Il blog socialistiversilia si è fermato a Pietrasanta
Occorre che riparta

Il blog socialistiversilia si è fermato a Pietrasanta, al tempo delle elezioni comunali in cui il simbolo dei socialisti ha subito un vero e proprio oltraggio: quello di essere stato fatto inglobare impunemente nel simbolo dei Pensionati Italiani. Se a livello del PSI regionale e nazionale emergono serie colpe politiche per aver permesso un simile affronto, non possiamo però tacere che a livello di Partito Democratico, almeno con una presa di posizione alla luce del sole è mancata. Di quelle dietro le quinte poco importa, e forse sono più ambigue del silenzio irrispettoso verso gli ideali del PSI che restano, nonostante i calpestii procurati dai “tangentopolisti” di Craxi e compagni. Al PSI mancano i voti ma non gli ideali che anche attraverso il blog socialistiversilia trovavano modo di manifestarsi. Occorre che il PSI, a livello provinciale e regionale, ripristini il blog con una ammenda pubblica su quanto è successo la primavera scorsa a Pietrasanta. Occorrono scuse precise da Firenze e precise assicurazioni che quanto è accaduto non debba mai a ripetersi, sopratutto se tali acconsentimenti sono propedeutici a poltrone. Venerdì il PSI di Lucca si riunisce per fare il punto sulla situazione politica italiana e sulla tornata elettorale per il rinnovo delle province. Sarebbe l’occasione adatta per sbloccare una situazione che non si fa trasparire ma che il mancato aggiornamento del blog mette inequivocabilmente e inesorabilmente a nudo una situazione di malessere e di danno all’immagine storica del PSI che va affrontata, sopratutto in vista delle prossime elezioni provinciali. Il PSI non può fare a meno di un mezzo informativo come il blog socialistiversilia, un canale con cui fare conoscere le posizioni del partito, gli uomini e il programma per una tornata elettorale in cui il PSI lucchese vorrebbe conseguire un risultato del 3%, una percentuale che potrebbe determinare il ricorso al ballottaggio, con la conseguenza che le posizioni assunte dalla lista autonoma del PSI potrebbero trovare attenzione. Quell’attenzione che oggi non hanno. Da ricordare infine che l’accantonamento di un blog qual era ed è socialistiversilia ha fatto mancare un contributo non indifferente al dibattito amministrativo-politico della Versilia. Qualcuno farà notare che il giornale che non c’è si è intromesso in questioni altrui, ma ai nostri lettori rammentiamo che gli articoli della Libera Cronaca erano spesso postati sul blog socialistiversilia, tanto che gli era riservato un apposito spazio. Pertanto riteniamo che anche alla Libera Cronaca sia venuto a mancare uno spazio on line che l’aiutava a diffondersi. Da tempo sentivamo di scrivere la nostra opinione in merito alla naftalina in cui da mesi sta giacendo il blog socialistiversilia, ben comprendendo che ciò non poteva dipendere da un improvviso disamore verso gli ideali socialisti ma da un disagio e da una determinazione atta non solo a ricevere una eventuale ammenda ma a conoscere per filo e per segno tutta la vicenda che ha portato i socialisti e il simbolo ad una situazione come quella a cui si è addivenuti a Pietrasanta in virtù di un accordo che più che premiare l’essenza dell’ideologia socialista è parsa subordinata ad uno scenario di poltrone, quasi che la disgregazione del PSI non avesse insegnato proprio nulla e che tale autolesionismo si offrisse con fare servile e di tornaconto personale su un piatto d’argento a coloro, gli ex comunisti ed ex democristiani, che il PSI l’hanno sempre osteggiato.

Giuseppe Vezzoni
(10 gennaio 2011)


Proseguono gli incontri per la lista autonoma del PSI alle provinciali del 2011

Versilia - Il PSI della Versilia Storica ha inviato al giornale che non c’è un comunicato sull’incontro tenutosi lunedì a Pozzi di Seravezza. Si è svolta all'inizio di questa settimana una riunione degli iscritti e  simpatizzanti socialisti di tutti i comuni della Versilia Storica. Nei vari interventi che si sono succeduti,è stato dato un giudizio estremamente positivo dell'Amministrazione di Centrosinistra del Comune di Seravezza che andrà ad elezioni il prossimo anno. Per quanto riguarda la Provincia di Lucca,il giudizio dei Socialisti invece è stato nettamente negativo ed i dirigenti provinciali presenti hanno esposto la posizione del PSI che alle elezioni provinciali si presenterà autonomamente con il proprio glorioso simbolo. Nella discussione è stata evidenziata la lontananza politico istituzionale dell'Ente Provincia rispetto ai problemi della gente di questi territori. Inoltre si è iniziata la discussione che porterà alla formulazione di un programma elettorale serio e preciso su alcuni punti qualificanti, quali i compiti connessi alla scuola e formazione professionale, alla viabilità e trasporti, ai servizi per il lavoro e per l'impiego, alla difesa del suolo e tutela e valorizzazione dell'ambiente e non ultimo la promozione del turismo. Sulle nostre proposte chiederemo agli elettori un giudizio ed un voto per portare i nostri rappresentanti negli organi politico-amministrativi dell’Amministrazione provinciale di Lucca.

(7 luglio 2010)


I Socialisti lucchesi si riprendono l'autonomia e la storia del PSI
Verso un candidato ed una lista autonoma per le prossime elezioni provinciali

