B - TOUR
BENVENUTI nella mia pagina di Alice. Non del tutto soddisfatta del template (non sono romanista), ma mi adatto volentieri. Presto aprirò un mio sito, per ora mi accontento di questa specie di CV online...
Se date un'occhiata qui, in un tour virtuale autogestito, piano piano, scoprirete chi sono e cosa faccio.
Spero siate persone dotate di curiosità e di pazienza, e che abbiate voglia di leggere. Mi auguro sia per voi tempo speso bene.
Enjoy yourself :) and take care,
b.


ESERCITARE LIBERAMENTE IL PROPRIO INGEGNO, ECCO LA VERA FELICITA'. (Aristotele)
WHO? WHAT? WHERE?
WHEN? WHY?
IN BREVE...
Cognome: FAVARO
Nome: BARBARA
Data di nascita: 09/05/72
Luogo di nascita: UDINE
FORMAZIONE:
  
1999 = Diploma Master Tecniche della Narrazione, SCUOLA HOLDEN (Torino)
Tutor: ALESSANDRO BARICCO
Prova d'Autore: "RUMORI" racconto
1999 = FCE - CAMBRIDGE FIRST CERTIFICATE IN ENGLISH (Dundee College-Scotland)
 
2002 = Diploma Sceneggiatore ACCADEMIA DISNEY ITALIA (Milano)Inserire testo
STEPS
PUBBLICAZIONI, STAND-BY, WORK IN PROGRESS:
Pubblicazioni:
2003 = I libri segreti di WITCH "Fratelli & Co." e "Feste" (Buena Vista)
2005 = "Joe Carrot - La casa delle ombre" (Piemme Junior)
2005 = "Alba Nuova" Poesie (Ibiskos Editrice di A. Risolo)

In attesa di pubblicazione:
"Il Mistero Gattesco" (1999) romanzo per ragazzi
"Puzzle" (2004) romanzo
"Short - storie da poco" (2005) racconti brevi
"La traduttrice che slaccia i nodi" (2006) romanzo (1a parte della raccolta "Il Ciclo del Destino")
"Battito d'Ali" (2006) raccolta poetica in 102 battiti
"Il mio Regno per un Blog" (2007) raccolta dei post del blog www.it.netlog.com/The_babsie
"Il Giorno Che Non C'è" (2007-2008) sceneggiatura cortometraggio (Regia: Simone Pizzi, SimLab Produzione - RM)

