cronache
nazionali
2008

 

Nencini lancia le tre campagne di autunno:
riforme, precariato e diritti civili

Nelle piazze d'Italia per raccogliere le firme per proposte di legge di iniziativa popolare

Un’Assemblea Costituente per le riforme istituzionali, norme per ridurre il precariato e diritti civili. Saranno questi i temi delle tre “campagne d’autunno” che il Partito Socialista ha lanciato domenica da Vieste, in chiusura della tre giorni di “Socialisti in festa”, la kermesse nazionale dei riformisti organizzata dal Ps e da Mondoperaio.
Ci muoveremo su un doppio binario – ha detto il segretario Riccardo Nencini chiudendo la festa con un dibattito al quale sono intervenuti Savino Pezzotta (Udc) e Nicola La Torre (Pd) – su tutto il territorio nazionale raccoglieremo le firme per presentare in Parlamento proposte di legge di iniziativa popolare, raccogliendo per ogni legge le cinquantamila firme previste dalla Costituzione. Continuerà inoltre la nostra battaglia per una ‘Repubblica della partecipazione, e promuoveremo un ‘Comitato per la democrazia’ con le forze politiche non rappresentate in Parlamento, che metta in campo una proposta di riforma delle istituzioni, per rafforzare la democrazia rappresentativa e difendere le preferenze alle prossime europee”.
Il nostro paese – ha detto ancora Nencini – deve ribellarsi al tentativo di riforma della legge elettorale europea e pretendere il mantenimento di un sistema proporzionale puro con preferenze, che garantisca la democrazia in Italia come in Europa”.
Un ‘testimonial’ d’eccezione della campagna in difesa delle preferenze dei socialisti sarà Vittorio Sgarbi, che proprio ieri da Vieste ha definito “criminale” l’attuale sistema elettorale. “La democrazia è stata ferita – ha detto Sgarbi – spero non colpita definitivamente, ma è sul punto di morire”. Eliminare le preferenze, secondo Sgarbi, significa in sostanza sottrarre alla democrazia il criterio della meritocrazia nella selezione della classe politica.
La mattinata si era aperta con un dibattito sulla costituzione, nel quale si sono confrontati da una parte Rino Formica e Roberto Biscardini e dall’altra l’on. Stefano Ceccanti.  I socialisti si sono dichiarati a favore di un riforma integrale della Costituzione,  per rispondere alle esigenze di cambiamento rivendicate dalla società. “Noi – ha affermato Biscardini – invochiamo inoltre l’elezione diretta da parte dei cittadini di una Assemblea costituente per sottrarre al Parlamento e alle logiche di governo la riforma costituzionale”. Per Stefano Ceccanti del Pd è invece sufficiente qualche aggiustamento e integrazione del titolo quinto, ad insegna del vecchio slogan “la Costitizione non si tocca”.

(23 settembre 2008) 

Petizione popolare su riforma della giustizia
Una proposta nel segno di Giovanni Falcone da confrontare con i cittadini
Una riforma organica della giustizia italiana, i cui punti fondanti saranno sottoposti al vaglio dei cittadini sotto forma di petizione. Ad annunciarla è Riccardo Nencini, segretario nazionale del Partito Socialista, anticipando i temi che saranno affrontati a partire da oggi nel corso del seminario "Giustizia: tutto da rifare?" in programma a Roma (St. Regis Grand Hotel, via Vittorio Emanuele Orlando 3). Il convegno, che sarà a porte aperte, è nato nei mesi scorsi proprio da un'idea dei socialisti ed ha trovato fin da subito la convergenza di altre forze politiche, in primis l'Udc di Pierferdinando Casini. Ad aprire i lavori, oggi alle 15, sarà Giuliano Vassalli, presidente emerito della Corte Costituzionale, con il quale Nencini ha avuto ieri un lungo colloquio telefonico in cui ha esposto gli aspetti principali della riforma dei socialisti. «Le nostre idee – spiega Nencini – sono sostanzialmente le idee di Giovanni Falcone ed il nostro compito sarà quello di portarle in giro per tutta l'Italia e rafforzarle attraverso l'avallo dei cittadini con una petizione popolare, in modo da sostenere da fuori le istituzioni chi, come l'Udc, avrà il compito di portare dentro il Parlamento una riforma di cui il Paese ha estremo bisogno».
Nel corso del seminario di studi e nelle conclusioni di Nencini, previste per domani, saranno evidenziati i punti salienti della riforma Ps, messi a punto dal coordinatore della segreteria Marco Di Lello: rigida separazione delle carriere tra pm e giudici e sì al pm eletto dal popolo; giustizia più veloce, con obbligo di almeno quattro udienze settimanali; responsabilità civile dei giudici per colpe gravi e negligenze; valutazione delle carriere basata non solo sull'anzianità ma anche sul merito; riforma del Csm sullo schema previsto per la Consulta; maggiore efficacia della pena con revisione di alcuni aspetti della legge Gozzini.

(2 settembre 2008) 

Proposte socialiste sulla Giustizia
Separazione delle carriere, riforma del Csm, revisione dell'obbligo dell'azione penale, riduzione dei tempi dei processi
Riforma della giustizia al centro del dibattito politico e dell' iniziativa Udc-Ps programmata  per il 2 e 3 settembre prossimi. Casini e Nencini hanno organizzato un convegno, attraverso  le fondazioni che fanno capo ai rispettivi partiti , Liberal e Mondo operaio, durante il quale  saranno approfondite le loro proposte. Per Riccardo Nencini le linee della proposta socialista  si  rifanno sostanzialmente alle idee di Falcone: separazione delle carriere, riforma del Csm, revisione dell' obbligo dell'azione penale, riduzione dei tempi dei processi.  Il segretario socialista aveva anche invitato nei giorni scorsi lo stesso Di Pietro ad intervenire:  ''venga Di Pietro - aveva detto - a confrontarsi con noi al convegno nazionale sulla giustizia:  sarà un modo per  sgombrare il campo dagli equivoci e schierare i partiti almeno sul fronte della chiarezza, a cominciare dai temi più cari a Falcone, dall'azione penale discrezionale, ai rischi dell' arbitrarietà giudiziaria, ai profili di rapporti di potere che investono l'azione del Csm''.

(27 agosto 2008)

Contro lo sbarramento e l'abolizione delle preferenze
Nencini propone un fronte comune tra le forze riformiste
«Una Lega nazionale per la democrazia tra le forze riformiste, che prima del 28 agosto metta in campo nuove iniziative comuni per dire no all'abolizione delle preferenze e all'introduzione dello sbarramento alle elezioni europee». 
A poche ore dall'annuncio del Governo di portare in approvazione nella prossima seduta del Consiglio dei ministri il ddl di riforma della legge elettorale europea, è Riccardo Nencini, segretario nazionale del Partito Socialista, a lanciare la proposta di un fronte comune e trasversale ai due schieramenti contro l'abolizione delle preferenze e l'introduzione dello sbarramento. «Alla campagna pubblica del Partito Socialista, che nella sola giornata di domenica scorsa ha visto raccogliere oltre 40.000 firme a favore della preferenza in tutta Italia - dice ancora Nencini - si uniscono adesso quelle dell'Udc di Casini e del Partito Repubblicano di Nucara, mentre anche l'Mpa ha espresso una posizione chiara contro l'introduzione dello sbarramento. Segno che si tratta di una battaglia non di parte ma nell'interesse della democrazia. Rinnovo quindi il mio 'appello nominale' a tutti i riformisti, dal Pd all'Udc, dai repubblicani ai verdi, dai Radicali all'Mpa, affinché assieme possiamo far sentire la nostra voce per restituire ai cittadini la capacità di scegliere i loro rappresentanti nelle istituzioni».

(10 agosto 2008) 

Socialisti in piazza per il ripristino delle preferenze
La prima campagna pubblica parte dalla scheda elettorale

Si intitola ‘La Repubblica senza partecipazione’ la prima campagna pubblica del Partito Socialista, che domenica 27 luglio in alcune tra le principali città-simbolo della Carta Costituzionale, sarà diretta a raccogliere adesioni per rendere più forte il vincolo tra eletti e cittadini riconsegnando agli elettori la possibilità di scegliere, attraverso la preferenza, chi dovrà sedere in Parlamento.
L’iniziativa è stata presentata questo pomeriggio da Riccardo Nencini, Segretario Nazionale del Ps, in una conferenza stampa a Montecitorio. ‘La Repubblica senza partecipazione’ si svolgerà in molte città d’Italia e luoghi simbolo che richiamano i principi della Carta Costituzionale. Come Reggio Emilia, dove è nato il tricolore; Milano, al centro delle cronache per i casi di Eluana Englaro e della moschea di viale Jenner; Torino, città natale di Giuseppe Saragat e recentemente teatro della tragedia alla fabbrica ThyssenKrupp. Tra le altre città scelte dai socialisti Roma, Padova, Napoli, Perugia, Sassari. Riccardo Nencini sarà a Firenze, dove ricorderà i padri costituenti Piero Calamandrei, Giorgio La Pira e Amintore Fanfani e presenterà la petizione per chiedere il ripristino del voto di preferenza nel sistema elettorale italiano.

(27 luglio 2008) 

I Riformisti, prima o poi, torneranno a bussare alla porta dei Socialisti
Lettera di Riccardo Nencini al Corriere della Sera
Caro Direttore,
Ostellino nell'editoriale di ieri torna su un tema irrisolto: il rapporto difficile fra socialisti ed ex-comunisti.
Vorrei riprendere alcune considerazioni lì sviluppate.
Le prime, amare, riguardano il caso Del Turco. È stato scritto che le
presunte tangenti servissero a comprare il passaggio di otto senatori dello SDI nelle file del PD. Impossibile. Non c'erano senatori socialisti. Se anche vi fossero stati, non sarebbe stata un'operazione praticabile perché i socialisti non sono in vendita. C'è un secondo motivo d'amarezza. È almeno bizzarro che quando si tratta di eleggere rappresentanti della sinistra il PD presenti con legittimo orgoglio le sue donne ed i suoi uomini; ma quando gli stessi cadono in disgrazia - mi auguro per Del Turco temporanea - diventano improvvisamente ex socialisti, ex democristiani o ex qualsiasi altra cosa. Ma veniamo al nodo politico della "solitudine dei socialisti". Un partito dell'1% può sentirsi solo, ma non quando è in compagnia di buone idee. Idee non dissimili da quelle che hanno segnato la rinascita del partito laburista britannico e dei socialisti spagnoli. Idee che si richiamano all'individualismo solidale, che non si rassegnano a confondere il mercato con l'egoismo edonista e che credono fortemente nella funzione della politica. Idee che si richiamano al merito, al talento, all'inclusione, ad una serena sicurezza per i cittadini. Era proprio la modernità di queste idee, portate avanti coraggiosamente dai socialisti, a spaventare certa sinistra. Idee scomode in quanto dotate della forza, e non soltanto del pessimismo, della ragione. Tangentopoli ha costituito una facile scorciatoia per tentare di liquidare questo pensiero, ma senza successo. Si può annientare un avversario politico, infatti, ma non si può deviare il corso della storia. È da lì che parte quella che Ostellino definisce "la sorda continuità antisocialista. che consente al postcomunismo di sottrarsi a una scelta culturale, politica e, perché no, elettorale". Questi evitamenti sono la principale spiegazione delle difficoltà della sinistra italiana, che ha cercato di sopperirvi legandosi prima alla sinistra radicale e ora all'inqualificabile (strictu sensu!) Di Pietro, ma sempre escludendo l'unico approdo possibile. Può anche capitare la sorte di vincere un'elezione - 2006 docet - ma resti comunque senza un impianto politico-culturale per governare. Ricordo che solo quando i socialisti hanno avuto percentuali elettorali a due cifre il centrosinistra ha dimostrato robustezza e l'effettiva possibilità di diventare maggioranza in Italia. Noi stiamo qui, su una frontiera politica e culturale che con coerenza presidiamo da oltre quarant'anni. 
E i riformisti, prima o poi, verranno a bussare.

