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Il M° Vito Vittorio Crocitto ( Bari, 1908 ) trascorsa l'infanzia vissuta a Buenos Ayres, in Argentina, torna con la famiglia nella nostra Città e, diplomatosi successivamente presso l'Istituto Vivante, intraprende subito dopo la carriera militare quale Sottotenente nel 14° Regg.to Artiglieria di Bari, all'epoca ospitato nel noto Campo Rossani.
Conosce intanto una ragazza carina, Teresa Zaccaria, studentessa, a Bari per frequentare l'Istituto Magistrale, che sposerà nel 1934 .
Lasciata in seguito la carriera militare, viene assunto presso un importante Ente cittadino, in cui tempo dopo sarà tra gli esponenti di vertice.
La sua vera ragione di Vita è però la Musica e infatti, dopo i primi studi - agli inizi da auto-didatta e, in seguito, perfezionatosi in Armonia musicale con noti insegnanti di teoria - inizia a comporre, tra la fine degli anni venti e i successivi trenta, i primi motivi, che completa con suoi testi ( "Mascherina Blu" e "Scapigliata gioventù" vengono pubblicate dalle edizioni Leo, di Bari, rispettivamente nel 1929 e 1931; "Notte di Sogno", ediz. musicali Raffaello, di Bari ed "Esilio " (1932); "L' ultimo bacio", " La primavera verrà" (1933); " Ma io non son quel tale", " Scusatemi, signora (1934); " Bimba, non scherzare con l'amore ", "Fammi Sognar", ediz. musicali Raffaello, di Bari (1936); " Soli nella notte ", " Sai tu dirmi perchè " (1937); " Sotto il cielo di Bari ", " Delizioso valzer " e " Gran caffè Savoia " (1938) ; " Le tango des souvenirs ", (anno ?); " Una villetta senza nome ", (anno ?) ; " Va mia beguine ", (anno ?) ) e, negli anni successivi i numerosi altri con cui otterrà i riconoscimenti cui si accennerà, affermandosi oppure ottenendo significative menzioni di merito in numerosi Concorsi musicali anche di risonanza nazionale.
Viene ammesso in quegli anni all'iscrizione quale Autore e Compositore presso la Società degli Autori, ove depositerà solo alcune ( circa settanta, delle quali una trentina saranno incise su dischi Fonit, Cetra, Columbia, Mayor, Melodie della Radio, Welmar, Soundcraft, MicroVox ) delle sue oltre duecento composizioni.
Nel 1931 compone, musicando il testo del suo collaboratore Ettore Recchimurzo, in Arte Remur ( che sarà autore tra gli altri del primo testo italiano di "Smoke gets in your eyes", celebre motivo composto da Jerome Kern e giunto da noi nel 1944 al seguito delle truppe americane ) dedicandolo alla città che amò sopra tutte, "Strabari", motivo che fece epoca, prescelto ed eseguito con successo in occasione dell'inaugurazione e durante la 2^ Fiera del Levante nonchè negli anni successivi, così come rievoca lo storico Carmelo Calò Carducci nel suo " Bari e la sua Fiera del Levante 1930-1956 ", pubblicato dall'editore Cacucci.
Si giunge intanto agli anni della guerra e nel 1943 il M° Crocitto, pur se già trentacinquenne, quindi nella facoltà di evitare la partecipazione alle operazioni vere e proprie, compie invece la scelta di essere inviato ( quale comandante di una delle batterie del 14° Regg.to di Artiglieria ) in Sicilia, ove viene a trovarsi nei giorni e nei luoghi dell'avanzata anglo-americana.
Dopo romanzesche, ma reali vicissitudini - alcune delle quali annotate nelle pagine di un suo Diario tenuto nel periodo giugno-agosto 1943, pagine che vengono riportate altrove e sorprendentemente sembrano anticipare per molti aspetti la sceneggiatura delle situazioni individuali e dell'atmosfera di quei giorni convulsi della nostra Storia narrati successivamente con grande maestrìa dal regista Luigi Comencini in un suo noto film del 1960 - torna a Bari, ove viene inquadrato dagli Alleati, sempre quale Ufficiale, nel ricostituito Esercito Italiano del Sud.
Contemporaneamente inizia la sua collaborazione, insieme al M° Carlo Vitale, direttore dell'orchestra, ai programmi di Radio Bari, emittente ufficiale dell'Italia monarchica e filo-alleata, diretta nel settore musicale dal M° Isko Thaler, musicista berlinese di origini ebraiche che le vicende della guerra avevano portato tra noi.
E' tra gli autori dei programmi "Polvere di Stelle", rassegna musicale dedicata ai compositori italiani ed alle canzoni americane appena giunte e inoltre de "Il Paradiso dei dilettanti" - che si tiene nel teatro Piccinni e viene trasmessa in diretta per radio, presentata dal giornalista Andrea Dabovich - nei cui concorsi si affermano, tra i tanti giovanissimi concorrenti, oltre che la piccola cantante Nicla Crocitto, di appena nove anni, il debuttante Nicola Arigliano, che diverrà successivamente il più noto tra gli interpreti italiani di musica jazz.
E' tra i principali animatori della vita musicale barese, divenendone personaggio molto noto negli anni quaranta e cinquanta, firmando alcune volte le sue canzoni con lo pseudonimo di Victor Roy con cui firma, nel clima dell'epoca, in cui nella Città viene stabilita la sede del Quartier Generale della 15^ Air Force americana, alcuni motivi dai titoli inglesi tra cui "Thoughts long away the sea" , "Melody of love" ,"A fine Waltz", "The past time is here to-night", che vengono trasmessi da Radio Bari ed eseguiti molto spesso dall'orchestra diretta dall'argentino Josè Jordan La Lumia, emulo del celebre Xavier Cugat, nel primo night club, sorto a Bari in quegli anni per iniziativa degli Alleati, " l'Alhambra Giardino " - ubicato in uno spazio allora non edificato nei pressi del Kursaal Santa Lucia - ove ottengono un significativo successo tra il pubblico, composto quasi esclusivamente da ufficiali anglo - americani.
