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sogni e BI-sogni | ![]() |
| LE PISTE CICLABILI A EMPOLI |
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LINEE AMBIENTALI PER IL GOVERNO DEL TERRITORIO DEL CIRCONDARIO EMPOLESE VALDELSA |
| NUOVA RUBRICA SULL'ALIMENTAZIONE |
Oggi
non possiamo più permetterci di far finta di niente, lo dobbiamo a noi stessi e
ai nostri figli!
L’ambiente
composto da terre, aria, acqua, animali subisce regolarmente ogni tipo di
prevaricazione (sfruttamento, soprusi e stravolgimenti) da quegli uomini ciechi
ed egoisti che si impongono nelle scelte economiche e politiche.
E’
di questi giorni un nuovo terribile scempio ambientale causato dall’ennesima
petroliera affondata, eppure il mondo sta a guardare! Guardiamo con pena le
immagini delle foche e dei cormorani sporchi di petrolio ma ci sentiamo così
lontani e inutili che non ci poniamo neanche il problema che forse possiamo fare
qualcosa … Ma ognuno di noi, nel suo piccolo, PUO’ FARE QUALCOSA! Cosa?
POSSIAMO
SCEGLIERE! Ce lo siamo dimenticati forse, ormai assuefatti dai media
strumentalizzati e strumentalizzanti … ma noi non siamo degli automi! E’ ora
di prendere consapevolezza delle nostra forza, visto che tutto si basa sul
mercato, e, visto che siamo NOI i consumatori finali di ciò che viene prodotto
in tutto il mondo … allora rendiamoci conto che abbiamo un potere enorme!
LA
SCELTA SI CHIAMA CONSUMO CRITICO! Facciamo attenzione a ciò che compriamo, da
dove viene, di cosa è composto, come fa a costare così poco, come fa a
mantenersi così a lungo (alimenti) o a rompersi così presto
(elettrodomestici).
In
un mondo globalizzato basato solo sul liberismo ossessivo, dobbiamo riprenderci
lo spazio che avevamo, il rispetto che meritiamo, dobbiamo pensare alla nostra
salute ma anche a quella dei nostri animali, delle nostre terre, delle nostre
acque … niente dura per l’eternità, ogni giorno ci viene dimostrato!
LEGAMBIENTE
HA SEMPRE PENSATO CHE UN ALTRO MONDO SIA POSSIBILE! UN PENSIERO CONDIVISO DAL
MOVIMENTO DEI SOCIAL FORUM, DA SEATTLE A GENOVA, DA PORTO ALEGRE A FIRENZE! E’
PER QUESTO CHE SIAMO SICURI CHE OGNI CITTADINO, NEL SUO PICCOLO, POSSA
PROIETTARE I GRANDI TEMI AMBIENTALI SUL PROPRIO TERRITORIO, AGENDO LOCALMENTE E
PENSANDO GLOBALMENTE!
E’
PER QUESTO CHE NOI DEL CIRCOLO DI LEGAMBIENTE DELL’EMPOLESE-VALDELSA CERCHIAMO
DI DEDICARE PARTE DEL NOSTRO TEMPO A QUESTI TEMI, OVVIAMENTE PERO’ ABBIAMO
BISOGNO DI RISORSE … A META’ DICEMBRE 2002 INIZIERA’ LA CAMPAGNA DI
TESSERAMENTO 2003 E PUBBLICHEREMO SUGLI ORGANI D’INFORMAZIONE LOCALI TUTTE LE
INIZIATIVE CHE PORTEREMO AVANTI NEL NOSTRO TERRITORIO DURANTE IL NUOVO ANNO. SE
HAI DEL TEMPO LIBERO E SEI SENSIBILE AI TEMI AMBIENTALI, SAREMO FELICI DI
CONOSCERTI!
Programma escursionistico 2005:
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Domenica 30 gennaio |
Parco naturale di M. Castello: Sestri L.-Punta Manara-M. Castello |
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Sabato 5 febbraio |
Oasi WWF di Bolgheri e Oasi WWF Le Colonne (LI) |
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Domenica 13 febbraio |
Valleriana trekking: Collodi- M. Telegrafo |
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Domenica 27 febbraio |
Oasi WWF di Gabbianello (FI) |
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Domenica 13 marzo |
Escursione storico-naturalistica e visita al Museo Civiltà Contadina Casa d'Erci (FI) |
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Domenica 20 marzo |
Padule di Fucecchio: Osservatorio Faunistico - Riserva Naturale delle Morette - Visita al Museo del Padule a Monsummano |
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Domenica 10 aprile |
San Fruttuoso - Camogli - San Fruttuoso (Liguria) |
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Domenica 17 aprile |
Bandite di Scarlino (GR) |
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Domenica 24 aprile: |
Dal Parco di Rimigliano al Golfo di Baratti (LI) |
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Domenica 8 maggio |
Da Sassofortino alla Riserva naturale Provinciale La Pietra (GR) |
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Domenica 15 maggio |
Monti della Calvana (PO) |
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Domenica 22 maggio |
Appennino Tosco-Romagnolo: Badia Moscheta-Casetta di Tiara-M. Acuto |
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Domenica 5 giugno |
Alpi Apuane: Monte Sumbra |
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Domenica 19 giugno |
Riserva Naturale Provinciale Acquerino Cantagallo (PO) |
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Domenica 26 giugno |
Abetone - Lago Nero - Alpe Tre Potenze - M. Gomito |
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Domenica 10 luglio |
Ascensione sul Monte Rondinaio (PT) |
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Domenica 18 settembre |
Riserva Naturale Provinciale Castelvecchio (SI) |
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Domenica 25 Settembre |
Alpi Apuane: Monte Pisanino |
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Domenica 2 ottobre |
Monte Cetona (SI) |
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Sabato 15 ottobre Domenica 16 ottobre |
Alpi Apuane: Antico Mulino D'Arbia - M.te Pizzo d'uccello (n. 2 giorni) |
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Domenica 6 novembre |
Montalbano: da Anchiano alla torre di S. Alluccio |
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Domenica 4 dicembre |
Asciano – Valle delle Fonti - Certosa di Calci |
Per informazioni ed iscrizioni
WWF: Cristina Raugei tel. 0571/924290 cell. 348/6605888 - Luca Leoncini cell. 339/1673774 - Massimo Paci tel. 0571/710157 cell. 333/6874128 - Riccardo Vallini tel. 0571/80225 cell. 338/5033424 - Sena Daccordi tel. 0571/42744 cell. 348/0448604; LEGAMBIENTE: - Davide Salvatori cell. 333/3406661 - Giada Bini cell. 349/1672769 - Luca Gambacciani cell. 338/8309672 - Marco Boldrini cell. 333/6478189 – Roberto Gori cell. 349/0981246 - Salvatore D’Amelio tel. 0571/590971 - legambientempoli@libero.it – www.struzzo.elenet.it/legambientempoli
Le gite sono riservate ai soci. Chi non è socio può iscriversi al WWF o a Legambiente il giorno della gita. Sono a carico dei partecipanti le spese di trasporto (auto proprie nel minor numero possibile o mezzi pubblici), eventuali biglietti di ingresso e la guida dove è prevista. (*) Per la gita del 7 marzo e per altre è prevista la possibilità, per gli interessati, di recarsi sul posto in bicicletta o con formula treno+bici, seguiranno maggiori informazioni. Per tutte le gite sono consigliati zaino, borraccia, scarpe da trekking e indumenti impermeabili. Pranzo al sacco. Prima dell’escursione, informatevi sul livello di difficoltà. I minorenni dovranno essere accompagnati da un adulto. Le iscrizioni si chiuderanno due giorni prima della data delle escursioni.
Per quanto riguarda le piste ciclabili abbiamo ottenuto ottimi risultati. A seguito del comunicato stampa "Il futuro va in bicicletta" nato da un approfondimento del tema viabilità condotto dal nostro circolo da diversi anni, abbiamo affrontato tale problematica all'interno del Gruppo Risorse Ambientali del Forum Cultura del Comune di Empoli. Da questi incontri è nato un documento e un convegno intitolato "Pedaliamo la città". Il progetto per la costruzione di una lunga pista ciclabile che parte dalla stazione per arrivare al polo scolastico è già approvato e finanziato e i lavori cominceranno a marzo del 2003, inoltre è in via di progettazione un'altra pista ciclabile che colleghi il centro con la zona sportiva. Il nostro obiettivo a questo punto è che tutti questi tronconi ciclabili risultino fruibili e omogenei in modo da permettere al cittadino un accesso semplice e sicuro al trasporto in bici, perchè la bicicletta diventi un mezzo di trasporto sostitutivo dell'auto oltre che uno strumento ludico.
Il Gruppo Risorse Ambientali del Forum Cultura del Comune di Empoli tramite la costituita COMMISSIONE PISTE CICLABILI, ha redatto un documento divulgato alla stampa col quale viene formulata una "Proposta per la ciclabilità a Empoli" --> vedi il comunicato stampa e la proposta.
