Titolo
Cognome:
GIORDANO
Nome:
Bruno
Data di nascita
25/11/1934
Luogo di nascita
Reggio Calabria
Residenza:
Reggio Calabria
Domicilio:
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Telefono:
+00 00 0000000
Telefono cellulare:
+00 00 0000000
Indirizzo e-mail:  
testo@testo.testo
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Diploma
Perito Industriale - Meccanici (1953).
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Diploma
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Azienda
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Funzione
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Funzione
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90829 – RETTE PARALLELE.!
(di Bryh, RC [2009:08:29], HOOM.142)
- acrostico -

Due rette parallele ed una retta
Incontransi in due vertici formando,
L’un sopra l’altro, ott’angoli, in perfetta,
Esterni, interni, mescolanza, stando
Tutti corrispondenti in sito esatto.!
Tra le due rette, o fuori, poi guardando,
A coppia, coniugati, è un angol-piatto.!

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Non soltanto “acrostico”… potrebbe essere veramente l’ultimo.!

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51122 – IN OGNI QUANDO E DOVE.!
(di Bryh, R.C. [2005:11:22], HOOM.140)
- akrostjco -

Mamma e Papà, il Tuo pje’, dovunque vada…
Ànke diskosto dalla linea retta…
Riperkorrendo pur la stessa strada,
Inerpikata fin su l’erta vetta,
Kontinueranno a starTi… senza data.!…
Akkanto… ognora.!… Marjka, diletta.!

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51120 – SORRISO D’ANGELO.!
(di Bryh, R.C. [2005:11:20], HOOM.140)
- akrostjco -

Magjko inkanto, è stato il Tuo venire
Al Mondo… il tre di maggio… con fatika.!
Riempje, il Tuo sorriso, oltr’ogni (n) dire,
Il kuor di Mamma e di Papà… Marìka.!
Ke Ti sorrida, il Mondo, in avvenire...
Angelo, Amor.!... ke, il Ciel, Ti benedika.!

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51114 – MYOSOTIS PALUSTRIS.!
(di Bryh, RC [2005:11:14], HOOM.140)
- acrostico -

Cara “Reggina”… questo mio biglietto,
A Te diretto… sol con Simpatia.!...
Recita un verso che nessun T’ha detto.:
<<.Mai non restare senza compagnia…
E senza Amore palpitante in petto.!.>>
Non-Ti-scordar-di-me… “Regina” mia.!

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51113 – VIBURNUM LANTANA.!
(di Bryh, RC [2005:11:13], HOOM.140)
- acrostico -

Fior di “Lantana” aggrappolato al ramo…
Ricordo un nome dell’adolescenza…
Al qual, più volte, scrissi.: <<.T’amo.! T’amo.!.>>
Non so perché finì.! La sua crescenza
Ci separò… un po’ come il seme al fiore.!
Era matura-donna ed andò sposa,
Seguendo il suo destino-traditore,
Che la portò laddove ognor riposa.!
Addio, per sempre, addio.! Mio primo Amore.!

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51112 – LA FORZA DELL’AMICIZIA.!
(di Bryh, R.C. [2005:11:12], HOOM.140)
- acrostico -

Ogni qualvolta incontro il Tuo sorriso,
Rimembro quello di una dolce Amica.!
Sulle Tue labbra, lo rivedo, e in viso.!
Ora che non l’ho più… lascia che dica.!…
L’ho vista in Te… sognando il Paradiso.!…
Anche se non sei Tu… la “Fede-antica”.!

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51015 – NON SOLO PANE.!
(di Bryh, RC [2005:10:15], HOOM.140)

Vivi la Vita “Non di solo Pane”…
ma di ogni Bene, senza mai aspettare
a viverla, migliore, il dì dimane.!
Briciola o mollichina, non gettare,
di Pane, della Vita, che rimane.:
Qualcun la cerca… al qual la puoi donare.!

Vivi la Vita come vuol Natura,
che mette, al posto giusto, Seme e Fiore…
senza strafare mai… “finché la dura.!”…
con buona dose di Cervello e Cuore.!
Abbi, dell’Altrui Vita, maggior cura…
con quell’impegno che si chiama… Amore.!

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30414 - AMORE A TUTTO CAMPO.!
(di Bryh, RC [2003:04:14], HOOM.130)

Le “tredici”.! Seduta in balconcino...
comoda, ma non sola, in rosso vivo.!
Io, dietro i vetri e poi, sù, in terrazzino...
dietro un pilastro, lì, col qual mi privo...
ma non del tutto... del Tuo bel visino.!
Ad altro stratagemma non arrivo,
per evitar che caschi il baldacchino.!

Son poche... solo due.!... son le mie sedi...
per osservarTi... senza far trambusto.!
Ti vedo appena-appena.! Mi intravedi.!
Mi faccio, più, vedere a mezzo busto...
quando nessuno guarda.! Mi concedi
di farTi rimirare, a tutto gusto.:
il crine, gli occhi, le ginocchia, i piedi.!

Tre quarti d'ora... a tutto campo.: Amore.!!!
Dopo un mattinata “vuota”, a scuola.!
Dopo tre giorni senza il Tuo calore.!
Senza un messaggio e non veder Tua spola,
in balconcino, alle diciassett'ore.!
Quel nodo, che mi stava stretto in gola,
or m'è passato.! Tu se' 'l mio dottore.!

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30409 - MA NON MANCARE.!
(di Bryh, RC [2003:04:09], HOOM.130)

Le “dieci” e poi le “undici”.! Non vedo,
né l'ombra Tua, né l'ombra di nessuno.!
Resto impalato.! Mi scoraggio.! Credo
che sia successo... cosa.?... che qualcuno
abbia “violato” il nostro Amor “segreto”...
e rifilato ad “uno” dei “ventuno”.!
Ed or mi tocca stare zitto e quieto.!

Le “diciassette” (meno dieci “dita”).!
Guardo il mio prato che pian piano muore...
e muor, con esso, pure la mia vita.!
Tra vetro e velo, mi compari.: Amore.!!!
A mani aperte.! È viva la partita.!!!
Domani ci vedremo alle dieci-ore.!!!
Ma non mancare.! Per Amor di {ZZita}.!

{ZZita} = (dialettale) Fidanzata.!

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30406 - GLI OCCHI DELL'AMORE.!
(di Bryh, RC [2003:04:06], HOOM.130)

Le “diciassette” (meno dieci).! Appare,
in verandina, in “verde”, Tua figura.!
Ed entri ed esci e, sempre, stai a sbirciare,
guardinga, sì!, ma senza aver paura
del volgo intorno, che ci sta a guardare,
da dentro e fuori le tue quattro mura.!
Mangi un gelato... tanto per mangiare.!...
sedendoTi e guardando verso altura.!

Tre volte mi telefoni.! Il mio cuore
si mette, ancor più forte, a palpitare...
quando la Tua “amatissima”... in candore.!...
voce, mi chiede.: ««.Vienimi a trovare...
a scuola... domattina... alle dieci-ore.!.»»
Mi “mimi”, poi, ««.Alle dieci.!.»»... in dietro, stare,
al vetro... e ancora al tele, con vigore.:
««.Vieni all'uscita.!.»»... <<.Non lo posso fare.!.>>

Che il mondo vada tutto alla malora.!
««.Perché.?.»»... <<.Perché non devo.!.>>... ««.Vieni allora,
esattamente in punto, all'ora “tale”.!.»»
Le “undici”, m'hai detto.! <<.Resto fuora.!.>>
««.No.! Vieni dentro.! Niente, c'è di male.!.»»
Domani, fuor, T'aspetto... alla “tal”-ora...
per dirTi... “Cosa.?”... Ancora non so quale.!
So solo che Tua voce mi innamora.!

