sogni e BI-sogni

 

PROGRAMMA ESCURSIONI 2005

LE PISTE CICLABILI A EMPOLI

LINEE AMBIENTALI PER IL GOVERNO DEL TERRITORIO DEL CIRCONDARIO EMPOLESE VALDELSA

NUOVA RUBRICA SULL'ALIMENTAZIONE

Oggi non possiamo più permetterci di far finta di niente, lo dobbiamo a noi stessi e ai nostri figli!

L’ambiente composto da terre, aria, acqua, animali subisce regolarmente ogni tipo di prevaricazione (sfruttamento, soprusi e stravolgimenti) da quegli uomini ciechi ed egoisti che si impongono nelle scelte economiche e politiche.

E’ di questi giorni un nuovo terribile scempio ambientale causato dall’ennesima petroliera affondata, eppure il mondo sta a guardare! Guardiamo con pena le immagini delle foche e dei cormorani sporchi di petrolio ma ci sentiamo così lontani e inutili che non ci poniamo neanche il problema che forse possiamo fare qualcosa … Ma ognuno di noi, nel suo piccolo, PUO’ FARE QUALCOSA! Cosa?

POSSIAMO SCEGLIERE! Ce lo siamo dimenticati forse, ormai assuefatti dai media strumentalizzati e strumentalizzanti … ma noi non siamo degli automi! E’ ora di prendere consapevolezza delle nostra forza, visto che tutto si basa sul mercato, e, visto che siamo NOI i consumatori finali di ciò che viene prodotto in tutto il mondo … allora rendiamoci conto che abbiamo un potere enorme!

LA SCELTA SI CHIAMA CONSUMO CRITICO! Facciamo attenzione a ciò che compriamo, da dove viene, di cosa è composto, come fa a costare così poco, come fa a mantenersi così a lungo (alimenti) o a rompersi così presto (elettrodomestici).

In un mondo globalizzato basato solo sul liberismo ossessivo, dobbiamo riprenderci lo spazio che avevamo, il rispetto che meritiamo, dobbiamo pensare alla nostra salute ma anche a quella dei nostri animali, delle nostre terre, delle nostre acque … niente dura per l’eternità, ogni giorno ci viene dimostrato!

LEGAMBIENTE HA SEMPRE PENSATO CHE UN ALTRO MONDO SIA POSSIBILE! UN PENSIERO CONDIVISO DAL MOVIMENTO DEI SOCIAL FORUM, DA SEATTLE A GENOVA, DA PORTO ALEGRE A FIRENZE! E’ PER QUESTO CHE SIAMO SICURI CHE OGNI CITTADINO, NEL SUO PICCOLO, POSSA PROIETTARE I GRANDI TEMI AMBIENTALI SUL PROPRIO TERRITORIO, AGENDO LOCALMENTE E PENSANDO GLOBALMENTE!

E’ PER QUESTO CHE NOI DEL CIRCOLO DI LEGAMBIENTE DELL’EMPOLESE-VALDELSA CERCHIAMO DI DEDICARE PARTE DEL NOSTRO TEMPO A QUESTI TEMI, OVVIAMENTE PERO’ ABBIAMO BISOGNO DI RISORSE … A META’ DICEMBRE 2002 INIZIERA’ LA CAMPAGNA DI TESSERAMENTO 2003 E PUBBLICHEREMO SUGLI ORGANI D’INFORMAZIONE LOCALI TUTTE LE INIZIATIVE CHE PORTEREMO AVANTI NEL NOSTRO TERRITORIO DURANTE IL NUOVO ANNO. SE HAI DEL TEMPO LIBERO E SEI SENSIBILE AI TEMI AMBIENTALI, SAREMO FELICI DI CONOSCERTI!


Programma escursionistico 2005:

***

Domenica 30 gennaio

Parco naturale di M. Castello: Sestri L.-Punta Manara-M. Castello

Sabato 5 febbraio

Oasi WWF di Bolgheri e Oasi WWF Le Colonne (LI)

Domenica 13 febbraio

Valleriana trekking: Collodi- M. Telegrafo

Domenica 27 febbraio

Oasi WWF di Gabbianello (FI)

Domenica 13 marzo

Escursione storico-naturalistica e visita al Museo Civiltà Contadina Casa d'Erci (FI)

Domenica 20 marzo

Padule di Fucecchio: Osservatorio Faunistico - Riserva Naturale delle Morette - Visita al Museo del Padule a Monsummano

Domenica 10 aprile

San Fruttuoso - Camogli - San Fruttuoso (Liguria)

Domenica 17 aprile

Bandite di Scarlino (GR)

Domenica 24 aprile:

Dal Parco di Rimigliano al Golfo di Baratti (LI)

Domenica 8 maggio

Da Sassofortino alla Riserva naturale Provinciale La Pietra (GR)

Domenica 15 maggio

Monti della Calvana (PO)

Domenica 22 maggio

Appennino Tosco-Romagnolo: Badia Moscheta-Casetta di Tiara-M. Acuto

Domenica 5 giugno

Alpi Apuane: Monte Sumbra

Domenica 19 giugno

Riserva Naturale Provinciale Acquerino Cantagallo (PO)

Domenica 26 giugno

Abetone - Lago Nero - Alpe Tre Potenze - M. Gomito

Domenica 10 luglio

Ascensione sul Monte Rondinaio (PT)

Domenica 18 settembre

Riserva Naturale Provinciale Castelvecchio (SI)

Domenica 25 Settembre

Alpi Apuane: Monte Pisanino

Domenica 2 ottobre

Monte Cetona (SI)

Sabato 15 ottobre

Domenica 16 ottobre

Alpi Apuane: Antico Mulino D'Arbia - M.te Pizzo d'uccello (n. 2 giorni)

Domenica 6 novembre

Montalbano: da Anchiano alla torre di S. Alluccio

Domenica 4 dicembre

Asciano – Valle delle Fonti - Certosa di Calci

Per informazioni ed iscrizioni

WWF: Cristina Raugei tel. 0571/924290 cell. 348/6605888 - Luca Leoncini cell. 339/1673774 - Massimo Paci tel. 0571/710157 cell. 333/6874128 - Riccardo Vallini tel. 0571/80225 cell. 338/5033424 - Sena Daccordi tel. 0571/42744 cell. 348/0448604; LEGAMBIENTE: - Davide Salvatori cell. 333/3406661 - Giada Bini cell. 349/1672769 - Luca Gambacciani cell. 338/8309672 - Marco Boldrini cell. 333/6478189 – Roberto Gori cell. 349/0981246 - Salvatore D’Amelio tel. 0571/590971 - legambientempoli@libero.it – www.struzzo.elenet.it/legambientempoli

 

Le gite sono riservate ai soci. Chi non è socio può iscriversi al WWF o a Legambiente il giorno della gita. Sono a carico dei partecipanti le spese di trasporto (auto proprie nel minor numero possibile o mezzi pubblici), eventuali biglietti di ingresso e la guida dove è prevista. (*) Per la gita del 7 marzo e per altre è prevista la possibilità, per gli interessati, di recarsi sul posto in bicicletta o con formula treno+bici, seguiranno maggiori informazioni. Per tutte le gite sono consigliati zaino, borraccia, scarpe da trekking e indumenti impermeabili. Pranzo al sacco. Prima dell’escursione, informatevi sul livello di difficoltà. I minorenni dovranno essere accompagnati da un adulto. Le iscrizioni si chiuderanno due giorni prima della data delle escursioni.


Le piste ciclabili a Empoli

Per quanto riguarda le piste ciclabili abbiamo ottenuto ottimi risultati. A seguito del comunicato stampa "Il futuro va in bicicletta"  nato da un approfondimento del tema viabilità condotto dal nostro circolo da diversi anni, abbiamo affrontato tale problematica all'interno del Gruppo Risorse Ambientali del Forum Cultura del Comune di Empoli. Da questi incontri è nato un documento e un convegno intitolato "Pedaliamo la città". Il progetto per la costruzione di una lunga pista ciclabile che parte dalla stazione per arrivare al polo scolastico è già approvato e finanziato e i lavori cominceranno a marzo del 2003, inoltre è in via di progettazione un'altra pista ciclabile che colleghi il centro con la zona sportiva. Il nostro obiettivo a questo punto è che tutti questi tronconi ciclabili risultino fruibili e omogenei in modo da permettere al cittadino un accesso semplice e sicuro al trasporto in bici, perchè la bicicletta diventi un mezzo di trasporto sostitutivo dell'auto oltre che uno strumento ludico.

Il Gruppo Risorse Ambientali del Forum Cultura del Comune di Empoli tramite la costituita COMMISSIONE PISTE CICLABILI, ha redatto un documento divulgato alla stampa col quale viene formulata una "Proposta per la ciclabilità a Empoli" --> vedi il comunicato stampa e la proposta.


IL FUTURO VA IN BICICLETTA

"Pensando alla nostra salute e alla salute della nostra città e visto il continuo aumento del traffico e dell’inquinamento dell’aria, è oggi, più che mai necessaria, una risposta al problema della viabilità urbana.

Per questo motivo il nostro circolo, constatata la disattenzione dell'Amministrazione a tali problematiche, si fa portavoce, ancora una volta, di una proposta da sottoporre all'attenzione del Comune con la quale chiede la creazione di piste ciclabili e di iniziative collaterali per incentivare una mobilità sostenibile.

Empoli è una città pianeggiante dove il 50% degli spostamenti in auto rientrano nei 5 km, ciò consente ampio spazio allo sviluppo di una mobilità sulle due ruote. Inoltre l'emergenza smog che si è verificata all’inizio dell’anno è un campanello d’allarme che ci deve far intraprendere iniziative efficaci per la riduzione dell’inquinamento atmosferico ed acustico allentando la morsa del traffico.

Proponiamo quindi che sia creata una rete di vie ciclabili più ampia e omogenea possibile in modo da assicurare al cittadino percorsi senza interruzioni.

Per ottenere i risultati auspicati le nostre proposte sono le seguenti:

  • prima di tutto collegare con una buona viabilità ciclabile i maggiori quartieri al centro, alle stazioni e ai capolinea dei mezzi pubblici. Inoltre, sfruttando gli argini già esistenti (Arno e torrenti) con poca spesa si possono creare importanti collegamenti di varie parti della città;

  • assegnare l’uso di un marciapiede del ponte sull’Arno Empoli-Sovigliana ai ciclisti;

  • una maggiore intermodalità cioè facilità di accesso e di sosta delle biciclette in vari punti della città e nelle stazioni (parcheggi pubblici e rastrelliere) e accessibilità della bicicletta ai mezzi di trasporto pubblico;

  • la limitazione della velocità a 30 km/h soprattutto vicino al centro per incentivare l’uso delle due ruote;

  • realizzare interventi per aumentare la sicurezza dei ciclisti (segnaletica ben visibile, divisori, sistemi di rallentamento) non solo lungo le piste ciclabili;

Concludendo l’aumento della mobilità su due ruote è possibile se il significato che diamo alle nostre iniziative è quello di far tornare la bici un mezzo di trasporto utilizzato nel quotidiano (per recarsi a scuola, al lavoro, a fare la spesa, ecc) e non solo come mezzo da sfruttare nei momenti di svago. Solo così verrà intrapresa una riqualificazione del rapporto cittadini/territorio come condizione necessaria per lasciare alle future generazioni un mondo ancora vivibile."



