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| Il mio nome è BRUNO, ho 46 anni, vivo nelle splendide Montagne Pistoiesi praticamente da sempre. Sono separato da 7 anni, e una delle poche cose veramente importanti che mi è rimasto è mia figlia, FRANCESCA.
Vita "normale" fino a 38 anni. Dopo ho subito un grave incidente sul lavoro che mi ha costretto a rivedere tutti, o quasi, gli aspetti della mia permanenza in questo mondo, peraltro restio verso i diversamente abili.
Per me è stata una tragedia, ma ne ho viste talmente tante di più grandi che, oltre ad essermene fatta una ragione, neanche mi lamento, se non con i "normali" che dimostrano di non capire una mazza.
Rimango dell'idea che se uno non prova sulla propria pelle, non arriva neppure ad immaginare cosa prova uno come me, o, peggio ancora, uno destinato vita natural durante in carrozzina.
Se questo corrisponde al vero, come mai le persone parlano senza prima riflettere? Memo: FERISCE PIU' LA LINGUA DELLA SPADA! |
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| DA SEMPRE ADORO I FUMETTI BONELLIANI, IN SPECIAL MODO TEX - MISTER NO - DYLAN DOG - MARTYN MYSTERE - NATAN NEVER - MAGICO VENTO... (dei quali ho naturalmente TUTTE le copie originali, tranne TEX, per il quale è stato anagraficamente impossibile).
MI PIACE LEGGERE ANCHE I LIBRI DI NARRATIVA, I GIALLI E GLI STORICI.
APPREZZO TANTISSIMO GLI OROLOGI, MEGLIO SE AUTOMATICI O MECCANICI, MA ANCHE I NUOVI ECO-DRIVE. Nel complesso, fra "giocattolini" e discreti, ne posseggo oltre 50. Pensate che, dopo il tritìo alla gamba, ho passato mesi a prenderli in mano tutti i giorni, pulendoli, facendoli "girare" sentendo, ma non a tutti, lo splendido "tic-tac", registrandoli (qualcuno andava "per i fatti suoi"). Che dite, era un inizio di paranoia?
MI INCANTO COME UN BAMBINO SUI COLTELLI DI UN CERTO PREGIO, CON LAMA DI QUALITA' E MANICO ALL'ALTEZZA. Personalmente prediligo i cosiddetti PUGNALI, quelli "tutti di un pezzo", per intenderci. Hanno un fascino particolare. |
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| AD UN PERSONAGGIO INCONTRATO PER CASO, MA DI SPESSORE NON COMUNE. Un amico comune, padre di una compagna di scuola ai tempi che furono, mi ha chiesto: "Bruno vai a trovare Mario (84 anni, amputato fresco al 3°sup.gamba sx), avrà piacere, e inoltre gli infonderai coraggio e speranza...". Sono andato, anche con questi intenti, ma mi conosco, e ho dosato le parole, le emozioni, gli istinti, e... ne sono uscito straordinariamente arricchito. Ho anche conosciuto la moglie, che poi è venuta improvvisamente a mancare. Persona dolcissima e arguta. Il loro amore era palpabile! Roba d'altri tempi, temo. |
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| GRANDE
Sono venuto per dare e ho ricevuto
Sono venuto per suggerire e mi sono abbeverato della tua saggezza
Pensavo di trovare un debole e ho scoperto un blocco di granito
Credevo di essere forte e mi sono sentito debole
Se fossi stato triste mi sarei ricreduto
Sono disponibile al sorriso ma tu di più
Gli anziani insegnano, sempre, basta saper imparare
Prendiamo atto dell’ignoranza che ci pervade e memorizziamo quanto ci dicono
Non partiamo con la solita supponenza, ma ascoltiamo attenti quel che dicono
In due minuti ci ridicolizzano, non volendo
La loro saggezza è allarmante, a confronto della nostra, spesso inesistente
Ti hanno tagliato un pezzo di gamba, e tant’è
Ma la testa ti è rimasta, e ben piantata sul collo
E il cervello stride da quanto lo fai lavorare
Come i freni di una macchina messa a dura prova
Ma reagisce ancora alle tue domande, al tuo amore, alla tua voglia di non cedere, mai
Grande, non ho altre parole
Peccato non averti conosciuto quando eri in piena forma, e anch’io
Ti ascolto cercando avidamente di capire il più possibile, ma tu sei troppo in alto
Hai una capacità di espressione che ti ruberei
Hai un cuore che batte potente, anche dopo mille traversìe
Sai cosa vuol dire la fame, e noi non lo sappiamo
Sai cosa vuol dire la povertà, e noi non lo sappiamo
Sai cosa vuol dire lottare, e troppi di noi non lo sanno
Sei sincero, e quanti dovrebbero esserlo
Sei generoso, e troppi non lo sono
Sei grande.