Domani Ti dirò, lì, sul portone.:
««.Il fuoco dell'Amore ha un sol colore.!
» È “verde”... come è “verde” il Tuo maglione.!
» È “verde”... come foglia, intorno al “fiore”
» che passa e ancor ripassa, in Tuo balcone...
» col desiderio di trovar calore,
» lassù, nel cuor di un timido Barbone.!
» È “verde”... come gli occhi dell'Amore.!.»»

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30402 - COM'ESSERINI.!
(di Bryh, RC [2003:04:02], HOOM.130)

Le “diciassette” (meno venti).! Appari
in verandina.! Men d'un quarto d'ora.!
Una passeggiatina e poi scompari.!
Passi e ripassi, quattro volte ancora.!
Mi guardi e mi riguardi... a sguardi pari.!
Vestita in rosso.! Bella dentro e fuora.!


T'affacci alla finestra.! “Ti saluto.!”
“Ti mando un bacio.!”... solo ad occhi chiusi.!
“Mi mandi un bacio.!” - Ti rispondo muto...
ché, dal consorzio umano, siamo esclusi...
com'esserini... oggetti da rifiuto...
da meritare d'essere reclusi.!

Sarà la guerra... che m'angoscia tanto.!
Vedendo tanti bimbi, in simulacro,
penso a quel che sarà, con tanto schianto,
e a quando fine avrà questo massacro.!
Se non avessi Te... vicina alquanto...
cosa avverrebbe in me.? L'Amore è sacro.!

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30328 - QUESTA GRAN-GUERRA.!
(di Bryh, RC [2003:03:28], HOOM.130)

Le “diciassette” (quasi, meno venti).!
Questa Gran-Guerra mi sconvolge il cuore.!
Un Popolo, provato negli stenti,
non so che prova quando un Figlio muore.!
Io l'ho provato... quando appena i denti
erano ancora come boccio-fiore.!
Se non ci fosser Tuoi, miei, sentimenti,
avrei perduto, forse, pur l'Amore
per l'Uomo e per la Vita... ad occhi spenti.!

Ma Tu sei ancora là, tra vetro e velo.!
Apri.! T'affacci... solo un minutino.!
Richiudi... pur se intorno non c'è gelo.!
Mi mandi, con la mano, un salutino.!
“Ti mando un bacio.!” - Questo è il mio Vangelo.!
Esci, rientri, passi... in balconcino.!
Ripassi... camminando sopra un pelo.!
Passi e ripassi, ancora... a capo chino.!
Addio a... chissà se... ancor, tra vetro e velo.!

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30325 - IN GIALLO CAPPELLINO.!
(di Bryh, RC [2003:03:25], HOOM.130)

Le “diciassette” (manca un quarto d'ora).!
Un nuvolo di “gente” è in verandina.!
Son lì che aspetto.! Non Ti vedo ancora.!
È segno che qualcosa non combina.!
Qualche minuto.! Ancora come allora.!
Ti siedi.! Guardi.! “Un'-tale” Ti avvicina...
e Ti fa “schermo” verso mia dimora.!

T'abbracci con lo “schermo”, a abbraccio stretto...
che non s'accorge che abbracciar vorresti
chi Ti sta a fronte, in alto, a fil diretto...
non per strusciar sfuggente le Tue vesti,
ma per sentire, in intimo, l'affetto
d'Amor sublime, spinto a sette sesti,
che, in nudità, si esprime “petto a petto”.!

Ancora un altro “schermo”.! Pensa e crede
di scoraggiare l'alma di un “tapino”...
che ad un sorriso lieve si concede.!
Vedo soltanto un giallo cappellino...
che Ti nasconde il cuor che niun Ti vede.!
Poi Te lo togli.! In fascino divino,
m'appari.! Poi scompari, con... mia Fede.!

Mi abbraccio forte... forte, a Te, pensando...
e m'innamoro forte, Te stringendo.!
Vorrei abbracciarTi forte.! Non so quando...
visto che il tempo scade... e sta finendo.!
Se, un dì, il mio cuor non stesse al Tuo comando...
or che, mia pelle, a caro prezzo, vendo...
non starmi più a pensar.! Ti raccomando.!

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30323 - SON CERTO SCOPRIREBBE.!
(di Bryh, RC [2003:03:23], HOOM.130)

Ti attendo, con pazienza, dietro grata...
perdendo, piano-piano, la speranza
di rivederTi ancora, innamorata,
in verandina, o ai vetri di Tua stanza.!

Le “diciassette” (mancan tre minuti).!
Tra vetri e veli, m'apparisci netta.!
Scompari e ricompari.! Mi saluti.!
RisponderTi, non posso... oh, mia diletta.!

Tra i rami spogli, in debol vista, scruti.!
Vai in verandina e fai un giretto, in fretta.!
“Qualcun” Ti segue.: Par, tuoi passi, fiuti.!
“Qualcun” m'osserva.: Vuol che la si smetta.!

Con “tale”, ci guardiamo, fissi e muti...
ma ognun, dell'Altro, “forse”, idea, rispetta.!
Sono, in sostanza, men di due minuti...
quelli del nostro incontro... “valle-vetta”.!

Se, invece di guardar la mia figura,
“qualcun” scrutasse il prossimo di lato,
son certo, scoprirebbe, in “proprie mura”,
esserci un Cuor che soffre... innamorato.!

Forse uno strano Cuor... ma sempre un Cuore...
che è, lì, puntuale, con fermezza antica...
al qual non posso dir.: ««.Mio caro Amore...
» addio, per sempre, addio... mia “Dolce-Amica”.!.»»

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30316 – NON C'È PIÙ CUORE.!
(di Bryh, RC [2003:03:16], HOOM.130)

Duetto tra Perdente e Destino.!

<<.Ohj, tu.!... lassù... che guardi, ad occhi bassi.?.>>
««.Ohj, no.!... Ti par che guardi.! Cerco un Cuore.!
» Cerco Qualcuno... un po'... che mi rilassi.!
» Uno soltanto e solo.! Un piccol Fiore...
» nascosto tra mattoni e marmi e ammassi.!
» Non è, di Tal, che guardo, il suo splendore...
» - E spero che, di niun, va' sotto i passi.! -
» ma guardo il prato che, pian-piano, muore.!.»»
<<.Ohj, tu.!... lassù... non è che te la spassi.?.>>
««.Ohj, no.!... Ti par ch'io scherzi con l'Amore.?.»»

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30315 - FÈRMATI UN MINUTINO.!
(di Bryh, RC [2003:03:15], HOOM.130)

Passi e ripassi... calma... in balconcino.!
Guardi.! Mi vedi... coi tuoi lenti-rai.!
Sbarran la vista, steli in Tuo giardino.!
Tra veli e vetri, corri.! Sosti e vai.!
Scompari e ricompari.! Un salutino.!
“Un bacio.!” Ti rispondo.! Ancora, stai.!
««.Fèrmati solo qualche minutino.!.»»
Te-n'-vai.! Doman... chissà.?... se ci sarai.!

