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Nencini
lancia le tre campagne di autunno:
riforme, precariato e diritti civili
Nelle
piazze d'Italia per raccogliere le firme per proposte di legge di
iniziativa popolare
Un’Assemblea Costituente per
le riforme istituzionali, norme per ridurre il precariato e diritti
civili. Saranno questi i temi delle tre “campagne d’autunno” che
il Partito Socialista ha lanciato domenica da Vieste, in chiusura della
tre giorni di “Socialisti in festa”, la kermesse nazionale dei
riformisti organizzata dal Ps e da Mondoperaio.
“Ci muoveremo su un doppio binario – ha detto il segretario
Riccardo Nencini chiudendo la festa con un dibattito al quale sono
intervenuti Savino Pezzotta (Udc) e Nicola La Torre (Pd) – su tutto
il territorio nazionale raccoglieremo le firme per presentare in
Parlamento proposte di legge di iniziativa popolare, raccogliendo per
ogni legge le cinquantamila firme previste dalla Costituzione. Continuerà
inoltre la nostra battaglia per una ‘Repubblica della partecipazione,
e promuoveremo un ‘Comitato per la democrazia’ con le forze
politiche non rappresentate in Parlamento, che metta in campo una
proposta di riforma delle istituzioni, per rafforzare la democrazia
rappresentativa e difendere le preferenze alle prossime europee”.
“Il nostro paese – ha detto ancora Nencini – deve
ribellarsi al tentativo di riforma della legge elettorale europea e
pretendere il mantenimento di un sistema proporzionale puro con
preferenze, che garantisca la democrazia in Italia come in Europa”.
Un ‘testimonial’ d’eccezione della campagna in difesa delle
preferenze dei socialisti sarà Vittorio Sgarbi, che proprio ieri da
Vieste ha definito “criminale” l’attuale sistema elettorale. “La
democrazia è stata ferita – ha detto Sgarbi –
spero non colpita definitivamente, ma è sul punto di morire”.
Eliminare le preferenze, secondo Sgarbi, significa in sostanza sottrarre
alla democrazia il criterio della meritocrazia nella selezione della
classe politica.
La mattinata si era aperta con un dibattito sulla costituzione, nel
quale si sono confrontati da una parte Rino Formica e Roberto Biscardini
e dall’altra l’on. Stefano Ceccanti. I socialisti si sono
dichiarati a favore di un riforma integrale della Costituzione,
per rispondere alle esigenze di cambiamento rivendicate dalla società.
“Noi – ha affermato
Biscardini –
invochiamo inoltre l’elezione diretta da parte dei cittadini di una
Assemblea costituente per sottrarre al Parlamento e alle logiche di
governo la riforma costituzionale”. Per Stefano Ceccanti del Pd è
invece sufficiente qualche aggiustamento e integrazione del titolo
quinto, ad insegna del vecchio slogan “la Costitizione non si
tocca”.
(23 settembre 2008)
Petizione
popolare su riforma della giustizia
Una
proposta nel segno di Giovanni Falcone da confrontare con i cittadini
Una riforma organica della
giustizia italiana, i cui punti fondanti saranno sottoposti al vaglio
dei cittadini sotto forma di petizione. Ad annunciarla è Riccardo
Nencini, segretario nazionale del Partito Socialista, anticipando i temi
che saranno affrontati a partire da oggi nel corso del seminario
"Giustizia: tutto da rifare?" in programma a Roma (St. Regis
Grand Hotel, via Vittorio Emanuele Orlando 3). Il convegno, che sarà a
porte aperte, è nato nei mesi scorsi proprio da un'idea dei socialisti
ed ha trovato fin da subito la convergenza di altre forze politiche, in
primis l'Udc di Pierferdinando Casini. Ad aprire i lavori, oggi alle 15,
sarà Giuliano Vassalli, presidente emerito della Corte Costituzionale,
con il quale Nencini ha avuto ieri un lungo colloquio telefonico in cui
ha esposto gli aspetti principali della riforma dei socialisti. «Le
nostre idee – spiega Nencini – sono sostanzialmente le idee
di Giovanni Falcone ed il nostro compito sarà quello di portarle in
giro per tutta l'Italia e rafforzarle attraverso l'avallo dei cittadini
con una petizione popolare, in modo da sostenere da fuori le istituzioni
chi, come l'Udc, avrà il compito di portare dentro il Parlamento una
riforma di cui il Paese ha estremo bisogno».
Nel corso del seminario di studi e nelle conclusioni di Nencini,
previste per domani, saranno evidenziati i punti salienti della riforma
Ps, messi a punto dal coordinatore della segreteria Marco Di Lello:
rigida separazione delle carriere tra pm e giudici e sì al pm eletto
dal popolo; giustizia più veloce, con obbligo di almeno quattro udienze
settimanali; responsabilità civile dei giudici per colpe gravi e
negligenze; valutazione delle carriere basata non solo sull'anzianità
ma anche sul merito; riforma del Csm sullo schema previsto per la
Consulta; maggiore efficacia della pena con revisione di alcuni aspetti
della legge Gozzini.
(2 settembre 2008)
Proposte
socialiste sulla Giustizia
Separazione
delle carriere, riforma del Csm, revisione dell'obbligo dell'azione
penale, riduzione dei tempi dei processi
Riforma della giustizia al
centro del dibattito politico e dell' iniziativa Udc-Ps programmata
per il 2 e 3 settembre prossimi. Casini e Nencini hanno organizzato un
convegno, attraverso le fondazioni che fanno capo ai rispettivi
partiti , Liberal e Mondo operaio, durante il quale saranno
approfondite le loro proposte. Per Riccardo Nencini le linee della
proposta socialista si rifanno sostanzialmente alle idee di
Falcone: separazione delle carriere, riforma del Csm, revisione dell'
obbligo dell'azione penale, riduzione dei tempi dei processi. Il
segretario socialista aveva anche invitato nei giorni scorsi lo stesso
Di Pietro ad intervenire: ''venga Di Pietro - aveva detto -
a confrontarsi con noi al convegno nazionale sulla giustizia:
sarà un modo per sgombrare il campo dagli equivoci e schierare i
partiti almeno sul fronte della chiarezza, a cominciare dai temi più
cari a Falcone, dall'azione penale discrezionale, ai rischi dell'
arbitrarietà giudiziaria, ai profili di rapporti di potere che
investono l'azione del Csm''.
(27 agosto 2008)
Contro lo
sbarramento e l'abolizione delle preferenze
Nencini
propone un fronte comune tra le forze riformiste
«Una Lega nazionale per la
democrazia tra le forze riformiste, che prima del 28 agosto metta in
campo nuove iniziative comuni per dire no all'abolizione delle
preferenze e all'introduzione dello sbarramento alle elezioni europee».
A poche ore dall'annuncio del Governo di portare in approvazione nella
prossima seduta del Consiglio dei ministri il ddl di riforma della legge
elettorale europea, è Riccardo Nencini, segretario nazionale del
Partito Socialista, a lanciare la proposta di un fronte comune e
trasversale ai due schieramenti contro l'abolizione delle preferenze e
l'introduzione dello sbarramento. «Alla campagna pubblica del
Partito Socialista, che nella sola giornata di domenica scorsa ha visto
raccogliere oltre 40.000 firme a favore della preferenza in tutta Italia
- dice ancora Nencini - si uniscono adesso quelle dell'Udc di Casini
e del Partito Repubblicano di Nucara, mentre anche l'Mpa ha espresso una
posizione chiara contro l'introduzione dello sbarramento. Segno che si
tratta di una battaglia non di parte ma nell'interesse della democrazia.
Rinnovo quindi il mio 'appello nominale' a tutti i riformisti, dal Pd
all'Udc, dai repubblicani ai verdi, dai Radicali all'Mpa, affinché
assieme possiamo far sentire la nostra voce per restituire ai cittadini
la capacità di scegliere i loro rappresentanti nelle istituzioni».
(10 agosto 2008)
Socialisti in piazza
per il ripristino delle preferenze
La prima
campagna pubblica parte dalla scheda elettorale
Si intitola ‘La
Repubblica senza partecipazione’ la prima campagna pubblica del
Partito Socialista, che domenica 27 luglio in alcune tra le principali
città-simbolo della Carta Costituzionale, sarà
diretta a raccogliere adesioni per rendere più forte il vincolo tra
eletti e cittadini riconsegnando agli elettori la possibilità di
scegliere, attraverso la preferenza, chi dovrà sedere in Parlamento.
L’iniziativa
è stata presentata questo pomeriggio da Riccardo Nencini, Segretario
Nazionale del Ps, in una conferenza stampa a Montecitorio. ‘La
Repubblica senza partecipazione’ si svolgerà in molte città
d’Italia e luoghi simbolo che richiamano i principi della Carta
Costituzionale. Come Reggio Emilia, dove è nato il tricolore; Milano,
al centro delle cronache per i casi di Eluana Englaro e della moschea di
viale Jenner; Torino, città natale di Giuseppe Saragat e recentemente
teatro della tragedia alla fabbrica ThyssenKrupp. Tra le altre città
scelte dai socialisti Roma, Padova, Napoli, Perugia, Sassari. Riccardo
Nencini sarà a Firenze, dove ricorderà i padri costituenti Piero
Calamandrei, Giorgio La Pira e Amintore Fanfani e presenterà la
petizione per chiedere il ripristino del voto di preferenza nel sistema
elettorale italiano.
(27 luglio 2008)
I Riformisti, prima
o poi, torneranno a bussare alla porta dei Socialisti
Lettera
di Riccardo Nencini al Corriere della Sera
Caro Direttore,
Ostellino nell'editoriale di ieri torna su un tema irrisolto: il
rapporto difficile fra socialisti ed ex-comunisti.
Vorrei riprendere alcune considerazioni lì sviluppate.
Le prime, amare, riguardano il caso Del Turco. È stato scritto che le
presunte tangenti servissero a comprare il passaggio di otto senatori
dello SDI nelle file del PD. Impossibile. Non c'erano senatori
socialisti. Se anche vi fossero stati, non sarebbe stata un'operazione
praticabile perché i socialisti non sono in vendita. C'è un secondo
motivo d'amarezza. È almeno bizzarro che quando si tratta di eleggere
rappresentanti della sinistra il PD presenti con legittimo orgoglio le
sue donne ed i suoi uomini; ma quando gli stessi cadono in disgrazia -
mi auguro per Del Turco temporanea - diventano improvvisamente ex
socialisti, ex democristiani o ex qualsiasi altra cosa. Ma veniamo al
nodo politico della "solitudine dei socialisti". Un partito
dell'1% può sentirsi solo, ma non quando è in compagnia di buone idee.
Idee non dissimili da quelle che hanno segnato la rinascita del partito
laburista britannico e dei socialisti spagnoli. Idee che si richiamano
all'individualismo solidale, che non si rassegnano a confondere il
mercato con l'egoismo edonista e che credono fortemente nella funzione
della politica. Idee che si richiamano al merito, al talento,
all'inclusione, ad una serena sicurezza per i cittadini. Era proprio la
modernità di queste idee, portate avanti coraggiosamente dai
socialisti, a spaventare certa sinistra. Idee scomode in quanto dotate
della forza, e non soltanto del pessimismo, della ragione. Tangentopoli
ha costituito una facile scorciatoia per tentare di liquidare questo
pensiero, ma senza successo. Si può annientare un avversario politico,
infatti, ma non si può deviare il corso della storia. È da lì che
parte quella che Ostellino definisce "la sorda continuità
antisocialista. che consente al postcomunismo di sottrarsi a una scelta
culturale, politica e, perché no, elettorale". Questi
evitamenti sono la principale spiegazione delle difficoltà della
sinistra italiana, che ha cercato di sopperirvi legandosi prima alla
sinistra radicale e ora all'inqualificabile (strictu sensu!) Di
Pietro, ma sempre escludendo l'unico approdo possibile. Può anche
capitare la sorte di vincere un'elezione - 2006 docet - ma resti
comunque senza un impianto politico-culturale per governare. Ricordo che
solo quando i socialisti hanno avuto percentuali elettorali a due cifre
il centrosinistra ha dimostrato robustezza e l'effettiva possibilità di
diventare maggioranza in Italia. Noi stiamo qui, su una frontiera
politica e culturale che con coerenza presidiamo da oltre
quarant'anni.