E' solito incontrarsi a sera con alcuni Autori dei testi delle sue canzoni ai tavolini dell'Antico Caffè Mercantile - ormai scomparso e nel cui luogo ha ora sede uno dei tanti locali della "movida barese"- nella omonima piazza della Città Vecchia, a quel tempo silenziosa e appena rischiarata dalle luci tenui delle poche botteghe che vi si affacciavano, creando e annotando al momento su fogli pentagrammati una prima idea musicale, contemporaneamente all' Autore, che va adattando il proprio testo alle note che man mano fluiscono.
Frequenta inoltre abitualmente, con il tratto signorile che gli è proprio, il " Sottano ", ritrovo storico, nella Città, degli Artisti in quel tempo, nonchè il Gran Caffè Savoia in Corso Cavour ( sulla cui terrazza vi era un cinema all'aperto che a sera inoltrata diveniva a volte un dancing in cui si svolgevano fino a tarda notte, al suono dei ritmi dell'orchestra diretta dal M° Myon-Berloff, gare di balli dal boogie-woogie alla samba, suggerite da quelle che si andavano vedendo nei primi films musicali in technicolor appena giunti nelle sale cinematografiche ) in cui , nelle sere più " tranquille ", è solito incontrarsi con altri Personaggi della Bari musicale e artistica di quegli anni, tra i quali il notissimo giornalista, autore di testi per canzoni e poeta, avv. Nicola Pastina ( che da Trani raggiunge ogni sera, essendone un habituè, il Caffè Savoia ) legato a sua volta da parentela con il noto regista cinematografico Giorgio Pastina, ( autore di tante commedie e melodrammi di ambientazione borghese e napoletana tra cui : " Cameriera bella presenza offresi " (1951) ; " Desiderio e' sole " (1954) ; "Questa è la vita" (1954); "Una sera di Maggio" (1955) girati nell'immediato dopo-guerra ) che viene però a mancare poco prima di poter inserire alcune composizioni del M° Crocitto , tra cui in primo luogo "Notte all'Equatore", nelle colonne sonore di alcuni suoi films in preparazione; il critico d'Arte Gino Spinelli de' Santelena, creatore della autorevole pubblicazione " Pensiero ed Arte " ; il menzionato M° Carlo Vitale, direttore dell'orchestra di Radio Bari, da cui vengono trasmesse numerose composizioni del M° Crocitto; l'autore dr. PieroMengoli, con ogni probabilità il suo collaboratore preferito per i testi; il menzionato prof.Gino Montella; il noto caricaturista e poeta in vernacolo barese Nicola Macina ( nato però a Napoli!!); i musicisti M° Paolo Grimaldi, che con la sua orchestra incide su dischi diverse composizioni del Crocitto e il M° Angelo Paolillo, stabilitosi a Bari dalla sua Napoli, che esegue con il suo complesso di buca nel Teatro Petruzzelli gli accompagnamenti musicali per gli spettacoli di rivista delle grandi Compagnie di varietà, da Wanda Osiris a Totò a Dapporto ; il dr.Gustavo d'Arpe, scrittore nonchè critico teatrale e letterario de "La Gazzetta del Mezzogiorno"; il tarantino, pianista " classico " , M° Romolo De Fazio il quale, oltre che la musica " colta " normalmente frequentata, è solito eseguire in stile " classico ", quale epilogo dei suoi concerti diverse musiche composte dal M° Crocitto ; il paroliere degli esordi nonchè Autore e presentatore radiofonico Ettore Recchimurzo, in arte Remur, una sorta di Enzo Mirigliani locale del tempo, in quanto tra l'altro "patron" dei concorsi di bellezza allora agli albori; la cantante, in quegli anni diva della canzone a Radio Bari e interprete di molte canzoni del M° Crocitto, Gioconda Fedeli ( che nel 1940 canta con l'orchestra di Gorny Kramer, a Roma, dalla cui emittente, nel 1944, viene ripetutamente trasmessa la composizione "Bello è sognar sotto le stelle", nella interpretazione della nominata Gioconda Fedeli, accompagnata dall' orchestra Angelini ) cantante molto nota oltre che a Bari anche altrove nell' Italia divisa, fin dove la Radio della nostra Città - a quel tempo unica emittente in attività dopo l'Armistizio - è in grado di irradiare i suoi programmi ; il versatile autore di testi Vito Petruzzellis e, negli anni successivi, l'altro Autore, il napoletano verace avv. Guido Barbone.
Annovera inoltre tra i suoi amici nella Vita oltre che nell'Arte, comunque non meno importanti degli altri innanzi menzionati, Enza Jacobone, una canora adolescente nota anche con il vezzeggiativo di " la sentimentalona di Radio Bari", ai cui microfoni nel 1944 canta "Bello è sognar sotto le stelle", composta dal Crocitto per il testo di Piero Mengoli; la poetessa Ines Tomaselli, autrice di alcuni dei testi più significativi delle sue canzoni tra cui "Ascolta, ti prego, questo cuore..." (1945); l'altra nota poetessa Elsa Raimondi, autrice di alcuni testi tra i quali "Mi sai dir cos'è l'amore?" (1945).
Insieme ai Personaggi appena ricordati ( con le inevitabili, involontarie omissioni dei riferimenti a numerosi altri ) definisce il clima e gli umori della Bari musicale e artistica in quegli anni, con il proposito condiviso di voler rendere meno provinciale l'immagine della Città, iniziando ad aggiungerne contenuti diversi dall'abituale mercantilismo, oltre che affrancarla dalle consuete modalità espressive limitate a rielaborazioni di temi dai contenuti esclusivamente localistici.
