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La
vittoria di Lombardi a Pietrasanta
Le
mani del giorno dopo
Se
trovo un elemento positivo nell'elezione diretta del
Sindaco, è proprio nella festa di popolo che accompagna
sempre il risultato dello scrutinio. Cosa diversa
accadeva prima del 1993, con i Consigli comunali che
eleggevano il Primo cittadino quasi nell'ombra. A
Pietrasanta poi, la festa è stata ancora più bella e
sentita, fino a commuovere. Donne e uomini, giovani e
vecchi, militanti e semplici cittadini si sono riversati
in massa verso il municipio, da poco riconquistato come
la Bastiglia a Parigi. Tra le bandiere e i canti di
gioia, emergeva la figura di Lombardi, visibilmente
stanco ma felice come i suoi bimbi.
Colpisce l'affetto che circonda questo medico dai modi
gentili e la sua capacità di ascoltare e di
comprendere. In quel contatto fisico di abbracci e di
strette di mano, si è colta una partecipazione gioiosa
che non ha precedenti.
La festa è continuata per molte ore nel pomeriggio di
lunedì, fino a notte, per le vie e le piazze di
Pietrasanta.
Non so se Lombardi ricorda quante mani ha stretto e
quante persone ha salutato. Non so se ha tenuto il
conto, ma posso confermare che erano più di 8155, più
del 56,8% dei suoi elettori.
In quel soprannumero di saluti si intuisce il profondo
rispetto di chi ha votato in modo diverso, ma ha
riconosciuto la piena legittimità della vittoria
dell'avversario.
Tuttavia, il surplus di strette di mano nasconde anche
una quota fisiologica di personaggi esperti nel
"doppio salto carpiato sul carro dei
vincitori". Appena dopo l'esito del voto, questi
ultimi hanno proteso le loro mani per manifestare il
loro suffragio a Lombardi, confondendosi con il tributo
sincero dei più.
Come fare a riconoscerli? È semplice. Saranno i primi a
chiedere un favore...
Il
Sottile
(14
aprile 2010)
Il
ballottaggio è uno spartiacque
Pietrasanta all'esame di maturità
Domenica prossima sarà una data importante per tutta la
Comunità. In gioco non c’è soltanto la poltrona del
Sindaco e la guida dell’amministrazione comunale. C’è
soprattutto un esame serio da superare, quello della
maturità politica di un’intera collettività.
Nello stesso tempo, i cittadini saranno esaminatori ed
esaminati, attraverso un processo di autovalutazione
chiaro e semplice. La risposta è completamente
sbagliata in un senso, mentre è del tutto giusta nel
senso opposto. E la risposta è così facile e scontata,
che tutti la conoscono.
Dunque, errare con la consapevolezza di farlo è oltre
modo diabolico e non merita prove di appello.
Chi lo fa è immaturo e incosciente, poiché consegna il
proprio futuro nelle mani di gente senza scrupoli e
senza principi.
Anche se gli schieramenti sembrano ricostituiti nella
loro forma più tipica, la scelta non può essere qui
ridotta tra centro-sinistra e centro-destrra.
L’opzione vera è, per tutti, quella tra uomini
responsabili e corretti da un lato e personaggi dai modi
rozzi e con nessun sentimento dall’altro versante (il
destro, naturalmente).
Se le elezioni premieranno i “soliti noti” della
“politica del(l’af)fare” o “del(l’arraf)fare”,
Pietrasanta tutta non avrà superato l’esame di
maturità. Invece, se le cose andranno, rispetto agli
ultimi anni, in direzione ostinata e contraria, il 2010
sarà salutato come l’anno della prova finalmente
superata.
In un’elezione comunale, l’appartenenza politica
conta fino ad un certo punto… in questo caso dovrà
contare assai di meno…
(8 aprile
2010)
Pietrasanta:
il centrodestra si accorda sul filo di lana
Appattumati!
La domanda che
ha più circolato a Pietrasanta, fino a mezzogiorno di
Pasqua, riguardava l’annunciato e misterioso accordo
nel centro-destra cittadino, dopo giorni indecisi di
tensione su come affrontare il ballottaggio.
“Si sono
appattumati?” hanno più volte chiesto uomini e
donne della sponda rivale, con quel misto di timore e di
desiderio che la curiosità solletica e accompagna.
Timore di sfidare un avversario più forte, poiché di
nuovo ammassato, ma anche desiderio di affrontarlo così
nel suo fronte più ampio, poiché chiaro e disvelato
deve essere il volto dell’antagonista.
