finanziaria 2008

 

10 gennaio 2008 BISOGNA REINTRODURRE LE DETRAZIONI PER I DIPENDENTI
"Tassazione delle rendite finanziarie e un salto di qualità della concertazione, che porti le parti sociali a identificare la spesa pubblica da tagliare per poi destinare le risorse così liberate a una sensibile riduzione del prelievo sul lavoro". Questa in sintesi la proposta del partito socialista presentata a Romano Prodi nel corso del vertice di maggioranza sull'economia, da una delegazione guidata da Enrico Boselli e dai capigruppo alla Camera e al Senato Roberto Villetti e Roberto Barbieri. "Concordiamo sull'opportunità di alleggerire il carico fiscale che grava sul lavoro, al fine restituire potere d'acquisto alle famiglie e di migliorare il tenore di vita dei soggetti più svantaggiati. - Si legge nella proposta illustrata a Prodi dal senatore Barbieri - L'intervento deve essere attuato con modalità semplici, immediatamente intelligibili e soprattutto raggiungere una dimensione che sia effettivamente percepita dalle famiglie". "Una via immediata per realizzare questo obiettivo è reintrodurre le detrazioni per i redditi da lavoro dipendente, estendendone l'applicazione anche ai redditi da pensione e da lavoro parasubordinato. Sono queste le categorie di reddito che sopportano il carico fiscale nella sua interezza e alle quali, secondo la valutazione del Partito socialista, vanno prioritariamente indirizzate le misure di sostegno dei redditi. Laddove vi siano le disponibilità finanziarie, potrà contemplarsi un più generalizzato intervento di riduzione delle aliquote di prelievo. Le dimensioni che auspichiamo per la manovra richiedono la rapida individuazione di effettive forme di copertura finanziaria, rimanendo prioritaria l'esigenza di preservare gli equilibri della finanza pubblica. Una parte della copertura può essere data dall'armonizzazione della tassazione sulle rendite finanziarie, misura a favore della quale il Partito socialista si è più volte pronunciato. In tal modo, aumenterebbe anche la convenienza dell'investimento produttivo rispetto all'investimento intermediato dai gruppi finanziari. La seconda modalità di copertura deve essere individuata in un salto di qualità della concertazione, che porti le parti sociali a identificare la spesa pubblica da tagliare per poi destinare le risorse così liberate a una sensibile riduzione del prelievo sul lavoro. Solo queste ulteriori risorse - conclude la nota - consentiranno di dare all'intervento una dimensione capace di produrre un effettivo miglioramento del tenore di vita delle famiglie".

16 novembre 2007 L'APPROVAZIONE DELLA FINANZIARIA: UN FATTO POSITIVO PER IL PAESE
L'approvazione della finanziaria rappresenta un fatto positivo e importante per il Paese”. Lo afferma il vicepresidente del Senato ed esponente del Partito socialista Gavino Angius, commentando il voto finale sulla finanziaria.
"Forse si sarebbe potuto fare di più per i lavoratori precari del settore privato verso i quali però, grazie anche allo sforzo fatto da noi socialisti, il governo si é assunto degli impegni precisi. La finanziaria nel suo complesso - aggiunge Angius – è positiva e pensiamo contenga quelle misure in grado di rimettere il paese nella giusta direzione di marcia.
Ciò che emerge inoltre con tutta evidenza da questa vicenda è la cocente sconfitta subita dalla Cdl che, a forza di tentare spallate, si ritrova con le ossa rotte
”.

14 novembre 2007 FINANZIARIA: PASSI AVANTI DEGLI ODG PRESENTATI DAI SOCIALISTI 
L'Aula del Senato ha approvato a larghissima maggioranza l'odg di Angius, Montalbano, Barbieri, sulla riduzione dei premi dovuti dai datori di lavoro all'Inail con particolare riferimento alla gestione artigianato. I senatori socialisti, infine hanno ottenuto l'impegno del governo di inserire l'Odg presentato dai socialisti, in cui si prevede l'istituzione di un'indennità di disoccupazione per i giovani precari vincolata a programmi di riqualificazione professionale, all'interno del Protocollo sul Welfare.