(20 luglio 2008) 

Ritorno al passato?

un acre sapore di tangentopoli dietro l'arresto di Del Turco
Passato indenne, nel 1992, al passaggio devastante del ciclone "tangentopoli", gran cerimoniere nel 1994, come ultimo segretario dell'ingloriosa archiviazione della storia gloriosa del PSI, Ottaviano Del Turco è poi approdato allo SDI per fuggirne lo scorso anno ed abbandonarsi tra le braccia di Veltroni e del PD.

Questa è la cronaca, in sintesi, degli ultimi quindici anni di attività politica di un personaggio stimato a destra come a sinistra, anche per una lunga e più antica militanza sindacale.

Nessun sospetto (o forse pochissimi) fino all'arresto di questa mattina. Inaspettatamente, sono scattate le manette per il presidente della Regione Abruzzo, insieme ad esponenti di centrosinistra e centrodestra. 

Mancando una reale conoscenza dei fatti - oltre la mostruosa accusa di aver intascato una maxi-tangente di sei milioni di euro - i palazzi della politica tornano a scuotersi e ad interrogarsi su questa ennesima iniziativa della Magistratura.
È mai possibile che Del Turco - mai coinvolto nella "tangentopoli" storica dei primi anni Novanta - possa, in questi ultimi anni, essersi macchiato di reati gravi come l'associazione
per delinquere, la concussione, la corruzione, il riciclaggio, la truffa, il falso e l'abuso d'ufficio?
Ritorna dal passato un acre sapore, lo stesso che coprì gli eccessi della "Milano da bere". Ritornano gli stessi metodi, crudi e brutali, comunque eccessivi di spasmodica ricerca del massimo effetto mediatico.
Staremo a vedere come finirà questa vicenda, per certi versi incredibile. Di sicuro, non ci uniamo al coro ipocrita, che vede in testa l'imbarazzato Veltroni a pronunciare l'usata e bugiarda frase: "piena fiducia nell'operato della Magistratura".

(20 luglio 2008) 

"Nasce Orange, associazione politico culturale per il socialismo europeo"

Dopo Red di Massimo D’Alema e White di Pierluigi Castagnetti 
È nata Orange associazione politico culturale di ispirazione socialista. Ad animarla giovani dirigenti vicini alle posizioni di Giacomo Mancini, dirigente nazionale del Partito Socialista e deputato nelle ultime due legislature. E’ il coordinatore Salvatore Giorno, brillante avvocato e tra l’altro segretario generale della Fondazione Mancini, a fissare gli obiettivi di Orange. “La nostra sfida - spiega Giorno - è quella di offrire il contributo alla definizione delle fondamenta politico-culturali di un nuovo centrosinistra. La nostra stella polare è l’Europa ed il campo del socialismo europeo. Per questo riteniamo utile favorire un dialogo con quanti all’interno del PD ritengono imprescindibile quella collocazione. Allo stesso tempo vogliamo stimolare quelle forze che avevano dato vita alla Sinistra Arcobaleno, che hanno deciso di rompere con le posizioni massimaliste, perché si incamminino senza tentennamenti verso l’approdo al socialismo europeo. Iniziamo dalla Calabria - continua Giorno - dove la forza e l’organizzazione socialista è ancora presente e radicata, ma abbiamo l’ambizione di creare una rete in tutto il territorio nazionale rivolta a tutti coloro che vogliono dare vita ad una grande forza socialdemocratica. Allo stesso tempo - prosegue Giorno - è nostro interesse aprire un dialogo e un confronto virtuoso con i settori più innovativi e moderni presenti nel centrodestra con i quali vogliamo condividere la sfida di far affermare una nuova classe dirigente ad iniziare dal Mezzogiorno dove c’è ancora troppo immobilismo. Infine – aggiunge Giorno – abbiamo scelto come nome Orange perché l’arancione è il colore dei riformisti”. Ad Orange hanno già aderito diversi amministratori calabresi e dirigenti di primo livello del Partito Socialista. Tra gli altri si segnalano il consigliere provinciale di Reggio Calabria, Carmine Alvaro, quello di Catanzaro, Mario De Onofrio, quello di Crotone Luigi Rocca, quelli di Cosenza Vincenzo Adamo e Antonio Ruffolo, Leonardo Trento gli assessori provinciali di Crotone e di Cosenza, Donato Greco e Pietro Mari, il consigliere regionale Salvatore Magarò e numerosi sindaci e amministratori di comuni piccoli e medi della Calabria.

(13 luglio 2008) 

"Il Pd scelga, o i socialisti o Di Pietro"
Nencini pone a Veltroni una netta condizione
Il neo-segretario socialista, nel porre al collega del Pd un aut aut deciso, ha spiegato che "sciogliere l'apparentamento con l'Idv è interesse comune di tutti i riformisti". In effetti, i socialisti vedono come il nemico politico principale, proprio il populismo messo in campo dall'ex pm.

(7 luglio 2008) 

Nencini segretario all'unanimità
Il Congresso nazionale si esprime finalmente unito
Riccardo Nencini è il nuovo segretario del Partito socialista. L'accordo sul nome del presidente del consiglio regionale della Toscana è giunto ieri notte dopo che Pia Locatelli, l'europarlamentare socialista candidata alla segreteria con la seconda mozione congressuale, ha deciso di ritirarsi e di lasciare via libera al Presidente del Consiglio regionale della Toscana. Al neo segretario spetta ora, sulla scorta del consenso unanime ottenuto al congresso di Montecatini Terme, di rilanciare il partito escluso dal Parlamento alle ultime elezioni e sceso ben oltre i suoi minimi storici. In questo senso l'intesa fra le tre mozioni che inizialmente si erano confrontate sul campo congressuale (oltre a Nencini e Locatelli si era presentato anche l'ex deputato Angelo Sollazzo) è fondamentale per riavviare il partito e anche per lanciare un segnale di unità ad un elettorato scoraggiato dalla pesante sconfitta del 13 e 14 aprile. L'intesa raggiunta ieri in tarda serata porterà Pia Locatelli alla presidenza del consiglio nazionale del partito. L'europarlamentare socialista ha ritirato la propria mozione dopo che Nencini aveva fornito una serie di rassicurazioni sulla linea politica del partito e sul rinnovamento degli organismi dirigenti.

(6 luglio 2008) 

Veltroni fischiato al Congresso dei Socialisti
Il popolo socialista non dimentica e, in questa fase, pare avere anche scarsa propensione al perdono. Una dura e prolungata contestazione ha accolto Walter Veltroni al suo ingresso nella sala dove si svolge il primo congresso nazionale del Ps. Fischi, dunque, e i più classici 'boooo' riservati prima al vicecapogruppo alla Camera dell'Idv Fabio Evangelisti e poi, ancora maggiori, al leader del Pd.
I socialisti non perdonano a Veltroni l'alleanza elettorale con Di Pietro e la contemporanea chiusura della porta in faccia a Boselli e Angius.
Salito sul palco, Veltroni ha ricordato che "ci sono stati altri momenti nei quali ci si è fischiati nei congressi a sinistra", ma - a suo parere - sono dei momenti da non rimpiangere. Ha inoltre esortato la sinistra, nel suo complesso, a ricreare il giusto dialogo e a sconfiggere "il demone della divisione e della contrapposizione". Sulle possibili future alleanze con i socialisti, Veltroni ha risposto nel più perfetto politichese: "verificheremo le convergenze possibili".
Sull'episodio dei fischi rivolti a Veltroni, Riccardo Nencini, candidato alla segreteria del PS, ha così commentato: ''Si può dissentire fischiando una volta ed è un modo civile di esprimere una opinione diversa. Se i fischi, invece, diventano un ragionamento e diventano un modo per evitare a un altro di esprimesi, allora divergono dalla nostra storia e dall'educazione''. 


(5 luglio 2008) 

Congresso regionale: 
a Nencini il 92% dei delegati

Strada spianata per l'elezione a Segretario nazionale del Partito socialista
Il Congresso regionale della Toscana del Partito socialista ha attribuito il 92% dei delegati alla mozione capeggiata da Riccardo Nencini (160 voti su 174 votanti). Pieraldo Ciucchi è stato confermato alla segreteria regionale.

(29 giugno 2008) 

PD/PS: Nencini: Il rispetto delle identità di ognuno passaggio essenziale
Apprezzabile la nuova impostazione di Veltroni dei rapporti con i socialisti

"Stanno nel riformismo, nelle prospettive che esso apre per la modernizzazione del paese, nelle scelte per la meritocrazia, le liberalizzazioni, le riforme, le condizioni per ritrovarci e sviluppare una politica comune di intelligente opposizione alla maggioranza attuale". Lo sottolinea, «apprezzando questa nuova impostazione data da Walter Veltroni ai rapporti con i socialisti», Riccardo Nencini, candidato alla segreteria nazionale del Partito socialista nel prossimo congresso di Montecatini "dove - aggiunge - le ragioni della nostra autonomia, della nostra identità, della nostra storia, troveranno il consenso dei delegati». Per Nencini «i socialisti a Montecatini celebreranno la nascita di un partito nuovo, capace di aprirsi e di fare i conti con la realtà di un paese diverso, nel quale i cittadini, ormai stanchi di parole e di vecchie formule, vogliono toccare con mano proposte concrete di rinnovamento e di modernità". «È in questo contesto - conclude Nencini - che il rispetto e la riaffermazione delle identità di ognuno, Pd e Ps, diventano passaggio essenziale, culturale e politico insieme".

(22 giugno 2008) 

Socialisti a Congresso
Riportiamo a Sinistra il Riformismo!
«La nostra sfida dovrà essere quella di riportare il riformismo in una sinistra che dalle ultime elezioni è uscita umiliata. Il congresso fondativo del Partito Socialista a Montecatini segnerà un nuovo inizio per i socialisti, che dovranno avere la capacità di innescare nella sinistra italiana un processo di rinnovamento delle idee e dell'azione politica».
Lo ha a Firenze Riccardo Nencini, primo firmatario della mozione congressuale "Un nuovo inizio per il Partito Socialista" e candidato alla segreteria nazionale in vista del congresso fondativo del Ps in programma a Montecatini (4-5-6 luglio), intervenendo ad una iniziativa organizzata dal "Gruppo dei 100 giovani". «Ce la faremo – ha proseguito Nencini - solo se riusciremo ad apportare una necessaria discontinuità, valorizzando il merito ed innescando un intelligente rinnovamento. Per questo i giovani rappresenteranno non solo una scommessa ma un vero e proprio investimento sul futuro del Partito Socialista».
Nencini ha infine rilanciato le "quattro campagne" su diritti dei lavoratori precari, sicurezza, scuola pubblica del merito e della responsabilità, diritti di terza generazione e laicità dello Stato, che nei giorni immediatamente successivi al Congresso saranno messe in campo attraverso iniziative e forum tematici.