E i riformisti, prima o poi, verranno a bussare.
(20 luglio 2008)
Ritorno
al passato?
un
acre sapore di tangentopoli dietro l'arresto di Del Turco
Passato indenne, nel 1992, al passaggio devastante del ciclone
"tangentopoli", gran cerimoniere nel 1994, come ultimo
segretario dell'ingloriosa archiviazione della storia gloriosa
del PSI, Ottaviano Del Turco è poi approdato allo SDI per fuggirne lo
scorso anno ed abbandonarsi tra le braccia di Veltroni e del PD.
Questa
è la cronaca, in sintesi, degli ultimi quindici anni di attività
politica di un personaggio stimato a destra come a sinistra, anche per
una lunga e più antica militanza sindacale.
Nessun
sospetto (o forse pochissimi) fino all'arresto di questa mattina.
Inaspettatamente, sono scattate le manette per il presidente della
Regione Abruzzo, insieme ad
esponenti di centrosinistra e centrodestra.
Mancando
una reale conoscenza dei fatti - oltre la mostruosa accusa di aver
intascato una maxi-tangente di sei milioni di euro - i palazzi della
politica tornano a scuotersi e ad interrogarsi su questa ennesima
iniziativa della Magistratura.
È mai possibile che Del Turco - mai coinvolto nella
"tangentopoli" storica dei primi anni Novanta - possa, in
questi ultimi anni, essersi macchiato di reati gravi come l'associazione
per delinquere, la concussione, la
corruzione, il riciclaggio, la truffa, il falso e l'abuso d'ufficio?
Ritorna dal passato un acre sapore, lo stesso che coprì gli eccessi
della "Milano da bere". Ritornano gli stessi metodi, crudi e
brutali, comunque eccessivi di spasmodica ricerca del massimo effetto
mediatico.
Staremo a vedere come finirà questa vicenda, per certi versi
incredibile. Di sicuro, non ci uniamo al coro ipocrita, che vede in
testa l'imbarazzato Veltroni a pronunciare l'usata e bugiarda frase:
"piena fiducia nell'operato della Magistratura".
(20 luglio 2008)
"Nasce
Orange, associazione politico culturale per il socialismo europeo"
Dopo
Red di Massimo D’Alema e White di Pierluigi Castagnetti
È nata Orange associazione politico culturale di ispirazione
socialista. Ad animarla giovani dirigenti vicini alle posizioni di
Giacomo Mancini, dirigente nazionale del Partito Socialista e deputato
nelle ultime due legislature. E’ il coordinatore Salvatore Giorno,
brillante avvocato e tra l’altro segretario generale della Fondazione
Mancini, a fissare gli obiettivi di Orange. “La nostra sfida -
spiega Giorno - è quella di offrire il contributo alla definizione
delle fondamenta politico-culturali di un nuovo centrosinistra. La
nostra stella polare è l’Europa ed il campo del socialismo europeo.
Per questo riteniamo utile favorire un dialogo con quanti all’interno
del PD ritengono imprescindibile quella collocazione. Allo stesso tempo
vogliamo stimolare quelle forze che avevano dato vita alla Sinistra
Arcobaleno, che hanno deciso di rompere con le posizioni massimaliste,
perché si incamminino senza tentennamenti verso l’approdo al
socialismo europeo. Iniziamo dalla Calabria - continua Giorno - dove
la forza e l’organizzazione socialista è ancora presente e radicata,
ma abbiamo l’ambizione di creare una rete in tutto il territorio
nazionale rivolta a tutti coloro che vogliono dare vita ad una grande
forza socialdemocratica. Allo stesso tempo - prosegue Giorno - è
nostro interesse aprire un dialogo e un confronto virtuoso con i settori
più innovativi e moderni presenti nel centrodestra con i quali vogliamo
condividere la sfida di far affermare una nuova classe dirigente ad
iniziare dal Mezzogiorno dove c’è ancora troppo immobilismo. Infine
– aggiunge Giorno – abbiamo scelto come nome Orange perché
l’arancione è il colore dei riformisti”. Ad Orange hanno già
aderito diversi amministratori calabresi e dirigenti di primo livello
del Partito Socialista. Tra gli altri si segnalano il consigliere
provinciale di Reggio Calabria, Carmine Alvaro, quello di Catanzaro,
Mario De Onofrio, quello di Crotone Luigi Rocca, quelli di Cosenza
Vincenzo Adamo e Antonio Ruffolo, Leonardo Trento gli assessori
provinciali di Crotone e di Cosenza, Donato Greco e Pietro Mari, il
consigliere regionale Salvatore Magarò e numerosi sindaci e
amministratori di comuni piccoli e medi della Calabria.
(13 luglio 2008)
"Il
Pd scelga, o i socialisti o Di Pietro"
Nencini
pone a Veltroni una netta condizione
Il neo-segretario socialista,
nel porre al collega del Pd un aut aut deciso, ha spiegato che
"sciogliere l'apparentamento con l'Idv è interesse comune di
tutti i riformisti". In effetti, i socialisti vedono come il
nemico politico principale, proprio il populismo messo in campo dall'ex
pm.
(7 luglio 2008)
Nencini
segretario all'unanimità
Il
Congresso nazionale si esprime finalmente unito
Riccardo Nencini è il nuovo segretario del Partito socialista.
L'accordo sul nome del presidente del consiglio regionale della Toscana
è giunto ieri notte dopo che Pia Locatelli, l'europarlamentare
socialista candidata alla segreteria con la seconda mozione
congressuale, ha deciso di ritirarsi e di lasciare via libera al
Presidente del Consiglio regionale della Toscana. Al neo segretario
spetta ora, sulla scorta del consenso unanime ottenuto al congresso di
Montecatini Terme, di rilanciare il partito escluso dal Parlamento alle
ultime elezioni e sceso ben oltre i suoi minimi storici. In questo senso
l'intesa fra le tre mozioni che inizialmente si erano confrontate sul
campo congressuale (oltre a Nencini e Locatelli si era presentato anche
l'ex deputato Angelo Sollazzo) è fondamentale per riavviare il partito
e anche per lanciare un segnale di unità ad un elettorato scoraggiato
dalla pesante sconfitta del 13 e 14 aprile. L'intesa raggiunta ieri in
tarda serata porterà Pia Locatelli alla presidenza del consiglio
nazionale del partito. L'europarlamentare socialista ha ritirato la
propria mozione dopo che Nencini aveva fornito una serie di
rassicurazioni sulla linea politica del partito e sul rinnovamento degli
organismi dirigenti.
(6 luglio 2008)
Veltroni
fischiato al Congresso dei Socialisti
Il popolo socialista non
dimentica e, in questa fase, pare avere anche scarsa propensione al
perdono. Una dura e prolungata contestazione ha accolto Walter Veltroni
al suo ingresso nella sala dove si svolge il primo congresso nazionale
del Ps. Fischi, dunque, e i più classici 'boooo' riservati prima
al vicecapogruppo alla Camera dell'Idv Fabio Evangelisti e poi, ancora
maggiori, al leader del Pd.
I socialisti non perdonano a Veltroni l'alleanza elettorale con Di
Pietro e la contemporanea chiusura della porta in faccia a Boselli e
Angius.
Salito sul palco, Veltroni ha ricordato che "ci sono stati altri
momenti nei quali ci si è fischiati nei congressi a sinistra",
ma - a suo parere - sono dei momenti da non rimpiangere. Ha inoltre
esortato la sinistra, nel suo complesso, a ricreare il giusto dialogo e
a sconfiggere "il demone della divisione e della
contrapposizione". Sulle possibili future alleanze con i
socialisti, Veltroni ha risposto nel più perfetto politichese: "verificheremo
le convergenze possibili".
Sull'episodio dei fischi rivolti a Veltroni, Riccardo Nencini, candidato
alla segreteria del PS, ha così commentato: ''Si può dissentire
fischiando una volta ed è un modo civile di esprimere una opinione
diversa. Se i fischi, invece, diventano un ragionamento e diventano un
modo per evitare a un altro di esprimesi, allora divergono dalla nostra
storia e dall'educazione''.
(5 luglio 2008)
Congresso
regionale:
a Nencini il 92% dei
delegati
Strada spianata per
l'elezione a Segretario nazionale del Partito socialista
Il Congresso regionale
della Toscana del Partito socialista ha attribuito il 92% dei delegati
alla mozione capeggiata da Riccardo Nencini (160 voti su 174 votanti).
Pieraldo Ciucchi è stato confermato alla segreteria regionale.
(29 giugno 2008)
PD/PS:
Nencini: Il rispetto delle identità di ognuno passaggio essenziale
Apprezzabile la nuova
impostazione di Veltroni dei rapporti con i socialisti
"Stanno nel riformismo, nelle prospettive che esso apre per
la modernizzazione del paese, nelle scelte per la meritocrazia, le
liberalizzazioni, le riforme, le condizioni per ritrovarci e sviluppare
una politica comune di intelligente opposizione alla maggioranza attuale".
Lo sottolinea, «apprezzando questa nuova impostazione data da Walter
Veltroni ai rapporti con i socialisti», Riccardo Nencini, candidato
alla segreteria nazionale del Partito socialista nel prossimo congresso
di Montecatini "dove - aggiunge - le ragioni della nostra
autonomia, della nostra identità, della nostra storia, troveranno il
consenso dei delegati». Per Nencini «i socialisti a Montecatini
celebreranno la nascita di un partito nuovo, capace di aprirsi e di fare
i conti con la realtà di un paese diverso, nel quale i cittadini, ormai
stanchi di parole e di vecchie formule, vogliono toccare con mano
proposte concrete di rinnovamento e di modernità". «È in
questo contesto - conclude Nencini - che il rispetto e la
riaffermazione delle identità di ognuno, Pd e Ps, diventano passaggio
essenziale, culturale e politico insieme".
(22 giugno 2008)
Socialisti
a Congresso
Riportiamo a Sinistra
il Riformismo!
«La nostra sfida dovrà
essere quella di riportare il riformismo in una sinistra che dalle
ultime elezioni è uscita umiliata. Il congresso fondativo del Partito
Socialista a Montecatini segnerà un nuovo inizio per i socialisti, che
dovranno avere la capacità di innescare nella sinistra italiana un
processo di rinnovamento delle idee e dell'azione politica».
Lo ha a Firenze Riccardo Nencini, primo firmatario della mozione
congressuale "Un nuovo inizio per il Partito Socialista" e
candidato alla segreteria nazionale in vista del congresso fondativo del
Ps in programma a Montecatini (4-5-6 luglio), intervenendo ad una
iniziativa organizzata dal "Gruppo dei 100 giovani". «Ce la
faremo – ha proseguito Nencini - solo se riusciremo ad apportare una
necessaria discontinuità, valorizzando il merito ed innescando un
intelligente rinnovamento. Per questo i giovani rappresenteranno non
solo una scommessa ma un vero e proprio investimento sul futuro del
Partito Socialista».
Nencini ha infine rilanciato le "quattro campagne" su diritti
dei lavoratori precari, sicurezza, scuola pubblica del merito e della
responsabilità, diritti di terza generazione e laicità dello Stato,
che nei giorni immediatamente successivi al Congresso saranno messe in
campo attraverso iniziative e forum tematici.
(15 giugno 2008)
Nencini presenta la
mozione: no al bipartitismo coatto. Con il Congresso nascerà un nuovo
partito. Non sarà nelle aule parlamentari, ma nell'Italia delle
istituzioni locali, nelle strade e nelle piazze
Opposizione verso ogni forma di introduzione
forzosa del bipartitismo.
Diritto di tribuna per le forze politiche non rappresentate in
Parlamento, soprattutto per quanto riguarda le questioni
politico-istituzionali. 'Convenzione per le riforme istituzionali'
costituita dalle forze riformiste non rappresentate in Parlamento. Nuovo
Statuto del Lavoro che preveda tutele per i precari. Scuola pubblica
migliore, ai sensi dell'articolo 34 della Costituzione. Restituzione del
denaro ai cittadini, a partire da quelle bollette che prevedono una
"tassa sulla tassa". Questi i punti principali della mozione 'Un
nuovo inizio per il Partito socialista' che candida Riccardo Nencini,
Presidente del consiglio regionale toscano, alla segreteria del partito.