Il periodo tra l'inizio degli anni '40 (eccettuata la parentesi bellica ) e gran parte degli anni '50 è quello di maggiore creatività del M° V.V. Crocitto e ad esso appartengono alcune delle sue composizioni più significative tra cui sono meritevoli di essere citate : " Però v'è qualcosa che piange " , scritta per il testo di Piero Mengoli (1938); " Il Passato non torna " e " Domani.....c'è un nido in più ", composte anche nei testi (1941) ; la menzionata "Bello è sognar sotto le stelle" - eseguita a Radio Roma dall'orchestra del M° Cinico Angelini e a Bari dall'orchestra del M° CarloVitale - e "Canto hawaiano", entrambe con testi del dr. Piero Mengoli; " I capelli come questi ", composta anche nel testo (1944). Seguono nel 1945 : " Canzone a Bari ", per il testo di F. Moscelli; " Tu sei sempre mia ", composta anche nel testo; "Ascolta, ti prego", composta nel testo dalla poetessa Ines Tomaselli; "Non si dimentica più " ; il notevole motivo "Sento che ti ho perduta" scrittaper il testo del dr. Piero Mengoli; "Tormento"; "Vivo di te", con testo di Remur ; "Canzone nostalgica" ; "Alhambra giardino" ; "Con te sul Belvedere del Fortino", con testo del prof. G. Montella e "Vera", interpretate, le ultime due , dalla ricordata Gioconda Fedeli, in quel tempo la cantante più importante di Radio Bari ed affermata voce della musica leggera anche in tutta Italia . "Passa una vela" (Thoughts long away the sea) ; "Inno d'Apulia" ; " The past time is here tonight " ;"C'è chi dice"; "Con te tutta la vita " ; Amami"; "Jecchie gnore"; "Non è più amore"; "Come allora"; "Morenita"; "Desiderio di felicità"; "Megghie de te"; "Melodia d'amore"; "Come allora"; Fascino del ricordo"; l'esotica rumba "Notte all'equatore", della quale il M° Crocitto scrive anche il testo; la spigliata " T'aspetto alle 18" ; "Tu bambina mia", composta per il testo degli Autori fiorentini Bruno Guerrieri e Franz Parentini, (1946); " Canto ad una stella ", con testo di V. Petruzzellis ; "Però v'è qualcosa che piange", composta nello stesso anno, per l'omonimo testo di Piero Mengoli ; "Dirti", con testo del noto autore di versi e giornalista, dr. Alfredo Pedullà Audino ; "Nel giardino dell'oblìo", composta oltre che nella musica anche nel testo; la struggente "Tu sai...che mai ti lascerò", su versi di Privitera-Sanfilippo-Lorusso e "Tania", con testo dello stesso Crocitto - queste due ultime non meno notevoli nelle musiche oltre che nei testi di altre più celebri "arie" da operetta - il nome della cui interprete è andato purtroppo disperso; " Please, a tango for me "; "Chi mai sarà"; Vera (1947). " Canto ad una stella "; "Come è bello amar di sera", con testo di F. Moscelli ; "Non potrò amare che te"; "Ma cos'è mai l'amore"; "Donna Concette" ; "Andiamo al Vittoria"; "Culle fiorite"; "Sogno d'amore"; "Motivo di Natale"(1948). "Torna melodia" , con testo di Vito Petruzzellis, tra i più validi dei suoi collaboratori , autore inoltre del testo di "Amami, tu sei la vita", eseguita anche in Germania,ove venne tradotta da Lothar Barczjk, importante Autore tedesco di testi (1949). " Dimmi le stesse parole " (1950) una delle sue composizioni più ispirate, con parole del nominato Gino Mazzei, motivo su cui pose il copyright l'Italian Book Co. di New York , che la diffuse tra gli italiani d ' America insieme alla sua altra composizione" Ho tanto freddo", ugualmente scritta nel 1950. "Quel sabato!", per il testo di G. Mazzoni ; " Miriam ", per il testo di G. Montella; Sognando Capri, con testo scritto da Gino Mazzei (1952). "Sogni... (della prima giovinezza)"; La samba della luna, musica di Cormax, testo di V. Crocitto (1953) . "La case lendane", con testo di Nicola Pastina , dedicata agli italiani d' America, premiata nell'ambito del Festival della Canzone dialettale a Catania nel 1954 e pubblicata dall'editore D'Anzi di Milano, che ne assunse i diritti diffondendola anche negli Stati Uniti; "La mia strada" (ediz. Susy-Milano), con testo di Vito Petruzzellis, cantata da Nilla Pizzi , inclusa nel repertorio dell'orchestra "Angelini e 8 strumenti" (1954)." Tu sei il mio amore" su testo del dr. Armando Minna; "Il Conte Tazio" e " La vita militare ", divertenti composizioni da " vaudeville " scritte per i briosi testi di G. Caroppo (1956). "Palpiti di stelle", "Idillio a S. Marino", "Un solo bacio", con testi del prof. Tommaso Lella (1959). "La mia voce", per il testo del prof. Gherardo Meliddo (ediz. Sermi film-Roma), "Canzone strana","E' ritornata primavera", "Vocca busciarda", "Ragazza in blue jeans", "Nido a Capri", "Ti cercherò", "E' impossibile", presentata e affermatasi al menzionato VII Festival della canzone "Città di Roma" nel 1960 "Dimme sì", classificatasi vincitrice al Festival della Canzone barese nel medesimo 1960. " I' songo 'a vita" e "Si tu staje cu' mmè", entrambe con testi del napoletano verace avv. Guido Barbone; infine, "Improvvisamente" e " A varca aspetta a tte' " (1961).
Alcune delle composizioni riferite vengono pubblicate, su loro iniziativa, da note Case editrici musicali tra cui : Sermi Film, di Roma; D'Anzi, di Milano;Diapason, di Roma; F. Mario Russo ,di Napoli; Susy, di Milano; Josè Cambel, di Bona (Algeria); Cora,di Milano; Salvati, di Bari; Galatea,di Catania; Mario Aromando, di Milano; Canta Napoli; Augusta, di Torino; Corradini,di Roma; Millefiori,di Napoli; Olimpia, di Alessandria; Il Fauno, di Firenze; Edi Nufa, di Milano; Raffaello, di Bari; Leo, di Roma; Club,di Milano; Messaggerie della Canzone, di Roma; Selene, di Modena; Valsenio, di Brescia; Puccio, di Milano; Levante, di Bari; Olimpia, di Alessandria; Costellazione, di Milano; Guidobono, di Tortona; Sigem, di Cosenza; Spe, di Napoli; Gioconda, di Bari; Gesa, di Napoli.