 
COMMISSIONE PISTE CICLABILI

FORUM CULTURA

"PROPOSTA PER LA CICLABILITA' A EMPOLI"

Empoli - dicembre 2002

A cura di: Marco Becagli - Salvatore D'amelio - Carlo Farsetti - Tania Scardigli - Antonella Cioni - Roberto Gori - Alberto Mazzoni

 

INDICE

1 INDICE *

2 Una rete di percorsi ciclabili *

2.1 - Mobilità cittadina per le bici *

1 - Polo scolastico –V.le Buozzi – Stazione FS *

2 - Stazione FS - V.XI Febbraio *

3 - P.zza Toscanini - V.XX Settembre – V.Tripoli – V.G.Da Empoli – V.Roma *

4 - V.le Petrarca – Lungarno Alighieri *

5 - V.Bonistallo (tangenza) – V.R.Sanzio – V.S.Mamante (tangenza) – nuovo Ipermercato *

6 - V.Boccaccio – V.Buonarroti – lungo rio S.Anna – V.Val Pusteria - V.Raffaello Sanzio - V.Donatello - V.le Buozzi *

6bis - V.Boccaccio - V.Piave - V.Segantini – V.Baccio da Montelupo (tangenza) - V.Raffaello Sanzio - V.Donatello - V.le Buozzi *

6tris - V.Boccaccio - V.Buonarroti – lungo rio S.Anna – V.Segantini - V.Baccio da Montelupo (tangenza) - V.Raffaello Sanzio - V.Donatello - V.le Buozzi *

6quater - V.Boccaccio - V.Ripa – V.Lucchese *

7 - V.Cellini – V.Cavour – Pzza XXIV Luglio *

7Bis - V. V.Brunelleschi– V.Cavour – Pzza XXIV Luglio *

8 - Serravalle - V.Basilicata - V.Monaco – V.Berni – V.Masini *

9 - V.Giusti – V.Busoni – V.Vanghetti *

10 - Ponte sull’Arno – V-le Battisti – P.zza G.Guerra – V.Pievano Rolando – V.T.da Battifolle – P.zza della Vittoria – V.Roma – P.zza don Minzoni – Stazione FS *

11 - V.delle Olimpiadi - V.Bisarnella – Parco Mariambini – V.Tinto da Battifolle *

2.2 - Mobilità extraurbana per le bici *

2.3 - Opere strutturali *

3 - OSSERVAZIONI E CONSIDERAZIONI 

4 - SINTESI DELLE PROPOSTE RIVOLTE ALL'AMMINISTRAZIONE COMUNALE

5 - COMMENTO FINALE

PREMESSA

Anche ad Empoli appare ormai non più eludibile la questione "diversa mobilità delle persone".

E’ opportuno qui richiamare le nuove responsabilità in materia di ambiente urbano che vengono richieste anche a livello europeo ai rappresentanti politici, i quali, sempre più pressantemente sono chiamati a garantire ai concittadini un ambiente sano e a facilitare gli spostamenti professionali per assicurare buone condizioni di sviluppo alle imprese, ai servizi ed ai negozi e a garantire altresì spostamenti agevoli per accedere ai servizi pubblici, alle scuole, alle attrezzature collettive, ai luoghi di lavoro e negozi.

Pesano sulla collettività gli inconvenienti dell’uso "poco ragionevole" dell’automobile privata che contribuisce a sprecare lo spazio urbano, consuma molte risorse e grava sull’ambiente.

Seguendo una logica sana, le Autorità pubbliche dovrebbero impegnarsi a non scoraggiare un tipo di trasporto pulito come la bicicletta, che non consuma spazio né energia, non inquina e non crea ingorghi. Ad essa dovrebbero essere destinate, annualmente, risorse finanziarie almeno corrispondenti alla percentuale di utilizzo di questo mezzo sul totale degli spostamenti di una città, che minimo si attesta sull’1% (ad Empoli gli spostamenti su mezzi a due ruote coprono complessivamente il 18% del totale ed il 90% degli spostamenti dichiarati viene compiuto in meno di 15’ – cfr PGTU del Comune di Empoli del luglio 1997, pag. 14).

Due persone su tre potrebbero essere disponibili ad abbandonare l’automobile in presenza di condizioni favorevoli.

Empoli è quindi chiamata a crearle queste condizioni favorevoli a partire dall’approvazione del "PIANO DELLA RETE DEGLI ITINERARI CICLABILI" inserito all’interno del PIANO URBANO DEL TRAFFICO (PUT).

Non corrisponde ai fatti l’equazione "vitalità delle imprese commerciali = accesso in automobile". Studi europei in tal senso hanno dimostrato che il contributo della clientela che arriva con mezzi pubblici, in bicicletta ed a piedi è molto sottostimato; come sottostimato è l’impatto negativo per le nostre città e l’ambiente urbano delle sedi di ipermercati e di migliaia di posti di parcheggio in periferia. E’ quindi da sfatare l’idea che gli automobilisti siano miglior clienti dei ciclisti, dei pedoni e degli utenti dei trasporti pubblici.

L’assenza (o la scomparsa) di sistemazioni ciclabili blocca la potenziale domanda di spostamenti in biciletta. In questo senso vi è una forte aspettativa di cambiamento a favore di modi di trasporto più rispettosi dell’ambiente, di segnali di incoraggiamento dell’uso della bicicletta. Risulta in tal senso in crescita una nuova mentalità che deve essere stimolata anche attraverso la promozione di campagne informative ed educative.

In questi ultimi anni anche ad Empoli si è registrato un peggioramento della qualità dell’aria con superamenti dei limiti previsti per il Biossido di Ozono, Materiale particellare fine, Ozono. Il Comune di Empoli insieme a Montelupo Fiorentino sono stati individuati dalla Regione Toscana (Deliberazione della Giunta Regionale Toscana 21/12/2001 n. 1406 "Presa d’atto della valutazione della qualità dell’aria ambiente ed adozione della classificazione del territorio regionale ai sensi degli articoli 6, 7, 8 e 9 del Decreto legislativo n. 351/1999") tra i comuni toscani che presentano superamenti dei valori limite previsti dalle direttive europee per più di una sostanza inquinante.

In base a tale classificazione il comune è tenuto a predisporre piani di azione (PAC) e programmi contenenti le misure da adottare per riportare i livelli al di sotto dei suddetti valori limite insieme ad un rapporto sulla qualità dell’aria ambiente relativo a tutti gli inquinanti.

Le piste/percorsi ciclabili si collocano quindi a pieno titolo nel Piano di azione comunale (PAC) nel quale occorre prevedere e realizzare interventi volti ad aumentare le quote percentuali di mobilità non motorizzata.

E’ da notare che gli automobilisti sarebbero i primi a beneficiare di una riduzione dell’inquinamento che essi stessi provocano, in quanto l’aria nell’abitacolo delle automobili è nettamente più inquinata che all’esterno.

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La Commissione Piste Ciclabili del Forum Cultura di Empoli, considerata la diffusa sensibilità sull’argomento, registrata anche nel convegno sul tema delle piste ciclabili tenutosi lo scorso mese di settembre, ha elaborato una proposta di percorsi ciclabili in ambito cittadino ed extraurbano, con i seguenti principali obiettivi:

  • incentivare e promuovere una mobilità alternativa che sia improntata sull’uso della bicicletta;
  • arginare, ridurre, limitare il traffico automobilistico e renderlo più fluido
  • riqualificare il tessuto urbano e rendere vivibile la città.

Ha quindi elaborato la presente proposta/progetto analizzando il territorio e facendo una ricognizione sui luoghi oltre ad un confronto e dibattito (anche con le autorità preposte) ed ha individuato quella che dovrà essere la caratteristica principale delle piste ciclabili, e cioè la prevalenza dell'uso circolatorio e di mobilità della bicicletta, rispetto all'uso cosiddetto " ludico "; ciò anche in considerazione delle caratteristiche territoriali, del tessuto economico-sociale della città di Empoli, ma soprattutto per una necessità, non più procrastinabile, di rendere la città stessa più vivibile, incentivando e promuovendo una mobilità alternativa, che sia improntata all'uso della bicicletta.

Come previsto dal PGTU del luglio 1997 è da privilegiare la costituzione di una serie di itinerari ad "effetto rete" piuttosto che investire notevoli risorse su un’unica infrastruttura in modo da incentivare in tempi brevi l’uso della bicicletta in una città come Empoli che per dimensioni e configurazione rappresenta una situazione ideale (cfr. PGTU pag. 30).

Occorre quindi realizzare percorsi ciclabili secondo criteri di: utilizzazione, sicurezza e viabilità (ove possibile) privilegiata rispetto al flusso del traffico veicolare.

Là invece, dove è stata costituita e individuata dall’ u.t.o.e. quale "città nuova progettata "- leggi Serravalle -, le due caratteristiche potrebbero coincidere ed identificarsi.

Punto fermo del lavoro svolto dalla Commissione resta la necessità di rendere più vivibile il centro urbano di Empoli, quello cioè individuato sempre dall' u.t.o.e. quale "città compattata ", considerato l'inesorabile, prevedibile aumento del flusso circolatorio in tale zona in quanto ad Empoli, già sede di alcuni uffici: Tribunale, ASL 11, Agenzia delle Entrate, Università, Giudice di Pace, Uffici del Circondario, Ospedale Generale, ecc. nonchè "porta del Cincondario" e potenziale prossimo " capoluogo " del Valdarno inferiore e della bassa Valdelsa, gravita e graviterà sempre di più un'utenza di circa 160 mila abitanti pari a quasi quattro volte la popolazione attuale di Empoli.

È quindi comprensibile, come l'argomento vivibilità-mobilità-analisi del traffico, sia inprocrastinabile oltre che urgente, atteso quanto avviene nelle città di maggiori dimensioni, ormai congestionate dal traffico caotico e forse irreversibile.

Occorrono quindi interventi specifici e settoriali nelle varie zone della " città compattata " (esempio, parcheggi dislocati sul predetto territorio aventi struttura metallica due piani, con eliminazione o limitazione dei parcheggi sulle strade, che nel futuro dovranno restare circolanti, ma più libere possibile). E’ soprattutto necessaria la previsione, e ove possibile, la immediata costruzione/realizzazione di piste ciclabili che favoriscano l’uso della bicicletta che indiscutibilmente rappresenta un mezzo salutare oltre ad essere un ottimo strumento di promozione di relazioni sociali.

Di seguito vengono elencati analiticamente i percorsi ciclabili e le relative soluzioni ideate dalla Commissione, che non dispone di strumenti né delle conoscenze tecniche necessarie a descrivere in maniera compiuta gli interventi e le opere richieste per la realizzazione della rete ciclabile descritta. E’ richiesta al Comune la valutazione della fattibilità dei vari interventi e di dettaglio delle opere necessarie nonché l'eventuale individuazione di percorsi alternativi a quelli proposti sulle cui soluzioni dovrà comunque essere coinvolta la Commissione ed il Forum.

  1. Una rete di percorsi ciclabili

Nelle figure 1 e 2 riportiamo la proposta della Commissione per la realizzazione di una rete di percorsi ciclabili, considerando rispettivamente la mobilità cittadina ed il collegamento di frazioni e zone limitrofe.

Allo scopo di realizzare i percorsi ciclabili elencati di seguito e mostrati nelle immagini, sono state individuate tre aree di intervento:

  • istituzione di piste ciclabili,
  • promozione e tutela dei percorsi ciclabili esistenti
  • realizzazione di opere strutturali per facilitare la mobilità/accessibilità urbana
    1. Mobilità cittadina per le bici
    2. Nella figura 1, che riporta la pianta del centro cittadino, abbiamo individuato una rete magliata di percorsi ciclabili, in grado di collegare in modo sufficientemente capillare, le principali zone urbane. In dettaglio, si evidenziano le seguenti direttrici:

      1. Polo scolastico – V.le Buozzi – Stazione FS
      2. Rilevanza: permette di collegare le scuole alla stazione FS ed ai residenti nelle zone V.Sanzio e parte di S.Maria di raggiungere il centro cittadino;

        Interventi necessari: per la realizzazione di questo percorso risulta necessario istituire una nuova Pista Ciclabile lungo tutto il suo sviluppo (già programmata), con possibilità di accesso ai binari FS direttamente dal V.le Buozzi, dove dovrà essere installato un parcheggio con rastrelliere per bici

Per il collegamento alla Stazione FS (locali biglietteria, sottopassaggi etc.) si potrebbe procedere come segue: attraversare V.Fabiani con una passerella, transito di fianco al Dopolavoro ferroviario in V.San Martino, fino a giungere alla Stazione FS (dove sono già state installate dele rastrelliere per bici)

La pista ciclabile già progettata e prossima alla realizzazione acquista senso ed efficacia solo se si inserisce all’interno di un quadro complessivo di una rete articolata di percorsi.