Forse era nell’aria, forse era pure inevitabile.
Tant’è che hanno firmato l’ennesimo patto leonino,
tra veti e sospetti, forzature e richieste di
dimissioni, proprio all’ultimo secondo consentito (se
non addirittura oltre).
Sulla tenuta dell’accordo e sulla lealtà agli impegni
c’è poco da scommettere, visti i precedenti.
Con serenità possiamo comunque rispondere ora
all’interrogativo degli ultimi giorni: “Sì…
è stato proprio un appattumamento”.
Si sa che la parlata dialettale è spesso ricca di
espressioni meglio descrittive e più incisive
dell’italiano. Il verbo appattuma’ è ottimo per chiarire la situazione nel centro-destra
di Pietrasanta. Per chi non conosce o non intuisce il
significato del termine, è bene fornire la spiegazione
letterale, come riportata dal vocabolario versiliese.
Appattuma’
= mettere insieme
le cose in fretta, all’ultimo momento. Fare le cose in
malo modo, come si trattasse di spazzatura;
dall’italiano “pattume”, a sua volta dal lat. “pactus”,
col significato di immondizia, spazzatura.
(4 aprile
2010)
Pietrasanta:
sarà una sfida Lombardi vs. Spina
Si
va al ballottaggio con molte speranze di vittoria
Il
primo turno non è servito a dare la vittoria al
Centro-sinistra perché il candidato sindaco Lombardi si
attesta al 46,4%, contro il 27,6% di Spina (UDC-PDL) e
il 21,1% di Marchi (Insieme a Voi-PRI-Lega). Distanti
gli altri candidati: Sorbo (Progetto Pietrasanta) al
3,9% e Fontana (Sviluppo Strettoia) all'1%.
voti
di lista
Sviluppo Strettoia 155 ( 1,1%); Progetto Pietrasanta 549
(4,0%); Insieme a Voi 1.645 (12,0%); PRI 471 (3,5%);
Lega Nord 575 (4,2%); PD 4.230 (30,8%); Pensionati 79
(0,6%); Uniti per cambiare 671 (4,9%); IDV 539 (3,9%);
Federaz. Sinistra 938 (6,9%); PDL 3.303 (24,1%); UDC 573
(4,1%).
(30 marzo
2010)
Pietrasanta:
Centrosinistra avanza alle elezioni per la Regione
Il
primo turno
delle comunali è a portata di mano
Risultato
ben al di là delle previsioni a Pietrasanta dopo lo
spoglio delle schede per le Regionali. Il
Centro-sinistra supera lo schieramento avversario di PDL
e Lega dopo dieci anni di sconfitte.
Il 48,6% di Enrico Rossi e il 49,2% dell'intera
coalizione fanno ben sperare per l'affermazione nelle
Comunali e aprono uno spiraglio per una vittoria già al
primo turno.
Comunque, tocchiamo ferro e godiamoci questi risultati:
voti
di lista
FN 0,2%; UDC 4,5%; PDL 35,6%; Lega 9,9%; PD 31,3%; SEL
2,9%; IDV 7,8%; Fed. Sinistra 7,2%
candidati
presidente
Palmisani 1,0%; Bosi 4,4%; Faenzi 46,1%, Rossi 48,6%
(29 marzo
2010)
Silvio
telefona e benedice
Inquietante
spunto del Premier a Spina
Su You
Tube circola il video della festa UDC-PDL al Twiga di
giovedì 25 marzo, che amplifica in sala l'audio della
telefonata di Silvio Berlusconi. Un passo del quasi
monologo del Premier è particolarmente inquietante per
una delle interpretazioni possibili. Dopo aver tessuto
le lodi del Sindaco uscente (bontà sua), Silvio si
rivolge a Daniele Spina con tono benedicente e
paternale: "Guarda che è difficile poi
eguagliare Massimo Mallegni...".
Come dar torto a Berlusconi, il suo clone locale è
pressoché insuperabile e conosce bene il "lato
oscuro della forza".
Se poi non si fosse capito dove condurre la barca,
Silvio ricorda chi deve indicare la rotta e chi guidare
il timone: "Perciò Daniele ti farai aiutare
ancora da Massimo, che ti darà tanti
suggerimenti e tanti consigli...".
Domine, libera nos a malo!
(27 marzo
2010)
Dov'è
l'assessore alla cultura nella squadra di Spina?