Pur se Compositore ed anche Autore di Musica ritmico - melodica italiana, legata inoltre a stati d'animo ed ai sentimenti più che a luoghi o situazioni reali, alla sua Città, cui si sente particolarmente vicino, il M° V.V. Crocitto dedica tuttavia diversi motivi. Le musiche, tuttavia, abbandonano in maniera innovativa i consueti e spesso disordinati suoni del folklore locale, seguendo ora andamenti non vincolati alle sonorità conosciute in precedenza mentre i testi, suoi o di altri Autori, vengono scritti, al di fuori dei soliti schemi dialettali, in lingua italiana.
Eccettuate alcune altre andate disperse, restano : "Sotto il cielo di Bari" (1938) scritta dal dr. Franco Moscelli, funzionario del Tribunale nella vita e Autore per vocazione, vincitrice del 1° Premio nel 2° Concorso Provinciale della Canzone barese, ambientato nel luglio del medesimo anno nella cornice del Castello Svevo, nella interpretazione della ragazzina - prodigio, dal nome d'arte quale cantante di Yvette Da Todi - introdotta nel mondo della musica leggera dal M° Crocitto - che successivamente si affermerà quale " vedette " canora negli spettacoli di rivista di Nino Taranto, Enrico Viasisio, Tino Scotti e, approdata infine al Cinema, verrà diretta da registi molto noti del genere brillante, quali Raffaello Matarazzo : " Giorno di nozze " (1942) e "Il birichino di Papà " (1943); Mario Mattoli : " Partenza ore 7 " (1945); Carlo L. Bragaglia : " Albergo Luna, camera 34 " (1946) ; Nunzio Malasomma : " Lo sciopero dei milioni " (1947) nel periodo cinematografico delle commedie dal carattere sentimental-musicale, con il suo vero nome di Chiaretta Gelli.
Negli anni successivi compone "Città Vecchia" e "Quando a Bari c'è la luna" (1939) entrambe con testi del dr. Piero Mengoli, insieme al quale tra l'altro idea e dirige la pubblicazione Radiocanzoni per tutti ; inoltre,"Con te sul Belvedere del Fortino", con testo del prof. Gino Montella, ispirata da uno dei luoghi più suggestivi della città e "Canzone a Bari", con testo del dr. F. Moscelli, entrambe del 1945; " C'è chi dice.."( Bari mia ) con testo del dr. P. Mengoli ( 1946 ) ; Bari dell'Amor " ( 1956 ? ) il cui testo viene scritto dal critico teatrale de " La Gazzetta del Mezzogiorno " dr. Gustavo d'Arpe.
In modo molto meno ampio, pur se non marginale, guarda inoltre alla tradizione musicale e verbale locale, nel cui àmbito compone gli intermezzi musicali per diverse " sceneggiate " in vernacolo, i cui testi vengono scritti non da sprovveduti improvvisatori di dialoghi destinati a divertire i pubblici di serate rionali, ma da Autori nei generi più vari - conoscitori, tra l'altro, dell'idioma locale - che creano numerosi " duetti " , " scambi verbali tra ex innamorati ", " frammenti di vita cittadina ", sempre misurati, pur se dialettali, che vengono inseriti nei loro repertori da personaggi della canzone e dei dialoghi tipici della Città.
Le " pièces " dialettali, composte pressochè tutte nel periodo tra gli anni '40 e i primi anni '50 , vengono interpretate oltre che dai ricordati Luigi Ficco e Wanda Rinaldi, anche da Angela Andriola e Anna Giovannetti e, come accennato, trasmesse più volte da Radio Bari, nell'esecuzione dell'orchestra e coro del M° Paolo Grimaldi.
Tra le " sceneggiate " , alcune delle quali incise su dischi, ricordiamo : Tarandedde, tarandedde ( con testo di Ficco-Andriola ); Quadriglia comandata barese ((testo di Ficco-Maggi); Voc' acchianne 'na megghiera (composta anche nel testo); La partite du pallone (testo di L. Ficco); 'U avvecate de le cause perse (testo di G. Montella); Tarandedde pe' tutte (testo del medesimo Crocitto); U' Presebbie de Donna Concette (testo di G. Schirone); Megghie de te ! ( Canzone sckattose ! ), con testo di Macina - Schirone; U' sposalizzie du chezzale (testo di Schirone-Ficco); Ficco Ficco attendente (testo di Ficco); La lettere pe' figghijeme (testo di L. Ficco); Catarine a Bare (testo di L. Ficco); Chemma' Taresina (testo di Pastina-Ficco); Invito alla tarantella (testo di N. Pastina); La Fertune (scenetta comica barese su testo di Pastina-Ficco); Quando balla la nonnina (mazurka, composta anche nel testo); 'U mijedeche de le femmene (testo di L. Ficco); 'U napoletane a Bare (testo di Pastina-Ficco); Ficco-Ficco sentinella (testo di L. Ficco); Cce' vole la fertune ((testo di Ficco). Infine," Dimme sì " ( Crocitto- Martiradonna ) vera e propria canzone e non " sceneggiata ", classificatasi prima a " La Sagra della canzone barese " ripresa dopo la parentesi bellica ( 1960 )
Tra i riconoscimenti rintracciati, ricevuti dal M° V. V. Crocitto per le sue musiche e le iniziative nel campo dello Spettacolo, ricordiamo:
Nel 1931, il suo motivo" Strabari " viene prescelto per inaugurare la II edizione della Fiera del Levante e trasmesso spesso negli anni successivi da Radio Bari.
