La vittoria di Lombardi a Pietrasanta
Le mani del giorno dopo
Se trovo un elemento positivo nell'elezione diretta del Sindaco, è proprio nella festa di popolo che accompagna sempre il risultato dello scrutinio. Cosa diversa accadeva prima del 1993, con i Consigli comunali che eleggevano il Primo cittadino quasi nell'ombra. A Pietrasanta poi, la festa è stata ancora più bella e sentita, fino a commuovere. Donne e uomini, giovani e vecchi, militanti e semplici cittadini si sono riversati in massa verso il municipio, da poco riconquistato come la Bastiglia a Parigi. Tra le bandiere e i canti di gioia, emergeva la figura di Lombardi, visibilmente stanco ma felice come i suoi bimbi.
Colpisce l'affetto che circonda questo medico dai modi gentili e la sua capacità di ascoltare e di comprendere. In quel contatto fisico di abbracci e di strette di mano, si è colta una partecipazione gioiosa che non ha precedenti.
La festa è continuata per molte ore nel pomeriggio di lunedì, fino a notte, per le vie e le piazze di Pietrasanta.
Non so se Lombardi ricorda quante mani ha stretto e quante persone ha salutato. Non so se ha tenuto il conto, ma posso confermare che erano più di 8155, più del 56,8% dei suoi elettori. 
In quel soprannumero di saluti si intuisce il profondo rispetto di chi ha votato in modo diverso, ma ha riconosciuto la piena legittimità della vittoria dell'avversario. 
Tuttavia, il surplus di strette di mano nasconde anche una quota fisiologica di personaggi esperti nel "doppio salto carpiato sul carro dei vincitori". Appena dopo l'esito del voto, questi ultimi hanno proteso le loro mani per manifestare il loro suffragio a Lombardi, confondendosi con il tributo sincero dei più.
Come fare a riconoscerli? È semplice. Saranno i primi a chiedere un favore...

Il Sottile
(14 aprile 2010)


Il ballottaggio è uno spartiacque
Pietrasanta all'esame di maturità
Domenica prossima sarà una data importante per tutta la Comunità. In gioco non c’è soltanto la poltrona del Sindaco e la guida dell’amministrazione comunale. C’è soprattutto un esame serio da superare, quello della maturità politica di un’intera collettività.
Nello stesso tempo, i cittadini saranno esaminatori ed esaminati, attraverso un processo di autovalutazione chiaro e semplice. La risposta è completamente sbagliata in un senso, mentre è del tutto giusta nel senso opposto. E la risposta è così facile e scontata, che tutti la conoscono.
Dunque, errare con la consapevolezza di farlo è oltre modo diabolico e non merita prove di appello.
Chi lo fa è immaturo e incosciente, poiché consegna il proprio futuro nelle mani di gente senza scrupoli e senza principi.
Anche se gli schieramenti sembrano ricostituiti nella loro forma più tipica, la scelta non può essere qui ridotta tra centro-sinistra e centro-destrra. L’opzione vera è, per tutti, quella tra uomini responsabili e corretti da un lato e personaggi dai modi rozzi e con nessun sentimento dall’altro versante (il destro, naturalmente).
Se le elezioni premieranno i “soliti noti” della “politica del(l’af)fare” o “del(l’arraf)fare”, Pietrasanta tutta non avrà superato l’esame di maturità. Invece, se le cose andranno, rispetto agli ultimi anni, in direzione ostinata e contraria, il 2010 sarà salutato come l’anno della prova finalmente superata.

In un’elezione comunale, l’appartenenza politica conta fino ad un certo punto… in questo caso dovrà contare assai di meno…

(8 aprile 2010)