Work In Progress:
Blog: www.puzzlingtour.splinder.com (articoli sul cinema, musica, vento e altro)
"Il Tatuatore di Cammini Mutanti" romanzo (2a parte de "Il Ciclo del Destino")
"I Greenies & il Clan dell'Olmo" serie di romanzi per ragazzi
WHAT?
(ma tu cosa scrivi?)
"Alba Nuova" è stata una scommessa. Pubblicare poesia in Italia è sempre una partita persa mi avevano detto. Avevo confezionato questa raccolta di poesie e disegni (su carta di papiro) e decisi di proporlo alla Ibiskos Editrice. Il progetto piacque e venne pubblicato. Con l'aiuto di un chitarrista e un attore le poesie di "Alba Nuova" furono lette in pubblico e in quelle due serate capii che era stata comunque una bella partita, giocata con la giusta passione e la giusta leggerezza. Guardavo i visi di quella piccola folla che mi stava di fronte, che durante la lettura tratteneva un po' il respiro, per non perdersi una parola, una nota, una sfumatura. Scrivere poesia, anche se non "grande" Poesia come quella dei veri grandi Maestri, qui in Italia vale ancora la pena. Ora lo so. E di questo sono grata.
MI DIPINGO
Mi dipingo
viso e corpo
guerriero e battaglia
sentiero e destino
iniziato
che si prova
mi dipingo
segni bianchi
che coprono la fronte
perché il nemico
non legga i pensieri
segni rossi
lungo il naso
perché il fuoco
non mi attraversi gli occhi
segni neri
sugli zigomi
per contare i morti
che mi cadranno addosso
spiriti
che mi accompagnano
cani fedeli
affamati
in attesa
per l’ultima battaglia
"PUZZLE"
(romanzo)
Questo romanzo porta i segni e i contorni di una terra che ho amato molto durante la mia permanenza di un anno, tra i suoi venti e i suoi silenzi, e che continuo ad amare, ovvero la Scozia. La struttura ripropone esattamente quella di un puzzle. Le tessere che lo compongono sono 72, suddivise in: racconti, monologhi, jugglin', poesie, telefonate. Una foto che, pezzo per pezzo, si andrà a comporre sotto gli occhi del lettore. L'ordine di lettura è assolutamente libera da ogni schema. Lo si può leggere come un libro "normale", dalla prima all'ultima pagina, in ordine sparso e casuale, o seguendo un criterio logico del tutto personale...
La storia non cambia. La storia è una sola, sempre la stessa. Una storia d'amore e di pazzia. Una.
"Per creare devi essere determinata, avere una fortissima ispirazione e soprattutto devi avere la forza mentale di stare accanto a quello che fai."
(Zadie Smith-scrittrice)
"BATTITO D'ALI"
(102 poesie in battiti)
"Battito d'Ali", ancora poesia in abito "inusuale", dotata di piume e di becco, come un gabbiano che è pronto a spiccare il volo e lancia un urlo al cielo che lo accoglierà. Sono 102 battiti d'ali suddivisi in tre parti. Ogni verso è separato da uno slash (/), a differenza delle poesie di "Alba Nuova" prive di punteggiatura, ma forti di un "a capo" che imponeva un certo ritmo. Questi battiti d'ali possono essere letti tutti d'un fiato, ad essere capaci di buone apnee. Oppure ad ogni verso ci si può fermare e annusare il vento. Come sempre il volo è libera scelta. Ci sono battiti e battiti, ognuno conta i propri. Questi sono i miei.
(per chi sa cavalcare il vento)
è questo mare che mi dà profondità/o la sabbia rovente che mi dà il calore/o il vento insistente che mi dà il respiro/o il cielo terso che mi dà confini/o gli occhi invadenti che mi danno la presenza/osservo senza gioco/senza illusioni/senza impegno/senza timore/e il mare riceve tutto quello che sono/lasciando sulla battigia pezzi di corallo cangiante
(per chi sa gustare il vento)
non ti cambierei con l'immagine di chi ti vende/né con la voce di chi ti offende/non ti cambierei/nell'istante in cui mi apri/mi trovi/mi incateni/mi rincuori/non ti cambio mio immenso/mio tormento/che mi devasti/mi ricomponi/e comunque mi trovi
(per chi sa ascoltare il vento)
piume nell'istante che conosco/assaggio d'aria/e tiepido mio scalare/note dolci/quasi disegnate/piume spettinate che si bevono i riflessi/di soli lontani/così lontani ed eterni/ingoio metri di silenzio/e le piume soffici mi accolgono
"IL MIO REGNO PER UN BLOG"
(racconti brevi per il net)
Il 19 marzo 2007 venni invitata da un amico ad iscrivermi a Facebox, contenitore-vetrina come tanti altri che ormai infestano il net. Compilai i dati per aprire l'account e mi costruii la pagina. Poi iniziai a scrivere il mio primo blog. Volevo fosse qualcosa che mi appartenesse, ma allo stesso tempo non avevo alcuna intenzione di tenere un diario on-line. Iniziai quindi a fare ciò che meglio so fare, ovvero scrivere. Prima delle poesie, dopo qualche settimana passai a dei racconti. Visto il riscontro incoraggiante sui lettori casuali che iniziarono a frequentare le mie pagine, calcai un po' la mano e arrivai addirittura a "impelagarmi" in una rutilante rock-net-novela in sei puntate (piuttosto ben riuscita direi), e organizzai pure un virtual-party di 72 h che riscosse un successo inaspettato. A distanza di un anno le presenze sul mio blog (ora non si chiama più Facebox bensì Netlog) sono arrivate a 26.687. In questo libro ho raccontato la mia avventura, ossia come, con l'aiuto delle mie storie, io sia riuscita a creare un Regno virtuale in cui rifugiarsi, anche solo per lo spazio di poche righe, per chi ha ancora voglia di leggere e di farsi "toccare". Una cosa è certa: chi è passato per caso, e per caso si è fermato a leggere il mio blog, è ritornato. E mai per caso.