Nel 1938, la composizione "Sotto il cielo di Bari" si classifica I nel II Concorso provinciale della Canzone indetto dall'Opera Nazionale Dopolavoro di Bari.
Nel 1944, insieme al dr. Piero Mengoli idea e realizza "Radiocanzoni per tutti", pubblicazione innovativa per i contenuti, oltre che essere stata la prima edita in Puglia e nel Meridione ( escludendo Napoli ) dedicata alla musica leggera e allo Spettacolo, con corrispondenti da Firenze, Roma, Napoli, Catania, alla quale collaborano, tra gli altri, il giornalista Ugo Gelich e il tanto noto Carlo Bressan, di Radio Bari, firmando inoltre a suo nome o con pseudonimi, numerosi " ritratti " di Personaggi della musica, rubriche fisse, interviste a personaggi della Canzone e dello Spettacolo.
Nel medesimpo anno 1944 partecipa, come pianista - compositore, insieme alle piccole Nicla e Franca Crocitto ad alcuni spettacoli per le truppe anglo - americane tenutisi nel Teatro Petruzzelli.
Infine, sempre nel 1944, il suo motivo " Bello è sognar sotto le stelle " , il cui testo viene scritto da P. Mengoli, entra nel repertorio dell'orchestra diretta dal M° Carlo Vitale di Radio Bari e, ripreso successivamente dal M° Angelini, trasmesso con successo in varie occasioni da Radio Roma.
Nel 1946 - come accennato - idea e realizza insieme al M° Carlo Vitale le trasmissioni di Radio Bari " Polvere di stelle " e " Il Paradiso dei dilettanti " ; inoltre partecipa alla rinnovata manifestazione della Piedigrotta barese in cui presenta, affermandosi al primo posto, "Megghie de te", il cui testo viene scritto dal nominato Nicola Macina, insieme al prof. G. Schirone.
Nel 1947, il suo motivo "Morenita", composto per il testo di Gino Mazzei, viene ammesso a partecipare al Concorso Piedigrotta a Napoli , ricevendo nell'occasione una menzione speciale; inoltre, altri suoi motivi tra cui "Quando venivi a me", pubblicati nella omonima rivista di Piedigrotta, vengono selezionati al medesimo concorso musicale negli anni 1948-1949-1950 e 1951 - anno ultimo in cui presenta "Sentiero delle Rose", con parole del menzionato, notissimo Autore napoletano di testi , Gino Mazzei, collaboratore di musicisti del nome di Giovanni Donnarumma - evento musicale cui interviene a sua volta come concorrente anche Antonio De Curtis, in arte Totò.
Nel 1951 è chiamato ad essere Segretario della Unione Regionale Compositori Pugliesi.
Nel 1954, la sua composizione "La case lendane" partecipa, risultando tra le finaliste, al Festival della Canzone dialettale di Catania.
Negli anni 1954 e 1955, idea e tiene a Bari il " Festival dei piccoli Interpreti ", precorrendo altre rassegne musicali dello stesso genere affermatesi successivamente altrove.
Nel 1956, riceve dalla sede centrale di Roma la nomina a Direttore artistico per l'Arte varia dell'Enal di Bari.
Negli anni 1956, 1957 e 1958 idea e dirige alcuni Spettacoli di Arte Varia tenutisi nei Teatri Piccinni, Royal, del Distretto Militare, oltre che in altri Teatri a Taranto, Foggia, Lecce.
In quel medesimo periodo il M° Angelini , avvalendosi della cantante Nilla Pizzi, incide su dischi alcuni suoi motivi tra cui "Fleur d'amour"; conosce nel contempo il cantante barese Gino Latilla, che canta alla radio alcuni sue canzoni e incide su disco lo swingante "E' così".
Nel 1960 la sua composizione "E' impossibile", con testo dell'avv. Guido Barbone, viene ammessa a partecipare, affermandosi tra le prime, al VII Festival della Canzone Città di Roma, presentato da Lello Bersani , cui concorrono tra gli altri i Maestri Simonetti, Beltrami e cantanti quali Jula De Palma, Jimmi Fontana, Paola Orlandi.
Nel medesimo anno 1960 l'altra sua composizione " Vocca busciarda ", con testo del menzionato paroliere napoletano, avv. Guido Barbone, concorre all' VIII Festival della Canzone napoletana, ricevendo una " menzione di merito".
Inoltre, con l'altro motivo "Nido a Capri " partecipa al II Festival della Canzone a Pozzuoli e con " Canzone strana " al Festival della Canzone della Riviera Jonica di Vibo Valentia. Al Festival partecipano concorrenti quali Antonio De Curtis (Totò), Bruno Martino, Tata Giacobetti, Lelio Luttazzi, Gorni Kramer, i cantanti Jula De Palma, Johnny Dorelli, Tony Renis, oltre ad Alighiero Noschese ed Adriana Serra in qualità di presentatori.
Sempre nell'anno 1960 il motivo " Dimme sì " (testo di M. Martiradonna) risulta 1° classificato a " La Festa della Canzone barese "
Nel 1961 il motivo "Improvvisamente", composto per il testo di Guido Barbone entra nel novero delle canzoni finaliste al 2° Recital della Canzone Italiana a St. Imier (Svizzera).
Cultore eclettico delle Arti - non solo musicale ma anche testuale e poetica - dal complesso oltre che consistente impegno creativo, che venne espresso principalmente su piani completamente diversi da quelli delle consuete connotazioni ideative locali; Teorico della musica; Compositore di innata sensibilità, la cui inventiva musicale fu in primo luogo dedicata alla Musica ritmico - melodica Italiana, percepibile anche quando alcune composizioni vennero riferite alla sua Città ; Musicista dalle riconosciute doti creative, espresse con accenti e contenuti che percorsero in maniera inconfondibile le vie della Canzone - da quelle, più importanti, inerenti le sonorità ritmico - melodiche italiane nonche' napoletane, ad altre operettistiche, fino ad altre ancora suggeritegli dai luoghi più suggestivi della Città - il M° Crocitto svolse un racconto musicale che, anche quando i contenuti ebbero caratteri localistici venne proposto in maniera innovativa, in quanto anche in queste ultime occasioni sia le musiche che i testi, diversamente da quelli soliti - spesso soltanto monotone e caotiche cantilene dialettali - ebbero invece un senso ed una compostezza.