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30314 - DA DIETRO IL VETRO.!
(di Bryh, RC [2003:03:14], HOOM.130)

Squilla.! Rispondo.! Chiudi.! Cosa faccio.?
M'alzo veloce... in meno di un secondo.!
Alla finestra, vado.! Non m'affaccio.!
Rimango dietro il vetro.! Guardo in fondo.!
Sei, lì, in attesa.! Guardi.! Vedi.! Taccio...
per non destar sospetti nel Tuo mondo.!
Quattro minuti.! Niente posso e faccio.!
Scompari “allegra”.! Vado via, “giocondo”.!
Ognuno in propria... chiusa a catenaccio.!
««.Richiama, appena puoi, che Ti rispondo.!
» Lo sai.: La Vita m'è... non più di straccio.!.»»

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30313 – MA NON PER TE PERò.!
(di Bryh, RC [2003:03:13], HOOM.130)

Ohj, tu.!... che stai costì pensoso e flesso.:
Essere condannato è meglio, assai,
per un “peccato” che non hai commesso...
che non subir condanna, certa, mai,
per aver fatto tal “peccato” stesso.!
Giorno verrà... se morto non sarai.!...
che Giudic(j)-altro... Tribunal... Processo...
Giustizia-giusta, ancor terrena, avrai...
e Liber, ti sarà, tornar, permesso.!
Ma se tal giorno non verrà... vedrai...
sconto di pena... ti verrà concesso...
e presto in Libertà ritornerai.!
Sappi che ciò... non è che accada spesso.!
Per te, però... non accadrà giammai.!

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30308 – FESTA DELLA DONNA.!
(di Bryh, RC [2003:03:08], HOOM.130)

Duetto tra Perdente e Destino.!

««.L'Amor, la Libertà, l'Onor, la Stima...
» ho perso in un sol dì.! - Destino ingrato.!.»»
<<.Ohj, tu.! - Ti sei soltanto... in verso e in rima...
> eppur maldestramente.!... comportato.!
> Dovresti riguardar, da fondo a cima,
> tutta la Vita... tutto il tuo passato.!
> Vedrai che qualche cosa... non collima.!
> Oppur, qualcosa, o niente, ha collimato.!.>>
««.Donna, non c'è... dall'ultima alla prima...
» che, in qualche modo, non m'ha frastornato.!
» Vorrei saper qual fu... - Fai che si esprima...
» - Destino ingrato.! - Donna.! - il mio peccato.»»
<<.Colui del qual se-n'-van... rispetto e stima...
> non maledice il giorno... quel ch'è nato.!...
> ma nove mesi indietro.!... l'ora-prima.!
> Il solo istante che s'è concreato.!.>>

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21004 – VAGANDO NELLA VITA.!
(di Bryh, R.C. [2000:10:04], Berg.000)

Vagando, della Vita, nel deserto...
di qualche Fiore, in cerca, profumato...
giocherellando, più non mi diverto...
eppur, mi par, non abbia mai barato...
or che l’andare è sol di passo incerto...
mi trovo spesso in vico barricato.!
L’essere stato, in vari campi, esperto...
è il solito ricordo del passato.!

Vivo la Vita ormai in mia stalla-stazzo...
dove va invano il tempo.! Guardo e penso...
a un Bocciol-Fiore del “lontan” palazzo...
badando alle mie Cose... senza senso.!
Di inutili trovate mi sollazzo.!
Le mie giornate son di quell’ “Immenso”...
nerume pesto e qualche, d’ombra, sprazzo.!
Ah, se credessi nel profumo incenso.!

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La Poesia è patrimonio di tutti, non soltanto dei Poeti.!

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I versi miei son versi a la tempesta.!
Nessun li legge.! Sono nulla o niente.!
Dopo un istante solo, nulla resta…
nemmeno nel riposto di mia mente.!

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Tutti siamo Poeti.! Soltanto qualcuno, ogni tanto, verga i propri versi.!

La Poesia è l'Arte povera.! Il Poeta è un uomo finito.!

Costa l’Opera all’Artista e non ha chi la compra, o la vende, o la detiene, o la giudica.!

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Come il figlio alla propria madre,
ogni nostro povero verso,
brutto per quanto possa sembrare agli altri,
è sempre migliore di tutti i versi,
di tutti i poeti, di tutti i tempi,
messi tutti quanti insieme.!

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La Poesia non si vende.!!! Guai se così fosse.!!!
La Poesia si scrive, ma si può anche non scrivere.! I propri versi si leggono, o si recitano, agli Amici e a coloro che li sanno apprezzare.! Non tutti i versi sono Poesia.! Si dice ingegneristica la poesia costruita senza ispirazione, però con ricorso alla metrica, ma normalmente serve di collegamento tra due pezzi di Poesia architettonica.!
La Poesia è l'Arte di scavare nel profondo del nostro cervello per portarlo alla luce senza infingimenti, trascrivendolo in versi, nel rispetto di precise regole che costituiscono la Metrica (ritmo, rima, etc!).! La Prosa poetica è il bel modo di esprimersi senza obbligo di rispettare le Regole della Metrica.!
Il Poeta ha l'obbligo di far conoscere i propri versi attraverso la stampa (Antologie, Riviste, Silloge personale), od online, senza aspettarsi premi od encomi.! Sarà il tempo a giudicare e a salvare i versi che meritano di essere salvati.! Diversamente, rimarranno eternamente in fondo al cassetto.!

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Scrivo, da quasi sessant'anni, perché mi piace scrivere e mi fa piacere essere letto.! Scrivo, non soltanto Poesie, per diletto e passatempo.! Conservo i miei scritti, in modo che sappia, io, nel tempo, ciò che ho scritto in tempo passato.! Una gran parte dei miei scritti sono raccolti in Volumi ed altri in Libercoli, mentre oltre il 50% è ancora manoscritta o computerizzata.!
Per ovvi motivi finanziari, ho pubblicato soltanto forse l'uno per cento della mia produzione, mentre almeno il 30%, pur non pubblicata, ma semplicemente stampata in bella copia, viene letta normalmente da Lettori anche non di mia personale conoscenza.!
I miei scritti non hanno mai avuto, non l'hanno ancora e ritengo non avranno mai, alcun fine di lucro.!
Ho degli amici che dicono di scrivere, ma nessuno sa cosa scrivono.!!!

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991121 – VAN TUTTI IN FRETTA.!
(di Bryh, R.C. [1999:11:21], HOOM.139)

Quando passeggio... per non fare niente.!...
incontro i vecchi amici per la via.!
Van tutti in fretta... eppur son luci spente.!...
un tempo, fari... dell'altezza mia.!
I lor discorsi... di perduta gente.!...
son tutti... ch'hanno molta compagnia.!
Tra figli e nipotini, la loro mente
più non ragiona e va per la pazzia.!

Io che solingo vo' pel mio cammino...
posando sempre men mio passo-danza...
ho appena due Figliole e un Nipotino...
che vive a mille miglia di distanza...
ma, in casa mia, sta lì in un angolino...
in gigantografia... de la mia stanza.!
Vivo beato... ché il mio Frugolino
non turba la mia età che in fretta avanza.!

Non spreco il tempo mio.! Se parlo, tace.!
Non rompe-balle... e non mi scuote il sonno.!
Non mi costringe ad esser perspicace...
e a differire, a dopo mezzogiorno,
il pranzo... luculliano, pur fugace.!
Mi godo gli agi... con nessuno intorno.!...
davanti al caminetto... piedi in brace.!
Nessun mi chiama... né “Papà.!”, né “Nonno.!”