Nencini, nella conferenza stampa tenutasi a Montecitorio, ha
sottolineato che con la sua mozione il Partito Socialista resterà
"autonomo". "Incalzeremo il Pd - aggiunge Nencini
- sul fronte della sua adesione al Pse ed all'Internazionale
Socialista e, in previsione delle prossime elezioni amministrative 2009,
avanzeremo la proposta di tenere 'primarie aperte' per la scelta dei
candidati ai vertici delle istituzioni locali. Il Partito Socialista
- ha continuato - sarà "aperto al confronto con tutte le forze
riformiste".
Nencini ha aggiunto che nelle elezioni del 13 e 14 aprile il voto
amministrativo ha premiato il Ps più del voto politico. "Alle
politiche - ha precisato Nencini - abbiamo ottenuto l'1%, alle
amministrative il 3,2% su scala nazionale. L'Idv alle amministrative ha
dimezzato i voti ed il Pd ha perso 5 punti".
Nencini ha parlato di "disfatta" della sinistra italiana e ha
pure ricordato che, tranne il ventennio fascista, per la prima volta in
116 anni il Partito socialista non è rappresentato né alla Camera né
al Senato. "Con il congresso di luglio - ha affermato
Nencini - nascerà un nuovo partito. Non sarà nelle aule
parlamentari, ma nell'Italia delle istituzioni locali, nelle strade e
nelle piazze". Nencini è sostenuto, tra gli altri, dall'ex
Vicepresidente del Senato Gavino Angius, dagli Europarlamentari del
Partito Socialista Antinucci, Battilocchio e De Michelis, dagli ex
Sottosegretari del Governo Prodi, Casula, Casillo, Gentile e Craxi ed
inoltre da Ada Girolamini, Gerardo Labellarte, Giacomo Mancini, Biagio
Marzo, Alberto Nigra, Angelo Piazza, Gianfranco Schietroma, Valdo Spini.
Nel suo intervento Gavino Angius ha sostenuto che "La sinistra
italiana non ha alcun futuro, nessuna possibilità, fuori dall'alveo del
Socialismo europeo. Non aver stabilito alcun raccordo con il Pse negli
ultimi mesi e' stato un errore drammatico". Più che "ai
governi ombra" il centrosinistra "dovrebbe pensare a
reinserirsi nella società". Angius ha infine osservato come
"la sinistra italiana sia stata umiliata alle elezioni perché
appare, ed in parte è, presuntuosa, saccente, autoreferenziale,
aristocratica. Noi vogliamo contribuire ad una sinistra umile, modesta
ma seria, concreta, radicata".
Bobo Craxi, presente alla conferenza stampa, ha dichiarato che la
mozione 'Un nuovo inizio per il Partito socialista' sarà "largamente
maggioritaria" fra i 75mila iscritti. "Non è vero che
nel mondo spira un vento di destra - ha affermato l'ex
sottosegretario agli Esteri - la sinistra è in ritardo nel governare il
cambiamento. La destra fa leva sulle paure, ma è una risposta di corto
respiro".
Craxi si è detto contrario agli sbarramenti elettorali: "Si
opera ex lege una riorganizzazione del sistema politico. Il problema
della rappresentatività democratica attiene anche alla governabilità
del Paese. Comunque, i socialisti hanno più vite come i gatti".
(8 giugno 2008)
Tre
mozioni per il Congresso nazionale
Intaccare
l'autosufficienza del PD o costruire un'area liberalsocialista?
Al congresso del Partito Socialista del 20, 21 e 22 giugno
prossimi – non è ancora ufficiale la location, si pensa a Chianciano
Terme – i settecento delegati si confronteranno su tre mozioni. C'è
da stabilire la linea del partito dopo il pesante risultato elettorale
(mancato l'uno per cento sia alla Camera che al Senato) ed eleggere un
segretario. La conta si farà sulle personalità che, in questo momento,
esprimono gli incarichi più importanti: una parlamentare europea e il
presidente del Consiglio regionale della Toscana. Non è un caso per una
formazione che, alla vigilia dell'assise di fondazione, ha visto uscire
tutto il suo comitato promotore dal Parlamento.
La mozione "Prima la
politica" ha come prima firmataria, e candidata alla
leadership, l'eurodeputata e vicepresidente dell'Internazionale
socialista Pia Locatelli. Se eletta, sarà la prima donna a guidare i
socialisti in Italia. Si legge nel documento: "La
confluenza nel Partito democratico non è inevitabile e sarebbe inutile
mentre è necessario rivolgersi a tutta la sinistra, ai tanti cittadini
e cittadine che coltivano ideali socialisti anche oltre i confini del
piccolo Ps, ai laici e ai liberal - democratici e ai molti che non si
sentono rappresentati dal risultato elettorale bipartitico. Per questo
occorre mettersi in gioco con le idee, senza la sola preoccupazione di
garantire carriere e gruppi dirigenti, con l'eterna tattica degli
accordi e delle confluenze, in nome di una sopravvivenza senza respiro".
Si tratta di una linea che vuole promuovere la formazione di un'area
"liberalsocialista" aprendo un dialogo più serrato con i
radicali – in una sorta di riedizione della Rosa nel pugno – e di
quanti nella Sinistra arcobaleno ci staranno. Dice uno degli aderenti più
illustri, Mauro Del Bue: "Quella
parte dell'arcobaleno che non è né paleocomunista né verde
integralista". L'adesione di Del Bue è indicativa: è
l'incaricato, dopo l'assemblea di Chianciano Terme di qualche settimana
fa, a tessere le fila per la creazione di un'area laica, liberale e
socialista, sotto la supervisione di Marco Pannella. L'ipotesi di andare
nel Pd o con il Pd è esclusa: la priorità è rigenerarsi seguendo
altre coordinate. Oltre alla Locatelli a Del Bue, "Prima la
politica" fa registrare l'adesione di Franco Grillini, Lanfranco
Turci e della Federazione giovanile del partito.
Riccardo Nencini, presidente del Consiglio regionale toscano, è il
candidato segretario dei firmatari di "Un nuovo inizio per il Partito socialista", oltre che la
personalità che ha più chance di strappare lo scettro di leader del Ps.
La mozione di Nencini è sostenuta anche da Gavino Angius e da buona
parte degli amministratori locali del partito. Sostiene la linea di un
partito aperto, che si strutturi secondo campagne di opinione. Ne sono
già state individuate quattro: diritti individuali; scuola pubblica
seguendo i cardini di merito e responsabilità; sicurezza, con mandato
di studiare soluzioni, già assegnato ai rappresentanti nei comuni,
nelle province e nelle regioni; parità di genere. Sul tema della
prossima collocazione strategica del partito, Nencini si distingue dalla
Locatelli per gli interlocutori di riferimento. Se l'eurodeputata chiude
al Pd e cerca spalle nell'area liberale e radicale, il presidente del
Consiglio regionale toscano si concentrerà, se eletto, ad incalzare i
democratici per tentare di farli recedere dalla linea
dell'autosufficienza. La disponibilità al dialogo, insomma, c'è. Pur
senza escludere contatti e attenzione all'evoluzione nell'area della
Sinistra arcobaleno.
La terza mozione porta il titolo di "Progetto
e ricambio" ed è sostenuta dalla corrente Uias, che sta per
"Unità, identità ed autonomia socialista". Tra gli aderenti,
Angelo Sollazzo, Felice Borgoglio e l'ex ministro dei Lavori Pubblici
Nerio Nesi. E' un documento che parte da una critica aspra alla
"gestione Boselli" (il leader provvisorio e mai eletto non si
è schierato, parteciperà al congresso da semplice delegato). Il
documento incita a un rinnovamento totale del gruppo dirigente e
spostare l'asse della politica del partito dalle questioni dei diritti
civili alle battaglie sociali. Propone una "ristrutturazione della
sinistra", prendendo come asse l'Europa. Visto che l'Europa è la
nazione e l'Italia una provincia, dicono i firmatari, la sinistra
italiana deve ripartire da uno dei due maggiori gruppi del Parlamento
continentale: il Pse. Solo chi si colloca in quell'orbita può trovare
spazio nel progetto di una nuova sinistra. Ogni dialogo con il Partito
democratico, finché e se non sceglierà quella strada, è evidentemente
escluso.
Andrea
Scarchilli
da Aprileonline
(21 maggio 2008)
DOPO LA
SCONFITTA DI ROMA È NECESSARIO UN RIPENSAMENTO NEL PD
"A Roma - afferma
Gavino Angius - è accaduta una catastrofe. Quello che è successo a
onestamente non era inatteso. Penso che ci sia da ridiscutere il
progetto politico sul quale è nato il Partito Democratico. Non per
cancellarlo ma per introdurre dei cambiamenti profondi perché quel
progetto politico alla prova dei fatti ha prodotto un esito nefasto.
Nato il Pd sono cominciati i guai per tutti: caduta del governo,
elezioni anticipate, la consegna dell'Italia al centrodestra e adesso
questo risultato di Roma. Penso che il gruppo dirigente del Partito
democratico dovrebbe avere il coraggio di mettere in discussione quel
progetto originario non per cancellarlo ma per correggerlo, cambiarlo
significativamente. Insomma, per fare del Pd qualcosa di profondamente
diverso da quello che si è voluto che fosse fino ad ora''.
"Noi - ha detto ancora Gavino Angius - abbiamo invertito
la rotta dopo il 1994 quando individuammo l'asse strategico di rapporto
tra il Centro e la Sinistra per costruire un progetto di rinnovamento
della società italiana. Allora era l'Ulivo e ci siamo riusciti. La
storia però non si ripete. Penso che la funzione della sinistra
socialista democratica e riformista però non sia cancellabile né
sostituibile. L'esistenza della sinistra riformista è essenziale per il
progresso civile, sociale e culturale dell'Italia. Rifletta anche la
Sinistra Arcobaleno: la sinistra del futuro - conclude - è socialista e
democratica".
(2 maggio 2008)
SECONDO TURNO TOSCANA: TRA SORPRESE E CONFERME
I risultati del ballottaggio
chiudono la parentesi elettorale primaverile, con diverse conferme e una
grande sorpresa.
Il centro-sinistra vince di nuovo a Pisa, con Marco Filippeschi, ma il
risultato è al di sotto delle aspettative. Un 53%, che distanzia di
soli sei punti Patrizia Paletti Tangheroni, candidata del centro-destra.
I Socialisti pisani sono stati determinanti, in virtù del loro 3,8%,
raggiunto quindici giorni fa.
Diversa è la situazione a Viareggio, riconquistata dal Centro-destra.
Luca Lunardini vince perché il suo antagonista Andrea Palestini non è
riuscito a scrollarsi di dosso il peso di una pesante eredità,
lasciatagli ingenerosamente dalla giunta Marcucci. Qui il PS non ha
inciso sul risultato, per la poca consistenza numerica e per l'enorme
distacco patito dal centro-sinistra (61,8% contro 38,2%).
Massa è invece la grande sorpresa (da noi in parte annunciata). Con
quasi 9 punti di distacco vince l'eretico Pucci contro l'ortodosso
Neri, Sindaco uscente, in una battaglia tutta interna al PD, che ha
visto coalizzarsi, a fianco dello sfidante, buona parte della
cittadinanza massese, stanca di cinque anni di immobilismo e di
controllo oligarchico delle istituzioni. Il grande sconfitto è, in
realtà, Andrea Rigoni, che ha voluto e non saputo controllare il
nascente PD. La straordinaria mobilitazione di "Tutti gli Uomini
dell'Onorevole" non è servita.
Tra gli sconfitti anche i compagni Socialisti, forse schierati dalla
parte sbagliata, il cui rilevante risultato del primo turno (5,8%) non
è stato tesaurizzato.
(28 aprile 2008)
SECONDO TURNO IN TOSCANA:
SOCIALISTI DETERMINANTI?
Il Partito Socialista in
Toscana ha stabilito, già dal primo turno, un rapporto organico e
naturale con il PD, al di fuori delle beghe romane e dai
"suggerimenti" dell'Oltre Tevere.
Altro clima, altra storia e altra tradizione. La curiosità è quella di
vedere, a bocce ferme, quanto saranno risultati determinanti i voti
socialisti per la vittoria (in certi casi del tutto eventuale) dei
candidati democratici alla carica di Sindaco e Presidente della
Provincia.