Furono, come accennato, in primo luogo svolte dal M° V. V. Crocitto - coadiuvato dai suoi collaboratori ai testi e prevalendo ampiamente su quelle dal carattere locale - le prove musicali melodiche più cosmopolite che, distaccandosi interamente dalle abituali connotazioni periferiche ( al giorno d'oggi definite " folk ", termine eufemistico sostitutivo di " subalterne " ) generalmente espresse in ambiti creativi ristretti, anticiparono di anni - mostrandosi vicine a culture musicali e testuali di altro genere - le colonne sonore della cinematografia italiana degli anni '50, inoltrandosi oltretutto il M° V. Vittorio Crocitto quale Compositore e spesse volte anche Autore, con naturalezza ed eclettismo nei temi della Canzone napoletana, per la grande vicinanza avvertita anche nei confronti di quella fondamentale tradizione musicale.
Autore inoltre, come accennato, di testi sia per le sue stesse musiche ( tra le altre, "Notte all'Equatore", "Mascherina Blu, "Notte di sogno", "Nel giardino dell'oblio" ) che di altri musicisti, nonchè delle versioni italiane dei testi di alcune composizioni straniere, tra cui ricordiamo "Ich liebe dich" del compositore tedesco Karl Muck-Fima, nonchè "Me Mots" e "Quand tu viendras", del musicista francese Cloman; Teorico della musica ( suo un "Manuale di armonia musicale" e, in quanto tale, anche Compositore di " partiture orchestrali " ) ; Pianista dalle doti riconosciute; Poeta, essendo stata la sua dedizione alle Arti sempre sospesa tra Musica, creazione di Testi e Poesia : per quel che concerne quest'ultima, la raccolta di versi intitolata "I solchi dell'Anima", pubblicata dalla Casa editrice f.lli Fusco di Bari nel 1931, ottenne il lusinghiero apprezzamento di Gaetano Savelli, noto critico letterario dell'epoca e l'altra sua "Motivi di poesia perduta", recensita dal ricordato Gino Spinelli de' Santelena nella sua autorevole pubblicazione "Pensiero ed Arte", fu oggetto di una particolare segnalazione nell'ambito del Concorso nazionale per la Poesia indetto dall'editore Gastaldi nel 1949 ; infine, "Ultrasuoni", andata però dispersa ; Autore di Spettacoli; Giornalista che, pur se non professionista, sicuramente lo fu di fatto ( quale Redattore-capo della pubblicazione Radiocanzoni per tutti, scrisse per quest'ultima numerosissimi interventi tra cui interviste e ritratti di personaggi del mondo dello Spettacolo, brevi biografie di cantanti ed autori di musica, rubriche, corrispondenze ) il M.° Vito Vittorio Crocitto non vagò alla ricerca del "successo " quale unico fine, pur se lo raggiunse in maniera significativa, ma visse la Musica e le Arti quali mezzi che gli consentissero di ricercare ed esprimere le proprie motivazioni di Vita.
Iniziando pertanto da queste premesse e pur essendosi affermato nei tanti Concorsi musicali, anche di carattere nazionale ( in cui ottenne gli accennati e altri , non più rintracciati, significativi e molteplici riconoscimenti, ricevendone menzione in numerosi articoli di stampa dedicatigli da quotidiani quali il Tempo, di Roma; Il Mattino e il Roma, di Napoli; Il Giornale di Sicilia, di Catania; Il Messaggero, di Roma ; La Gazzetta del Mezzogiorno di Bari ) il M° Crocitto avrebbe certamente ottenuto anche altrove e in misura maggiore la notorietà che obiettivamente gli sarebbe spettata ( infatti, il pubblico barese e pugliese - oltre alle affermazioni ottenute altrove presso pubblici estranei - lo riconobbe in quegli anni quale unico Compositore locale di rilievo di musica "leggera", paragonabile agli altri a quel tempo più noti ) se,oltre che dedicarsi alla composizione musicale fosse stato libero da ogni sorta di vincoli ( sia inerenti la vita da civile che quelli, numerosi e inaspettati, di richiami nella vita militare, nella sua posizione di Ufficiale, che visse la giovinezza e la prima maturità nel periodo certamente non facile tra le due Guerre, nonchè durante la II Guerra mondiale vera e propria ) per disporre del tempo necessario a mettere in atto le iniziative volte ad affermarsi presso pubblici più ampi.
Potendosi limitare quindi, con grandi sacrifici personali, solo al comporre ( che molto spesso svolgeva durante la notte, con inserita la sordina al pianoforte !!! ), non gli fu possibile, come accennato, dedicarsi ad una più estesa diffusione della sua musica, attività fondamentale che avrebbe richiesto di disporre oltre tutto dei mezzi finanziari necessari sia per i lanci editoriali delle musiche che per i viaggi destinati a " promuoversi " nei Concorsi musicali a cui partecipò ( ove infatti solo occasionalmente ebbe modo di presenziare ) oltre che quì da noi anche altrove in Italia ed all'estero; inoltre - e sicuramente elemento decisivo e preminente su ogni merito artistico - fu pressochè privo delle indispensabili conoscenze decisive nel mondo della musica " leggera " e soprattutto in quello di una certa "politica ".
Si aggiunga, al solo fine di ricordare una verità quasi sempre rimossa o sconosciuta che, agli albori delle trasmissioni televisive e non solo di quelle, i nomi di coloro che sarebbero stati "destinati" alla vasta notorietà erano già stati "annotati", anzi, per dirla con l'immediatezza del noto neologismo, "lottizzati" nel chiuso delle segreterie di alcuni personaggi molto in alto dell'epoca, da cui il M° Vittorio Crocitto era lontano perchè non avvezzo a frequentare determinati e ben noti "corridoi ".