Pietrasanta: il centrodestra si accorda sul filo di lana
Appattumati!
La domanda che ha più circolato a Pietrasanta, fino a mezzogiorno di Pasqua, riguardava l’annunciato e misterioso accordo nel centro-destra cittadino, dopo giorni indecisi di tensione su come affrontare il ballottaggio.
Si sono appattumati?” hanno più volte chiesto uomini e donne della sponda rivale, con quel misto di timore e di desiderio che la curiosità solletica e accompagna. Timore di sfidare un avversario più forte, poiché di nuovo ammassato, ma anche desiderio di affrontarlo così nel suo fronte più ampio, poiché chiaro e disvelato deve essere il volto dell’antagonista.
Forse era nell’aria, forse era pure inevitabile. Tant’è che hanno firmato l’ennesimo patto leonino, tra veti e sospetti, forzature e richieste di dimissioni, proprio all’ultimo secondo consentito (se non addirittura oltre).
Sulla tenuta dell’accordo e sulla lealtà agli impegni c’è poco da scommettere, visti i precedenti.
Con serenità possiamo comunque rispondere ora all’interrogativo degli ultimi giorni: “Sì… è stato proprio un appattumamento”.
Si sa che la parlata dialettale è spesso ricca di espressioni meglio descrittive e più incisive dell’italiano. Il verbo appattuma’ è ottimo per chiarire la situazione nel centro-destra di Pietrasanta. Per chi non conosce o non intuisce il significato del termine, è bene fornire la spiegazione letterale, come riportata dal vocabolario versiliese.
Appattuma’ = mettere insieme le cose in fretta, all’ultimo momento. Fare le cose in malo modo, come si trattasse di spazzatura; dall’italiano “pattume”, a sua volta dal lat. “pactus”, col significato di immondizia, spazzatura.

(4 aprile 2010)


Pietrasanta: sarà una sfida Lombardi vs. Spina
Si va al ballottaggio con molte speranze di vittoria
Il primo turno non è servito a dare la vittoria al Centro-sinistra perché il candidato sindaco Lombardi si attesta al 46,4%, contro il 27,6% di Spina (UDC-PDL) e il 21,1% di Marchi (Insieme a Voi-PRI-Lega). Distanti gli altri candidati: Sorbo (Progetto Pietrasanta) al 3,9% e Fontana (Sviluppo Strettoia) all'1%.
voti di lista
Sviluppo Strettoia 155 ( 1,1%); Progetto Pietrasanta 549 (4,0%); Insieme a Voi 1.645 (12,0%); PRI 471 (3,5%); Lega Nord 575 (4,2%); PD 4.230 (30,8%); Pensionati 79 (0,6%); Uniti per cambiare 671 (4,9%); IDV 539 (3,9%); Federaz. Sinistra 938 (6,9%); PDL 3.303 (24,1%); UDC 573 (4,1%).

(30 marzo 2010)


Pietrasanta: Centrosinistra avanza alle elezioni per la Regione
Il primo turno delle comunali è a portata di mano
Risultato ben al di là delle previsioni a Pietrasanta dopo lo spoglio delle schede per le Regionali. Il Centro-sinistra supera lo schieramento avversario di PDL e Lega dopo dieci anni di sconfitte. 
Il 48,6% di Enrico Rossi e il 49,2% dell'intera coalizione fanno ben sperare per l'affermazione nelle Comunali e aprono uno spiraglio per una vittoria già al primo turno.
Comunque, tocchiamo ferro e godiamoci questi risultati:
voti di lista
FN 0,2%; UDC 4,5%; PDL 35,6%; Lega 9,9%; PD 31,3%; SEL 2,9%; IDV 7,8%; Fed. Sinistra 7,2%

candidati presidente

Palmisani 1,0%; Bosi 4,4%; Faenzi 46,1%, Rossi 48,6%

(29 marzo 2010)


Silvio telefona e benedice
Inquietante spunto del Premier a Spina
Su You Tube circola il video della festa UDC-PDL al Twiga di giovedì 25 marzo, che amplifica in sala l'audio della telefonata di Silvio Berlusconi. Un passo del quasi monologo del Premier è particolarmente inquietante per una delle interpretazioni possibili. Dopo aver tessuto le lodi del Sindaco uscente (bontà sua), Silvio si rivolge a Daniele Spina con tono benedicente e paternale: "Guarda che è difficile poi eguagliare Massimo Mallegni...".
Come dar torto a Berlusconi, il suo clone locale è pressoché insuperabile e conosce bene il "lato oscuro della forza".
Se poi non si fosse capito dove condurre la barca, Silvio ricorda chi deve indicare la rotta e chi guidare il timone: "Perciò Daniele ti farai aiutare ancora da Massimo, che ti darà tanti suggerimenti e tanti consigli...".

Domine, libera nos a malo!