Torre del Lago – martedì sera si sono riuniti a Torre del Lago diversi  socialisti della Versilia per rispondere all’invito rivolto dalla Federazione del Partito Socialista di Lucca. La riunione aveva come oggetto una discussione approfondita inerente alla linea politica approvata nell’ultimo Direttivo del PS provinciale, che determinato nell’intento di dire basta al  pervicace continuo sottostare ad una condizione di rappresentabilità politica d’assoluta nullità cui il Partito Democratico tiene il Partito Socialista. La Federazione lucchese ha rotto gli indugi ed è uscita allo scoperto annunciando che presenterà un proprio candidato a Presidente della Provincia alle prossime elezioni provinciali che si terranno nella primavera del prossimo anno. Anzi il candidato di servizio c’è già come elemento propedeutico per dare concreta attuazione a questa linea autonomista. Il Partito Socialista Lucchese - così è emerso dagli interventi fatti durante la riunione a cui la Libera Cronaca è stata invitata per divulgarne i contenuti nel territorio versiliese, più specificatamente nell’Alta Versilia di Seravezza e Stazzema - non intende più restare passivo ed assistere alla sistematica strategia del PD rivolta ad annullare idee e uomini che nel Partito Socialista hanno mantenuto la fede nel socialismo, che si riconoscono negli ideali del partito e intendono custodire il retaggio storico di una formazione che annovera nelle sue fila esempi fulgidi contro la dittatura fascista e nel divenire resistenziale e democratico della Repubblica Italiana. Uomini come i fratelli Rosselli, Nenni, Pertini e tanti altri hanno militato nel Partito Socialista Italiano, lasciando una testimonianza nobile e che non può essere abbandonata impunemente alla cancellazione da parte di coloro che  provengono da chi brigava contro la Repubblica e la democrazia stessa, pur restando a goderne gli innegabili vantaggi. La discussione ha riguardato inoltre anche l’aspetto delle recenti elezioni regionali. Molti socialisti hanno preso nettamente le distanze e criticato l’accordo stretto col Partito dei Pensionati Italiani, sia a livello regionale sia a livello locale del Comune di Pietrasanta, manifestando l’umiliazione patita nel vedere il glorioso simbolo del Partito Socialista conchiuso in un simbolo che di fronte al PS non rappresenta nulla nella storia della Repubblica Italiana. Eppure questa trasposizione è avvenuta sotto gli occhi abbassati e le bocche silenti degli uomini che dovrebbero rappresentare il PS a livello regionale e nazionale, ma anche di coloro che militano nel Partito Democratico, il nuovo che scorda fin troppo bene cosa è stato il PSI, sia nel bene sia nel male, che nell’ultima scansione temporale comunque il male è stato sicuramente inferiore di quanto è avvenuto e sta avvenendo nella Seconda Repubblica sorta su Tangentopoli. Una Criccopoli per la quale anche i socialisti più arrivisti, “Trafficoni è Poltronisti” non sarebbero stati capaci di arrivare a cotanto sfascio e illegalità diffusa cui è stata portata oggi la Repubblica Italiana: una deriva morale, sociale, democratica ed economica. È stato espressamente precisato ai dirigenti del PS di Lucca che alleanze come quella stretta per le regionali non si facciano più nell’avvenire, senza ascoltare la base socialista. Tali accordi li faccia pure il Partito Democratico e proceda poi ai conseguenti incarichi. Il PS lucchese vuole tornare ad essere soggetto autonomo, consapevole dei suoi limiti, ma deciso a non barattare più la dignità del partito e di ciò che rappresenta, al di là dei numeri, nella storia italiana e nella lotta per i diritti civili e del mondo del lavoro. Dalla riunione è emersa la volontà di perseguire questa linea di autonomia politica e di presentare una candidatura socialista per le provinciali del prossimo anno. Ciò però non preclude ad eventuali alleanze e accordi che potranno essere stretti unicamente sulla base di convergenti possibili linee programmatiche tra le parti e di pari visibilità che dovrà essere riconosciuta al PS lucchese. Infine è stato deciso che ogni area territoriale della Provincia di Lucca prepari una bozza di programma che evidenzi le necessità delle  popolazioni locali. Nel mese di luglio si prevede un incontro nell’area della Versilia Storica. Dopo l’estate, il candidato e la lista di 24 nominativi saranno resi pubblici, così come il programma. I voti dei socialisti, seppure nella quota, 1,5 o 2% (il PS  punta al 3% in Lucchesia), potrebbero essere importanti più di quanto può in questo momento sembrare, poiché il nuovo Consiglio Provinciale passerà da 30 a 24 consiglieri (10 alla Versilia, 9 alla Piana di Lucca e 5 alla Garfagnana). Una situazione che sommata alla diserzione del voto e all’eventuale e per nulla peregrina lista dei grillini potrebbe determinare, nel centrosinistra,   non pochi problemi, tanto che i voti socialisti diverrebbero appetibili.

G.V.
(9 giugno 2010)


Usi civici: ricusate quel giudice romano
Il Comitato della Montagna di Seravezza non si fida del Commissario

Nella riunione dell Comitato Usi Civici della Montagna Seravezzina, tenutasi presso il Mediceo di Seravezza, è emersa la necessità di intervenire per iscritto presso il sindaco di Seravezza, Ettore Neri, il Segretario Comunale e tutti i componenti della Commissione comunale Usi Civici per chiedere la ricusazione del Commissario per la liquidazione degli Usi civici di Roma. Ecco la lettera del Comitato:
L’ultima udienza di Roma del 3 maggio scorso ha messo in luce una serie di comportamenti sia da parte del Commissario per la liquidazione degli usi civici Dott. Pietro Catalani che dell’Amministratore Delegato della Ditta Henraux Dott. Paolo Carli che meritano di essere approfonditi.
In merito alla Ditta, a fronte di una dichiarata disponibilità a proseguire il percorso conciliativo secondo le 5 fasi concordate (v. verbale della riunione del 9 aprile 2010) e la disponibilità a “definire la vertenza in via transattiva” dichiarandosi “…..pronta ad illustrarla in modo più dettagliato” (v. lettera della Henraux del 29 aprile 2010), ha poi cambiato totalmente la propria posizione uscendo dalla trattativa e, di fatto, chiedendo al Commissario di andare a sentenza.
Su questa questione non è naturalmente possibile intervenire se non per sottolineare la scarsa affidabilità dimostrata dal management della Henraux e non solo su questa vicenda.
Dove invece si può intervenire è sull’operato del Commissario che, per ultimo, non ha messo agli atti l’istanza scritta presentata in udienza dal Comitato, escludendolo come parte in causa ed ha rifiutato la richiesta di CTU avanzata dal Comune di Seravezza contravvenendo, da un punto di vista procedurale, ad una prassi consolidata e messa in campo dallo stesso Commissario il 5 novembre 2008 nella vertenza dei Terrinchesi.
Abbiamo riscontrato anche altre deficienze quali l’aver ammesso agli atti una memoria storica presentata dalla Henraux nella fase della trattativa, non aver dato un congruo tempo al Comune per predisporre le controdeduzioni a tale memoria ed infine essersi spesso contraddetto rispetto alle decisioni assunte nelle precedenti udienze.
Ed infine, ed è la cosa di maggiore rilievo, ha più volte fatto capire prima del verdetto quale sarà la sua decisione, senza aver ancora terminato formalmente la
fase istruttoria.
Da questi elementi questo Comitato, dopo attenta analisi e valutazione dei comportamenti del sopradetto Commissario dott. Pietro Catalani, ritiene indispensabile che il Comune di Seravezza, entro il prossimo 3 giugno, provveda, nei modi e nelle forme previste dalla procedura e quale unico soggetto giuridico riconosciuto in sede processuale, a richiedere al Consiglio Superiore della Magistratura la ricusazione del Commissario stesso.
I legali dell’associazione Cervati si sono dichiarati disponibili a fornire assistenza per questa specifica azione, che è da ritenersi doverosa verso le comunità in lotta per la rivendicazione delle terre collettive. Come già posto in evidenza tale azione non può essere intrapresa direttamente da questo Comitato in quanto, come già evidenziato, non è stato riconosciuto soggetto in causa, nonostante l’istanza presentata formalmente nell’udienza del 3 maggio scorso.
Nel restare a disposizione per ulteriori chiarimenti e fiduciosi dell’accoglimento della presente richiesta è gradito inviare distinti saluti.