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"Pensando alla nostra salute e alla salute della nostra città e visto il continuo aumento del traffico e dell’inquinamento dell’aria, è oggi, più che mai necessaria, una risposta al problema della viabilità urbana. Per questo motivo il nostro circolo, constatata la disattenzione dell'Amministrazione a tali problematiche, si fa portavoce, ancora una volta, di una proposta da sottoporre all'attenzione del Comune con la quale chiede la creazione di piste ciclabili e di iniziative collaterali per incentivare una mobilità sostenibile. Empoli è una città pianeggiante dove il 50% degli spostamenti in auto rientrano nei 5 km, ciò consente ampio spazio allo sviluppo di una mobilità sulle due ruote. Inoltre l'emergenza smog che si è verificata all’inizio dell’anno è un campanello d’allarme che ci deve far intraprendere iniziative efficaci per la riduzione dell’inquinamento atmosferico ed acustico allentando la morsa del traffico. Proponiamo quindi che sia creata una rete di vie ciclabili più ampia e omogenea possibile in modo da assicurare al cittadino percorsi senza interruzioni. Per ottenere i risultati auspicati le nostre proposte sono le seguenti:
Concludendo l’aumento della mobilità su due ruote è possibile se il significato che diamo alle nostre iniziative è quello di far tornare la bici un mezzo di trasporto utilizzato nel quotidiano (per recarsi a scuola, al lavoro, a fare la spesa, ecc) e non solo come mezzo da sfruttare nei momenti di svago. Solo così verrà intrapresa una riqualificazione del rapporto cittadini/territorio come condizione necessaria per lasciare alle future generazioni un mondo ancora vivibile." |
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COMMISSIONE PISTE CICLABILI
FORUM CULTURA "PROPOSTA PER LA CICLABILITA' A EMPOLI" Empoli - dicembre 2002 A cura di: Marco Becagli - Salvatore D'amelio - Carlo Farsetti - Tania Scardigli - Antonella Cioni - Roberto Gori - Alberto Mazzoni
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| INDICE
1 INDICE *2 Una rete di percorsi ciclabili *
3 - OSSERVAZIONI E CONSIDERAZIONI 4 - SINTESI DELLE PROPOSTE RIVOLTE ALL'AMMINISTRAZIONE COMUNALE |
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Anche ad Empoli appare ormai non più eludibile la questione "diversa mobilità delle persone". E’ opportuno qui richiamare le nuove responsabilità in materia di ambiente urbano che vengono richieste anche a livello europeo ai rappresentanti politici, i quali, sempre più pressantemente sono chiamati a garantire ai concittadini un ambiente sano e a facilitare gli spostamenti professionali per assicurare buone condizioni di sviluppo alle imprese, ai servizi ed ai negozi e a garantire altresì spostamenti agevoli per accedere ai servizi pubblici, alle scuole, alle attrezzature collettive, ai luoghi di lavoro e negozi. Pesano sulla collettività gli inconvenienti dell’uso "poco ragionevole" dell’automobile privata che contribuisce a sprecare lo spazio urbano, consuma molte risorse e grava sull’ambiente. Seguendo una logica sana, le Autorità pubbliche dovrebbero impegnarsi a non scoraggiare un tipo di trasporto pulito come la bicicletta, che non consuma spazio né energia, non inquina e non crea ingorghi. Ad essa dovrebbero essere destinate, annualmente, risorse finanziarie almeno corrispondenti alla percentuale di utilizzo di questo mezzo sul totale degli spostamenti di una città, che minimo si attesta sull’1% (ad Empoli gli spostamenti su mezzi a due ruote coprono complessivamente il 18% del totale ed il 90% degli spostamenti dichiarati viene compiuto in meno di 15’ – cfr PGTU del Comune di Empoli del luglio 1997, pag. 14). Due persone su tre potrebbero essere disponibili ad abbandonare l’automobile in presenza di condizioni favorevoli. Empoli è quindi chiamata a crearle queste condizioni favorevoli a partire dall’approvazione del "PIANO DELLA RETE DEGLI ITINERARI CICLABILI" inserito all’interno del PIANO URBANO DEL TRAFFICO (PUT). Non corrisponde ai fatti l’equazione "vitalità delle imprese commerciali = accesso in automobile". Studi europei in tal senso hanno dimostrato che il contributo della clientela che arriva con mezzi pubblici, in bicicletta ed a piedi è molto sottostimato; come sottostimato è l’impatto negativo per le nostre città e l’ambiente urbano delle sedi di ipermercati e di migliaia di posti di parcheggio in periferia. E’ quindi da sfatare l’idea che gli automobilisti siano miglior clienti dei ciclisti, dei pedoni e degli utenti dei trasporti pubblici. L’assenza (o la scomparsa) di sistemazioni ciclabili blocca la potenziale domanda di spostamenti in biciletta. In questo senso vi è una forte aspettativa di cambiamento a favore di modi di trasporto più rispettosi dell’ambiente, di segnali di incoraggiamento dell’uso della bicicletta. Risulta in tal senso in crescita una nuova mentalità che deve essere stimolata anche attraverso la promozione di campagne informative ed educative. In questi ultimi anni anche ad Empoli si è registrato un peggioramento della qualità dell’aria con superamenti dei limiti previsti per il Biossido di Ozono, Materiale particellare fine, Ozono. Il Comune di Empoli insieme a Montelupo Fiorentino sono stati individuati dalla Regione Toscana (Deliberazione della Giunta Regionale Toscana 21/12/2001 n. 1406 "Presa d’atto della valutazione della qualità dell’aria ambiente ed adozione della classificazione del territorio regionale ai sensi degli articoli 6, 7, 8 e 9 del Decreto legislativo n. 351/1999") tra i comuni toscani che presentano superamenti dei valori limite previsti dalle direttive europee per più di una sostanza inquinante. In base a tale classificazione il comune è tenuto a predisporre piani di azione (PAC) e programmi contenenti le misure da adottare per riportare i livelli al di sotto dei suddetti valori limite insieme ad un rapporto sulla qualità dell’aria ambiente relativo a tutti gli inquinanti. Le piste/percorsi ciclabili si collocano quindi a pieno titolo nel Piano di azione comunale (PAC) nel quale occorre prevedere e realizzare interventi volti ad aumentare le quote percentuali di mobilità non motorizzata. E’ da notare che gli automobilisti sarebbero i primi a beneficiare di una riduzione dell’inquinamento che essi stessi provocano, in quanto l’aria nell’abitacolo delle automobili è nettamente più inquinata che all’esterno. ************************************* La Commissione Piste Ciclabili del Forum Cultura di Empoli, considerata la diffusa sensibilità sull’argomento, registrata anche nel convegno sul tema delle piste ciclabili tenutosi lo scorso mese di settembre, ha elaborato una proposta di percorsi ciclabili in ambito cittadino ed extraurbano, con i seguenti principali obiettivi:
Ha quindi elaborato la presente proposta/progetto analizzando il territorio e facendo una ricognizione sui luoghi oltre ad un confronto e dibattito (anche con le autorità preposte) ed ha individuato quella che dovrà essere la caratteristica principale delle piste ciclabili, e cioè la prevalenza dell'uso circolatorio e di mobilità della bicicletta, rispetto all'uso cosiddetto " ludico "; ciò anche in considerazione delle caratteristiche territoriali, del tessuto economico-sociale della città di Empoli, ma soprattutto per una necessità, non più procrastinabile, di rendere la città stessa più vivibile, incentivando e promuovendo una mobilità alternativa, che sia improntata all'uso della bicicletta. Come previsto dal PGTU del luglio 1997 è da privilegiare la costituzione di una serie di itinerari ad "effetto rete" piuttosto che investire notevoli risorse su un’unica infrastruttura in modo da incentivare in tempi brevi l’uso della bicicletta in una città come Empoli che per dimensioni e configurazione rappresenta una situazione ideale (cfr. PGTU pag. 30). Occorre quindi realizzare percorsi ciclabili secondo criteri di: utilizzazione, sicurezza e viabilità (ove possibile) privilegiata rispetto al flusso del traffico veicolare. Là invece, dove è stata costituita e individuata dall’ u.t.o.e. quale "città nuova progettata "- leggi Serravalle -, le due caratteristiche potrebbero coincidere ed identificarsi. Punto fermo del lavoro svolto dalla Commissione resta la necessità di rendere più vivibile il centro urbano di Empoli, quello cioè individuato sempre dall' u.t.o.e. quale "città compattata ", considerato l'inesorabile, prevedibile aumento del flusso circolatorio in tale zona in quanto ad Empoli, già sede di alcuni uffici: Tribunale, ASL 11, Agenzia delle Entrate, Università, Giudice di Pace, Uffici del Circondario, Ospedale Generale, ecc. nonchè "porta del Cincondario" e potenziale prossimo " capoluogo " del Valdarno inferiore e della bassa Valdelsa, gravita e graviterà sempre di più un'utenza di circa 160 mila abitanti pari a quasi quattro volte la popolazione attuale di Empoli. È quindi comprensibile, come l'argomento vivibilità-mobilità-analisi del traffico, sia inprocrastinabile oltre che urgente, atteso quanto avviene nelle città di maggiori dimensioni, ormai congestionate dal traffico caotico e forse irreversibile. Occorrono quindi interventi specifici e settoriali nelle varie zone della " città compattata " (esempio, parcheggi dislocati sul predetto territorio aventi struttura metallica due piani, con eliminazione o limitazione dei parcheggi sulle strade, che nel futuro dovranno restare circolanti, ma più libere possibile). E’ soprattutto necessaria la previsione, e ove possibile, la immediata costruzione/realizzazione di piste ciclabili che favoriscano l’uso della bicicletta che indiscutibilmente rappresenta un mezzo salutare oltre ad essere un ottimo strumento di promozione di relazioni sociali. Di seguito vengono elencati analiticamente i percorsi ciclabili e le relative soluzioni ideate dalla Commissione, che non dispone di strumenti né delle conoscenze tecniche necessarie a descrivere in maniera compiuta gli interventi e le opere richieste per la realizzazione della rete ciclabile descritta. E’ richiesta al Comune la valutazione della fattibilità dei vari interventi e di dettaglio delle opere necessarie nonché l'eventuale individuazione di percorsi alternativi a quelli proposti sulle cui soluzioni dovrà comunque essere coinvolta la Commissione ed il Forum. Nelle figure 1 e 2 riportiamo la proposta della Commissione per la realizzazione di una rete di percorsi ciclabili, considerando rispettivamente la mobilità cittadina ed il collegamento di frazioni e zone limitrofe. Allo scopo di realizzare i percorsi ciclabili elencati di seguito e mostrati nelle immagini, sono state individuate tre aree di intervento:
Nella figura 1, che riporta la pianta del centro cittadino, abbiamo individuato una rete magliata di percorsi ciclabili, in grado di collegare in modo sufficientemente capillare, le principali zone urbane. In dettaglio, si evidenziano le seguenti direttrici: Rilevanza: permette di collegare le scuole alla stazione FS ed ai residenti nelle zone V.Sanzio e parte di S.Maria di raggiungere il centro cittadino; Interventi necessari: per la realizzazione di questo percorso risulta necessario istituire una nuova Pista Ciclabile lungo tutto il suo sviluppo (già programmata), con possibilità di accesso ai binari FS direttamente dal V.le Buozzi, dove dovrà essere installato un parcheggio con rastrelliere per bici Per il collegamento alla Stazione FS (locali biglietteria, sottopassaggi etc.) si potrebbe procedere come segue: attraversare V.Fabiani con una passerella, transito di fianco al Dopolavoro ferroviario in V.San Martino, fino a giungere alla Stazione FS (dove sono già state installate dele rastrelliere per bici) La pista ciclabile già progettata e prossima alla realizzazione acquista senso ed efficacia solo se si inserisce all’interno di un quadro complessivo di una rete articolata di percorsi. Rilevanza: permette di collegare la zona est urbana (abitato, parco di Pratignone) con la stazione FS Interventi necessari: per la realizzazione di questo percorso risulta necessario istituire una nuova Pista Ciclabile lungo tutto il suo sviluppo; nei pressi dell’incrocio tra V.XI Febbraio e V.Tripoli dovrà essere installato un parcheggio per bici, dotato di rastrelliere. Ipotesi realizzative: estendere il passaggio protetto dalla strada (che inizia dalla Cooperativa Facchini Empolesi e giunge in prossimità delle confezioni Brooklyn) a tutta Via XI Febbraio, fino al sottopassaggio FS e quindi a P.zza Toscanini e poi all'Orme. Rilevanza: permette ai cittadini della zona Est di Empoli di raggiungere il centro urbano e la stazione FS, transitando nei pressi del parco di P.zza Toscanini, dell’Istituto Calasanzio e dell’Istituto Tecnico per Geometri Interventi necessari: Considerando l’intera V.XX Settembre un percorso consigliato per i ciclisti, per la realizzazione di questo percorso risulta necessario istituire una nuova Pista Ciclabile lungo il tratto di V.Tripoli che connette gli istituti per Geometri e Calasanzio, oltre al tratto di V.Giovanni da Empoli che unisce V.Tripoli con V.Roma Rilevanza: permette il collegamento Est-Ovest di Empoli, transitando nei pressi: degli impianti sportivi; del Ponte sull’Arno (e quindi nei pressi della pista ciclabile che collega le frazioni di Spicchio e Sovigliana); del parco di P.zza Matteotti; della sede ASL di V.Rozzalupi; dell’Ospedale S.Giuseppe. Interventi necessari: Per la realizzazione di questo percorso risulta necessario ripristinare la vecchia pista ciclabile tracciata sull’asfalto una decina d’anni orsono in V.le Petrarca (stavolta interponendo una barriera tra il traffico motorizzato e le bici) e prolungarla fino a V.Barzino. Quindi occorre un raccordo con l’argine dell’Arno del quale risulta necessario ripristinarne la ciclabilità fino a V.Alzaia (altrove l’argine risulta già percorribile dalla bici). L’accesso all’ospedale da parte dei ciclisti dovrà essere garantito da un passaggio aperto in direzione dell’argine dell’Arno. Il raccordo tra l’argine dell’Arno ed il centro cittadino avviene attraverso un passaggio ricavato sotto la sede stradale di V.le Petrarca. Rilevanza: collega il polo scolastico alla periferia Ovest di Empoli e quindi al nuovo Ipermercato. Interventi necessari: Per la realizzazione di questo percorso risulta necessario istituire una nuova Pista Ciclabile lungo v.Raffaello Sanzio (a partire dall’incrocio con V.Bonistallo fino a raggiungere l’Ipermercato di prossima costruzione). Questo itinerario è raccordato con la pista ciclabile n.1 (di V.le Buozzi) tramite una diramazione che parte dall’altezza di V.del rio di S.Maria, si avvicina alla ferrovia, transita dietro le scuole e si affaccia su V.Bonistallo, raccordandosi alla pista di V.le Buozzi. Rilevanza: chiude ad Ovest l’anello ciclabile lungo il perimetro urbano, collegando la zona sud-ovest (abitato e polo scolastico) con la zona nord-ovest (abitato e Ospedale S.Giuseppe) Interventi necessari: per la realizzazione di questo percorso risulta necessario istituire una nuova Pista Ciclabile lungo la via R.Sanzio (Via Donatello risulta ciclabile senza grosse difficoltà).
Rilevanza: chiude ad Ovest l’anello ciclabile lungo il perimetro urbano, collegando la zona sud-ovest (abitato e polo scolastico) con la zona nord-ovest (abitato e Ospedale S.Giuseppe) Interventi necessari: per la realizzazione di questo percorso risulta necessario istituire una nuova Pista Ciclabile lungo tutto il suo sviluppo, con la sola eccezione del passaggio pedonale (tangente a V.Baccio da Montelupo) che passa per la scuola elementare e l’asilo e di Via Donatello, che risulta ciclabile senza grosse difficoltà. Rilevanza: chiude ad Ovest l’anello ciclabile lungo il perimetro urbano, collegando la zona sud-ovest (abitato e polo scolastico) con la zona nord-ovest (abitato e Ospedale S.Giuseppe) Interventi necessari: per la realizzazione di questo percorso risulta necessario istituire una nuova Pista Ciclabile lungo V.Segantini, risultando il resto dell’itinerario ciclabile senza grosse difficoltà. 6quater V.Boccaccio - V.Ripa – V.Lucchese Rilevanza: mette in comunicazione V.Boccaccio con V.Lucchese, permettendo agli abitanti della zona Ovest di Empoli di raggiungere l’Ospedale in bici Interventi necessari: tutto l’itinerario risulta ciclabile senza grosse difficoltà. Rilevanza: permette ai cittadini della zona Ovest di Empoli di raggiungere il centro cittadino, transitando nei pressi del Supermercato di V.Della Repubblica Interventi necessari: per la realizzazione di questo percorso risulta necessario istituire una nuova Pista Ciclabile lungo tutto il suo sviluppo. 7 Bis V. V.Brunelleschi– V.Cavour – Pzza XXIV Luglio Rilevanza: permette ai cittadini della zona Ovest di Empoli di raggiungere il centro cittadino, transitando nei pressi del Supermercato di V.Della Repubblica Interventi necessari: per la realizzazione di questo percorso risulta necessario istituire una nuova Pista Ciclabile lungo tutto il suo sviluppo, eccetto che nel tratto a doppio senso di V.Brunelleschi, che risulta ciclabile senza grosse difficoltà. Rilevanza: percorso di collegamento tra la zona Est di Empoli (abitato, scuola Vanghetti, zona sportiva, parco di serravalle), con transito nei pressi del Supermercato di V.Susini Interventi necessari: Per la realizzazione di questo percorso risulta necessario ripristinare le vecchie piste ciclabili tracciate sull’asfalto una decina d’anni orsono (stavolta interponendo una barriera tra il traffico motorizzato e le bici) lungo V.Berni, V.Monaco, V.Basilicata, V.Serravalle. Oltre a ciò, occorre realizzare una nuova Pista Ciclabile lungo tutta via Masini, P.zza Gramsci fino a raggiungere V.t. da Battifolle. Rilevanza: Mette in comunicazione i percorsi lungo V.le Petrarca (abitato, zona scuola e asilo di Naiana, zona sportiva) e V.XI Febbraio (abitato, stazione FS, parco di V.Pratignone) Interventi necessari: per la realizzazione di questo percorso risulta necessario istituire una nuova Pista Ciclabile lungo tutto il suo sviluppo. Ipotesi realizzative: Possibilità di tagliare la zona verde nei pressi della scuola di Naiana in modo da raggiungere la pista di V.le Petrarca Rilevanza: connessione Nord Sud; si raccorda con la nuovo pista ciclabile sita in V.le Togliatti, mettendo in comunicazione gli abitati di Spicchio e Sovigliana con il centro di Empoli e la Stazione FS. Interventi necessari: per la realizzazione di questo percorso risulta necessario istituire una nuova Pista Ciclabile lungo tutto il suo sviluppo. Ipotesi realizzative : Proveniendo dal ponte, e quindi da P.za G.Guerra, V.Pievano Rolando, V.Tinto da Battifolle, la pista giunge in P.zza della Vittoria. A questo punto ci sono tre ipotesi alternative per il transito della Piazza:-percorso sopra il marciapiede (recentemente allargato), lato strada. -percorso su sede stradale (a dx proveniendo da V.T. da Battifolle), deviando il traffico auto in modo che passi tutto a sx (angolo Farmacia, per intendersi) -attraversamento della piazza, unendo in linea retta V.T. da Battifolle con V.Roma Giunti in V.Roma, la pista dovrebbe essere realizzata sul lato destro (guardando la Stazione FS). Su questo lato, il marciapiede risulta piuttosto largo (3,2 m.). Si potrebbero togliere i posti auto a destra (profondità posto auto ca. 2.4 m.) e, se serve, ridimensionare un poco il marciapiede, in modo da guadagnare 2,75 m. per la pista ciclabile. Arrivati in P.zza Don Minzoni, si presentano due