(15 giugno 2008) 

Nencini presenta la mozione: no al bipartitismo coatto. Con il Congresso nascerà un nuovo partito. Non sarà nelle aule parlamentari, ma nell'Italia delle istituzioni locali, nelle strade e nelle piazze
Opposizione verso ogni forma di introduzione forzosa del bipartitismo.
Diritto di tribuna per le forze politiche non rappresentate in Parlamento, soprattutto per quanto riguarda le questioni politico-istituzionali. 'Convenzione per le riforme istituzionali' costituita dalle forze riformiste non rappresentate in Parlamento. Nuovo Statuto del Lavoro che preveda tutele per i precari. Scuola pubblica migliore, ai sensi dell'articolo 34 della Costituzione. Restituzione del denaro ai cittadini, a partire da quelle bollette che prevedono una "tassa sulla tassa". Questi i punti principali della mozione 'Un nuovo inizio per il Partito socialista' che candida Riccardo Nencini, Presidente del consiglio regionale toscano, alla segreteria del partito.
Nencini, nella conferenza stampa tenutasi a Montecitorio, ha sottolineato che con la sua mozione il Partito Socialista resterà "autonomo". "Incalzeremo il Pd - aggiunge Nencini - sul fronte della sua adesione al Pse ed all'Internazionale Socialista e, in previsione delle prossime elezioni amministrative 2009, avanzeremo la proposta di tenere 'primarie aperte' per la scelta dei candidati ai vertici delle istituzioni locali. Il Partito Socialista - ha continuato - sarà "aperto al confronto con tutte le forze riformiste".
Nencini ha aggiunto che nelle elezioni del 13 e 14 aprile il voto amministrativo ha premiato il Ps più del voto politico. "Alle politiche - ha precisato Nencini - abbiamo ottenuto l'1%, alle amministrative il 3,2% su scala nazionale. L'Idv alle amministrative ha dimezzato i voti ed il Pd ha perso 5 punti".
Nencini ha parlato di "disfatta" della sinistra italiana e ha pure ricordato che, tranne il ventennio fascista, per la prima volta in 116 anni il Partito socialista non è rappresentato né alla Camera né al Senato. "Con il congresso di luglio - ha affermato Nencini - nascerà un nuovo partito. Non sarà nelle aule parlamentari, ma nell'Italia delle istituzioni locali, nelle strade e nelle piazze". Nencini è sostenuto, tra gli altri, dall'ex Vicepresidente del Senato Gavino Angius, dagli Europarlamentari del Partito Socialista Antinucci, Battilocchio e De Michelis, dagli ex Sottosegretari del Governo Prodi, Casula, Casillo, Gentile e Craxi ed inoltre da Ada Girolamini, Gerardo Labellarte, Giacomo Mancini, Biagio Marzo, Alberto Nigra, Angelo Piazza, Gianfranco Schietroma, Valdo Spini.
Nel suo intervento Gavino Angius ha sostenuto che "La sinistra italiana non ha alcun futuro, nessuna possibilità, fuori dall'alveo del Socialismo europeo. Non aver stabilito alcun raccordo con il Pse negli ultimi mesi e' stato un errore drammatico". Più che "ai governi ombra" il centrosinistra "dovrebbe pensare a reinserirsi nella società". Angius ha infine osservato come "la sinistra italiana sia stata umiliata alle elezioni perché appare, ed in parte è, presuntuosa, saccente, autoreferenziale, aristocratica. Noi vogliamo contribuire ad una sinistra umile, modesta ma seria, concreta, radicata".
Bobo Craxi, presente alla conferenza stampa, ha dichiarato che la mozione 'Un nuovo inizio per il Partito socialista' sarà "largamente maggioritaria" fra i 75mila iscritti. "Non è vero che nel mondo spira un vento di destra - ha affermato l'ex sottosegretario agli Esteri - la sinistra è in ritardo nel governare il cambiamento. La destra fa leva sulle paure, ma è una risposta di corto respiro".
Craxi si è detto contrario agli sbarramenti elettorali: "Si opera ex lege una riorganizzazione del sistema politico. Il problema della rappresentatività democratica attiene anche alla governabilità del Paese. Comunque, i socialisti hanno più vite come i gatti".

(8 giugno 2008) 

Tre mozioni per il Congresso nazionale
Intaccare l'autosufficienza del PD o costruire un'area liberalsocialista?
Al congresso del Partito Socialista del 20, 21 e 22 giugno prossimi – non è ancora ufficiale la location, si pensa a Chianciano Terme – i settecento delegati si confronteranno su tre mozioni. C'è da stabilire la linea del partito dopo il pesante risultato elettorale (mancato l'uno per cento sia alla Camera che al Senato) ed eleggere un segretario. La conta si farà sulle personalità che, in questo momento, esprimono gli incarichi più importanti: una parlamentare europea e il presidente del Consiglio regionale della Toscana. Non è un caso per una formazione che, alla vigilia dell'assise di fondazione, ha visto uscire tutto il suo comitato promotore dal Parlamento. 
La mozione "Prima la politica" ha come prima firmataria, e candidata alla leadership, l'eurodeputata e vicepresidente dell'Internazionale socialista Pia Locatelli. Se eletta, sarà la prima donna a guidare i socialisti in Italia. Si legge nel documento: "La confluenza nel Partito democratico non è inevitabile e sarebbe inutile mentre è necessario rivolgersi a tutta la sinistra, ai tanti cittadini e cittadine che coltivano ideali socialisti anche oltre i confini del piccolo Ps, ai laici e ai liberal - democratici e ai molti che non si sentono rappresentati dal risultato elettorale bipartitico. Per questo occorre mettersi in gioco con le idee, senza la sola preoccupazione di garantire carriere e gruppi dirigenti, con l'eterna tattica degli accordi e delle confluenze, in nome di una sopravvivenza senza respiro". Si tratta di una linea che vuole promuovere la formazione di un'area "liberalsocialista" aprendo un dialogo più serrato con i radicali – in una sorta di riedizione della Rosa nel pugno – e di quanti nella Sinistra arcobaleno ci staranno. Dice uno degli aderenti più illustri, Mauro Del Bue: "Quella parte dell'arcobaleno che non è né paleocomunista né verde integralista". L'adesione di Del Bue è indicativa: è l'incaricato, dopo l'assemblea di Chianciano Terme di qualche settimana fa, a tessere le fila per la creazione di un'area laica, liberale e socialista, sotto la supervisione di Marco Pannella. L'ipotesi di andare nel Pd o con il Pd è esclusa: la priorità è rigenerarsi seguendo altre coordinate. Oltre alla Locatelli a Del Bue, "Prima la politica" fa registrare l'adesione di Franco Grillini, Lanfranco Turci e della Federazione giovanile del partito. 
Riccardo Nencini, presidente del Consiglio regionale toscano, è il candidato segretario dei firmatari di "Un nuovo inizio per il Partito socialista", oltre che la personalità che ha più chance di strappare lo scettro di leader del Ps. La mozione di Nencini è sostenuta anche da Gavino Angius e da buona parte degli amministratori locali del partito. Sostiene la linea di un partito aperto, che si strutturi secondo campagne di opinione. Ne sono già state individuate quattro: diritti individuali; scuola pubblica seguendo i cardini di merito e responsabilità; sicurezza, con mandato di studiare soluzioni, già assegnato ai rappresentanti nei comuni, nelle province e nelle regioni; parità di genere. Sul tema della prossima collocazione strategica del partito, Nencini si distingue dalla Locatelli per gli interlocutori di riferimento. Se l'eurodeputata chiude al Pd e cerca spalle nell'area liberale e radicale, il presidente del Consiglio regionale toscano si concentrerà, se eletto, ad incalzare i democratici per tentare di farli recedere dalla linea dell'autosufficienza. La disponibilità al dialogo, insomma, c'è. Pur senza escludere contatti e attenzione all'evoluzione nell'area della Sinistra arcobaleno. 
La terza mozione porta il titolo di "Progetto e ricambio" ed è sostenuta dalla corrente Uias, che sta per "Unità, identità ed autonomia socialista". Tra gli aderenti, Angelo Sollazzo, Felice Borgoglio e l'ex ministro dei Lavori Pubblici Nerio Nesi. E' un documento che parte da una critica aspra alla "gestione Boselli" (il leader provvisorio e mai eletto non si è schierato, parteciperà al congresso da semplice delegato). Il documento incita a un rinnovamento totale del gruppo dirigente e spostare l'asse della politica del partito dalle questioni dei diritti civili alle battaglie sociali. Propone una "ristrutturazione della sinistra", prendendo come asse l'Europa. Visto che l'Europa è la nazione e l'Italia una provincia, dicono i firmatari, la sinistra italiana deve ripartire da uno dei due maggiori gruppi del Parlamento continentale: il Pse. Solo chi si colloca in quell'orbita può trovare spazio nel progetto di una nuova sinistra. Ogni dialogo con il Partito democratico, finché e se non sceglierà quella strada, è evidentemente escluso.

Andrea Scarchilli
da Aprileonline
(21 maggio 2008)

DOPO LA SCONFITTA DI ROMA È NECESSARIO UN RIPENSAMENTO NEL PD
"A Roma - afferma Gavino Angius - è accaduta una catastrofe. Quello che è successo a onestamente non era inatteso. Penso che ci sia da ridiscutere il progetto politico sul quale è nato il Partito Democratico. Non per cancellarlo ma per introdurre dei cambiamenti profondi perché quel progetto politico alla prova dei fatti ha prodotto un esito nefasto. Nato il Pd sono cominciati i guai per tutti: caduta del governo, elezioni anticipate, la consegna dell'Italia al centrodestra e adesso questo risultato di Roma. Penso che il gruppo dirigente del Partito democratico dovrebbe avere il coraggio di mettere in discussione quel progetto originario non per cancellarlo ma per correggerlo, cambiarlo significativamente. Insomma, per fare del Pd qualcosa di profondamente diverso da quello che si è voluto che fosse fino ad ora''.
"Noi - ha detto ancora Gavino Angius - abbiamo invertito la rotta dopo il 1994 quando individuammo l'asse strategico di rapporto tra il Centro e la Sinistra per costruire un progetto di rinnovamento della società italiana. Allora era l'Ulivo e ci siamo riusciti. La storia però non si ripete. Penso che la funzione della sinistra socialista democratica e riformista però non sia cancellabile né sostituibile. L'esistenza della sinistra riformista è essenziale per il progresso civile, sociale e culturale dell'Italia. Rifletta anche la Sinistra Arcobaleno: la sinistra del futuro - conclude - è socialista e democratica".


(2 maggio 2008)

SECONDO TURNO TOSCANA: TRA SORPRESE E CONFERME
I risultati del ballottaggio chiudono la parentesi elettorale primaverile, con diverse conferme e una grande sorpresa.
Il centro-sinistra vince di nuovo a Pisa, con Marco Filippeschi, ma il risultato è al di sotto delle aspettative. Un 53%, che distanzia di soli sei punti Patrizia Paletti Tangheroni, candidata del centro-destra. I Socialisti pisani sono stati determinanti, in virtù del loro 3,8%, raggiunto quindici giorni fa.
Diversa è la situazione a Viareggio, riconquistata dal Centro-destra. Luca Lunardini vince perché il suo antagonista Andrea Palestini non è riuscito a scrollarsi di dosso il peso di una pesante eredità, lasciatagli ingenerosamente dalla giunta Marcucci. Qui il PS non ha inciso sul risultato, per la poca consistenza numerica e per l'enorme distacco patito dal centro-sinistra (61,8% contro 38,2%).
Massa è invece la grande sorpresa (da noi in parte annunciata). Con quasi 9 punti di distacco vince l'eretico Pucci contro l'ortodosso Neri, Sindaco uscente, in una battaglia tutta interna al PD, che ha visto coalizzarsi, a fianco dello sfidante, buona parte della cittadinanza massese, stanca di cinque anni di immobilismo e di controllo oligarchico delle istituzioni. Il grande sconfitto è, in realtà, Andrea Rigoni, che ha voluto e non saputo controllare il nascente PD. La straordinaria mobilitazione di "Tutti gli Uomini dell'Onorevole" non è servita. 
Tra gli sconfitti anche i compagni Socialisti, forse schierati dalla parte sbagliata, il cui rilevante risultato del primo turno (5,8%) non è stato tesaurizzato.

