LE CASE DEL PANE
(CARTOLINE ED ERINNOFILI A SCOPO BENEFICO)
Premesse
A cavallo tra la fine dell’800 e i primi del ‘900, il figlio di un calzolaio di Massa Lombarda, Giuseppe Sangiorgi, giovane imprenditore e filantropo di vedute moderne, sognava l’istituzione di una rete di Case del pane nelle quali si offrisse gratuitamente il pane a chi non avesse la disponibilità economica per acquistarlo.

Il contesto economico e sociale, a quel tempo, non era dei migliori: gli strascichi delle crisi politiche ed economiche degli ultimi anni del secolo IXX contribuivano a marcare le differenze tra i ceti ricchi (nobiltà, imprenditoria, borghesia) e quelli meno abbienti (contadini, piccoli artigiani); la rapida conversione all’industrializzazione dei processi produttivi, attuata in quegli anni, contribuiva peraltro all’aumento della disoccupazione e conseguentemente al tasso di povertà dei livelli più bassi della scala sociale. Il pane, unico alimento per gran parte della popolazione, costava molto di più di quanto tanti si potessero permettere e la malnutrizione era una delle cause più frequenti di morte, associata alla insalubrità delle abitazioni e degli ambienti di lavoro.
Giuseppe Sangiorgi
Una foto di Giuseppe Sangiorgi
Egli promosse, con tutti i suoi mezzi, la creazione delle Case del Pane in Italia
Per mezzo di un libro, edito nel 1904 (anche noto per la prefazione di Giovanni Pascoli), il Sangiorgi mise nero su bianco le sue teorie sulla imprescindibilità del diritto al pane per tutti, da realizzarsi con una municipalizzazione spinta dei forni e la contemporanea gestione con capitali privati, che doveva portare, nelle sue speranze, a garantire il pane a tutti coloro che non avessero le possibilità di acquistarlo. La sua azione non si limitò alle semplici parole, ma anche ai fatti: già nel 1903 aveva infatti messo a disposizione la propria casa natale di Massa Lombarda e un contributo di 15.000 Lire per la realizzazione della prima “Casa del Pane”, ispirata alle sue teorie.
Il libro
Il Libro del 1904 "Per la Casa del Pane"
In questo libro il Sangiorgi illustrò le sue teorie in merito alla necessità di creare le case del pane.
Nel contempo, nei primi anni del XX secolo, la regina Margherita, fresca vedova del Re Umberto I, intensificò la sua adesione a varie iniziative di tipo benefico e caritatevole, anche attraverso la sua nuova autorevole posizione a Corte nel suo ruolo di Regina Madre. Ella si interessò all’iniziativa del Sangiorgi e ne associò volentieri il suo nome, assumendone il Patronato e stimolando la partecipazione attiva di finanziatori e benefattori, tra i quali Gabriele D’Annunzio ed Eleonora Duse.
Mediante la sua appartenenza alla massoneria e alle sue conoscenze nella nobiltà e nella politica romana (egli era peraltro titolare di una rinomata Casa di Antiquariato romana, la “Galleria Sangiorgi” di Palazzo Borghese) ottenne che anche a Roma, nel 1906, venisse progettata una Casa del Pane (che però rimase irrealizzata).
L’entusiasmo iniziale per le Case del Pane si spense però nel giro di pochi anni, a causa della progressiva defezione dei finanziatori delle varie iniziative: essi erano tutt’altro che interessati ai meri aspetti benefici delle stesse ed una volta accertato che non vi erano ritorni economici di alcun tipo, preferivano senz’altro abbandonare. La Grande Guerra fece poi il resto.
La Regina Madre
La Regina Margherita
La Regina Madre si prestò, con il suo Alto Patronato, alla diffusione dell'idea del Sangiorgi.
Le cartoline illustrate per le Case del Pane
La sua amicizia con alcuni artisti dell’epoca fece sì che si realizzasse un altro progetto correlato alle iniziative per le Case del Pane: l’emissione di una serie di cartoline illustrate con scene del ciclo del pane, corredate da un erinnofilo all’uopo autorizzato dal Ministero delle Poste e Telegrafi, del valore facciale di 5 centesimi, i cui introiti di vendita sarebbero andati all’iniziativa voluta dal Sangiorgi.
Le prime emissioni del 1906
Le prime emissioni (1906) delle cartoline illustrate rappresentavano, al recto, la Regina Madre (ma anche altri personaggi della Corte) e scene o figure legate alla fabbricazione del pane. Vennero coinvolti tre illustratori di quel tempo: Domenico Baccarini, Alberto Bianchi (che già aveva illustrato il libro del Sangiorgi nel 1904) e Basilio Cascella. Per l’edizione grafica fu coinvolta la Tipografia “Arti Grafiche Pilade Rocco & C. di Milano”. Erano vendute con l’erinnofilo già apposto al verso, in alto a sinistra.
Erinnofilo I tipo
L'erinnofilo del I tipo
Questo erinnofilo fu emesso nel 1906 in coincidenza con la produzione delle cartoline augurali; queste erano messe in vendita con l'erinnofilo applicato al verso, in alto a sinistra.
L’erinnofilo era stampato in fotolitografia, in diversi colori, avente il valore facciale di cinque centesimi: la vignetta consisteva in un cuore, al cui interno era rappresentata una donna a mezzo busto seduta in un campo di spighe e sullo sfondo il sole nascente. In centro la scritta “Casa del Pane”, sotto due cartigli con la parola “Auguri” in quello di sinistra e “ Cent. 5” in quello di destra
Le cartoline
L’illustrazione delle cartoline fu eseguita da Domenico Baccarini, pittore faentino, che contribuì con sei scene della mietitura e della panificazione, che sono ora conservate nella Biblioteca di Forlì. Esse rappresentano “la tempera dei vomeri”, “l’urlo di gioia dopo la mietitura”, la “trebbiatura con i buoi”, la “trebbiatura coi cavalli”, “la croce sul campo seminato” e il “ritorno dalla mietitura”; da Alberto Bianchi, giovane illustratore riminese alle prime armi, che contribuì con sei scene relative al ciclo del pane (aratura, semina, mietitura, trebbiatura, molitura e panificazione) e da Basilio Cascella, pescarese, che realizzò una serie di dodici illustrazioni raffiguranti giovani mietitrici nei costumi regionali italiani.
Cartolina
Cartolina illustrata da Domenico Baccarini (1906)
Questa cartolina faceva parte di una serie di 6 illustrate dal pittore Domenico Baccarini.
Le emissioni successive (1908)
Nel 1908 vennero emesse ulteriori cartoline, con otto illustrazioni dedicate al folklore romanesco.
Serie del Folklore romanesco
In questa cartolina è illustrata la "Girandola di Castel S.Angelo". Essa faceva parte di una serie di 8 cartoline.
Successivamente, elaborando delle immagini tratte da un pregevole breviario miniato (Fiandre, secondo decennio del XVI secolo) posseduto dal Cardinale Domenico Grimani (1461-1523) furono emesse altre dodici illustrazioni raffiguranti il calendario di ciascun mese di quell’anno. Anche su queste due emissioni l’erinnofilo era fornito già applicato al verso della cartolina.
dal Breviario Grimani
Cartolina illustrata del 1908
Le immagini di questa serie dedicata ai mesi dell'anno sono estratte dal famoso "Breviario Grimani".
La stessa fonte fu utilizzata qualche tempo dopo per la realizzazione di una ulteriore serie di dodici cartoline dedicata ai mesi dell’anno. Quest’ultima era fornita in cofanetti, anche senza l’erinnofilo, che poteva essere venduto a parte.