  • Stazione FS - V.XI Febbraio
  • Rilevanza: permette di collegare la zona est urbana (abitato, parco di Pratignone) con la stazione FS

    Interventi necessari: per la realizzazione di questo percorso risulta necessario istituire una nuova Pista Ciclabile lungo tutto il suo sviluppo; nei pressi dell’incrocio tra V.XI Febbraio e V.Tripoli dovrà essere installato un parcheggio per bici, dotato di rastrelliere.

    Ipotesi realizzative: estendere il passaggio protetto dalla strada (che inizia dalla Cooperativa Facchini Empolesi e giunge in prossimità delle confezioni Brooklyn) a tutta Via XI Febbraio, fino al sottopassaggio FS e quindi a P.zza Toscanini e poi all'Orme.

  • P.zza Toscanini - V.XX Settembre – V.Tripoli – V.G.Da Empoli – V.Roma
  • Rilevanza: permette ai cittadini della zona Est di Empoli di raggiungere il centro urbano e la stazione FS, transitando nei pressi del parco di P.zza Toscanini, dell’Istituto Calasanzio e dell’Istituto Tecnico per Geometri

    Interventi necessari: Considerando l’intera V.XX Settembre un percorso consigliato per i ciclisti, per la realizzazione di questo percorso risulta necessario istituire una nuova Pista Ciclabile lungo il tratto di V.Tripoli che connette gli istituti per Geometri e Calasanzio, oltre al tratto di V.Giovanni da Empoli che unisce V.Tripoli con V.Roma

  • V.le Petrarca – Lungarno Alighieri
  • Rilevanza: permette il collegamento Est-Ovest di Empoli, transitando nei pressi: degli impianti sportivi; del Ponte sull’Arno (e quindi nei pressi della pista ciclabile che collega le frazioni di Spicchio e Sovigliana); del parco di P.zza Matteotti; della sede ASL di V.Rozzalupi; dell’Ospedale S.Giuseppe.

    Interventi necessari: Per la realizzazione di questo percorso risulta necessario ripristinare la vecchia pista ciclabile tracciata sull’asfalto una decina d’anni orsono in V.le Petrarca (stavolta interponendo una barriera tra il traffico motorizzato e le bici) e prolungarla fino a V.Barzino. Quindi occorre un raccordo con l’argine dell’Arno del quale risulta necessario ripristinarne la ciclabilità fino a V.Alzaia (altrove l’argine risulta già percorribile dalla bici). L’accesso all’ospedale da parte dei ciclisti dovrà essere garantito da un passaggio aperto in direzione dell’argine dell’Arno.

    Il raccordo tra l’argine dell’Arno ed il centro cittadino avviene attraverso un passaggio ricavato sotto la sede stradale di V.le Petrarca.

  • V.Bonistallo (tangenza) – V.R.Sanzio – V.S.Mamante (tangenza) – nuovo Ipermercato
  • Rilevanza: collega il polo scolastico alla periferia Ovest di Empoli e quindi al nuovo Ipermercato.

    Interventi necessari: Per la realizzazione di questo percorso risulta necessario istituire una nuova Pista Ciclabile lungo v.Raffaello Sanzio (a partire dall’incrocio con V.Bonistallo fino a raggiungere l’Ipermercato di prossima costruzione). Questo itinerario è raccordato con la pista ciclabile n.1 (di V.le Buozzi) tramite una diramazione che parte dall’altezza di V.del rio di S.Maria, si avvicina alla ferrovia, transita dietro le scuole e si affaccia su V.Bonistallo, raccordandosi alla pista di V.le Buozzi.

  • V.Boccaccio – V.Buonarroti – lungo rio S.Anna – V.Val Pusteria - V.Raffaello Sanzio - V.Donatello - V.le Buozzi
  • Rilevanza: chiude ad Ovest l’anello ciclabile lungo il perimetro urbano, collegando la zona sud-ovest (abitato e polo scolastico) con la zona nord-ovest (abitato e Ospedale S.Giuseppe)

    Interventi necessari: per la realizzazione di questo percorso risulta necessario istituire una nuova Pista Ciclabile lungo la via R.Sanzio (Via Donatello risulta ciclabile senza grosse difficoltà).

     

    6bis V.Boccaccio - V.Piave - V.Segantini – V.Baccio da Montelupo (tangenza) - V.Raffaello Sanzio - V.Donatello - V.le Buozzi

    Rilevanza: chiude ad Ovest l’anello ciclabile lungo il perimetro urbano, collegando la zona sud-ovest (abitato e polo scolastico) con la zona nord-ovest (abitato e Ospedale S.Giuseppe)

    Interventi necessari: per la realizzazione di questo percorso risulta necessario istituire una nuova Pista Ciclabile lungo tutto il suo sviluppo, con la sola eccezione del passaggio pedonale (tangente a V.Baccio da Montelupo) che passa per la scuola elementare e l’asilo e di Via Donatello, che risulta ciclabile senza grosse difficoltà.

    6tris V.Boccaccio - V.Buonarroti – lungo rio S.Anna – V.Segantini - V.Baccio da Montelupo (tangenza) - V.Raffaello Sanzio - V.Donatello - V.le Buozzi

    Rilevanza: chiude ad Ovest l’anello ciclabile lungo il perimetro urbano, collegando la zona sud-ovest (abitato e polo scolastico) con la zona nord-ovest (abitato e Ospedale S.Giuseppe)

    Interventi necessari: per la realizzazione di questo percorso risulta necessario istituire una nuova Pista Ciclabile lungo V.Segantini, risultando il resto dell’itinerario ciclabile senza grosse difficoltà.

    6quater V.Boccaccio - V.Ripa – V.Lucchese

    Rilevanza: mette in comunicazione V.Boccaccio con V.Lucchese, permettendo agli abitanti della zona Ovest di Empoli di raggiungere l’Ospedale in bici

    Interventi necessari: tutto l’itinerario risulta ciclabile senza grosse difficoltà.

  • V.Cellini – V.Cavour – Pzza XXIV Luglio
  • Rilevanza: permette ai cittadini della zona Ovest di Empoli di raggiungere il centro cittadino, transitando nei pressi del Supermercato di V.Della Repubblica

    Interventi necessari: per la realizzazione di questo percorso risulta necessario istituire una nuova Pista Ciclabile lungo tutto il suo sviluppo.

    7 Bis V. V.Brunelleschi– V.Cavour – Pzza XXIV Luglio

    Rilevanza: permette ai cittadini della zona Ovest di Empoli di raggiungere il centro cittadino, transitando nei pressi del Supermercato di V.Della Repubblica

    Interventi necessari: per la realizzazione di questo percorso risulta necessario istituire una nuova Pista Ciclabile lungo tutto il suo sviluppo, eccetto che nel tratto a doppio senso di V.Brunelleschi, che risulta ciclabile senza grosse difficoltà.

  • Serravalle - V.Basilicata - V.Monaco – V.Berni – V.Masini
  • Rilevanza: percorso di collegamento tra la zona Est di Empoli (abitato, scuola Vanghetti, zona sportiva, parco di serravalle), con transito nei pressi del Supermercato di V.Susini

    Interventi necessari: Per la realizzazione di questo percorso risulta necessario ripristinare le vecchie piste ciclabili tracciate sull’asfalto una decina d’anni orsono (stavolta interponendo una barriera tra il traffico motorizzato e le bici) lungo V.Berni, V.Monaco, V.Basilicata, V.Serravalle. Oltre a ciò, occorre realizzare una nuova Pista Ciclabile lungo tutta via Masini, P.zza Gramsci fino a raggiungere V.t. da Battifolle.

  • Via .Giusti – V.Busoni – V.Vanghetti
  • Rilevanza: Mette in comunicazione i percorsi lungo V.le Petrarca (abitato, zona scuola e asilo di Naiana, zona sportiva) e V.XI Febbraio (abitato, stazione FS, parco di V.Pratignone)

    Interventi necessari: per la realizzazione di questo percorso risulta necessario istituire una nuova Pista Ciclabile lungo tutto il suo sviluppo.

    Ipotesi realizzative: Possibilità di tagliare la zona verde nei pressi della scuola di Naiana in modo da raggiungere la pista di V.le Petrarca

  • Ponte sull’Arno – V-le Battisti – P.zza G.Guerra – V.Pievano Rolando – V.T.da Battifolle – P.zza della Vittoria – V.Roma – P.zza don Minzoni – Stazione FS
  • Rilevanza: connessione Nord Sud; si raccorda con la nuovo pista ciclabile sita in V.le Togliatti, mettendo in comunicazione gli abitati di Spicchio e Sovigliana con il centro di Empoli e la Stazione FS.

    Interventi necessari: per la realizzazione di questo percorso risulta necessario istituire una nuova Pista Ciclabile lungo tutto il suo sviluppo.

    Ipotesi realizzative: Proveniendo dal ponte, e quindi da P.za G.Guerra, V.Pievano Rolando, V.Tinto da Battifolle, la pista giunge in P.zza della Vittoria. A questo punto ci sono tre ipotesi alternative per il transito della Piazza:

    -percorso sopra il marciapiede (recentemente allargato), lato strada.

    -percorso su sede stradale (a dx proveniendo da V.T. da Battifolle), deviando il traffico auto in modo che passi tutto a sx (angolo Farmacia, per intendersi)

    -attraversamento della piazza, unendo in linea retta V.T. da Battifolle con V.Roma

    Giunti in V.Roma, la pista dovrebbe essere realizzata sul lato destro (guardando la Stazione FS). Su questo lato, il marciapiede risulta piuttosto largo (3,2 m.). Si potrebbero togliere i posti auto a destra (profondità posto auto ca. 2.4 m.) e, se serve, ridimensionare un poco il marciapiede, in modo da guadagnare 2,75 m. per la pista ciclabile.

    Arrivati in P.zza Don Minzoni, si presentano due necessità: giungere fino alla Stazione FS e raccordarsi alla pista ciclabile di V.le Buozzi. Abbiamo anche qui delle alternative:

    -percorrere V.Verdi (a destra nel senso di marcia, a sinistra ci sono gli autobus), attraversarla in prossimità del semaforo e quindi immettersi nel segmento di strada a sinistra del giardinetto lungo Via Fabiani (quasi del tutto inutilizzato, fatta eccezione alcuni passi carrabili dei residenti ed una decina di posti auto - il marciapiede risulta largo ca. 3,1m); a questo punto si attraversa (in prossimità delle strisce) V.Fabiani e quindi V.Le Buozzi (sempre in prossimità delle strisce) e siamo giunti al capolinea della pista ciclabile che collega il polo scolastico.

    -Attraversare P.zza Don Minzoni (tra la siepe e gli alberi), giungendo fino alla stazione FS.

    A questo punto, si potrebbe passare di fianco al Dopolavoro ferroviario in V.San Martino e quindi attraversare V.Fabiani con una passerella metallica che porta sul giardino di V.le Buozzi (in prossimità della pista verso le scuole)

  • V.delle Olimpiadi - V.Bisarnella – Parco Mariambini – V.Tinto da Battifolle
  • Rilevanza: mette in comunicazione l’abitato di Serravalle, con la zona Sportiva (transitando nei pressi della Scuola Vanghetti) ed il centro cittadino.

    Interventi necessari: Per la realizzazione di questo percorso risulta necessario ripristinare la vecchia pista ciclabile tracciata sull’asfalto una decina d’anni orsono (stavolta interponendo una barriera tra il traffico motorizzato e le bici) lungo V.delle Olimpiadi e V.Bisarnella (nel tratto compreso tra il ponte sull’Orme e l’incrocio con V.le Petrarca). Il tratto compreso tra V.le Petrarca e V.T.Da Battifolle transita (previa predisposizione di appositi passaggi) nel parco "Mariambini.