Lapsus
freudiano
La
comunicazione mancata del nome dell’assessore alla
cultura nell’eventuale (e speriamo inattuata) Giunta
Spina, segnala dall’inconscio la vera designazione. Il
candidato Sindaco di UDC-PDL si considera ancora,
nonostante tutto, assessore alla materia e tale vorrebbe
forse continuare ad essere, anche se eletto Primo
cittadino di Pietrasanta.
Conferme a questa ipotesi – da fenomenologia
psicologica – vengono anche dall’impossibilità di
assegnare la delega a qualsiasi altro dei vecchi
personaggi investiti dell’incarico potenziale di
assessori, soprattutto per la loro manifesta inidoneità
al ruolo.
(26 marzo
2010)
Casini
impone una diversa rotta per l'UDC a Roma e in Italia
Ma
a Pietrasanta Spina è per il partito dell'amore
Un tempo, appartenere ad un partito significava
conservare un atteggiamento coerente di schieramento e
di proposta politica, dal centro alla periferia, ma pure
dalla periferia al centro. Lontani sono ormai quegli
anni ed oggi trionfa la disinvoltura, poiché
l'elettorato sembra non punire più la contraddizione.
Anzi, i trasformisti sono in auge e rappresentano il
modello che va per la maggiore.
Da diversi mesi, Casini e Bersani hanno stabilito un
accordo non scritto, ma più che evidente, di
opposizione costruttiva a Berlusconi. Al Cavaliere
gonfio di populismo, vogliono opporre una politica di
contenuti reali, di vera attenzione ai problemi
quotidiani, senza illusioni e suggestioni mediatiche.
Questo accade a Roma, in Italia e dovrebbe accadere
anche a Pietrasanta.
Purtroppo, non è così.
Proprio nel comune più berlusconiano
della Toscana, dove sarebbe più facile distinguersi sui
metodi e sui contenuti, si realizza un'anomalia che - a
ben vedere - non è l'eccezione, ma la regola. In
effetti, sul territorio nazionale, le città come
Pietrasanta sono più diffuse di quanto possa sembrare.
Altrimenti, Pierferdinando Casini non sarebbe accorso
qui per appoggiare senza riserve il proprio candidato
sindaco, così fedelmente alleato con il PDL locale.
Nell'applicazione periferica dell'accordo nazionale,
tutto sfuma e si scolora, fino ad invertire i toni e le
luci.
Pertanto, Daniele Spina - uomo esperto e candidato Sindaco UDC a
Pietrasanta - può tranquillamente riproporre gli stessi
chiacchierati assessori PDL della passata
amministrazione. Può perfino appropriarsi delle
"dolci" parole del Cavaliere per arringare la
folla dei suoi: ....."l'amore avrà sempre la
meglio sulla cattiveria e l'invidia...".
Sic dixit Silvius... e così disse Daniele.
(22 marzo
2010)
Pietrasanta:
Giovannini risponde a Mallegni su quanto fatto in passato
Meglio il Granducato che il Ventennio
Nella lettera inviata da Mallegni ai
cittadini di Pietrasanta per magnificarsi oltre misura, c’è una frase
che colpisce e fa pensare. L’ultimo Sindaco dice di aver trovato la
comunità ferma al Granducato di Toscana, attribuendo a questo
riferimento un significato particolarmente negativo.
È notorio che Mallegni conosca assai poco la storia, come dimostrano
alcuni gustosi aneddoti. Se non fosse così, magari avrebbe usato termini
più condivisi nel sentire diffuso: “una comunità ferma al Medioevo”, o
ancora peggio “…ferma alla Preistoria”.
In maniera del tutto involontaria, Mallegni ha fatto un gran complimento
ai suoi predecessori.
La Toscana, tra illuminismo e positivismo, ha vissuto una delle sue
migliori stagioni. Se si pensa alla più grande opera riformatrice in
campo economico, non si può che riferirsi al Granducato degli
Asburgo-Lorena, che proseguivano sulla strada tracciata dai Medici.
L’impulso fisiocratico dei grandi economisti del ‘700 ha avuto il merito
del primo sviluppo industriale in tutta la regione, Pietrasanta
compresa. È stato dunque un periodo storico irripetibile, che ha
garantito un benessere tangibile, tanto che gli storici hanno perfino
coniato l’espressione “Toscana felix” per descriverlo.
Visto poi che Mallegni festeggia regolarmente il 30 novembre, dovrebbe
sapere che quella data ricorda l’abolizione della pena di morte nel
Granducato; per la prima volta sulla faccia della Terra nel lontano
1786. È pur vero che si trattava di una monarchia ereditaria, ma assai
presto sono state introdotte norme di garanzia costituzionale e del
tutto speciale era la tolleranza verso le minoranze, come nel caso degli
ebrei a Livorno.