(27 marzo 2010)


Dov'è l'assessore alla cultura nella squadra di Spina?
Lapsus freudiano
La comunicazione mancata del nome dell’assessore alla cultura nell’eventuale (e speriamo inattuata) Giunta Spina, segnala dall’inconscio la vera designazione. Il candidato Sindaco di UDC-PDL si considera ancora, nonostante tutto, assessore alla materia e tale vorrebbe forse continuare ad essere, anche se eletto Primo cittadino di Pietrasanta.
Conferme a questa ipotesi – da fenomenologia psicologica – vengono anche dall’impossibilità di assegnare la delega a qualsiasi altro dei vecchi personaggi investiti dell’incarico potenziale di assessori, soprattutto per la loro manifesta inidoneità al ruolo.

(26 marzo 2010)


Casini impone una diversa rotta per l'UDC a Roma e in Italia
Ma a Pietrasanta Spina è per il partito dell'amore

Un tempo, appartenere ad un partito significava conservare un atteggiamento coerente di schieramento e di proposta politica, dal centro alla periferia, ma pure dalla periferia al centro. Lontani sono ormai quegli anni ed oggi trionfa la disinvoltura, poiché l'elettorato sembra non punire più la contraddizione. Anzi, i trasformisti sono in auge e rappresentano il modello che va per la maggiore.
Da diversi mesi, Casini e Bersani hanno stabilito un accordo non scritto, ma più che evidente, di opposizione costruttiva a Berlusconi. Al Cavaliere gonfio di populismo, vogliono opporre una politica di contenuti reali, di vera attenzione ai problemi quotidiani, senza illusioni e suggestioni mediatiche.
Questo accade a Roma, in Italia e dovrebbe accadere anche a Pietrasanta. 
Purtroppo, non è così.
Proprio nel comune più berlusconiano della Toscana, dove sarebbe più facile distinguersi sui metodi e sui contenuti, si realizza un'anomalia che - a ben vedere - non è l'eccezione, ma la regola. In effetti, sul territorio nazionale, le città come Pietrasanta sono più diffuse di quanto possa sembrare. Altrimenti, Pierferdinando Casini non sarebbe accorso qui per appoggiare senza riserve il proprio candidato sindaco, così fedelmente alleato con il PDL locale.
Nell'applicazione periferica dell'accordo nazionale, tutto sfuma e si scolora, fino ad invertire i toni e le luci.
Pertanto, Daniele Spina - uomo esperto e candidato Sindaco UDC a Pietrasanta - può tranquillamente riproporre gli stessi chiacchierati assessori PDL della passata amministrazione. Può perfino appropriarsi delle "dolci" parole del Cavaliere per arringare la folla dei suoi: ....."l'amore avrà sempre la meglio sulla cattiveria e l'invidia...". 
Sic dixit Silvius... e così disse Daniele.

(22 marzo 2010)


Pietrasanta: Giovannini risponde a Mallegni su quanto fatto in passato  
Meglio il Granducato che il Ventennio
Nella lettera inviata da Mallegni ai cittadini di Pietrasanta per magnificarsi oltre misura, c’è una frase che colpisce e fa pensare. L’ultimo Sindaco dice di aver trovato la comunità ferma al Granducato di Toscana, attribuendo a questo riferimento un significato particolarmente negativo.
È notorio che Mallegni conosca assai poco la storia, come dimostrano alcuni gustosi aneddoti. Se non fosse così, magari avrebbe usato termini più condivisi nel sentire diffuso: “una comunità ferma al Medioevo”, o ancora peggio “…ferma alla Preistoria”.
In maniera del tutto involontaria, Mallegni ha fatto un gran complimento ai suoi predecessori.
La Toscana, tra illuminismo e positivismo, ha vissuto una delle sue migliori stagioni. Se si pensa alla più grande opera riformatrice in campo economico, non si può che riferirsi al Granducato degli Asburgo-Lorena, che proseguivano sulla strada tracciata dai Medici. L’impulso fisiocratico dei grandi economisti del ‘700 ha avuto il merito del primo sviluppo industriale in tutta la regione, Pietrasanta compresa. È stato dunque un periodo storico irripetibile, che ha garantito un benessere tangibile, tanto che gli storici hanno perfino coniato l’espressione “Toscana felix” per descriverlo.
Visto poi che Mallegni festeggia regolarmente il 30 novembre, dovrebbe sapere che quella data ricorda l’abolizione della pena di morte nel Granducato; per la prima volta sulla faccia della Terra nel lontano 1786. È pur vero che si trattava di una monarchia ereditaria, ma assai presto sono state introdotte norme di garanzia costituzionale e del tutto speciale era la tolleranza verso le minoranze, come nel caso degli ebrei a Livorno.
E poi perché prendersela tanto con il Granducato visto che, nel 1841, il Granduca ha fatto di Pietrasanta una “città nobile”.
Forse, l’amico Moreno Giovannini non doveva così risentirsi con l’attuale sindaco. Se Mallegni ha trovato la città ferma al Granducato, significa che aveva ereditato una situazione più che eccellente, frutto di un “buon governo” e di una visione lungimirante della cosa pubblica. Durante il Granducato, si pensava al futuro e si facevano scelte oculate, nell’interesse dello stato e della comunità, proprio come le amministrazioni che hanno preceduto quest’ultimo sindaco.
Ma se prima di Mallegni il paragone al Granducato appare calzante, a quale periodo storico possiamo altrimenti avvicinare gli ultimi dieci anni di vita amministrativa a Pietrasanta?
È bene premettere che la storia non ripropone mai esattamente se stessa. Tuttavia, Vico insegna che esistono “corsi e ricorsi storici”, cioè situazioni confrontabili per analogia, spesso condizionate da visioni similari di uomini con un modo affine di agire.
Proviamo prima ad enucleare gli elementi caratterizzanti della Pietrasanta “condotta” da Mallegni. Senza un ordine preciso, annotiamo: riduzione delle regole democratiche; deriva populista; culto esasperato della personalità; opere pubbliche faraoniche e spesso inutili; economia e territorio nelle mani delle corporazioni…
Manca solo l’esperienza bellica per capire a quale periodo storico si sia ispirato…