necessità: giungere fino alla Stazione FS e raccordarsi alla pista ciclabile di V.le Buozzi. Abbiamo anche qui delle alternative: -percorrere V.Verdi (a destra nel senso di marcia, a sinistra ci sono gli autobus), attraversarla in prossimità del semaforo e quindi immettersi nel segmento di strada a sinistra del giardinetto lungo Via Fabiani (quasi del tutto inutilizzato, fatta eccezione alcuni passi carrabili dei residenti ed una decina di posti auto - il marciapiede risulta largo ca. 3,1m); a questo punto si attraversa (in prossimità delle strisce) V.Fabiani e quindi V.Le Buozzi (sempre in prossimità delle strisce) e siamo giunti al capolinea della pista ciclabile che collega il polo scolastico. -Attraversare P.zza Don Minzoni (tra la siepe e gli alberi), giungendo fino alla stazione FS. A questo punto, si potrebbe passare di fianco al Dopolavoro ferroviario in V.San Martino e quindi attraversare V.Fabiani con una passerella metallica che porta sul giardino di V.le Buozzi (in prossimità della pista verso le scuole) Rilevanza: mette in comunicazione l’abitato di Serravalle, con la zona Sportiva (transitando nei pressi della Scuola Vanghetti) ed il centro cittadino. Interventi necessari: Per la realizzazione di questo percorso risulta necessario ripristinare la vecchia pista ciclabile tracciata sull’asfalto una decina d’anni orsono (stavolta interponendo una barriera tra il traffico motorizzato e le bici) lungo V.delle Olimpiadi e V.Bisarnella (nel tratto compreso tra il ponte sull’Orme e l’incrocio con V.le Petrarca). Il tratto compreso tra V.le Petrarca e V.T.Da Battifolle transita (previa predisposizione di appositi passaggi) nel parco "Mariambini. Nella figura 2, che riporta la mappa del territorio comunale intorno ad Empoli, abbiamo individuato una serie di percorsi ciclabili, in grado di mettere in comunicazione il centro cittadino con la periferia e le frazioni. In dettaglio, si evidenziano le seguenti direttrici: a) Direttrice nord-est: da Serravalle - Tinaia Rilevanza: connettere al centro cittadino gli abitati di Serravalle, Zona Sportiva e della Vinaia; il nuovo parco Fluviale e, per mezzo del servizio di traghettamento attivo nei mesi estivi, l’abitato di Limite (o tramite la passerella che dovrebbe essere costruita in futuro – ovviamente capace del transito dei ciclisti) Interventi necessari: la quasi totalità dell’itinerario (illustrato nella figura 2) si sviluppa lungo l’argine dell’Arno, peraltro già fruibile (e classificabile come percorso consigliato per i ciclisti). Gli unici tratti che rimangono da coprire sono compresi tra:
b) Direttrice est: da Pontorme – Cortenuova - Fibbiana Rilevanza: connettere al centro cittadino gli abitati di Pontorme e Fibbiana ed il parco di Serravalle Interventi necessari: la quasi totalità dell’itinerario (illustrato nella figura 2: Fibbiana, Cortenuova, V.S.Martino si sviluppa lungo un percorso classificabile come consigliato per i ciclisti, dato che non risulta troppo transitato dai mezzi motorizzati. Per rendere il percorso interamente ciclabile, risultano necessarie le seguenti opere:
c) Direttrice Sud - est: da Villanuova Rilevanza : connettere al centro cittadino l’abitato di VillanuovaIpotesi realizzative: utilizzare V.Piovola, dotata di sottopasso sia della ferrovia che della SGC FI-PI-LI d) Direttrice Sud: da Ponzano – Pozzale – Casenuove Rilevanza : connettere al centro cittadino gli abitati di Ponzano, Pozzale, Casenuove (ed il parco verde)Interventi necessari: l’itinerario collega Casenuove al Pozzale e quindi si dirama in due tratte distinte. Una di queste, partendo nei pressi della Casa Circondariale, dirige verso V.Ponzano e V.Pratignone; giungendo nei pressi del sottopassaggio FS. L’altra tratta porta al Cimitero dei Cappuccini e quindi verso il centro di Empoli, fino al sottopassaggio FS. Per la realizzazione di questo percorso risulta necessario istituire una serie di Pista Ciclabili lungo le due diramazioni a raccordo di una serie di tratte già fruibili (e classificabili come consigliati per i ciclisti):
Lungo le due diramazioni segnaliamo la criticità dei sottopassaggi FS di V.Dei Cappuccini e di V.Pratignone che, specialmente l’ultimo, costituiscono un vero ostacolo al transito delle biciclette. Ipotesi realizzative: Parte dell'utenza di Casenuove e Pozzale potrebbe già percorrere in bici la strada sterrata che, in prossimità del Carcere, transita fino a V.della Moriana e quindi ancora avanti fino a passare sotto la SGC FI PI LI, sbucando di fronte all'incrocio con V.Pratignone (davanti alla Pasticceria Pucci, per intenderci). Giunti a questo punto si potrebbe percorrere v. Capoquadri fino al parco verde di V.Pratignone e da qui, tramite i sentieri già tracciati, giungere al sottopassaggio FS (che dovrà essere allargato, con spazio separato per bici e pedoni). Alternativamente, Pozzale è collegato al cimitero anche da una vecchia strada non transitata, separata dalla SP 51 da una ampia aiuola con oleandri. Giunti al cimitero, si attraversa la SP51 in prossimità delle strisce, immettendosi sul marciapiedi destro (guardando Empoli), che inizia praticamente lì. A questo punto abbiamo due alternative: -attraverso un nuovo passaggio da ricavare su terreno attualmente a coltivo, si entra in V.del Giardino A (ang. v.Montessori); da qui, giunti in v.Ponzano, occorre percorrere 100 o più m. per immettersi in v.Cantini, dal cui parcheggio si raggiunge il sottopassaggio FS. -procedere con una pista ciclabile creata lungo v. dei cappuccini (diretta ma piuttosto trafficata), fino a giungere al sottopassaggio FS In linea di massima, il grosso ostacolo da rimuovere per chi proviene dalle frazioni citate e comunque dall'altra parte della ferrovia, è costituito dal sottopassaggio. E' stata fatta anche la proposta, da approfondire tecnicamente, di costruire una passerella metallica che attraversi i binari per poi ridiscendere dall'altro lato e raggiungere la pista di v.le Buozzi e quella di V.Roma. (ci dicono di un vecchio progetto di pista ciclabile lungo la SP 51 (su fascia espropriata a margine della strada), che doveva connettere l'area verde di Casenuove (zona pompa benzina) con Empoli. Sarebbe da chiedere se il progetto è stato abbandonato o meno) d-bis) Direttrice Sud: da Corniola – Cimitero Cappuccini Rilevanza : connettere al centro cittadino l’abitato di Corniola ed il Cimitero dei Cappuccini.Il percorso che dal Cimitero porta al centro cittadino è già stato considerato nella direttrice b). d-tris) Direttrice Sud: da Corniola – Carraia Rilevanza : connettere al centro cittadino gli abitati di Corniola e di CarraiaInterventi necessari: per la realizzazione di questo percorso risulta necessario istituire una nuova Pista Ciclabile lungo tutto il suo sviluppo. Segnaliamo la criticità del sottopassaggio FS di V.Carraia che costituisce un vero ostacolo al transito delle biciclette. d-quater) Direttrice Sud: da V.Sottopoggio Rilevanza : connettere al centro cittadino gli abitati lungo V.Sottopoggio e CerbaiolaInterventi necessari: L’itinerario di questo percorso prevede il transito lungo una delle due strade che costeggiano il Rio di S.Anna (entrambe ciclabili senza difficoltà), giungendo in V.Torricelli e quindi in V.Maiorana e, attraversato il sottopassaggio FS, V.Bonistallo. Segnaliamo la criticità del sottopassaggio FS di V.Carraia che costituisce un vero ostacolo al transito delle biciclette. e) Direttrice Sud-Ovest: da Ponte a Elsa - Terrafino Rilevanza : connettere al centro cittadino l’abitato di Ponte a Elsa e la zona industriale del TerrafinoInterventi necessari: Data la situazione attuale delle strade, un possibile sviluppo del percorso potrebbe trarre vantaggio dal raccordo tra la pista ciclabile di V.R.Sanzio (altezza di V.S.Mamante) e la SS.67 (altezza V. Empoli Vecchio) A prescindere dall’itinerario scelto per questo percorso, risulta necessario prevedere la ciclabilità delle strade e del nuovo svincolo che dovranno essere costruite nella zona dell’Ipermercato di prossima costruzione. f) Direttrice Ovest: da Marcignana – Cimitero di S.Maria Rilevanza : connettere al centro cittadino l’abitato di Marcignana ed il Cimitero di S.MariaInterventi necessari: per la realizzazione di questo percorso risulta necessario istituire una nuova Pista Ciclabile lungo tutto il tratto che unisce il centro cittadino ed il Cimitero di S.Maria. Dal Cimitero risulta possibile raggiungere l’abitato di Marcignana attraverso una strada interna (sita tra V.Lucchese e la ferrovia) ciclabile senza grosse difficoltà. g) Direttrice Nord-Ovest: da Pagnana - Avane Rilevanza : connettere al centro cittadino gli abitati di Pagnana e AvaneInterventi necessari: la quasi totalità dell’itinerario (illustrato nella figura 2) si sviluppa lungo l’argine dell’Arno, peraltro già fruibile (e classificabile come percorso consigliato per i ciclisti). Gli unici tratti che rimangono da coprire sono individuabili laddove l’argine dell’Arno è stato interrotto, e cioè nella zona compresa tra il Bar del Pino e il Ponte sull’Arno h) Direttrice Nord: da Spicchio - Sovigliana Rilevanza : connettere al centro cittadino gli abitati di Spicchio e Sovigliana (e zone limitrofe)Interventi necessari: rendere ciclabile il ponte sull’Arno, come già evidenziato per il percorso urbano n.10. Segnaliamo inoltre la necessità di realizzare le seguenti opere strutturali, finalizzate alla rimozione di veri e propri ostacoli alla mobilità pedonale e ciclabile in ambito urbano e periferico:
Il ripristino del transito pedonale e ciclabile sugli argini dell’Orme e dell’Arno, oltre ad essere funzionale alla mobilità cittadina e periferica, rappresenta una occasione per valorizzare i corsi d’acqua che attraversano il territorio comunale.