Il Comitato Usi civici 
(14 maggio 2010)


Verità, fango, processo mediatico impastano la Seconda Repubblica
Si tifa per il peggio, per i perdenti, per essere tutti perdenti

Siamo alle solite: fango e verità e processo mediatico vanno braccetto e si confondono, nascondendo i loro reali contorni e quanto senso dello Stato ne sia inquinato. Il ministro delle attività produttive, Claudio Scaiola, si è dimesso dopo aver dichiarato che non l’avrebbe fatto. La sua carica di ministro, ha poi detto, non gli avrebbe permesso di difendere la sua onorabilità e dimostrare la sua estraneità agli addebiti di questa campagna mediatica. Anche in questo Governo dell’Amore e del Fare, senza dimenticare i precedenti, temiamo che sia annidata anche una bella quota del fai da te per te. Non sappiamo come l’ex ministro Claudio Scaiola ne uscirà dalla situazione che lo riguarda e che occupa stamani ed occuperà domani le prime pagine dei più importanti quotidiani italiani, tuttavia è alla Giustizia che deve dissipare con chiarezza e determinatezza le presunte accuse che lo vedono coinvolto. D’altronde, stando alle dichiarazioni del passato e a quelle dei giorni precedenti, il ministro Scaiola più che acqua sul fuoco è solito gettare benzina, ricordando le sue affermazioni nel 2002, rilasciate a seguito dell’uccisione di Marco Biagi, che lo costrinsero come ora a dimettersi. Scaiola ha dichiarato di essere vittima di un processo mediatico, ma il suo vero problema resta l’obbligo di spiegare ai giudici l’acquisto di un appartamento ad un prezzo assolutamente inferiore a quello di mercato, e se quelle centinaia di assegni che gli inquirenti farebbero risalire all’imprenditore Anemone, uno degli inquisiti per i lavori del G8 alla Maddalena, siano serviti per l’acquisto dell’appartamento e/o se siano stati utilizzati a sua insaputa. Tuttavia già dalle prime ore di stamani, sul Web, le dimissioni di Scaiola erano date per certe. In un governo e in una maggioranza che vogliono stroncare il processo mediatico e le falsità e le infamanti nonché gratuite accuse che propinano i giornali agli uomini del centrodestra, le dimissioni di Scaiola possono essere lette come un profondo senso di rispetto dello Stato dimostrato dall’ex ministro o come la personale posizione che è stata ritenuta indifendibile. Se Scaiola è innocente, le sue dimissioni e la rinuncia di presentarsi in Parlamento per spiegare e dimostrare la sua estraneità ai fatti appaiono francamente fuori  linea e incomprensibili per la determinazione con cui si vogliono stroncare i processi sommari sulla stampa e per la solidarietà e il sostegno dei giorni presidenti che uomini del PDL avevano manifestato per le spiegazioni fornite dall’ex ministro e per le sue reiterate affermazioni di essere totalmente estraneo alle accuse riportate dai giornali. Qualcosa deve essere successo per determinare  le avvenute dimissioni. Si potrebbe ipotizzare che nuovi elementi potrebbero essere venuti per far desistere  il centrodestra dall’approntata granitica difesa dell’ex ministro, il quale, oggi, nella conferenza stampa, non è stato per nulla convincente, facendo ventilare la possibilità che a personaggi di quel livello politico come il suo qualcuno possa aver potuto operare impunemente alle spalle, e che lui non se ne fosse accorto. Ciò starebbe a significare qualcosa di più grave: ossia, che siffatta non accortezza possa giungere a guidare un dicastero istituzionale della Repubblica Italiana. Ciò appare francamente inverosimile, ma se fosse confermato questo fatto si aprirebbero ulteriori considerazioni su come sia ponderata la scelta dei candidati. Ad inquietare ancora maggiormente il clima che si respira ci sono state ieri le dichiarazioni del Governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, che ha avvisato che ci sono altri Stati a rischio dissesto finanziario della Grecia, se non introdurranno aggiustamenti dei loro bilanci. Seppur il fabbisogno del settore statale italiano del mese di aprile 2010 è risultato pari, in via provvisoria, a circa 14.800 milioni, inferiore di circa 3.600 milioni rispetto a quello registrato nel mese di aprile del 2009, pari a 18.379 milioni, questo virtuoso dato non dissipa per niente il dubbio che il Governatore Draghi, pur non citando i paesi sulla soglia della bancarotta come è accaduto per la Grecia, abbia inviato un segnale di avvertimento anche a chi pensa di non essere tra i paesi a rischio. Insomma: attenti che la crisi che non c’è è invece pronta a manifestarsi. Dopo i bilanci gonfiati dei grandi gruppi bancari, ora a scatenare il panico potrebbero essere i bilanci degli Stati non così trasparenti, nonostante le certificazioni delle principali agenzie di rating internazionali. Una cosa è certa: i piccoli risparmiatori sono alla mercè di decisioni e di certificazioni di situazioni finanziarie che di responsabile hanno ben poco perché mettono a repentaglio quei piccoli  risparmi fatti a seguito di mille sacrifici e su cui  fanno affidamento i comuni cittadini per sopperire alle eventuali difficoltà che durante l’esistenza si possono presentare loro. Le borse oggi hanno subito una pesante giornata di perdite, e dopo Atene e Madrid Piazza Affari, tanto per cambiare, si colloca al terzo posto come più alta percentuale delle perdite. Altra emissione di monossido di carbonio in questo clima plumbeo sono le dichiarazioni sulle celebrazioni dell’Unità d’Italia rilasciate dai ministri leghisti Calderoli e Bossi, i quali sputano nel piatto in cui lautamente mangiano e non dimostrano per nulla di tenere in considerazione l’inviolabilità territoriale dell’Italia che da 150 è divenuto patrimonio comune in cui si riconosce la stragrande maggioranza dei cittadini italiani. Inoltre la Lega pare di non tenere in debita attenzione la lacerazione in atto nel PDL introducendo un altro elemento, le celebrazione del 150 anniversario dell’Unità d’Italia, che porta fibrillazioni e pone i due partiti alleati su due differenti piani in quanto alla diversa considerazione culturale dell’appuntamento e sulla destinazione di risorse per celebrare come si conviene l’avvenimento. Appare più che palese che la Lega disponga a suo piacimento della mossa dello scacco alla regina del Governo Berlusconi, riservandosi di fare quella dello scacco matto al Re che adesso vanificherebbe gli intendimenti sulla giustizia che si vogliono tradurre in leggi di riforma. Ecco perché sull’uscite estemporanee della lega sull’Unità d’Italia il Pdl sta tenendo un profilo basso, pur dovendo lasciare  spazio e visibilità al presidente della Camera Fini, il quale in maniera netta prende le distanze dalle affermazioni dei ministri leghisti. A tal proposito, proprio ieri anche il segretario dell’UDC, Pier Ferdinando Casini, ha annunciato che entro l’anno vedrà la luce un nuovo partito che dei valori dell’unità nazionale e della riconcilazione ne sarà portatore. Sempre ieri, quasi a rispondere alla Lega, il Card. Bagnasco, presidente della Cei, ha ribadito che “l’indifferenza verso le istituzioni è una mancanza grave e crescente, e prelude alle più varie forme di frattura nel Paese (verticali ed orizzontali) che lo renderebbero incapace di affrontare le sfide che gli si presentano”, definendo l’Unità d’Italia “un tesoro nel cuore di tutti e di ciascuno, a cui tutti vogliano contribuire”. Ma che una frattura si sia oramai formata nel popolo italiano, ossia la negatività che può essere assunta per spunto di gioia e di valore aggregante, l’hanno fatta emergere i tifosi laziali manifestando gioia per la sconfitta della loro squadra del cuore contro l’Inter perché il risultato negativo ha impedito che l’odiata Roma restasse in testa al campionato e proseguisse con possibilità di successo la sua corsa per la conquista dello scudetto. È quel tanto peggio tanto meglio che sempre di più è fatto proprio per impedire che ne consegua un vantaggio la parte avversa. Questo stato di pensiero si sta insinuando in tutti i gangli della vita sociale. La difficoltà e/o la volontà di non riconoscere all’avversario i propri indiscussi meriti né  che abbia la capacità di saper superare in un dato frangente le irrisolte limitatezze e problematiche a cui si è saputo far fronte, sta portando ad una contrapposizione non sul merito ma sul demerito. La sconfitta di una parte non sempre si configura come la vittoria dell’altra. Sembra, si fa di tutto per dimostrarlo, ma non lo è.  E prima o poi i nodi vengono al pettine. In Italia si sta diffondendo il tifo autolesionista che porta a godere delle vittorie tra perdenti, ma sopratutto di difenderle con feroce contrapposizione invece di ritenerle spazzatura per un popolo che dovrebbe aspirare a ben altro e che questa strada così cara a tanti, che non hanno qualità né spessore morale, dovrà essere abbandonata affinché l’Italia non debba sempre scegliere tra la brace e la padella ed inizi a risollevarsi dal brutto tonfo in cui l’ha portata la Seconda Repubblica.

