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LEGAMBIENTE

Empolese-Valdelsa

CONGRESSO REGIONALE DI LEGAMBIENTE 23-24-25 NOVEMBRE A EMPOLI
 

CONGRESSO REGIONALE DI LEGAMBIENTE

23-24-25 NOVEMBRE A EMPOLI

Mai come oggi l’ambientalismo può occupare da protagonista la scena mondiale, può essere la bussola per trovare la via di un futuro migliore e desiderabile e l’ideale per suscitare nuove passioni di impegno sociale e civile.

Le nostre preoccupazioni, le nostre parole d’ordine, i nostri allarmi, si sono diffusi nelle coscienze e nelle opinioni individuali e collettive, ed è finalmente sconfitto il negazionismo di chi fino a ieri diceva che no, i mutamenti climatici non sono provati e soprattutto non è provato che dipendano dall’uomo. I nostri obiettivi hanno conquistato un posto importante nelle politiche di settore. Per un numero grande e crescente di persone, nei Paesi ricchi e in maniera diversa, ma forse ancor più viva, anche nel Sud del mondo, quella che era la nostra utopia – riconvertire l’economia e la società ad un rapporto non distruttivo con l’ambiente – è diventata il simbolo di un’idea di benessere più completa, che non trascura i bisogni materiali ma comprende anche l’etica, la qualità del vivere, la ricchezza delle relazioni sociali, il rifiuto della guerra e della violenza.

I nostri valori e le nostre ragioni sono oggi giganti culturali, la vera sfida è quella di evitare che rimangano nani politici.

(Scarica il documento congressuale completo, 360 Kbytes)

Per informazioni: info@legambiente-empolesevaldelsa.it

 

Legambiente Empolese-Valdelsa ed EmpoliCiclabile hanno il piacere di invitarLa al Convegno


PER UNA MOBILITA' SOSTENIBILE IN TOSCANA: CICLABILITA' ED ACCESSIBILITA'

Venerdì 23 Novembre, dalle 15:00 alle 19:00
Empoli, Ex Convento di S.Stefano degli Agostiniani, Via de' Neri 15

Questi gli interventi in programma:
LA CICLOPISTA DELL'ARNO NELLA RETE EUROVELO
        Giovanni Cardinali – Fiab Arezzo
PROGETTAZIONE DI UNA CICLOSTAZIONE
       Sergio Signanini - Legambiente Firenze
PISTE CICLABILI E INTERMODALITA' A FIRENZE 
        Valerio Parigi - Fiab Firenzeinbici
POLITICHE SULLA MOBILITA' SOSTENIBILE A EMPOLI
        Antonio Cinquini - Assessore alla Mobilità - Comune di Empoli
L'ESPERIENZA DI PRATO CON BICINCITTA'  
        Camilla Curcio - Assessore all'Ambiente - Comune di Prato
LE POLITICHE DELLA REGIONE PER LA CICLABILITA'
        Adriano Poggiali – Dir.Sett. Pianificazione della Mobilità - Regione Toscana
LE PROPOSTE DI LEGAMBIENTE PER UNA TOSCANA CICLABILE
        Maurizio Da Re - Commissione Mobilità - Legambiente Toscana

Scarica il comunicato in formato PDF (45 KBytes)

Per informazioni:
Marco Boldrini 329/1487399
Marco Becagli 335/7384479

 

MOZIONE PER UN RINNOVATO IMPEGNO DI LEGAMBIENTE A FAVORE DEL PADULE DI FUCECCHIO

Fin dalla sua costituzione Legambiente si è impegnata a fondo a favore del Padule di Fucecchio, dapprima con una propria, storica, rappresentanza in Valdinievole e successivamente con i Circoli di Empoli e della Vald’Era.

Il Padule di Fucecchio rappresenta infatti un’area nevralgica ai fini della tutela della diversità biologica in Toscana e in Europa; uno degli ultimi rifugi di una flora ed una fauna peculiari e minacciati.

Esso costituisce inoltre un grande polmone verde, ricco di testimonianze storiche, al centro di un comprensorio fortemente antropizzato e caoticamente urbanizzato.

Oltre 230 sono le specie di uccelli segnalate, delle quali un’ottantina risultano nidificanti; più di 400 le specie vegetali, fra le quali spiccano elementi relitti (cenozoici, glaciali ed atlantici) di particolare interesse botanico e biogeografico.