Per quanto sopraesposto la pista ciclabile già progettata e prossima alla realizzazione - Stazione-polo scolastico acquista validità ed efficacia, solo se si inserisce all'interno di un quadro complessivo di una rete articolata di percorsi, ma soprattutto se si collega già sin d’ora con l'itinerario più ampio di quello previsto. E’ quindi opportuno analizzare e valutare, se adottando criteri più semplicistici ed economici nella costruzione, sia possibile con lo stesso finanziamento disponibile, prolungare la pista verso lato ovest, interessando la zona di Santa Maria, anche rinviando il concreto accesso alla stazione (atteso le difficoltà logistiche per l'esistenza di un grande sottopasso, nonché per le intuibili difficoltà burocratiche con le Ferrovie). Ciò renderebbe la costruenda pista ciclabile più utilizzabile e compiuta in modo da evitare che resti " un ramo secco ". Appare necessario per Empoli un nuovo sistema viario e di mobilità che raccordi le frazioni al centro, gli spazi a verde dislocati sul territorio e colleghi i servizi in modo facile, sicuro e scorrevole. Una città vivibile, ambientalmente più sostenibile, a misura di bambino e più orientata alle esigenze delle donne e delle famiglie, nonché impostata su una miglior fruibilità degli spazi e razionalizzazione dei tempi. In prima applicazione è richiesta in tempi molto stretti la massima sperimentazione di tutte le piste/percorsi ciclabili previsti nella presente proposta/progetto con particolare attenzione a quelli urbani, anche magari con realizzazioni provvisorie (es. fioriere) o altri sistemi movibili che consentano in pochi mesi l’utilizzazione della rete di itinerari ciclabili prevista. Per far questo evidentemente, occorre rivedere velocemente le percorrenze, i sensi di marcia, le soste della città.
4 SINTESI DELLE PROPOSTE RIVOLTE ALL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI EMPOLI
OBIETTIVI GENERALI
Il Piano, sottoposto e condiviso dalla Commissione, dovrà prevedere gli interventi da realizzare, comprendere i dati sui flussi ciclistici, le lunghezze dei tracciati, la stima economica di spesa e una motivata scala di priorità e di tempi di realizzazione. Il modello di indagini preliminari e di dettaglio degli elaborati di piano deve essere adeguato alla estensione dimensionale della rete ciclabile ed alla complessità del modello di organizzazione della circolazione delle altre componenti di traffico. Conseguentemente, rivedere, aggiornare e dare concreta attuazione al Piano Generale del Traffico Urbano del luglio 1997 approvando i relativi progetti esecutivi e realizzando i progetti speciali "Empoli città pedonale e ciclabile" ed "Empoli città sicura" secondo gli obiettivi e strategie specifiche di miglioramento della qualità del muoversi in città sia nel centro storico (estendendo le aree pedonali) che nei quartieri (dando priorità alla realizzazione di itinerari di connessione ciclopedonale con il centro). Assumere in esso come principale obiettivo l’aumento di quote percentuali di mobilità non motorizzata e di spostamenti su mezzo pubblico come previsto nell’indicatore 9, 3 1 – Mobilità locale - del Rapporto sullo stato dell’ambiente 2002. Raccordare il Piano con gli altri Comuni del Circondario e prevedere il collegamento ciclopedonale (possibilmente ombreggiato da alberi) dei diversi spazi/aree a verde dislocati sul territorio nell’ottica di far tornare alcune strade della città luoghi di incontro e di vivibilità e socializzazione come le piazze.
OBIETTIVI SPECIFICI E PRIORITARI
Riferimenti sul sito: www.minambiente.it/Sito/pubblicazioni/Ambiente_Informa/ANNO II N. 10 – 1999 SUPPLEMENTO L'AMBIENTE INFORMA 10 Supplemento Ambiente Informa n. 10 Città per la bicicletta, città per l'avvenire
I componenti della commissione, pur rendendosi conto della complessità di realizzazione della presente proposta/studio, si augurano che essa non sia fine a sé stessa e non resti cioè lettera morta, perché è percettibile e tangibile nella gran parte della pubblica opinione l’esigenza di invertire, cambiare, modificare l’impatto negativo che i mezzi a motore hanno sulla vivibilità del territorio e sulle città in particolare. La Commissione auspica che questa proposta possa costituire l’inizio di un processo di mutamento in cui si affronti il problema del traffico e si ripensi alla mobilità della città educando le nuove generazioni all’uso salutare della bicicletta per una miglior vivibilità della città. Eludere il problema, indugiando ulteriormente, oltre che incoscienza può diventare, in futuro, vera e propria irresponsabilità. Diamo quindi la massima diffusione a questa proposta sia mettendola sul sito internet del Comune di Empoli, sia con specifiche campagne informative e referendum rivolte ai cittadini ed alle categorie sociali, così da suscitare interesse e stimolare una maggior sensibilità sull’argomento. Il risultato non potrà che essere un territorio ed un ambiente più vivibile ed un Empoli più bella. |
| NUOVA
RUBRICA SULL'ALIMENTAZIONE
Il gruppo di studio sull'alimentazione che si riunisce ogni giovedì sera alle ore 21,00 in sede, riporta qui di seguito i documenti di studio e quant'altro riguardante il cibo che ingeriamo ogni giorno. Iniziamo da un documento che ci informa sulla nocività dello zucchero raffinato e sui veleni che accompagnano i prodotti che consumiamo ... cioè gli additivi. Buona lettura. |
Sullo zucchero
raffinato
|
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QUESTA
E’ LA LISTA DEI COSIDDETTI "ADDITIVI" CIOE' QUELLE SOSTANZE
ARTIFICIALI ED INNATURALI CHE TROVIAMO IN PRODOTTI DI CONSUMO QUOTIDIANO E
CHE LA NOSTRA NORMATIVA CONSENTE. LI TROVATE IN PRODOTTI COME I GELATI,
GLI INSACCATI, LA BIRRA, I DOLCI IN GENERE. Fonte Legambiente Onlus ANTIOSSIDANTI Etichetta: E300, E200, E321, E320. Hanno soprattutto la funzione di evitare che il prodotto subisca variazioni di colore, che si imbrunisca o irrancidisca. Si trovano in birra, funghi, gelatine, marmellate, liquori, insaccati, succhi di frutta, mele in scatola, ma anche nelle patatine fritte, nelle gomme da masticare e nella margarina. Possono favorire la carie dentaria e, in soggetti predisposti, aumentare il rischio di calcoli renali. L' E320 in particolare, usato soprattutto per patatine, chewing-gum e margarina, aumenta il tasso di colesterolo nel sangue. STABILIZZANTIEtichetta: polifosfati. Hanno la funzione di trattenere l'umidità del prodotto, garantendo l'amalgama. Sono usati in particolare per gli insaccati. L' assunzione elevata può favorire l'osteoporosi e temporanei disturbi intestinali. ADDENSANTI Etichetta: E406, E414, E407, E466. Rendono il prodotto spalmabile e pastoso; in alcuni casi ne fanno aumentare il volume. Sono usati più frequentemente in budini, carni in scatola, semiconserve, dessert, gelati, caramelle, formaggi freschi, salse e maionesi. Gli addensanti possono provocare problemi intestinali. CONSERVANTI Etichetta: E250, E251, E240. Aumentano il colore rosso della carne, servono ad impedire lo sviluppo di sostanze che alterano il prodotto e che possono nuocere alla salute. Si usano nelle carni conservate e preparate di ogni tipo ed anche nei formaggi. C'è il sospetto di mutagenicità, distruggono la flora batterica intestinale. ANTIBATTERICIEtichetta: E220, E230. Si aggiungono nel vino come stabilizzanti, rallentano il processo fermentativo dell'uva, proteggono la frutta dall'attacco dei batteri. Si usano nei vini, nelle marmellate e nella frutta secca. Provocano forti mal di testa e nausea. COLORANTI Etichetta: E161g, E127, E100, E102. Usati per colorare le carni di salmone e uova, dolci, bevande, formaggi, gelati ed altri prodotti. L' Oms ha evidenziato effetti nocivi sulla tiroide per l' eritrosina, colorante molto usato dall' industria dolciaria. Altre controindicazioni dei coloranti sono danni al fegato, ipersensibilità, riniti, orticarie. Per approfondimenti si consiglia il libro: "Gli additivi" di Marina Mariani e Stefania Testa - ed. Macro Edizioni |
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PER
IL GOVERNO DEL TERRITORIO DEL CIRCONDARIO EMPOLESE VALDELSA ELEZIONI
AMMINISTRATIVE 2004
Aprile 2004L’indiscussa
crisi ambientale, con i suoi numerosi risvolti (il cambiamento climatico,
lo smog, l’esaurimento
delle risorse, l’accrescimento smisurato dei rifiuti) pone insistenti
domande sia ai governi mondiali che agli amministratori locali. Gli
effetti catastrofici di una tale crisi sono ormai evidenti a tutti i
livelli ed impongono un cambiamento di rotta e di stile di vita. Per
questo sottoponiamo alla classe politica che si confronterà nella
prossima competizione elettorale, le problematiche ambientali di questo
territorio e proponiamo alcuni obiettivi da realizzare.