6 novembre 2007 DOPO LA FINANZIARIA UN PRODI BIS.
I SOCIALISTI NON RITIRANO GLI EMENDAMENTI
Dopo l'approvazione della legge Finanziaria, "è necessario un cambio di passo, una svolta" per il Governo. In sostanza, un Prodi-bis. Lo ha affermato Enrico Boselli, espresso anche al premier nel corso di un incontro avvenuto questa mattina a Palazzo Chigi. Nel faccia a faccia, promosso anche per presentare a Prodi la road map della costituzione del nuovo soggetto socialista, il Partito socialista, non è mancato un confronto sui temi al centro dell'attualità politica. I senatori socialisti Angius, Barbieri e Montalbano voteranno a favore della manovra Finanziaria in discussione a Palazzo Madama, ma sosterranno anche gli emendamenti presentati, 11 in tutto, tra cui proposte di modifica per giovani e precari e per il reddito dei lavoratori, misura di sostegno alle imprese e a tutela della laicità dello stato. "Sono emendamenti a cui teniamo - ha ribadito Gavino Angius - valuteremo in aula quale sarà l'atteggiamento del governo, ma certamente noi li manterremo e chiederemo all'aula di pronunciarsi".
All'incontro, oltre a Boselli e Angius, hanno partecipato anche il capogruppo dello Sdi alla Camera Roberto Villetti e il senatore Roberto Barbieri

4 novembre 2007 FINANZIARIA: INSODDISFACENTE SU REDDITI, PRECARI E IMPRESE
Via libera alla Finanziaria della commissione Bilancio del Senato. La manovra approderà in aula lunedì pomeriggio e il relatore, Giovanni Legnini dell’Ulivo, ha affermato che l’obiettivo è quello di non presentare emendamenti da parte della maggioranza. Non si esclude l'ipotesi di blindare il testo e la maggioranza con il voto di fiducia. Prodi: è stato fatto un lavoro straordinario.
"Nella Finanziaria ci sono certamente misure apprezzabili come quelle, tra le altre, sui ticket, sul credito d'imposta per le imprese del mezzogiorno e sui tagli alle spese. Ma ve ne sono altre che sono inadeguate e insoddisfacenti". Lo afferma il Vice Presidente del Senato ed esponente del Partito socialista, Gavino Angius.
Angius rivendica come "gli emendamenti dei senatori socialisti, senza produrre aggravi di spesa, cambiano la rotta di risorse verso la crescita, l'innovazione e la giustizia sociale. Il Governo e la maggioranza hanno sbagliato nel sottovalutare le nostre proposte. In Aula - conclude Angius - chiederemo i voti per queste significative modifiche della legge finanziaria".

30 ottobre 2007 LE PROPOSTE DEI SOCIALISTI PER LA FINANZIARIA
"Dopo la Finanziaria sarà bene che Prodi riprenda le redini in mano: serve un nuovo governo e un nuovo programma perché così non ci sono le condizioni per andare avanti". Lo ribadiscono Enrico Boselli e Gavino Angius nel corso di una conferenza stampa al Senato in occasione della presentazione degli emendamenti socialisti alla Finanziaria. Per ora i socialisti non minacciano ritorsioni in Aula ma Angius avverte che "a gennaio faremo le nostre valutazioni. La nostra lealtà al governo è piena e convinta ma si deve sapere che serve una svolta profonda e che la pazienza è al limite".
Per quanto riguarda le proposte i senatori della Costituente Socialista hanno presentato "pochi qualificati emendamenti". Giovani, lavoratori, imprese e laicità dello Stato, sono questi i 4 capitoli su cui puntano le proposte di modifica alla Finanziaria con lo scopo di "rendere la manovra più in sintonia con il Paese", come ha spiegato Gavino Angius. "Si poteva fare di più soprattutto sulle politiche strutturali per la riduzione del debito pubblico che avrebbe liberato risorse - ha precisato Angius, durante la conferenza stampa a cui hanno preso parte, oltre a Boselli, anche i senatori Barbieri e Montalbano - ma pensiamo che lo sforzo del governo sia apprezzabile. Accogliendo i nostri emendamenti, inoltre, siamo convinti che il centrosinistra e il governo usciranno rafforzati, soprattutto nel rapporto con il Paese".

27 ottobre 2007 I SOCIALISTI SOSTENGONO IL GOVERNO, MA SERVE UN CHIARIMENTO Prodi ha ragione così non si può più andare avanti. E' chiaro. Ma a gennaio bisogna cambiare musica”. Commenta Gavino Angius. Una tesi sostenuta anche da Enrico Boselli che ha ribadito che serve un colpo d'ala. “Meglio una crisi con tutti i crismi e un Prodi bis con dentro anche Veltroni - afferma Boselli  – piuttosto che l’attuale galleggiamento. Questo chiarimento dovrà avvenire dopo la finanziaria perché non si può mandare il paese allo sbando. È Prodi che dovrà prendere l’iniziativa per evitare un logoramento che si traduca alla fine in un pure e semplice ritorno al potere di Berlusconi. Un Prodi bis potrà essere più forte di quello attuale non solo se si baserà su un programma chiaro e stringato ma su un chiarimento che per essere davvero tale dovrà riguardare tutti”.
Con la dichiarazione di voto in aula al Senato di Roberto Barbieri ha confermato 'il sostegno del gruppo socialista al decreto legge, ma sollecita al contempo una diversa impostazione dell'azione di governo".