  • Mobilità extraurbana per le bici
  • Nella figura 2, che riporta la mappa del territorio comunale intorno ad Empoli, abbiamo individuato una serie di percorsi ciclabili, in grado di mettere in comunicazione il centro cittadino con la periferia e le frazioni. In dettaglio, si evidenziano le seguenti direttrici:

    a) Direttrice nord-est: da Serravalle - Tinaia

    Rilevanza: connettere al centro cittadino gli abitati di Serravalle, Zona Sportiva e della Vinaia; il nuovo parco Fluviale e, per mezzo del servizio di traghettamento attivo nei mesi estivi, l’abitato di Limite (o tramite la passerella che dovrebbe essere costruita in futuro – ovviamente capace del transito dei ciclisti)

    Interventi necessari: la quasi totalità dell’itinerario (illustrato nella figura 2) si sviluppa lungo l’argine dell’Arno, peraltro già fruibile (e classificabile come percorso consigliato per i ciclisti). Gli unici tratti che rimangono da coprire sono compresi tra:

    • V.Barzino ed il ponte sull’Arno (raccordo con percorso 10 verso il centro e la stazione FS, e percorso H verso le fraz. Spicchio Sovigliana in continuità con la nuova pista ciclabile di V.le Togliatti)
    • Terrazza del Nuovo Parco Fluviale sull’Arno (Tinaia) e foce canale (loc. Capannone) - parzialmente

    b) Direttrice est: da Pontorme – Cortenuova - Fibbiana

    Rilevanza: connettere al centro cittadino gli abitati di Pontorme e Fibbiana ed il parco di Serravalle

    Interventi necessari: la quasi totalità dell’itinerario (illustrato nella figura 2: Fibbiana, Cortenuova, V.S.Martino si sviluppa lungo un percorso classificabile come consigliato per i ciclisti, dato che non risulta troppo transitato dai mezzi motorizzati. Per rendere il percorso interamente ciclabile, risultano necessarie le seguenti opere:

    • Predisposizione di percorso di comunicazione tra v.S.Martino e V.Cortenuova e tra V.S.Martino e V.Serravalle

    c) Direttrice Sud - est: da Villanuova

    Rilevanza: connettere al centro cittadino l’abitato di Villanuova

    Ipotesi realizzative: utilizzare V.Piovola, dotata di sottopasso sia della ferrovia che della SGC FI-PI-LI

    d) Direttrice Sud: da Ponzano – Pozzale – Casenuove

    Rilevanza: connettere al centro cittadino gli abitati di Ponzano, Pozzale, Casenuove (ed il parco verde)

    Interventi necessari: l’itinerario collega Casenuove al Pozzale e quindi si dirama in due tratte distinte. Una di queste, partendo nei pressi della Casa Circondariale, dirige verso V.Ponzano e V.Pratignone; giungendo nei pressi del sottopassaggio FS.

    L’altra tratta porta al Cimitero dei Cappuccini e quindi verso il centro di Empoli, fino al sottopassaggio FS.

    Per la realizzazione di questo percorso risulta necessario istituire una serie di Pista Ciclabili lungo le due diramazioni a raccordo di una serie di tratte già fruibili (e classificabili come consigliati per i ciclisti):

    • La strada vecchia tra il Pozzale ed il Cimitero, che parte all’altezza del Circolo Tennis e segue un itinerario separato dalla Strada Provinciale 51
    • La strada sterrata che dal Pozzale (pressi Casa Circondariale) raggiunge V.Della Moriana quindi si dirama, da una parte verso il Cimitero e dall’altra verso l’incrocio tra V.Ponzano con V.Pratignone
    • Il parco verde di Ponzano, che collega il sottopassaggio FS di V.Pratignone, l’asilo ed il campo sportivo di Ponzano, fino a giungere nei pressi della Chiesa di Ponzano

    Lungo le due diramazioni segnaliamo la criticità dei sottopassaggi FS di V.Dei Cappuccini e di V.Pratignone che, specialmente l’ultimo, costituiscono un vero ostacolo al transito delle biciclette.

    Ipotesi realizzative: Parte dell'utenza di Casenuove e Pozzale potrebbe già percorrere in bici la strada sterrata che, in prossimità del Carcere, transita fino a V.della Moriana e quindi ancora avanti fino a passare sotto la SGC FI PI LI, sbucando di fronte all'incrocio con V.Pratignone (davanti alla Pasticceria Pucci, per intenderci). Giunti a questo punto si potrebbe percorrere v. Capoquadri fino al parco verde di V.Pratignone e da qui, tramite i sentieri già tracciati, giungere al sottopassaggio FS (che dovrà essere allargato, con spazio separato per bici e pedoni).

    Alternativamente, Pozzale è collegato al cimitero anche da una vecchia strada non transitata, separata dalla SP 51 da una ampia aiuola con oleandri. Giunti al cimitero, si attraversa la SP51 in prossimità delle strisce, immettendosi sul marciapiedi destro (guardando Empoli), che inizia praticamente lì. A questo punto abbiamo due alternative:

    -attraverso un nuovo passaggio da ricavare su terreno attualmente a coltivo, si entra in V.del Giardino A (ang. v.Montessori); da qui, giunti in v.Ponzano, occorre percorrere 100 o più m. per immettersi in v.Cantini, dal cui parcheggio si raggiunge il sottopassaggio FS.

    -procedere con una pista ciclabile creata lungo v. dei cappuccini (diretta ma piuttosto trafficata), fino a giungere al sottopassaggio FS

    In linea di massima, il grosso ostacolo da rimuovere per chi proviene dalle frazioni citate e comunque dall'altra parte della ferrovia, è costituito dal sottopassaggio. E' stata fatta anche la proposta, da approfondire tecnicamente, di costruire una passerella metallica che attraversi i binari per poi ridiscendere dall'altro lato e raggiungere la pista di v.le Buozzi e quella di V.Roma.

    (ci dicono di un vecchio progetto di pista ciclabile lungo la SP 51 (su fascia espropriata a margine della strada), che doveva connettere l'area verde di Casenuove (zona pompa benzina) con Empoli. Sarebbe da chiedere se il progetto è stato abbandonato o meno)

    d-bis) Direttrice Sud: da Corniola – Cimitero Cappuccini

    Rilevanza: connettere al centro cittadino l’abitato di Corniola ed il Cimitero dei Cappuccini.

    Il percorso che dal Cimitero porta al centro cittadino è già stato considerato nella direttrice b).

    d-tris) Direttrice Sud: da Corniola – Carraia

    Rilevanza: connettere al centro cittadino gli abitati di Corniola e di Carraia

    Interventi necessari: per la realizzazione di questo percorso risulta necessario istituire una nuova Pista Ciclabile lungo tutto il suo sviluppo.

    Segnaliamo la criticità del sottopassaggio FS di V.Carraia che costituisce un vero ostacolo al transito delle biciclette.

    d-quater) Direttrice Sud: da V.Sottopoggio

    Rilevanza: connettere al centro cittadino gli abitati lungo V.Sottopoggio e Cerbaiola

    Interventi necessari: L’itinerario di questo percorso prevede il transito lungo una delle due strade che costeggiano il Rio di S.Anna (entrambe ciclabili senza difficoltà), giungendo in V.Torricelli e quindi in V.Maiorana e, attraversato il sottopassaggio FS, V.Bonistallo.

    Segnaliamo la criticità del sottopassaggio FS di V.Carraia che costituisce un vero ostacolo al transito delle biciclette.

    e) Direttrice Sud-Ovest: da Ponte a Elsa - Terrafino

    Rilevanza: connettere al centro cittadino l’abitato di Ponte a Elsa e la zona industriale del Terrafino

    Interventi necessari: Data la situazione attuale delle strade, un possibile sviluppo del percorso potrebbe trarre vantaggio dal raccordo tra la pista ciclabile di V.R.Sanzio (altezza di V.S.Mamante) e la SS.67 (altezza V. Empoli Vecchio)

    A prescindere dall’itinerario scelto per questo percorso, risulta necessario prevedere la ciclabilità delle strade e del nuovo svincolo che dovranno essere costruite nella zona dell’Ipermercato di prossima costruzione.

    f) Direttrice Ovest: da Marcignana – Cimitero di S.Maria

    Rilevanza: connettere al centro cittadino l’abitato di Marcignana ed il Cimitero di S.Maria

    Interventi necessari: per la realizzazione di questo percorso risulta necessario istituire una nuova Pista Ciclabile lungo tutto il tratto che unisce il centro cittadino ed il Cimitero di S.Maria. Dal Cimitero risulta possibile raggiungere l’abitato di Marcignana attraverso una strada interna (sita tra V.Lucchese e la ferrovia) ciclabile senza grosse difficoltà.

    g) Direttrice Nord-Ovest: da Pagnana - Avane

    Rilevanza: connettere al centro cittadino gli abitati di Pagnana e Avane

    Interventi necessari: la quasi totalità dell’itinerario (illustrato nella figura 2) si sviluppa lungo l’argine dell’Arno, peraltro già fruibile (e classificabile come percorso consigliato per i ciclisti). Gli unici tratti che rimangono da coprire sono individuabili laddove l’argine dell’Arno è stato interrotto, e cioè nella zona compresa tra il Bar del Pino e il Ponte sull’Arno

    h) Direttrice Nord: da Spicchio - Sovigliana

    Rilevanza: connettere al centro cittadino gli abitati di Spicchio e Sovigliana (e zone limitrofe)

    Interventi necessari: rendere ciclabile il ponte sull’Arno, come già evidenziato per il percorso urbano n.10.

      1. Opere strutturali

    Segnaliamo inoltre la necessità di realizzare le seguenti opere strutturali, finalizzate alla rimozione di veri e propri ostacoli alla mobilità pedonale e ciclabile in ambito urbano e periferico:

    1. In ognuno dei sottopassaggi FS (V.Bonistallo, V.Carraia, V. dei Cappuccini, V.Pratignone, V.Piovola) realizzare un passaggio separato per il transito non motorizzato, di modo da proteggere pedoni e ciclisti
    2. Ripristino del transito pedonale e ciclabile sugli argini dell’Orme, realizzando dei passaggi di raccordo laddove sono stati interrotti per realizzare degli attraversamenti del torrente.
    3. Ripristino del transito pedonale e ciclabile sull’intero tratto comunale dell’argine dell’Arno, realizzando dei passaggi di raccordo laddove è stato interrotto (tratto da Bar del Pino a V.Barzino e tratto che, nella frazione della Tinaia collega la località Capannone al Parco Fluviale recentemente istituito.

    Il ripristino del transito pedonale e ciclabile sugli argini dell’Orme e dell’Arno, oltre ad essere funzionale alla mobilità cittadina e periferica, rappresenta una occasione per valorizzare i corsi d’acqua che attraversano il territorio comunale.

     

    1. OSSERVAZIONI E CONSIDERAZIONI

    Per quanto sopraesposto la pista ciclabile già progettata e prossima alla realizzazione - Stazione-polo scolastico acquista validità ed efficacia, solo se si inserisce all'interno di un quadro complessivo di una rete articolata di percorsi, ma soprattutto se si collega già sin d’ora con l'itinerario più ampio di quello previsto. E’ quindi opportuno analizzare e valutare, se adottando criteri più semplicistici ed economici nella costruzione, sia possibile con lo stesso finanziamento disponibile, prolungare la pista verso lato ovest, interessando la zona di Santa Maria, anche rinviando il concreto accesso alla stazione (atteso le difficoltà logistiche per l'esistenza di un grande sottopasso, nonché per le intuibili difficoltà burocratiche con le Ferrovie). Ciò renderebbe la costruenda pista ciclabile più utilizzabile e compiuta in modo da evitare che resti " un ramo secco ".

    Appare necessario per Empoli un nuovo sistema viario e di mobilità che raccordi le frazioni al centro, gli spazi a verde dislocati sul territorio e colleghi i servizi in modo facile, sicuro e scorrevole. Una città vivibile, ambientalmente più sostenibile, a misura di bambino e più orientata alle esigenze delle donne e delle famiglie, nonché impostata su una miglior fruibilità degli spazi e razionalizzazione dei tempi.

