CONGRESSO 2003
dell'Ass.ne Legambiente Empolese Valdelsa
ALIMENTAZIONE -
SALUTE - AGRICOLTURA
Agricoltura sbagliata
La Rivoluzione verde
dellimmediato dopoguerra e la Pac (politica agricola comunitaria) hanno sempre
basato le loro scelte agricole su criteri di produttività e sfruttamento intensivo dei
terreni e degli animali, creando eccedenze, disoccupazione e riducendo la fertilità dei
suoli senza portare riduzione delle importazioni.
Tutto ciò per garantire una produzione
quantitativa rispetto alla difesa dellambiente, alla salute dei consumatori e al
benessere degli animali, portando allesasperazione unagricoltura
industrializzata, dove piante e animali sono divenute macchine per la produzione di
merci, dimenticando la natura biologica ed il loro inserimento nei cicli naturali,
fondamentali per la sopravvivenza delluomo stesso. Labuso di fertilizzanti ed
erbicidi ha inquinato cibo, terreni, fiumi e falde; gli allevamenti intensivi hanno
provocato leutrofizzazione dei corsi dacqua e di mari e la logica degli
"animali-macchine per la produzione" è stata spinta fino a trasformare gli
erbivori in carnivori/cannibali. I danni che ha subito la zootecnia dallavvento dei
mangimi industriali sono stati gravissimi: i bovini hanno mangiato di tutto (derivati
petroliferi, cementizi, da cartiere, escrementi dei polli) fino ad arrivare alle farine
animali che hanno portato al morbo della mucca pazza. Con unalimentazione così
innaturale è stato quindi necessario imbottire gli animali di antibiotici (metà degli
antibiotici prodotti nel mondo hanno destinazione zootecnica) mettendo a rischio
ulteriormente la salute umana.
La chimica quindi é stata talmente
invasiva nellagricoltura da stravolgere completamente i prodotti e lambiente.
E questo è stato possibile grazie ad una concertazione fra interessi economici forti
(WTO) e disattenzioni da parte dei governi (mancanza di legislazione adeguata, di
incentivi allagricoltura sostenibile, di controlli severi).
Fame nel mondo
Se poi prendiamo in
considerazione il problema mai risolto della fame nel mondo notiamo che in Africa una
persona su cinque è sottoalimentata e ogni anno muoiono 2 milioni di persone per
malnutrizione.
I motivi di questa strage sono
molteplici: dalla discriminazione dei loro prodotti a causa delle tariffe commerciali
imposte dal WTO; alla sistematica appropriazione delle risorse genetiche da parte delle
multinazionali (in aperta violazione della Convenzione sulle Biodiversità approvata nel
93 a Rio de Janeiro), alle economie agricole imposte dalle stesse multinazionali
nella scelta di monocolture dedicate esclusivamente allesportazione (caffè, cacao)
così da rendere non autosufficienti questi paesi; alla privatizzazione delle risorse
idriche (la più grave causa di morte per la scarsa qualità dellacqua disponibile).
Oltre a tutto ciò i paesi del sud del mondo subiscono una desertificazione galoppante e
avvenimenti climatici calamitosi cosicché i profughi ambientali nel 2000 sono stati
maggiori delle vittime di tutte le guerre che insanguinano il mondo.
Gli OGM
Come se non bastasse dal 1973,
anno in cui furono scoperti gli enzimi che consentono la sperimentazione di ricombinazioni
genetiche tra organismi di specie diverse, è iniziata lera dellingegneria
genetica sulla quale le multinazionali della chimica (le stesse che producevano
fertilizzanti e pesticidi) hanno investito moltissimo. Da qui linvenzione di semi
resistenti agli insetti o agli erbicidi (i primi possono aiutare le piante infestanti a
resistere ai loro predatori, i secondi incentivano labuso di prodotti chimici).
Paesi come gli Stati Uniti non hanno alcuna restrizione alla coltivazione e commercio di
prodotti transgenici e per questo ne sono diventati i primi produttori e promotori.
Grazie al principio di precauzione,
in Europa, siamo abbastanza tutelati. Secondo questo principio tutti i prodotti OGM sono
considerati potenzialmente pericolosi fintanto non si dimostri la loro sicurezza con
unadeguata sperimentazione prima di uneventuale immissione nellambiente.
Questo principio però è stato adottato solo di recente, mentre le prime autorizzazioni
allimportazione di OGM risalgono al 96. Attualmente però i prodotti
commercializzati sono 18 (alcuni tipi di soia, mais, olii di colza, radicchio e tabacco)
anche se alcuni paesi dellUnione autonomamente vi hanno apposto dei divieti di
circolazione e produzione nei loro ambiti territoriali. Le direttive comunitarie parlano
di etichettatura dei prodotti che contengono più dell1% di ingredienti transgenici
ma i dubbi sui controlli delle etichettature sono molteplici.
In Italia è consentita
limportazione di mais e soia solo per limmediata trasformazione industriale ma
dal momento che circolano tantissimi carichi di questi prodotti, si ritiene che un
controllo preciso sia impossibile. Inoltre ricordiamoci che nel 60% dei prodotti in
commercio sono presenti derivati da soia e mais trangenico come amido, lecitina, malto e
sorbitolo ritrovabili negli snacks, gelati, merendine, cioccolato, birra e maionese.
Sicurezza alimentare
Come può allora il cittadino
essere garantito? La sicurezza alimentare è parte integrante del concetto di
sostenibilità e si ricollega ad aspetti sia oggettivi che soggettivi perché basata sul
rispetto delle varietà culturali, politiche e sociali delle diverse comunità. Ci può
essere sicurezza alimentare solo se il cibo prodotto, lavorato, conservato e distribuito
sarà su scala prevalentemente locale, quindi la distanza geografica tra produttori e
consumatori dovrebbe essere la più breve possibile.