Antonio Bartelletti
(15 marzo 2010)


Per un manifesto delle Culture di Pietrasanta
La campagna elettorale ha fatto capire quanto sia importante per Pietrasanta la questione “cultura”, soprattutto perché il dibattito è andato al di fuori della cerchia dei partiti. L’iniziativa di “ContinuArte” è servita, quanto meno, a rendere palpabile la diffusa preoccupazione sul futuro della produzione artistica e sullo snaturamento in atto del volto della città. 
Culture diverse, ma rispettose dell’identità e della tradizione, si sono sempre incontrate a Pietrasanta senza togliere nulla, ma aggiungendo molto. Al contrario, forme aggressive di mercificazione, che guardano soltanto all’oggi, stanno svuotando le strade e le piazze di relazioni umane e di valori culturali. Sullo sfondo c’è l’amara prospettiva di una seconda Forte dei Marmi che, tra il modaiolo e il mondano, poco produce e molto consuma, a ritmi così sostenuti da impoverire le risorse accumulate nel tempo.
Sono stati preannunciati manifesti ed iniziative per rilanciare una riflessione sull’identità e sulle culture di Pietrasanta. 
Ben vengano e al più presto. 
Senza la presunzione di fornire ricette definitive, si segnala soltanto un recente spunto poetico di Giuseppe Cordoni, dal titolo “Preghiera per Pietrasanta”, che sembra scritto apposta. È un poemetto breve, tratto dall'ultimo suo lavoro "Città dell'anima" e dedicato alla memoria degli scalpellini, che l’autore considera i primi veri operatori culturali della città:

“Pietrasanta. Sullo stemma di chi l’ha fondata spicca, come un sole, un sasso del Golgota intriso d’una goccia di sangue del Redentore. Secoli di passione a cercare nel marmo le ragioni possibili della Bellezza. Misura aurea delle sue strade e oro delle mani di tutti gli scultori che l’hanno attraversate. Che la sua vocazione non finisca!”.

Difficile trovare migliore sintesi.

Antonio Bartelletti
(10 marzo 2010)