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990922 - REKA ANTICA.!
(di Bryh, RC [1999:09:22], HOOM.139)

Dov'eran Querce, nella valle “Reka”,
sorgono “scatoloni” a la rinfusa...
frutto speculator di mente cieca,
aperta a aggrovigliare, al bello, chiusa.!
Era la valle della terza-deca
della mia vita, in ombra ormai reclusa,
nell'inutilità che il tempo spreca
per onorare, senza onor, la Musa.!

Quando la “ciurma” infante, scatenata,
in libertà, correndo, scorazzava
allegramente giù per la vallata
e a rimontar la china s'apprestava,
in fila, inerpicandosi a cordata.!
Oggi tal ciurma è quasi tutta schiava
del tempo, in terra dove non fu nata...
magari in Civiltà... tra Gente brava.!

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990725 – DONDOLA A LA CAVEZZA.!
(di Bryh, R.C. [1999:07:25], Zzzz.000)

Dòndola l’altalena a lieve brezza...
all’ombra dell’ulivo, in mia dimora...
Su e giù, vi andò, un sol dì, con buon’ destrezza,
un Frugoletto che non ha “tre”... ancora...
Dòndola vuota, adesso... e il cuor mi spezza...
mentr’ ‘àcrima, al pensier, mi salta fuora...
vedèndola, là, ferma a la cavezza...

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990531 –SIMILE A FIOR DI PRATO...
(di Bryh, R.C. [1999:05:31], HOOM.139)

Simile a fior di prato in su la via...
l’ultimo fior tra l’erbe in fieno spente
in tra il selciato di dimora mia...
che raccogliesti un po’ distrattamente,
andando il passo senza più allegria...
su gli occhi mesti su posò mia mente...

Avrei, sentir, voluto il Tuo dolore,
per toglierlo dal dire tuo accorato...
Avrei voluto stringermi al Tuo cuore,
che picchia forte, ancor, p’avere amato...
Avrei voluto dirTi.: “T’amo, Amore.!”
Simile a fiore... l’ultimo del prato...

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980518 - ANGELI D'AMORE.!
(di Bryh, RC [1998:05:18], HOOM.139)
- frasostico -

Angelo, in Paradiso, m'apparisti...
tra gli Angeli, più belli, in compagnia.!
Più volte, tra le braccia, mi venisti...
fino a sfiorar, col labbro, guancia mia.!
Non so, se in Terra, veramente esisti...
o, solo un sogno, sei, di mia follia.!

Gli Angeli non si tòccano.! Il Buon-Dio
ne soffrirebbe se qualcun li sfiora,
su questa Terra... pur se tuo desio
è sol d'amarli... e non ti disonora.!
È troppo a picco, scivolo, in pendio...
e finiresti al “palo”... tempo un'ora”.!

Non t'azzardare a spingere il pedale.!
Quell'Angelo che, allor, ti die' dolore...
Quell'Angelo che fu più che immortale...
Quell'Angelo che, allor, fu sol d'ardore...
Quell'Angelo, pur Angelo, banale...
Sempr'Angelo, tal'Angelo, d'Amore.!

È popolato d'Angeli il mio cielo.!
Son dieci.?... cento.?... mille.?... forse meno.!
Ognun di loro veste un proprio velo
dal qual traspare un virginale seno...
che fa pensare a un frutto-acerbo-melo...
che, lì, si coglierebbe in un baleno.!

Se, mai, pensassi di dover ferire,
con la tua spada, quel tal velo-manto...
prima di farlo... cerca di perire.!
L'Umanità non t'amerebbe tanto...
ma avrebbe poco, su di te, da dire.!
L'Angelo, invece, ti starebbe accanto.!

Eternamente.! Nell'eterno andare...
per l'infinito Kosmo, senza data.!
Per essere, senz'essere, per fare
quello ch'hai non potuto, in Terra ingrata.!
Felicità, per darti, e eterno amare.!
Quella felicità che t'è mancata.!

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P.S. – ACROSTICO" significa ”Iniziale di ogni verso”, mentre FRASOSTICO (termine coniato dall'Autore) significa “Iniziale di ogni frase” (sestina, nella fattispecie).!

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980407 – VORREI CHE FOSSI L’ULTIMA.!
(di Bryh, R.C. [1998:04:07], HOOM.139)


Col Tuo parlar di “scene” e di”costumi”
a un palmo, cuore a cuore, stretti accanto...
non so se dir d’aver smarrito i lumi,
com’è di chi, svegliar, da sogno infranto.!
So sol che devo ai Tuoi potenti “Numi”
se mi ritrovo innamorato tanto.!

Ti sogno, ad occhi chiusi, ad occhi aperti.!
Guardo le mani Tue, sull’Opra, intente
a dar color e Vita a degli “inerti”,
mentre, per mia, le Tue, son mani spente.!
Tra le Tue braccia mi vorrei tenerTi.
un solo istante... per frenar la mente.!

Quando nessuno t’ama è ormai disdetta.!
Perde, la Vita, piano pian, sapore.!
Se poi nessuno a la tua porta aspetta,
senti che vanno inutili le ore.!
Guerra e battaglie, hai perso, e baionetta...
non solo sul terreno dell’Amore.!

980303 – SE FOSSI.! MA NON SONO.!
(di Bryh, R.C. [1998:03:03], Berg.202)

Se fossi.! Ma non son.! La mia saggezza
se l’è mangiata il gatto per contorno.!
S’avessi.! Non ce l’ho.! La mia bruttezza
ha fatto il giro della Terra, intorno.!
La mia sapienza, invece, è un fil di brezza
che più non soffia, né di notte e giorno.!

Se fossi.! Non lo son.! Perché son nato...
pria della guerra che ha distrutto il Mondo.!
Potessi.! Ma non posso.! Ché ‘l mio stato...
è quello d’esser pover... fino in fondo.!
Malgrado ciò... mi sono innamorato.!
Non te lo dico.! Non te lo nascondo.!

Chissà che cosa è in te.! Chissà che cosa
scatta fin dentro me... se insieme andiamo.!
Forse sarà quell’aria Tua giocosa,
tipica d’augellin che salta al ramo.!
Pensi ch’avrei timor... “Piccola-Rosa.!”
di dirTi, pria di perderTi, che... “T’amo.!”.?

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971019 – INNAMORARSI... A DIECI.!
(di Bryh, R.C. [1997:10:19], Berg.201)

Che non ti vedo, son tant’anni ormai.!
Quando ti penso, mi si stringe il cuore.!
Ancor la forza di sognar mi dài,
seppur, pian-piano, il mio goder si muore.!
Qualcosa ancor d’effimero mi fai.:
d’innamorarmi con trasporto e Amore.!

Innamorarsi è bello... a dieci... a venti...
fino a cinquanta... se il pensier ti porta
a ricalcar la pista e se fu tanta
la carica che fu riserva e scorta.!
Innamorarsi è bello... in su i sessanta...
se carica ti vien da “meta” morta...

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970723 - SAKRUX PIRUS.!
(di Bryh, R.C. [1997:07:23], Berg.201)

Al talamo che fu... sei lustri appena...
d’Amor, di sofferenza, di passione...
dove si sviluppò tutta mia vena...
albero di due frutti al tal cordone...
sul qual si consumò l’ultima cena
in “pane e vino” dall’amar boccone...