Per chi volesse farci un giro (consiglio spassionato) questo è l'indirizzo:
www.it.netlog.com/The_babsie

IL LIBRO LO SI PUò TROVARE IN VENDITA ON-LINE AL SITO:
www.lulu.com/2745817
FRUTTI ROSSI
(post del 5 nov. 2007)
Si mise addosso la giacca di pelle verde. Verde scuro. Quell'odore non era il suo, era di chi aveva indossato la stessa giacca per anni, ne era sicura, per anni. L'aveva trovata ad un mercatino dell'usato.
Si aggiustò la camicia e si infilò gli stivaletti.
Si guardò rapidamente allo specchio. Si fece passare sulle labbra il burrocacao al gusto "frutti rossi". Frutti rossi. Il suo preferito.
Non le piacevano i suoi occhi quella sera. Non ci vedeva dentro niente di buono.
Li avrebbe lasciati volentieri a casa. Tanto non le sarebbero serviti a nulla.
Prese la borsa, sempre troppo pesante, uscì di casa e girò la chiave nella toppa.
Non guardò il cielo. Aveva lasciato a casa gli occhi.
Contò malamente i passi, così tanto per fare qualcosa. Arrivò sopra alla stradina, fino in cima. Le auto parcheggiate sembravano tutte nuove e scintillanti grazie ai lampioni che facevano rimbalzare la luce sulle carrozzerie lucide.
Lei non se ne accorse. Aveva lasciato a casa gli occhi.
Lo vide in fondo al parcheggio, si avvicinò come se si aspettasse di essersi sbagliata persona, tanto si sentiva cambiata. Si aspettava di essere la persona sbagliata. Quanto era cambiata... senza occhi e senza voglia.
Ad un paio di passi incrociò i suoi occhi. Lui non era cambiato. Lo sentiva che non era lui quello cambiato. Avrebbe voluto non farsi troppe domande, avrebbe voluto tornare indietro. Chi era quella donna che ora saliva in macchina?
E sedeva senza parole e senza voce. Come se fosse un involucro opaco, con le labbra ai frutti rossi. Sorrise. Senza occhi guardò la strada. Senza occhi guardò lui che la cercava e voleva trovarla, trovarla uguale. Come puoi pensare che io sia la stessa? avrebbe voluto chiedergli, ma era senza parole e senza voce.
Poi lui parcheggiò e scesero dall'auto.
Allora con una voce che era un sussurro lui le chiese di alzare il viso e di guardare il cielo. Quello che vide, anche senza occhi, anche senza voce e solo con mezzo cuore, le fece piegare la forza e le gambe. Orione, Sirio, le Pleiadi, Saturno... in grande parata come se ci fosse qualcosa da festeggiare.
Lui l'abbracciò per sorreggerla e lei si lasciò abbracciare, e non solo per non cadere, anche se non lo avrebbe ammesso mai.
Sentì l'involucro scricchiolare come se dentro non ci fosse nulla. Casa desolata e inospitale. Il freddo novembre si stava conquistando nuove terre, pensò.
Si morse le labbra e sulla lingua le rimase quel sapore.
Frutti rossi.
Il suo gusto preferito.
E lei a chiedersi se era, dopotutto, ancora la stessa... con orrore... se lo chiese con orrore.
Foto sotto:
Lago di Garda, tramonto invernale
ABISSO
(post del 3 dicembre 2007)
Uomo libero, amerai sempre il mare! Il mare è il tuo specchio: contempli la tua anima nel volgersi infinito dell'onda che rotola e il tuo spirito è un abisso altrettanto amaro. (Charles Baudelaire)