Sorpresa davanti alle liste 
Ma i Socialisti sono presenti alle elezioni di Pietrasanta?
Un ragionevole dubbio emerge dopo la pubblicazione delle liste elettorali che sostengono il candidato del centro-sinistra, Domenico Lombardi, alle elezioni comunali di Pietrasanta. 
Ma i Socialisti sono presenti o no?
La risposta risulta oggi incompleta ed articolata. 
È un "SÍ" netto se si considera il lavoro politico svolto. 
In effetti, i Socialisti sono stati presenti alla definizione e alla sottoscrizione dell'accordo tra i partiti del centro-sinistra; hanno contribuito all'elaborazione del programma elettorale e preso parte attiva agli incontri pubblici della coalizione. Una partecipazione dunque di sostanza e di contenuti, malgrado le pochissime risorse umane a disposizione.
La presenza socialista a Pietrasanta si trasforma però in un "FORSE", se si considera la forma esteriore della composizione della lista e della scelta del simbolo. 
Da Firenze e da Roma ci avevano detto di stringere un accordo periferico con il Partito dei Pensionati Democratici Italiani. Abbiamo risposto come rispondeva il compagno Ferrini di arboriana memoria: "Non capisco, ma mi adeguo". Alla presenza del Vice-Segretario di Federazione, Fabio Barbetti, è stato definito l'accordo con i "Pensionati", per presentarci insieme con il simbolo già suggerito da Pieraldo Ciucchi: una "bicicletta" che potesse esprimere la pari dignità del PSI e dei PPDI. 
Qualche giorno dopo è venuta la sorpresa di constatare il nostro simbolo miniaturizzato e schiacciato sotto quello dei "Pensionati". Inoltre, è possibile leggere una scritta "LISTA PANCETTI", che ricorda il nome del Segretario nazionale del PPDI, che vive e opera anche a Pietrasanta.
Non abbiamo avuto ancora tempo di verificare se, a più alti livelli fiorentini o romani, si fosse concordata o accettata questa soluzione diversa dagli accordi locali. 
Ci sarà comunque tempo e modo per farlo, anche perché la campagna elettorale incalza ed impegna, cosicché la verifica passa in secondo piano.
Nonostante tutto, abbiamo voluto contribuire lo stesso all'individuazione del capolista e alla raccolta delle firme per la presentazione della lista.
Rimane oggi il rammarico che gli elettori di Pietrasanta dovranno faticare non poco per trovare, sulla scheda elettorale, il simbolo del PSI, così ridotto e maltrattato. Tuttavia, saranno molto più fortunati degli altri elettori toscani, che non avranno alcuna possibilità di votarlo nelle elezioni regionali.

(10 marzo 2010)


Marchi attacca Lombardi nella prima schermaglia di campagna elettorale 
Antichi simboli e vecchi dissidi, per coprire il nulla del presente
Quando gli argomenti scarseggiano e il fiato manca, in politica (come nel calcio) non c'è miglior modo di fronteggiare il momento difficile lanciando la palla lontano nel campo avversario. Per coprire la propria debolezza e la crisi di idee, ci si asserraglia in difesa e si cerca lo scontro rude sperando di spezzare il gioco altrui. Una grande "caciara" può anche disorientare i giocatori delle altre squadre e renderli così meno offensivi.
A fine gara, invece di ammettere le carenze dimostrate, scatta impetuosa la polemica contro tutto e tutti. Il commento evita di andare sulle scarse azioni della partita appena conclusa o sui gravosi impegni che attendono in campionato. Si ritorna così sui match di un passato lontanissimo, ormai archiviati nella memoria, per non parlar del brutto momento presente e delle incertezze sul futuro.
Fateci caso come la partita politica di Marco Marchi assomigli oggi ad un incontro di calcio. Ha giocato male, spesso in difesa affannosa, con uno schema a geometria molto variabile. Ha così sbagliato quasi tutte le mosse tattiche, dopo aver sfiorato la rissa, tra mischie furibonde e gioco falloso. Senza poi parlare di quale misero posto sta occupando nella classifica del "respect fair play".
Invece di mettere insieme i pochi pezzi che gli sono rimasti da raccogliere, Marchi preferisce polemizzare sulla squadra di Lombardi. Non del gioco che esprime l'avversario e di quello che può proporre nei prossimi incontri, ma delle divisioni interne di qualche campionato fa e del colore della "maglietta della salute", che ogni giocatore è libero di indossare sotto la nuova ed unica divisa da gioco.