Al talamo che fu... sol testimone
d’un attimo intimissimo d’Amore...
come Natura crea, vuole e dispone...
furtivo, proibito, peccatore...
in quell’acova sotto il capannone,
unico, irripetibile... il migliore...

Al talamo che fu... sterile fiore...
tanto, di qua... di là, soltanto poco.!...
isterico e di panico-terrore...
nato e cresciuto in tormentato gioco...
morto a San Valentino, per pudore.!...
Al talamo, stasera ho dato fuoco...

per chiudere, per sempre, con l’Amore.!

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970523 - QUADRIFOGLIO.!
(di Bryh, Sagrado (GO), [1997:05:23], Berg.201)

Giornata tormentata.! Sonno fondo.!
E’ Max che soffre.! Gli altri... pure.!
Sono momenti in cui ti casca il mondo
addosso e saltan tutte le premure.!
Non v’è rimedio e né pensier profondo...
e l’ombre intorno si fan, di più, scure.!

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970607 - GLI UCCELLI DI SAGRADO.!
(di Bryh, Sagrado (GO) [1997:06:07], HOOM.139)

Il mollicone, a sfoglia, tutto intero
se l'è portato via la “gazza-ladra”.!
L'ha ripiegato come un proprio e vero
tovagliolin di stoffa a forma quadra.!

Sono a migliaia e stanno p'ogni via.!
Vivon d'insetti, d'erbe e mollichine...
in solitaria vita e in compagnia.!
Dall'alba, tutti, fin che il giorno ha fine,
cantano in perfettissima sintonia.!
Ah.! se sapesser ritmar quartine.!

Ad uno, a quattro, a dieci... ogni dimane,
vengono al davanzale, su l'erbetta,
per raccattar le briciole di pane
ch'ogni mattina spargo... per far netta
la tavola-tovaglia che rimane,
da innanzi sera, con quel che si getta.!

L'interno contenuto di un panino,
staman l'ho ammonticchiato sopra il prato.!
Pria d'accostarsi, fanno capolino.!
Furtivi s'avvicinano a cor grato.!
Ne fan, dei pezzi grossi, un bocconcino,
con zampe, becco, lìngula e palato.!

Voraci, allegri, come pulci al cane,
s'azzuffano, ogni tanto, per rubare.!
Del “briciolume”, traccia non rimane,
'ché san che le molliche costan care
e nera-fame sa di nero-pane...
pur se le messi ancor non sono rare.!

Un “cucciolo” si ferma ignaro, senza
timore.! In altri giorni, in compagnia,
la madre l'imboccava con frequenza.:
« Per me, “tre” chicchi ed... “un”, per prole mia.! »
Stavolta è solo, a sgranocchiar semenza.!
Poi vien la madre e se lo porta via.!

La madre è, per i figli, come pigna.!
E’, dei “pinoli”, protettrice pia.!
Quando la madre è Madre... e non matrigna.!...
è l'Essere sublime che vi sia.!
Chissà, dell'.“Altra”, qual semenza alligna...
tra qualche giorno, quando vado via...

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960625 - LE RADICI E LA CHIOMA.!
(di Bryh, R.C. [1996:06:25], Xuri.26)

Quando, quel giorno, in casa Tua, a convegno,
ci ritrovammo tanti “Amici”, a stuolo,
per “concertar”, per <io.!>, per <lei.!>, tal pegno,
svolgevi <Tu.!>, d’ambasciatrice, il ruolo...
col Tuo parlare che m’ha colto a segno.!
Era presente pure il Tuo figliolo.!

“Piangendo”, raccontavi le avventure...
or quali, non ricordo esattamente.:
<lei.!> ti “inseguiva” dalle vette-alture...
<Tu.!> le “sgusciavi” intelligentemente...
<Io.!> vi seguivo.! Il mio pensiero, pure...
senza saper, voler, più “fare” niente.!

Finì sul nascer quello “scontro” armato.!
Ma non l’incontro con la “sorte-celia”.!
Mi son, per tutto il tempo, innamorato.!
Di <lei.!>.? Ma no.! Sarebbe contumelia
contro l’“Amor” che non pedona amato.!
Allor volevo dirTi.: <<T’amo, Ofelia.!>>

Da quel... passate, son più primavere...
e, pur se ad ogni, secca un verde ramo...
e l’albero non ha più le sue pere...
e augello attenua, in cima, il suo richiamo...
quel “calice” vorrei un istante bere
con tre parole.: <<Ofelia.!... ancora T’amo.!>>

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960612 – LA CIMINIERA IN CEMENTO ARMATO DELLA FALLITA REALIZZAZIONE DELLA LIQUICHIMICA DI SALINE DI REGGIO.!
(di Bryh, R.C. [1996:06:12], Xuri.25)

Maestosa.! Inutile.!

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Dedicata all’illustre Poeta Giuseppe Ungaretti.
Ogni qualvolta che vi passo vicino... l’osservo e mi sovvengono queste due sole parole.!

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960607 – DOMENICA.!
(di Bryh, RC [1996:06:07], Xuri.25)

Dolce nome di Donna, sacra e bella.!
Chi sta con Te e chi vive in Te è beato...
dopo fatica per venal parcella...
e al tàlamo, a giacer, resta ancorato.!

Domenica.!... vestita sempre a festa...
Ti sogno tutti i dì che non ci sei.!
Puntuale arrivi, ma... T’affretti lesta
a fuggir via e lo sai che non vorrei.!

Quando sono preso dal lavoro, stanco,
Ti penso intensamente, ma il pensiero
resta inchiodato dietro questo “banco”
dove, del qual, vi sto... senz’esser fiero.!

Il sesto giorno so che l’epto viene...
per stare insieme due nottate e un giorno.!
E’ il solo giorno che... sto proprio bene,
pensando al giorno dopo... al Tuo ritorno.!

Di calcio, in tempo, mi trascini, al campo.!
D’inverno, ai monti.! In primavera, a fare
le lunghe passeggiate e, quando il lampo
del sole picchia forte... in riva al mare.!

Lo star con Te... Domenica.!... è l’Amore.!
Ormai son’anni... è diventato un rito.!
Vorrei in eterno stare al Tuo calore.!
Domenica.!... sei il mio giorno preferito.!

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Composta per un Amico da dedicare alla sua bella.!

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960323 – X-21-H1.!
(di Bryh, RC [1996:03:23], Xuri.23)

S’io fossi un poco questo o un poco quello...
di molto poco m’accontenterei.!
Innamorarsi è sempre molto bello.!
Innamorarmi.? Questo non vorrei.!
Ma se dovessi perdere il cervello...
saresti il Top, Tu, dei sogni miei.!

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960315 – PIETRA IN CASTELLO.!
(di Bryh, RC [1996:03:15], Xuri.23)

S’io fossi gran pittore “Raffaello”,
vorrei dipinger gli occhi Tuoi celesti
sotto il ciuffetto sparso di capello...
rai folgoranti, che non vidi mesti...
dietro le lenti morbide, in sul quello...
dolce sorriso al qual sempre Ti appresti...

S’io fossi gran maestro di cesello,
a imprimer su la pietra, e il porterei,
il Tuo sorriso, a chiuderlo in castello...
per conservarlo eterno agli occhi miei...
Vorrei.! Se fossi.! Ma non sono quello.!
Perché se fossi... quello sol vorrei...