Ciò nonostante, e a fronte di enormi potenzialità, lo stato di conservazione e di protezione di quest’area risulta del tutto insoddisfacente.

Le principali problematiche che investono il Padule in relazione alle esigenze di tutela della diversità biologica sono costituite dalla scarsa qualità e dalla ridotta quantità delle acque affluenti; dalla limitatezza della superficie protetta (circa il 10%); dall’eccessiva pressione venatoria; dalla presenza di specie animali e vegetali infestanti, di recente introduzione (con particolare riferimento alla Nutria e al Gambero rosso della Louisiana).

(Scarica il documento completo, 36 Kbytes)

 

LE NOSTRE INIZIATIVE PER IL 2007

Corsi di Educazione Ambientale nelle Scuole

Escursioni a Piedi

Cicloescursioni (Gruppo Empoliciclabile)

Corsi sulle Erbe

Campo di Volontariato Internazionale sul Montalbano

Puliamo il Mondo

Attività Naturalistiche e di sensibilizzazione Ambientale

Consulta il nostro programma ambientale nella pagina dei sogni - LINEE AMBIENTALI PER IL GOVERNO DEL TERRITORIO DEL CIRCONDARIO EMPOLESE VALDELSA
Ambiente newS E' nata la mailing list di Legambiente

E' NATA LA MAILING-LIST DI LEGAMBIENTE!!!!!!!!!!!!!!!!

 

E' nata la mailing list del nostro circolo grazie alla quale ognuno di voi può scambiare informazioni e idee con tutti gli iscritti!

 

Se vi iscrivete sarete informati regolarmente sulle iniziative del nostro circolo e riceverete una volta la settimana una raccolta di news sull'ambiente e l'alimentazione! (qualche esempio)

Per iscriversi basta mandare un messaggio (anche vuoto) a questo indirizzo: legambienteempolesevaldelsa-subscribe@yahoogroups.com

Una volta iscritti per comunicare con la mailing list, scrivere a questo indirizzo: 

legambienteempolesevaldelsa@yahoogroups.com

 

 
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CONGRESSO 2003 dell'Ass.ne Legambiente Empolese Valdelsa

ALIMENTAZIONE - SALUTE - AGRICOLTURA

Agricoltura sbagliata

La Rivoluzione verde dell’immediato dopoguerra e la Pac (politica agricola comunitaria) hanno sempre basato le loro scelte agricole su criteri di produttività e sfruttamento intensivo dei terreni e degli animali, creando eccedenze, disoccupazione e riducendo la fertilità dei suoli senza portare riduzione delle importazioni.

Tutto ciò per garantire una produzione quantitativa rispetto alla difesa dell’ambiente, alla salute dei consumatori e al benessere degli animali, portando all’esasperazione un’agricoltura industrializzata, dove piante e animali sono divenute macchine per la produzione di merci, dimenticando la natura biologica ed il loro inserimento nei cicli naturali, fondamentali per la sopravvivenza dell’uomo stesso. L’abuso di fertilizzanti ed erbicidi ha inquinato cibo, terreni, fiumi e falde; gli allevamenti intensivi hanno provocato l’eutrofizzazione dei corsi d’acqua e di mari e la logica degli "animali-macchine per la produzione" è stata spinta fino a trasformare gli erbivori in carnivori/cannibali. I danni che ha subito la zootecnia dall’avvento dei mangimi industriali sono stati gravissimi: i bovini hanno mangiato di tutto (derivati petroliferi, cementizi, da cartiere, escrementi dei polli) fino ad arrivare alle farine animali che hanno portato al morbo della mucca pazza. Con un’alimentazione così innaturale è stato quindi necessario imbottire gli animali di antibiotici (metà degli antibiotici prodotti nel mondo hanno destinazione zootecnica) mettendo a rischio ulteriormente la salute umana.

La chimica quindi é stata talmente invasiva nell’agricoltura da stravolgere completamente i prodotti e l’ambiente. E questo è stato possibile grazie ad una concertazione fra interessi economici forti (WTO) e disattenzioni da parte dei governi (mancanza di legislazione adeguata, di incentivi all’agricoltura sostenibile, di controlli severi).

Fame nel mondo

Se poi prendiamo in considerazione il problema mai risolto della fame nel mondo notiamo che in Africa una persona su cinque è sottoalimentata e ogni anno muoiono 2 milioni di persone per malnutrizione.