    In prima applicazione è richiesta in tempi molto stretti la massima sperimentazione di tutte le piste/percorsi ciclabili previsti nella presente proposta/progetto con particolare attenzione a quelli urbani, anche magari con realizzazioni provvisorie (es. fioriere) o altri sistemi movibili che consentano in pochi mesi l’utilizzazione della rete di itinerari ciclabili prevista. Per far questo evidentemente, occorre rivedere velocemente le percorrenze, i sensi di marcia, le soste della città.

     

    4 SINTESI DELLE PROPOSTE RIVOLTE ALL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI EMPOLI

     

    OBIETTIVI GENERALI

    1. Ai sensi del D.M. 30/11/1999 n. 557, art. 3, c. 1, lett. a, approvare in tempi brevi (possibilmente insieme al Regolamento Urbanistico) e comunque entro il primo semestre dell’anno 2003, il PIANO DELLA RETE DEGLI ITINERARI CICLABILI di Empoli che tenga conto della presente proposta/progetto e che venga quindi inserito in maniera organica, quale piano di settore, all’interno del PUT.
    2. Il Piano, sottoposto e condiviso dalla Commissione, dovrà prevedere gli interventi da realizzare, comprendere i dati sui flussi ciclistici, le lunghezze dei tracciati, la stima economica di spesa e una motivata scala di priorità e di tempi di realizzazione. Il modello di indagini preliminari e di dettaglio degli elaborati di piano deve essere adeguato alla estensione dimensionale della rete ciclabile ed alla complessità del modello di organizzazione della circolazione delle altre componenti di traffico.

      Conseguentemente, rivedere, aggiornare e dare concreta attuazione al Piano Generale del Traffico Urbano del luglio 1997 approvando i relativi progetti esecutivi e realizzando i progetti speciali "Empoli città pedonale e ciclabile" ed "Empoli città sicura" secondo gli obiettivi e strategie specifiche di miglioramento della qualità del muoversi in città sia nel centro storico (estendendo le aree pedonali) che nei quartieri (dando priorità alla realizzazione di itinerari di connessione ciclopedonale con il centro). Assumere in esso come principale obiettivo l’aumento di quote percentuali di mobilità non motorizzata e di spostamenti su mezzo pubblico come previsto nell’indicatore 9, 3 1 – Mobilità locale - del Rapporto sullo stato dell’ambiente 2002.

      Raccordare il Piano con gli altri Comuni del Circondario e prevedere il collegamento ciclopedonale (possibilmente ombreggiato da alberi) dei diversi spazi/aree a verde dislocati sul territorio nell’ottica di far tornare alcune strade della città luoghi di incontro e di vivibilità e socializzazione come le piazze.

       

    3. Raccordare questi progetti con gli strumenti urbanistici ed in particolare prevedere nel Regolamento Urbanistico di prossima approvazione:
    1. che nelle nuove urbanizzazioni di edilizia civile e industriale le strade facenti parte della rete ciclabile debbano essere già realizzate con piste/percorsi protetti ciclabili;
    2. la realizzazione di una circonvallazione esterna alla città ove dirottare il traffico di spostamento mentre le strade interne/cittadine, utilizzate per accedere ai servizi, realizzate con modalità ed accorgimenti tesi a gantirne la percorribilità a velocità limitate (rotonde, aiuole, dossi, ecc.). Evitare quindi la realizzazione di strade dritte e larghe come ad es. Via R. Sanzio e Viale delle Olimpiadi che invitano alla velocità.
    1. Destinare annualmente, a partire dal Bilancio 2003 e successivi, una percentuale di risorse finanziarie almeno, inizialmente, corrispondenti alla percentuale di uso della bicicletta (il 18% secondo i dati del 1997), per gli interventi necessari alla realizzazione della rete di piste ciclabili dando priorità alle urbane ed assicurando ogni anno la realizzazione di alcuni tratti di itinerari ciclabili. Inoltre, per il reperimento delle risorse necessarie, si può fare riferimento anche all’art. 208, comma 4, del Codice della Strada, che introduce appunto l’obbligo di finanziare interventi per la sicurezza stradale dell’utenza debole (pedoni, ciclisti, bambini, anziani, disabili) in misura non inferiore al 10% dei proventi ottenuti dalla sanzione delle violazioni alle norme del Codice della Strada.
    2. Aggiornare e rivedere il piano di sosta delle auto previsto dal PGTU modificando e razionalizzando i parcheggi auto esistenti e realizzarne dei nuovi, ove possibile anche a più piani oppure a scomparsa, in modo da ridurre progressivamente la sosta di auto lungo le strade;
    3. Potenziare e rilanciare il servizio di trasporto pubblico;
    4. Promuovere ed organizzare campagne informative ed educative sull’uso della bicicletta e sui suoi aspetti/effetti benefici; pubblicizzare diffusamente la mappatura della rete e degli itinerari ciclabili, organizzare gemellaggi con città europee ciclabili.

     

    OBIETTIVI SPECIFICI E PRIORITARI

    1. Istituire l’Ufficio per la bicicletta composto da un coordinatore che dovrà ricordare la dimensione della bicicletta e fungere da "persona-risorsa" a tutti i livelli dell’amministrazione comunale (politico, decisionale, esecutivo e di controllo) ed in tutti i servizi che trattano, direttamente o indirettamente, la mobilità in bici (urbanistica, ambiente, lavori pubblici, finanze, insegnamento e gioventù, polizia, trasporti, ecc.); organizzare gemellaggi con città europee ciclabili;
    2. Ripristinare in tempi molto brevi (possibilmente entro il 1^ semestre 2003) la ciclabilità degli argini del Fiume Arno e Torrente Orme;
    3. Procedere alla sistematica collocazione di rastrelliere per biciclette in tutti i punti strategici ed utili agli spostamenti ciclabili, previo confronto con la Commissione ed il Forum;
    4. Aderire all’Associazione Italiana Città Ciclabili - sito www.cittaciclabili.it – per raggiungere l’obiettivo "Rete di itinerari ciclabili ad Empoli". Acquisire da essa tutte le informazioni ed indicazioni utili allo scopo, ed eventualmente, avvalersi del relativo comitato tecnico per la risoluzione delle problematiche di progettazione e realizzazione delle piste e dei percorsi ciclabili e per lo studio di soluzioni ottimali e compatibili per Empoli;
    5. Riprodurre e diffondere l’opuscolo "Città per la Bicicletta, città dell’avvenire" pubblicato dal Ministero dell’Ambiente ed intraprendere le iniziative necessarie ad avviare la politica per la bicicletta e conferirle un nuovo slancio, guidati anche dalle indicazioni previste dal punto 12 del predetto opuscolo;
    6. Incaricare l’Ufficio Tecnico e la Polizia Municipale di studiare e rivedere in tempi brevi la mobilità ed i sensi di percorrenza della città e quindi la fattibilità tecnica della rete di piste ciclabili previste nella presente proposta, rivedendo l’organizzazione del traffico ed individuando soluzioni anche alternative da sottoporre complessivamente al Forum entro i primi quattro mesi dell’anno 2003. A questo proposito, in attesa di reperire i mezzi finanziari necessari alla completa realizzazione della rete ciclabile, si suggerisce la sperimentazione in tempi brevi dei percorsi ciclabili urbani mediante separazione dal traffico con mezzi movibili (es. fioriere) e semprechè allestita in modo tale da rendere sicura la circolazione di biciclette;
    7. Inserire nell’urbanizzazione del futuro Ipercoop, che verra ubicato nei pressi di S.Maria, la realizzazione di una pista ciclabile che si colleghi al polo scolastico sul prolungamento di Via R. Sanzio. Stessa cosa nell’ambito della ristrutturazione/nuova edificazione dell’area occupata attualmente dal Palazzo delle Esposizioni;
    8. Assicurare ogni anno la progettazione ed il finanziamento di alcuni tratti di itinerari ciclabili dando priorità alla rete urbana/cittadina. Inserirne quindi la realizzazione nel Piano delle Opere Pubbliche anno 2003 e triennio 2003/2005, ricercando i necessari mezzi finanziari, oltre che da stanziamenti pubblici specificatamente destinati, anche da eventuali forme di sponsorizzazioni;
    9. Provvedere alla sistemazione dei sottopassaggi delle Ferrovie (Via Bonistallo, Via Carraia, Via dei Cappuccini, Via Pratignone, Via Piovola) in modo da assicurare un percorso separato protetto per il transito non motorizzato di pedoni e ciclisti.

     

    Riferimenti sul sito: www.minambiente.it/Sito/pubblicazioni/Ambiente_Informa/

    ANNO II N. 10 – 1999

    SUPPLEMENTO L'AMBIENTE INFORMA 10 Supplemento Ambiente Informa n. 10

    Città per la bicicletta, città per l'avvenire

     

    5 COMMENTO FINALE

    I componenti della commissione, pur rendendosi conto della complessità di realizzazione della presente proposta/studio, si augurano che essa non sia fine a sé stessa e non resti cioè lettera morta, perché è percettibile e tangibile nella gran parte della pubblica opinione l’esigenza di invertire, cambiare, modificare l’impatto negativo che i mezzi a motore hanno sulla vivibilità del territorio e sulle città in particolare.

    La Commissione auspica che questa proposta possa costituire l’inizio di un processo di mutamento in cui si affronti il problema del traffico e si ripensi alla mobilità della città educando le nuove generazioni all’uso salutare della bicicletta per una miglior vivibilità della città. Eludere il problema, indugiando ulteriormente, oltre che incoscienza può diventare, in futuro, vera e propria irresponsabilità.

    Diamo quindi la massima diffusione a questa proposta sia mettendola sul sito internet del Comune di Empoli, sia con specifiche campagne informative e referendum rivolte ai cittadini ed alle categorie sociali, così da suscitare interesse e stimolare una maggior sensibilità sull’argomento.

    Il risultato non potrà che essere un territorio ed un ambiente più vivibile ed un Empoli più bella.

    NUOVA RUBRICA SULL'ALIMENTAZIONE

    Il gruppo di studio sull'alimentazione che si riunisce ogni giovedì sera alle ore 21,00 in sede, riporta qui di seguito i documenti di studio e quant'altro riguardante il cibo che ingeriamo ogni giorno.

    Iniziamo da un documento che ci informa sulla nocività dello zucchero raffinato e sui veleni che accompagnano i prodotti che consumiamo ... cioè gli additivi. Buona lettura.

    Sullo zucchero raffinato (dal libro "La cucina del diavolo" di Gunther Schwab ed. MacroEdizioni)

    Qualche anno fa, la televisione e i manifesti stradali ci inducevano a consumare lo zucchero Eridania con lo slogan “lo zucchero è pieno di vita” e il messaggio che passava era: “mangiate zucchero perché fa bene a grandi e piccini”. Eridania dovrebbe essere un’azienda statale.

    Lo zucchero presente nel regno vegetale quale sostanza alimentare e plastica è un elemento fondamentale per la vita. Lo troviamo in misura del 14% nella canna da zucchero, dal 17 al 20% nella barbabietola, unitamente a clorofilla, bioelementi catalitici e minerali. In tale concentrazione e sintesi, lo zucchero – quale prodotto naturale “vivo” – è nutrimento necessario e di valore completo, insuperabile ed insostituibile per le necessarie sostanze plastiche minerali, che contiene in forma organica …

    LA TRASFORMAZIONE NELLO ZUCCHERIFICIO

    Ma negli zuccherifici viene sottoposto ad un lungo e complicato processo industriale.

    Il sugo viene riscaldato con latte di calce e questo provoca anzitutto una perdita di sali di calcio e delle sostanze proteiche.

    Con la reazione alcalina quasi tutte le vitamine vengono distrutte. Nel corso di un’ulteriore lavorazione, lo zucchero viene a contatto con ossido di calcio, acido carbonico, anidride soforosa, carbonato sodico.