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951102 – NON PENSARCI.!
(di Bryh, R.C. [1995:11:02], Xuri.26)

Non sapere più scrivere versi.!
Non ricordare alcun verso...
tra quella montagna di versi composti.!
Tutti inutili versi...
che, a rileggerli, mi procurano noia...
e profonda amarezza.!
Non avere sofferenza.!
Non avere interesse...
pur dimostrando interesse per qualunque scemenza.!
Essere soli e sentirsi sempre soli.!
Gradire star soli per sentirsi meno soli.!
Essere e sentirsi, in tutto, inutili...
pur potendo ancor fare qualcosa.!
Essere amati, “forse”, e non sentirsi amati.!
Non avere la speranza di un diverso domani.!
Un domani qualsiasi.! Anche di morte.!
Per finire un tormento che dura da tempo.!

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950626 – GIOVINEZZA.!
(di Bryh, R.C. [1995:06:26], Xuri.26)

Mai si vorrebbe, l’ultimo Nemico,
che si morisse dopo nostra morte...
Non si vorrebbe che migliore Amico
avesse, più di noi, migliore sorte...

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Perché ci son venuto al funerale.?
Al tuo.! Ché il mio mi fu tant’anni addietro.!
Per l’ultimo perdono.! Per tal male
che mi facesti con cipiglio-tetro...
rompendo quell’idillio universale
ch’era di ”Acciaio-Armonico” misto a “Vetro”...

Ché se non fosse per quel “Vetro”, allora...
certo a quel bivio non t’avrei incontato.!
Il bivio-primo... che sapea di flora.:
Mille profumi-colorati in prato.!
“Chi, al bivio della Vita s’innamora...
guai a colui a trovarvelo sbarrato.!”

Se un giorno incontrerò sul mio cammino
quel “Vetro” che mi fu dolce richiamo,
non gli dirò.: <<Mio picciol-cuoricino...>>
e nettampoco.: <<Amore.! Ancora T’amo.!
per quel tal bacio in mezzo al finestrino...
per quel sorriso che scambiato abbiamo...>>

Ma sol.: <<.Se vuoi saper qual fu l’allora
esatta Verità... chiedi e procaccia,
al “telerecchio” di tal Tua dimora,
qual fu la mia risposta a sua minaccia...
che fortemente mi risuona ancora...
e “Chi” il sapesse, ormai, per sempre taccia...>>

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Tra "quel tal bacio" e "quel sorriso" son passati quaranta anni.!

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950614 – APPENA T’HO RIVISTA AL TUO BALCONE.!
(di Bryh, TA [1995:06:14], Xuri.26)

Appena T’ho rivista al Tuo balcone
ho ritrovato il senso della Vita.!
Mi son sentito d’essere un Leone
solo al cospetto della Preferita.!

Ma fu un istante... ché, dopo la Messa,
visto l’Altar di marmo, il dolce agogno
mi si ritrasse in petto... oh, mia Leonessa.!...
sapendo di rincorrer solo un sogno.!

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950607 – REGALITA'.!
(di Bryh, R.C. [1995:06:07], Xuri.26)

Dai confini con l’Austria a Monfalcone...
Mestre, Bologna, Roma, Bari.! E’ giorno.!
Taranto.! E ancor, da Sibari a Kotrone.!
Crotone-Locri-Ardore... in treno-forno.!

M’hai fatto salt(ell)are... pranzo e cena...
e attraversar, due volte, l’Appennino.!
Eppur sapevi che nessuna pena,
presa sarèi-m’... fino al Tuo destino.!

Da nient’esperto d’Arte-Apicoltura,
al ruolo, T’ho elevata, d’Eroina.!
Esempio raro che Madre-Natura,
ti vuol fatta, così.! Ape-Regina.!

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Ispirata da un raro soggetto che la Natura magnanimamente ci offre per nostro uso e consumo.!

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950606 – MENTRE IL BINARIO VA…
(di Bryh, Sibari (CS), in treno [1995:06:06], XURI.7)

Breve incontro.! Breve chiacchierata.!
Quel tanto che ci serve per passare
un quarto d’ora… lungo la scarpata…
sol ricevendo… senza nulla dare…

Come il binario va, da Montalbano
a Sibari e… chissà.!... verso qual meta.!
Siam lì a discuter l’ora, cuore in mano,
come due Amici, in un, dall’A alla Zeta.!

Eppur… chissà.!... se rivedròtTi ancora…
per riparlar d’Insegnamento e Scuola…
Oh, Affabile e Simpatica Signora.!…
di un breve incontro… mentre il treno vola…

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950605 – ÀNCORA-ANCÒRA.!
(di Bryh, Castellaneta (TA) [1995:06:07], Xuri.26)

Malgrado il tempo, nulla è “ancòr” cambiato.!
D’un quadro, sol si cambia la cornice...
mentre il dipinto resta là inchiodato...
anche se scolorita è sua vernice...

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Non so perché.! Ma “ancòra” la Tua voce,
che, al fonotele, marca il padiglione,
mentre al cervello arriva e lo ricuoce,
per quel che fu un “Amore tormentone”...

M’ha dato, un’ora fa, tal desiderio
di rivedertTi “ancòr”... dopo una vita.!...
per stare insieme, tra il feceto e il serio...
e dir che tutta non è “ancòr” finita...

Vorrei un istante “ancòr” restarTi accanto.!
Ti rivedrò mai più.! Mai più.: è il mio Fato.!
Mi basta, pel momento.! Più di tanto,
non voglio.! E’ tanto quel che m’hai donato...

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950524 – LEGGI DI SANTISSIMA MADRE NATURA.!
(di Bryh, RC [1995:05:24], Xuri.26)

Amorevolmente, come ultim’atto,
Ti vidi, attenta, carezzar la tela,
con la pezzuola, con preciso esatto
moto-uniforme, per non far, “che cela”,
male allo spirto e all’anima, “il Ritratto”.!

E, dopo ancora, con delicatezza,
la tela contro vetro, è in sua cornice...
provando, forse sì, quell’amarezza
che prova Madre quando benedice
Figlio che parte e va per altra brezza.!

<<.E’, un Figlio – mi dicesti – una pittura.!.>>
Un’Opra d’Arte che il profondo “Io”
porta alla luce in parto-spremitura...
per poi lasciarlo al Fato, spesso rio,
in-il rispetto Leggi di Natura.!

L’Opra restar non può presso l’Artista.!
Come è se Madre, sotto-gonna, Figlio,
volesse, per non perderlo di vista...
e lo stringesse al seno in suo giaciglio.!
L’Opra appartiene al Mondo pacifista.!

Dovrebbesi aggiustar questa “Etichetta”.!
La Madre, il Figlio, lo vorrebbe eterno.!
E per l’Artista, l’Opra sua è diletta.!
Le Leggi di Natura son d’“inferno”...
e l’Uomo non le “stima”.! Le “rispetta”.!

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800820 - MANI SENZA RUMANI.!
(di Bryh, R.C. [1980:08:20], QUAR)

Mani ‘ncrocjati supra ‘o’n pettu ‘i marmu...
Mani “a *malipirmia.!” ‘i na Mamma in pena...
Mani in prijera, ggjunti, parmu a *parmu,
chi rrecitannu a parti... nda ‘sta sscena...
‘i cuhi pritendi, cu nu sulu sarmu,
‘mi faci a fini, an fini, ‘i Maddalena...