I motivi di questa strage sono molteplici: dalla discriminazione dei loro prodotti a causa delle tariffe commerciali imposte dal WTO; alla sistematica appropriazione delle risorse genetiche da parte delle multinazionali (in aperta violazione della Convenzione sulle Biodiversità approvata nel ’93 a Rio de Janeiro), alle economie agricole imposte dalle stesse multinazionali nella scelta di monocolture dedicate esclusivamente all’esportazione (caffè, cacao) così da rendere non autosufficienti questi paesi; alla privatizzazione delle risorse idriche (la più grave causa di morte per la scarsa qualità dell’acqua disponibile). Oltre a tutto ciò i paesi del sud del mondo subiscono una desertificazione galoppante e avvenimenti climatici calamitosi cosicché i profughi ambientali nel 2000 sono stati maggiori delle vittime di tutte le guerre che insanguinano il mondo.

Gli OGM

Come se non bastasse dal 1973, anno in cui furono scoperti gli enzimi che consentono la sperimentazione di ricombinazioni genetiche tra organismi di specie diverse, è iniziata l’era dell’ingegneria genetica sulla quale le multinazionali della chimica (le stesse che producevano fertilizzanti e pesticidi) hanno investito moltissimo. Da qui l’invenzione di semi resistenti agli insetti o agli erbicidi (i primi possono aiutare le piante infestanti a resistere ai loro predatori, i secondi incentivano l’abuso di prodotti chimici). Paesi come gli Stati Uniti non hanno alcuna restrizione alla coltivazione e commercio di prodotti transgenici e per questo ne sono diventati i primi produttori e promotori.

Grazie al principio di precauzione, in Europa, siamo abbastanza tutelati. Secondo questo principio tutti i prodotti OGM sono considerati potenzialmente pericolosi fintanto non si dimostri la loro sicurezza con un’adeguata sperimentazione prima di un’eventuale immissione nell’ambiente. Questo principio però è stato adottato solo di recente, mentre le prime autorizzazioni all’importazione di OGM risalgono al ’96. Attualmente però i prodotti commercializzati sono 18 (alcuni tipi di soia, mais, olii di colza, radicchio e tabacco) anche se alcuni paesi dell’Unione autonomamente vi hanno apposto dei divieti di circolazione e produzione nei loro ambiti territoriali. Le direttive comunitarie parlano di etichettatura dei prodotti che contengono più dell’1% di ingredienti transgenici ma i dubbi sui controlli delle etichettature sono molteplici.

In Italia è consentita l’importazione di mais e soia solo per l’immediata trasformazione industriale ma dal momento che circolano tantissimi carichi di questi prodotti, si ritiene che un controllo preciso sia impossibile. Inoltre ricordiamoci che nel 60% dei prodotti in commercio sono presenti derivati da soia e mais trangenico come amido, lecitina, malto e sorbitolo ritrovabili negli snacks, gelati, merendine, cioccolato, birra e maionese.

Sicurezza alimentare

Come può allora il cittadino essere garantito? La sicurezza alimentare è parte integrante del concetto di sostenibilità e si ricollega ad aspetti sia oggettivi che soggettivi perché basata sul rispetto delle varietà culturali, politiche e sociali delle diverse comunità. Ci può essere sicurezza alimentare solo se il cibo prodotto, lavorato, conservato e distribuito sarà su scala prevalentemente locale, quindi la distanza geografica tra produttori e consumatori dovrebbe essere la più breve possibile.

La sicurezza alimentare non si potrà realizzare se poche multinazionali avranno il controllo mondiale del settore agroalimentare. La loro aggressività è concentrata sul controllo delle sostanze chimiche e, ultimamente, alle risorse genetiche e ai brevetti biotecnologici coi quali potranno controllare tutta la produzione mondiale.

Agricoltura sostenibile

Per essere sostenibile l’agricoltura dovrebbe mantenere la fertilità del suolo riportando al terreno agricolo quella materia organica e quei sali minerali che derivano dalla trasformazione del cibo consumato. Inoltre non dovrebbe ricorrere a prodotti chimici estranei ai cicli naturali ma riciclare le risorse del luogo così da conservarne l’energia. Ci vuole un giusto equilibrio fra colture erbacee e legnose, fra graminacee e leguminose, evitando monocolture e metodi intensivi.

L’allevamente dovrebbe essere finalizzato maggiormente alla produzione di latte, uova e derivati che non distruggono il patrimonio zootecnico che va alimentato principalmente con erbe da pascolo e piante da foraggio. Bisognerebbe insomma usare la pianta o l’animale nel posto giusto usando tutta la biodiversità disponibile per meglio adattarsi alle caratteristiche ambientali e garantire la tipicità dei prodotti finali.