Pertanto, il M° V. V. Crocitto raggiunse la notorietà soprattutto quì a Bari, oltre che altrove in Puglia e nel Meridione ( si vuole ricordare che in quel periodo l'Italia era divisa in due a causa delle vicende belliche ) nella comunità italiana di New York e, man mano che gli anglo - americani avanzavano, anche in alcune altre città quali Napoli, Roma, Firenze, solo sfiorando quella più vasta.
Comunque, non meno decisiva fu la circostanza che gli Autori, Compositori, Artisti meridionali, fino a quel momento liberi di potersi esprimere, in particolare da Radio Bari, una volta terminato il periodo bellico dovettero confrontarsi con i loro omologhi dell'Italia settentrionale, dotati di mezzi di diffusione delle loro creazioni musicali di gran lunga superiori e in grado di raggiungere i pubblici ovunque in Italia, sovrastando le iniziative artistiche dei colleghi meridionali.
Pertanto il M° Crocitto, dopo aver percorso un itinerario artistico che, pur obiettivamente valido, non potè avvalersi di altre risorse ( principalmente per le ragioni accennate del non essere appartenuto ad una allora ben nota, ristretta " congrega di eletti ", assolutamente impermeabile agli altri musicisti, nè di aver potuto fruire di amicizie influenti,"Padrini" o "Santi in Paradiso", oppure avere avuto dietro di sè, come alcuni Compositori, case editrici o discografiche proprie ) entrò oltretutto a far parte - eccettuate, nonostante tutto, le numerose affermazioni raggiunte - insieme a molti dei Personaggi innanzi citati, della schiera degli " esclusi " dalla notorietà più ampia in quanto zittiti dagli " arrampicatori ", dai cultori delle "amicizie giuste", in altre parole dai c.d. " furbi ", tra cui vanno annoverati alcuni noti sedicenti "compositori" del tempo ( analfabeti della musica e soltanto disinvolti, grossolani mistificatori, " faccendieri " abili nell'arte di essersi saputi inserire nel " giro giusto " ) dei quali non è rimasta nè rimarrà alcuna traccia, essendo stati solo velleitari "musicisti" per pubblici dai gusti semplici, esperti comunque nell' essere riusciti a monopolizzare in maniera non sporadica le trasmissioni della radio, all'epoca il più importante mezzo di diffusione della musica leggera .
E' opportuno ricordare infatti che in quell'epoca e non solo in quella, accanto ad alcuni Compositori dalle qualità evidenti, proliferarono e purtroppo prosperarono numerosi altri superficiali e confusionari, degni solo di presenziare in sagre di paese o manifestazioni di quartiere e Autori di testi irrilevanti o grossolani, che propinarono impunemente a indifesi fruitori della canzone tanti " baveri color zafferano e marsine color ciclamino", " marce trionfali nella tonalità di FA", " addii senza speranza", " casette fin nel lontano Canadà ", " torrenti impetuosi ", " vecchi scarponi " che, appesi ad un chiodo, tormentano il loro possessore con i tanti ricordi che inevitabilmente fanno riaffiorare, " papaveri "," papere", " colombe" che magicamente parlano, " mamme ansiose ", " barche che tornano solitarie " senza il pescatore, " binari senza fine " , le parole " cuore " e amore " onnipresenti, nonchè tristezze assortite quanto immancabili.
Questo genere di espressione " artistica " non appartenne al M° V. V. Crocitto, in quanto le sue creazioni musicali, ma anche di una moltitudine di testi, percorsero altre vie - coerenti comunque con la Tradizione ritmico - melodica italiana, pur se con frequenti aperture verso andamenti swinganti, disegnando un itinerario artistico dai contenuti obiettivamente validi e dai toni sommessi.
L' itinerario creativo accennato venne comunque sempre percorso affidandosi - senza lasciarsi influenzare da compromessi commerciali o condizionamenti editoriali - ad idee musicali e anche testuali che, sia fossero generate dall'immaginazione che attinte dalla realtà, discesero sempre da una evidente sensibilità che gli consentì l'ingresso in un mondo di creatività musicale che coincise con l'unico significato che dovrebbe essergli proprio di mezzo di allontanamento dall' ovvio della quotidianità, abbandonato varcando tramite l'Immaginazione la soglia che divide le due dimensioni tanto estranee tra loro e visse la sua musica quale mezzo per riconoscere ed esprimere le proprie motivazioni di vita.
Pertanto la sua Arte venne riconosciuta come tale e non come esercizio formale arido o distratto, oppure attento a giochi e filastrocche infantili di testi e musiche, riferiti a formule studiate per stupire pubblici dai gusti semplici allo scopo di ottenere facili guadagni, mentre la sua Persona fu oggetto dell'apprezzamento dei tanti suoi Collaboratori, Estimatori, Amici, Editori, Cantanti ed Ascoltatori non solo baresi e pugliesi ma anche lontani, mossi dall' attenzione per le sue musiche che furono comunque - anche negli ineludibili momenti minori - " vere ", in quanto riflesso della sua Immaginazione, nonchè della Memoria dei sentimenti e non di valutazioni estranee all'espressione artistica .
Giunti alla conclusione di questo percorso tra i " dimenticati ", non sembri fuori luogo o superfluo paragonare quel che crearono i Musicisti, Artisti, Intellettuali in quel tempo con quello che viene fatto al momento in Città e ricordare che tanti anni addietro - diversamente da quello che accade, anzi, non accade, oggi - furono loro a voler creare un gruppo di ideazione musicale e artistica che rivelasse qualità pari a quelle espresse altrove in Italia, ponendo quindi le premesse necessarie per fare in modo che la Città potesse elevarsi dalla abituale mediocrità e dal provincialismo nel campo delle Arti .