G.V.
(4 maggio 2010)


Berlusconi-Fini:
neanche l'attak potrebbe servire


Ci dispiace per il presidente Gianfranco Fini, ma la situazione a cui deve far fronte è storia vecchia di questo Bel Paese, fatta dai voltagabbana e da coloro che mirano a tutelare i propri interessi anteponendoli al popolo,  in grave difficoltà economica e per quanto concerne l’occupazione giovanile. Battere i caudatari è praticamente impossibile, ma la dignità di alzare la voce e far sentire il proprio dissenso vale più di una sconfitta. Scriviamo questo pensiero dopo aver visto alcune immagini  tratte dell’assemblea della Direzione Nazionale del PDL e perché nel piccolo abbiamo attraversato la forca caudina che gli imbelli sanno alzare meglio dei valorosi  combattenti, capaci  di gesti anche magnanimi, cosa di cui gli inietti non dispongono. Nessuno come gli imbelli sa colpire a morte le persone che non stanno in riga, nessuno come gli imbelli sa proporsi come volontario per il plotone di esecuzione. L’azione  di Gianfranco Fini non è mossa da invidia ma dal senso dello Stato che dall’osservatorio privilegiato  che gli consente la carica di Presidente della Camera deve aver costatato quanto sia stato messo a repentaglio e quanto ancora potrebbe esserlo in futuro. Non sappiamo se questo strappo sarà ricucito, ma le parole  che  Fini ha pronunciato da cofondatore del PDL ma anche da Presidente della Camera, la terza carica dello Stato, non si dimentichi, hanno  scavato un solco da cui il  valore compiuto  delle medesime non potrà uscirvi facilmente. Chiedere a Fini di dimettersi in una nazione in cui il conflitto di interessi è così devastante  per l’amministrazione della  res pubblica, dove si accusa perfino la Corte Costituzionale di non essere garante super partes, dove i giudici sono tacciati di comunisti, dove giornalisti  spuntano o appuntiscono i loro articoli secondo logiche di fazione, è un’altra chiara dimostrazione che la  ribellione al silenzio di Fini non è  tradimento,  perché il tradimento avviene alle spalle, ma  è la presa di coscienza, alta, istituzionale e pubblica, che andando avanti in questa direzione si rischia fortemente la tenuta della coesione sociale della nazione Italiana. Se incompatibilità c’è, non può essere ascritta solo al Presidente della Camera.