La guardava mentre stava guidando. La guardava e pensava che era bella. La guardava mentre dormiva. La guardava e la voleva, la voleva con sé, voleva trattenerla e dividere con lei quelle notti, troppo nere per affrontarle da solo.
La guardava mentre ballava e rideva. Le prendeva le mani e la stringeva forte per muoversi con lei. Amava la vita che da lei riusciva a succhiare.
La chiamava in mezzo al suo abisso e lei si faceva trovare. Voleva che durasse per sempre, in nome di un amore che non aveva nome.
Le avrebbe detto resta, se avesse potuto.
Le avrebbe detto resta, se avesse avuto la voce giusta, la vita giusta.
Forse lei sarebbe rimasta. Sarebbe rimasta forse perdendo un po' di quella sua vita, solo per lasciargliela succhiare via. In nome dell'amore.
Ora lui la sogna mentre lei sta guidando. La sogna ancora più bella. E quando dorme la vuole ancora di più, più morbida e più dolce e più calda. E dal suo abisso la chiama e dal suo abisso urla il bisogno di succhiarla, succhiarla ancora.
Le direbbe ritorna, se solo potesse.
Le direbbe ritorna, se solo avesse la voce giusta.
La vita giusta.
Col nome giusto di un amore, lontano dal suo abisso.
GUARDAMI
Guardami
Ti dirò come mi vedrai
Mi vedrai andarmene
Quando saprò
di non poter più restare
Mi vedrai proteggermi
dibattermi con unghie e denti
Quando saprò
di non avere scampo
Mi vedrai attaccare
E schivare i colpi
Quando capirò
di dover difendere ciò
Che mi appartiene
Guardami
E dimmi sì
Che saprai cosa dire
Saprai cosa fare
Dimmi
Perché io so
So che mi vedrai persa
Dentro di te confusa
E mi vedrai tua
E mi vedrai fin dove
Saprai andare
E mi vedrai accanto
E mi vedrai sempre
Fino a quando vorrai
Trovarmi
Fino a quando saprai
Cercarmi
Dimmi
Saprai cosa fare
Saprai riprendermi
Saprai trattenermi
Saprai cullarmi
Saprai riempirmi
Saprai lasciarmi
Saprai avermi
Dimmi
Perché io saprò
Senza mai arrendermi
"SHORT-storie da poco"
(raccolta di racconti brevi)
Per "storie da poco" s'intende "storie che occupano poco spazio sulla pagina e si leggono in pochi minuti". L'intenzione, però, è quella di arrivare dritta e precisa al sistema empatico del lettore. Come una freccia che, in un istante, colpisce il centro del bersaglio. Meta ambiziosa, lo ammetto, quasi un "peccato di presunzione". Questi racconti sono duri, implacabili, non fanno sconti e non danno vie d'uscita. Sono suddivisi in sezioni (Conseguenze-Risonanze-Implosioni-
Circostanze-Corse-Immersioni), metodo
di archiviazione forse per certi versi ingenuo, per delle storie che, sebbene diverse per ispirazione, motivazione e intento, rappresentano pienamente il mio vissuto senza per questo dovere essere definite autobiografiche. Sono delle frecce, dicevo. Bersaglio ovvio. La sfida è aperta.
"LA TRADUTTRICE CHE SLACCIA I NODI"
(romanzo)