Lo scenario è comunque variegato e complesso. A Massa, per il Comune,
c'è una corsa anomala, tra due candidati con tessera PD, che hanno
spinto l'inimicizia personale fino allo scontro politico. La maggioranza
dei socialisti, sotto il nuovo simbolo del PS, appoggiano il Sindaco
uscente e candidato ufficiale del PD, Fabrizio Neri. Un'altra pattuglia
minoritaria, autodenominatasi "Socialisti per Roberto Pucci"
corre a favore dello stesso concorrente "eretico".
Nonostante i quasi dieci punti di vantaggio di Neri su Pucci, il
risultato nel capoluogo apuano è quanto mai incerto. Il Sindaco uscente
sembra aver raggiunto il massimo dei voti possibili, mentre Pucci ha
incassato l'apparentamento della lista d'area UDC e, probabilmente,
l'aiuto più o meno diretto, oppure la desistenza di larghi strati del
centro-destra, che desiderano la sconfitta di Neri e soprattutto dell'on.le
Andrea Rigoni, suo ispiratore e capo indiscusso.
Corsa più nella tradizione per la presidenza della Provincia di
Massa-Carrara. Angeli dovrebbe farcela, anche perché Sandro Bondi -
più interessato alla poltrona di Ministro - ha snobbato la campagna
elettorale, rinunciando perfino alla manifestazione di chiusura.
Al Comune Pisa la corsa per il Sindaco non ha storia, così come accade
da tempo immemorabile. Il Primo cittadino è sempre stato e sempre sarà
(ma fino a quando?) del PCI, PDS, DS e da lunedì PD.
A Viareggio l'impresa è disperata. All'ultimo momento il
centro-sinistra ha saputo, almeno di facciata, ricompattarsi intorno al
candidato Andrea Palestini. Dall'altro versante, il centro-destra in
versione organica, UDC compresa, è riuscito ad ottenere i favori delle
diverse liste civiche e parte dal vantaggio considerevole del 13-14
aprile. La sensazione è di un'imminente sconfitta, almeno a sentire
l'umore nero dei compagni.
La prima speranza sta nel ripensamento di molti che, due settimane fa,
hanno bissato, in modo automatico, il voto politico a Berlusconi con
quello amministrativo a Lunardini.
La seconda speranza è che il bel tempo, finalmente giunto in Versilia,
spinga i "destrorsi" al mare...
Antonio Bartelletti
(26 aprile 2008)
SECONDO TURNO ITALIA: I
SOCIALISTI STANNO NEL CENTRO SINISTRA
Il Socialista parteciperà con
impegno alla votazione di ballottaggio in programma domenica e lunedì
prossimi e sosterrà nella stragrande maggioranza dei casi i candidati
Sindaci e Presidenti di provincia del centro sinistra con i quali è
stato alleato al primo turno.
Lo dichiara Gerardo Labellarte, responsabile degli Enti locali del
Partito Socialista
La presenza autonoma con il nostro simbolo nella coalizione di centro
sinistra, rifiutata a livello nazionale per la incomprensibile scelta di
Veltroni e del PD, è stata invece sollecitata nelle realtà locali ed
ha consentito la vittoria del centro sinistra al primo turno in realtà
come Benevento (PS al 4.8) e Pescara (PS al 2,9 mentre il Sindaco
D’Alfonso ha vinto per qualche decimale)
Al secondo turno i socialisti saranno altrettanto determinanti in molte
situazioni, Si pensi alla provincia e al comune di Massa (PS
rispettivamente al 5,8 e al 4,5) alla Provincia di Foggia (PS al 6,3) al
comune di Pisa (3,9) e in moltissimi altri importanti comuni tra i quali
Casoria, comune campano di 85.000 abitanti dove Tommaso Casillo guida la
coalizione ed il partito ha superato al primo turno il 22%.
Al comune e alla provincia di Roma il PD ha rifiutato, perseverando
nell’errore, la disponibilità espressa dai socialisti
all’apparentamento con Rutelli e Zingaretti. Ciononostante, pur in
presenza di comprensibili polemiche, gli organismi provinciali del
Partito, per senso di responsabilità ed in coerenza con
l’orientamento generale, hanno ribadito il voto favorevole ai
candidati di centro sinistra.
(24 aprile 2008)
APRIRE UN CONFRONTO
CON LE FORZE CHE SI RICONOSCONO NEL PSE
"Nel dibattito che si è
aperto in queste ore all'interno della sinistra manca all'appello
soltanto il Pd. Eppure, il partito di Veltroni, contrariamente a quanto
si tenta di far credere, ha ottenuto una pesante sconfitta che ha
spianato la strada alla larga vittoria di Berlusconi". Lo
afferma Alberto Nigra "In Italia, le scelte politiche della
sinistra non hanno trovato un punto di equilibrio intorno a quello che a
livello europeo si dimostra essere l'unica esperienza feconda
rappresentata dal Pse. La discriminante continua a essere quella di non
volersi definire socialisti o per eccesso o per difetto. È evidente che
il Partito socialista, Sinistra democratica e le parti del Pd che si
riconoscono nell'esperienza del socialismo europeo devono aprire un
serio e urgente confronto in vista delle prossime scadenze elettorali
europee. Il Congresso del Partito socialista il 7 giugno dovrà farsi
carico di aprire questo dibattito, consapevole che l'opposizione a
Berlusconi e alla Lega non potrà essere eserctata sulla base di
dinieghi ma sulla capacità di proporre un progetto innovativo per
Paese".
(19 aprile 2008)
BOSELLI: I
SOCIALISTI CONTINUERANNO A VIVERE
"Continuerò a dare il mio contributo al Partito socialista ma
non più con un ruolo di guida politica. Mi auguro – ed anzi ne
sono certo – che dal Congresso uscirà un nuovo gruppo dirigente
all’altezza della situazione. Su una cosa non ho dubbi: il Partito
socialista continuerà a vivere". Lo ha detto Enrico Boselli,
introducendo il lavori del Comitato promotore del Ps, convocato nel
pomeriggio. Boselli, ha così confermato le sue dimissioni e ha proposto
di convocare per il 7 giugno il Congresso Nazionale del partito.
"Dobbiamo realizzare - ha aggiunto - un profondo
rinnovamento dei nostri gruppi dirigenti, realizzare una nostra forte
unità, costruire una nuova strategia politica che si collochi in un più
ampio processo di ripensamento critico della sinistra e dello stesso
Partito democratico".
(17 aprile 2008)
I SOCIALISTI
CI SONO. BUONI RISULTATI DALLE AMMINISTRATIVE
"Nonostante
Veltroni i socialisti non sono scomparsi", Lo afferma Alberto
Nigra, responsabile della Comunicazione del Partito socialista
analizzando i dati delle amministrative. In particolare alle provinciali
c'è da segnalare il 6,5% di Foggia contro il 3,5 delle politiche; il
5,8 di Massa contro il 2,3% e il 4,8 di Benevento contro l'1,2 %. Per
quanto riguarda i comuni, tra gli altri, segnaliamo il risultato di
Brescia, dove la lista del candidato sindaco Laura Castelletti ha preso
il 6,7% mentre alle politiche il risultato è stato solo dello 0, 54; di
Pescara dove il Ps ha preso il 2,9% contro lo 0,8%; di Pisa con il 3,9%
contro l'1% delle politiche, di Asti con il 2,6 contro lo 0,5. Nei
comuni superiori ai 15.000 abitanti c'è da segnalare il caso eclatante
di Casoria, dove il candidato sindaco socialista Tommaso Casillo è
andato al ballottaggio e il Ps ha preso il 22,5% con oltre 10.000 voti
contro il 2,82% delle politiche; di Afragola con il 4,3 a fronte dello
0,86; di San Giovanni Rotodo 4,8% contro l' 1,16; di Orbassano 7,4%
contro l'1,8%; Ivrea 4,1% contro l'1,5; di Ferentino 5,8 contro il 3,1;
di Sant Elpido a Mare 3,2 contro 0,6. "Sono risultati -
prosegue l'esponente socialista - che evidenziano il radicamento
territoriale, la popolarità dei nostri candidati, in presenza di una
legge elettorale che consente di esprimere le preferenze, la logica
delle alleanze che premia le forze coalizzate e non la scelta di parte
esercitata dal Pd, accompagnata dalla truffaldina campagna sul voto
utile, rivelatosi poi inutile, architettata da Veltroni, che ha ottenuto
l'unico risultato di far vincere clamorosamente Berlusconi. Il Congresso
del Partito socialista - conclude Nigra - dovrà riflettere con
estrema attenzione su questi risultati, valorizzarli nella formazione
del gruppo dirigente e ricostruire una presenza a partire da questo
segnale positivo".
(16 aprile 2008)
14 aprile 2008
–
BOSELLI: IL CONGRESSO
DEL PS SCEGLIERÀ IL NUOVO LEADER
Netta vittoria della Pdl alla
Camera e al Senato, crolla la sinistra e per la prima volta nella storia
della repubblica i socialisti non sono presenti in Parlamento. Questi i
risultati del voto di domenica e lunedì, che a scrutinio non ancora
ultimato, dà Il Pdl-Lega Nord e Mpa raggiungono insieme il 46,8% mentre
il Pd-Idv è al 38,5%.
Il Popolo della Libertà risulta raggiungere il 40,1% dei consensi con
la Lega Nord al 5,6% mentre il Movimento per l'autonomia è all'1,1%.
Per quanto riguarda il Pd raggiunge il 33,5% mentre il partito di Di
Pietro si assesta al 5%. L'Unione di centro raggiunge il 5,9%, la
Sinistra l'arcobaleno il 3,6%, la Destra il 2,3%, il Partito socialista
lo 0,9%.
Una responsabilità "gravissima" quella di Walter Veltroni che
con la scelta di andare da solo ha aperto le porte di Palazzo Chigi a
Silvio Berlusconi. È il commento a caldo di Enrico Boselli, che non
nasconde il deludente risultato del suo partito, annunciando le sue
dimissioni: "il congresso sceglierà il nuovo leader".
12 aprile 2008
–
ANGIUS: "IL PD CANNIBALIZZA IL
CENTROSINISTRA E PERDE
"È innegabile la netta
vittoria del PDL. È altrettanto evidente il netto spostamento a
destra dell'equilibrio politico del Paese che riflette mutamenti
profondi in atto nella società italiana. Il negativo e inatteso
risultato del Partito Socialista, si colloca, purtroppo, all'interno di
una più generale disfatta della sinistra italiana". Lo afferma
Gavino Angius, commentando i risultati elettorali. "Ora
occorrerà riflettere sulle ragioni che hanno portato ad avere un
Parlamento nel quale, per la prima volta nella storia d'Italia, non sono
presenti forze politiche dichiaratamente di sinistra. Questo evento
segna una regressione democratica rispetto alla quale tutte le forze che
si richiamano ai valori del socialismo democratico devono compiere una
riflessione autentica, libera da vincoli di pregiudizio".
12 aprile 2008
–
NON TURARTI IL NASO. APRI GLI OCCHI E VOTA SOCIALISTA
Un voto
per il Partito socialista, un voto per eleggere le Camere, perché in
parlamento e nel senato vi sia una robusta presenza socialista. Un voto
al Partito socialista per investire il massimo possibile nella scuola
pubblica, nell’università e nella ricerca, lì dove c’è il futuro
dello sviluppo del paese; Un voto per il Partito socialista perché
questo è il modo migliore e più efficace per l’ampliamento dei
diritti civili e per l’affermazione dei principi di laicità; per
resistere alle pressioni dei cattolici integralisti e della destra che
vogliono farci tornare indietro di trent’anni; per dare anche agli
italiani la libertà di ricerca e la procreazione assistita; per una
legge sulle coppie di fatto e per il divorzio breve per le coppie senza
figli; per il testamento biologico; per una campagna d’informazione e
di educazione sull’uso degli anticoncezionali; per una maternità
consapevole e per una modifica della legge per permettere le adozioni
anche alle monofamiglie. Un voto al Partito socialista per combattere il
dramma delle morti sul lavoro; per completare la legge Biagi, creando
finalmente strumenti e mezzi per fare sì che la flessibilità non si
trasformi in precarietà del lavoro; Un voto al Partito socialista per
una nuova cultura ambientalista, per l’energia pulita, il risparmio
energetico ed efficienti sistemi di smaltimento dei rifiuti. Un voto per
avere anche in Italia come in tutto il resto d’Europa un forte Partito
socialista. Come dicevano i giovani dell’università di Berkeley,
‘ci preoccupiamo del futuro perché è lì che trascorreremo la
nostra vita. Domenica 13 e lunedì 14 non dovete votare turandovi il
naso ma aprendo gli occhi. E vedrete così che c’è un futuro migliore
e possibile.