(28 aprile 2008)

SECONDO TURNO IN TOSCANA: SOCIALISTI DETERMINANTI?
Il Partito Socialista in Toscana ha stabilito, già dal primo turno, un rapporto organico e naturale con il PD, al di fuori delle beghe romane e dai "suggerimenti" dell'Oltre Tevere.
Altro clima, altra storia e altra tradizione. La curiosità è quella di vedere, a bocce ferme, quanto saranno risultati determinanti i voti socialisti per la vittoria (in certi casi del tutto eventuale) dei candidati democratici alla carica di Sindaco e Presidente della Provincia.
Lo scenario è comunque variegato e complesso. A Massa, per il Comune, c'è una corsa anomala, tra due candidati con tessera PD, che hanno spinto l'inimicizia personale fino allo scontro politico. La maggioranza dei socialisti, sotto il nuovo simbolo del PS, appoggiano il Sindaco uscente e candidato ufficiale del PD, Fabrizio Neri. Un'altra pattuglia minoritaria, autodenominatasi "Socialisti per Roberto Pucci" corre a favore dello stesso concorrente "eretico". 
Nonostante i quasi dieci punti di vantaggio di Neri su Pucci, il risultato nel capoluogo apuano è quanto mai incerto. Il Sindaco uscente sembra aver raggiunto il massimo dei voti possibili, mentre Pucci ha incassato l'apparentamento della lista d'area UDC e, probabilmente, l'aiuto più o meno diretto, oppure la desistenza di larghi strati del centro-destra, che desiderano la sconfitta di Neri e soprattutto dell'on.le Andrea Rigoni, suo ispiratore e capo indiscusso.
Corsa più nella tradizione per la presidenza della Provincia di Massa-Carrara. Angeli dovrebbe farcela, anche perché Sandro Bondi - più interessato alla poltrona di Ministro - ha snobbato la campagna elettorale, rinunciando perfino alla manifestazione di chiusura.
Al Comune Pisa la corsa per il Sindaco non ha storia, così come accade da tempo immemorabile. Il Primo cittadino è sempre stato e sempre sarà (ma fino a quando?) del PCI, PDS, DS e da lunedì PD.
A Viareggio l'impresa è disperata. All'ultimo momento il centro-sinistra ha saputo, almeno di facciata, ricompattarsi intorno al candidato Andrea Palestini. Dall'altro versante, il centro-destra in versione organica, UDC compresa, è riuscito ad ottenere i favori delle diverse liste civiche e parte dal vantaggio considerevole del 13-14 aprile. La sensazione è di un'imminente sconfitta, almeno a sentire l'umore nero dei compagni. 
La prima speranza sta nel ripensamento di molti che, due settimane fa, hanno bissato, in modo automatico, il voto politico a Berlusconi con quello amministrativo a Lunardini.
La seconda speranza è che il bel tempo, finalmente giunto in Versilia, spinga i "destrorsi" al mare...

Antonio Bartelletti
(26 aprile 2008)

SECONDO TURNO ITALIA: I SOCIALISTI STANNO NEL CENTRO SINISTRA
Il Socialista parteciperà con impegno alla votazione di ballottaggio in programma domenica e lunedì prossimi e sosterrà nella stragrande maggioranza dei casi i candidati Sindaci e Presidenti di provincia del centro sinistra con i quali è stato alleato al primo turno.
Lo dichiara Gerardo Labellarte, responsabile degli Enti locali del Partito Socialista
La presenza autonoma con il nostro simbolo nella coalizione di centro sinistra, rifiutata a livello nazionale per la incomprensibile scelta di Veltroni e del PD, è stata invece sollecitata nelle realtà locali ed ha consentito la vittoria del centro sinistra al primo turno in realtà come Benevento (PS al 4.8) e Pescara (PS al 2,9 mentre il Sindaco D’Alfonso ha vinto per qualche decimale)
Al secondo turno i socialisti saranno altrettanto determinanti in molte situazioni, Si pensi alla provincia e al comune di Massa (PS rispettivamente al 5,8 e al 4,5) alla Provincia di Foggia (PS al 6,3) al comune di Pisa (3,9) e in moltissimi altri importanti comuni tra i quali Casoria, comune campano di 85.000 abitanti dove Tommaso Casillo guida la coalizione ed  il partito ha superato al primo turno il 22%.
Al comune e alla provincia di Roma il PD ha rifiutato, perseverando nell’errore, la disponibilità espressa dai socialisti all’apparentamento con Rutelli e Zingaretti. Ciononostante, pur in presenza di comprensibili polemiche, gli organismi provinciali del Partito, per senso di responsabilità ed in coerenza con l’orientamento generale, hanno ribadito il voto favorevole ai candidati di centro sinistra.

(24 aprile 2008)

APRIRE UN CONFRONTO CON LE FORZE CHE SI RICONOSCONO NEL PSE
"Nel dibattito che si è aperto in queste ore all'interno della sinistra manca all'appello soltanto il Pd. Eppure, il partito di Veltroni, contrariamente a quanto si tenta di far credere, ha ottenuto una pesante sconfitta che ha spianato la strada alla larga vittoria di Berlusconi". Lo afferma Alberto Nigra "In Italia, le scelte politiche della sinistra non hanno trovato un punto di equilibrio intorno a quello che a livello europeo si dimostra essere l'unica esperienza feconda rappresentata dal Pse. La discriminante continua a essere quella di non volersi definire socialisti o per eccesso o per difetto. È evidente che il Partito socialista, Sinistra democratica e le parti del Pd che si riconoscono nell'esperienza del socialismo europeo devono aprire un serio e urgente confronto in vista delle prossime scadenze elettorali europee. Il Congresso del Partito socialista il 7 giugno dovrà farsi carico di aprire questo dibattito, consapevole che l'opposizione a Berlusconi e alla Lega non potrà essere eserctata sulla base di dinieghi ma sulla capacità di proporre un progetto innovativo per Paese".

(19 aprile 2008)

BOSELLI: I SOCIALISTI CONTINUERANNO A VIVERE
"Continuerò a dare il mio contributo al Partito socialista ma non più con un ruolo di guida politica. Mi auguro – ed anzi ne sono certo – che dal Congresso uscirà un nuovo gruppo dirigente all’altezza della situazione. Su una cosa non ho dubbi: il Partito socialista continuerà a vivere". Lo ha detto Enrico Boselli, introducendo il lavori del Comitato promotore del Ps, convocato nel pomeriggio. Boselli, ha così confermato le sue dimissioni e ha proposto di convocare per il 7 giugno il Congresso Nazionale del  partito. "Dobbiamo realizzare - ha aggiunto - un profondo rinnovamento dei nostri gruppi dirigenti, realizzare una nostra forte unità, costruire una nuova strategia politica che si collochi in un più ampio processo di ripensamento critico della sinistra e dello stesso Partito democratico".

(17 aprile 2008)

I SOCIALISTI CI SONO. BUONI RISULTATI DALLE AMMINISTRATIVE
"Nonostante Veltroni i socialisti non sono scomparsi", Lo afferma Alberto Nigra, responsabile della Comunicazione del Partito socialista analizzando i dati delle amministrative. In particolare alle provinciali c'è da segnalare il 6,5% di Foggia contro il 3,5 delle politiche; il 5,8 di Massa contro il 2,3% e il 4,8 di Benevento contro l'1,2 %. Per quanto riguarda i comuni, tra gli altri, segnaliamo il risultato di Brescia, dove la lista del candidato sindaco Laura Castelletti ha preso il 6,7% mentre alle politiche il risultato è stato solo dello 0, 54; di Pescara dove il Ps ha preso il 2,9% contro lo 0,8%; di Pisa con il 3,9% contro l'1% delle politiche, di Asti con il 2,6 contro lo 0,5. Nei comuni superiori ai 15.000 abitanti c'è da segnalare il caso eclatante di Casoria, dove il candidato sindaco socialista Tommaso Casillo è andato al ballottaggio e il Ps ha preso il 22,5% con oltre 10.000 voti contro il 2,82% delle politiche; di Afragola con il 4,3 a fronte dello 0,86; di San Giovanni Rotodo 4,8% contro l' 1,16; di Orbassano 7,4% contro l'1,8%; Ivrea 4,1% contro l'1,5; di Ferentino 5,8 contro il 3,1; di Sant Elpido a Mare 3,2 contro 0,6. "Sono risultati - prosegue l'esponente socialista - che evidenziano il radicamento territoriale, la popolarità dei nostri candidati, in presenza di una legge elettorale che consente di esprimere le preferenze, la logica delle alleanze che premia le forze coalizzate e non la scelta di parte esercitata dal Pd, accompagnata dalla truffaldina campagna sul voto utile, rivelatosi poi inutile, architettata da Veltroni, che ha ottenuto l'unico risultato di far vincere clamorosamente Berlusconi. Il Congresso del Partito socialista - conclude Nigra - dovrà riflettere con estrema attenzione su questi risultati, valorizzarli nella formazione del gruppo dirigente e ricostruire una presenza a partire da questo segnale positivo".

(16 aprile 2008)

14 aprile 2008 BOSELLI: IL CONGRESSO DEL PS SCEGLIERÀ IL NUOVO LEADER
Netta vittoria della Pdl alla Camera e al Senato, crolla la sinistra e per la prima volta nella storia della repubblica i socialisti non sono presenti in Parlamento. Questi i risultati del voto di domenica e lunedì, che a scrutinio non ancora ultimato, dà Il Pdl-Lega Nord e Mpa raggiungono insieme il 46,8% mentre il Pd-Idv è al 38,5%.
Il Popolo della Libertà risulta raggiungere il 40,1% dei consensi con la Lega Nord al 5,6% mentre il Movimento per l'autonomia è all'1,1%. Per quanto riguarda il Pd raggiunge il 33,5% mentre il partito di Di Pietro si assesta al 5%. L'Unione di centro raggiunge il 5,9%, la Sinistra l'arcobaleno il 3,6%, la Destra il 2,3%, il Partito socialista lo 0,9%. 
Una responsabilità "gravissima" quella di Walter Veltroni che con la scelta di andare da solo ha aperto le porte di Palazzo Chigi a Silvio Berlusconi. È il commento a caldo di Enrico Boselli, che non nasconde il deludente risultato del suo partito, annunciando le sue dimissioni: "il congresso sceglierà il nuovo leader".

12 aprile 2008 ANGIUS: "IL PD CANNIBALIZZA IL CENTROSINISTRA E PERDE
"È innegabile la netta vittoria del PDL. È altrettanto evidente il netto spostamento a destra dell'equilibrio politico del Paese che riflette mutamenti profondi in atto nella società italiana. Il negativo e inatteso risultato del Partito Socialista, si colloca, purtroppo, all'interno di una più generale disfatta della sinistra italiana". Lo afferma Gavino Angius, commentando i risultati elettorali.  "Ora occorrerà riflettere sulle ragioni che hanno portato ad avere un Parlamento nel quale, per la prima volta nella storia d'Italia, non sono presenti forze politiche dichiaratamente di sinistra. Questo evento segna una regressione democratica rispetto alla quale tutte le forze che si richiamano ai valori del socialismo democratico devono compiere una riflessione autentica, libera da vincoli di pregiudizio".

12 aprile 2008 NON TURARTI IL NASO. APRI GLI OCCHI E VOTA SOCIALISTA
Un voto per il Partito socialista, un voto per eleggere le Camere, perché in parlamento e nel senato vi sia una robusta presenza socialista. Un voto al Partito socialista per investire il massimo possibile nella scuola pubblica, nell’università e nella ricerca, lì dove c’è il futuro dello sviluppo del paese; Un voto per il Partito socialista perché questo è il modo migliore e più efficace per l’ampliamento dei diritti civili e per l’affermazione dei principi di laicità; per resistere alle pressioni dei cattolici integralisti e della destra che vogliono farci tornare indietro di trent’anni; per dare anche agli italiani la libertà di ricerca e la procreazione assistita; per una legge sulle coppie di fatto e per il divorzio breve per le coppie senza figli; per il testamento biologico; per una campagna d’informazione e di educazione sull’uso degli anticoncezionali; per una maternità consapevole e per una modifica della legge per permettere le adozioni anche alle monofamiglie. Un voto al Partito socialista per combattere il dramma delle morti sul lavoro; per completare la legge Biagi, creando finalmente strumenti e mezzi per fare sì che la flessibilità non si trasformi in precarietà del lavoro; Un voto al Partito socialista per una nuova cultura ambientalista, per l’energia pulita, il risparmio energetico ed efficienti sistemi di smaltimento dei rifiuti. Un voto per avere anche in Italia come in tutto il resto d’Europa un forte Partito socialista. Come dicevano i giovani dell’università di Berkeley, ‘ci preoccupiamo del futuro  perché è lì che trascorreremo la nostra vita. Domenica 13 e lunedì 14 non dovete votare turandovi il naso ma aprendo gli occhi. E vedrete così che c’è un futuro migliore e possibile.