1. RISORSA
IDRICA
L’acqua
è un elemento chiave della vita e dell’equilibrio ecologico del
pianeta. L’eccessivo ed il distorto consumo da parte dell’uomo ha
impatti negativi sugli altri esseri viventi e sulla sostenibilità dei
prelievi idrici. L’acqua rappresenta quindi un bene comune da tutelare
attraverso politiche integrate ed azioni concrete di salvaguardia e tutela
che non possono prescindere dal rigore nell’utilizzo (prelievi minimi ed
essenziali), indirizzate al risparmio ed al riuso terminando in scarichi
minimi depurati ed al rinnovo della risorsa, nonché all’individuazione
di quelle criticità che possono compromettere l’uso presente o futuro
per l’uomo. L’acqua non è un prodotto commerciale bensì un
patrimonio da salvaguardare. Per questo, nei costi relativi ai servizi
idrici, oltre ai costi ambientali calcolati secondo il principio “chi
inquina paga” dovrebbero essere computati anche gli oneri che gravano
sulla collettività derivanti dalla compromissione della qualità
dell’intero ecosistema risorsa (corpo idrico superficiale o
sotterraneo). Azioni di approvvigionamento e risparmio idricoSecondo Legambiente la politica delle acque
deve passare dalla gestione dell’offerta a quella della domanda.
L’Ente pubblico stabilisce gli obiettivi da perseguire seguendo logiche
non solo di funzionalità ed economicità ma anche di valorizzazione del
territorio, dei suoi saperi e delle sue culture locali, in modo, fra
l’altro, da ampliare l’area dei beneficiari. Gli obiettivi stabiliti
sono vincolanti per il gestore ed il loro ottimale conseguimento
effettuato coinvolgendo gli utenti destinatari del servizio. Macroobiettivi da perseguire: v
Ridurre i consumi, anche eliminando gli sprechi v
Incrementare il reimpiego delle
acque reflue depurate e non, per usi compatibili v
Integrare e adeguare i sistemi depurativi esistenti mediante
tecniche a basso impatto ambientale v
Conoscere l’effettiva pressione sulla risorsa idrica, censirne i
prelievi e rivedere la politica sulle concessioni di acque pubbliche; v
Conoscere lo stato della risorsa idrica sia in termini quantitativi
che qualitativi e migliorarne la qualità. Per
attuare questi obiettivi, finora rimasti sulla carta, è necessario: a) inserire negli Strumenti Urbanistici misure volte a garantire la tutela quantitativa della risorsa attraverso il risparmio idrico ed il riutilizzo dell’acqua (riciclo dell’acqua e riutilizzo delle acque reflue depurate). In particolare prevedere obbligatoriamente, almeno nei nuovi insediamenti produttivi, commerciali ed abitativi, reti duali di adduzione volte all’utilizzo di acque meno pregiate per usi compatibili, nonchè realizzare sistemi di convogliamento differenziati per le acque piovane e per le acque reflue al fine di impedire il decremento della ricarica della falda; b)
installare contatori differenziati per le attività produttive e
del settore terziario esercitate nel contesto urbano; c)
il collegamento a reti duali, ove già disponibili; la
realizzazione di impianti idrici dotati di dispositivi di riduzione del
consumo di acqua potabile (quali sistemi di erogazione differenziata,
limitatori di flusso degli scarichi, rubinetti a tempo, miscelatori
aria/acqua frangigetto, ecc). Piani di
Ambito/ Enti Gestori Spesso,
i Piani predisposti dagli ATO si presentano come elenchi di opere non
inserite in una pianificazione integrata di bacino e/o non correlati ai
piani urbanistici generali nè ai piani di settore. Una pianificazione
integrata sarebbe più vincolante per il gestore. I Piani di Ambito
inoltre risultano carenti perché: Ø
anzichè azioni incisive ed estese per la riduzione dei consumi
prevedono aumenti dei prelievi; Ø
privilegiano troppo i grandi impianti infrastrutturali e i grandi
collettamenti rispetto a forme di trattamento a basso impatto con
restituzione delle acque vicino alle zone di prelievo; Ø
il meccanismo tariffario appare iniquo dato che si stabiliscono le
fasce agevolate per metri/cubi non tenendo conto dei componenti il nucleo
familiare. Forma
di gestione del sistema idrico integrato Pur
avendo un’opzione di preferenza per l’affidamento di gestione in house
totalmente pubblica non vi sono preclusioni per una qualche partecipazione
dei privati nella forma della S.p.A. mista a prevalente capitale pubblico.
Privilegiare in tal caso l’azionariato diffuso rispetto agli eventuali
soci privati che invece non dovrebbero avere percentuali di quote troppo
elevate. Per
l’individuazione del socio privato tramite gara, Legambiente propone di
inserire tra i criteri di selezione/valutazione: a)
presentazione di un “curriculum etico” (competenze settoriali
ma anche assenza di sfruttamento di risorse nei Paesi del Sud del mondo,
disponibilità ad aiutare la cooperazione internazionale nel settore…); b)
privilegiare il collegamento diretto con i vantaggi nei confronti
dei consumatori e dell’ambiente; c)
attribuire un peso all’offerta economica non superiore a tutti
gli altri, compreso il peso dell’offerta tecnica. In
ogni caso il meccanismo dei controlli rimane fondamentale anche qualora la
gestione venisse affidata in house e fosse totalmente pubblica. Nelle
S.p.A., la parte pubblica del soggetto gestore, pur detenendo la
maggioranza delle quote azionarie, è costituita da una molteplicità di
sindaci che si avvicendano nei diversi mandati e che non hanno una visione
globale ed oggettiva delle problematiche. ATO Il
soggetto regolatore/controllore (ATO) del servizio idrico integrato
dovrebbe essere ben strutturato e avere autonomia e indipendenza. I comuni
invece hanno la doppia funzione di azionisti di maggioranza nelle S.p.A. e
regolatori negli ATO, quindi un soggetto che in parte controlla se stesso. Legambiente
quindi propone: a)
di rafforzare gli ATO; b)
di riportare la gestione del sistema idrico nella competenza dei
consigli comunali (organi elettivi) che di fatto non vengono più
interpellati su questo tema; c)
di rendere operativi altri organismi di controllo per ogni ambito,
costituiti da membri esperti designati anche da associazioni organizzate,
sindacati, ambientalisti, consumatori. Tali organismi, oltre al ruolo
consultivo, almeno in alcuni passaggi fondamentali (pianificazione,
programmazione) dovrebbero avere un ruolo vincolante anche in merito alle
necessarie e sinora neglette verifiche di sostenibilità ambientale. 2.
MOBILITA’ E TRASPORTI
La
mobilità è un tema complesso ed articolato ed affrontarlo in modo
costruttivo richiede azioni politiche concrete che riducano l’uso
dell’automobile privata a favore della bicicletta, dei mezzi pubblici e
dei pedoni. Il traffico consuma risorse, spreca tempo e spazio di una città
e grava sull’ambiente. Le Amministrazioni Locali, insieme alle
componenti sociali ed economiche ed a tutta la collettività, cogliendo
una sensibilità sempre crescente, possono e devono essere protagonisti
del necessario cambiamento degli stili di vita. Spetta loro adottare
progetti organici e complessivi, articolati in diversi sistemi intermodali
di mobilità, territorialmente integrati su aree vaste omogenee, tesi a
favorire la nascita di meccanismi virtuosi di abbandono dell’autoveicolo
privato. Per questo, il Forum Cultura di Empoli ha presentato al Comune di Empoli ed al Circondario Empolese Valdelsa una proposta/progetto (dicembre 2002) per la realizzazione di una rete integrata di piste/percorsi ciclabili funzionale alla mobilità nel centro cittadino empolese e per il collegamento delle frazion/periferie. Legambiente
quindi propone: a)
predisposizione integrata tra i diversi comuni del Circondario e
relativa approvazione del Piano
della Mobilità e Piano Urbano del Traffico, all’interno dei quali siano
inseriti anche il Piano parcheggi/sosta e Piano della rete degli itinerari
ciclabili; i parcheggi dovrebbero essere individuati in un’ottica di
allontanamento della sosta dal centro e talvolta fungere anche da
parcheggi scambiatori (auto/bici a noleggio); b)
istituzione e
realizzazione di una rete di
percorsi/piste ciclabili funzionale alla mobilità nel centro cittadino,
per il collegamento delle frazioni/periferie, spazi a verde e con gli
altri comuni; c)
istituzione di un Ufficio
Biciclette comunale e/o
circondariale composto almeno da un coordinatore (dedicato esclusivamente
a questo scopo) con il compito di ricordare il ruolo della bicicletta a
tutti i livelli di intervento (politico, esecutivo, ecc) ed in tutti i
servizi che trattano la mobilità in bici (urbanistica, ambiente, lavori
pubblici, finanze, scuola, ecc.); d)
sviluppo
e/o approvazione/realizzazione
del progetto “Andare a scuola e in strutture ricreative/sportive da
soli” mediante una rete di percorsi ciclo-pedonali ed accessi sicuri che
rassicurino i genitori a lasciare andare da soli i propri figli senza
accompagnarli col veicolo; e)
finanziamento
della
mobilità ciclistica con un impegno annuale congruo alle richieste e teso
a realizzare progressivamente ed in tempi ragionevoli la rete integrata di
percorsi ciclabili; f)
collocamento rastrelliere
per il parcheggio delle bici
diffusamente in tutta la città, nei punti strategici ed in particolare:
nei centri storici, presso servizi - uffici pubblici, parcheggi, piazze,
punti di scambio mezzi privato/pubblico, stazione ferroviaria, stazione
autobus, giardini, ecc; g)
potenziamento e rilancio
del servizio di trasporto pubblico
locale e circondariale, con riconversione a metano del parco macchine ed
attenzione agli spostamenti lavoro - scuola; incentivare i teleservizi;
promuovere il trasferimento su rotaie del trasporto merci; h)
riconversione a metano
e/o biocomustibili e/o carburanti a più
basso contenuto di carbonio e minor emissione del parco macchine
comunale/circondariale; i)
offrire incentivi
economici (come ad es. il
Comune di Modena) o agire sulla fiscalità locale per la riconversione
delle autovetture private a metano e/o combustibili a bassa emissione e/o
per l’acquisto di nuovi
mezzi ecologici mediante stipula di specifiche convenzioni con
distributori di metano, meccanici e concessionari;
offrire agevolazioni agli abbonati al trasporto pubblico e/o ferroviario; j)
attuare misure di
contenimento della mobilità privata
su mezzi a motore (es. ticket d’ingresso, aree pedonalizzate,
riorganizzazione degli orari della città che riduca il bisogno di mobilità,
ecc.). 3.