11
aprile 2008
–
BOSELLI: QUESTO È IL
MIO PARTITO SOCIALISTA, LIBERO, UNITO, AUTONOMO"
"Domenica non dovrete
votare turandovi il naso ma aprendo gli occhi. E vedrete aprendo gli
occhi che il futuro che il partito socialista ha proposto per tutta la
campagna elettorale: laicità e diritti civili, difesa del lavoro e lotta
alla precarietà, scuola pubblica investimento sulle risorse umane e
infine ambiente e clima di cui nessuno ha parlato in questa campagna
elettorale nella quale si è discusso solo di soldi. Ecco questo è il mio
Partito socialista: libero, unito, autonomo".
10 aprile 2008
– BERTINOTTI E CASINI
SMENTISCONO VELTRONI
Sia
Bertinotti sia Casini hanno confermato le parole di Boselli, smentendo
che ci fosse stata alcuna richiesta da parte
del Ps per un accordo con i
loro partiti dopo quello mancato con il Partito democratico. Da Veltroni
ancora nessuna scusa.
10 aprile 2008
– "VELTRONI È UN
BUGIARDO"
"Veltroni è un bugiardo,
mente. Sta dicendo una cosa non vera. Questo mi preme di dire agli
italiani". Enrico Boselli replica con
decisione alle affermazioni di Walter Veltroni di stamattina nel corso
della registrazione di 'Porta a Porta', quando il leader del Pd ha
parlato del mancato accordo con il Partito socialista manifestando
meraviglia per il fatto che socialisti abbiamo poi "bussato alla
porta" di Bertinotti e Casini. "È una cosa molto
grave. Sono affermazioni che riguardano l'onorabilità mia e del partito
che rappresento che non consento a nessuno di fare - ha spiegato
Boselli -. Il fatto che Veltroni l'abbia detto a 48 ore dal voto
conferma che il suo obiettivo è delegittimare la battaglia politica che
il Ps sta facendo". Il segretario socialista aggiunge: "Veltroni
ha calcolato che io non potevo replicare, perché ho esaurito i miei
spazi televisivi, ed è preoccupato perché la nostra rimonta è
spettacolare. Per questo ha deciso di sferrare un colpo a freddo al Ps".
Boselli chiama in causa Casini e Bertinotti: "Invito, prego,
Casini e Bertinotti di dire la verità, quello che sanno: non c'è mai
stata da parte mia alcuna richiesta di fare un accordo". Ma
l'esponente socialista non si accontenta: "Chiedo a Veltroni un
confronto pubblico, e chiedo spazio a chiunque vorrà darci spazio".
7 aprile 2008
– PER IL PS ANCHE GLI ELETTORI
RADICALI
“Pannella - afferma Lanfranco
Turci - dice che l'appello al voto utile per Veltroni è un
appello imbecille, ma non è molto diverso dall'appello al voto
responsabile, dal momento che Veltroni ha già perso la gara con
Berlusconi nel momento stesso in cui ha rifiutato l'apparentamento col
Partito Socialista. Che un leader politico come Pannella arrivi a
teorizzare il male minore - continua Turci - la dice lunga
sull'involuzione del partito radicale, tutto proteso alla caccia di
alcuni seggi e di un congruo finanziamento pubblico. Non credo che
saranno molti gli elettori radicali che si lasceranno convincere da
quest'ultima trovata di Pannella e Bonino. Credo invece - conclude
Turci - che saranno molti di più quelli che faranno l'unica scelta
coerentemente laica e liberale, votando per il partito Socialista”.
4 aprile 2008
– PD E PDL: GARANTISMO A
TARGHE ALTERNE
Nuova pesante ingerenza da parte
dei giudici nella vita politica. Dopo il caso Mastella e quello Pizza,
è stata la volta dell’ex Ministro dell’Ambiente Pecoraro Scanio
iscritto nel registro degli indagati della procura di Potenza con
l'accusa di associazione per delinquere finalizzata a compiere reati
contro la pubblica amministrazione e corruzione. Boselli: "Non
entro nel merito dell'inchiesta, ma se questo giudice avesse fatto
l'appello dell'inchiesta il 15 aprile non sarebbe stato più corretto
per tutti?"
"È assordante – ha aggiunto
Boselli - il silenzio dei due maggiori partiti attorno a Pecoraro
Scanio. Ancora una volta - continua Boselli - assistiamo al
fenomeno del garantismo a targhe alterne e nessuno sembra preoccuparsi
granché dei rischi dell'ennesimo linciaggio mediatico a pochi giorni
dal voto. Come mai Veltroni non spende una parola per un ministro del
governo Prodi? E perché tace Berlusconi che se fosse capitato a lui
avrebbe già strillato contro la giustizia a orologeria? Il
garantismo é la strada maestra per tutelare la giustizia".
3 aprile 2008
– MASTELLA LINCIATO,
BASSOLINO PREMIATO
La posizione dell'ex ministro
della Giustizia Clemente Mastella nell'ambito dell'inchiesta Why Not
è stata archiviata dal gip di Catanzaro, Tiziana Macrì, che ha accolto
in toto la richiesta della Procura generale, è stata archiviata.
"Mastella - ha detto Enrico Boselli - è stato linciato,
mentre Bassolino che ha lo stesso modo di fare politica e forse qualche
responsabilità in più, è ancora al suo posto". "Ora
sarebbe interessante sapere - continua Boselli - cosa ne pensano
Grillo, Santoro e Di Pietro. Noi abbiamo pagato un prezzo: abbiamo
offerto a Mastella un posto nelle nostre liste, e questo non perché
qualcosa ci unisca a lui, ma lo abbiamo fatto in virtù di un principio
garantista per noi irrinunciabile".
"Un giudice - ha detto ancora Boselli - ha deciso le
sorti del governo e un giudice vuol decidere la data delle elezioni. Nel
caso Mastella con la complicità politica del ministro Di Pietro,
premiato per aver sgombrato la strada alle ambizioni di Veltroni, si è
provveduto su pubblica piazza alla 'decapitazione' di un ministro. Nella
vicenda Pizza, un altro giudice, rischia oggi di portarci a un rinvio
delle elezioni. Siamo di fronte a una continua interferenza di parte
della magistratura nella vita democratica del Paese. Chiediamo con
fermezza alle sezioni riunite della Corte di Cassazione - conclude
Boselli - di decidere in tempi rapidissimi per ridare serenità e
sacralità a un atto fondamentale per la democrazia qual è il voto".
1°
aprile 2008
– ZAPATERO MODELLO
PER I SOCIALISTI, PER VELTRONI NO
Finalmente Veltroni ha
gettato la maschera confermando, quanto i socialisti andavano dicendo da
ossia che il suo Pd non ha nulla a che spartire con la socialdemocrazia
europea e con i suoi leader. Zapatero, cattolico e socialista, per il
leader del Pd non è un modello. Al premier spagnolo preferisce Gordon
Brown e Barack Obama. “Peccato che per Veltroni - commenta
Boselli - sarebbe molto difficile identificarsi con il premier
inglese, che sta combattendo una battaglia in Parlamento per far
approvare una legge che autorizzi addirittura la ricerca sulle cellule
“chimera”. Resterebbe Obama, e anche in questo caso, il leader del
Pd sarebbe in grande difficoltà ad accogliere la sua netta posizione a
favore delle unioni civili e la sua opposizione a qualsiasi divieto
costituzionale del matrimonio gay, che per il candidato democratico Usa
dovrebbe essere affidato alla legislazione dei singoli stati. Purtroppo
per Veltroni non vi sono modelli di riferimento, né in Europa, né
negli Stati Uniti. Il che conferma che l’unica vera chimera è il
Partito democratico”.
28 marzo 2008
–
PAR
CONDICIO VIOLATA: MEGLIO LA RUSSIA DI PUTIN
Prosegue la campagna di oscuramento
ai danni del Partito socialista. Spazi negati nei giornali, sondaggi
fasulli che ci danno a percentuali bassissime, par condicio
puntualmente violata. “Neanche nella Russia di Putin si fa così''.
Lo ha detto Enrico Boselli, parlando con i giornalisti a Firenze, prima
tappa del tour elettorale del track socialista.
“Mi trovo - ha spiegato - in questa curiosa situazione di
una campagna elettorale in cui c'è una Serie A, Berlusconi e Veltroni,
una Serie B, Bertinotti e Casini, e poi c'è' una Serie C in cui ci sono
io in compagnia della signora Santanché, e poi, come li vogliamo
definire? I poveracci! ”Ma chi è che ha deciso questo? Chi è che ha
deciso che io non posso partecipare a nessun contraddittorio con altri
candidati? La par condicio - ha affermato Boselli - non
esiste, basta guardare i dati che la Rai ha fornito ieri dei suoi
telegiornali: è una legge violata, e per questo ho presentato un
esposto all'Autorità competente”.
27 marzo 2008
– PARTE IL 'TRUCK'
SOCIALISTA
Parte da Porta Pia il truck
elettorale di oltre 20 metri con cui Enrico Boselli che girerà l'Italia
per favorire quel "vento socialista" che vince in gran
parte d'Europa ."Abbiamo deciso di partire da qui per il nostro
tour elettorale - spiega Boselli - perché é qui che é nata
l'Italia democratica, laica e riformista". La prima tappa per
questo 'gigante-della-strada' sarà Firenze. Poi girerà l'Italia per
concludere poi la campagna, prima del 13-14 aprile, a Napoli.
26 marzo 2008
–
"CRISTO È DI
TUTTI"
Le versioni sono due: una di 30 e
un'altra di 15 secondi. E in tutte e due la scena clou è la stessa: un
Cristo biondo, quello di Jesus Christ Superstar, che apre le braccia
verso il cielo mentre una voce fuori campo dice: "E' lui il
primo socialista della storia!". Lo spot elettorale dei
Socialisti, che dal 29 marzo sarà trasmesso su tutte le reti Tv
nazionali, ha già sollevato numerose polemiche nei giorni scorsi "senza
che nessuno lo avesse visto". Così oggi il leader Enrico
Boselli, accompagnato da Gavino Angius e da Roberto Villetti, decide di
rispondere ai detrattori mostrando il video in anteprima alla stampa,
nella sede del partito, e spiegando che "una polemica preventiva
equivale di fatto ad una censura preventiva".
Non c'è nulla di "blasfemo" in questo messaggio che abbiamo
voluto trasmettere, incalza Angius, perché "Gesù è di tutti"
ed è stato "senz'altro lui il primo ribelle della storia":
un "ribelle che si è battuto per la libertà e la giustizia del
genere umano". E un conto, sottolinea Boselli, è "criticare
le gerarchie ecclesiastiche per alcune scelte sulle quali non siamo
d'accordo e altro è parlare di Cristo. Sono due cose completamente
diverse".
Il primo che paragonò i valori del cristianesimo all'umanesimo
socialista, poi, ricorda Villetti, fu addirittura Antonio Labriola nel
1896, quindi "nessuna novità" su questo fronte.
Il segretario del Ps spiega che i Socialisti spesso si sono rifatti ai
valori del Vangelo e del cristianesimo, a cominciare dal '46, e questo
perché il "Socialismo ha sempre fatto della difesa dei più
deboli la sua battaglia fondamentale". Quindi il riferimento al
Cristo da parte dei socialisti non deve preoccupare, né indignare anche
perché, sottolinea Angius, "Gesù è di tutti coloro che
sanno raccogliere la forza del suo messaggio".
E a dimostrazione di quanto i socialisti abbiano sempre fatto
riferimento all'umanesimo cristiano, Villetti riferisce un ricordo
d'infanzia di Fernando Santi, ex segretario Cgil, che portato dal padre
in una sezione socialista vedendo due quadri appesi raffiguranti due
uomini con la barba, uno scuro e un altro biondo chiese al padre chi
fossero. E la risposta fu: "Il primo, figlio mio, è Karl Marx,
il secondo è Gesù, il primo socialista della storia...".