G.V.
(22 aprile 2010)


Bocchino-Lupi:
il partito dell'amore che c'è


"Nessun commento. Siamo messi male, anche se ci voltiamo dall’altra parte. Resta la penitenza: ma la maggioranza degli italiani è da quel dì che la praticano, e non sono occorsi scandali ma soltanto sacrifici. Allora  avanti pure  con la penitenza per i sacrifici che ci auto - imponiamo con democratico discernere, dividendoci e contandoci tra la brace o la padella".

G.V.
(13 aprile 2010)

Alta Versilia:
In visita i candidati
PSI alla Provincia


Graziano Pancetti candidato a Presidente della Provincia e Emilio Menchetti candidato a Consigliere provinciale nel Collegio Seravezza-Stazzema si ritroveranno Sabato 30 Aprile alle ore 11,00 a Ponte Stazzemese davanti il Comune ed inizieranno un giro conoscitivo delle varie problematiche che affliggono la popolazione locale quali in particolare il problema occupazionale, lo sviluppo economico, l'ambiente, la viabilità e l'assetto idrogeologico. L'iniziativa terminerà con un aperitivo al Bar della Piazza in Piazza Carducci a Seravezza.
I cittadini sono invitati a partecipare.  

Partito Socialista Italiano
Federazione provinciale


(29 aprile 2010)


 

 

Pietrasanta: presentato il candidato Pancetti alle elezioni provinciali
E Bobo venne tardi...



La sala della Croce Verde dapprima piena e poi progressivamente svuotata. Qualche mogugno della platea sul "brodo allungato" degli oratori per attendere il figlio dell'antico leader. Facce più vecchie che nuove all'ennesima rimpatriata socialista, con diversi carrarini e pochi versiliesi. Questa è, in sintesi, la cornice della manifestazione di ieri mattina, a Pietrasanta, per la presentazione del candidato socialista alla presidenza della Provincia di Lucca.
Nel suo intervento iniziale, l'avv. Graziano Pancetti di Viareggio, ha riportato gli echi del diffuso malcontento sull'ultimo quinquennio di governo provinciale, contraddistinto da pochi interventi e scarsa presenza sul territorio. Inoltre, il candidato socialista ha fatto presente come sia oggi necessaria una maggiore incisione sulle politiche del lavoro, anche attraverso una trasparenza nei rapporti tra politica ed imprese, per sconfiggere il peso delle lobbies nell'economia della Provincia di Lucca.
È poi intervenuto il segretario e consigliere regionale, Pieraldo Ciucchi che ha difeso la scelta dei socialisti lucchesi di correre da soli. Alla base di questa soluzione "autonomista" c'è il mancato riconoscimento di un qualsiasi ruolo al PSI da parte di Stefano Baccelli, oggi ricandidato alla presidenza dal Partito Democratico. Nonostante il contributo socialista alla sua elezione nel 2006, il presidente uscente non ha stabilito alcun rapporto e collaborazione politica con il PSI, per quasi tutto il quinquennio, ricercando l'appoggio elettorale soltanto negli ultimi mesi di mandato amministrativo.
Troppo tardi e troppo poco!
Per poter attendere l'arrivo annunciato di Bobo Craxi, Ciucchi ha dovuto poi affrontare temi di livello internazionale e regionale. L'intervento si è fatto lungo e il pubblico, già infastidito dal ritardo, non ha gradito.
La situazione si è ristabilita con l'arrivo solitario di Bobo che, educato come sempre, ha chiesto scusa e subito affrontato il tema del ruolo egemone del PD nella sinistra italiana. Sua la metafora di "Biancaneve e i sette nani" per rappresentare il ruolo dominante di questo partito nei confronti degli alleati di coalizione, costretti sempre al doveroso ed ossequioso rispetto della "nobiltà" del PD.

(10 aprile 2010)


Pietrasanta: il Circolo "Rosselli" contro i limiti di espressione artistica
Sulla mostra di Giuseppe Veneziano

Il circolo Rosselli ha seguito sulla stampa la polemica innescata dal manifesto della mostra dal titolo “ZEIGEST” del pittore Giuseppe Veneziano, che è stata inaugurata sabato prossimo a Palazzo Panichi in piazza del Duomo.
Pur rispettando la sensibilità di coloro che hanno visto in quella rappresentazione una raffigurazione offensiva e provocatoria (anche alcuni esponenti del circolo hanno espresso lo stesso sentimento di “disagio”) il circolo ritiene comunque che l’arte non può avere limiti di espressione.
Sempre dalla stampa abbiamo appreso che il pittore Veneziano è considerato nel mondo il miglior esponente della new pop italiana.
La sua opera può piacere o non può piacere;qualcuno lo definisce artista,altri invece un semplice provocatore:il giudizio è personale. Nella storia dell’arte, figurativa e non, opere considerate “provocatorie” che hanno acceso acerrime polemiche non sono mai mancate: molte di queste sono esposte e possono essere ammirate nei più importanti musei di arte moderna.
Che dire allora dell’affresco situato all’esterno del Duomo di Massa Marittima dove è rappresentato un albero frondoso che ha per frutti tanti “falli”?
Che dire del quadro considerato blasfemo dai Mussulmani collocato nel Duomo di Bologna ?
Un altro artista italiano Max Papeschi ha provocato un mare di polemiche in Polonia per un manifesto di una sua opera per propagandare la sua personale che sarà allestita in autunno a Poznam. Il manifesto raffigura una donna nuda con la testa di Topolino,il famoso personaggio di Disney dietro la quale campeggia una enorme svastica nazista. Da più parti è stato chiesto il ritiro del manifesto, richiesta che però è stata respinta dalla magistratura polacca con la motivazione che l’immagine non viola nessuna legge in vigore e nel manifesto non vi è l’apologia del nazismo.
Il circolo Rosselli ha constatato anche che la polemica tra l’attuale Sindaco Lombardi e l’ex Sindaco Mallegni non ha motivo di essere commentata ed è convinto che la mostra di Veneziano non è vergognosa né offensiva per le vittime di Sant’Anna di Stazzema, né per gli ebrei ed i cristiani.
Casomai offensivo e vergognoso è stato il silenzio opportunista di 60 lunghi anni sulla efferata strage (chi non ricorda il cosidetto “armadio della vergogna”) ed anche il colpevole silenzio di quanto accadeva di mostruoso nei campi di concentramento nazisti ai danni di ebrei e cristiani dissidenti:notizie conosciute e ben note purtroppo già molto prima della fine della guerra in certi ambienti istituzionali.
Nel difendere la libertà il Circolo non dimentica Bertold Brecht:

- prima vennero a prendere gli zingari e fui
  contento perché rubacchiavano.
- poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto
  perché mi stavano antipatici.
- poi vennero a prendere gli omosessuali e
  fui sollevato perché erano fastidiosi.
- poi vennero a prendere i comunisti ed io
  non dissi niente perché non ero comunista.
- un giorno vennero e prendere me ma non
  c’era rimasto nessuno a protestare.