E poi perché prendersela tanto con il Granducato visto che, nel 1841, il
Granduca ha fatto di Pietrasanta una “città nobile”.
Forse, l’amico Moreno Giovannini non doveva così risentirsi con
l’attuale sindaco. Se Mallegni ha trovato la città ferma al Granducato,
significa che aveva ereditato una situazione più che eccellente, frutto
di un “buon governo” e di una visione lungimirante della cosa pubblica.
Durante il Granducato, si pensava al futuro e si facevano scelte
oculate, nell’interesse dello stato e della comunità, proprio come le
amministrazioni che hanno preceduto quest’ultimo sindaco.
Ma se prima di Mallegni il paragone al Granducato appare calzante, a
quale periodo storico possiamo altrimenti avvicinare gli ultimi dieci
anni di vita amministrativa a Pietrasanta?
È bene premettere che la storia non ripropone mai esattamente se stessa.
Tuttavia, Vico insegna che esistono “corsi e ricorsi storici”, cioè
situazioni confrontabili per analogia, spesso condizionate da visioni
similari di uomini con un modo affine di agire.
Proviamo prima ad enucleare gli elementi caratterizzanti della
Pietrasanta “condotta” da Mallegni. Senza un ordine preciso, annotiamo:
riduzione delle regole democratiche; deriva populista; culto esasperato
della personalità; opere pubbliche faraoniche e spesso inutili; economia
e territorio nelle mani delle corporazioni…
Manca solo l’esperienza bellica per capire a quale periodo storico si
sia ispirato…
Antonio Bartelletti
(15 marzo
2010)
Per un
manifesto delle Culture di Pietrasanta
La campagna elettorale ha
fatto capire quanto sia importante per Pietrasanta la
questione “cultura”, soprattutto perché il dibattito è
andato al di fuori della cerchia dei partiti.
L’iniziativa di “ContinuArte” è servita, quanto meno, a
rendere palpabile la diffusa preoccupazione sul futuro
della produzione artistica e sullo snaturamento in atto
del volto della città. Culture diverse, ma
rispettose dell’identità e della tradizione, si sono
sempre incontrate a Pietrasanta senza togliere nulla, ma
aggiungendo molto. Al contrario, forme aggressive di
mercificazione, che guardano soltanto all’oggi, stanno
svuotando le strade e le piazze di relazioni umane e di
valori culturali. Sullo sfondo c’è l’amara prospettiva
di una seconda Forte dei Marmi che, tra il modaiolo e il
mondano, poco produce e molto consuma, a ritmi così
sostenuti da impoverire le risorse accumulate nel tempo.
Sono stati preannunciati manifesti ed iniziative per
rilanciare una riflessione sull’identità e sulle culture
di Pietrasanta. Ben vengano e al più presto.
Senza la presunzione di fornire ricette definitive, si
segnala soltanto un recente spunto poetico di Giuseppe
Cordoni, dal titolo “Preghiera per Pietrasanta”, che
sembra scritto apposta. È un poemetto breve, tratto
dall'ultimo suo lavoro "Città
dell'anima" e dedicato
alla memoria degli scalpellini, che l’autore considera i
primi veri operatori culturali della città:
“Pietrasanta.
Sullo stemma di chi l’ha fondata spicca, come un sole,
un sasso del Golgota intriso d’una goccia di sangue del
Redentore. Secoli di passione a cercare nel marmo le
ragioni possibili della Bellezza. Misura aurea delle sue
strade e oro delle mani di tutti gli scultori che
l’hanno attraversate. Che la sua vocazione non finisca!”.
Difficile
trovare migliore sintesi.
Antonio Bartelletti
(10 marzo 2010)
Sorpresa
davanti alle liste
Ma i Socialisti sono presenti alle elezioni di Pietrasanta?
Un
ragionevole dubbio emerge dopo la pubblicazione delle liste elettorali
che sostengono il candidato del centro-sinistra, Domenico Lombardi, alle
elezioni comunali di Pietrasanta.
Ma i Socialisti sono presenti o no?
La risposta risulta oggi incompleta ed articolata.
È un "SÍ" netto se si considera il lavoro politico
svolto.