QUALIFICAZIONE DEI CORSI D’ACQUA
La
tutela del paesaggio e dell’ambiente con particolare riguardo alla
salute degli ambienti fluviali, a differenza di quanto sinora avvenuto (il
recente taglio a raso della vegetazione lungo il Torrente Orme), deve
rappresentare un obiettivo qualificante dell’azione politica del
territorio nel Circondario Empolese Valdelsa. Occorre invertire la
tendenza alla sottrazione delle fasce di pertinenza fluviale dei corsi
d’acqua a fini produttivi od insediativi ed abbandonare definitivamente
la vecchia idea che la salvaguardia dei centri abitati passi attraverso
“il taglio indiscriminato di vegetazione riparia” e confligga quindi
con una rigogliosa zona alberata lungo i corsi d’acqua. Restituire
quindi (o almeno non togliere ulteriormente) al sistema fluviale quello
“spazio vitale” indispensabile perché possa svolgere funzioni di:
sicurezza idraulica nel rallentare la velocità della corrente; di filtro
e corridoio biologico fondamentali per garantire la biodiversità della
vita vegetale ed animale; di qualità ambientale per la cittadinanza. Legambiente
quindi propone: a)
procedere alla stipula e relativa attuazione di un protocollo
d’intesa tra i soggetti interessati (Circondario, Autorità di Bacino,
Provincia di Firenze, Regione Toscana, Associazioni) che disciplini gli
interventi di riqualificazione fluviale e di manutenzione mirati alla
salvaguardia ambientale dell’ecosistema dei corsi d’acqua minori,
secondo quanto previsto dalla normativa esistente (deliberazione del
Consiglio Regionale della Toscana n. 155 del 20/05/1997). Estendere
tale comportamento anche all’Arno e all’Elsa realizzando i
parchi fluviali; b)
monitorare gli strumenti urbanistici dei singoli comuni al fine di
assicurare che non si riducano le fasce di pertinenza fluviale; c)
eseguire le verifiche di compatibilità ambientale degli interventi
sui corsi d’acqua, al fine di accertare possibili alternative (sino
all’ “opzione zero”) e privilegiare l’aumento e la
riqualificazione della fascia di pertinenza fluviale e la diminuzione
della velocità della corrente. 4.
ENERGIA Con
l’attuale andamento, nel 2030 aumenterà dal 50% al 70% la dipendenza
energetica dell’UE dalle fonti energetiche esterne. Sono in aumento
anche le emissioni di gas serra nell’UE ed in Italia. A
livello locale (comunale/circondariale) è possibile intervenire sulla
domanda energetica. EDIFICI
PUBBLICI E PRIVATI, PRODUZIONE E RIUSO ENERGIA Agire
sul contenimento dei consumi è a livello locale la strategia vincente.
Ridurre la domanda attraverso la promozione del risparmio energetico e
diffondere l’uso di fonti energetiche rinnovabili (in particolare
l’energia solare). Legambiente
quindi propone di inserire negli strumenti urbanistici dei comuni del
Circondario: v
l’ obbligo per gli edifici pubblici v
incentivi (es. abbattimento ICI e/o oneri di urbanizzazione) e/o
contributi per edifici privati (nuove costruzioni/ristrutturazioni) mirati
ad interventi di riduzione dei consumi energetici quali ad esempio: Ø
installazione di pannelli solari termici e fotovoltaici; Ø
installazione di caldaie a condensazione; Ø
installazione di pannelli radianti integrati nei pavimenti o nelle
solette; Ø
realizzazione di serre bioclimatiche, logge, muri ad accumulo, muri
di trombe da considerarsi come volumi tecnici; Ø
realizzazione di strutture di tamponamento con livello di
isolamento termico superiore a quanto previsto dal regolamento nazionale; Ø
realizzazione di tetti verdi piani o inclinati con notevole
miglioramento dell’inerzia termica estivo – invernale; Ø
impianti di illuminazione a basso consumo energetico; Ø
installazione di vetri doppi. Per
le nuove costruzioni o ristrutturazioni gli interventi sopra elencati
hanno costi maggiori del 5 - 15 % di quelli tradizionali ma consentono, in
fase di esercizio, risparmi energetici superiori al 25-30 %. PIANO
ENERGETICO - AGENZIA CIRCONDARIALE PER L'ENERGIA Con
la finalità di promuovere il risparmio energetico ed il maggiore utilizzo
di fonti energetiche non clima-alteranti, il Circondario, ai sensi della Legge 10/91 (art. 5), dovrebbe dotarsi di uno specifico Piano
Energetico. Dovrebbe essere istituita un'apposita Agenzia
circondariale per l'energia finalizzata ad incentivare l’uso
razionale dell’energia, a valorizzare le risorse energetiche locali e le
fonti rinnovabili nonché ad evitare gli sprechi. PRODUZIONE
E SCAMBIO ENERGIA Legambiente
ritiene utile valutare la fattibilità di un impianto circondariale per la
produzione di energia rinnovabile da biomasse, nonché la possibilità di
scambi e riuso energetico fra aziende della stessa zona industriale o fra
aziende ed abitazioni vicine. Valutare inoltre la fattibilità di impianti
di cogenerazione a servizio di quartieri residenziali o di aree
industriali. 5.
RIFIUTI
Il
problema rifiuti rende necessario rivedere il sistema produttivo ed
economico ed allo stesso tempo modificare i comportamenti, gli stili di
vita e di consumo dei cittadini. Le merci, perso il valore di scambio,
diventano rifiuti destinati all’abbandono e le politiche attuali anziché
ridurre a monte la quantità di rifiuti inducono ad un loro continuo
incremento. Ancora troppo grande la
quantità di rifiuti smaltiti in discarica (il 60% a livello regionale) ed
i rifiuti speciali (di cui il 10% pericolosi) lasciati al libero mercato
alimentano le ecomafie ed inquinano intere zone d’Italia e di alcuni
paesi poveri del pianeta. Occorrono
politiche e azioni concrete di forte riduzione di produzione dei rifiuti
accompagnate dall’incremento delle raccolte differenziate e del
riciclaggio. Le
istituzioni hanno il compito di programmare, sorvegliare e promuovere
comportamenti virtuosi anche sulla collocazione dei materiali recuperati
attraverso la raccolta differenziata, come suggerito dal VI programma di
azione ambientale UE incentrati su: 1)
Prevenzione e riduzione
come cardini per tutte le strategie di gestione. Si deve ridurre la
quantità dei rifiuti prodotti. L’obiettivo è la diminuzione delle
quantità dei rifiuti del 20% ad orizzonte 2010 e del 50% ad orizzonte
2050. 2)
Riuso e riciclaggio,
in particolare per i rifiuti da imballaggio, rifiuti di veicoli a fine
vita, rifiuti da materiale elettrico ed elettronico obsoleto, batterie,
rifiuti da edilizia. Si dovrà ridurre inoltre la pericolosità dei
rifiuti con una politica integrata sui prodotti e le sostanze chimiche
pericolose. Infine si dovrà ridurre anche il volume dei rifiuti
pericolosi del 20% entro il 2010 e del 50% entro il 2020 (su base 2000); 3)
Migliorare lo smaltimento
finale ed implementare i controlli; 4)
Attuare il principio di
prossimità per la gestione e lo
smaltimento finale. Promuovere
campagne informative e di sensibilizzazione della cittadinanza con
messaggi tipo: preferite
merce sfusa alla merce confezionata; preferite le confezioni famiglia alle
monodose; preferite prodotti concentrati (non comprate troppa acqua!);
preferite prodotti imballati semplicemente (no alle merendine dentro la
plastica dentro un cartone dentro altra plastica), preferite prodotti
imballati con il minor numero di materiali, preferite imballaggi
riutilizzabili (per esempio il vuoto a rendere), preferite prodotti
riutilizzabili e non usa e getta (per esempio stoviglie di carte, rasoi,
penne, ecc.), preferite imballaggi e prodotti in cui siano state
utilizzate materie riciclate ( per esempio, in generale, gli astucci di
cartone sono ormai prodotti utilizzando materiali riciclati…ma non tutte
le aziende danno informazioni ambientali…leggete quanto è indicato
sulle confezioni!); preferite imballaggi riciclabili: vetro, carta,
alluminio, ferro, acciaio, legno, plastica. Se il vostro comune ha messo a
disposizione dei cittadini un sistema di raccolta differenziata, questi
imballaggi potranno essere recuperati e riciclati; aprite il rubinetto
dell’acqua! L’acqua potabile offre le necessarie garanzie sanitarie.
Non vi sembra più semplice che trascinarsi chili d’acqua imbottigliata
su per le scale e poi chili di plastica giù per le scale e pagarla mille
volte di più? 6.
VERDE PUBBLICO Il
verde, inteso come luogo di refrigerio, aria pulita, tranquillità per il
cittadino, è di vitale importanza per la città L’albero migliora la
qualità dell’aria e di vita dell’ambiente urbano.
Incrementare/mantenere il verde pubblico dovrebbe essere un obiettivo
costante di governo del territorio. Per questo Legambiente propone: a)
di salvaguardare, mantenete, sviluppare le alberature ad alto fusto
del territorio circondariale e distribuirle in modo più diffuso ed
integrato nel tessuto urbano; provvedere alla loro costante manutenzione e
cura; b)
scegliere essenze arboree ad
alto fusto (a foglia larga) compatibili con la zona climatica e con le
caratteristiche territoriali dei luoghi ove vengono piantati; c)
progettare di spazi a verde avvalendosi di specifiche
professionalità specializzate nel settore agro-forestale; d)
disciplinare i lavori di potatura, impianto ed eventuale
abbattimento di alberature nelle città. Individuare
all’interno dei centri urbani spazi a verde ove sia consentita la
presenza di cani. Promuovere campagne informative (distribuzione gratuita
o a basso costo delle palette con sacchetto). 7.