Il Circolo Fratelli Rosselli
di Pietrasanta

(27 luglio 2010)


Seravezza: si richiede la disponibilità a rimettere gli incarichi dopo le elezioni comunali del 2011
Nomine di fine mandato a tempo ultradeterminato

Nel 2011 Seravezza sarà chiamata alle urne per il rinnovo del Consiglio comunale. La coalizione di centrosinistra vuole fortemente riconfermarsi alla guida della città con il sindaco uscente Ettore Neri.
In questi giorni, non ci potevanano né dovevano essere turbolenze, poiché l'amministrazione ha marciato più che bene e senza contrasti. Però, sono stati i provvedimenti nazionali di taglio ai costi della politica a creare qualche piccolo attrito.

Nel 2011, Seravezza passerà da 20 a 16 consiglieri comunali (oltre il Sindaco), così come gli assessori scenderano da 7 a 4. Dunque meno posti soprattutto per i partiti maggiori e l'impossibilità di rappresentare tutte le forze politiche (PD, Fed. Sinistra, IDV, SEL, Verdi, PSI) nella giunta prossima futura.
È così venuto subito in mente di accontentare gli eventuali esclusi del dopo elezioni (sia come partiti, sia forse come uomini di peso), con posti di rilievo in enti di secondo grado.
Fin qui nulla di nuovo sotto il sole. Anzi, normalissima gestione della rappresentanza e della distribuzione delle cariche.
La strategia si è però indebolita quando ci si è accorti che almeno una nomina andava fatta prima delle prossime elezioni, addirittura nel luglio 2010, per un mandato pieno di quattro anni e non coincidente con la scadenza comunale.
Il caso ha voluto che proprio la presidenza di questo ente di secondo grado, da rinnovare al più presto, fosse di un esponente socialista, che ha ben operato e dunque meritevole di proseguire nell'incarico. L'ovvia riconferma di Renzo Venturini al Pio Istituto Campana è subito divenuto un piccolo/grande problema, dato che la forza politica più piccola (il PSI) avrebbe così ottenuto un premio rilevante prima delle elezioni, sottraendo oggi dal tavolo una fetta rilevante ed appetita di una torta non ancora acquisita e comunque più piccola che nel passato.
Come conciliare la scontata riconferma di Venturini con la necessità di disporre di quello stesso posto nella primavera del 2011?
Secondo il PD è facilissimo! Si può procedere alla nomina del vecchio presidente con il patto che, ad elezioni comunali concluse, lo stesso dovrà rimettere il proprio mandato nelle mani del Sindaco.
Dunque, Venturini potrà rimanere in carica per nove/dieci mesi sicuri, ma non è detto che possa proseguire fino alla conclusione del suo secondo quadriennio.
Per non sembrare una decisione troppo finalizzata su questo incarico a guida socialista, il PD ha proposto di estendere il principio a tutti gli incarichi esistenti in enti, aziende, società partecipate, ecc.
Messa in questo modo la pillola è forse più facile da digerire, soprattutto se non si tien conto di come il tutto è nato e a quali reali obiettivi il tutto tenda.
Ci corre comunque l'obbligo di suggerire due sani criteri selettivi, da applicare nella primavera 2011 per le nomine che dovranno riguardare gli enti, le aziende e le società partecipate. Si guardi prima ai risultati di gestione ottenuti dai vari rappresentanti e comunque non si confermi chi ha già concluso due mandati amministrativi di fila.
Dunque, si operi per qualità e per rinnovamento. 

(24 luglio 2010)


Fondazioni e partecipate
senza più stipendio per i politici

Ci ha pensato Tremonti

Sembra che sia giunta finalmente al capolinea la folle corsa della "Casta" per accaparrarsi un posto, ben remunerato, nella jungla di enti pubblici, fondazioni e società partecipate. Nel decreto collegato alla prossima Finanziaria potrebbe ristabilirsi un principio caro alla partecipazione democratica degli anni '70: "la politica come servizio" e dunque attività volontaria e gratuita.
C'è da chiedersi se il decreto verrà convertito in legge nei prossimi sessanta giorni, senza modifiche e nel rispetto della sua impostazione draconiana. Rimarrà tale il taglio di enti ed indennità di carica, oppure interverrà l'inevitabile compromesso?
La reazione lenta ma potente della "Casta" riuscirà a bloccare il tutto come nel caso della ventilata abrogazione delle mini-Province?
Un dubbio consistente comunque rimane a margine del provvedimento. Ci saranno donne e uomini disponibili ad assumersi responsabilità personali, con eventuali riflessi sul proprio patrimonio, senza nessun corrispettivo economico?

(13 giugno 2010)


Pietrasanta: divampa la polemica sulle possibili nomine in enti, aziende, istituzioni
Vincerà il merito o l'appartenenza?