Infine Boselli, replicando alle critiche giunte in particolare dai
centristi, si è chiesto il perché di questa polemica preventiva:
"Nel messaggio dei socialisti non c'è nulla di sacrilego, di
immorale. Immorale, casomai, è proporre la Rosa bianca e scoprire un
giorno che non c'è più perché si è presa un seggio da Casini".
24 marzo 2008
– LO SPOT DEL PS SU
GESÙ
È polemica sullo spot del
Partito socialista, di cui è uscita un’anticipazione su 'La Stampa'
che definisce Gesù il primo socialista della storia. Lo spot,
che verrà presentato la prossima settimana, ha suscitato una levata di
scudi dalla destra conservatrice e dal mondo cattolico, da Gasparri a
Baccini a Cota, che non hanno esitato a criticare l’iniziativa
pur non avendola vista. Boselli: "I valori del
cristianesimo non sono esclusiva di nessuno, né della Chiesa cattolica
né tantomeno di qualche partito o di qualche esponente politico".
Nigra: "lo spot è rispettoso della figura di
Cristo". Grillini: "Cristo fu il primo
socialista della storia". Del Bue: "ricordate
Prampolini". Craxi: "è un atto di
riconciliazione".
20 marzo 2008
– O VELTRONI MENTE O MENTE DI PIETRO
"Nel corso della trasmissione 'Otto
e mezzo' di martedì sera su La7 - afferma Gavino Angius - Antonio
Di Pietro ha dato una importante notizia. Il ministro ha ripetutamente
sostenuto che l'accordo elettorale siglato tra Pd e Idv non prevede dopo
le elezioni, né la confluenza dell'Idv nel gruppo parlamentare Pd, né
tantomeno lo scioglimento dell'Idv nel Pd. Delle due l'una: o mente il
ministro Di Pietro, o più semplicemente è Walter Veltroni a non dire
la verità agli iscritti Pd e agli elettori. Certo è singolare che a
tutt'oggi Veltroni - conclude Angius - non abbia fatto pervenire
nessuna smentita. E a questo punto vorremmo anche sapere quali sono i
veri accordi siglati con il partito radicale".
20
marzo 2008
–
IL 'VOTO INUTILE'
NON ESISTE
"Il voto non è mai
inutile”. È stato il presidente della Repubblica Giorgio
Napolitano a smascherare finalmente il tormentone messo in atto da
Pd e Pdl in questa campagna elettorale con l’unico scopo di eliminare
dallo scenario politico gli altri partiti. Il capo dello Stato definisce
"qualunquismo" l'atteggiamento di chi considera il
parlamento "una corporazione di avidi fannulloni". È
una cosa che si legge "ogni tanto", ed è una cosa che
"inocula nelle menti il distacco dalla politica". “Sposiamo
parola per parola le parole del Capo dello Stato”. Commenta Enrico
Boselli. “Non solo quelle sul cosiddetto voto inutile, e che tanto
sembrano piacere anche ai grandi giornali come il Corriere della Sera
– continua Boselli – ma soprattutto quelle contro il
qualunquismo che colpisce in primo luogo la democrazia parlamentare".
Spini: "le dichiarazioni di Napolitano fanno giustizia
del tentativo di strangolare quelle forze politiche che non accettano di
omogeneizzarsi a partiti unici". Angius: "votare
ha significa operare delle scelte anche per il proprio futuro, e questa
è una libertà che vale per tutti a prescindere dal partito che si
sceglie".
14 marzo 2008
–
IL 4% NON È UN
TRAGUARDO IMPOSSIBILE
Il 4% per il Partito
socialista non è un traguardo impossibile. Ne è convinto Bobo Craxi
che questa mattina a Milano ha aperto la campagna elettorale del ps.
"Il 4% è difficile - ha detto Craxi - ma non
impossibile. Penso che l'obiettivo sia alla nostra portata, perché temi
come laicità e lavoro possono essere affrontati da socialisti".
Craxi ha poi sottolineato che dopo "tanti anni i socialisti si
ripresentano insieme in un partito che ha storia e tradizione, ma che
guarda avanti. Certo siamo un po' preoccupati per il futuro dell'Italia
perché i due partiti maggiori non mostrano soluzioni". Craxi
rivendica, inoltre, che il Ps non è un "piccolo partito, ma un
grande partito con una grande tradizione. Il voto per il Ps non è
inutile o perso, dato a un piccolo partito o a un nanetto. Soffriamo di
tutte le negazioni di cui soffrono le minoranze. I grandi partiti si
sono spartiti la par condicio in una campagna elettorale
connotata da toni antidemocratici".
14 marzo 2008
–
INFORMAZIONE O
CENSURA TELEVISIVA?
La scelta di Enrico Boselli
di abbandonare la trasmissione di ‘Porta a Porta’ per protestare
contro la censura nei confronti del partito socialista, ha fatto scuola.
Oggi Bertinotti ha organizzato una manifestazione davanti al cavallo di
Viale Mazzini a Roma mentre di nuovo a ‘Porta a Porta’, il comunista
Franco Turigliatto, di Sinistra Critica, ha abbandonato la trasmissione
perché c’era anche l'esponente di Forza Nuova, Roberto Fiore. Per il
presidente della Rai Petruccioli, comunque l’azienda fa il suo dovere
e gli squilibri sarebbero dovuti alla situazione politica dominata dal
duopolio Pd-Pdl e non a un comportamento scorretto dell’azienda. Di
parere del tutto diverso Boselli, che ricorda a Petruccioli lo
0,3% di presenza socialista nelle trasmissioni di approfondimento per
concludere che lui “chiama questa informazione, io la chiamo
censura”.
12 marzo 2008
–
PRODI HA LASCIATO
LA POLITICA PER COLPA DI VELTRONI
"Prodi ha
abbandonato la politica per colpa di Veltroni. E' evidente che c'è un
conflitto di fondo tra i due: poco dopo l'arrivo di Veltroni al vertice
del Pd, se ne è andato Prodi". Lo afferma il candidato premier
Enrico Boselli, in un'intervista a 'Nessuno Tv'. "E se già il
programma di Prodi non era paragonabile a quello di Zapatero sul fronte
dei diritti civili, quello di Veltroni - aggiunge Boselli - fa
addirittura peggio. È più arretrato del programma che in Spagna hanno
presentato i popolari".
"Il Partito Socialista - continua Boselli - è l'unico
interprete del programma di Zapatero in Italia, e anzi propongo a Pd e
Pdl subito larghe intese su tre temi: la legge 194 affinché la si
rafforzi; il registro delle unioni civili; il divorzio breve per chi non
ha figli. Quanto ai rapporti con la Chiesa, non mi stupisce che
quest'ultima parli. Mi sorprende che taccia la politica. I vescovi
parlano in Italia come in Spagna, la differenza è che da noi nessuno
replica".
"Voglio essere più esplicito: Ruini e Bagnasco scendano in
campo, si candidino. Partecipino democraticamente alle elezioni, se
hanno una linea e un programma politico da realizzare. Ma quando
Bagnasco parla di salari bassi e troppe tasse sulla casa, gli ricordo
- conclude Boselli - che se la Chiesa cattolica non godesse
dell'esenzione dall'Ici, tutti i contribuenti pagherebbero meno".
8 marzo 2008 –
AVVIATA LA CAMPAGNA
ELETTORALE: SUPEREREMO LO SBARRAMENTO DEL 4%
"Una campagna
elettorale difficile tendono a cancellarci ma siamo uniti e ce la faremo".
Dall'Auditorium del Massimo all'Eur, Enrico Boselli lancia la
campagna elettorale del partito socialista e non si nasconde le
difficolta' dello scoglio del 4% per entrare in Parlamento. "La
prima novità - osserva Boselli prima dell'inizio dell'assemblea -
è che dopo 15 anni i socialisti sono tutti uniti e si presentano a
queste elezioni in autonomia". I punti principali del programma
elettorale socialista, che viene presentato oggi sono: "laicità
dello stato, scuola pubblica e lotta al lavoro precario per impedire che
sia un dramma per tanti giovani in Italia", sottolinea il
segretario del partito socialista. Riguardo al tipo di competizione che
vede sul campo due grandi partiti, Boselli dice che "non è vero
che non c'e' spazio per gli altri. Chi lo dice mente sapendo di mentire".
"Il voto non è utile - precisa Boselli - il voto è
libero e gli italiani devono sapere che il 13-14 aprile devono dare un
voto in libertà''.
Per i socialisti, che si ritrovano uniti dopo la diaspora di questi
anni, la principale battaglia adesso è quella della visibilità in
televisione. "Nonostante una campagna che tende a cancellarci
supereremo - ribadisce Boselli - lo sbarramento per il
Parlamento. Sono gli elettori che devono scegliere i partiti non i
direttori dei giornali o i conduttori televisivi".
L'assemblea è stata aperta da Alessandro Battilocchio, il più
giovane rappresentante del Parlamento Europeo, che ha sottolineato
"il coraggio di rimandare al mittente le offerte di chi ci
invita ad ammainare le nostre bandiere", con un chiaro
riferimento polemico a Veltroni. "Non abbiamo messo all'asta
- ha detto Battilocchio - la nostra dignità abbiamo respinto, offesi
e sdegnati, le avance di chi ci chiedeva di scioglierci in magmi
indistinti per un piatto di lenticchie".
Tra gli applausi, Battilocchio ha parlato della "storica
bandiera del socialismo che è stata impugnata nel '900 da milioni di
uomini e donne che hanno lottato per rendere migliore l'Italia".
Gianni De Michelis è intervenuto dicendo: "la diaspora è alle
nostre spalle e finalmente siamo uniti e possiamo passare dalla
resistenza al protagonismo".
Ha quindi sottolineato la coincidenza con il voto spagnolo di questo
fine settimana: "salutiamo la vittoria che avranno i socialisti
in Spagna, che varrà più di mille comizi. Veltroni dirà che sta con
Zapatero ma non può dire che e' sulle sue posizioni. Solo noi possiamo
rivendicare a testa alta la comune appartenenza perché conduciamo le
stesse battaglie".
"La riunione fra Veltroni e Boselli - ha affermato Gavino
Angius - è durata 10 secondi. Ha parlato Veltroni e Boselli gli
ha risposto: Tu vuoi sciogliere il Ps ed io dico no". Ora Veltroni
spieghi perché il Pd ha concesso a Di Pietro ciò che ha negato a noi.
Veltroni dovrebbe dimettersi dal Pse, perché non si può essere
democratici in Italia e socialisti sopra le Alpi". Angius
invita i socialisti ad una campagna elettorale "incazzata e
fiera. Ce la possiamo fare. Non so se i radicali si sono venduti, ma
sono andati nel Pd per quattro posti. La verità e che Berlusconi e
Veltroni sono d'accordo. Nei nostri confronti c'è razzismo politico.
Noi non abbiamo venduto i nostri principi. La stampa è silenziosa. Ne
soffriamo, ma il Ps ha un cuore grande così: pensare estremo ed agire
accorto".
"Berlusconi e Veltroni sono d'accordo. Non si combattono fra
loro, ma vogliono distruggere chi sta vicino. Berlusconi vuole
distruggere Udc e Destra. Veltroni vuole distruggere Ps e Sinistra".
Lo afferma Ugo Intini durante la manifestazione elettorale del Ps.
Intini aggiunge: "Mani pulite ha creato Di Pietro e la Lega.
Oggi Berlusconi e Veltroni con gli apparentamenti salvano Di Pietro e la
Lega. È il replay del 1992-1994. Stessi burattini e stessi burattinai.
Pd e Pdl hanno un accordo evidente. Chiunque vinca, farà le stesse
cose: quelle volute dal potere economico".
Intini si rallegra perché i socialisti "sono tutti uniti: da De
Michelis a Spini, da Craxi alla Uil. Il nostro non è un progetto
provinciale: ci riconosciamo nel Pse. Domani speriamo di festeggiare la
vittoria di Zapatero. Il Pd non è Zapatero. Il Pd ha un simbolo verde,
il Psoe rosso. Metà del Pd è con i vescovi, Zapatero no. Il Psoe è
operaio, Calearo vuole un mix fra Zapatero e Aznar. Il Psoe mantiene
immutati nei decenni nome e simbolo, cambiando i dirigenti. Il Pd
mantiene immutati i dirigenti, cambiando simbolo".