Al giorno d'oggi, non esiste quì da noi una categoria di creativi, ma solo modesti personaggi che ambiscono unicamente alle cariche di Presidenti o Direttori artistici ( e chi più ne ha più ne metta !!! ) di Associazioni concertistiche o culturali, limitandosi al ruolo di impaginatori di programmi per lo più ideati altrove, mentre la maggior parte dei Compositori ed Artisti locali attivi sui palcoscenici propongono - con il malcelato orgoglio degli improvvisatori - temi musicali spesso copiati, o dirigono in maniera approssimativa i loro strombazzati " Concerti ".
Non da meno sono alcune Istituzioni Accademiche Musicali presiedute a volte da individui ( personaggi farseschi da " avanspettacolo " senza alcuna preparazione, camuffati da musicisti o artisti che dir si voglia ) che in realtà sono soltanto obbedienti esecutori di tattiche elettorali pensate dai c.d. " Poteri forti ".
Molti dei " personaggi " predetti sono solo " faccendieri " o " portaborse " che facendo sottintendere loro virtù, inesistenti, nel campo musicale o artistico, propongono con monotonia a pubblici rassegnati per il non poter disporre di scelte diverse " Stagioni musicali " o " Concerti " ( immancabilmente gli stessi degli anni precedenti !! ) messi insieme mediante semplici richieste telefoniche fatte ad ideatori lontani e presentate con patinate quanto inutili " brochures " corredate dalle introduzioni futili di " critici musicali " locali vanesi e dallo spessore insufficiente, ma ben protetti, relegando in tal modo tutti insieme la Città al rango di permanente periferia e colonia per quel che riguarda gli eventi inerenti le Arti.
Per completezza, è probabile sia utile accennare ad un'altra categoria di " musicisti " locali, i c.d " creativi sperimentatori " convinti nella loro presunzione di aprire nuove strade alla composizione musicale, in realtà autori di camuffate e mediocri riproposizioni di temi percorsi in precedenza da Creativi di ben altra levatura.
Ci riferiamo, in particolare per quel che concerne la musica jazz, ad alcuni sedicenti " virtuosi " - in particolare di strumenti a fiato - che sono solo semplici, mediocri " esecutori " e non come loro credono "compositori", alcuni dei quali insediatisi perfino in cattedre accademiche per intercessione dei loro " padrini " - che si rivelano pallidi imitatori di Musicisti d'oltre Oceano al cui confronto anche dei più modesti fanno sorridere, " esecutori routinari " che purtroppo continuano ad impedire con espedienti di varia natura il confronto con le platee ai pochi musicisti locali realmente dotati che immancabilmente si dirigono altrove, nella convinzione che la creatività coincida con le loro pantomime già espresse in esibizioni di Parrocchia, di quartiere oppure scolastiche, continuando in tal modo ad imperversare con protervia sui palcoscenici locali, convinti di essere pari ai grandi della musica jazz solo in virtù dell'applauso di rito ottenuto da pubblici di circoscrizione annoiati o semplici a tal punto da apprezzarli in quanto confusi dal loro dimenarsi privo di reali significati.
Nel desolante scenario accennato, risultano perdenti non le Associazioni e Istituzioni musicali o Artistiche,nonchè alcuni strani personaggi che orbitano intorno ad esse, ma il fare Musica, Arte e l'immagine stessa della Città che, diversamente dalle idee formulate tanti anni fa, volte a portarla alla pari dei maggiori luoghi di ideazione, rimane ferma o addirittura indietreggia verso una collocazione sempre più marginale nel campo delle Arti.
Nel tornare al tema iniziale di questo percorso tra i Personaggi "dimenticati" protagonisti negli anni '40 - '50 della vita artistica nella città di Bari e non solo di questa - percorso che in particolare oltre a voler ricordare alcuni di questi, è stato svolto per descrivere i lineamenti della ispirazione musicale, l'itinerario artistico, nonchè la dimensione umana del M° Vito Vittorio Crocitto, una delle personalità di maggior rilievo nella Storia della Musica in Puglia nel Novecento e proposto anche come mezzo di conoscenza e approfondimento di un ben determinato periodo della Canzone ritmico - melodica Italiana, Napoletana nonchè delle Arie locali, per sollecitare alla riflessione i Compositori e Autori di oggi nel senso di invogliarli a soffermare la loro attenzione sull' Opera di coloro che li hanno preceduti lungo questo stesso cammino, traendoli dall'ombra che li ha avvolti , riascoltando e rileggendo quel che scrissero, immaginando il percorso creativo delle Musiche e dei Testi che furono la loro ragione di Vita, nonchè punti iniziali di ispirazione - tra molti altri espressi altrove - per la musica "leggera" di oggi, riconoscendo in modo particolare la loro idea di avere voluto condurre su altri piani l'immagine artistica della Città di Bari cui erano profondamente legati.
E' intuibile che, trascorsi oramai decenni da quei giorni della Musica italiana ( cronologicamente anteriori all'avvento di quelli successivi dei c.d. " urlatori " e " cantautori " ) solo in pochi ricordino l'Opera del M° Vito Vittorio Crocitto ( Victor Roy ) ed il suo immaginario musicale quando, la rilettura delle sue Composizioni - nella accennata loro varietà espressiva di accenti sonori e momenti talvolta spensierati, pur se in realtà meditati , altre volte riflesso di sentimenti introspettivi ed altre ancora oniricamente rievocativi - potrà riserbare certamente tanto agli Studiosi, nonchè ai Musicofili o semplici Ascoltatori che vorranno delineare, rievocandole e valutandone i riflessi sulla musica " leggera " di oggi, le eco di una certa Epoca della Storia della Musica ritmico - melodica Italiana, oltre che della Tradizione musicale napoletana, nonchè di quella legata alla baresità e alla Puglia, in quanto ad esse il M° Vito Vittorio Crocitto - insieme ai Personaggi menzionati ed altri esclusi per involontaria disattenzione o mancanza di riferimenti - già appartiene, avendone scritto alcune pagine significative.
il motivo in sottofondo, " Fleur d'amour " ( Crocitto - Petruzzellis ) è interpretato da Nilla Pizzi, accompagnata dall'orchestra del M° Angelini