Antonio Bartelletti
(3 marzo 2010)


Pietrasanta: il centro-destra si ridivide dopo poche ore di effimera unità
Il Sindaco ombra annienta ogni possibile successore
I giornali hanno salutato con i titoli "Clamoroso! Incredibile!... l'ennesima e definitiva rottura nello schieramento del centro-destra di Pietrasanta, a poche ore da quel patto irragionevole di effimera unità. Abbiamo tutti creduto che la paura di perdere le elezioni fosse il cemento più idoneo a contenere le diffuse tensioni interne e le fratture evidenti.
C'eravamo sbagliati, poiché non abbiamo considerato quanto l'ingombrante presenza di Mallegni potesse ancora pesare sulla scena.
Questa storia ci richiama Teofrasto e la sua immagine delle grandi piante di noce, sotto le cui fronde nessun giovane virgulto riesce a sopravvivere, quasi che il patriarca non voglia più passare il testimone ai suoi successori, nemmeno all'estremo volgere dei propri giorni.
Da quasi diciotto anni, il bestiario italiano ci ha mostrato esempi diffusi di irriducibili del potere, il cui delirio di onnipotenza e la presunzione di insostituibilità hanno raggiunto vette inimmaginabili.
Qualcuno considera questi episodi figli degli anni fragili correnti e del berlusconismo imperante. Può darsi, anche se il Premier sembra più un interprete del nostro tempo, che non il suo principale regista.
La causa va ricercata piuttosto nella voragine che si è aperta, tra politica e cittadini, dopo la crisi di tangentopoli. La storia ci racconta come, ad ogni periodo di disorientamento, la società italiana ami rifugiarsi tra le braccia di "uomini forti", affidando a loro ogni destino.
Non per nulla la legge 81 sull'elezione diretta del Sindaco è proprio del 1993 e da quell'anno molti "primi cittadini" si sono trasformati in "podestà"... nonostante "la Repubblica democratica nata dalla Resistenza".

Antonio Bartelletti
(25 febbraio 2010)


Pietrasanta: il centro-destra si ricompatta dopo mesi di risse ed accuse
Uniti solo per paura e per potere
Venerdì se le sono dette di tutti i colori e sabato si riabbracciano di nuovo, felici e contenti come se niente fosse accaduto. Poco da dire se si trattasse di un qualsiasi ménage di coppia, che tra alti e bassi può alternare la lite e il perdono. Cosa diversa è se il riferimento va a una coalizione uscente di governo, da mesi in perenne subbuglio, con trame e ricatti, veti incrociati e soprattutto dispetti che ricadono tutti sulla pelle (e sulle tasche) dei cittadini di Pietrasanta.
Marchi sì, Marchi no,.. liste con o senza Mallegni; la Brizzolari due volte sull'altare e due volte nella polvere... e poi Baldini, per molti un "viareggin fottuto", chiamato ad unire, sia con il suo arrivo, sia con la sua partenza... 
Un gran bel guazzabuglio che speriamo abbia disorientato i loro elettori e, cosa principale, illuminato gli indecisi su quale Armata Brancaleone sia stata approntata per la pretesa conquista del palazzo comunale.
La vera natura dell'accordo, che li lega ancora una volta, traspare benissimo tra le righe dei cinque punti che hanno tra loro condiviso in pochi minuti, dopo mesi di risse. Non c'è un riferimento programmatico e non sono chiari neppure gli assetti, da rimettere tutti al dopo voto. Mallegni è fuori dalla lista, ma - dicono i bene informati - avrà una lauta ricompensa per la sua disponibilità. Ad ogni modo rimane ancora influente e determinante con i suoi uomini più fidati, sia in caso di governo, sia di opposizione.
Tra persone e partiti che si detestano così amorevolmente, la ritrovata unità ha un unico cemento: la paura di perdere, all'improvviso, un potere dai contorni per niente chiari.

Antonio Bartelletti
(21 febbraio 2010)


