensazione sollevando le bici per metterle a terra dal portabici è stata: ma quanto pesano?

Sì, l'impressione è stata alquanto strana perché osservando la bici ci si aspetterebbe un peso più ridotto, anche perché non era inserita la batteria.

L'impressione negativa deriva dal fatto che pur senza batteria inserita una volta avuta la bici a terra, sollevandola dalla sella per gli spostamenti come si fa per una normale bici, si avvertiva una concentrazione di massa gravante sul retrotreno della bici, mentre sollevando l'anteriore, ovviamente si percepiva la maggior leggerezza, sono circa 4kg in più fatti registrare sul retrotreno.

La ripartizione dei pesi in una bici io la ritengo essenziale sia per un corretto equilibrio generale della bici, ma soprattutto quando la si deve movimentare sollevandola per superare dei gradini, sbarre, ma ancor più quando la si dovesse issare su un portabici ad esempio posto sul tetto di un'auto, o sul portabici di un Camper.

Quest'ultime non sono cose di poco conto, perché se i pesi non sono equamente distribuiti, chi non è un incredibile hulck si ritroverebbe un solo braccio sovraccaricato, mentre l'altro scarico, con conseguente difficoltà nel sollevamento da terra.

Volendo riuscire nell'intento ho dovuto fare presa sulla bici esclusivamente fra la parte centrale del telaio e il telaio posteriore del portapacchi dove è concentrata la maggior parte del peso, ma così facendo, poi ci si ritrova con la ruota anteriore che si mette a girare su se stessa.

Dove stanno le differenze? abituato con le mie bici MTB del peso di 18kg senza batteria, ma soprattutto ben bilanciate qui la situazione è di 22,8kg con batteria inserita, tolta la batteria di 2,5kg, rimarrebbe una differenza di quasi 3,5kg che non distribuiti correttamente determinano questo problema.

Chiusa questa problematica che potrebbe essere di non poco conto, alla fine tutto ciò messo su strada non influenza la guida della bici, se non forse con il risultato di uno sterzo molto leggero e scattante nei cambi di direzione, questo però potrebbe anche dipendere dalla geometria del telaio e dall'angolo di inclinazione dello sterzo.

 

Analisi del telaio

Il telaio di per se non riserva sorprese se non per il retrotreno e per il fatto di alloggiare al posto del movimento centrale il motore Bosch su cui è imperniato il movimento centrale.

 

Il motore centrale del peso di 4kg, comprende al suo interno le riduzioni necessarie a trasmettere il moto al movimento centrale su cui é applicata una coppia nominale di 40Nm con un max di 50Nm. La potenza é di 250W, il controllore é integrato e colloquia con le periferiche con la tecnologia CanBus con scambio dati alla velocità di 200 volte al secondo. Il sistema dispone di tre sensori:Cadenza,Torque (Coppia),Velocità. L'efficienza si attesta a circa l'80% da 65 a 110 RPM.



Di fatto nel retrotreno c'è integrato il supporto batteria, il portapacchi ed un ulteriore pezzo di telaio che va a supportare questo telaio. La batteria è una Li-ion 36V - 288Wh

 

Dalle foto si può osservare che dall'attacco inferiore del tubo verticale per la sella, diparte un altro tubo incurvato di sezione quadra che alla sua sommità imbullona il portapacchi. Lo stesso portapacchi poi è imbullonato nella parte inferiore dei forcellini posteriori in prossimità dell'aggancio del mozzo posteriore.

 


nella parte alta funge anche da passacavi elettrici.

Tutta questa sovrastruttura è in alluminio ed è fatta di tubi di generose dimensioni, oltre che profusa di rinforzi e sotto-telaio reggi batteria. Non posso sapere a priori se è tutta questa sovrastruttura che possa determinare lo sbilanciamento di peso posteriore, certo qualche cosa fa, dimenticavo posteriormente è integrato anche il robusto cavalletto laterale.

 

In sostanza una bici robusta che non ha presentato il minimo problema durante tutte le sconnessioni incontrate lungo il percorso, e che ben si adatterebbe ad un uso trekking con montate delle borse laterali.

