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2008 |
Che cosa ha
detto il congresso di Lucca
Apertura congressuale come di tradizione
lasciata alla relazione introduttiva del segretario Antonio Da Prato, dopo
una breve introduzione del Presidente Mancini. L'intervento di Da Prato non
si è limitato a descrivere la situazione politica e il percorso travagliato
dei socialisti prima e dopo le elezioni di aprile scorso. Una buona parte
della relazione è servita per sostenere la mozione congressuale di Riccardo
Nencini -
'Un
nuovo inizio per il Partito socialista' - largamente
maggioritaria in Lucchesia, Versilia e Garfagnana.
È seguita la lettura integrale e, a tratti, noiosa della mozione n. 2, che
fa capo a Pia Locatelli, 'Prima la politica' (a proposito, non si
poteva dare per letta...).
Finalmente ha preso la parola Gianni Giannini, con un intervento come al
solito stimolante e ricco di riflessioni intelligenti. Al nucleo della sua
analisi c'è l'inutilità, per i socialisti, di conservare la forma classica
partito, con organigrammi e strutture gerarchiche. Meglio un "movimento
socialista", che si confronta e si aggrega, di volta in volta, su temi
ed argomenti riformistici. Inoltre, per Giannini, i Socialisti devono
costituire un soggetto politico "dialettico", sia con il
centro-sinistra, sia con il centro-destra, al fine di costruire una
"nuova sinistra".
Articolato e puntuale, l'intervento di Antonio Bartelletti che, in premessa,
ha annunciato la propria "sospensione attiva" dal PS, fino alla
rimozione delle condizioni che non consentono una libera attività politica
sul territorio. Ciò nonostante, Bartelletti ha illustrato sei punti
fondamentali di una propria mozione, che nasce da una elaborazione comune
con altri compagni della Versilia. Punti salienti, già apparsi su questo
sito, sono: a) la "ripartenza" socialista dai contenuti del
Manifesto della Costituente versiliese del 25 luglio 2007; b) il
"municipalismo socialista" come criterio ispiratore della politica
d'ambito locale; c) la determinazione locale ed autonoma delle scelte
strategiche, di alleanza e di contenuti politici e amministrativi; d) l'adesione a schieramenti di centro-sinistra
come possibilità forte,
ma non esclusiva e prioritaria; e) la necessità, a medio termine, di
dividere la Federazione lucchese: Versilia da una parte; Lucca e Valle del Serchio
dall'altra; f) la necessità, a breve termine, di costituire
l'organizzazione federale per zone autonome, più piccole delle attuali,
disegnandole attorno a figure riconosciute e credibili.
Sono seguiti pochi altri interventi, tra cui si segnalano quello di Rossano
Lenci che si è detto disponibile sulla proposta
"municipalista" e sull'organizzazione più autonoma delle zone, ma
in modo da consentire ancora alla Federazione un controllo omogeneo sulle
politiche territoriali e sulle alleanze, con la preclusione di qualsiasi
accordo con il centro-destro. Quest'ultimo argomento è stato ripreso anche
dal contributo di Cuturri, mentre Giannarini ha spostato il tiro più
sull'analisi sociologica della situazione italiana, in cui l'impoverimento
progressivo favorisce la radicalizzazione degli scontri, impedendo alla
proposta socialista, solidale e positiva, di far breccia.
(29 giugno 2008)
Un
Congresso
piccolo piccolo
Lucca celebra il
"nuovo inizio" del PS tra pochi ma convinti compagni
(Lucca,
24 giugno 2008)


Che sia un brutto
momento per la sinistra, in generale, e per i socialisti in particolare,
lo dimostra la scarsa partecipazione al primo congresso provinciale del
PS, registratasi ieri a S. Alessio di Lucca. Nonostante l'importanza del
tema - il rilancio della proposta politica ed organizzativa socialista -
non si è avuto il riscontro di presenze dovuto e sperato. Forse è
ancora l'onda lunga della sconfitta elettorale del 13-14 aprile,
con la buona dose di sconforto e delusione che si porta inevitabilmente
dietro, a determinare un distacco forse temporaneo e non definitivo.
Tuttavia, le assenze "dolorose" non hanno intaccato la
qualità del dibattito, a tratti critico e, più che in passato,
propositivo.
Per la cronaca, la mozione vincente è stata quella di Nencini -
'Un
nuovo inizio per il Partito socialista' - che ha raccolto
quasi tutti i voti del congresso ad eccezione di una sparuta minoranza
espressasi per la mozione Locatelli, 'Prima la politica'. Il
rinnovo degli organi federali ha portato alla conferma, con un mandato a
termine di un anno, del segretario attuale, Antonio Da Prato, al cui
fianco opereranno due vice-segretari, Alfredo Lambelet e Rossano Lenci.