11 aprile 2008 BOSELLI: QUESTO È IL MIO PARTITO SOCIALISTA, LIBERO, UNITO, AUTONOMO" 
"Domenica non dovrete votare turandovi il naso ma aprendo gli occhi. E vedrete aprendo gli occhi che il futuro che il partito socialista ha proposto per tutta la campagna elettorale: laicità e diritti civili, difesa del lavoro e lotta alla precarietà, scuola pubblica investimento sulle risorse umane e infine ambiente e clima di cui nessuno ha parlato in questa campagna elettorale nella quale si è discusso solo di soldi. Ecco questo è il mio Partito socialista: libero, unito, autonomo".

10 aprile 2008 BERTINOTTI E CASINI SMENTISCONO VELTRONI
Sia Bertinotti sia Casini hanno confermato le parole di Boselli, smentendo che ci fosse stata alcuna richiesta da parte
del Ps per un accordo con i loro partiti dopo quello mancato con il Partito democratico. Da Veltroni ancora nessuna scusa. 

10 aprile 2008 "VELTRONI È UN BUGIARDO"
"Veltroni è un bugiardo, mente. Sta dicendo una cosa non vera. Questo mi preme di dire agli italiani". Enrico Boselli replica con decisione alle affermazioni di Walter Veltroni di stamattina nel corso della registrazione di 'Porta a Porta', quando il leader del Pd ha parlato del mancato accordo con il Partito socialista manifestando meraviglia per il fatto che socialisti abbiamo poi "bussato alla porta" di Bertinotti e Casini. "È una cosa molto grave. Sono affermazioni che riguardano l'onorabilità mia e del partito che rappresento che non consento a nessuno di fare - ha spiegato Boselli -. Il fatto che Veltroni l'abbia detto a 48 ore dal voto conferma che il suo obiettivo è delegittimare la battaglia politica che il Ps sta facendo". Il segretario socialista aggiunge: "Veltroni ha calcolato che io non potevo replicare, perché ho esaurito i miei spazi televisivi, ed è preoccupato perché la nostra rimonta è spettacolare. Per questo ha deciso di sferrare un colpo a freddo al Ps". Boselli chiama in causa Casini e Bertinotti: "Invito, prego, Casini e Bertinotti di dire la verità, quello che sanno: non c'è mai stata da parte mia alcuna richiesta di fare un accordo". Ma l'esponente socialista non si accontenta: "Chiedo a Veltroni un confronto pubblico, e chiedo spazio a chiunque vorrà darci spazio".

7 aprile 2008 PER IL PS ANCHE GLI ELETTORI RADICALI
Pannella - afferma Lanfranco Turci - dice che l'appello al voto utile per Veltroni è un appello imbecille, ma non è molto diverso dall'appello al voto responsabile, dal momento che Veltroni ha già perso la gara con Berlusconi nel momento stesso in cui ha rifiutato l'apparentamento col Partito Socialista. Che un leader politico come Pannella arrivi a teorizzare il male minore - continua Turci - la dice lunga sull'involuzione del partito radicale, tutto proteso alla caccia di alcuni seggi e di un congruo finanziamento pubblico. Non credo che saranno molti gli elettori radicali che si lasceranno convincere da quest'ultima trovata di Pannella e Bonino. Credo invece - conclude Turci - che saranno molti di più quelli che faranno l'unica scelta coerentemente laica e liberale, votando per il partito Socialista”.

4 aprile 2008 PD E PDL: GARANTISMO A TARGHE ALTERNE
Nuova pesante ingerenza da parte dei giudici nella vita politica. Dopo il caso Mastella e quello Pizza, è stata la volta dell’ex Ministro dell’Ambiente Pecoraro Scanio iscritto nel registro degli indagati della procura di Potenza con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata a compiere reati contro la pubblica amministrazione e corruzione. Boselli: "Non entro nel merito dell'inchiesta, ma se questo giudice avesse fatto l'appello dell'inchiesta il 15 aprile non sarebbe stato più corretto per tutti?
"È assordante – ha aggiunto Boselli - il silenzio dei due maggiori partiti attorno a Pecoraro Scanio. Ancora una volta - continua Boselli - assistiamo al fenomeno del garantismo a targhe alterne e nessuno sembra preoccuparsi granché dei rischi dell'ennesimo linciaggio mediatico a pochi giorni dal voto. Come mai Veltroni non spende una parola per un ministro del governo Prodi? E perché tace Berlusconi che se fosse capitato a lui avrebbe già strillato contro la giustizia a orologeria? Il garantismo é la strada maestra per tutelare la giustizia".

3 aprile 2008 MASTELLA LINCIATO, BASSOLINO PREMIATO
La posizione dell'ex ministro della Giustizia Clemente Mastella nell'ambito dell'inchiesta Why Not è stata archiviata dal gip di Catanzaro, Tiziana Macrì, che ha accolto in toto la richiesta della Procura generale, è stata archiviata.
"Mastella - ha detto Enrico Boselli - è stato linciato, mentre Bassolino che ha lo stesso modo di fare politica e forse qualche responsabilità in più, è ancora al suo posto". "Ora sarebbe interessante sapere - continua Boselli - cosa ne pensano Grillo, Santoro e Di Pietro. Noi abbiamo pagato un prezzo: abbiamo offerto a Mastella un posto nelle nostre liste, e questo non perché qualcosa ci unisca a lui, ma lo abbiamo fatto in virtù di un principio garantista per noi irrinunciabile".
"Un giudice - ha detto ancora Boselli - ha deciso le sorti del governo e un giudice vuol decidere la data delle elezioni. Nel caso Mastella con la complicità politica del ministro Di Pietro, premiato per aver sgombrato la strada alle ambizioni di Veltroni, si è provveduto su pubblica piazza alla 'decapitazione' di un ministro. Nella vicenda Pizza, un altro giudice, rischia oggi di portarci a un rinvio delle elezioni. Siamo di fronte a una continua interferenza di parte della magistratura nella vita democratica del Paese. Chiediamo con fermezza alle sezioni riunite della Corte di Cassazione - conclude Boselli - di decidere in tempi rapidissimi per ridare serenità e sacralità a un atto fondamentale per la democrazia qual è il voto".

1° aprile 2008 –  ZAPATERO MODELLO PER I SOCIALISTI, PER VELTRONI NO
Finalmente Veltroni ha gettato la maschera confermando, quanto i socialisti andavano dicendo da ossia che il suo Pd non ha nulla a che spartire con la socialdemocrazia europea e con i suoi leader. Zapatero, cattolico e socialista, per il leader del Pd non è un modello. Al premier spagnolo preferisce Gordon Brown e Barack Obama. “Peccato che per Veltroni - commenta Boselli - sarebbe molto difficile identificarsi con il premier inglese, che sta combattendo una battaglia in Parlamento per far approvare una legge che autorizzi addirittura la ricerca sulle cellule “chimera”. Resterebbe Obama, e anche in questo caso, il leader del Pd sarebbe in grande difficoltà ad accogliere la sua netta posizione a favore delle unioni civili e la sua opposizione a qualsiasi divieto costituzionale del matrimonio gay, che per il candidato democratico Usa dovrebbe essere affidato alla legislazione dei singoli stati. Purtroppo per Veltroni non vi sono modelli di riferimento, né in Europa, né negli Stati Uniti. Il che conferma che l’unica vera chimera è il Partito democratico”.

28 marzo 2008 PAR CONDICIO VIOLATA: MEGLIO LA RUSSIA DI PUTIN
Prosegue la campagna di oscuramento ai danni del Partito socialista. Spazi negati nei giornali, sondaggi fasulli che ci danno a percentuali bassissime, par condicio puntualmente violata. “Neanche nella Russia di Putin si fa così''. Lo ha detto Enrico Boselli, parlando con i giornalisti a Firenze, prima tappa del tour elettorale del track socialista.
Mi trovo - ha spiegato - in questa curiosa situazione di una campagna elettorale in cui c'è una Serie A, Berlusconi e Veltroni, una Serie B, Bertinotti e Casini, e poi c'è' una Serie C in cui ci sono io in compagnia della signora Santanché, e poi, come li vogliamo definire? I poveracci! ”Ma chi è che ha deciso questo? Chi è che ha deciso che io non posso partecipare a nessun contraddittorio con altri candidati? La par condicio - ha affermato Boselli - non esiste, basta guardare i dati che la Rai ha fornito ieri dei suoi telegiornali: è una legge violata, e per questo ho presentato un esposto all'Autorità competente”.

27 marzo 2008 PARTE IL 'TRUCK' SOCIALISTA
Parte da Porta Pia il truck elettorale di oltre 20 metri con cui Enrico Boselli che girerà l'Italia per favorire quel "vento socialista" che vince in gran parte d'Europa ."Abbiamo deciso di partire da qui per il nostro tour elettorale - spiega Boselli - perché é qui che é nata l'Italia democratica, laica e riformista". La prima tappa per questo 'gigante-della-strada' sarà Firenze. Poi girerà l'Italia per concludere poi la campagna, prima del 13-14 aprile, a Napoli.

26 marzo 2008 "CRISTO È DI TUTTI"
Le versioni sono due: una di 30 e un'altra di 15 secondi. E in tutte e due la scena clou è la stessa: un Cristo biondo, quello di Jesus Christ Superstar, che apre le braccia verso il cielo mentre una voce fuori campo dice: "E' lui il primo socialista della storia!". Lo spot elettorale dei Socialisti, che dal 29 marzo sarà trasmesso su tutte le reti Tv nazionali, ha già sollevato numerose polemiche nei giorni scorsi "senza che nessuno lo avesse visto". Così oggi il leader Enrico Boselli, accompagnato da Gavino Angius e da Roberto Villetti, decide di rispondere ai detrattori mostrando il video in anteprima alla stampa, nella sede del partito, e spiegando che "una polemica preventiva equivale di fatto ad una censura preventiva".
Non c'è nulla di "blasfemo" in questo messaggio che abbiamo voluto trasmettere, incalza Angius, perché "Gesù è di tutti" ed è stato "senz'altro lui il primo ribelle della storia": un "ribelle che si è battuto per la libertà e la giustizia del genere umano". E un conto, sottolinea Boselli, è "criticare le gerarchie ecclesiastiche per alcune scelte sulle quali non siamo d'accordo e altro è parlare di Cristo. Sono due cose completamente diverse".
Il primo che paragonò i valori del cristianesimo all'umanesimo socialista, poi, ricorda Villetti, fu addirittura Antonio Labriola nel 1896, quindi "nessuna novità" su questo fronte.
Il segretario del Ps spiega che i Socialisti spesso si sono rifatti ai valori del Vangelo e del cristianesimo, a cominciare dal '46, e questo perché il "Socialismo ha sempre fatto della difesa dei più deboli la sua battaglia fondamentale". Quindi il riferimento al Cristo da parte dei socialisti non deve preoccupare, né indignare anche perché, sottolinea Angius, "Gesù è di tutti coloro che sanno raccogliere la forza del suo messaggio".
E a dimostrazione di quanto i socialisti abbiano sempre fatto riferimento all'umanesimo cristiano, Villetti riferisce un ricordo d'infanzia di Fernando Santi, ex segretario Cgil, che portato dal padre in una sezione socialista vedendo due quadri appesi raffiguranti due uomini con la barba, uno scuro e un altro biondo chiese al padre chi fossero. E la risposta fu: "Il primo, figlio mio, è Karl Marx, il secondo è Gesù, il primo socialista della storia...".
Infine Boselli, replicando alle critiche giunte in particolare dai centristi, si è chiesto il perché di questa polemica preventiva: "Nel messaggio dei socialisti non c'è nulla di sacrilego, di immorale. Immorale, casomai, è proporre la Rosa bianca e scoprire un giorno che non c'è più perché si è presa un seggio da Casini".