6
marzo 2008 –
BOSELLI LASCIA 'PORTA A
PORTA': REGOLE TRUCCATE
Dura solo pochi minuti la
presenza di Enrico Boselli negli studi di 'Porta a Porta'. Il candidato
premier del partito socialista della si alza e se ne va, subito dopo
aver spiegato i motivi di quella che definisce "una protesta
forte, chiara, netta, per quel che accade in campagna elettorale".
Accusa Boselli: "Le regole sono truccate. Da due mesi a questa
parte, questa è la prima trasmissione di approfondimento alla quale
sono invitato. 'Anno zero' e 'Matrix', 'Ballaro' e 'Primo piano', '30
minuti' e 'Tv7' ci hanno cancellato dalla campagna elettorale".
Quanto alla carta stampata, "il sondaggio del 'Corriere della
Sera' ha pubblicato le intenzioni di voto su forze che non esistono più
o non si presentano con il loro simbolo alle elezioni come la Rosa
bianca e i radicali e ha cancellato il Partito socialista".
Per il leader del Ps, "è intollerabile partecipare a questa
campagna elettorale con regole così truccate. E allora - annuncia
alzandosi dalla poltroncina bianca di 'Porta a porta', davanti allo
sguardo perplesso del conduttore Bruno Vespa - me ne vado, per
coerenza con quel che facciamo. Mi ribello a queste regole truccate".
Davanti alla decisione del leader socialista, Vespa cerca prima di
convincerlo a recedere dal suo proposito, quindi gli annuncia che "la
prossima settimana sarà nuovamente invitato a 'Porta a porta' assieme a
tutti gli altri candidati premier". Ma tutto ciò non fa
cambiare idea a Boselli, che ringrazia e lascia lo studio.
Enrico Boselli, dopo aver interrotto la sua partecipazione alla puntata
odierna di 'Porta a Porta', ha manifestato con un centinaio di militanti
socialisti in via Teulada, davanti agli studi Rai. Richiesto un incontro
urgente, si legge in una nota dei socialisti, con Petruccioli. Presenti
al sit in anche i parlamentari del Partito Socialista, tra i quali Craxi,
De Michelis, Villetti, Battilocchio, Piazza, Del Bue, Grillini. Bobo
Craxi piazzandosi davanti all'ingresso del centro Rai di via Teulada
annuncia: "finché non ci riceveranno, da qui non uscirà
nessuno".
5 marzo 2008
– SI SCRIVE PD, SI LEGGE PC
Veltroni presenta le liste
del Partito democratico e è subito rischio di rottura con i Radicali
che lamentano il mancato rispetto degli accordi presi. Emma Bonino ha
usato parole durissime: il Pd è "inaffidabile e indecoroso"
per questo "non intendo candidarmi in Piemonte: non sono un
soprammobile, da loro sbrecciato, che si può prendere e spostare dove
vogliono. Non sono un oggetto che può essere usato o spostato'' .
“Grande solidarietà per i compagni radicali e piena comprensione per
i lamenti del ministro Bonino”. Commenta Angelo Piazza. Del Bue: Emma
e Marco, venite con noi. Craxi: Veltroni ha voluto evitare il lancio
degli ortaggi, ma rischia un giudizio severo sulle sue liste . "La
definizione delle liste del PD - commenta Giacomo Mancini - ha riesumato
le vecchie liturgie di staliniana memoria, che oggi vengono riproposte
con l'inganno teso ai radicali e con la pulizia etnica contro i
socialisti finiti da Veltroni, che seguono il tentativo di cancellazione
del Partito Socialista sugellato dall'alleanza con il manettaro Di
Pietro. All'inizio della campagna elettorale è diventato chiaro che il
nome del partito di Veltroni si scrive PD ma si legge PC".
1°
marzo 2008
– BOSELLI: TORNEREMO IN PARLAMENTO E LA LOTTA ALLE MORTI SUL LAVORO SARÀ
LA NOSTRA PRIORITÀ
"Torneremo in Parlamento: sarà una battaglia elettorale dura ma
non resteremo fuori dalla vita politica del Paese". Lo ha detto
Enrico Boselli, durante il convegno che, a Genova, ha ufficializzato la
decisione del suo partito di correre da solo alle elezioni del 13 e 14
aprile.Al posto di Boselli, nella Sala Sivori dove nel 1892 nacque il
Partito Socialista, ha parlato un giovane operaio dell'Ilva esponente
della Fiom. "Io avevo preparato un discorso -ha spiegato Boselli-
ma questo discorso non credo di poterlo leggere perché oggi Genova è a
lutto e noi dobbiamo rispettare questo lutto. A me non piace la
demagogia, lo sapete -ha proseguito il leader socialista- ma penso che
oggi dobbiamo dedicare questo primo giorno della campagna elettorale
agli operai che stanno manifestando in città".
27 febbraio 2008
– VELTRONI METTE INSIEME TUTTO E IL CONTRARIO DI TUTTO
Dopo gli incontro tra il leader
del Pd e la componente teodem, lo scienziato Piergiorgio Odifreddi
ha bocciato senza mezzi termini l’operato di Veltroni. "Questo
vuol dire non fare una scelta, questo è il veltronismo". Sulla
laicità il professor Odifreddi – commenta Enrico Boselli - fa una
semplice constatazione, quando rimprovera a Veltroni di mettere insieme
tutto e il contrario di tutto. Dice la verità. Cattolici integralisti
come la Binetti e laici come la Bonino "messi confusamente
insieme - osserva - così come il programma che non dice nulla e che
possono sottoscrivere tutti. E' un supermercato delle idee dove chiunque
puo' ritrovarsi ma nessuno sa cosa poi sarà realizzato".
13 febbraio 2008
– DIALOGO CON VELTRONI SOLO SE RICONOSCERÀ
L'AUTONOMIA DEL PS
"L'unica possibilità
per riaprire il dialogo tra socialisti e Pd è che Walter Veltroni
riconosca l'autonomia e l'identità del Partito socialista, altrimenti
sarà la rottura definitiva". Intervenendo a una manifestazione
della costituente socialista al Parco dei Principi a Roma, Enrico
Boselli risponde a Walter Veltroni che oggi, dal palco dell'assemblea
costituente del Pd, ha rinnovato l'invito ai socialisti chiudendo però
le porte a una alleanza tra liste. "Se si vuole cercare di
riprendere il filo del dialogo - avverte Boselli - l'unica strada
possibile è il riconoscimento della nostra autonomia e della nostra
identità. Se questo non avverrà attraverso una alleanza che consenta
di presentare le nostre liste e il nostro simbolo la rottura sarà
definitiva e qualsiasi discorso di prospettiva sarà compromesso".
"Il punto di partenza per noi - ribadisce Boselli - è
un'alleanza tra liste. Dei gruppi unici ne parleremo quando il dialogo
basato su questo presupposto si aprirà".
13 febbraio 2008
– DOPO
IL NO AI SOCIALISTI, VELTRONI DICE SÌ A DI PIETRO
Dopo il no a un
apparentamento con il Partito socialista è i ripetuti proclami del Pd a
correre da soli, è arrivato da Walter Veltroni l’inspiegabile sì ad
Antonio Di Pietro. L’Italia dei Valori sarà, infatti, l’unico
simbolo che affiancherà quello del Partito democratico nelle prossime
elezioni politiche, per confluire in seguito in un unico gruppo
parlamentare.
“E' una decisione che non avrebbe bisogno di commenti".
Afferma Enrico Boselli, secondo il quale "è evidente che se
l'obbiettivo è quello di cancellare i socialisti, Veltroni ha trovato
in Di Pietro un ottimo compagno di strada". “Lo trovo
francamente incredibile”.
Aggiunge Gavino Angius “È incredibile allearsi con l'Idv -
spiega Angius - riconoscendogli lo status e la dignità politica che
viene negata a un partito che si chiama socialista. Il Pd dovrà
spiegarlo di fronte all'opinione pubblica”. E in effetti sarà
difficile spiegare questa insolita alleanza, con un partito
giustizialista come quello di Di Pietro, dopo aver negato la stessa
alleanza a forze riformiste e in teoria più affini come socialisti e
radicali. E ancor più difficile sarà spiegarlo in sede europea al Pse,
dove alle contraddizioni irrisolte sul piano della laicità, si aggiunge
l’anomalia di un partito che rifiuta i socialisti in Italia, e poi
chiede di far parte del partito socialista europeo.
25 febbraio 2008
–
NO AL BERLUSCONISMO DI SINISTRA
La storia italiana è impregnata
di socialismo, ricorda Boselli: "da Turati a Matteotti, da
Pertini a Saragat, da Carnevale a Craxi. Adesso ci chiamano nanetti: lo
saremo anche, ma camminiamo sulle loro spalle". Da Roma
domenica mattina primissimi passi della campagna elettorale con la
manifestazione organizzata dalla federazione socialista, e a cui hanno
partecipato oltre a Boselli, i principali esponenti del partito, da
Angius a De Michelis, a Craxi, Nigra, Grillini, Quadrana e tanti altri.
Affollatissima sala del Jolly Hotel per quella che è la prima uscita
pubblica in vista del 13 e 14 aprile. Frecciate polemiche per il partito
democratico così come è stato delineato dall'accoppiata Veltroni-Di
Pietro, auguri ai radicali che hanno deciso di imbarcarsi, un
ringraziamento e un appello agli oltre 74 mila iscritti del partito.
24 febbraio 2008
–
IL SEGRETARIO DEL PD È NERVOSO E PASSA AGLI INSULTI
Di fronte a una posizione
coerente e chiara, Veltroni risponde però insultando, un segnale
evidente di preoccupazione che si aggiunge alle cattive previsioni del
risultato elettorale del 13 aprile. Un metodo che ricorda quelli del più
vetero comunismo, cui pure l'ex sindaco di Roma dice di non aver mai
appartenuto. Dice lui. Il segretario del Pd usa parole pesanti nei
confronti di Boselli durante la registrazione della puntata di 'Tv7' in
onda su Rai Uno. "Loro si sono candidati in questi anni in
Parlamento con tutti i camuffamenti immaginabili, col Girasole insieme
ai Verdi, i Radicali nella Rosa nel pugno... L'unica volta che gli
chiediamo far parte di un grande soggetto riformista, loro si rifiutano".
Soprattutto, "la cosa che mi ha più colpito è che poi siano
andati a bussare una volta alla Sinistra arcobaleno e un'altra volta da
Casini nel tentativo di avere una partecipazione alle loro liste,
peraltro con risultati non positivi".
"Non ho bussato a nessuna porta, né a quella di Bertinotti,
né a quella di Casini. E Veltroni lo sa bene, perché non ho bussato
nemmeno alla sua", replica a tambur battente Boselli.
"Invece di esaminare la questione socialista per quella che è,
Veltroni getta discredito, delegittima e falsifica le nostre posizioni.
Questo non è il nuovo, ma un metodo molto molto vecchio".
20 febbraio 2008
– ANGIUS: SE PD VUOLE VINCERE FACCIA INTESA CON I SOCIALISTI
Se è vero, come emerge
dai sondaggi, che il Pd sta recuperando qualcosa rispetto al Pdl, "ciò
significa - come sapevamo - che con i voti socialisti si può
sconfiggere il centrodestra: percheé allora, il Pd respinge un accordo
politico ed elettorale con il Partito Socialista rifiutando i suoi voti
che confluirebbero su Walter Veltroni?'. E' la domanda rivolta ai
vertici del partito dal vice presidente del Senato Gavino Angius,
esponente del Partito socialista. 'Il Pd - incalza Angius - vuole
vincere davvero queste elezioni, o è già rassegnato? Noi non
siamo rassegnati a restituire l'Italia al centrodestra, ma vogliamo dare
all'Italia una nuova stagione di riforme per il suo profondo
rinnovamento e cambiamento. Aggiungo: è più importante per il Pd
avere un partito forte ma sconfitto, oppure vincere le elezioni e
lasciare il centrodestra all'opposizione? Vedendo come il Pd agisce
sorgono molti interrogativi".