    La massa è quindi sottoposta a ripetuta cottura, raffreddamento, cristallizzazione e centrifugazione. La melassa viene poi ancora dezuccherata con l’aiuto di idrossido di stronzio.

    Il prodotto così ottenuto, già senza vita, passa quindi alla raffineria.

    Qui viene purificato con carbonato acido di calce, reso bianco con acido solforoso, filtrato attraverso carbone animale e colorato con blue indantrene, una sostanza colorante del catrame, o con il tossico blue oltremare.

    Il risultato finale di questo processo raffinato e complicato è una sostanza chimica chiamata saccarosio (C12H22O11) smerciata nei negozi come zucchero cristallino, in polvere o a quadretti.

    LE CONTROINDICAZIONI

    Lo zucchero così ottenuto ha perduto ogni contatto con i sali vitalizzanti e le ossidasi ed è una materia sintetica completamente morta, la cui digestione l’organismo umano non è in grado di sostenere.

    Tutte le sostanze vitali e immunizzanti sono state diluite, alterate o distrutte. Preziose sostanze proteiche, pectine e vitamine vengono separate con la melassa e utilizzate come foraggio per il bestiame.

    Il prodotto finale degli zuccherifici ha una densità del 98,4-99,5% e, in tali condizioni, agisce come tossico.

    Esso esercita un’azione irritativa sulle mucose, sui tessuti, sulle ghiandole, sui vasi sanguigni e sugli organi digerenti dell’uomo. Lo zucchero è il solo alimento che non contenga acqua.

    E’ l’alimento carenziale numero uno! Agisce nell’organismo come un invasore che arraffa per sé tutte le sostanze che gli mancano, ma di cui ha bisogno per il suo catabolismo, e cioè sostanze vitali, bioelementi catalitici e minerali organici.

    Esso si combina facilmente con il calcio. Distrugge quindi – al pari della farina bianca -  ossa e denti, dall’interno verso l’esterno.

    D’altra parte l’alimento non genuino altera la saliva, così i denti vengono attaccati anche dall’esterno perché, in certo qual modo, si trovano esposti ad un bagno di aggressivi chimici. I liquidi del tessuto dentario hanno una pressione di circa 7 atmosfere. Lo zucchero industriale aumenta la pressione osmotica della saliva sino a 33,8 atmosfere e, attraverso erosioni e fessure, penetra nei denti come un cuneo ad azione eplosiva, con una compressione di poco inferiore alle 28 atmosfere.

    Infine quanto più zucchero l’uomo ingerisce, tanto più pigro diventa l’intestino, ed alla pigrizia intestinale è imputabile un’infinità di gravi malattie. Questo perché dopo la lavorazione sono venuti a mancare completamente gli alimenti grossolani che favoriscono la peristalsi cosicchè l’agente morbifico è ottimamente idoneo a paralizzare il movimento spontaneo dell’intestino.

    QUESTA E’ LA LISTA DEI COSIDDETTI "ADDITIVI" CIOE' QUELLE SOSTANZE ARTIFICIALI ED INNATURALI CHE TROVIAMO IN PRODOTTI DI CONSUMO QUOTIDIANO E CHE LA NOSTRA NORMATIVA CONSENTE. LI TROVATE IN PRODOTTI COME I GELATI, GLI INSACCATI, LA BIRRA, I DOLCI IN GENERE.  

    Fonte Legambiente Onlus

     ANTIOSSIDANTI

    Etichetta: E300, E200, E321, E320. Hanno soprattutto la funzione di evitare che il prodotto subisca variazioni di colore, che si imbrunisca o irrancidisca. Si trovano in birra, funghi, gelatine, marmellate, liquori, insaccati, succhi di frutta, mele in scatola, ma anche nelle patatine fritte, nelle gomme da masticare e nella margarina. Possono favorire la carie dentaria e, in soggetti predisposti, aumentare il rischio di calcoli renali. L' E320 in particolare, usato soprattutto per patatine, chewing-gum e margarina, aumenta il tasso di colesterolo nel sangue.

    STABILIZZANTI

    Etichetta: polifosfati. Hanno la funzione di trattenere l'umidità del prodotto, garantendo l'amalgama. Sono usati in particolare per gli insaccati. L' assunzione elevata può favorire l'osteoporosi e temporanei disturbi intestinali.

    ADDENSANTI

    Etichetta: E406, E414, E407, E466. Rendono il prodotto spalmabile e pastoso; in alcuni casi ne fanno aumentare il volume. Sono usati più frequentemente in budini, carni in scatola, semiconserve, dessert, gelati, caramelle, formaggi freschi, salse e maionesi. Gli addensanti possono provocare problemi intestinali.

    CONSERVANTI

    Etichetta: E250, E251, E240.  Aumentano il colore rosso della carne, servono ad impedire lo sviluppo di sostanze che alterano il prodotto e che possono nuocere alla salute. Si usano nelle carni conservate e preparate di ogni tipo ed anche nei formaggi. C'è il sospetto di mutagenicità, distruggono la flora batterica intestinale.

    ANTIBATTERICI

    Etichetta: E220, E230. Si aggiungono nel vino come stabilizzanti, rallentano il processo fermentativo dell'uva, proteggono la frutta dall'attacco dei batteri. Si usano nei vini, nelle marmellate e nella frutta secca. Provocano forti mal di testa e nausea.

    COLORANTI

    Etichetta: E161g, E127, E100, E102. Usati per colorare le carni di salmone e uova, dolci, bevande, formaggi, gelati ed altri prodotti. L' Oms ha evidenziato effetti nocivi sulla tiroide per l' eritrosina, colorante molto usato dall' industria dolciaria. Altre controindicazioni dei coloranti sono danni al fegato, ipersensibilità, riniti, orticarie.

    Per approfondimenti si consiglia il libro: "Gli additivi" di Marina Mariani e Stefania Testa - ed. Macro Edizioni

    LINEE AMBIENTALI

    PER IL GOVERNO DEL TERRITORIO DEL CIRCONDARIO EMPOLESE VALDELSA

    ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2004

    Aprile 2004

    L’indiscussa crisi ambientale, con i suoi numerosi risvolti (il cambiamento climatico, lo smog,  l’esaurimento delle risorse, l’accrescimento smisurato dei rifiuti) pone insistenti domande sia ai governi mondiali che agli amministratori locali. Gli effetti catastrofici di una tale crisi sono ormai evidenti a tutti i livelli ed impongono un cambiamento di rotta e di stile di vita. Per questo sottoponiamo alla classe politica che si confronterà nella prossima competizione elettorale, le problematiche ambientali di questo territorio e proponiamo alcuni obiettivi da realizzare.

    1. RISORSA IDRICA

     L’acqua è un elemento chiave della vita e dell’equilibrio ecologico del pianeta. L’eccessivo ed il distorto consumo da parte dell’uomo ha impatti negativi sugli altri esseri viventi e sulla sostenibilità dei prelievi idrici. L’acqua rappresenta quindi un bene comune da tutelare attraverso politiche integrate ed azioni concrete di salvaguardia e tutela che non possono prescindere dal rigore nell’utilizzo (prelievi minimi ed essenziali), indirizzate al risparmio ed al riuso terminando in scarichi minimi depurati ed al rinnovo della risorsa, nonché all’individuazione di quelle criticità che possono compromettere l’uso presente o futuro per l’uomo. L’acqua non è un prodotto commerciale bensì un patrimonio da salvaguardare. Per questo, nei costi relativi ai servizi idrici, oltre ai costi ambientali calcolati secondo il principio “chi inquina paga” dovrebbero essere computati anche gli oneri che gravano sulla collettività derivanti dalla compromissione della qualità dell’intero ecosistema risorsa (corpo idrico superficiale o sotterraneo).

    Azioni di approvvigionamento e risparmio idrico

    Secondo Legambiente la politica delle acque deve passare dalla gestione dell’offerta a quella della domanda. L’Ente pubblico stabilisce gli obiettivi da perseguire seguendo logiche non solo di funzionalità ed economicità ma anche di valorizzazione del territorio, dei suoi saperi e delle sue culture locali, in modo, fra l’altro, da ampliare l’area dei beneficiari. Gli obiettivi stabiliti sono vincolanti per il gestore ed il loro ottimale conseguimento effettuato coinvolgendo gli utenti destinatari del servizio.

    Macroobiettivi da perseguire:

    v      Ridurre i consumi, anche eliminando gli sprechi

    v      Incrementare il reimpiego delle acque reflue depurate e non, per usi compatibili

    v      Integrare e adeguare i sistemi depurativi esistenti mediante tecniche a basso impatto ambientale

    v      Conoscere l’effettiva pressione sulla risorsa idrica, censirne i prelievi e rivedere la politica sulle concessioni di acque pubbliche;

    v      Conoscere lo stato della risorsa idrica sia in termini quantitativi che qualitativi e migliorarne la qualità.

    Per attuare questi obiettivi, finora rimasti sulla carta, è necessario:

    a)      inserire negli Strumenti Urbanistici misure volte a garantire la tutela quantitativa della risorsa attraverso il risparmio idrico ed il riutilizzo dell’acqua (riciclo dell’acqua e riutilizzo delle acque reflue depurate). In particolare prevedere obbligatoriamente, almeno nei nuovi insediamenti produttivi, commerciali ed abitativi, reti duali di adduzione volte all’utilizzo di acque meno pregiate per usi compatibili, nonchè realizzare sistemi di convogliamento differenziati per le acque piovane e per le acque reflue al fine di impedire il decremento della ricarica della falda;

    b)      installare contatori differenziati per le attività produttive e del settore terziario esercitate nel contesto urbano;

    c)      il collegamento a reti duali, ove già disponibili; la realizzazione di impianti idrici dotati di dispositivi di riduzione del consumo di acqua potabile (quali sistemi di erogazione differenziata, limitatori di flusso degli scarichi, rubinetti a tempo, miscelatori aria/acqua frangigetto, ecc).

    Piani di Ambito/ Enti Gestori

    Spesso, i Piani predisposti dagli ATO si presentano come elenchi di opere non inserite in una pianificazione integrata di bacino e/o non correlati ai piani urbanistici generali nè ai piani di settore. Una pianificazione integrata sarebbe più vincolante per il gestore. I Piani di Ambito inoltre risultano carenti perché:

    Ø      anzichè azioni incisive ed estese per la riduzione dei consumi prevedono aumenti dei prelievi;

    Ø      privilegiano troppo i grandi impianti infrastrutturali e i grandi collettamenti rispetto a forme di trattamento a basso impatto con restituzione delle acque vicino alle zone di prelievo;

    Ø      il meccanismo tariffario appare iniquo dato che si stabiliscono le fasce agevolate per metri/cubi non tenendo conto dei componenti il nucleo familiare.

     Forma di gestione del sistema idrico integrato

    Pur avendo un’opzione di preferenza per l’affidamento di gestione in house totalmente pubblica non vi sono preclusioni per una qualche partecipazione dei privati nella forma della S.p.A. mista a prevalente capitale pubblico. Privilegiare in tal caso l’azionariato diffuso rispetto agli eventuali soci privati che invece non dovrebbero avere percentuali di quote troppo elevate.

    Per l’individuazione del socio privato tramite gara, Legambiente propone di inserire tra i criteri di selezione/valutazione:

    a)      presentazione di un “curriculum etico” (competenze settoriali ma anche assenza di sfruttamento di risorse nei Paesi del Sud del mondo, disponibilità ad aiutare la cooperazione internazionale nel settore…);

    b)      privilegiare il collegamento diretto con i vantaggi nei confronti dei consumatori e dell’ambiente;

    c)      attribuire un peso all’offerta economica non superiore a tutti gli altri, compreso il peso dell’offerta tecnica.

    In ogni caso il meccanismo dei controlli rimane fondamentale anche qualora la gestione venisse affidata in house e fosse totalmente pubblica.

    Nelle S.p.A., la parte pubblica del soggetto gestore, pur detenendo la maggioranza delle quote azionarie, è costituita da una molteplicità di sindaci che si avvicendano nei diversi mandati e che non hanno una visione globale ed oggettiva delle problematiche.