 



In sella

 

Forse è venuto il momento di salire in sella alla bici, il primo impatto è di avere tutto a posto, la sella al gel sufficientemente ampia (forse un po' troppo per la mia anatomia), risulta comoda, il manubrio ben posizionato, che è comunque regolabile in altezza, le manopole di tipo ergonomico con l'impugnatura palmare estesa, leve freni a tutta mano e computer di bordo essenziale di piccole dimensioni ben leggibile, posto sulla sx. Il comando del cambio ovviamente a dx., la bici non dispone di deragliatore anteriore.

Dimenticavo due particolari: se non inserite il computer di bordo, estraibile come un comune computer da bici, la bici non funziona,



inoltre il pulsante di accensione della bici è posto sulla parte posteriore della bici direttamente sul contenitore della batteria, il quale presenta il pulsante e i led di indicazione di stato di carica della batteria.
Caratteristiche batteria:
288Wh (8Ah,36V) Garanzia:500 cicli completi di ricarica - Durata 1000 cicli di ricarica -Peso 2,5Kg


Caratteristiche caricabatteria:
2,5h per 100% - 90 min per 80%

 

La batteria ha 5 led che indicano lo stato di carica, ogni Led indica circa il 20%.

5 Led accesi: 100%
4 Led accesi: 80%
3 Led accesi: 60%


Detto questo, dopo aver dato tensione, il computer lcd presenta i dati e mostra il tipo di programma selezionato, si hanno a disposizione quattro programmi: Eco, Tour, Sport, Speed


Ognuno di questi programmi ha poi la possibilità di poter scegliere tre livelli di assistenza selezionabili con i pulsanti up-down dotati di frecce stampate sulla plastica, ad indicare la salita o la discesa dal livello attuale, il tutto mostrato sul display. E presente un ulteriore livello ed è il livello zero, che di fatto disabilita l'intervento del motore. I livelli selezionati fanno cambiare la percorrenza prevista, come da foto sopra.

Sullo stesso computer è possibile attivare l'illuminazione, effettuare il reset dei dati e avere altre informazioni, oltre all'indicazioni di stato di carica della batteria con cinque segmenti, la velocità ed i km predittivi di percorrenza, i km totali/parziali.

Tabella riassuntiva delle modalità di assistenza del motore 
Level
ECO
TOUR
SPORT
SPEED
1
30%
60%
75%
90%
2
60%
95%
110%
160%
3
100%
140%
200%
250%

Tabella riassuntiva consumi nelle modalità di assistenza del motore
Level
ECO
TOUR
SPORT
SPEED
1
120km
87km
83km
74km
2
87km
70km
66km
58km
3
70km
58km
54km
50km
Nota: La durata massima della batteria dipende da diversi fattori tra cui il livello prescelto di sostegno, le superfici stradali, peso del pilota, la pressione dei pneumatici e la temperatura ambiente.

Tabella riassuntiva dei Programmi
Programma
IMPIEGO CONSIGLIATO
ECO

Un sostegno efficace con massima efficienza per la massima praticità / Ideale per lunghe distanze

TOUR

Supporto uniforme per i viaggi a lungo raggio / accelerazione dolce / Ideale per pendolari

SPORT

Il supporto immediato e potente per sportivi off-road così come start / stop traffico cittadino / Guida dinamica / Prestazioni ottimali su salite

SPEED

Prestazioni al top, il massimo supporto potente fino a cadenza massima per un traguardo ambizioso, di guida sportiva / Forte aumento a sostegno / Per chi predilige la guida sportiva

Tabella riassuntiva dei Codici di errore
Codici di errore
Causa
Rimedio
001

Errore interno del computer di controllo

002

Uno o più tasti sul computer di controllo sono bloccati

Controllare le chiavi di accensione, controllare i collegamenti e pulire i contatti

003

Collegamento problemi del controllo computer

Controllare i collegamenti e le connessioni

100

Guasto interno del gruppo di azionamento

101

Problema di connessione del gruppo di azionamento

Controllare i collegamenti e le connessioni

102

Errore del sensore di velocità

Controllare i collegamenti e le connessioni e l'integrità del sensore

103*

Problema di connessione di illuminazione

Controllare i collegamenti e le connessioni

104

Problema di connessione del computer di controllo

Controllare i collegamenti e le connessioni

105

La temperatura del gruppo di azionamento é troppo elevata (40°C)