In effetti, i Socialisti sono stati presenti alla definizione e alla
sottoscrizione dell'accordo tra i partiti del centro-sinistra; hanno
contribuito all'elaborazione del programma elettorale e preso parte
attiva agli incontri pubblici
della coalizione. Una partecipazione dunque di sostanza e di contenuti,
malgrado le pochissime risorse umane a disposizione.
La presenza socialista a Pietrasanta si trasforma però in un "FORSE", se si considera
la forma esteriore della composizione della lista e della scelta del
simbolo.
Da Firenze e da Roma ci avevano detto di stringere un accordo periferico
con il Partito dei Pensionati Democratici Italiani. Abbiamo risposto
come rispondeva il compagno Ferrini di arboriana memoria: "Non
capisco, ma mi adeguo". Alla presenza del Vice-Segretario di
Federazione, Fabio Barbetti, è stato definito l'accordo con i
"Pensionati", per presentarci insieme con il simbolo già
suggerito da Pieraldo Ciucchi: una "bicicletta" che potesse
esprimere la pari dignità del PSI e dei PPDI.
Qualche giorno dopo è venuta la sorpresa di constatare il nostro
simbolo miniaturizzato e schiacciato sotto quello dei
"Pensionati". Inoltre, è possibile leggere una scritta
"LISTA PANCETTI", che ricorda il nome del
Segretario nazionale del PPDI, che vive e opera anche a Pietrasanta.
Non abbiamo avuto ancora tempo di verificare se, a più alti livelli
fiorentini o romani, si fosse concordata o accettata questa soluzione diversa dagli accordi locali.
Ci sarà comunque tempo e modo per farlo, anche perché la campagna
elettorale incalza ed impegna, cosicché la verifica passa in secondo
piano.
Nonostante tutto, abbiamo voluto contribuire lo stesso
all'individuazione del capolista e alla raccolta delle firme per la
presentazione della lista.
Rimane oggi il rammarico che gli elettori di Pietrasanta dovranno
faticare non poco per trovare, sulla scheda elettorale, il simbolo del
PSI, così ridotto e maltrattato. Tuttavia, saranno molto più fortunati
degli altri elettori toscani, che non avranno alcuna possibilità di
votarlo nelle elezioni regionali.
(10 marzo
2010)
Marchi
attacca Lombardi nella prima schermaglia di campagna elettorale
Antichi simboli e vecchi dissidi, per coprire il nulla del presente
Quando gli argomenti
scarseggiano e il fiato manca, in politica (come nel calcio) non c'è
miglior modo di fronteggiare il momento difficile lanciando la palla
lontano nel campo avversario. Per coprire la propria debolezza e la
crisi di idee, ci si asserraglia in difesa e si cerca lo scontro rude
sperando di spezzare il gioco altrui. Una grande "caciara"
può anche disorientare i giocatori delle altre squadre e renderli così
meno offensivi.
A fine gara, invece di ammettere le carenze dimostrate, scatta impetuosa
la polemica contro tutto e tutti. Il commento evita di andare sulle
scarse azioni della partita appena conclusa o sui gravosi impegni che
attendono in campionato. Si ritorna così sui match di un passato
lontanissimo, ormai archiviati nella memoria, per non parlar del brutto
momento presente e delle incertezze sul futuro.
Fateci caso come la partita politica di Marco Marchi assomigli oggi ad
un incontro di calcio. Ha giocato male, spesso in difesa affannosa, con
uno schema a geometria molto variabile. Ha così sbagliato quasi tutte
le mosse tattiche, dopo aver sfiorato la rissa, tra mischie furibonde e
gioco falloso. Senza poi parlare di quale misero posto sta occupando
nella classifica del "respect fair play".
Invece di mettere insieme i pochi pezzi che gli sono rimasti da
raccogliere, Marchi preferisce polemizzare sulla squadra di Lombardi.
Non del gioco che esprime l'avversario e di quello che può proporre nei
prossimi incontri, ma delle divisioni interne di qualche campionato fa e
del colore della "maglietta della salute", che ogni giocatore
è libero di indossare sotto la nuova ed unica divisa da gioco.
Antonio Bartelletti
(3 marzo 2010)
Pietrasanta: il centro-destra si ridivide dopo poche ore di effimera
unità
Il
Sindaco ombra annienta ogni possibile successore
I giornali hanno salutato
con i titoli "Clamoroso! Incredibile!... l'ennesima e definitiva rottura
nello schieramento del centro-destra di Pietrasanta, a poche ore da quel
patto irragionevole di effimera unità. Abbiamo tutti creduto che la
paura di perdere le elezioni fosse il cemento più idoneo a contenere le
diffuse tensioni interne e le fratture evidenti.