La sicurezza alimentare non si
potrà realizzare se poche multinazionali avranno il controllo mondiale del settore
agroalimentare. La loro aggressività è concentrata sul controllo delle sostanze chimiche
e, ultimamente, alle risorse genetiche e ai brevetti biotecnologici coi quali potranno
controllare tutta la produzione mondiale.
Agricoltura sostenibile
Per essere sostenibile
lagricoltura dovrebbe mantenere la fertilità del suolo riportando al terreno
agricolo quella materia organica e quei sali minerali che derivano dalla trasformazione
del cibo consumato. Inoltre non dovrebbe ricorrere a prodotti chimici estranei ai cicli
naturali ma riciclare le risorse del luogo così da conservarne lenergia. Ci vuole
un giusto equilibrio fra colture erbacee e legnose, fra graminacee e leguminose, evitando
monocolture e metodi intensivi.
Lallevamente dovrebbe essere
finalizzato maggiormente alla produzione di latte, uova e derivati che non distruggono il
patrimonio zootecnico che va alimentato principalmente con erbe da pascolo e piante da
foraggio. Bisognerebbe insomma usare la pianta o lanimale nel posto giusto usando
tutta la biodiversità disponibile per meglio adattarsi alle caratteristiche ambientali e
garantire la tipicità dei prodotti finali.
Nella logica di mercato mondiale
però non cè posto per lagricoltura sostenibile perché non potrebbe mai
reggere la concorrenza di quella industralizzata. Ma spesso ci dimentichiamo che i minori
costi di questultima (a completo appannaggio dei produttori) vanno a scapito della
collettività che deve accollarsi tutti quei costi indiretti individuabili nei danni
allambiente, agli animali e alla salute.
I cittadini consumatori
Di fronte a tutti gli scandali
che hanno interessato lalimentazione, il cittadino è diventato molto scettico
rispetto alle scelte da fare sentendosi vittima di un sistema senza via duscita. Il
bombardamento mediatico da parte delle multinazionali, laumento di patologie quali
allergie e cancro, linquinamento ambientale e le scelte politiche irrispettose della
salute umana, hanno scoraggiato i consumatori che non si sentono più soggetti attivi
nella loro facoltà di scelta.
Dobbiamo invece renderci conto che
grazie ad un consumo critico e consapevole possiamo ancora decidere su noi stessi e sulle
nostre famiglie. Il boom dellagricoltura biologica in italia è unesempio
della potenzialità enorme nelle scelte di qualità e di biodiversità. I prodotti bio
sono più cari di quelli convenzionali, eppure sempre più cittadini li acquistano.
Ricordiamoci che la nostra cultura è basata su innomerevoli prodotti tipici che meritano
il giusto riconoscimento, valorizzazione ed aiuto economico (anche per combattere le
numerose e sleali imitazioni provenienti dallestero), iniziamo noi, nella nostra
spesa, a preferirli a quelli di bassa qualità e di dubbia provenienza.
Se unalimentazione
qualitativamente migliore costa di più, ricordiamoci che si tratta di un investimento
sulla nostra salute e su quella dei nostri figli. Inoltre se è la domanda che genera
lofferta anche i prezzi e la varietà di scelta ci verranno incontro, e anche qui il
biologico ci è dinsegnamento.
Prima ancora che nellambito
dei summit economici internazionali, è nella mentalità della gente che ci deve essere
linversione di tendenza che ci permetterà di riscoprire quellagricoltura
sostenibile e quella cultura dellalimentazione che abbiamo dimenticato.
NellEmpolese-Valdelsa
Si è preso atto che la
disponibilità di alimenti di origine vegetale ed animale sul mercato è ridotta a poche
varietà e razze per ciascuna specie. Tale riduzione della biodiversità e delle
tradizioni alimentari costituisce per noi una grave perdita, pertanto sarà nostra cura
cercare di riscoprire e far conoscere le varietà antiche "sopravvissute" grazie
al contributo di associazioni quali "Agricoltori custodi" con le quali
organizzeremo incontri e degustazioni. Inoltre ci proponiamo di trovare dei contatti con
gli agricoltori dellEmpolese Valdelsa al fine di ristabilire una filiera
produttore-consumatore più breve possibile in modo da riportare lattenzione del
consumatore alla realtà rurale locale ed alla valorizzazione economica ed etica dei
prodotti agricoli.
Il nostro impegno
Lassociazione Legambiente
Empolese Valdelsa, a seguito delle riflessioni appena concluse e nella speranza di poter
dare un contributo tangibile alla riscoperta di unalimentazione sana, si pone come
obiettivo quello di svolgere nei prossimi mesi tutta una serie di iniziative sul
territorio atte a sensibilizzare i cittadini sul problema appena citato.
La prima iniziativa si svolgerà
entro questanno: si tratta di una visita guidata (lultima uscita del nostro
programma escursionistico 2003) ad unazienda agricola biodinamica di Montespertoli
che si svolgerà domenica 15 dicembre.
Per lanno prossimo prevediamo
di svolgere molte iniziative:
- visite ad altre aziende agricole
biologiche,
- distribuzione di volantini
informativi davanti ai supermercati e alle scuole,
- preparazione di cene biologiche,
- collaborazione con il Gruppo di
Acquisto del CSA Intifada, con il Gruppo Emisfero Sud per il Commercio equo e solidale,
con Slow Food, e con lassociazione "Agricoltori custodi";
- preparazione di incontri tematici
con esperti del settore agricolo ed alimentare,
- organizzazione di un corso di
consumo critico.
Legambiente Empolese
Valdelsa |