Proseguire per raffreddare l'unità, continuare il viaggio senza alcun supporto motore

200

Guasto elettronico interno della batteria

201

La temperatura della batteria é troppo elevata (40°C)

Proseguire per raffreddare la batteria, continuare il viaggio senza alcun supporto motore

Si parte

 

Senza sapere ne leggere ne scrivere parto con la selezione memorizzata dal computer nell'uso precedente, la selezione è Speed, livello 1.

Non avendo avuto il tempo necessario per leggere le istruzioni si procede in modalità "a vista", usandolo si capirà . La prima sensazione prontissimo avvio, ma per procedere per gradi, disattivo subito e mi porto a livello zero, ovvero senza alcuna assistenza, giusto per testare la scorrevolezza della bici e l'eventuale influenza degli ingranaggi del meccanismo motore.

Ci troviamo in percorso urbano con leggeri falsi piani sia in salita che in discesa, la bici è maneggevolissima, come già scritto all'inizio lo sterzo è molto reattivo, la bici molto scorrevole, i pneumatici agevolano questo compito e comunque assorbono bene le asperità coadiuvati dall'ammortizzatore anteriore, ma anche al retrotreno ovvero in sella non si percepiscono molto le asperità nonostante non vi sia un ammortizzatore posteriore.

 

 

Provo a spingere sui pedali e pur essendo in leggera salita mantengo i 28-29km/h e alla successiva discesa lasciando scorrere la bici non vi è alcun impedimento al rotolamento, ovvero la ciclistica è a posto, come se si fosse su una bici normale da trekking, il cambio è preciso e funziona a dovere e questo sarà utilizzato in modo molto frequente in tutto il viaggio, mentre i freni sono pronti ed efficaci all'altezza di ogni situazione.

 



Primo assaggio del motore

 

Essendoci una deviazione per lavori in corso sulla pista ciclabile, si passa attraverso tre centri abitati, fra asfalto, porfidi, marciapiedi, pezzi di ciclabile ecc. con continui sali scendi, attiviamo il motore in speed 1, al primo cavalcavia scalando di rapporto il motore che è molto silenzioso , fa sentire la sua presenza portandoci in cima con un leggerissimo sforzo da parte nostra. L'intervento del motore è istantaneo e altrettanto lo è quando deve smettere, l'integrazione con la nostra pedalata è quanto di meglio riuscito che abbia provato sino ad ora. L'intervento non è mai invasivo ed è dolce e progressivo è rispetta e segue alla lettera ciò che stiamo facendo con i pedali.

Vorrei aprire una parentesi, il sistema di azionamento del motore è affidato ad un sensore di sforzo e ad un sensore di velocità di rotazione dei pedali, e velocità della bici. Ne consegue che la sinergia che si ottiene utilizzando gli algoritmi che hanno programmato i tecnici della Bosch è quanto di più "cucita" su misura sul corpo umano.

Puo' sembrare una banalità ma questo dettaglio fa la differenza. Riuscire ad ottenere un funzionamento così ottimizzato ed aderente a ciò che il ciclista momento per momento sta esprimendo sui pedali, non deve essere stato un compito facile, e da elettronico levo tanto di cappello a questo risultato raggiunto, riconoscendo un alto grado di sofisticazione nell' azionamento e controllo del motore fatto dai tecnici della Bosch.

Se si tiene conto che abbiamo a disposizione 4 programmi e 3 livelli di assistenza, fanno già 12 possibili varianti, ma non solo, se aggiungiamo il fattore controllo rotazione dei pedali e sforzo sui pedali e velocità del mezzo, si realizza che il computer deve avere un ben maggiore spettro di programmi memorizzati al suo interno per far fronte a tutte queste variabili.