C'eravamo sbagliati, poiché non abbiamo considerato quanto l'ingombrante
presenza di Mallegni potesse ancora pesare sulla scena.
Questa storia ci richiama Teofrasto e la sua immagine delle grandi
piante di noce, sotto le cui fronde nessun giovane virgulto riesce a
sopravvivere, quasi che il patriarca non voglia più passare il testimone
ai suoi successori, nemmeno all'estremo volgere dei propri giorni.
Da quasi diciotto anni, il bestiario italiano ci ha mostrato esempi
diffusi di irriducibili del potere, il cui delirio di onnipotenza e la
presunzione di insostituibilità hanno raggiunto vette inimmaginabili.
Qualcuno considera questi episodi figli degli anni fragili correnti e
del berlusconismo imperante. Può darsi, anche se il Premier sembra più
un interprete del nostro tempo, che non il suo principale regista.
La causa va ricercata piuttosto nella voragine che si è aperta, tra
politica e cittadini, dopo la crisi di tangentopoli. La storia ci
racconta come, ad ogni periodo di disorientamento, la società italiana
ami rifugiarsi tra le braccia di "uomini forti", affidando a loro ogni
destino.
Non per nulla la legge 81 sull'elezione diretta del Sindaco è proprio
del 1993 e da quell'anno molti "primi cittadini" si sono trasformati in
"podestà"... nonostante "la Repubblica democratica nata dalla
Resistenza".
Antonio Bartelletti
(25 febbraio 2010)
Pietrasanta: il centro-destra si ricompatta dopo mesi di risse ed accuse
Uniti solo
per paura e per potere
Venerdì se le sono dette
di tutti i colori e sabato si riabbracciano di nuovo, felici e contenti
come se niente fosse accaduto. Poco da dire se si trattasse di un
qualsiasi ménage di coppia, che tra alti e bassi può alternare la lite
e il perdono. Cosa diversa è se il riferimento va a una coalizione
uscente di governo, da mesi in perenne subbuglio, con trame e ricatti,
veti incrociati e soprattutto dispetti che ricadono tutti sulla pelle (e
sulle tasche) dei cittadini di Pietrasanta.
Marchi sì, Marchi no,.. liste con o senza Mallegni; la Brizzolari due
volte sull'altare e due volte nella polvere... e poi Baldini, per molti
un "viareggin fottuto", chiamato ad unire, sia con il suo
arrivo, sia con la sua partenza...
Un gran bel guazzabuglio che speriamo abbia disorientato i loro elettori
e, cosa principale, illuminato gli indecisi su quale Armata Brancaleone
sia stata approntata per la pretesa conquista del palazzo comunale.
La vera natura dell'accordo, che li lega ancora una volta, traspare
benissimo tra le righe dei cinque punti che hanno tra loro condiviso in
pochi minuti, dopo mesi di risse. Non c'è un riferimento programmatico
e non sono chiari neppure gli assetti, da rimettere tutti al dopo voto. Mallegni è fuori dalla lista, ma - dicono i bene informati - avrà una
lauta ricompensa per la sua disponibilità. Ad ogni modo rimane
ancora influente e determinante con i suoi uomini più fidati, sia in
caso di governo, sia di opposizione.
Tra persone e partiti che si detestano così amorevolmente, la ritrovata
unità ha un unico cemento: la paura di perdere, all'improvviso, un
potere dai contorni per niente chiari.