Pietrasanta: prima presentazione all'ex marmi del programma elettorale
Per una città di tutti...e non più di una parte sola
La coalizione che appoggia la candidatura di Domenico Lombardi ha rotto gli indugi ed è uscita dal porto prendendo la rotta che porta alle elezioni del 27 28 marzo. Una coalizione che ha accolto il percorso voluto da Domenico Lombardi di un programma che fosse coerente, ma condiviso, chiaro, ma deciso e che soprattutto non lasciasse margini di interpretazioni. È nella trasparenza e nella chiarezza il filo conduttore dell’idea di città che Domenico Lombardi ha voluto che uscisse dai vari gruppi che hanno elaborato il programma. Una città in cui tutti si sentano cittadini di serie A senza favoritismi né norme che si prestino a troppe interpretazioni in modo che ci sia un diritto diverso per ciascuno. Un cittadino diventa tale quando sa di avere dei diritti e non di dover aspettare i favori del politicante di turno. Un cambiamento di stile nell’approccio ai problemi della città e della cittadinanza, in cui ci sia un interesse comune che prevalga su quello dei singoli, ma in cui il bisogno di ciascuno possa trovare accoglienza e risposte rapide e decise. Anche la formula della presentazione del programma ha rispecchiato questa nuova dinamicità che parte dall’assunto che i pietrasantini possano riappropriarsi della propria città con spazi nuovi in cui muoversi a piedi senza l’intralcio delle macchine, in una città a misura di bambino e di anziano, che offra servizi essenziali come quello di un primo soccorso e che valorizzi le sue eccellenze e le sue bellezze. E perché i pietrasantini non debbano migrare nei comuni limitrofi l’obiettivo è quello di una edilizia popolare che favorisca i residenti con il principio di recuperare i volumi esistenti prima di sfruttare altro territorio. Si preferiranno ditte locali a ditte che vengono da fuori che consumano territorio e portano altrove i benefici di quel lavoro.
Non ci sono mille Pietrasanta, ma una sola, quella in cui il cittadino possa usufruire di servizi efficienti e di qualità, nel Centro storico, nella Marina e nelle frazioni che sono la forza e la bellezza di questo Comune. All’estensione della zona pedonale nel Centro si affianca una politica dei parcheggi che stimoli la residenza dentro le mura e una politica di infrastrutture che aiuti il collegamento con il resto del Comune (sottovia di via del Crocialetto). Quella che verrà sarà una Pietrasanta più verde con la valorizzazione e difesa (con recinzione totale) della Versiliana e la sistemazione dei manufatti che sono in rovina, la valorizzazione della Varenna, delle miniere di Valdicastello, del lago di Porta, la riduzione dei rifiuti e una nuova cultura dello smaltimento.
Sarà una Pietrasanta più solidale in cui ciascuno non sia un’isola in mezzo al mare, ma la parte di un grande arcipelago, per spazi per esprimere la propria voglia di sport, associazione, cultura.
Sarà una Pietrasanta più ricca che saprà valorizzare le sue perle, la Rocca con un percorso artistico-storico-ambientale con il recupero delle strutture esistenti, la Versiliana, le sue meravigliose spiagge (con una sistemazione, ma non sconvolgimento del bagno comunale e una nuova dignità alla spiaggia libera), che faccia della cultura il suo segno distintivo con un forte impulso al Carnevale e alle manifestazioni locali con strutture finalmente degne del lavoro dei contradaioli).
Sarà una Pietrasanta più democratica, trasparente, in cui non si confonda, come direbbe De Gregori, “il diritto con il favore”, in cui la casa comunale sia il luogo di tutti.
Sarà la Pietrasanta della Marina, del Centro e delle Frazioni collegate da infrastrutture e viabilità funzionali, in cui il privato sarà chiamato a dare qualcosa per la collettività.
Sarà la Pietrasanta dei suoi cittadini, dei turisti che saranno sempre graditi ospiti, degli artisti, degli operatori economici, ma anche dei suoi lavoratori. La Pietrasanta di tutti.
Sarà una Pietrasanta semplicemente più bella, la nostra Pietrasanta.
Son rotti gli indugi. E’ L’ORA DI CAMBIARE.

dal sito: www.domenicolombardi.it
(30 gennaio 2010)


Pietrasanta: un altro passo avantisulla strada della "piena" coalizione
il centro-sinistra ritrova l'armonia attorno a Domenico Lombardi
Sembra proprio che, a Pietrasanta, l'accordo si farà tra tutte le forze del centro-sinistra, nessuna esclusa. Piccoli e grandi partiti hanno espresso il loro gradimento per il candidato sindaco Lombardi e la stesura del programma procede speditamente nelle commissioni. Sembra una situazione irreale per Pietrasanta e per il centro-sinistra; eppure è proprio così.
Forse il cemento che tiene è la volontà di cambiar pagina, dopo troppi anni di basso impero di Mallegni e soci; forse è la consapevolezza che altre formule e altre soluzioni per vincere non esistono.
Sia quel che sia, l'importante è che trionfi finalmente la "pax romana", o meglio - visto il nome del candidato - la "pax longobardiana".

