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"Sotto il cielo di Bari.....serenata adriatica " (1938) scritta per il testo del dr. Franco Moscelli, funzionario del Tribunale nella vita e Autore per vocazione, ebbe il riconoscimento di canzone vincitrice del 1° Premio nel 2° Concorso Provinciale della Canzone barese, ambientato nel luglio del medesimo anno nella cornice del Castello Svevo.
L' interpretazione venne affidata alla ragazzina - prodigio, dal nome d'arte quale cantante di Yvette Da Todi che, introdotta nel mondo della musica leggera dal M° Crocitto, successivamente si affermò quale " vedette " canora negli spettacoli di rivista di Nino Taranto, Enrico Viasisio, Tino Scotti e, approdata infine nel Cinema con il suo vero nome di Chiaretta Gelli, venne diretta da registi molto noti del genere brillante, quali Raffaello Matarazzo : " Giorno di nozze " (1942) e "Il birichino di Papà " (1943); Mario Mattoli : " Partenza ore 7 " (1945); Carlo L. Bragaglia : " Albergo Luna, camera 34 " (1946) ; Nunzio Malasomma : " Lo sciopero dei milioni " (1947) nel periodo cinematografico delle commedie del genere sentimental-musicale.
La fluidità del motivo richiama, probabilmente più dei numerosi altri dedicati a Bari dal M° Crocitto e dai suoi Collaboratori, una immagine suggerita da un profondo legame con la Città, che rispecchia il senso di appartenenza ad essa reso dalla spontaneità della musica oltre che del testo.
di Francesco Moscelli
Sotto il cielo di Bari
I.
Sotto il cielo di Bari,
rifiorito di stelle,
le pupille tue belle
mi sorridon di più.
Or che dorme tranquillo
questo mare d'incanto,
nel silenzio ti canto
la mia dolce canzon.
II
Lungomare di sogno
palpitante di luci
il mio cuore seduci
ed inviti ad amar.
La chitarra stanotte
mi fa fremere il cuore;
questo canto d'amore
è soltanto per te.
III
Nell'ignoto mistero
di quest'ora infinita
passa un soffio di vita
col profumo d'un fior.
Bari al chiaro di luna
che riposa serena
in attesa del dì.
Ritornello
O baresina, vieni sul mar
in questa notte lunar....
Soli nell'ora placida,
ci sembrerà di sognar !
Attende ansiosa l'anima mia
piena di nostalgia,
Il vento l'onda carezzerà
e il nostro amor cullerà.
...... Come ben sapete, Milano ebbe il suo " stra " e lo ebbe anche Roma; e , mi pare anche Firenze, Napoli; per cui l' Italia tutta cantò " Stramilano...", " Straroma" ecc,. Ma, Bari, intanto si allungava e si allargava pure e cresceva in bellezza. Considerai giusto quindi scrivere anch'io un testo per la miua città, adattando le apposite aprole ad una bella musica del mio primo collaboratore musicale Vito Vittorio Crocitto, musica ascoltata la prima volta - ve lo dico in confidenza - ad una modesta chitarra suonata da compositore. E venne così fuori " Strabari ", la primissima canzone, si può dire, del mio repertorio. Ve la canterà ora la signorina Gioconda Fedeli, accompagnata dal coro degli altri bravi cantanti cheavete giàù ascoltato...
(La nota sopra riportata è di Ettore Recchimurzo ( Remur ) ed è parte del testo radiofonico posto a commento in una trasmissione speciale di Radio Bari di alcune canzoni del M° V.V. Crocitto dedicate alla città, tra cui " Sotto il cielo di Bari " ) n.d.r.
( CHIEDIAMO VENIA A REMUR MA NON POSSIAMO, A QUESTO PUNTO, NON DARE IL PASSO A UNA CARA, SOAVE REMINISCENZA...)
CHIARETTA GELLI E LA SAGRA DELLA CANZONE BARESE
Una sera del luglio 1938 nell'ampia corte del Castello Svevo trasformata in platea. Una sera di stelle. La luna nascente inargenta le merlate torri e avvolge persone e cose in un incantesimo senza nome.
Un palcoscenico improvvisato : Sagra della canzone.
Avvenimento eccezionale.
La curiosità converge sulla prima esibizione di una cantante: la tredicenne Iva Da Todi.
L'orchestra diffonde un ritmo allegro,un tempo di tarantella, la caratteristica ballata pugliese, della buona gente di Puglia dall'animo sobrio e pieno di brio.
E i cantanti si alternano, or giocondi, or sentimentali.
Ritmi allegri, ritmi di nostalgia spaziano nell'aria calma della meravigliosa sera d'estate e il pubblico ascolta con vivo interesse, non avaro di applausi e di entusiastici commenti.
Le note accarezzano i cuori e si fondono, in un lungo patetico bacio con le stelle, il murmure sommesso e sonnolento del mare che palpita, non lontano, alla lieve brezza serotina.
Voci argentine, voci pene di riso o di nostalgiche modulazioni; voci fresche come una carezza primaverile: voci spontanee, ebbre di spazio e di felicità.
Poi, come in una visione di fate, ecco apparire l'esile evanescente figurina della piccola debuttante.
Gli animi sono sospesi nell'ascolto.
" Sotto il cielo di Bari,
rifiorito di stelle...,"
Sono questi i primi versi della canzone interpretata dalla piccola Ivette.La sua voce è come il canto dell'usignolo,un canto che spazia nel silenzio levandosi piano alle stelle.
Po il canto accorato prende colore, accarezza, vibra, s'allontana, ritorna, lasciando negli ascoltatori magia di risonanze indimenticabili.
" Lungomare di sogno
palpitante di luci...,"
Le bellezze di Bari, della nostra sirenica città, sono nel racconto melodioso di questa voce infantile, ingenua, fresca come lo zampillo della nostre belle canore fontane.
Poi il ritornello invitante, l'ardente desiderio, le parole trepide degli innamorati alle loro belle:
" O Baresina, vieni sul mar,
in questa notte lunar..., "
Gli ascoltatori si alzano prima ancora che la canzone abbia fine e, in una frenesia di applausi, rendono omaggio tangibile alla piccola, meravigliosa artista.
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Ora la piccola Iva Da Todi, nella luminosa carriera intrapresa ( chi non l'ha ammirata nei films : " Giorno di nozze " e " Il birichino di papà " ? ) ha cambiato il suo nome in quello di Chiaretta Gelli - l'astro nascente della cinematografia italiana - ma per noi resta sempre la piccola Ivette e, pur lontana, questa bimba del sogno rimarrà viva nei nostri ricordi e nei nostri cuori.
Per noi resta e resterà sempre la prodigiosa bambina che cantò quella prima canzone nella corte del centenario Castello, in quella maliosa sera di stelle, in mezzo a noi che ne vaticinammo il trionfo da imparziali critici e ammiratori.
E noi abbiamo voluto ricordarla in queste brevi note sentimentali, in questa raccolta di canzoni su Bari perchè, la piccola Ivette, è legata ai nostri ricordi e al nostro bene
Vito Vittorio Crocitto
( tratto da " Radiocanzoni per tutti " - febbraio 1945 )