In sostanza per esemplificare, se si sta utilizzando uno dei quattro programmi ed uno dei livelli di assistenza, il tutto non si risolve in una banale fornitura di assistenza X, ma questa viene modulata e fornita in funzione dei tre parametri fondamentali, come velocità, frequenza pedalata, sforzo sui pedali, vale a dire che se dovessimo partire da fermi azionando i pedali lentamente e spingendo lentamente sui pedali, la risposta sarebbe quasi come se lo facessimo senza motore, ma con quel poco in più , se nel mentre premiamo di più sui pedali subito il motore si attiva generando più coppia, se aumentiamo la frequenza di pedalata aumenta la velocità, se premiamo ancor di più sui pedali, il tutto viene accompagnato da un incremento di spinta, se spinge ancora di più aumenta ancora e via via sino al massimo della pressione esercitata o al massimo delle frequenze di pedalata o al massimo della velocità raggiunta che già attorno ai 24,2km incomincia ad on/off a frequenza variabile sino allo spegnimento categorico superati i 25km/h.

Tutti questi comportamenti, sono quasi trasparenti se uno non ne fa caso, salvo nei casi in cui richiedete bruscamente con una pressione forte sui pedali e in tal caso si avverte maggiormente l'intervento di spinta del motore, che altrimenti in un uso normale e progressivo c'è ma è sempre discreto nel suo intervento.

Ovviamente tutto ciò viene ulteriormente amplificato con gli altri programmi a disposizione, dove si avvertirà più o meno assistenza di spinta o velocità di intervento, ma comunque in tutti i casi non rimarrete mai "imballati" anche se siete in modalità Eco 1 , purché almeno vi avviciniate ad aver inserito un rapporto che almeno si avvicini di due rapporti all'ottimale che utilizzereste con la bici solo muscolarmente.

Il percorso effettuato ha presentato molteplici stop and go, per il fatto di esserci nelle intersezioni della ciclabile con altre vie, delle sbarre poste a mo di "chicane" per obbligare ad un rallentamento forzato, poteva capitare di giungere in posti con presenza di pendenza, oppure di non aver preventivamente scalato rapporto per la ripartenza da fermo, ebbene in qualsiasi situazione il sistema ha sempre aiutato egregiamente facendoci ripartire senza fatica.

A riprova ho voluto effettuare il test con situazione peggiore in termini di assistenza, ovvero programma Eco assistenza 1 su una pendenza da Zoncolan nel centro di Clusone, ebbene inserita la prima marcia il motore senza esitazione ha affrontato la partenza e la scalata fatta senza alcun problema, se calcoliamo che si hanno a disposizione ancora 11 step con assistenza ancor maggiore, va da se che difficilmente ci si potrà trovare in situazioni con pendenze non scalabili, immagino se non al limite del ribaltamento, ma vi assicuro che pendenze come quelle affrontate non sono poi così comuni sulla normale viabilità.

L'uso del cambio si rivela intensivo e tutti i rapporti sono impegnati, questo per assecondare al meglio l'utilizzo insieme uomo-bici. Del resto è come utilizzare una moto o un'automobile, se ci si ferma si mette la prima marcia per ripartire o no? se si è in salita e si sta per salire una rampa del box si mette la prima, noo? Non sempre è necessario partire in prima marcia, perché il motore può sopperire a questo, ma sarebbe buona norma appena si rallenta scalare uno o due rapporti e quattro o cinque rapporti se ci si ferma, e ancora meglio in prima marcia quando siete in salita, quindi niente patemi ed usate il cambio, è li apposta per questo, non è un optional!

 

Uso sportivo

Ho voluto calarmi nelle vesti di un ciclista sportivo e in prossimità della pineta di Clusone con la strada che sale in pendenza continua per qualche km sono stato affiancato da un ciclista sportivo con bici sportiva e leggera e sembrava che in salita spingesse bene superando altri ciclisti, per prova ho inserito il programma Sport assistenza 1 incominciando a spingere sui pedali, poco dopo l'ho raggiunto e superato a mia volta, si saliva attorno ai 22-23km/h, il ciclista sportivo si è subito accodato dietro di me "succhiando" la ruota, lo potevo vedere dallo specchietto che ho sul casco, dopo qualche centinaio di metri si è incominciato a sentire l'animazione ed il fiato corto sino a che si è staccato non potendo reggere il ritmo che imponevo con le mie gambe in unione al motore, anche se probabilmente io avevo una bici di 12kg più pesante.