Questa storia è nata quasi per gioco, un omaggio ad un amico che si era proposto come "musa ispiratrice". Un gioco che ho voluto mantenere anche nella struttura, inserendo delle schede di un manuale per imparare a fare i nodi marinari. Nodi che appartengono alla vita di ognuno di noi anche se non ce ne accorgiamo, questa è la filosofia di Sacha, uno dei due protagonisti. Ho scritto questo romanzo durante un viaggio in terra egiziana, camminando tra deserto e mare. La Traduttrice mi ha parlato di sé e del suo dono, mi ha accompagnato con delicatezza attraverso un intreccio che mi si andava chiarendo mano a mano che procedevo nella stesura. Un incontro che non potrò dimenticare, per tutto quello che ha lasciato dentro di me, per tutto quello che io ho saputo lasciare dentro di lei.
La casa di Sacha - Cover del romanzo "La Traduttrice che slaccia i nodi"
"... cercare e saper riconoscere chi e che cosa in mezzo all'inferno non è inferno e farlo durare e dargli spazio."
(da "Le città invisibili" di Italo Calvino)
BLOG
www.puzzlingtour.splinder.com
In questo blog mi diletto a scrivere di ciò che riempie il mio quotidiano, ovvero le mie grandi passioni: Musica, Cinema, Arte e Spettacolo, Vento (+vari et eventuali). Sono riflessioni che raccolgo in poche righe e, mentre le dispiego con cura, ne cerco il senso. E' uno scrivere diverso da quello mio solito, molto più istintivo e viscerale, qui c'è una costruzione diversa e una diversa attenzione ai dettagli. E' un omaggio ai Maestri che con il proprio lavoro riescono ad arricchire la mia anima, rendendola un po' più colorata. Puzzlingtour è il mio spazio-sacro, dove il vento può palesarsi in forme inaspettate, mantenendo intatta tutta la sua forza.
Ma anche questo è un discorso lungo e per saperne di più bisognerebbe entrarci e lasciarsi attraversare. Questo è un invito formale (per chi non l'avesse ancora capito).
VIAGGIO NEL VENTO
(parte prima- PuzzlingTour)
Durante un viaggio in terra d’Africa sono stata colpita dal vento. O almeno, dalla sua potenza, dalla sua forza, dalla preziosità della sua essenza. Ed è il vento e tutto ciò che esso racchiude e trattiene in sé, ad avermi spinto verso un libro che mi sta accompagnando da qualche tempo: Heaven’s Breath di Lyall Watson (Sperling & Kupfer Editori).
Chiedersi il perché di una ricerca rischia di sminuirne l’importanza, a mio avviso. Ogni ricerca, di qualsiasi natura essa sia, nasce da un sano istinto alla crescita. Basta, affinché essa possa elargire liberamente i suoi doni, seguire il vento. E tutti noi abbiamo dentro il vento che in qualche modo mantiene l’ecosistema della nostra anima in salute. Basta ascoltarlo, a volte ti chiede di comprenderlo, altre basta solo dargli retta accordandogli la fiducia che in fin dei conti gli dobbiamo. Tra le pagine di questo “libro del vento” ho trovato molto più di quello speravo nel momento in cui decisi di intraprendere il viaggio, avvicinandomi, a passi felpati, al vento in quanto principio di vita, e a me stessa, in quanto essere vivente appartenente a Gaia.
(Mi riferisco alla Terra, così come Asimov ha saputo raccontarla attraverso Il Ciclo delle Fondazioni, partendo probabilmente dalle geniali intuizioni di James Lovelock*).