(15 dicembre 2009)


Risposta indiretta a 'La Nazione' sul presunto accordo con i Pensionati
Nessun giallo sulla posizione dei Socialisti
Riportiamo dalla Cronaca di Pietrasanta de La Nazione di sabato 21 novembre, il seguente pezzo di Daniele Masseglia che ci riguarda molto da vicino:
"Sta diventando un «giallo», invece, il patto siglato da Pensionati democratici e Psi. Le segreterie nei giorni scorsi hanno annunciato di correre insieme alle regionali e alle amministrative di Pietrasanta, ma il responsabile del Psi di Pietrasanta, Antonio Bartelletti, parla di notizia «non vera». A dargli man forte, il responsabile versiliese Fabio Barbetti: «E’ vero, il patto si riferisce solo alle regionali. Il Psi non può presentarsi con il centrodestra, semmai con il centrosinistra. Quello che dice Bartelletti è oro colato». Confermano invece l’alleanza sia la segreteria regionale del Psi che i Pensionati: «L’intervista integrale del segretario nazionale del Psi Riccardo Nencini e di quello dei Pensionati Giovanni Pancetti — ricordano — è sul sito http://blog.libero.it/PPDI/view.php. Il patto riguarda anche Pietrasanta». Chi avrà ragione?"
Non c'è dubbio che abbiamo ragione noi. Provate a visionare il sito dei PPDI sul quale è riportato il patto federativo con il PSI. La frase chiave dell'accordo è la seguente: i due partiti "hanno deciso di federarsi per un futuro politico insieme, non solo per le prossime elezioni regionali di primavera 2010 ma, creare insieme un cammino e un laboratorio politico capace di imporre i propri valori a livello nazionale".
Il testo fa riferimento alle sole elezioni regionali del 2010 e al possibile "futuro politico" che potrebbe vedere le due forze unirsi o coalizzarsi a livello nazionale. 
Cosa possano c'entrare le prossime elezioni comunali di Pietrasanta con tutto questo è difficile da capire? E perché mai il PSI dovrebbe qui costruire, con i Pensionati, una lista autonoma o, addirittura, collocata nel centro-destra?
Una cosa è certa, nessuno del locale PPDI ci ha mai consultati, né a Pietrasanta, né a Viareggio e neppure presso la Federazione di Lucca, prima di sbandierare sulla stampa il presunto accordo di lista a Pietrasanta e la sfida lanciata al centro-destra locale.
L'impressione è quella di essere stati usati, in modo strumentale, per vicende tutte interne ai rapporti tenuti fino ad oggi dalla Giunta Mallegni con i Pensionati, come conseguenza forse di malintesi, di mancati riconoscimenti e di patti non mantenuti.
È un problema che comunque non ci ha riguardato ieri, non ci tocca oggi, ne potrà interessarci domani. A Pietrasanta il PSI è nel centro-sinistra e se il locale PPDI lo desidera, può tentare di cambiare schieramento e partecipare a liste di questa stessa coalizione. In quel caso e solo in quel caso, il patto federativo con il PSI avrà senso compiuto e validità effettiva
.

Antonio Bartelletti
(23 novembre 2009)


Elezioni amministrative di Pietrasanta
Nessun accordo tra Socialisti e Pensionati
Le cronache locali di questi giorni riportano la notizia di una raggiunta alleanza tra Partito Socialista e Pensionati Democratici Italiani per il prossimo appuntamento delle elezioni comunali di Pietrasanta. Tale accordo porterebbe - sempre secondo questa notizia - ad una lista ancora in dubbio se aderire o meno al centro-destra.
I Socialisti di Pietrasanta fanno invece presente che il PSI ha partecipato e continuerà a contribuire alla costruzione di un accordo solido e vincente per un governo di centrosinistra anche in questa importante cittadina versiliese. I Socialisti sperano che, tramontata la linea dell'autosufficienza del Pd, si vada ad una nuova stagione di allargamento del campo riformista nel centro-sinistra, sia a livello regionale, sia in ogni realtà locale. In questa prospettiva, risulta destituita di ogni fondamento politico l'eventuale creazione di una lista autonoma con i Pensionati e, a maggior ragione, sarebbe assurdo un suo approdo o un suo sostegno alla coalizione di centro-destra di Pietrasanta.
L'accordo che il PSI e il PDI hanno stretto, a Lucca, riguarda situazioni del territorio nazionale diverse da quelle versiliesi, dove risulti impossibile proporre una soluzione riformista e progressista allargata.

(18 novembre 2009)