24 marzo 2008 LO SPOT DEL PS SU GESÙ
È polemica sullo spot del Partito socialista, di cui è uscita un’anticipazione su 'La Stampa' che definisce Gesù il primo socialista della storia. Lo spot, che verrà presentato la prossima settimana, ha suscitato una levata di scudi dalla destra conservatrice e dal mondo cattolico, da Gasparri a Baccini a Cota, che non hanno esitato a criticare l’iniziativa pur non avendola vista. Boselli: "I valori del cristianesimo non sono esclusiva di nessuno, né della Chiesa cattolica né tantomeno di qualche partito o di qualche esponente politico". Nigra: "lo spot è rispettoso della figura di Cristo". Grillini: "Cristo fu il primo socialista della storia". Del Bue: "ricordate Prampolini". Craxi: "è un atto di riconciliazione".

20 marzo 2008 O VELTRONI MENTE O MENTE DI PIETRO
"Nel corso della trasmissione 'Otto e mezzo' di martedì sera su La7 - afferma Gavino Angius - Antonio Di Pietro ha dato una importante notizia. Il ministro ha ripetutamente sostenuto che l'accordo elettorale siglato tra Pd e Idv non prevede dopo le elezioni, né la confluenza dell'Idv nel gruppo parlamentare Pd, né tantomeno lo scioglimento dell'Idv nel Pd. Delle due l'una: o mente il ministro Di Pietro, o più semplicemente è Walter Veltroni a non dire la verità agli iscritti Pd e agli elettori. Certo è singolare che a tutt'oggi Veltroni - conclude Angius - non abbia fatto pervenire nessuna smentita. E a questo punto vorremmo anche sapere quali sono i veri accordi siglati con il partito radicale".

20 marzo 2008 IL 'VOTO INUTILE' NON ESISTE
"Il voto non è mai inutile”. È stato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a smascherare finalmente il tormentone messo in atto da Pd e Pdl in questa campagna elettorale con l’unico scopo di eliminare dallo scenario politico gli altri partiti. Il capo dello Stato definisce "qualunquismo" l'atteggiamento di chi considera il parlamento "una corporazione di avidi fannulloni". È una cosa che si legge "ogni tanto", ed è una cosa che "inocula nelle menti il distacco dalla politica". “Sposiamo parola per parola le parole del Capo dello Stato”. Commenta Enrico Boselli. “Non solo quelle sul cosiddetto voto inutile, e che tanto sembrano piacere anche ai grandi giornali come il Corriere della Sera – continua Boselli ma soprattutto quelle contro il qualunquismo che colpisce in primo luogo la democrazia parlamentare". Spini: "le dichiarazioni di Napolitano fanno giustizia del tentativo di strangolare quelle forze politiche che non accettano di omogeneizzarsi a partiti unici". Angius: "votare ha significa operare delle scelte anche per il proprio futuro, e questa è una libertà che vale per tutti a prescindere dal partito che si sceglie".

14 marzo 2008 IL 4% NON È UN TRAGUARDO IMPOSSIBILE
Il 4% per il Partito socialista non è un traguardo impossibile. Ne è convinto Bobo Craxi che questa mattina a Milano ha aperto la campagna elettorale del ps. "Il 4% è difficile - ha detto Craxi - ma non impossibile. Penso che l'obiettivo sia alla nostra portata, perché temi come laicità e lavoro possono essere affrontati da socialisti". Craxi ha poi sottolineato che dopo "tanti anni i socialisti si ripresentano insieme in un partito che ha storia e tradizione, ma che guarda avanti. Certo siamo un po' preoccupati per il futuro dell'Italia perché i due partiti maggiori non mostrano soluzioni". Craxi rivendica, inoltre, che il Ps non è un "piccolo partito, ma un grande partito con una grande tradizione. Il voto per il Ps non è inutile o perso, dato a un piccolo partito o a un nanetto. Soffriamo di tutte le negazioni di cui soffrono le minoranze. I grandi partiti si sono spartiti la par condicio in una campagna elettorale connotata da toni antidemocratici".

14 marzo 2008 INFORMAZIONE O CENSURA TELEVISIVA?
La scelta di Enrico Boselli di abbandonare la trasmissione di ‘Porta a Porta’ per protestare contro la censura nei confronti del partito socialista, ha fatto scuola. Oggi Bertinotti ha organizzato una manifestazione davanti al cavallo di Viale Mazzini a Roma mentre di nuovo a ‘Porta a Porta’, il comunista Franco Turigliatto, di Sinistra Critica, ha abbandonato la trasmissione perché c’era anche l'esponente di Forza Nuova, Roberto Fiore. Per il presidente della Rai Petruccioli, comunque l’azienda fa il suo dovere e gli squilibri sarebbero dovuti alla situazione politica dominata dal duopolio Pd-Pdl e non a un comportamento scorretto dell’azienda. Di parere del tutto diverso Boselli, che ricorda a Petruccioli lo 0,3% di presenza socialista nelle trasmissioni di approfondimento per concludere che lui “chiama questa informazione, io la chiamo censura”.

12 marzo 2008 PRODI HA LASCIATO LA POLITICA PER COLPA DI VELTRONI
"Prodi ha abbandonato la politica per colpa di Veltroni. E' evidente che c'è un conflitto di fondo tra i due: poco dopo l'arrivo di Veltroni al vertice del Pd, se ne è andato Prodi". Lo afferma il candidato premier Enrico Boselli, in un'intervista a 'Nessuno Tv'. "E se già il programma di Prodi non era paragonabile a quello di Zapatero sul fronte dei diritti civili, quello di Veltroni - aggiunge Boselli - fa addirittura peggio. È più arretrato del programma che in Spagna hanno presentato i popolari".
"Il Partito Socialista - continua Boselli - è l'unico interprete del programma di Zapatero in Italia, e anzi propongo a Pd e Pdl subito larghe intese su tre temi: la legge 194 affinché la si rafforzi; il registro delle unioni civili; il divorzio breve per chi non ha figli. Quanto ai rapporti con la Chiesa, non mi stupisce che quest'ultima parli. Mi sorprende che taccia la politica. I vescovi parlano in Italia come in Spagna, la differenza è che da noi nessuno replica".
"Voglio essere più esplicito: Ruini e Bagnasco scendano in campo, si candidino. Partecipino democraticamente alle elezioni, se hanno una linea e un programma politico da realizzare. Ma quando Bagnasco parla di salari bassi e troppe tasse sulla casa, gli ricordo - conclude Boselli - che se la Chiesa cattolica non godesse dell'esenzione dall'Ici, tutti i contribuenti pagherebbero meno".

8 marzo 2008 AVVIATA LA CAMPAGNA ELETTORALE: SUPEREREMO LO SBARRAMENTO DEL 4%
"Una campagna elettorale difficile tendono a cancellarci ma siamo uniti e ce la faremo". Dall'Auditorium del Massimo all'Eur, Enrico Boselli lancia la campagna elettorale del partito socialista e non si nasconde le difficolta' dello scoglio del 4% per entrare in Parlamento. "La prima novità - osserva Boselli prima dell'inizio dell'assemblea - è che dopo 15 anni i socialisti sono tutti uniti e si presentano a queste elezioni in autonomia". I punti principali del programma elettorale socialista, che viene presentato oggi sono: "laicità dello stato, scuola pubblica e lotta al lavoro precario per impedire che sia un dramma per tanti giovani in Italia", sottolinea il segretario del partito socialista. Riguardo al tipo di competizione che vede sul campo due grandi partiti, Boselli dice che "non è vero che non c'e' spazio per gli altri. Chi lo dice mente sapendo di mentire". "Il voto non è utile - precisa Boselli - il voto è libero e gli italiani devono sapere che il 13-14 aprile devono dare un voto in libertà''.
Per i socialisti, che si ritrovano uniti dopo la diaspora di questi anni, la principale battaglia adesso è quella della visibilità in televisione. "Nonostante una campagna che tende a cancellarci supereremo - ribadisce Boselli - lo sbarramento per il Parlamento. Sono gli elettori che devono scegliere i partiti non i direttori dei giornali o i conduttori televisivi".
L'assemblea è stata aperta da Alessandro Battilocchio, il più giovane rappresentante del Parlamento Europeo, che ha sottolineato "il coraggio di rimandare al mittente le offerte di chi ci invita ad ammainare le nostre bandiere", con un chiaro riferimento polemico a Veltroni. "Non abbiamo messo all'asta - ha detto Battilocchio - la nostra dignità abbiamo respinto, offesi e sdegnati, le avance di chi ci chiedeva di scioglierci in magmi indistinti per un piatto di lenticchie".
Tra gli applausi, Battilocchio ha parlato della "storica bandiera del socialismo che è stata impugnata nel '900 da milioni di uomini e donne che hanno lottato per rendere migliore l'Italia".
Gianni De Michelis è intervenuto dicendo: "la diaspora è alle nostre spalle e finalmente siamo uniti e possiamo passare dalla resistenza al protagonismo".
Ha quindi sottolineato la coincidenza con il voto spagnolo di questo fine settimana: "salutiamo la vittoria che avranno i socialisti in Spagna, che varrà più di mille comizi. Veltroni dirà che sta con Zapatero ma non può dire che e' sulle sue posizioni. Solo noi possiamo rivendicare a testa alta la comune appartenenza perché conduciamo le stesse battaglie".
"La riunione fra Veltroni e Boselli - ha affermato Gavino Angius - è durata 10 secondi. Ha parlato Veltroni e Boselli gli ha risposto: Tu vuoi sciogliere il Ps ed io dico no". Ora Veltroni spieghi perché il Pd ha concesso a Di Pietro ciò che ha negato a noi. Veltroni dovrebbe dimettersi dal Pse, perché non si può essere democratici in Italia e socialisti sopra le Alpi". Angius invita i socialisti ad una campagna elettorale "incazzata e fiera. Ce la possiamo fare. Non so se i radicali si sono venduti, ma sono andati nel Pd per quattro posti. La verità e che Berlusconi e Veltroni sono d'accordo. Nei nostri confronti c'è razzismo politico. Noi non abbiamo venduto i nostri principi. La stampa è silenziosa. Ne soffriamo, ma il Ps ha un cuore grande così: pensare estremo ed agire accorto".
"Berlusconi e Veltroni sono d'accordo. Non si combattono fra loro, ma vogliono distruggere chi sta vicino. Berlusconi vuole distruggere Udc e Destra. Veltroni vuole distruggere Ps e Sinistra". Lo afferma Ugo Intini durante la manifestazione elettorale del Ps.
Intini aggiunge: "Mani pulite ha creato Di Pietro e la Lega. Oggi Berlusconi e Veltroni con gli apparentamenti salvano Di Pietro e la Lega. È il replay del 1992-1994. Stessi burattini e stessi burattinai. Pd e Pdl hanno un accordo evidente. Chiunque vinca, farà le stesse cose: quelle volute dal potere economico".
Intini si rallegra perché i socialisti "sono tutti uniti: da De Michelis a Spini, da Craxi alla Uil. Il nostro non è un progetto provinciale: ci riconosciamo nel Pse. Domani speriamo di festeggiare la vittoria di Zapatero. Il Pd non è Zapatero. Il Pd ha un simbolo verde, il Psoe rosso. Metà del Pd è con i vescovi, Zapatero no. Il Psoe è operaio, Calearo vuole un mix fra Zapatero e Aznar. Il Psoe mantiene immutati nei decenni nome e simbolo, cambiando i dirigenti. Il Pd mantiene immutati i dirigenti, cambiando simbolo".