Fin dalla prima pagina mi è stato chiaro che l’incontro avrebbe lasciato la sua traccia indelebile sul mio cammino:

… il vento è ben lungi dall’essere vacuo. È invece la più viva delle metafore.
Una parte di questo vigore si rivela nel linguaggio. In arabo il vento è ruh, ma la stessa parola significa anche “respiro” e “spirito”. Mentre in ebraico ruach ne amplia la sfera d’influenza e include concetti di creazione e divinità. E il greco pneuma, o il latino animus hanno la fragranza non soltanto dell’aria, ma della vera sostanza dell’anima.

Quanto il nostro vento sia anima o sia aria, quanto sia respiro e quanto sia spirito forse non è importante definirlo ora. Quanto dobbiamo il nostro muoverci in spazi spesso poco ospitali e spesso scomodi, violenti, crudeli, soffocanti, ciechi e sordi, neppure. Quello che conta è quanto il nostro vento riesce a farsi sentire. O meglio, quanto noi permettiamo al nostro vento di farsi sentire.

Senza il vento gran parte della Terra sarebbe inabitabile.

Innegabile. Senza il vento gran parte del nostro “essere umani” ed “essere viventi” sarebbe vano. Il nostro corpo diverrebbe inabitabile. Senza il conforto dei sensi guidati dal nostro ruh.
Con che presunzione pensiamo di poter soffocare il nostro vento? Come possiamo fingere di non sentirne il soffio? Come possiamo ignorare il suo sibilo quando ci perfora il corpo violentemente, fino a costringerlo a fermarsi e se non bastasse fino a ridurlo contenitore inutile, parvenza spettrale senza alcuna densità. Eppure lo facciamo. Continuamente, più volte al giorno, a volte per settimane intere, a volte per mesi e poi per anni. A volte un’intera vita spesa a farlo tacere, maledetto vento che con spietata ostinazione ci spinge e ci forza e ci ordina: vivi sveglio nel tuo corpo! Vivi pieno nel tuo spirito, nella tua anima, nel tuo respiro! Vivi di me!

Esistono mondi senza vento.
Esistono uomini che se lo negano. Esistono uomini che hanno fatto di sé stessi terra senza vento, trasformandosi in pianeti dalle tante lune immersi in un gelo perenne. Quanto ghiaccio ci vuole per fare un’anima? Quanti respiri sono il giusto baratto per enormi iceberg alla deriva?
Ascolto la voce del mio vento che ripete “mai abbastanza mai abbastanza mai abbastanza”, la cantilena un po’ mi consola.
Consola negli esiti mai comodi e mai facilmente gestibili della mia ricerca.

Vivendo come noi viviamo, sul fondo di un oceano d’aria, accade facilmente di non guardare in su.

Con il naso puntato al cielo è pericoloso vivere. Rischi di non far attenzione all’orizzonte e tutto ciò che devi attraversare per poterlo raggiungere quell’orizzonte dove nasce e muore ogni giorno il sole . E a dirla tutta, quando il tuo naso viene solleticato dall’oceano d’aria che ti sovrasta e ti chiama ci vuole forza, ci vuole coraggio, per declinare l’invito e continuare a calciare la polvere, lasciando agli uccelli il privilegio di solcare quelle onde divine. Umilmente si abbassa il naso e si riposiziona lo sguardo, ma con l’esperienza e con la conquista dei diversi brevetti d’immersione si impara a farci caso e a tenere bene i tempi. A quanti metri sul fondo dell’oceano ti trovi? Quanti minuti ti ci vogliono per raggiungere la superficie e a pelo d’acqua tirare un nuovo respiro? Con il tempo, se sai come fare, ti sarà sempre più facile ricordare che basta poco e il tuo naso puntato al cielo diventa un appuntamento a cui non puoi rinunciare. L’apnea ha tempi mai abbastanza lunghi per permettersi il lusso della distrazione.

Quando i venti avevano un fine visibile e muovevano le navi e i mulini o servivano a vagliare il grano, erano tenuti in grande considerazione. La gente elevava loro preghiere o li evocava con sibili e, se pareva conveniente, persino ne comprava uno da qualche vecchia megera che vendesse a buon prezzo i migliori.