Bruno |
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| ALTRE ESPERIENZE DI PESCA |
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| INSIEME A DUE AMICI HO GESTITO PER 5 ANNI DUE LAGHETTI DI PESCA SPORTIVA CON AREA PIC-NIC E, DA TRE, UN PICCOLO NEGOZIO DI ARTICOLI PER LO SPORT E IL TEMPO LIBERO. Tutto questo, in verità, per hobby, cercando di sostenere l'attività della pesca in montagna. Obiettivo: divertirsi, aiutando e sostendo, se possibile, la Società montana LENZA MARTIN PESCATORE, impegnata a livello provinciale, regionale e nazionale, nella pesca alla trota in torrente e in lago. |
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| QUANTE SENSAZIONI, EMOZIONI, COLORI, SUONI, NON PRENDIAMO NEPPURE IN CONSIDERAZIONE, INCATENATI ALLA NOSTRA ARIDITA' E ALL'EGOCENTRISMO CHE TROPPE VOLTE CI PERVADE? |
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| E SE...
Tu riflettessi su…
gli occhi di un bambino
una stella nel buio del cielo
una fronda che trema al vento
un tramonto incantato
un’aurora pungente
una lacrima che nasce e scorre via
una ruga che nasconde la vita
una parola non detta
uno sguardo che ti esplora
una smorfia di dolore
Tu imparassi…
ad assaporare tutte le sfumature della vita
ad abbeverarti della saggezza altrui
ad ascoltare chiunque
a far tesoro delle notizie che assimili
ad accettare gli ostacoli della vita
a concedere senza chiedere nulla in cambio
a comprendere prima di giudicare
ad esaltare l’essere e ridimensionare l’apparire
a vedere chi ti sta intorno senza il trucco
a parlare e non urlare
Tu pensassi…
a come sei
a cosa sei
a chi hai
a chi potresti essere
a cosa potresti essere
a chi potresti avere
…se solo tu dessi un po’ di spazio al tuo cuore.
Bruno |
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| Solo.
E’ una parola
Null’altro
Ma perbacco quant’è pesante
Solo è …
chi non s’accontenta mai
chi cerca di aiutare gli altri
chi ha i soldi ma non gli bastano mai
chi non li ha e lo deridono
chi non ha cuore
chi lo ha ma non lo fa vedere
chi ha una donna ma non la considera
chi non ce l’ha
chi si espone in prima linea
chi non ha il coraggio di farlo
chi è bello, ma fine a sé stesso
chi è brutto e non azzarda mai
chi ha un amico ma è lontano
chi ha una figlia ma non con sé
chi parla italiano ormai non capito
chi è fortunato ma inutilmente
chi è iellato per colpe non proprie
Solo.
Gira che ti rigira
tutti ci sentiamo soli
ma a torto.
Molti non lo sono ma non se ne rendono conto
Se lo fossero, eccome, se sentirebbero la differenza
Ma basta poco, ai Soli Veri,
per non sentirsi tali
una parola, un pensiero, un cenno
ed ecco che rinascono di luce propria
ma che si riflette intorno
illuminando questo mondo di fosche tinte
con un nulla, facendo credere ai Soli Finti
che è meglio che smettano con le loro teorie
e che si godano le realtà che hanno…
Nonostante tutto
Meglio soli Veri, consapevoli,
che in compagnia, ma veramente Soli!