L’edizione grafica delle emissioni successive al 1906 fu realizzata dalla Tipografia “E. Schreiber G.m.b.H. – Stoccarda”.
Gli erinnofili del II tipo
L’erinnofilo, inizialmente stampato in fotolitografia, venne ora prodotto in calcografia, sempre in più colori, e di dimensioni e aspetto leggermente variato rispetto alla prima emissione.
blocco di 15 esemplari
Erinnofilo del II tipo
In questa immagine è riportato un ampio blocco di questo erinnofilo, nel colore rosso carminio.
Usi particolari e curiosità
Gli erinnofili utilizzati come chiudilettera o applicati su normale corrispondenza che non siano le specifiche cartoline benefiche non sono frequenti.

Gli usi postali al di fuori del periodo di commercializzazione sono anch’essi interessanti. È raro infatti trovare corrispondenze posteriori al 1920.
Usi tardivi
Uso come chiudilettera
Non è facile trovare questi erinnofili utilizzati come chiudilettera nel periodo di emissione, in quanto erano normalmente apposti già sulle cartoline augurali. Solo successivamente vennero venduti anche separatamente, consentendo quindi altri usi.
è ancora più eccezionale quando si ritrova una cartolina viaggiata addirittura negli anni ’60!
viaggiata 1960
Cartolina augurale viaggiata nel 1960
Questa cartolina, probabilmente ritrovata in qualche cassetto, è stata regolarmente utilizzata nel 1960, ad oltre 50 anni dalla sua emissione!
CONTINUA.....
       
 
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