AREE PROTETTE, BIODIVERSITA’ Legambiente
ritiene che la valorizzazione, salvaguardia e sviluppo delle aree
naturalistiche, paesaggistiche e di pregio ambientale, come
il Padule di Fucecchio, il Montalbano e l’area ANPIL di Arnovecchio -
Empoli, debbano essere al centro delle politiche locali come obiettivo
qualificante, caratterizzante e significativo di questo territorio. Padule
di Fucecchio
Il
Padule di Fucecchio è sicuramente una delle emergenze naturalistiche
della Toscana e dell’Europa intera. Per questo è inserito tra i S.I.C.
(siti d’interesse comunitario) che la comunità europea tutela per la
sua natura e la sua biodiversità. Il ministero dell’ambiente lo
dovrebbe inserire nell’elenco della “Convenzione di Ramsar” (agenzia
Onu per la tutela delle aree umide) creando nuove positive opportunità.
L’attivazione delle riserve naturali e la loro gestione hanno messo in
movimento una serie di risorse creando sviluppo: occupazione, cultura,
sostegno alla formazione professionale e scolastica, occasione per il
tempo libero, promozione del territorio. Il valore naturalistico del
Padule è strettamente legato alla sua biodiversità che dovrebbe essere
in primo luogo difesa dalle Amministrazioni locali. Da oltre 10 anni è
attivo su questo territorio il Centro di Ricerca Documentazione e
Promozione del Padule di Fucecchio ONLUS; la Provincia di Pistoia,
avvalendosi di questa struttura, gestisce la riserva naturale. La
qualificata azione del Centro ha prodotto risultati notevoli per la tutela
della biodiversità, lo sviluppo economico, la creazione di nuovi posti di
lavoro. La riserva naturale del Padule (istituita da circa 7 anni) che
ricade nel territorio del Comune di Fucecchio è così piccola da non
poter espletare appieno le funzioni di conservazione che le sono
attribuite: i 25 Ha su oltre 900 della parte “fiorentina”. Pertanto,
riguardo alla gestione della Riserva Naturale Legambiente denuncia: 1)
l’immobilismo di circa 7 anni trascorsi senza aver adottato i
regolamenti di gestione della Riserva Naturale; 2)
il degrado subito in questi anni dal Padule di Fucecchio,
anche riguardo a parte dell’area contigua “palustre” che è
stata coltivata; 3)
la gestione della Riserva affidata all’Ufficio Caccia del
Circondario Empolese Valdelsa in contrasto con gli obiettivi della sua
istituzione; 4)
gli accordi con i proprietari (privati) della Riserva pregiudicano
gli interventi di miglioramento ambientale cui possono opporsi; e
propone: a)
di unificare la gestione delle Riserva Naturale con quella del
Padule affidandola al Centro di Ricerca attivo da anni sul territorio e
costituito dagli enti locali proprio per le attività gestionali e
promozionali. Conseguentemente togliere la gestione della Riserva Naturale
all’Ufficio Caccia del Circondario Empolese Valdelsa. Biodiversità – ANPIL di Arnovecchio
Legambiente
chiede alle Autorità locali una seria politica di difesa della
biodiversità esistente nel nostro territorio che partendo
dall’integrazione dei suoi aspetti (naturale, culturale, sociale) tenda
alla valorizzazione delle risorse esistenti; una politica in cui le aree
protette costituiscono veri e propri nodi ed i processi di conservazione e
valorizzazione nascono dalla singola area naturale per poi coinvolgere
tutto il territorio (come ad es. l’azione del Centro di Ricerca
Documentazione del Padule di Fucecchio). Ad Empoli è necessario dare finalmente attuazione all’A.N.P.I.L. di Arnovecchio; ciò consentirebbe, oltre alla realizzazione di progetti rivolti alla conservazione della natura (flora, fauna, e risorsa idrica), di sviluppare l’educazione ambientale ed i possibili settori occupazionali legati all’ambiente. E’ quindi necessaria una politica di recupero ambientale, non limitata alle aree protette, ma gradualmente estesa a tutto il territorio, una politica che combatta l’inquinamento e protegga l’ambiente. Importante
potrebbe essere l’azione futura dell’Associazione per l’Arno se tesa
alla valorizzazione dei corsi d’acqua e dell’ambiente.
Avifauna
L’attuale
situazione della fauna, pur non essendo ottimale, presenta una tendenza al
miglioramento che potrebbe essere comunque favorita da iniziative di
rafforzamento del legame tra cacciatori e territorio e da azioni che
rendano più efficaci i progetti di conservazione, adottando gli strumenti
previsti dalle normative comunitarie in materia. Purtroppo tale situazione
è fortemente minacciata dalla proposta di legge dell’attuale governo
che, smantellando di fatto la legge vigente (L.157/92), in un sol colpo
vanificherebbe i risultati ottenuti negli ultimi anni. In
particolare l’allungamento del periodo di caccia di due mesi
(complessivo dal 16 agosto al 28 febbraio), produrrebbe gravi conseguenze
per l’avifauna migratoria cacciata proprio nel periodo riproduttivo e al
ritorno dalla migrazione. Inoltre l’ampliamento delle specie cacciabili
ad altre 21 (compreso il piviere dorato, la pittima reale, l’oca
granaiola, la tortora dal collare) produrrebbe un grosso danno agli
animali visto che il prelievo avverrebbe senza alcun criterio scientifico. Legambiente
ritiene discutibile l’esercizio della caccia in periodi sensibili per
molte specie, come purtroppo avviene in occasione dell’apertura
anticipata alle due giornate di inizio settembre. Propone invece di: a)
rafforzare il legame tra territorio e cacciatore, in modo da
rendere possibile la riproduzione della fauna stanziale in modo naturale e
non in cattività, abbandonando così la pratica dei ripopolamenti pronta
caccia; b)
rendere più concreta l’interazione tra ambientalisti,
agricoltori e cacciatori. 8.
SALUTE, ALIMENTAZIONE, AGRICOLTURA DI QUALITA’, TURISMO DIFFUSO Attualmente
il settore agroalimentare risulta fortemente compromesso da una logica di
globalizzazione che porta da un lato allo sfruttamento di terreni ed
agricoltori dei paesi in via di sviluppo da parte di grosse compagnie del
settore, dall’altro la morte della nostra agricoltura, perché non in
grado di competere con la logica del prezzo più basso. La Toscana ha però
scelto, o almeno tenta di scegliere, tra molte difficoltà e
contraddizioni, la strada della valorizzazione dei prodotti tipici,
tradizionali, biologici. E’
però particolarmente indicativo di come sia difficile passare dalle
parole ai fatti concreti che sia in via di ulteriorme riduzione il numero
delle aziende agricole che operano sul nostro circondario e, fatto ancora
più grave, come la loro produzione sia limitata a pochi prodotti,
prevalentemente vino e olio. Sempre di più sulle nostre tavole arrivano
prodotti alimentari provenienti da paesi spesso lontani (la pasta
biologica coop viene dall’Argentina…); questo ha un costo notevole in
termini di inquinamento per il trasporto, di diminuzione del controllo
sulla filiera alimentare, della perdita di biodiversità e tipicità di ciò
che mangiamo. In definitiva, il risultato è una perdita della qualità e
chi ne fa le spese è la nostra salute. Come
Legambiente riteniamo sia di fondamentale importanza che venga promossa
una politica di valorizzazione e incentivazione di consumo dei prodotti
agricoli locali e tradizionali, con particolare riferimento a quelli da
agricoltura biologica. Questo innescherebbe un meccanismo a catena con
ripercussioni positive su tutto il sistema, con una ricaduta economica
diffusa e di qualità unita ad una reale difesa e valorizzazione
dell’ambiente. Altre
aree della Toscana stanno percorrendo con maggiore convinzione e con
maggiori successi la rotta della valorizzazione delle specificità del
territorio non solo attraverso la buona riuscita dell’agriturismo. Primo
tra tutti la zona del Chianti, ma vale lo stesso per aree più
“marginali” rispetto anche ai principali flussi turistici, lo stanno
facendo con convinzione, mentre nella nostra zona sembra non si creda alle
peculiarità del nostro territorio. La pur piccola esperienza della
rinascita e del successo della cipolla di Certaldo è una conferma che
invece è possibile. La
proposta è quella che le Autorità Locali aprano un tavolo con
ambientalisti, con imprenditori agricoli ed imprenditori turistici,
soprattutto nel mondo dell’agriturismo, che meglio di altri potrebbero
far da volano per il successo dei prodotti agricoli locali. Accordi con la
distribuzione locale, anche la grande distribuzione (coop in primo luogo,
che sono già molto attente a queste tematiche) possono fare il resto. Ma
tutto ciò può (e, secondo Legambiente, deve…) essere utilmente
collegato anche ad una più attenta manutenzione del territorio agricolo
collinare, con la salvaguardia di tutte quelle “opere minori”
(muretti, ciglionamenti, fossi, antiche viabilità, piccoli manufatti
storici, etc) che ogni giorno si vanno perdendo, rendendo meno ricco e
meno unico il paesaggio della Toscana, quindi meno appetibile dal turismo
diffuso (agriturismo), e, non ultimo aumentando il dissesto idrogeologico
ed il rischio da alluvione nei fondovalle. |
Per partecipare ai gruppi di lavoro contattaci al numero 0571/509020 (Marco) o scrivici un'e-mail a legambientempoli@libero.it