Mani a *puntiddhu, sutta ‘o bbarbarottu,
‘i cuhi non faci nenti e *si suddhiha...
Mani ‘ttaccati, avanti ‘o’n polizzjottu...
poi ‘mbrancicati, aterni, an priggjuniha,
‘o’n bbucu ‘i Suli... supra a n’isolottu,
luntanu ‘i *l’Omu... senza cumpagniha...

Mani senza, cchju’, puza... senza mani...
Mani senza falangi e *falangetti...
Mani thrimanti senza, cchju’, ddumani...
Mani bbruscjati... mani sempri netti...

Mani, cchju’, *senza vita... senza scjatu...
ma belli mani... morti e ‘mbarzhamati...
un tempu.: Mani.!... ch’un ddistinu ‘ngratu
‘i misi an cruci, ddha’... mani ‘nchjovati...

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800820 - MANI SENZA DOMANI.! (Versione lessicale)

Mani incrociate supra (a) un pezzo di marmo...
Mani “a povera-me.!” di una Mamma in pena...
Mani in preghiera, giunte, palmo a palmo,
che rècitano la parte... in questa scena...
di chi pretende, con un solo salmo,
di fare la fine, alla fine, di Maddalena...

Mani a puntello, sotto il mento,
di chi non fa niente e si secca...
Mani legate, davanti a un poliziotto...
poi arrampicate, eterne, in prigionia,
a un buco di Sole... sopra (a) un isolotto,
lontano dall’Uomo... senza compagnia...

Mani senza, più, polsi... senza mani...
Mani senza falange e falangette...
Mani tremanti senza, più, domani...
Mani bruciate... mani sempre nette...

Mani, più, senza vita... senza fiato...
ma belle mani... morte e imbalsamate...
un tempu.: Mani.!... che un destino ingrato
le mise in croce, là... mani inchiodate...

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800320 – FARISEI.!
(di Bryh, R.C. [1980:03:20], QUAR)

Continuerete a scavare tombe di pietra,
per conservare in eterno anime di morti
che non meriterebbero nemmeno l’inferno.!
A varcare portoni di bronzo
per genuflettervi a simulacri di gesso
in nicchie di vetro...
per implorare una grazia per la vostra lussuria,
o un perdono per la vostra ingordigia,
per i peccati del giorno
che non finiscono mai.!
A donare elemosine a ricchi
per paura di una fine perversa.!
A versare delle lacrime amare,
per dispetto od invidia,
per un ninnolo d’oro,
una gloria mancata.!
In barba a chi soffre e a chi muore.!

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791201- OMU MORTU.!
di Bryh, R.C. [1979:12:01], QUAR)

Na (v)ota nc’era... nu pathruni stortu
ch’aviha un thrattori quantu ‘o’n carrarmatu,
ch’usava, ambeci ‘mi si zzappa l’ortu,
‘mi zzappuliha na rasta ‘i scjuri ‘i pratu.!

Nc’è *tanta ggenti chi *putissi fari
u mundu n’ahuthra (v)ota e *pohi ‘m’u spasscja
e *’m’u rrifaci... ambeci, pethri a *mari
e all’arja, jetta... pirchi’ è *throppu ‘mbasscja

a mangjatura.! Menthri ehu, ch’un ggh’jornu,
c’un picuneddhu c’u marruggju stortu,
c’a ccjappa muzza e *puru senza cornu...
non (t)sulu mi zzappava a vigna e *l’ortu,
e *sutta o picu ‘i suli ‘i menzhijornu...
pi sthrana sorti... fazzu l’Omu mortu.!

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790903 – ARBA.!
(di Bryh, RC [1979:09:03], QUAR)

Su’ i cincu e *menzha.! Tuttu antorno a *miha
è ‘mbarzhamatu, menthri u Suli ancora
rresta ammuccjatu… pari si suddhiha…
‘mi nessci fora.!

Un ggh’jaddhu canta e *n’àhuthru, an lontananza,
cu nu “chicchirichì”, rrispundi a *tonu…
e *n’àhuthru ancora… e n’àhuthru… c’a spiranza…
‘m’è un ggh’jornu bbonu.!

Un cani faci l’ùrtjma abbajata
e *vahi e si curca… menthri un cani ‘i scossu
‘ulissi stari fora, ammenzhu ‘a sthrata…
‘mi cerca n’ossu.!

E’ rrussigghjatu ancora, ‘i cca’, u “Stiddhazzu”…
sthramennti na stiddhuzza, ‘i ddhà, vistuta,
c’un pocu ‘i luci… si ‘mbicina ‘o jazzu…
e ddhuma e stuta.!

E’ *l’ura chi, *cuhi penza, si rrussigghja…
E, *cuhi non penza.: rormi… ch’a so’ jurnata
‘i na manera o n’àhuthra… a ddassa e pigghja…
È ggjà pavata.!

Pi *miha su’ *sempri, ambeci, i cincu e *menzha.!
E l’Arba è sempri a stessa… ‘i stati e ‘i mbernu.!
Mi jazu… a vardu… a penzu… cu *pacenza…
‘i cca all’eternu.!

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Versione lessicale.:
|||| Sono le cinque e mezzo.! Tutto intorno a me || è imbalsamato, mentre il Sole ancora || resta nascosto… sembra che si annoi… || per uscire fuori.! ||
|||| Un gallo canta è un altro, in lontananza, || con un “chicchirichì”, risponde a tono… || è un altro ancora… è un altro… con la speranza… || che sia un giorno buono.! ||
|||| Un cane fa l’ultima abbaiata || e va a coricarsi… mentre un cane da grembo (salottiero) || vorrebbe stare fuori, in mezzo alla strada… || per cercare un osso.! ||
|||| E’ sveglio ancora, di qua, “lo Stellone” (il pianeta Venere)… || mentre una stellina, di là, vestita, || con un po’ di luce… si avvicina al giaciglio… || e accende e spegne.! ||
|||| E’ l’ora in cui, chi pensa, si sveglia… || e, chi non pensa, dorme… ché la sua giornata || in una maniera o nell’altra… a lascia e prendi… || è già pagata.! ||
|||| Per me sono sempre, invece, le cinque e mezza.! || E l’Alba è sempre la stessa… d’estate e d’inverno.! || Mi alzo… la guardo… la penso… con pazienza… || da qui all’eterno.! ||

|||||||||||||||||

781105 – SIRICJ’ANNI.!
di Bryh, R.C. [1978:11:05], QUAR)

Su’ *siricj’anni ch’a Terra ggira tundu
antornu ‘o Suli, ‘i quandu Tu nasscisti,
‘ddhu jornu chi *chjuviva a-*finimundu,
ma Tu... ch’è bbellu.!... non Ti nd’accurgisti.!

A megghju età.! Ma non pi *Tia, “figghjuzza”.!
‘Ch’u malu tempu, ‘i tandu, ancora rura.!
Ti ‘nchjana e sscindi comu a na pagghjuzza...
Ti (v)oli chjusa nda ‘sti quattru mura.!

Non (t)sempri u Suli batti la so’ spera.:
Nd’o mbernu, quandu chjovi, sta ‘mbigghjatu.!
Ma torna, ropu u mbernu, primavera,
cu *scjuri, scjuri e *scjuri, supra ‘o pratu.!