6 marzo 2008 BOSELLI LASCIA 'PORTA A PORTA': REGOLE TRUCCATE 
Dura solo pochi minuti la presenza di Enrico Boselli negli studi di 'Porta a Porta'. Il candidato premier del partito socialista della si alza e se ne va, subito dopo aver spieg
ato i motivi di quella che definisce "una protesta forte, chiara, netta, per quel che accade in campagna elettorale".
Accusa Boselli: "Le regole sono truccate. Da due mesi a questa parte, questa è la prima trasmissione di approfondimento alla quale sono invitato. 'Anno zero' e 'Matrix', 'Ballaro' e 'Primo piano', '30 minuti' e 'Tv7' ci hanno cancellato dalla campagna elettorale". Quanto alla carta stampata, "il sondaggio del 'Corriere della Sera' ha pubblicato le intenzioni di voto su forze che non esistono più o non si presentano con il loro simbolo alle elezioni come la Rosa bianca e i radicali e ha cancellato il Partito socialista".
Per il leader del Ps, "è intollerabile partecipare a questa campagna elettorale con regole così truccate. E allora - annuncia alzandosi dalla poltroncina bianca di 'Porta a porta', davanti allo sguardo perplesso del conduttore Bruno Vespa - me ne vado, per coerenza con quel che facciamo. Mi ribello a queste regole truccate". Davanti alla decisione del leader socialista, Vespa cerca prima di convincerlo a recedere dal suo proposito, quindi gli annuncia che "la prossima settimana sarà nuovamente invitato a 'Porta a porta' assieme a tutti gli altri candidati premier". Ma tutto ciò non fa cambiare idea a Boselli, che ringrazia e lascia lo studio.
Enrico Boselli, dopo aver interrotto la sua partecipazione alla puntata odierna di 'Porta a Porta', ha manifestato con un centinaio di militanti socialisti in via Teulada, davanti agli studi Rai. Richiesto un incontro urgente, si legge in una nota dei socialisti, con Petruccioli. Presenti al sit in anche i parlamentari del Partito Socialista, tra i quali Craxi, De Michelis, Villetti, Battilocchio, Piazza, Del Bue, Grillini. Bobo Craxi piazzandosi davanti all'ingresso del centro Rai di via Teulada annuncia: "finché non ci riceveranno, da qui non uscirà nessuno".

5 marzo 2008  SI SCRIVE PD, SI LEGGE PC
Veltroni presenta le liste del Partito democratico e è subito rischio di rottura con i Radicali che lamentano il mancato rispetto degli accordi presi. Emma Bonino ha usato parole durissime: il Pd è "inaffidabile e indecoroso" per questo "non intendo candidarmi in Piemonte: non sono un soprammobile, da loro sbrecciato, che si può prendere e spostare dove vogliono. Non sono un oggetto che può essere usato o spostato'' . “Grande solidarietà per i compagni radicali e piena comprensione per i lamenti del ministro Bonino”. Commenta Angelo Piazza. Del Bue: Emma e Marco, venite con noi. Craxi: Veltroni ha voluto evitare il lancio degli ortaggi, ma rischia un giudizio severo sulle sue liste . "La definizione delle liste del PD - commenta Giacomo Mancini - ha riesumato le vecchie liturgie di staliniana memoria, che oggi vengono riproposte con l'inganno teso ai radicali e con la pulizia etnica contro i socialisti finiti da Veltroni, che seguono il tentativo di cancellazione del Partito Socialista sugellato dall'alleanza con il manettaro Di Pietro. All'inizio della campagna elettorale è diventato chiaro che il nome del partito di Veltroni si scrive PD ma si legge PC".

1° marzo 2008  BOSELLI: TORNEREMO IN PARLAMENTO E LA LOTTA ALLE MORTI SUL LAVORO SARÀ LA NOSTRA PRIORITÀ
"Torneremo in Parlamento: sarà una battaglia elettorale dura ma non resteremo fuori dalla vita politica del Paese". Lo ha detto Enrico Boselli, durante il convegno che, a Genova, ha ufficializzato la decisione del suo partito di correre da solo alle elezioni del 13 e 14 aprile.Al posto di Boselli, nella Sala Sivori dove nel 1892 nacque il Partito Socialista, ha parlato un giovane operaio dell'Ilva esponente della Fiom. "Io avevo preparato un discorso -ha spiegato Boselli- ma questo discorso non credo di poterlo leggere perché oggi Genova è a lutto e noi dobbiamo rispettare questo lutto. A me non piace la demagogia, lo sapete -ha proseguito il leader socialista- ma penso che oggi dobbiamo dedicare questo primo giorno della campagna elettorale agli operai che stanno manifestando in città".

27 febbraio 2008  VELTRONI METTE INSIEME TUTTO E IL CONTRARIO DI TUTTO
Dopo gli incontro tra il leader del Pd e la componente teodem, lo scienziato Piergiorgio Odifreddi  ha bocciato senza mezzi termini l’operato di Veltroni. "Questo vuol dire non fare una scelta, questo è il veltronismo". Sulla laicità il professor Odifreddi – commenta Enrico Boselli - fa una semplice constatazione, quando rimprovera a Veltroni di mettere insieme tutto e il contrario di tutto. Dice la verità. Cattolici integralisti come la Binetti e laici come la Bonino "messi confusamente insieme - osserva - così come il programma che non dice nulla e che possono sottoscrivere tutti. E' un supermercato delle idee dove chiunque puo' ritrovarsi ma nessuno sa cosa poi sarà realizzato".

13 febbraio 2008  DIALOGO CON VELTRONI SOLO SE RICONOSCERÀ L'AUTONOMIA DEL PS
"L'unica possibilità per riaprire il dialogo tra socialisti e Pd è che Walter Veltroni riconosca l'autonomia e l'identità del Partito socialista, altrimenti sarà la rottura definitiva". Intervenendo a una manifestazione della costituente socialista al Parco dei Principi a Roma, Enrico Boselli risponde a Walter Veltroni che oggi, dal palco dell'assemblea costituente del Pd, ha rinnovato l'invito ai socialisti chiudendo però le porte a una alleanza tra liste. "Se si vuole cercare di riprendere il filo del dialogo - avverte Boselli - l'unica strada possibile è il riconoscimento della nostra autonomia e della nostra identità. Se questo non avverrà attraverso una alleanza che consenta di presentare le nostre liste e il nostro simbolo la rottura sarà definitiva e qualsiasi discorso di prospettiva sarà compromesso". "Il punto di partenza per noi - ribadisce Boselli - è un'alleanza tra liste. Dei gruppi unici ne parleremo quando il dialogo basato su questo presupposto si aprirà".

13 febbraio 2008  DOPO IL NO AI SOCIALISTI, VELTRONI DICE SÌ A DI PIETRO
Dopo il no a un apparentamento con il Partito socialista è i ripetuti proclami del Pd a correre da soli, è arrivato da Walter Veltroni l’inspiegabile sì ad Antonio Di Pietro. L’Italia dei Valori sarà, infatti, l’unico simbolo che affiancherà quello del Partito democratico nelle prossime elezioni politiche, per confluire in seguito in un unico gruppo parlamentare.
E' una decisione che non avrebbe bisogno di commenti". Afferma Enrico Boselli, secondo il quale "è evidente che se l'obbiettivo è quello di cancellare i socialisti, Veltroni ha trovato in Di Pietro un ottimo compagno di strada". “Lo trovo francamente incredibile”.
Aggiunge Gavino Angius “È incredibile allearsi con l'Idv - spiega Angius - riconoscendogli lo status e la dignità politica che viene negata a un partito che si chiama socialista. Il Pd dovrà spiegarlo di fronte all'opinione pubblica”. E in effetti sarà difficile spiegare questa insolita alleanza, con un partito giustizialista come quello di Di Pietro, dopo aver negato la stessa alleanza a forze riformiste e in teoria più affini come socialisti e radicali. E ancor più difficile sarà spiegarlo in sede europea al Pse, dove alle contraddizioni irrisolte sul piano della laicità, si aggiunge l’anomalia di un partito che rifiuta i socialisti in Italia, e poi chiede di far parte del partito socialista europeo.

25 febbraio 2008   NO AL BERLUSCONISMO DI SINISTRA
La storia italiana è impregnata di socialismo, ricorda Boselli: "da Turati a Matteotti, da Pertini a Saragat, da Carnevale a Craxi. Adesso ci chiamano nanetti: lo saremo anche, ma camminiamo sulle loro spalle". Da Roma domenica mattina primissimi passi della campagna elettorale con la manifestazione organizzata dalla federazione socialista, e a cui hanno partecipato oltre a Boselli, i principali esponenti del partito, da Angius a De Michelis, a Craxi, Nigra, Grillini, Quadrana e tanti altri. Affollatissima sala del Jolly Hotel per quella che è la prima uscita pubblica in vista del 13 e 14 aprile. Frecciate polemiche per il partito democratico così come è stato delineato dall'accoppiata Veltroni-Di Pietro, auguri ai radicali che hanno deciso di imbarcarsi, un ringraziamento e un appello agli oltre 74 mila iscritti del partito.

24 febbraio 2008   IL SEGRETARIO DEL PD È NERVOSO E PASSA AGLI INSULTI
Di fronte a una posizione coerente e chiara, Veltroni risponde però insultando, un segnale evidente di preoccupazione che si aggiunge alle cattive previsioni del risultato elettorale del 13 aprile. Un metodo che ricorda quelli del più vetero comunismo, cui pure l'ex sindaco di Roma dice di non aver mai appartenuto. Dice lui. Il segretario del Pd usa parole pesanti nei confronti di Boselli durante la registrazione della puntata di 'Tv7' in onda su Rai Uno. "Loro si sono candidati in questi anni in Parlamento con tutti i camuffamenti immaginabili, col Girasole insieme ai Verdi, i Radicali nella Rosa nel pugno... L'unica volta che gli chiediamo far parte di un grande soggetto riformista, loro si rifiutano". Soprattutto, "la cosa che mi ha più colpito è che poi siano andati a bussare una volta alla Sinistra arcobaleno e un'altra volta da Casini nel tentativo di avere una partecipazione alle loro liste, peraltro con risultati non positivi".
"Non ho bussato a nessuna porta, né a quella di Bertinotti, né a quella di Casini. E Veltroni lo sa bene, perché non ho bussato nemmeno alla sua", replica a tambur battente Boselli. "Invece di esaminare la questione socialista per quella che è, Veltroni getta discredito, delegittima e falsifica le nostre posizioni. Questo non è il nuovo, ma un metodo molto molto vecchio".

20 febbraio 2008  ANGIUS: SE PD VUOLE VINCERE FACCIA INTESA CON I SOCIALISTI
Se è vero, come emerge dai sondaggi, che il Pd sta recuperando qualcosa rispetto al Pdl, "ciò significa - come sapevamo - che con i voti socialisti si può sconfiggere il centrodestra: percheé allora, il Pd respinge un accordo politico ed elettorale con il Partito Socialista rifiutando i suoi voti che confluirebbero su Walter Veltroni?'. E' la domanda rivolta ai vertici del partito dal vice presidente del Senato Gavino Angius, esponente del Partito socialista. 'Il Pd - incalza Angius - vuole vincere davvero queste elezioni, o è già rassegnato? Noi non siamo rassegnati a restituire l'Italia al centrodestra, ma vogliamo dare all'Italia una nuova stagione di riforme per il suo profondo rinnovamento e cambiamento. Aggiungo: è più importante per il Pd avere un partito forte ma sconfitto, oppure vincere le elezioni e lasciare il centrodestra all'opposizione? Vedendo come il Pd agisce sorgono molti interrogativi".