Nei primi quarantacinque giorni del suo mandato, il Sindaco deve nominare i rappresentati del Comune negli enti, nelle aziende e nelle istituzioni, seguendo gli indirizzi generali del Consiglio comunale. Così recita la legge e così si appresta a fare Domenico Lombardi, neo-Sindaco di Pietrasanta. L'assemblea cittadina ha dettato alcuni principi molto condivisibili e, per altro, identici in buona parte a quelli di cinque anni fa, del secondo mandato di Mallegni. 
Bisognerà dunque scegliere in base alle competenze dichiarate nel curriculum dei cittadini che hanno presentato la domanda di candidatura, osservando criteri di rigorosa moralità, in modo indipendente da ogni logica di appartenenza politica. Il Consiglio comunale ha anche indicato al Sindaco Lombardi di favorire il ricambio nelle cariche e di evitare il cumulo di responsabilità.
In ballo ci sono importanti enti, aziende ed
istituzioni; quali la fondazione Versiliana, la Pietrasanta Sviluppo, il Centro d'Arti Visive, Gaia, Ersu, Marmo Macchine, Farmacia comunale, ecc.
Il centro-destra, per bocca dell'ex Vice-Sindaco Giovannetti, è convinto che il bando per la presentazione delle candidature sia soltanto un "teatrino", perché prevarrà al solito la logica della maggioranza e dell'appartenenza.
Di sicuro, il Sindaco è di fronte ad una prova cruciale. O dimostra, nei fatti, di scegliere la competenza per il bene della comunità, oppure si comporta come il predecessore Mallegni, che nominava soltanto i propri fedelissimi, al di là del talento e del merito. C'è chi pensa che si adotterà una terza via, molto vicina all'ortodossia PCI-PDS-DS-PD: "incaricare i migliori della propria area politica".
Vedremo e commenteremo i risultati nelle prossime settimane...

(16 maggio 2010)


Pietrasanta: poche poltrone per troppi autocandidati?
Mugugni e dissapori

A meno di un mese dalla vittoria del centro-sinistra a Pietrasanta giunge l'eco smorzata di primi dissapori sulle nomine di competenza del sindaco Lombardi, soprattutto per quelle ancora da fare. Sebbene sommesso, un primo malcontento sembra serpeggiare all'interno del PD e tra lo stesso PD e gli altri partiti della coalizione. Per prestigiosi istituti culturali cittadini si proporrebbero nomi senza competenza e scarsa rappresentanza.
Il PSI non ha parte in questa disputa da basso cortile, poiché da tempo messo fuori gioco con l'imbroglio del simbolo miniaturizzato dentro quello dei Pensionati di Pancetti.
A scanso di equivoci, i Socialisti hanno pure evitato di partecipare alle manifestazioni post-elettorali, per non essere confusi o scambiati con i soliti e abili "tiratori di giacchetta" del nuovo Sindaco. Mentre alcuni salivano in fretta, il PSI non è rimasto un secondo sul carro dei vincitori, ma è subito disceso, in punta di piedi e senza nulla pretendere.
Il problema vero è che, con i tagli dei costi della politica, le poltrone sono sempre di meno rispetto ai candidati potenziali, di cui numerosi autoproclamatisi tali, soprattutto a Pietrasanta. 
In tutta Italia, la "casta" ha scelto una linea di ostinata protezione dell'oligarchia degli eletti: ha dovuto diminuire il numero delle poltrone, ma ha guardato bene di ritoccare le indennità di carica. Da preferire era piuttosto la linea opposta, con la conservazione degli stessi posti negli enti di primo e secondo grado, a fronte di una sensibile riduzione dei compensi. 
Pur con lo stesso risultato nel risparmio economico ottenibile, il secondo caso ha il pregio di consentire una maggiore e più articolata partecipazione dei cittadini alla vita politica comunale, con amministratori meno professionisti e più volontari.

(4 maggio 2010)


Versilia storica: ripercussioni 
dopo la sconfitta di Pietrasanta

PDL senza idee e senza dignità

La disfatta di Mallegni & Co. rivela anche a Pietrasanta l'incapacità del PDL di giocare un ruolo credibile d'opposizione, in modo coerente e dignitoso in tutta la Versilia storica. 
A Seravezza, il PDL è schiacciato su posizioni vetero-industriali, correndo in difesa della Henraux S.p.A., a prescindere dalla questione in gioco e senza preoccuparsi dell'inesistenza di una strategia aziendale per il rilancio della lavorazione del marmo.
A Stazzema, il PDL attacca il Parco - per un'azione copiata in quel di Viareggio - opponendosi, in termini preconcetti e ideologici, all'iniziativa istituzionale "bipartisan" della candidatura delle Apuane a Unesco-Geopark.
Infine, a Pietrasanta, dopo aver teorizzato e praticato lo "Spoil system" (ovvero la rimozione di qualsiasi incarico al cambio di amministrazione), i "boiardi" del centro-destra vogliono rimanere incollati alle poltrone e poltroncine del decennio mallegniano.

(21 aprile 2010)


La vittoria di Lombardi a Pietrasanta
Le mani del giorno dopo

Se trovo un elemento positivo nell'elezione diretta del Sindaco, è proprio nella festa di popolo che accompagna sempre il risultato dello scrutinio. Cosa diversa accadeva prima del 1993, con i Consigli comunali che eleggevano il Primo cittadino quasi nell'ombra. A Pietrasanta poi, la festa è stata ancora più bella e sentita, fino a commuovere. Donne e uomini, giovani e vecchi, militanti e semplici cittadini si sono riversati in massa verso il municipio, da poco riconquistato come la Bastiglia a Parigi. Tra le bandiere e i canti di gioia, emergeva la figura di Lombardi, visibilmente stanco ma felice come i suoi bimbi.
Colpisce l'affetto che circonda questo medico dai modi gentili e la sua capacità di ascoltare e di comprendere. In quel contatto fisico di abbracci e di strette di mano, si è colta una partecipazione gioiosa che non ha precedenti.
La festa è continuata per molte ore nel pomeriggio di lunedì, fino a notte, per le vie e le piazze di Pietrasanta.
Non so se Lombardi ricorda quante mani ha stretto e quante persone ha salutato. Non so se ha tenuto il conto, ma posso confermare che erano più di 8155, più del 56,8% dei suoi elettori. 
In quel soprannumero di saluti si intuisce il profondo rispetto di chi ha votato in modo diverso, ma ha riconosciuto la piena legittimità de
lla vittoria dell'avversario. 
Tuttavia, il surplus di strette di mano nasconde anche una quota fisiologica di personaggi esperti nel "doppio salto carpiato sul carro dei vincitori". Appena dopo l'esito del voto, questi ultimi hanno proteso le loro mani per manifestare il loro suffragio a Lombardi, confondendosi con il tributo sincero dei più.
Come fare a riconoscerli? È semplice. Saranno i primi a chiedere un favore...