Bruno |
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| PILLOLE DA "La mia storia:Prima - durante - dopo" |
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| Grazie, amica penna
MI SEI STATA SEMPRE VICINA, PRONTA A EVIDENZIARE OGNI MIO PENSIERO ANCHE NEI MOMENTI PIU’ TRISTI. MI HAI AIUTATO A TRASCORRERE TANTE ORE, CHE ALTRIMENTI SI SAREBBERO SOMMATE ALLE ALTRE, COLME DI SGOMENTO E INDICIBILE SOLITUDINE. SE, ALLA FINE, NON E’ PROPRIO TUTTO DA BUTTARE, LO DEVO ANCHE A TE.
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Caro orologio, fedele compagno ma giudice implacabile
DAL GIORNO MALEDETTO NON HAI PIU’ AVUTO ALCUN SIGNIFICATO; ANCHE SE TI FOSSI FERMATO NON SAREBBE CAMBIATO NIENTE, E DIRE, CHE SENZA DI TE, PRIMA, NON HO POTUTO FARE, MAI. MI ERI INDISPENSABILE, TUTTO O QUASI DIPENDEVA DA QUELLO CHE SEGNAVI, PER ME COME PER TANTISSIME ALTRE PERSONE DI QUESTO MONDO. ORA TI GUARDO CON INDIFFERENZA, MI HANNO ABITUATO A NON AVERE FRETTA...
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AI “NORMALI”: APRITE GLI OCCHI, E , SUBITO DOPO, IL CUORE. SE CI RIUSCITE, POTRETE FINALMENTE AVERE CONSIDERAZIONE DI VOI STESSI.
A “NOI”: ARRANGIAMOCI MEGLIO CHE POSSIAMO, CON LA NOSTRA FORZA.
A QUELLI “PIU' SFORTUNATI”: VI AMMIRO, NON SO DIRE ALTRO...
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DAL 24.02.1960 ALLE ORE 9,30 DEL 22.10.1998
38 anni e 8 mesi trascorsi senza infamia e senza lode, commettendo tanti sbagli, anche importanti, ma comunque vissuti onestamente e senza dar noia a nessuno. Uno come tanti: figlio “quadrato”, studente brillante fino al diploma di Ragioniere (1979), operaio edile (1980-1982), in attesa del militare, buon lavoratore dedito “al pubblico” come titolare di un negozietto di Alimentari (1983-1994), poi entusiasta BOSCAIOLO a 360°, in società al 50% (1995-...), marito dal 1985, ma ancora per poco (stiamo pensando da tempo alla separazione), e babbo dal 1987. Un’esistenza fra alti e bassi, ma abbastanza tranquilla, e molto... casalinga.
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| DOPO LE ORE 9,30 DEL 22.10.1998
Vado al lavoro come tutti i giorni: la mattinata è splendida ed è anche caldo, siamo al magazzino a preparare una ventina di quintali di legna segata da stufa; inavvertitamente mi avvicino troppo al giunto cardanico che, durante il suo implacabile moto rotatorio, “aggancia” un lembo dei miei pantaloni. Nel volgere di pochi secondi si consuma il dramma: la mia gamba destra viene inesorabilmente trascinata sotto il cardano, che la spezza una trentina di centimetri sotto al ginocchio. I fotogrammi del film mi sono scorsi davanti agli occhi con una lentezza agghiacciante, sono ancora vivi, e forse non mi abbandoneranno mai. Nelle orecchie spesso mi rimbomba lo schianto secco del pèrone e della tibia, e rabbrividisco al ricordo del dolore lancinante che ho provato, e al pensiero del mio arto maciullato irrimediabilmente, e alla mia vita segnata in modo indelebile e terribile. Nei momenti immediatamente successivi all’incidente ho avuto un unico pensiero, dettato dal dolore indescrivibile: VOGLIO MORIRE!!! farmi fuori in qualche modo, qualunque esso sia va bene. Ho urlato tanto, tantissimo, e con quanta forza avessi, sperando che mi si spaccasse il cuore, ma non è servito a niente, se non ad aumentare, se possibile, la preoccupazione e lo sgomento di coloro che tentavano di soccorrermi. |
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