E *cogghji, quandu ‘i viri.: Non spittari.!
‘Ch’u megghju tempu è *chiddhu.: Na spisiddha.!
N’e fari, Tu, ‘ssiccari e *n’e ‘nfrascari,
ma cogghji.: A primavera è *sulu chiddha.!

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E’ questa una mia “lontana” Poesia, dedicata alla mia primogenita, nel suo 16° compleanno, pubblicata in Antologia (1979), premiata al concorso letterario “Primo Premio CIAC-ITALIA per la Poesia – Roma, 1979”.!

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781105 – SEDICI ANNI.! (Versione lessicale)

Sono sedici anni che la Terra gira “rotondo
intorno al Sole, da quando Tu nascesti,
quel giorno che pioveva a finimondo,
ma Tu... ch’è bello.!... non Te ne accorgesti.!

La migliore età.! Ma non per Te, “figlioletta”.!
Perché il maltempo, da allora, ancora dura.!
Ti sale e scende come (a) una pagliuzza...
Ti vuole chiusa in queste quattro mura.!

Non sempre il Sole batte la sua spera.:
Nell’inverno, quando piove, sta ammantato.!
Ma torna, dopo l’inverno, primavera,
con fiori, fiori e fiori sopra il prato.!

E raccogli, quando li vedi.: Non aspettare.!
Perché il miglior tempo è quello.: Una favilla.!
Non li fare, Tu, essiccare e non li calpestare,
ma raccogli.: La primavera è solo quella.!

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780214 - MAMMA.!
(di Bryh, R.C. [1978:02:14], SSLM)

Arhsira, cu lu lustru ‘i na lumera,
scriviha ‘sti quatthru verhsi pi *me’ Mamma...
R’un vasu ‘i rrosi, nu bboccjolu era...
Si stuta, chjanu-chjanu, la so’ fjamma...

Cjangi lu cori mehu e *si rispera...
L’anjma miha si torci e *s’addolora...
Si, ddopu u ‘mbernu, torna primavera,
a primavera tuha non torna ancora...

Thristi è lu cantu mehu, pari un lamentu...
A musjca chi *sonu è thristi e *gravi,
pirchi’ lu cantu tohi, cchju’, non lu sentu,
‘i quandu a ninna-nanna mi cantavi...

Ehu pittu e *pittu, pi ddimenticari
l’amaru jornu chi bbrissci e *chi scura...
Lu bellu jornu... Mamma.!... havi a *turnari,
chinu ri Suli, Paci ed Arja pura...

Non (t)sij, *Tu sula... Mamma.!... ‘i ‘ssa manera...
L’Omu chi *pati, ammuccja u so’ suffriri...
Chiddha chi ‘mmusthra non-è *mahi sincera.:
A facci ‘rriri e *l’anjma è un cjangiri...

Nda cchista vita thristi chi *campamu,
ognunu si lu cjangi lu so’ dhramma...
E’ *pìccula la cruci chi ‘ncuddhamu...
e a nosthra non cumpari.: “Forza, Mamma.!”

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E' questa la mia prima Poesia dialettale (esattamente, vernacolare).!
Elaborata in treno, in quel di Napoli, durante una infinita sosta, per lo sciopero delle Raccoglitrici di pomodori, il 14 febbraio 1978.! Apre la mia "Opera prima" (1978) "SENTIMENTO SMITIZZAZIONE LOTTA AL (MAL)COSTUME".! Il soggetto è la Mamma... ma non è la mia Mamma.!... alla quale ho dedicato altre composizioni, ma "la Mamma della mia secondogenita" (allora di 9 anni).! E’ stata, almeno due volte, anche musicata e cantata pubblicamente.!

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780214 - MAMMA.! (Versione lessicale)

Ieri sera, con la luce di una lumiera,
scrissi questi quattro versi per (la) mia Mamma...
Di un vaso di rose, un bocciolo era...
Si spegne, piano piano, la sua fiamma...

Piange il cuore mio e si dispera...
L’anima mia si contorce e si addolora...
Se, dopo l’inverno, torna primavera,
la primavera tua non torna ancora...

Triste è il canto mio, sembra un lamento...
La musica che suono è triste e grave,
perché il canto tuo, più, non lo sento,
da quando la ninna-nanna mi cantavi...

Io pitto e *pitto, per dimenticare
l’amaro giorno che albeggia e che scura...
Il bel giorno... Mamma.!... dovrà (pur) dornare,
pieno di Sole, Pace ed Aria pura...

Non sei, Tu sola... Mamma.!... in cotesta maniera...
L’Uomo che pate, nasconde il suo soffrire...
Quella che mostra non è mai sincera.:
La faccia ride e l’anima è un piangere...

In questa vita triste che campiamo,
ognuno se lo piange il proprio dramma...
E’ piccola la croce che portiamo...
e la nostra non compare.: “Forza, Mamma.!”

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771100 – BIMBO SCALZO.!
(di Bryh, R.C. [1977:11:00], SSLM)

Bimbo scalzo che vai,
sulla strada di sassi,
con la pioggia che scroscia...
affogando i piedini arrossati
che saltellano
da una pozzanghera all’altra.!
La giacchetta tirata,
sulla testa rasata,
inzuppata e stracciata.!
Sono corti i calzoni,
con le toppe di dietro,
bucate dall’uso e dal tempo,
scoprono qualcosa
che attira nei grandi
le sculacciate,
spesso senza ragione...
ed ora la pioggia,
quasi a fare dispetto,
batte e ribatte
ciò che la giacca
non può riparare.!
Sarai grande un domani.!
Ricorda la pioggia
di quand’eri bambino...
le toppe, i calzoni
e la giacca a brandelli...
e la testa rasata...
e le sculacciate dei grandi.!
Ricorda i bimbi che vanno
scalzi pel mondo
e non trovano spesso.:
il tepor d’un tizzone,
il calor della mamma,
il sapor d’un boccone...

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670000 - IL NATALE DEI POVERI.!
(di Bryh, RC [1967:00:00], SSLM)

Vanno i passanti,
in fretta e pensierosi,
sotto la neve
ed il fioco lume
delle luci sparse
sulla candida via.
Una porta s’apre.:
entra qualcuno
e lesta si chiude
lampeggiando il chiarore
d’un mozzico di candela
che spande tremolante
l’ultimo raggio
su la tavola
apparecchiata per la cena di Natale.

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630000 – PICCOLI UOMINI.!
(di Bryh, R.C. [1963:00:00], SSLM)

Lento va il tempo,
inutili le ore,
vanno,
una su l’altra,
formando una montagna
d’inutili cose.!
Sono sempre là.:
le tempie fra le mani...
penso...
la nullità del mondo
e la grandezza...
dei piccoli uomini.!
Mostriciattoli,
vermi senza speranza,
eppur grandi...
di nullità.!
Ne incontro sempre uno,
mostriciattolo d’uomo,
nella mia vita,
nel mio cammino...
Uno dopo l’altro,
come le ore infinite
che vanno...
inutili.!
Eppur,
piccoli quanto siano,
riescono sempre
a rovinare
le mie ore migliori...
quelle che vanno,
che restano in noi,
scolpite nel cuore.!
Nessuno,
meglio di noi,
che amiamo il mondo che soffre,
sa odiare...
l’amico, il padre, il vicino,
che ride di noi,
del nostro mondo,
delle nostre misere idee.!
Esiste sempre qualcuno,
incosciente,
infantile,
un mostriciattolo d’uomo,
che riesce a distruggere
la nostra noce di mondo segreto.!

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