Antonio Bartelletti
(21 febbraio 2010)
Pietrasanta: prima presentazione all'ex marmi del programma elettorale
Per una città di
tutti...e non più di una parte sola
La coalizione che appoggia
la candidatura di Domenico Lombardi ha rotto gli indugi ed è uscita dal
porto prendendo la rotta che porta alle elezioni del 27 28 marzo. Una
coalizione che ha accolto il percorso voluto da Domenico Lombardi di un
programma che fosse coerente, ma condiviso, chiaro, ma deciso e che
soprattutto non lasciasse margini di interpretazioni. È nella
trasparenza e nella chiarezza il filo conduttore dell’idea di città
che Domenico Lombardi ha voluto che uscisse dai vari gruppi che hanno
elaborato il programma. Una città in cui tutti si sentano cittadini di
serie A senza favoritismi né norme che si prestino a troppe
interpretazioni in modo che ci sia un diritto diverso per ciascuno. Un
cittadino diventa tale quando sa di avere dei diritti e non di dover
aspettare i favori del politicante di turno. Un cambiamento di stile
nell’approccio ai problemi della città e della cittadinanza, in cui
ci sia un interesse comune che prevalga su quello dei singoli, ma in cui
il bisogno di ciascuno possa trovare accoglienza e risposte rapide e
decise. Anche la formula della presentazione del programma ha
rispecchiato questa nuova dinamicità che parte dall’assunto che i
pietrasantini possano riappropriarsi della propria città con spazi
nuovi in cui muoversi a piedi senza l’intralcio delle macchine, in una
città a misura di bambino e di anziano, che offra servizi essenziali
come quello di un primo soccorso e che valorizzi le sue eccellenze e le
sue bellezze. E perché i pietrasantini non debbano migrare nei comuni
limitrofi l’obiettivo è quello di una edilizia popolare che favorisca
i residenti con il principio di recuperare i volumi esistenti prima di
sfruttare altro territorio. Si preferiranno ditte locali a ditte che
vengono da fuori che consumano territorio e portano altrove i benefici
di quel lavoro.
Non ci sono mille Pietrasanta, ma una sola, quella in cui il cittadino
possa usufruire di servizi efficienti e di qualità, nel Centro storico,
nella Marina e nelle frazioni che sono la forza e la bellezza di questo
Comune. All’estensione della zona pedonale nel Centro si affianca una
politica dei parcheggi che stimoli la residenza dentro le mura e una
politica di infrastrutture che aiuti il collegamento con il resto del
Comune (sottovia di via del Crocialetto). Quella che verrà sarà una
Pietrasanta più verde con la valorizzazione e difesa (con recinzione
totale) della Versiliana e la sistemazione dei manufatti che sono in
rovina, la valorizzazione della Varenna, delle miniere di Valdicastello,
del lago di Porta, la riduzione dei rifiuti e una nuova cultura dello
smaltimento.
Sarà una Pietrasanta più solidale in cui ciascuno non sia un’isola
in mezzo al mare, ma la parte di un grande arcipelago, per spazi per
esprimere la propria voglia di sport, associazione, cultura.
Sarà una Pietrasanta più ricca che saprà valorizzare le sue perle, la
Rocca con un percorso artistico-storico-ambientale con il recupero delle
strutture esistenti, la Versiliana, le sue meravigliose spiagge (con una
sistemazione, ma non sconvolgimento del bagno comunale e una nuova
dignità alla spiaggia libera), che faccia della cultura il suo segno
distintivo con un forte impulso al Carnevale e alle manifestazioni
locali con strutture finalmente degne del lavoro dei contradaioli).
Sarà una Pietrasanta più democratica, trasparente, in cui non si
confonda, come direbbe De Gregori, “il diritto con il favore”, in
cui la casa comunale sia il luogo di tutti.
Sarà la Pietrasanta della Marina, del Centro e delle Frazioni collegate
da infrastrutture e viabilità funzionali, in cui il privato sarà
chiamato a dare qualcosa per la collettività.
Sarà la Pietrasanta dei suoi cittadini, dei turisti che saranno sempre
graditi ospiti, degli artisti, degli operatori economici, ma anche dei
suoi lavoratori. La Pietrasanta di tutti.
Sarà una Pietrasanta semplicemente più bella, la nostra Pietrasanta.
Son rotti gli indugi. E’ L’ORA DI CAMBIARE.
dal sito: www.domenicolombardi.it
(30 gennaio 2010)
Pietrasanta: un altro passo avantisulla strada della "piena" coalizione
il
centro-sinistra ritrova l'armonia attorno a Domenico Lombardi
Sembra proprio che,
a Pietrasanta, l'accordo si farà tra tutte le forze del centro-sinistra,
nessuna esclusa. Piccoli e grandi partiti hanno espresso il loro
gradimento per il candidato sindaco Lombardi e la stesura del programma
procede speditamente nelle commissioni. Sembra una situazione irreale
per Pietrasanta e per il centro-sinistra; eppure è proprio così.
Forse il cemento che tiene è la volontà di cambiar pagina, dopo troppi
anni di basso impero di Mallegni e soci; forse è la consapevolezza che
altre formule e altre soluzioni per vincere non esistono.
Sia quel che sia, l'importante è che trionfi finalmente la "pax romana",
o meglio - visto il nome del candidato - la "pax longobardiana".