Per la carica di segretario organizzativo è stato indicato Gabriele
Martinelli.
Rispetto all'organigramma sopra detto è da registrare il dissenso
composto di una parte del partito dell'area lucchese, che fa riferimento
a Verano Garbini e Claudio Giannarini.
(25 giugno 2008)
Proviamo
a correre per il prossimo Congresso
Questo sito come
cantiere di una mozione
Dopo la disfatta elettorale
del 14 aprile, l'unica cosa sensata sarebbe quella di dedicarsi ad un
movimento versiliese, autonomo, di sana ispirazione socialista, che
intervenga finalmente nel merito di problemi concreti, libero da
condizionamenti romani, fiorentini, lucchesi e, in parte, viareggini.
Bisognerebbe lasciare i diversi Segretari rimasti - nazionali,
regionali, di federazione e di sezione - a baloccarsi con quel poco che
rimane del glorioso Partito socialista: "l'avete
voluto l'orticello, piccolo piccolo, dove potete sentirvi dei grandi
Napoleoni? Bene! Tenetevelo stretto".
Quant'è la voglia di mandarli in culo...
Rimane però, nel fondo dell'animo, uno spirito combattivo che ancora
"rugge" e spinge alla gara, fosse non altro per una
soddisfazione puramente morale. In questo deserto di potere e di idee,
senza poltrone da spartire, resta la più bella delle partite. Il premio
della sfida è di mettere in un angolo, definitivamente, chi ha
sbagliato e chi ha "tramestato" da anni. Nel caso di una
nostra sconfitta... nessun problema, torneremo al nostro Movimento
socialista versiliese.
C'è una bella partita da giocare appena dietro l'angolo. Non è il
Congresso nazionale del 20-22 giugno, ma quello provinciale di qualche
giorno prima.
Per parteciparvi basta essere iscritti al PS: noi lo siamo, perché
abbiamo pagato, direttamente con il bollettino postale, la nostra bella
tessera da 30 €.
Da qui si passa al primo obiettivo della nostra gara: vogliamo un match
regolare, in cui si rispettino tutte le regole del gioco congressuale.
Pertanto, fuori dai coglioni i "signori delle tessere",
che da anni hanno più iscritti in sezione che voti dei cittadini alle
elezioni. Non si tratta di un'anomalia, ma di un vero e proprio
imbroglio.
Nel frattempo, va costruito un documento da presentare a Congresso, che
può nascere da queste pagine web, con il contributo di quanti hanno
conservato dignità e orgoglio socialista.
Alcuni proposte provo a scriverle di getto, così come mi vengono alla
mente:
1) La
"ripartenza" sono i contenuti del Manifesto della Costituente
Versiliese, presentato a Pietrasanta il 25 luglio 2007, ma poi affossato
dai soliti noti, per paura del nuovo e di diversi equilibri;
2) il
criterio ispiratore è il "municipalismo socialista",
che si basa sul
riconoscimento assoluto dei valori identitari e della memoria dei
luoghi, in una visione unitaria delle politiche riformatrici, con l’obiettivo
di trarre la maggiore ricchezza culturale ed economica possibile dalle
diversità ambientali e storiche di ogni terra, attraverso un uso
durevole delle risorse disponibili;
3) le
scelte strategiche, di alleanza e di contenuti nei Comuni e nella
Provincia di Lucca, devono essere sempre determinate dai compagni di ogni singola
realtà, senza interventi di apparati di livello superiore, che hanno
spesso favorito, a priori, soluzioni di difesa e di conservazione degli assetti regionali e
nazionali;
4)
l'adesione a schieramenti di centro-sinistra è una possibilità forte,
ma non esclusiva e prioritaria, soprattutto con il prevalere di una
volontà egemone e di una logica maggioritaria da parte del PD. La
scelta va operata in base ai criteri di identità programmatica e di
capacità riformatrice concreta, nonché di vicinanza al comune sentire
dei cittadini;
5) la
Federazione lucchese del PS deve, a medio termine, dividersi in due:
Versilia da una parte; Lucca e Valle del Serchio dall'altra. In questi
anni, l'unione di queste due debolezze ha determinato non una somma, ma
un prodotto di debolezze, mentre la divisione creerebbe due piccole
forze.
Aspetto
critiche, modifiche ed integrazioni, ma soprattutto adesioni sentite a
questo progetto.
Antonio
Bartelletti
(15 maggio 2008)
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