11 febbraio 2008
– "NO,
GRAZIE. I SOCIALISTI NON SI SCIOLGONO"
I socialisti non si
sciolgono e alle elezioni di aprile presenteranno il loro simbolo e le
loro liste. Questo il risultato dell’incontro che si è svolto questa
mattina, al Loft del Pd di Piazza S. Anastasia a Roma, durato un’ora,
tra Enrico Boselli e Gavino Angius da una parte, Walter Veltroni e Dario
Franceschini dall’altra che sono tornarti a riproporre l’offerta di
candidare socialiste nel Pd. No grazie, hanno risposto Boselli e Angius.
Il partito socialista non si scioglie perché glielo chiede Veltroni.
“L'incontro - ha detto Boselli al termine del colloquio - è
stato chiaro. Veltroni e Franceschini ci hanno chiesto di entrare nelle
liste del Pd e non una discussione e un accordo su un programma
riformista”. "Noi abbiamo ripetuto che non accettiamo di
essere sciolti. Se l'alternativa è o vi sciogliete oppure vi
sciogliete, noi ripetiamo che non ci scioglieremo perché rappresentiamo
una forza politica importante in questo Paese che può svolgere un
compito importante, a difesa della laicità e dei diritti civili”.
Boselli ha quindi annunciato per domani (martedì) una riunione degli
organi direttivi del partito per sciogliere il nodo delle alleanze, cioè
di dar vita ad una lista collegata: "Se ci troviamo d'accordo
- conclude Boselli- possiamo collegarci. Non avrei nessuna difficoltà".
9 febbraio 2008
– NEL
CENTROSINISTRA SARÀ UNA SFIDA A TRE
Veltroni conferma la scelta del Partito
democratico di presentarsi da solo alle prossime elezioni e chiude
definitivamente la porta a una coalizione con la Cosa rossa. Il
Partito socialista ribadisce la decisione di presentarsi alle urne con
le proprie liste e il proprio simbolo.
"Avremmo accettato volentieri un confronto - afferma Enrico
Boselli - sulla base di un programma di governo con una
chiara e netta impronta riformista. Saremmo stati pronti a discuterne
con Veltroni se avesse voluto farlo mentre non ci ha mai interessato
l’ipotesi di essere assorbiti nelle liste lettorali del Partito
democratico".
"Nel centro sinistra la sfida è a tre, fra Partito
democratico Sinistra Arcobaleno e Partito socialista".
Aggiunge Gavino Angius. "Ma il Pd si rende conto di ciò
che pretende dal Partito socialista? Ci si chiede, praticamente di
annullarci, all'esclusivo fine di far risultare il Pd il primo partito
italiano. Ma ciò, viste le scelte di forza Italia e Alleanza
nazionale, comunque non accadrà. Il mancato raggiungimento di un
accordo con il Pd, trasformerebbe la campagna elettorale contro la Cdl
in una lotta interna alle forze del centro sinistra. La divisione dei
riformisti - conclude Angius - è un qualcosa di cui davvero
l'Italia non sentiva il bisogno".
7 febbraio 2008 – AL
VOTO IL 13 E IL 14 APRILE....
Al voto il 13 e il 14 aprile. Questa
l'indicazione emersa dal Consiglio dei ministri, invece non e' ancora
stata presa la decisione se abbinare o meno le elezioni amministrative
a quelle politiche. Intanto prosegue il dibattito sulle alleanze, con
il Pd che insiste per andare da solo, puntando nell'effetto novità.
“La scelta che abbiamo già compiuto, e che certo non
modificheremo, è che tanto alle prossime elezioni per la Camera e il
Senato quanto a quelle amministrative, il Partito socialista sarà
presente con il suo simbolo e le sue liste”. Ribadisce Enrico
Boselli. “Per quanto riguarda il dibattito interno al
centrosinistra – continua Boselli - su apparentamenti, liste
e coalizioni, ritengo che l’unico metro che ci deve guidare, debba
essere quello della condivisione di un programma di governo, veramente
innovativo e riformista, senza pregiudiziali per nessuno”.
"Per i socialisti l'unica discriminante - ha aggiunto Gavino
Angius - è il fermo ancoraggio ad un programma su cui
costruire l'alleanza per il governo dell'Italia che si occupi di
salari e stipendi, di lavoro, di sicurezza, di stato sociale e di
diritti civili. Ci preoccupano le troppe discordanze e le immotivate
chiusure, criticate oggi anche da Parisi, di esponenti del Partito
democratico. Il rischio - conclude Angius - è di regalare
prima ancora del voto il governo dell'Italia al centro destra".
5
febbraio 2008 –
IL
PARTITO SOCIALISTA DI FRONTE ALLE ELEZIONI POLITICHE
Boselli:
socialisti con liste e simboli propri
“A chiudere
definitivamente la porta all’iniziativa di carattere istituzionale
del presidente Marini – commenta Enrico
Boselli – è stato Berlusconi, accompagnato dal coro
di tutto il centrodestra. Ora si tratta di affrontare una sfida che
non è affatto persa in partenza. Noi – conclude - daremo il
nostro contributo a questa battaglia presentando le liste e il simbolo
del Partito socialista alla Camera dei deputati e al Senato”.
Craxi: apparentamento con il Pd o
andremo da soli
"Se il Pd vuole l'apparentamento bene, altrimenti il
Partito Socialista può andare da solo. L'area laico socialista
presenterà comunque il suo simbolo alle elezioni. E' nell'interesse
di Veltroni contare su questa area. Poi se uno vuole andare da solo,
da solo resta...". Lo afferma Vittorio Craxi, a margine di un
convegno su Bettino Craxi.
Intini:
alleanza con i socialisti giova al Pd
"Un'alleanza con i socialisti credo giovi al Partito
democratico". Lo ha detto Ugo Intini parlando a margine del
seminario su Bettino Craxi: "Noi ci collochiamo a sinistra –
ha spiegato Intini –
e speriamo che una forte iniezione di identità socialista aiuti la
sinistra in questo momento difficile".
Poco prima, parlando nel corso del convegno, Intini aveva detto che
"i socialisti non sono sconfitti anche perché le loro idee
hanno vinto storicamente nel Paese. Andiamo alle elezioni: dobbiamo far
sì che lo schieramento di sinistra sia a guida socialista".
1°
febbraio 2008 –
BOSELLI:
SÌ AL GOVERNO, NO AL REFERENDUM E ALLA 'BOZZA BIANCO'
Partito Socialista di Enrico Boselli dice
"no" alla bozza Bianco e "si' alla nascita di un
governo che trovi un accordo chiaro e preventivo per una nuova legge
elettorale". E' quanto emerso dopo l'incontro con il presidented
el Senato, Franco Marini, a palazzo Giustiniani nell'ambito delle
consultazioni per formare il nuovo governo. Boselli si dice anche
contrario al referendum "perche' sbagliato e che rischia di
produrre una legge peggiore di quella attuale".
Boselli era accompagnato dai capigruppo socialisti Roberto Villetti e
Gavino Angius. Quest'ultimo, proprio sulla bozza Bianco, ha spiegato:
"Siamo contrari e lo abbiamo detto tante volte in commissione
avanzando proposte fortemente correttive di quella bozza che sono
rimaste inascoltate".
27
gennaio 2008 – DEL
BUE: SE SI VOTA, NO ALL'UNIONE, SÌ AL POLO RIFORMISTA
Noi siamo per evitare le
elezioni. E riteniamo che esse non risolverebbero i problemi del Paese.
Ma piuttosto che un governo di tre mesi col solo compito di fare una
legge elettorale capestro, meglio il voto subito. In questo caso credo
che il Partito socialista dovrebbe essere interessato a un Polo
riformista e non alla riedizione di un’Unione che ha fallito. Penso
che su questo Veltroni abbia ragione. E non capisco perchè altri
socialisti, invece, vogliano riproporre una formula fallita e senza
respiro e attrattiva per i socialisti riformisti che mai dovrebbero
volersi confondere coi massimalisti.
19 gennaio 2008 –
LEGGE ELETTORALE - VELTRONI: IL PD ANDRÀ DA SOLO - BOSELLI E ANGIUS:
NOI CON IL NOSTRO SIMBOLO
"Con qualsiasi legge
elettorale", il Pd correra' da solo. Ma faccia lo stesso anche
Forza Italia, principale partito dell'opposizione. E' la sfida lanciata
da Walter Veltroni dal palco dell'assemblea annuale dell'associazione
'Liberta' eguale' ad Orvieto. Immediata la le replica del Partito
socialista. "Veltroni stia tranquillo se questa e' la sfida
l'accettiamo, anzi la rilanciamo con forza: sulla prossima scheda
elettorale trovera' il nostro simbolo: il simbolo di Partito
socialista". Ha affermato Gavino
Angius dal convegno sulla laicità di
Torino."Quando si dice 'ci presenteremo da soli' - ha aggiunto Enrico
Boselli - significa che o non si ha fiducia nella
coalizione, oppure che il vero obiettivo e' quello di far vincere il
proprio partito".
Ma, conclude Boselli, 'noi non abbiamo
paura di questa situazione e ci concentreremo sulla nostra battaglia
politica'.
“Si ha l’impressione che Veltroni sia molto più preoccupato
di far vincere il Pd all’interno del centrosinistra contro i suoi
stessi alleati che non nel Paese”, ha aggiunto Roberto
Villetti intervenendo a Orvieto al convegno di Libertà
euguale. "Stiamo costruendo un grande partito- ha proseguito Angius
- E non abbiamo paura di niente e di nessuno. Stiamo costruendo il
partito delle liberta', dei diritti, della laicita'. Ma anche un partito
si prende le proprie responsabilita'. E trovo ad esempio triste,
patetico e vergognoso che tanta parte della classe dirigente italiana
abbia ammainato la bandiera della laicita' e domani pensi di andare
all'Angelus del Papa, come i tifosi vanno alla curva sud"."
“Veltroni – ha affermato Villetti - dice che il partito democratico
si presenterà alle elezioni da solo qualunque sia il sistema elettorale
e invita Berlusconi a fare altrettanto. Vale in questo caso il dilemma
del prigioniero: se il partito di Veltroni e quello di Berlusconi
corressero da soli o entrambi formassero delle coalizioni, sarebbe una
gara ad armi pari. Se invece uno dei due scegliesse di andare da solo e l’altro di fare una coalizione sarebbe chiaro fin dall’inizio chi
vince e chi perde. E non ci vuole molto a capire che Berlusconi, pur di
vincere, farà l’alleanza anche con l’estrema destra di Storace.
Veltroni – ha continuato poi il capogruppo alla Camera - ha fatto un
elenco di problemi gravissimi del Paese, dalla perdita del potere di
acquisto di salari e stipendi fino al dramma dei rifiuti. Ma chi
dovrebbe risolverli? Non si può parlare come se si fosse
all’opposizione quando il Partito democratico conta 18 ministri su 25
compreso il presidente del consiglio, governa nelle maggior parte delle
regioni, delle province e dei comuni e in Campania guida tanto la
regione quanto il comune di Napoli. A sentire Veltroni – ha concluso -
si ha l’impressione che ci sia un leader dell’opposizione in più e
che il Pd non sia al governo”
La
crisi di governo è anche colpa del Partito Democratico
Prodi attacca e davanti
all'aula di Montecitorio rivendica i risultati ottenuti dal suo
Governo, esprime la solidarietà a Mastella e invita chi vuole la
crisi ad assumersene le responsabilità. "Questo è un governo
- ha detto - che, nato su un patto di legislatura sottoscritto da
tutti i partiti dell'Unione il 20 giugno del 2005, si era ripromesso,
cito testualmente, 'un'alleanza destinata a durare per l'intero arco
della legislatura'. Questo è un governo - ha proseguito - che,
nato sulla base di un programma elettorale firmato e condiviso da
tutti i partiti dell'Unione l'11 febbraio del 2006, ha avuto il
mandato di guidare il Paese per cinque anni".
“Se siamo in questa situazione, la responsabilità non può
essere certo data soltanto a Mastella”. Lo afferma Enrico
Boselli. “Alle difficoltà di una maggioranza che al Senato
ha sempre dovuto combattere per la sopravvivenza sul filo di
pochissimi voti – continua Boselli - si sono aggiunte le
tensioni determinate dalla nascita del Partito democratico e in
particolare dalle iniziative di Veltroni in tema di legge elettorale.
Non si può davvero pensare che il tentativo di trovare un accordo con
Berlusconi, tagliando fuori una parte della coalizione, avrebbe
allungato la vita al governo Prodi”.
(19 gennaio 2008)
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