Del resto fare una salita prossimi ai 25km/h non è uno scherzo e se non sei un professionista con una bella bici leggera e pure leggero tu stesso, è un po' dura reggere a lungo il ritmo, cosa che il motore elettrico sa invece dare costantemente, sempre che ovviamente anche noi si riesca a dare il nostro fattivo contributo, si perché questo motore ha una differenza sostanziale rispetto ad esempio al motore centrale della Panasonic che ho avuto modo di provare.

Questo motore è come ho già scritto, "cucito" alle proprie gambe, se si spinge, lui spinge se si spinge poco spinge poco, se si spinge molto spinge molto senza decrescere la spinta se non al raggiungimento della velocità limite dei 25km/h dettati per legge.

Questo cosa vuol dire, e come se avessimo un tandem in cui se io aumento la spinta il mio compagno lo fa in egual modo, è come avere una sinergia fra uomo-macchina, e se l'uomo supera la macchina cosa succede?

Nulla!, se si è in grado di superare la macchina, ovvero la spinta del motore, oltre il limite imposto dei 25km/h non vi accorgerete quasi nemmeno di farlo perché la transizione è soft e voi spingerete tranquillamente "si fa per dire" sino alle vostre capacità.

Mi è capitato nel ritorno, complice le discese, di superare agevolmente i 35km/h per poi attestarmi attorno ai 32km/h in pianura e se poi subentrava vento contro ovviamente scalavo marcia e riducevo l'andatura sino talvolta a fare reintervenire il motore sceso a 24km/h per poi al successivo cessare del vento ritrovarmi sempre in piano a 32km/h senza accorgermene.

In sostanza la bici si comporta nel modo più trasparente possibile, interventi sempre mirati senza sopraffazione, un vero aiuto mascherato, ma sempre presente in ogni situazione.

 

E la guida super sportiva modalità Speed - livello 3 ?

 

Ebbene già che c'ero al rientro mancando pochi km, ho provato questa impostazione in città.

Giunto ai semafori scalavo in prima e al verde pigiavo sui pedali come se fossi su una muscolare da corsa, in pratica si parte a cannone, le marce vengono snocciolate in un un amen, seconda-terza-quarta- nona marcia, in un attimo ti ritrovi a 28km/h preso dall'accelerazione spingi ancora di più 32-33km/h sino al prossimo stop , ti guardi a fianco e le macchine e motorini devono ancora arrivare. Alla partenza non è raro sentire slittare la ruota, specie su fondo poco aderente. Chiaro che il motore cessa inesorabilmente a 25km/h, ma l'abbrivio è tale che si spinge senza motore senza accorgersene, sempre che si abbia le gambe per farlo.

In definitiva dire che sono stato deluso da questo nuovo motore sarebbe una assurdità, al contrario direi molto sorpreso e divertito, era da tempo che non provavo una simile guida, più che altro perché le mie uscite sono sempre improntate a redigere i report, per cui sono più preso ad osservare il panorama che mi sta attorno che il puro piacere di guidare una bici elettrica.

Una cosa è certa, per il mio tipo di attività fatta per i report di bellitaliainbici, proprio per i numerosi stop and go a cui sono sottoposto, una bici del genere sarebbe l'ideale compagna e ridurrebbe di molto lo stress dovuto alle ripartenze, specie sui percorsi montani, anche se dopo per il fuoristrada servirebbe che il motore fosse montato su una MTB.

 

E l'autonomia?

Solito discorso, siamo partiti ambedue con una predizione di percorrenza di circa 56km, ma c'è da dire una cosa a secondo del programma scelto e del livello di assistenza scelto cambia la predizione dei km percorsi, per cui in Eco si sarebbe potuto leggere anche 85km.

