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| Il Presidente
Giancarlo Ambrosino |
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| ANGET - Sezione Val d'Intelvi
Via Cerano, 30
22023 - Castiglione d'Intelvi (co)
E-mail.: bossgiancarlo@alice.it
Cell.: 392-7771486 |
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| In marcia verso il Poligono Militare per il lancio della prima bomba a mano.
Pesaro - Giuramento - 28° Rgt. Ftr. (C.A.R.) |
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| RICORDI...
Tanti gli episodi da ricordare, rimasti nel mio cuore e nella mia mente, ma uno fra tanti.
Quella notte il cielo era pieno di stelle chiare, e più lo guardavo e più mi sembrava infinito.
Ripensavo alla mia vita, ai miei genitori lontani, al mio futuro che davanti a me, sembrava così immenso e pieno di sogni e speranze.
Era la notte di Natale del 1968 e, in quella freddissima Vigilia, ero di guardia alla porta centrale della Caserma.
Io, giovane soldato, nella piccola e stretta garitta, assistevo all'andirivieni di Ufficiali e Sottufficiali, che partecipavano alla festa natalizia, quasi tutti accompagnati da mogli, fidanzate, amiche.
Una vena di...invidia e tanta malinconia, con il sottofondo di voci allegre e festose.
di GIANCARLO AMBROSINO |
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| In quell'ormai lontano giorno, il 9 Febbraio 1968, fui chiamato alle Armi.
Partii da Milano, destinazione Pesaro, 28° Rgt. Ftr. (C.A.R.). La malinconia nel lasciare la mia casa, la famiglia, era grande, ma avevo l'entusiasmo dei miei venti anni, per una causa che ritenevo giusta e sentita. I tre mesi di C.A.R., non privi di sacrifici, fatiche, per noi allora ragazzi avvezzi alle comodità domestiche, disagi e, qualche volta anche tanto timore, non si può certo dire siano volati via in fretta.
Ma arrivò il 9 Aprile 1968 e fui destinato al VII Btg. Genio Pionieri di Riva del Garda.
In quella stessa giornata, lasciai Riva del Garda per Bolzano - Caserma 2° Rgt. Genio. Qui frequentai il Corso di Radiofonista.
Il 9 Ottobre venni aggregato al Quartiere Generale F.T.A.S.F. a Verona.
Il 25 Ottobre dello stesso anno, rientrai nella Caserma di Riva del Garda, da dove fui congedato il giorno 11 Maggio 1969 con incarico 40/C Radiofonista.
Inutile enumerare tanti altri episodi di vita militare: il lancio della prima bomba a mano, il primo sparo col fucile al Poligono Militare, le prime notti in "branda", " assaporare" il rancio, tanto diverso dai gustosi piattini di mamma, e così dicendo...
Un ricordo e un caro pensiero va a tutti gli amici Commilitoni, che condivisero con me tante risate, qualche...lacrimuccia, ma senza dubbio,
tutti quei mesi, e che, per magia, vorrei poter rincontrare almeno per una sera. Oggi, ormai 60enne, sono fiero di quel periodo di vita, di quell'esperienza "unica" che forgiò il mio carattere, che mi fece sentire più forte e responsabile.
E, non senza qualche rimpianto e nostalgia, mi sono iscritto all'ANGET.
di GIANCARLO AMBROSINO |
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