    ATO

    Il soggetto regolatore/controllore (ATO) del servizio idrico integrato dovrebbe essere ben strutturato e avere autonomia e indipendenza. I comuni invece hanno la doppia funzione di azionisti di maggioranza nelle S.p.A. e regolatori negli ATO, quindi un soggetto che in parte controlla se stesso.

    Legambiente quindi propone:

    a)      di rafforzare gli ATO;

    b)      di riportare la gestione del sistema idrico nella competenza dei consigli comunali (organi elettivi) che di fatto non vengono più interpellati su questo tema;

    c)      di rendere operativi altri organismi di controllo per ogni ambito, costituiti da membri esperti designati anche da associazioni organizzate, sindacati, ambientalisti, consumatori. Tali organismi, oltre al ruolo consultivo, almeno in alcuni passaggi fondamentali (pianificazione, programmazione) dovrebbero avere un ruolo vincolante anche in merito alle necessarie e sinora neglette verifiche di sostenibilità ambientale.

    2. MOBILITA’ E TRASPORTI

     La mobilità è un tema complesso ed articolato ed affrontarlo in modo costruttivo richiede azioni politiche concrete che riducano l’uso dell’automobile privata a favore della bicicletta, dei mezzi pubblici e dei pedoni. Il traffico consuma risorse, spreca tempo e spazio di una città e grava sull’ambiente. Le Amministrazioni Locali, insieme alle componenti sociali ed economiche ed a tutta la collettività, cogliendo una sensibilità sempre crescente, possono e devono essere protagonisti del necessario cambiamento degli stili di vita. Spetta loro adottare progetti organici e complessivi, articolati in diversi sistemi intermodali di mobilità, territorialmente integrati su aree vaste omogenee, tesi a favorire la nascita di meccanismi virtuosi di abbandono dell’autoveicolo privato.

    Per questo, il Forum Cultura di Empoli ha presentato al Comune di Empoli ed al Circondario Empolese Valdelsa una proposta/progetto (dicembre 2002) per la realizzazione di una rete integrata di piste/percorsi ciclabili funzionale alla mobilità nel centro cittadino empolese e per il collegamento delle frazion/periferie.

    Legambiente quindi propone:

    a)      predisposizione integrata tra i diversi comuni del Circondario e relativa approvazione del Piano della Mobilità e Piano Urbano del Traffico, all’interno dei quali siano inseriti anche il Piano parcheggi/sosta e Piano della rete degli itinerari ciclabili; i parcheggi dovrebbero essere individuati in un’ottica di allontanamento della sosta dal centro e talvolta fungere anche da parcheggi scambiatori (auto/bici a noleggio);

    b)      istituzione e realizzazione di una rete di percorsi/piste ciclabili funzionale alla mobilità nel centro cittadino, per il collegamento delle frazioni/periferie, spazi a verde e con gli altri comuni;

    c)      istituzione di un Ufficio Biciclette comunale e/o circondariale composto almeno da un coordinatore (dedicato esclusivamente a questo scopo) con il compito di ricordare il ruolo della bicicletta a tutti i livelli di intervento (politico, esecutivo, ecc) ed in tutti i servizi che trattano la mobilità in bici (urbanistica, ambiente, lavori pubblici, finanze, scuola, ecc.);

    d)      sviluppo e/o approvazione/realizzazione del progetto “Andare a scuola e in strutture ricreative/sportive da soli” mediante una rete di percorsi ciclo-pedonali ed accessi sicuri che rassicurino i genitori a lasciare andare da soli i propri figli senza accompagnarli col veicolo;

    e)      finanziamento della mobilità ciclistica con un impegno annuale congruo alle richieste e teso a realizzare progressivamente ed in tempi ragionevoli la rete integrata di percorsi ciclabili;

    f)        collocamento rastrelliere per il parcheggio delle bici diffusamente in tutta la città, nei punti strategici ed in particolare: nei centri storici, presso servizi - uffici pubblici, parcheggi, piazze, punti di scambio mezzi privato/pubblico, stazione ferroviaria, stazione autobus, giardini, ecc;

    g)      potenziamento e rilancio del servizio di trasporto pubblico locale e circondariale, con riconversione a metano del parco macchine ed attenzione agli spostamenti lavoro - scuola; incentivare i teleservizi; promuovere il trasferimento su rotaie del trasporto merci;

    h)      riconversione a metano e/o biocomustibili e/o carburanti a più basso contenuto di carbonio e minor emissione del parco macchine comunale/circondariale;

    i)        offrire incentivi economici (come ad es. il Comune di Modena) o agire sulla fiscalità locale per la riconversione delle autovetture private a metano e/o combustibili a bassa emissione e/o per l’acquisto di  nuovi mezzi ecologici mediante stipula di specifiche convenzioni con distributori di metano, meccanici e concessionari; offrire agevolazioni agli abbonati al trasporto pubblico e/o ferroviario;

    j)        attuare misure di contenimento della mobilità privata su mezzi a motore (es. ticket d’ingresso, aree pedonalizzate, riorganizzazione degli orari della città che riduca il bisogno di mobilità, ecc.).

    3. QUALIFICAZIONE DEI CORSI D’ACQUA

    La tutela del paesaggio e dell’ambiente con particolare riguardo alla salute degli ambienti fluviali, a differenza di quanto sinora avvenuto (il recente taglio a raso della vegetazione lungo il Torrente Orme), deve rappresentare un obiettivo qualificante dell’azione politica del territorio nel Circondario Empolese Valdelsa. Occorre invertire la tendenza alla sottrazione delle fasce di pertinenza fluviale dei corsi d’acqua a fini produttivi od insediativi ed abbandonare definitivamente la vecchia idea che la salvaguardia dei centri abitati passi attraverso “il taglio indiscriminato di vegetazione riparia” e confligga quindi con una rigogliosa zona alberata lungo i corsi d’acqua. Restituire quindi (o almeno non togliere ulteriormente) al sistema fluviale quello “spazio vitale” indispensabile perché possa svolgere funzioni di: sicurezza idraulica nel rallentare la velocità della corrente; di filtro e corridoio biologico fondamentali per garantire la biodiversità della vita vegetale ed animale; di qualità ambientale per la cittadinanza.

    Legambiente quindi propone:

    a)      procedere alla stipula e relativa attuazione di un protocollo d’intesa tra i soggetti interessati (Circondario, Autorità di Bacino, Provincia di Firenze, Regione Toscana, Associazioni) che disciplini gli interventi di riqualificazione fluviale e di manutenzione mirati alla salvaguardia ambientale dell’ecosistema dei corsi d’acqua minori, secondo quanto previsto dalla normativa esistente (deliberazione del Consiglio Regionale della Toscana n. 155 del 20/05/1997). Estendere tale comportamento anche all’Arno e all’Elsa realizzando i parchi fluviali;

    b)      monitorare gli strumenti urbanistici dei singoli comuni al fine di assicurare che non si riducano le fasce di pertinenza fluviale;

    c)      eseguire le verifiche di compatibilità ambientale degli interventi sui corsi d’acqua, al fine di accertare possibili alternative (sino all’ “opzione zero”) e privilegiare l’aumento e la riqualificazione della fascia di pertinenza fluviale e la diminuzione della velocità della corrente.

     4. ENERGIA

     Con l’attuale andamento, nel 2030 aumenterà dal 50% al 70% la dipendenza energetica dell’UE dalle fonti energetiche esterne. Sono in aumento anche le emissioni di gas serra nell’UE ed in Italia.

    A livello locale (comunale/circondariale) è possibile intervenire sulla domanda energetica.

    EDIFICI PUBBLICI E PRIVATI, PRODUZIONE E RIUSO ENERGIA

    Agire sul contenimento dei consumi è a livello locale la strategia vincente. Ridurre la domanda attraverso la promozione del risparmio energetico e diffondere l’uso di fonti energetiche rinnovabili (in particolare l’energia solare).

    Legambiente quindi propone di inserire negli strumenti urbanistici dei comuni del Circondario:

    v      l’ obbligo per gli edifici pubblici

    v      incentivi (es. abbattimento ICI e/o oneri di urbanizzazione) e/o contributi per edifici privati (nuove costruzioni/ristrutturazioni) mirati ad interventi di riduzione dei consumi energetici quali ad esempio:

    Ø      installazione di pannelli solari termici e fotovoltaici;

    Ø      installazione di caldaie a condensazione;

    Ø      installazione di pannelli radianti integrati nei pavimenti o nelle solette;

    Ø      realizzazione di serre bioclimatiche, logge, muri ad accumulo, muri di trombe da considerarsi come volumi tecnici;

    Ø      realizzazione di strutture di tamponamento con livello di isolamento termico superiore a quanto previsto dal regolamento nazionale;

    Ø      realizzazione di tetti verdi piani o inclinati con notevole miglioramento dell’inerzia termica estivo – invernale;

    Ø      impianti di illuminazione a basso consumo energetico;

    Ø      installazione di vetri doppi.

    Per le nuove costruzioni o ristrutturazioni gli interventi sopra elencati hanno costi maggiori del 5 - 15 % di quelli tradizionali ma consentono, in fase di esercizio, risparmi energetici superiori al 25-30 %.

     PIANO ENERGETICO - AGENZIA CIRCONDARIALE PER L'ENERGIA

    Con la finalità di promuovere il risparmio energetico ed il maggiore utilizzo di fonti energetiche non clima-alteranti, il Circondario, ai sensi della Legge 10/91 (art. 5), dovrebbe dotarsi di uno specifico Piano Energetico. Dovrebbe essere istituita un'apposita Agenzia circondariale per l'energia finalizzata ad incentivare l’uso razionale dell’energia, a valorizzare le risorse energetiche locali e le fonti rinnovabili nonché ad evitare gli sprechi.

     PRODUZIONE E SCAMBIO ENERGIA

    Legambiente ritiene utile valutare la fattibilità di un impianto circondariale per la produzione di energia rinnovabile da biomasse, nonché la possibilità di scambi e riuso energetico fra aziende della stessa zona industriale o fra aziende ed abitazioni vicine. Valutare inoltre la fattibilità di impianti di cogenerazione a servizio di quartieri residenziali o di aree industriali.

    5. RIFIUTI

     Il problema rifiuti rende necessario rivedere il sistema produttivo ed economico ed allo stesso tempo modificare i comportamenti, gli stili di vita e di consumo dei cittadini. Le merci, perso il valore di scambio, diventano rifiuti destinati all’abbandono e le politiche attuali anziché ridurre a monte la quantità di rifiuti inducono ad un loro continuo incremento. Ancora troppo grande la quantità di rifiuti smaltiti in discarica (il 60% a livello regionale) ed i rifiuti speciali (di cui il 10% pericolosi) lasciati al libero mercato alimentano le ecomafie ed inquinano intere zone d’Italia e di alcuni paesi poveri del pianeta.

    Occorrono politiche e azioni concrete di forte riduzione di produzione dei rifiuti accompagnate dall’incremento delle raccolte differenziate e del riciclaggio.

    Le istituzioni hanno il compito di programmare, sorvegliare e promuovere comportamenti virtuosi anche sulla collocazione dei materiali recuperati attraverso la raccolta differenziata, come suggerito dal VI programma di azione ambientale UE incentrati su:

    1)      Prevenzione e riduzione come cardini per tutte le strategie di gestione. Si deve ridurre la quantità dei rifiuti prodotti. L’obiettivo è la diminuzione delle quantità dei rifiuti del 20% ad orizzonte 2010 e del 50% ad orizzonte 2050.

    2)      Riuso e riciclaggio, in particolare per i rifiuti da imballaggio, rifiuti di veicoli a fine vita, rifiuti da materiale elettrico ed elettronico obsoleto, batterie, rifiuti da edilizia. Si dovrà ridurre inoltre la pericolosità dei rifiuti con una politica integrata sui prodotti e le sostanze chimiche pericolose. Infine si dovrà ridurre anche il volume dei rifiuti pericolosi del 20% entro il 2010 e del 50% entro il 2020 (su base 2000);

    3)      Migliorare lo smaltimento finale ed implementare i controlli;

    4)      Attuare il principio di prossimità per la gestione e lo smaltimento finale.