Il Sottile
(14 aprile 2010)


Il ballottaggio è uno spartiacque
Pietrasanta all'esame di maturità

Domenica prossima sarà una data importante per tutta la Comunità. In gioco non c’è soltanto la poltrona del Sindaco e la guida dell’amministrazione comunale. C’è soprattutto un esame serio da superare, quello della maturità politica di un’intera collettività.
Nello stesso tempo, i cittadini saranno esaminatori ed esaminati, attraverso un processo di autovalutazione chiaro e semplice. La risposta è completamente sbagliata in un senso, mentre è del tutto giusta nel senso opposto. E la risposta è così facile e scontata, che tutti la conoscono.
Dunque, errare con la consapevolezza di farlo è oltre modo diabolico e non merita prove di appello.
Chi lo fa è immaturo e incosciente, poiché consegna il proprio futuro nelle mani di gente senza scrupoli e senza principi.
Anche se gli schieramenti sembrano ricostituiti nella loro forma più tipica, la scelta non può essere qui ridotta tra centro-sinistra e centro-destrra. L’opzione vera è, per tutti, quella tra uomini responsabili e corretti da un lato e personaggi dai modi rozzi e con nessun sentimento dall’altro versante (il destro, naturalmente).
Se le elezioni premieranno i “soliti noti” della “politica del(l’af)fare” o “del(l’arraf)fare”, Pietrasanta tutta non avrà superato l’esame di maturità. Invece, se le cose andranno, rispetto agli ultimi anni, in direzione ostinata e contraria, il 2010 sarà salutato come l’anno della prova finalmente superata.

In un’elezione comunale, l’appartenenza politica conta fino ad un certo punto… in questo caso dovrà contare assai di meno…

(8 aprile 2010)


Pietrasanta: il centrodestra si accorda sul filo di lana
Appattumati!

La domanda che ha più circolato a Pietrasanta, fino a mezzogiorno di Pasqua, riguardava l’annunciato e misterioso accordo nel centro-destra cittadino, dopo giorni indecisi di tensione su come affrontare il ballottaggio.
Si sono appattumati?” hanno più volte chiesto uomini e donne della sponda rivale, con quel misto di timore e di desiderio che la curiosità solletica e accompagna. Timore di sfidare un avversario più forte, poiché di nuovo ammassato, ma anche desiderio di affrontarlo così nel suo fronte più ampio, poiché chiaro e disvelato deve essere il volto dell’antagonista.
Forse era nell’aria, forse era pure inevitabile. Tant’è che hanno firmato l’ennesimo patto leonino, tra veti e sospetti, forzature e richieste di dimissioni, proprio all’ultimo secondo consentito (se non addirittura oltre).
Sulla tenuta dell’accordo e sulla lealtà agli impegni c’è poco da scommettere, visti i precedenti.
Con serenità possiamo comunque rispondere ora all’interrogativo degli ultimi giorni: “Sì… è stato proprio un appattumamento”.
Si sa che la parlata dialettale è spesso ricca di espressioni meglio descrittive e più incisive dell’italiano. Il verbo appattuma’ è ottimo per chiarire la situazione nel centro-destra di Pietrasanta. Per chi non conosce o non intuisce il significato del termine, è bene fornire la spiegazione letterale, come riportata dal vocabolario versiliese.
Appattuma’ = mettere insieme le cose in fretta, all’ultimo momento. Fare le cose in malo modo, come si trattasse di spazzatura; dall’italiano “pattume”, a sua volta dal lat. “pactus”, col significato di immondizia, spazzatura.

(4 aprile 2010)


Pietrasanta: sarà una sfida 
Lombardi vs. Spina

Si va al ballottaggio con molte speranze di vittoria

Il primo turno non è servito a dare la vittoria al Centro-sinistra perché il candidato sindaco Lombardi si attesta al 46,4%, contro il 27,6% di Spina (UDC-PDL) e il 21,1% di Marchi (Insieme a Voi-PRI-Lega). Distanti gli altri candidati: Sorbo (Progetto Pietrasanta) al 3,9% e Fontana (Sviluppo Strettoia) all'1%.
voti di lista
Sviluppo Strettoia
155 ( 1,1%); Progetto Pietrasanta 549 (4,0%); Insieme a Voi 1.645 (12,0%); PRI 471 (3,5%); Lega Nord 575 (4,2%); PD 4.230 (30,8%); Pensionati 79 (0,6%); Uniti per cambiare 671 (4,9%); IDV 539 (3,9%); Federaz. Sinistra 938 (6,9%); PDL 3.303 (24,1%); UDC 573 (4,1%).

(30 marzo 2010)


Pietrasanta: Centrosinistra avanza alle elezioni per la Regione
Il primo turno delle comunali 
è a portata di mano


Risultato ben al di là delle previsioni a Pietrasanta dopo lo spoglio delle schede per le Regionali. Il Centro-sinistra supera lo schieramento avversario di PDL e Lega dopo dieci anni di sconfitte. 
Il 48,6% di Enrico Rossi e il 49,2% dell'intera coalizione fanno ben sperare per l'affermazione nelle Comunali e aprono uno spiraglio per una vittoria già al primo turno.
Comunque, tocchiamo ferro e godiamoci questi risultati:
voti di lista
FN 0,2%; UDC 4,5%; PDL 35,6%; Lega 9,9%; PD 31,3%; SEL 2,9%; IDV 7,8%; Fed. Sinistra 7,2%
candidati presidente
Palmisani 1,0%; Bosi 4,4%; Faenzi 46,1%, Rossi 48,6%

(29 marzo 2010)


Silvio telefona e benedice
Inquietante spunto 
del Premier a Spina

Su You Tube circola il video della festa UDC-PDL al Twiga di giovedì 25 marzo, che amplifica in sala l'audio della telefonata di Silvio Berlusconi. Un passo del quasi monologo del Premier è particolarmente inquietante per una delle interpretazioni possibili. Dopo aver tessuto le lodi del Sindaco uscente (bontà sua), Silvio si rivolge a Daniele Spina con tono benedicente e paternale: "Guarda che è difficile poi eguagliare Massimo Mallegni...".
Come dar torto a Berlusconi, il suo clone locale è pressoché insuperabile e conosce bene il "lato oscuro della forza".
Se poi non si fosse capito dove condurre la barca, Silvio ricorda chi deve indicare la rotta e chi guidare il timone: "Perciò Daniele ti farai aiutare ancora da Massimo, che ti darà tanti suggerimenti e tanti consigli...".

Domine, libera nos a malo!

(27 marzo 2010)