9 settembre 2007 ANGIUS E BOSELLI: "FINANZIARIA, SERVE UN CHIARIMENTO DI FONDO"
La situazione politica è davvero preoccupante”. È il giudizio comune che il segretario dello Sdi, Enrico Boselli, e il vicepresidente del Senato, esponente di Sinistra Democratica, Gavino Angius hanno dato al termine di un lungo incontro che si svolto nel primo pomeriggio.
Sul governo Prodi – continua il documento congiunto dei firmatari dell’appello per la nascita di una partito del socialismo europeo in Italia - si accentuano gli elementi di instabilità poiché le forze politiche della coalizione vanno letteralmente a ruota libera. Ne è l'esempio più significativo e allarmante la manifestazione del 20 ottobre che vede l'estrema sinistra abbracciare l'arma della protesta di piazza contro il governo di cui fa organicamente parte con tanto di presenza dei propri ministri. Non contribuisce certo alla stabilità la anomala situazione che si è creata nella coalizione dove convivono due premier, l'uno in carica e l'altro virtuale, due programmi, due politiche economiche. A tutto ciò si aggiunge l'incombere del referendum che sembra fatto apposta per porre una mina che faccia definitivamente saltare gli equilibri della coalizione. In queste condizioni si rischia una crisi rovinosa del governo Prodi, a cui sarebbe assai difficile trovare un'alternativa. La conseguenza più probabile sarebbe quindi quella di andare dritti dritti alle elezioni anticipate e favorire il ritorno di Berlusconi a Palazzo Chigi.
Non si va avanti così e non si può affrontare senza un chiarimento di fondo la finanziaria che rischia di essere un percorso di guerra per il governo e per il centrosinistra. Nella finanziaria dovranno essere messi all'ordine del giorno i principali problemi aperti del paese che è impossibile rinviare se non si vuole peggiorare la situazione. Noi da tempo sosteniamo che la priorità assoluta nella distribuzione delle risorse deve essere costituita in forte investimenti nei settori della scuola, della ricerca, dell'innovazione e della formazione. Diminuzione del potere d'acquisto di stipendi e di salari, tassazione eccessiva e talvolta vessatoria delle imprese, tassazione bassa delle rendite e alta dei redditi da lavoro, precarietà, ambiente e sicurezza sono i fronti dove vanno fatte delle scelte chiare ed incisive. L'aumento delle pensioni minime si è mosso in una direzione giusta. Non si può, invece, pensare che si possa fronteggiare la diminuzione del potere d'acquisto attraverso lo strumento degli sgravi fiscali sull’imposta personale che per i redditi più bassi dà vantaggi del tutto irrisori.
Occorre per sopperire ai bisogni delle famiglie un miglioramento dei servizi sociali, un abbassamento dei costi complessivi della scuola e degli asili nido, un abbassamento dell’ICI per la prima casa, escluse quelle di lusso e un incremento delle forme di assistenza nei confronti degli anziani e soprattutto di quelli non autosufficienti. La flessibilità è un dato con il quale è necessario fare i conti. Irrigidire il mercato del lavoro non porterebbe alcun vantaggio, incentiverebbe una maggiore delocalizzazione, diminuirebbe il tasso di occupazione e favorirebbe il già largo settore del lavoro nero. Occorre invece completare la legge Biagi con un sistema di ammortizzatori sociali, molto più di quanto si è finora timidamente fatto. Bisogna evitare che il lavoro intermittente si trasformi in una situazione di reddito intermittente e di lavoro precario a vita. Sono queste scelte di grande rilievo che non possono certo essere affrontate senza una riqualificazione della spesa pubblica che è essenziale per portare avanti il risanamento economico e ridurre il debito di cui il carico enorme di interessi pesa gravemente sui conti pubblici.
Alla riunione dei segretari sulla finanziaria occorre, innanzitutto, un chiarimento politico che riguarda la sinistra più radicale e i rapporti tra il presidente Prodi e il futuro leader del Pd, Veltroni. Noi ci muoveremo in questa direzione con uno spirito di responsabilità, sapendo che il centro-sinistra gioca tutte le sue carte sul successo della sua maggioranza, uscita per un soffio dalle elezioni e che non può certo pensare che avvenga qualche cosa di buono da una crisi profonda provocata da contrasti continui e crescenti tra i partiti della coalizione

 

 

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