Ardua ricerca di vecchie megere che a buon prezzo siano disposte a cedere i venti migliori. Mi fa sorridere il pensiero di prezzare il soffio divino, quanto mi fa rabbrividire il pensiero che chi fa tacere il suo vento è pronto a tutto pur di depredare il suo prossimo tirando sul prezzo, quando non arriva al delitto, pur di togliere ciò che l’ego ghiacciato invidia delle terre verdi e lussureggianti. Nel mercato dei venti la moneta perde il suo peso specifico e sospetto che le vecchie megere di un tempo fossero a conoscenza del segreto. Probabilmente oggi le loro eredi si occupano di televendite mentre le preghiere del genere umano vengono seminate in aridi campi innaffiati da stantii dogmi di egoiche religioni agonizzanti.

L’aria è di norma invisibile.
Così lo sono pure gli “invisibili venti” che la muovono “con violenza agitata tutt’intorno al mondo sospeso”.
Però lasciano impronte.

Guardo alla mia vita mentre godo del mio presente. Il mio vento invisibile ha disseminato la mia strada di impronte, a volte solo molliche di pane, altre volte meravigliosi mandala dai colori accecanti destinati ad essere sollevati e sparsi per poi ricomporsi solo un po’ più in là. Porto sulla pelle le altre impronte. Tatuaggi di inchiostro nero, inchiostro che con il tempo perderà d’intensità, ma che rimangono prova tangibile di quel vento che con violenza agitata muove il mio mondo sospeso.
SCHELETRI & ARMADI
Un cassetto non era abbastanza, mi sono comperata un armadio... stipati tra la polvere e la nostalgia ecco i miei scheletri:

"Portate a casa le mie ossa" sceneggiatura teatrale (1999)
"Ombre" silloge (2000)
"Ritorni" silloge (2001)
"Immagini" silloge (2001)
"Riflessi" silloge (2002)
"Catene" silloge (2003)
"Petali sciolti" silloge (2005)
"Alphabeth" silloge (2005)
"In5sensi" poesie (2005)
"Il Tango delle Attese" poesie+fotografie sul Tango (2005)
"Notti d'Agosto" silloge (2006)
"Vie & Confusioni" riflessioni (2006)
PUZZLED
E ovviamente rovistando nel torbido passato ci si accorge della strada che piano piano si è composta sotto i nostri passi... questa la mia:

1999
"Per Voi, Mio Signore" (prosa) vince il Primo Premio al Concorso Montagne d'Argento
"Off" (racconto) quarto classificato al Premio Città di Melegnano
"Il saggio" viene inserito nell'antologia del Premio Il Molinello

2000
"Ombre" (silloge) terzo classificato al Premio Città di Lerici
"Un pomeriggio di sole" riceve il diploma di merito al Concorso Il Nocciolino
"Rumori" (racconto) viene segnalato al Premio Jacques Prévert

2001
"Il Tesoro" (poesie) terzo classificato al Premio Marca D'Aleramo

2002
"E tu lo sai?" (poesia) viene inserita nell'antologia del Premio Il Molinello

2003
"Farfalle" (poesia) inserita nell'antologia del Premio Città di Salò
Compaio nella sezione Poesia e anche nella sezione Narrativa nel volume delle Edizioni Helicon "Storia della letteratura italiana contemporanea"

2005
"Short - storie da poco" risulta finalista al Concorso Nazionale Ibiskos Editrice

2006
"Alba Nuova" vince il premio della giuria al Concorso Internazionale di Poesia e Narrativa Città di Salò

2007
"Notti d'Agosto" vince il premio della giuria al Concorso Città di Salò
WORK IN PROGRESS
Attualmente ci sono tre progetti piuttosto importanti che sto sviluppando. Il primo si tratta di un cortometraggio, il secondo è una serie di romanzi per ragazzi, il terzo è il mio nuovo romanzo.