Morale della favola abbiamo fatto 70km con il profilo del percorso che avete visto sul report, abbiamo cambiato spesso i programmi scelti e le assistenze, alla fine giunti a Clusone avevamo a disposizione ancora circa 20km di autonomia, ma come abbiamo girato le bici per il ritorno la predizione è salita a 50km, per poi arrivare a 9km agli ultimi km perché avevamo selezionato Speed 3, il livello massimo di assistenza, ma arrivati al luogo di partenza c'erano ancora 2 tacche su 5 disponibili di carica della batteria.

 

Pro e Contro

Di contro personalmente avrei da dire che ho riscontrato un dolore ad un tendine inferiore esterno al ginocchio. Presumibilmente vista l'esperienza di quasi ventanni di bici, ciò nel mio caso potrebbe essere causato da un disallineamento dell'appoggio plantare rispetto all'anca.

Mi spiego meglio, sembra che l'interasse del perno su cui sono infulcrate le pedivelle, abbia una lunghezza superiore a quelle da me utilizzate nelle mie bici. Oggi ho misurato è ci sono circa 10mm in più di interasse rispetto alle mie bici.

Questa differenza su lunghe percorrenze potrebbe causare dei risentimenti a livello tendineo, é probabile che la mia morfologia personale ne risenta, e su un altro soggetto non accada nulla.

Mi era capitato vent'anni fa un simile problema sulla nuova bici da corsa della Bianchi, che adottava ancora gli attacchi Campagnolo per gli scarpini bloccati dai cinturini di cuoio.

Ebbene con percorrenze che in genere superavano la trentina di km, incominciavo ad accusare un dolore al tendine. Da una indagine successiva fatta per risolvere questo fastidioso problema è risultato che la scarpa sx. aveva un disallineamento sul piano orizzontale di qualche grado. Riallineata la scarpa tutto è magicamente scomparso.

Non vorrei che anche in questo caso queste differenze di postura possano influire negativamente. Al mio amico tester non è successo nulla di tutto ciò per cui, la cosa sarebbe da vagliare ma occorrerebbero ulteriori prove. Non d'ultimo ci sarebbe da indagare sulla sella, che a lungo andare faceva scomparire la comodità del primo impatto per poi trasformarsi in un qualche fastidio al di fuori delle creste iliache , come se fosse troppo larga per la mia anatomia.

Come sempre se si utilizza un mezzo per andare in città va tutto bene, quando si iniziano a superare i 30km, tutto assume un aspetto differente, incominciando a risentire della postura in sella.

Sulla versione da donna invece si sono riscontrate alcune anomalie, come i freni che fischiavano, ma questo ci può stare visto che è una bici tester, poi c'era una oscillazione all'avantreno non appena si sollevavano le mani dal manubrio, cosa che su quella da uomo non accadeva. Potrebbe trattarsi di un problema allo sterzo come pure il fatto che quella da donna non ha la canna di congiunzione piantone sella - sterzo, oppure potrebbe essere che le ruote non erano ben allineate, tutte cose che non ho appurato per mancanza di tempo.

Un'altra cosa era l'eccessivo gioco della batteria sulla sua slitta tanto che sono dovuto intervenire apponendo un listello di spugna, ed inoltre la stessa batteria presenta due guide in plastica molto deboli, di cui una se ne era venuta via.

Immagino che come pre serie tutto ciò poi sarà migliorato nel tempo.

 

Conclusioni:

Senza dubbio sarà un motore che dirà la sua nell'ambito mondiale delle bici a pedalata assistita, salvo le pecche che ho lamentato io, ma poi non è detto che per altri possano andare bene. E' senza dubbio una bici ed un motore da tenere in considerazione in caso di acquisto, specie in raffronto ad altre soluzioni eguali ma con filososfia di funzionamento differente.

Una bici senz'altro adatta ad un largo pubblico e che saprà soddisfare molte utenze, ma soprattutto una bici "trasparente" che si integra armoniosamente con la normale pedalata umana, non vi rimane che provarne una, buone pedalate!

 

 

Su questa pagina invece potete leggere la prova della SCOTT E-Venture 20 comprensiva di test in salita per 1100m di dislivello.

 

Cadore designer © 2011
pagina creata: 26-06-2011
ultimo aggiornamento: 07-10-2015
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