     Promuovere campagne informative e di sensibilizzazione della cittadinanza con messaggi tipo:

    preferite merce sfusa alla merce confezionata; preferite le confezioni famiglia alle monodose; preferite prodotti concentrati (non comprate troppa acqua!); preferite prodotti imballati semplicemente (no alle merendine dentro la plastica dentro un cartone dentro altra plastica), preferite prodotti imballati con il minor numero di materiali, preferite imballaggi riutilizzabili (per esempio il vuoto a rendere), preferite prodotti riutilizzabili e non usa e getta (per esempio stoviglie di carte, rasoi, penne, ecc.), preferite imballaggi e prodotti in cui siano state utilizzate materie riciclate ( per esempio, in generale, gli astucci di cartone sono ormai prodotti utilizzando materiali riciclati…ma non tutte le aziende danno informazioni ambientali…leggete quanto è indicato sulle confezioni!); preferite imballaggi riciclabili: vetro, carta, alluminio, ferro, acciaio, legno, plastica. Se il vostro comune ha messo a disposizione dei cittadini un sistema di raccolta differenziata, questi imballaggi potranno essere recuperati e riciclati; aprite il rubinetto dell’acqua! L’acqua potabile offre le necessarie garanzie sanitarie. Non vi sembra più semplice che trascinarsi chili d’acqua imbottigliata su per le scale e poi chili di plastica giù per le scale e pagarla mille volte di più?

     6. VERDE PUBBLICO

    Il verde, inteso come luogo di refrigerio, aria pulita, tranquillità per il cittadino, è di vitale importanza per la città L’albero migliora la qualità dell’aria e di vita dell’ambiente urbano. Incrementare/mantenere il verde pubblico dovrebbe essere un obiettivo costante di governo del territorio. Per questo Legambiente propone:

    a)      di salvaguardare, mantenete, sviluppare le alberature ad alto fusto del territorio circondariale e distribuirle in modo più diffuso ed integrato nel tessuto urbano; provvedere alla loro costante manutenzione e cura;

    b)      scegliere essenze arboree ad alto fusto (a foglia larga) compatibili con la zona climatica e con le caratteristiche territoriali dei luoghi ove vengono piantati;

    c)      progettare di spazi a verde avvalendosi di specifiche professionalità specializzate nel settore agro-forestale;

    d)      disciplinare i lavori di potatura, impianto ed eventuale abbattimento di alberature nelle città.

    Individuare all’interno dei centri urbani spazi a verde ove sia consentita la presenza di cani. Promuovere campagne informative (distribuzione gratuita o a basso costo delle palette con sacchetto).

     7. AREE PROTETTE, BIODIVERSITA’

    Legambiente ritiene che la valorizzazione, salvaguardia e sviluppo delle aree naturalistiche, paesaggistiche e di pregio ambientale, come il Padule di Fucecchio, il Montalbano e l’area ANPIL di Arnovecchio - Empoli, debbano essere al centro delle politiche locali come obiettivo qualificante, caratterizzante e significativo di questo territorio.

    Padule di Fucecchio

    Il Padule di Fucecchio è sicuramente una delle emergenze naturalistiche della Toscana e dell’Europa intera. Per questo è inserito tra i S.I.C. (siti d’interesse comunitario) che la comunità europea tutela per la sua natura e la sua biodiversità. Il ministero dell’ambiente lo dovrebbe inserire nell’elenco della “Convenzione di Ramsar” (agenzia Onu per la tutela delle aree umide) creando nuove positive opportunità. L’attivazione delle riserve naturali e la loro gestione hanno messo in movimento una serie di risorse creando sviluppo: occupazione, cultura, sostegno alla formazione professionale e scolastica, occasione per il tempo libero, promozione del territorio. Il valore naturalistico del Padule è strettamente legato alla sua biodiversità che dovrebbe essere in primo luogo difesa dalle Amministrazioni locali. Da oltre 10 anni è attivo su questo territorio il Centro di Ricerca Documentazione e Promozione del Padule di Fucecchio ONLUS; la Provincia di Pistoia, avvalendosi di questa struttura, gestisce la riserva naturale. La qualificata azione del Centro ha prodotto risultati notevoli per la tutela della biodiversità, lo sviluppo economico, la creazione di nuovi posti di lavoro. La riserva naturale del Padule (istituita da circa 7 anni) che ricade nel territorio del Comune di Fucecchio è così piccola da non poter espletare appieno le funzioni di conservazione che le sono attribuite: i 25 Ha su oltre 900 della parte “fiorentina”.

    Pertanto, riguardo alla gestione della Riserva Naturale Legambiente denuncia:

    1)      l’immobilismo di circa 7 anni trascorsi senza aver adottato i regolamenti di gestione della Riserva Naturale;

    2)      il degrado subito in questi anni dal Padule di Fucecchio, anche riguardo a parte dell’area contigua “palustre” che è stata coltivata;

    3)      la gestione della Riserva affidata all’Ufficio Caccia del Circondario Empolese Valdelsa in contrasto con gli obiettivi della sua istituzione;

    4)      gli accordi con i proprietari (privati) della Riserva pregiudicano gli interventi di miglioramento ambientale cui possono opporsi;

    e propone:

    a)      di unificare la gestione delle Riserva Naturale con quella del Padule affidandola al Centro di Ricerca attivo da anni sul territorio e costituito dagli enti locali proprio per le attività gestionali e promozionali. Conseguentemente togliere la gestione della Riserva Naturale all’Ufficio Caccia del Circondario Empolese Valdelsa.

    Biodiversità – ANPIL di Arnovecchio

    Legambiente chiede alle Autorità locali una seria politica di difesa della biodiversità esistente nel nostro territorio che partendo dall’integrazione dei suoi aspetti (naturale, culturale, sociale) tenda alla valorizzazione delle risorse esistenti; una politica in cui le aree protette costituiscono veri e propri nodi ed i processi di conservazione e valorizzazione nascono dalla singola area naturale per poi coinvolgere tutto il territorio (come ad es. l’azione del Centro di Ricerca Documentazione del Padule di Fucecchio).

    Ad Empoli è necessario dare finalmente attuazione all’A.N.P.I.L. di Arnovecchio; ciò consentirebbe, oltre alla realizzazione di progetti rivolti alla conservazione della natura (flora, fauna, e risorsa idrica), di sviluppare l’educazione ambientale ed i possibili settori occupazionali legati all’ambiente.

    E’ quindi necessaria una politica di recupero ambientale, non limitata alle aree protette, ma gradualmente estesa a tutto il territorio, una politica che combatta l’inquinamento e protegga l’ambiente.

    Importante potrebbe essere l’azione futura dell’Associazione per l’Arno se tesa alla valorizzazione dei corsi d’acqua e dell’ambiente. 

    Avifauna

    L’attuale situazione della fauna, pur non essendo ottimale, presenta una tendenza al miglioramento che potrebbe essere comunque favorita da iniziative di rafforzamento del legame tra cacciatori e territorio e da azioni che rendano più efficaci i progetti di conservazione, adottando gli strumenti previsti dalle normative comunitarie in materia. Purtroppo tale situazione è fortemente minacciata dalla proposta di legge dell’attuale governo che, smantellando di fatto la legge vigente (L.157/92), in un sol colpo vanificherebbe i risultati ottenuti negli ultimi anni.

    In particolare l’allungamento del periodo di caccia di due mesi (complessivo dal 16 agosto al 28 febbraio), produrrebbe gravi conseguenze per l’avifauna migratoria cacciata proprio nel periodo riproduttivo e al ritorno dalla migrazione. Inoltre l’ampliamento delle specie cacciabili ad altre 21 (compreso il piviere dorato, la pittima reale, l’oca granaiola, la tortora dal collare) produrrebbe un grosso danno agli animali visto che il prelievo avverrebbe senza alcun criterio scientifico.

    Legambiente ritiene discutibile l’esercizio della caccia in periodi sensibili per molte specie, come purtroppo avviene in occasione dell’apertura anticipata alle due giornate di inizio settembre. Propone invece di:

    a)      rafforzare il legame tra territorio e cacciatore, in modo da rendere possibile la riproduzione della fauna stanziale in modo naturale e non in cattività, abbandonando così la pratica dei ripopolamenti pronta caccia;

    b)      rendere più concreta l’interazione tra ambientalisti, agricoltori e cacciatori.

      8. SALUTE, ALIMENTAZIONE, AGRICOLTURA DI QUALITA’, TURISMO DIFFUSO

    Attualmente il settore agroalimentare risulta fortemente compromesso da una logica di globalizzazione che porta da un lato allo sfruttamento di terreni ed agricoltori dei paesi in via di sviluppo da parte di grosse compagnie del settore, dall’altro la morte della nostra agricoltura, perché non in grado di competere con la logica del prezzo più basso. La Toscana ha però scelto, o almeno tenta di scegliere, tra molte difficoltà e contraddizioni, la strada della valorizzazione dei prodotti tipici, tradizionali, biologici.

    E’ però particolarmente indicativo di come sia difficile passare dalle parole ai fatti concreti che sia in via di ulteriorme riduzione il numero delle aziende agricole che operano sul nostro circondario e, fatto ancora più grave, come la loro produzione sia limitata a pochi prodotti, prevalentemente vino e olio. Sempre di più sulle nostre tavole arrivano prodotti alimentari provenienti da paesi spesso lontani (la pasta biologica coop viene dall’Argentina…); questo ha un costo notevole in termini di inquinamento per il trasporto, di diminuzione del controllo sulla filiera alimentare, della perdita di biodiversità e tipicità di ciò che mangiamo. In definitiva, il risultato è una perdita della qualità e chi ne fa le spese è la nostra salute.

    Come Legambiente riteniamo sia di fondamentale importanza che venga promossa una politica di valorizzazione e incentivazione di consumo dei prodotti agricoli locali e tradizionali, con particolare riferimento a quelli da agricoltura biologica. Questo innescherebbe un meccanismo a catena con ripercussioni positive su tutto il sistema, con una ricaduta economica diffusa e di qualità unita ad una reale difesa e valorizzazione dell’ambiente.

    Altre aree della Toscana stanno percorrendo con maggiore convinzione e con maggiori successi la rotta della valorizzazione delle specificità del territorio non solo attraverso la buona riuscita dell’agriturismo. Primo tra tutti la zona del Chianti, ma vale lo stesso per aree più “marginali” rispetto anche ai principali flussi turistici, lo stanno facendo con convinzione, mentre nella nostra zona sembra non si creda alle peculiarità del nostro territorio. La pur piccola esperienza della rinascita e del successo della cipolla di Certaldo è una conferma che invece è possibile.

    La proposta è quella che le Autorità Locali aprano un tavolo con ambientalisti, con imprenditori agricoli ed imprenditori turistici, soprattutto nel mondo dell’agriturismo, che meglio di altri potrebbero far da volano per il successo dei prodotti agricoli locali. Accordi con la distribuzione locale, anche la grande distribuzione (coop in primo luogo, che sono già molto attente a queste tematiche) possono fare il resto. Ma tutto ciò può (e, secondo Legambiente, deve…) essere utilmente collegato anche ad una più attenta manutenzione del territorio agricolo collinare, con la salvaguardia di tutte quelle “opere minori” (muretti, ciglionamenti, fossi, antiche viabilità, piccoli manufatti storici, etc) che ogni giorno si vanno perdendo, rendendo meno ricco e meno unico il paesaggio della Toscana, quindi meno appetibile dal turismo diffuso (agriturismo), e, non ultimo aumentando il dissesto idrogeologico ed il rischio da alluvione nei fondovalle.

    Per partecipare ai gruppi di lavoro contattaci al numero 0571/509020 (Marco) o scrivici un'e-mail a legambientempoli@libero.it

     

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