Nella logica di mercato mondiale però non c’è posto per l’agricoltura sostenibile perché non potrebbe mai reggere la concorrenza di quella industralizzata. Ma spesso ci dimentichiamo che i minori costi di quest’ultima (a completo appannaggio dei produttori) vanno a scapito della collettività che deve accollarsi tutti quei costi indiretti individuabili nei danni all’ambiente, agli animali e alla salute.

I cittadini consumatori

Di fronte a tutti gli scandali che hanno interessato l’alimentazione, il cittadino è diventato molto scettico rispetto alle scelte da fare sentendosi vittima di un sistema senza via d’uscita. Il bombardamento mediatico da parte delle multinazionali, l’aumento di patologie quali allergie e cancro, l’inquinamento ambientale e le scelte politiche irrispettose della salute umana, hanno scoraggiato i consumatori che non si sentono più soggetti attivi nella loro facoltà di scelta.

Dobbiamo invece renderci conto che grazie ad un consumo critico e consapevole possiamo ancora decidere su noi stessi e sulle nostre famiglie. Il boom dell’agricoltura biologica in italia è un’esempio della potenzialità enorme nelle scelte di qualità e di biodiversità. I prodotti bio sono più cari di quelli convenzionali, eppure sempre più cittadini li acquistano. Ricordiamoci che la nostra cultura è basata su innomerevoli prodotti tipici che meritano il giusto riconoscimento, valorizzazione ed aiuto economico (anche per combattere le numerose e sleali imitazioni provenienti dall’estero), iniziamo noi, nella nostra spesa, a preferirli a quelli di bassa qualità e di dubbia provenienza.

Se un’alimentazione qualitativamente migliore costa di più, ricordiamoci che si tratta di un investimento sulla nostra salute e su quella dei nostri figli. Inoltre se è la domanda che genera l’offerta anche i prezzi e la varietà di scelta ci verranno incontro, e anche qui il biologico ci è d’insegnamento.

Prima ancora che nell’ambito dei summit economici internazionali, è nella mentalità della gente che ci deve essere l’inversione di tendenza che ci permetterà di riscoprire quell’agricoltura sostenibile e quella cultura dell’alimentazione che abbiamo dimenticato.

Nell’Empolese-Valdelsa

Si è preso atto che la disponibilità di alimenti di origine vegetale ed animale sul mercato è ridotta a poche varietà e razze per ciascuna specie. Tale riduzione della biodiversità e delle tradizioni alimentari costituisce per noi una grave perdita, pertanto sarà nostra cura cercare di riscoprire e far conoscere le varietà antiche "sopravvissute" grazie al contributo di associazioni quali "Agricoltori custodi" con le quali organizzeremo incontri e degustazioni. Inoltre ci proponiamo di trovare dei contatti con gli agricoltori dell’Empolese – Valdelsa al fine di ristabilire una filiera produttore-consumatore più breve possibile in modo da riportare l’attenzione del consumatore alla realtà rurale locale ed alla valorizzazione economica ed etica dei prodotti agricoli.

Il nostro impegno

L’associazione Legambiente Empolese Valdelsa, a seguito delle riflessioni appena concluse e nella speranza di poter dare un contributo tangibile alla riscoperta di un’alimentazione sana, si pone come obiettivo quello di svolgere nei prossimi mesi tutta una serie di iniziative sul territorio atte a sensibilizzare i cittadini sul problema appena citato.

La prima iniziativa si svolgerà entro quest’anno: si tratta di una visita guidata (l’ultima uscita del nostro programma escursionistico 2003) ad un’azienda agricola biodinamica di Montespertoli che si svolgerà domenica 15 dicembre.

Per l’anno prossimo prevediamo di svolgere molte iniziative:

  • visite ad altre aziende agricole biologiche,
  • distribuzione di volantini informativi davanti ai supermercati e alle scuole,
  • preparazione di cene biologiche,
  • collaborazione con il Gruppo di Acquisto del CSA Intifada, con il Gruppo Emisfero Sud per il Commercio equo e solidale, con Slow Food, e con l’associazione "Agricoltori custodi";
  • preparazione di incontri tematici con esperti del settore agricolo ed alimentare,
  • organizzazione di un corso di consumo critico.

Legambiente Empolese Valdelsa

 

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