11 febbraio 2008  "NO, GRAZIE. I SOCIALISTI NON SI SCIOLGONO"
I socialisti non si sciolgono e alle elezioni di aprile presenteranno il loro simbolo e le loro liste. Questo il risultato dell’incontro che si è svolto questa mattina, al Loft del Pd di Piazza S. Anastasia a Roma, durato un’ora, tra Enrico Boselli e Gavino Angius da una parte, Walter Veltroni e Dario Franceschini dall’altra che sono tornarti a riproporre l’offerta di candidare socialiste nel Pd. No grazie, hanno risposto Boselli e Angius. Il partito socialista non si scioglie perché glielo chiede Veltroni. “L'incontro - ha detto Boselli al termine del colloquio - è stato chiaro. Veltroni e Franceschini ci hanno chiesto di entrare nelle liste del Pd e non una discussione e un accordo su un programma riformista”. "Noi abbiamo ripetuto che non accettiamo di essere sciolti. Se l'alternativa è o vi sciogliete oppure vi sciogliete, noi ripetiamo che non ci scioglieremo perché rappresentiamo una forza politica importante in questo Paese che può svolgere un compito importante, a difesa della laicità e dei diritti civili”. Boselli ha quindi annunciato per domani (martedì) una riunione degli organi direttivi del partito per sciogliere il nodo delle alleanze, cioè di dar vita ad una lista collegata: "Se ci troviamo d'accordo - conclude Boselli- possiamo collegarci. Non avrei nessuna difficoltà".

9 febbraio 2008  NEL CENTROSINISTRA SARÀ UNA SFIDA A TRE
Veltroni conferma la scelta del Partito democratico di presentarsi da solo alle prossime elezioni e chiude definitivamente la porta a una coalizione con la Cosa rossa. Il Partito socialista ribadisce la decisione di presentarsi alle urne con le proprie liste e il proprio simbolo.
"Avremmo accettato volentieri un confronto - afferma Enrico Boselli - sulla base di un programma di governo con una chiara e netta impronta riformista. Saremmo stati pronti a discuterne con Veltroni se avesse voluto farlo mentre non ci ha mai interessato l’ipotesi di essere assorbiti nelle liste lettorali del Partito democratico".
"Nel centro sinistra la sfida è a tre, fra Partito democratico Sinistra Arcobaleno e Partito socialista". Aggiunge Gavino Angius. "Ma il Pd si rende conto di ciò che pretende dal Partito socialista? Ci si chiede, praticamente di annullarci, all'esclusivo fine di far risultare il Pd il primo partito italiano. Ma ciò, viste le scelte di forza Italia e Alleanza nazionale, comunque non accadrà. Il mancato raggiungimento di un accordo con il Pd, trasformerebbe la campagna elettorale contro la Cdl in una lotta interna alle forze del centro sinistra. La divisione dei riformisti - conclude Angius - è un qualcosa di cui davvero l'Italia non sentiva il bisogno".

7 febbraio 2008 AL VOTO IL 13 E IL 14 APRILE....
Al voto il 13 e il 14 aprile. Questa l'indicazione emersa dal Consiglio dei ministri, invece non e' ancora stata presa la decisione se abbinare o meno le elezioni amministrative a quelle politiche. Intanto prosegue il dibattito sulle alleanze, con il Pd che insiste per andare da solo, puntando nell'effetto novità.
La scelta che abbiamo già compiuto, e che certo non modificheremo, è che tanto alle prossime elezioni per la Camera e il Senato quanto a quelle amministrative, il Partito socialista sarà presente con il suo simbolo e le sue liste”. Ribadisce Enrico Boselli. “Per quanto riguarda il dibattito interno al centrosinistra – continua Boselli - su apparentamenti, liste e coalizioni, ritengo che l’unico metro che ci deve guidare, debba essere quello della condivisione di un programma di governo, veramente innovativo e riformista, senza pregiudiziali per nessuno”.
"Per i socialisti l'unica discriminante - ha aggiunto Gavino Angius - è il fermo ancoraggio ad un programma su cui costruire l'alleanza per il governo dell'Italia che si occupi di salari e stipendi, di lavoro, di sicurezza, di stato sociale e di diritti civili. Ci preoccupano le troppe discordanze e le immotivate chiusure, criticate oggi anche da Parisi, di esponenti del Partito democratico. Il rischio - conclude Angius - è di regalare prima ancora del voto il governo dell'Italia al centro destra".

5 febbraio 2008  IL PARTITO SOCIALISTA DI FRONTE ALLE ELEZIONI POLITICHE
Boselli: socialisti con liste e simboli propri
A chiudere definitivamente la porta all’iniziativa di carattere istituzionale del presidente Marini – commenta Enrico Boselli – è stato Berlusconi, accompagnato dal coro di tutto il centrodestra. Ora si tratta di affrontare una sfida che non è affatto persa in partenza. Noi – conclude - daremo il nostro contributo a questa battaglia presentando le liste e il simbolo del Partito socialista alla Camera dei deputati e al Senato”.
Craxi: apparentamento con il Pd o andremo da soli
"Se il Pd vuole l'apparentamento bene, altrimenti il Partito Socialista può andare da solo. L'area laico socialista presenterà comunque il suo simbolo alle elezioni. E' nell'interesse di Veltroni contare su questa area. Poi se uno vuole andare da solo, da solo resta...". Lo afferma Vittorio Craxi, a margine di un convegno su Bettino Craxi.
Intini: alleanza con i socialisti giova al Pd
"Un'alleanza con i socialisti credo giovi al Partito democratico". Lo ha detto Ugo Intini parlando a margine del seminario su Bettino Craxi: "Noi ci collochiamo a sinistra – ha spiegato Intini – e speriamo che una forte iniezione di identità socialista aiuti la sinistra in questo momento difficile".
Poco prima, parlando nel corso del convegno, Intini aveva detto che "i socialisti non sono sconfitti anche perché le loro idee hanno vinto storicamente nel Paese. Andiamo alle elezioni: dobbiamo far sì che lo schieramento di sinistra sia a guida socialista".

1° febbraio 2008 BOSELLI: SÌ AL GOVERNO, NO AL REFERENDUM E ALLA 'BOZZA BIANCO'
Partito Socialista di Enrico Boselli dice "no" alla bozza Bianco e "si' alla nascita di un governo che trovi un accordo chiaro e preventivo per una nuova legge elettorale". E' quanto emerso dopo l'incontro con il presidented el Senato, Franco Marini, a palazzo Giustiniani nell'ambito delle consultazioni per formare il nuovo governo. Boselli si dice anche contrario al referendum "perche' sbagliato e che rischia di produrre una legge peggiore di quella attuale".
Boselli era accompagnato dai capigruppo socialisti Roberto Villetti e Gavino Angius. Quest'ultimo, proprio sulla bozza Bianco, ha spiegato: "Siamo contrari e lo abbiamo detto tante volte in commissione avanzando proposte fortemente correttive di quella bozza che sono rimaste inascoltate".

27 gennaio 2008 DEL BUE: SE SI VOTA, NO ALL'UNIONE, SÌ AL POLO RIFORMISTA
Noi siamo per evitare le elezioni. E riteniamo che esse non risolverebbero i problemi del Paese. Ma piuttosto che un governo di tre mesi col solo compito di fare una legge elettorale capestro, meglio il voto subito. In questo caso credo che il Partito socialista dovrebbe essere interessato a un Polo riformista e non alla riedizione di un’Unione che ha fallito. Penso che su questo Veltroni abbia ragione. E non capisco perchè altri socialisti, invece, vogliano riproporre una formula fallita e senza respiro e attrattiva per i socialisti riformisti che mai dovrebbero volersi confondere coi massimalisti.

19 gennaio 2008 LEGGE ELETTORALE - VELTRONI: IL PD ANDRÀ DA SOLO - BOSELLI E ANGIUS: NOI CON IL NOSTRO SIMBOLO
"Con qualsiasi legge elettorale", il Pd correra' da solo. Ma faccia lo stesso anche Forza Italia, principale partito dell'opposizione. E' la sfida lanciata da Walter Veltroni dal palco dell'assemblea annuale dell'associazione 'Liberta' eguale' ad Orvieto. Immediata la le replica del Partito socialista. "Veltroni stia tranquillo se questa e' la sfida l'accettiamo, anzi la rilanciamo con forza: sulla prossima scheda elettorale trovera' il nostro simbolo: il simbolo di Partito socialista". Ha affermato Gavino Angius dal convegno sulla laicità di Torino."Quando si dice 'ci presenteremo da soli' - ha aggiunto Enrico Boselli - significa che o non si ha fiducia nella coalizione, oppure che il vero obiettivo e' quello di far vincere il proprio partito".
Ma, conclude Boselli, 'noi non abbiamo paura di questa situazione e ci concentreremo sulla nostra battaglia politica'.
 “Si ha l’impressione che Veltroni sia molto più preoccupato di far vincere il Pd all’interno del centrosinistra contro i suoi stessi alleati che non nel Paese”, ha aggiunto Roberto Villetti intervenendo a Orvieto al convegno di Libertà euguale. "Stiamo costruendo un grande partito- ha proseguito Angius - E non abbiamo paura di niente e di nessuno. Stiamo costruendo il partito delle liberta', dei diritti, della laicita'. Ma anche un partito si prende le proprie responsabilita'. E trovo ad esempio triste, patetico e vergognoso che tanta parte della classe dirigente italiana abbia ammainato la bandiera della laicita' e domani pensi di andare all'Angelus del Papa, come i tifosi vanno alla curva sud"."
“Veltroni – ha affermato Villetti - dice che il partito democratico si presenterà alle elezioni da solo qualunque sia il sistema elettorale e invita Berlusconi a fare altrettanto. Vale in questo caso il dilemma del prigioniero: se il partito di Veltroni e quello di Berlusconi corressero da soli o entrambi formassero delle coalizioni, sarebbe una gara ad armi pari. Se invece uno dei due scegliesse di andare da solo e l’altro di fare una coalizione sarebbe chiaro fin dall’inizio chi vince e chi perde. E non ci vuole molto a capire che Berlusconi, pur di vincere, farà l’alleanza anche con l’estrema destra di Storace. Veltroni – ha continuato poi il capogruppo alla Camera - ha fatto un elenco di problemi gravissimi del Paese, dalla perdita del potere di acquisto di salari e stipendi fino al dramma dei rifiuti. Ma chi dovrebbe risolverli? Non si può parlare come se si fosse all’opposizione quando il Partito democratico conta 18 ministri su 25 compreso il presidente del consiglio, governa nelle maggior parte delle regioni, delle province e dei comuni e in Campania guida tanto la regione quanto il comune di Napoli. A sentire Veltroni – ha concluso - si ha l’impressione che ci sia un leader dell’opposizione in più e che il Pd non sia al governo”

La crisi di governo è anche colpa del Partito Democratico
Prodi attacca e davanti all'aula di Montecitorio rivendica i risultati ottenuti dal suo Governo, esprime la solidarietà a Mastella e invita chi vuole la crisi ad assumersene le responsabilità. "Questo è un governo - ha detto - che, nato su un patto di legislatura sottoscritto da tutti i partiti dell'Unione il 20 giugno del 2005, si era ripromesso, cito testualmente, 'un'alleanza destinata a durare per l'intero arco della legislatura'. Questo è un governo - ha proseguito - che, nato sulla base di un programma elettorale firmato e condiviso da tutti i partiti dell'Unione l'11 febbraio del 2006, ha avuto il mandato di guidare il Paese per cinque anni". 
Se siamo in questa situazione, la responsabilità non può essere certo data soltanto a Mastella”. Lo afferma Enrico Boselli. “Alle difficoltà di una maggioranza che al Senato ha sempre dovuto combattere per la sopravvivenza sul filo di pochissimi voti – continua Boselli - si sono aggiunte le tensioni determinate dalla nascita del Partito democratico e in particolare dalle iniziative di Veltroni in tema di legge elettorale. Non si può davvero pensare che il tentativo di trovare un accordo con Berlusconi, tagliando fuori una parte della coalizione, avrebbe allungato la vita al governo Prodi”.

(19 gennaio 2008) 

 

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