"IL GIORNO CHE NON C'è"
E' una storia nata un anno fa, in modo inaspettato, dall'incontro fortuito con il regista Simone Pizzi proprio sul sito di Netlog. A lui serviva una buona storia e chi la scrivesse, a me serviva qualcuno che desse movimento alle mie immagini. Mi sono trovata a scrivere il soggetto e il trattamento de "Il Giorno Che Non C'è", Simone si è fatto conquistare da Bianca (la protagonista) senza fare resistenze, e quindi abbiamo poi lavorato insieme nella stesura della sceneggiatura. Siamo in fase di pre-produzione, step by step la storia di Bianca e del suo giorno che non c'è si sta concretizzando davanti ai nostri occhi. L'equipe della SimLab è con noi, l'energia è buona. E tra poco potremo pronunciare il fatidico "CIACK si gira"

"I GREENIES & IL CLAN DELL'OLMO"
Per un anno e mezzo ho lavorato alla costruzione di questo mondo, metà reale e metà extra-terreno, e dei suoi abitanti. Ormai è tutto pronto: locations, personaggi (con illustrazioni originali), e i sette episodi della prima saga. C'è molto altro all'interno di questo progetto, varrebbe la pena trovare un Editore abbastanza coraggioso e con buon fiuto per gli affari. Lo sto cercando.

"IL TATUATORE DI CAMMINI MUTANTI"
Si tratta del secondo romanzo de "Il Ciclo del Destino", un cofanetto che comprenderà cinque storie.
Come è successo per la Traduttrice, anche questa storia è nata durante un viaggio e l'ambientazione nordica sarà determinante per creare l'atmosfera richiesta dal Tatuatore e per seguirne da vicino il ritmo e il respiro. Anche per questa storia la struttura sarà particolare, ispirata al gioco del Domino.
Non aggiungo altro.
ALTRO DI ME
Credo che la mia grande fortuna sia quella di nutrire delle grosse passioni e con esse riempire le mie giornate. La scrittura le comprende tutte, perché tutto ciò che passa attraverso i miei sensi poi viene tradotto in immagini e quindi in storie, in parole che scivolano senza costrizioni sulla tastiera.
Il "mettersi in viaggio", nel senso proprio di viaggiare, spostarsi da un luogo all'altro, da una realtà all'altra, è il carburante che mi aiuta a tenere svegli e saldi i pensieri. Amo scoprire posti nuovi, conoscere e comprendere situazioni e terre che sono lontane dal mio quotidiano.
Amo guidare la mia auto, prendere l'aereo, la nave, il treno, ma NON il pullman né l'autobus.
Ovviamente la lettura è un caposaldo delle mie giornate, la Musica è metà della mia anima, imprescindibile da me, e il Cinema è sempre ottimo compagno e amico.
Amo fotografare luoghi e persone.
Mi sono appassionata, alcuni anni fa, alle culture Celtiche e a quelle pre-colombiane (Aztechi, Incas, Maya).
Amo la danza, che ho studiato per qualche anno (dal "liscio" ai balli sudamericani, dal boogie-woogie al Tango Argentino e alla Danza del Ventre... ora che ci penso mi manca il Country... dovrò provvedere e organizzarmi!).
Mi piace chi sa ridere di sé, chi sa sognare senza confondere desiderio e illusione, mi piace chi sa condividere e chi sa mettersi in gioco.
Mi piace chi saluta, anche solo con un sorriso, quando entra in un posto con della gente.
Mi piace chi non fa calcoli da ragioniere (Dare-Avere) quando si tratta di relazioni umane.
Mi piace fidarmi delle persone, anche se ho imparato a stare in guardia.
Mi piace guardarmi attorno e focalizzare l'attenzione, ogni tanto, quando mi è possibile, sulle cose belle.
Mi piace parlare con chi sa ascoltare e ascoltare chi sa raccontare di sé e del proprio mondo.
Mi piace il posto in cui vivo, il Lago di Garda, con i suoi colori mai uguali.
Mi piace vivere.
In pace.

Per ora credo sia abbastanza.
B.
LINKS
Digitando su Google "Barbara Favaro" troverete qualcos'altro su di me.

www.bookcrossing.it
www.scuolaholden.it
www.fornacepasquinucci.it