(15
dicembre 2009)
Risposta
indiretta a 'La Nazione' sul presunto accordo con i Pensionati
Nessun
giallo sulla posizione dei Socialisti
Riportiamo
dalla Cronaca di Pietrasanta de La Nazione di sabato 21 novembre, il
seguente pezzo di Daniele Masseglia che ci riguarda molto da vicino:
"Sta
diventando un «giallo», invece, il patto siglato da Pensionati
democratici e Psi. Le segreterie nei giorni scorsi hanno annunciato di
correre insieme alle regionali e alle amministrative di Pietrasanta, ma
il responsabile del Psi di Pietrasanta, Antonio Bartelletti, parla di
notizia «non vera». A dargli man forte, il responsabile versiliese
Fabio Barbetti: «E’ vero, il patto si riferisce solo alle regionali.
Il Psi non può presentarsi con il centrodestra, semmai con il
centrosinistra. Quello che dice Bartelletti è oro colato». Confermano
invece l’alleanza sia la segreteria regionale del Psi che i
Pensionati: «L’intervista integrale del segretario nazionale del Psi
Riccardo Nencini e di quello dei Pensionati Giovanni Pancetti —
ricordano — è sul sito http://blog.libero.it/PPDI/view.php. Il patto
riguarda anche Pietrasanta». Chi avrà ragione?"
Non c'è dubbio che abbiamo ragione noi. Provate a visionare il sito
dei PPDI sul quale è riportato il patto federativo con il PSI. La frase
chiave dell'accordo è la seguente: i due partiti "hanno deciso
di federarsi per un futuro politico insieme, non solo per le prossime
elezioni regionali di primavera 2010 ma, creare insieme un cammino e un
laboratorio politico capace di imporre i propri valori a livello
nazionale".
Il testo fa riferimento alle sole elezioni regionali del 2010 e al
possibile "futuro politico" che potrebbe vedere le due
forze unirsi o coalizzarsi a livello nazionale.
Cosa possano c'entrare le prossime elezioni comunali di
Pietrasanta con tutto questo è difficile da capire? E perché mai il
PSI dovrebbe qui costruire, con i Pensionati, una lista autonoma o,
addirittura, collocata nel centro-destra?
Una cosa è certa, nessuno del locale PPDI ci ha mai consultati, né a
Pietrasanta, né a Viareggio e neppure presso la Federazione di Lucca,
prima di sbandierare sulla stampa il presunto accordo di lista a
Pietrasanta e la sfida lanciata al centro-destra locale.
L'impressione è quella di essere stati usati, in modo strumentale, per
vicende tutte interne ai rapporti tenuti fino ad oggi dalla Giunta
Mallegni con i Pensionati, come conseguenza forse di malintesi, di
mancati riconoscimenti e di patti non mantenuti.
È un problema che comunque non ci ha riguardato ieri, non ci tocca
oggi, ne potrà interessarci domani. A Pietrasanta il PSI è nel
centro-sinistra e se il locale PPDI lo desidera, può tentare di
cambiare schieramento e partecipare a liste di questa stessa coalizione.
In quel caso e solo in quel caso, il patto federativo con il PSI avrà
senso compiuto e validità effettiva.
Antonio Bartelletti
(23 novembre 2009)
Elezioni amministrative di Pietrasanta
Nessun
accordo tra Socialisti e Pensionati
Le
cronache locali di questi giorni riportano la notizia di una raggiunta
alleanza tra Partito Socialista e Pensionati Democratici Italiani per il
prossimo appuntamento delle elezioni comunali di Pietrasanta. Tale
accordo porterebbe - sempre secondo questa notizia - ad una lista ancora
in dubbio se aderire o meno al centro-destra.
I Socialisti di Pietrasanta fanno invece presente che il PSI ha
partecipato e continuerà a contribuire alla costruzione di un accordo
solido e vincente per un governo di centrosinistra anche in
questa importante cittadina versiliese. I Socialisti sperano che,
tramontata la linea dell'autosufficienza del Pd, si vada ad una nuova
stagione di allargamento del campo riformista nel centro-sinistra, sia a
livello regionale, sia in ogni realtà locale. In questa prospettiva,
risulta destituita di ogni fondamento politico l'eventuale creazione di
una lista autonoma con i Pensionati e, a maggior ragione, sarebbe
assurdo un suo approdo o un suo sostegno alla coalizione di centro-destra di
Pietrasanta.
L'accordo che il PSI e il PDI hanno stretto, a Lucca, riguarda
situazioni del territorio nazionale diverse da quelle versiliesi, dove
risulti impossibile proporre una soluzione riformista e progressista
allargata.
(18
novembre 2009)
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