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“MISTERBIANCO/PALERMO"
ovvero BIGLIETTO A/R DEL BORGOMASTRO DI MISTERBIANCO
COMPLIMENTI alla sig.ra Ninella Caruso, borgomastro di Misterbianco, ed alla Sua compiacente Giunta.
Tra festivals, sagre alimentari, sfilate di moda, cabaret, kermesse e poi Carnevale….il borgomastro avrebbe voluto “gabbare” il malcontento. Ma, ahimè, infine è stata costretta dalle circostanze emergenti ad inserire nella sua agenda la beffarda missione “antiTIA” a Palermo presso gli amici di cordata Raffaele Lombardo e Toto Cuffaro.
Già Publilio Siro (scrittore latino vissuto nel 1°sec.A.C.) sentenziava “I DIFETTI DEGLI AMICI, SE LI TOLLERI, LI FAI TUOI” e poi aggiungeva “SE OBBEDISCI MALVOLENTIERI, TU SEI UN SERVO; SE VOLENTIERI, TU SEI UN COLLABORATORE”.
E di certo le circostanze accadute dimostrano che l’amministrazione Caruso ha preferito sponsorizzarsi nelle frivolezze delle proprie “amene culture”; ed ora probabilmente, col suo “viaggio della disperazione” presso i cari amici di Palermo, avrebbe voluto recuperare quello che sa di aver perduto, o quanto meno incipriarsi l’immagine per continuare ad illudere i suoi concittadini col perbenismo di quel valore tanto ostentato nella sua campagna elettorale.
La sua autorevolezza, nel massacro delle bollette TIA, l’ha voluta sconsideratamente usare solo per atteggiarsi a difensore del carrozzone ATO 3 Simeto Ambiente con dichiarazioni e manifesti chiaramente percepiti come un’accusa ai cittadini a voler evadere le tasse, quando invece avrebbe dovuto riconoscere la responsabilità sua (e della sua parte politica) dei pesanti aumenti della tassa sui rifiuti e per non aver assicurato la difesa dei contribuenti, relegati in una condizione di indifesa sudditanza all’ATO.
Da Lei, dalla sua Giunta e dal Difensore Civico avremmo voluto fatti e non parole.
Invece i cittadini sono stati presi d’assalto dalle intimidazioni del borgomastro e dai carrozzoni vessatori che hanno salassato l’economia popolare con esose richieste certamente di gran lunga non rispondenti ai servizi offerti e nella completa latitanza di controllo dell’organismo comunale, a tutt’altre amenità interessato.
E non solo. Sono state eluse le proteste dei contribuenti, obbligati a correre da un posto all’altro e sottoposti ad estenuanti resse di attesa tra pesanti penalità, errori di notifica, disinformazione pubblica, situazioni discordanti di superficie tassabile e disorganizzazione degli uffici preposti.
Certamente le tribolazioni della TIA, iniziate sin dall’Ottobre 2007 e perpetrate sino ad oggi, hanno trovato terreno favorevole anche per l’immobilismo del Consiglio Comunale e degli organismi costituzionali di tutela, che hanno scoraggiato le timide proteste sociali che si sono levate nel paese.
Un incauto temporeggiamento, da cui troppo tardi si è tentato di uscire, quando invece sin dal primo manifestarsi si sarebbe dovuto organizzare una reale ed incisiva opposizione popolare, il cui intendimento avrebbe dovuto essere quello di un ristabilimento sostenibile dello strumento economico-finanziario dell’Ente Comunale Pubblico e non il mantenimento di carrozzoni privati che lucrano sui servizi pubblici rendendo la cittadinanza ostaggio del profitto privato.
MEGLIO TARDI CHE MAI.
Adesso urge rimediare ai profondi guasti di una gestione acefala. ….. COME ???
A mio avviso i provvedimenti immediati, per una definizione che metta ordine al tormentone TIA, potrebbero essere:
-Scioglimento del Consiglio d’Amministrazione dell’Ato3 Simeto Ambiente e restituzione della gestione rifiuti all’Ente Locale o ad un consorzio di Comuni limitrofi;
-Provvedimento di sospensione delle obbligazioni imposte da SERIT e consimili;
-Verifica e pubblica trasparenza della correttezza di tutte le superfici delle utenze domestiche, non domestiche o comunque tassabili, sia di quelle già iscritte nei ruoli sia delle altre non ancora dichiarate;
-Rideterminazione delle tariffe applicabili e dilazione dei pagamenti;
-Attivazione di un procedimento agevolativo degli arretrati, che dovrebbero essere riscossi dal Comune con l’applicazione della tassa effettivamente dovuta e che preveda, con una apposita deliberazione del Consiglio Comunale, la NON APPLICAZIONE di penalità ed interessi da recuperare (per coloro che avessero provveduto già al pagamento) con conguaglio sulle prossime bollette.
STAREMO A VEDERE QUALI SARANNO LE INTENZIONI E I BUONI PROPOSITI DELLE ISTITUZIONI E DELLE PARTI IN CAUSA.
Addì, 31 Marzo 2009
( Enzo ARENA ) | |
TUTTI DEVONO PAGARE LE TASSE DELLA T.I.A….”
COSI’ PARLO’ IL BORGOMASTRO DI MISTERBIANCO.
Ho atteso appositamente la conclusione delle Elezioni Politiche perché questa mia ulteriore replica sulla tassa della TIA, lasciata senza esiti, non fosse intesa come una polemica dettata dal momento elettorale.
Ed ora che, tra le delusioni degli uni ed i trionfalismi degli altri, i risultati del voto sono già noti, posso tranquillamente replicare facendomi interprete dei dubbi che molti naturalmente si pongono.
….Ma sono proprio tutti che pagano la T.I.A.?...su tutte le superfici occupate?... ed in quale misura?... ..secondo quali parametri?...
Sono gli interrogativi che più mi sento rivolgere, perché agli occhi dell’opinione pubblica siffatti balzelli, alquanto onerosi, appaiono come privi di obbiettività se non addirittura sospetti.
Abbiamo sentito già il sermone moraleggiante del Sindaco di Misterbianco Ninella Caruso nella seduta del Consiglio Comunale di Venerdì sera 28 Marzo, ma vorrei rassicurarla che i cittadini, che protestano per le esose bollette, sanno che le tasse sulla T.I.A.vanno pagate quando il contributo rispecchia la trasparenza dell’applicazione delle tariffe e la congruità rapportata al servizio prestato alla collettività.
Piuttosto che farci assistere a sermoni senza esiti, si vorrebbe vedere più oltre l’intransigenza di colei che demotiva gli interessi sociali per praticare la passiva subalternità della compartecipazione del Comune alla Simeto Ambiente Ato3.
La ridicola messinscena, offerta in Consiglio Comunale, non ha infatti sortito nulla se non l’esibizione dibattimentale dell’opposizione, la servile sottomissione della maggioranza e le elusive risposte del coro della signora “borgomastro” di Misterbianco.
Ma gli intendimenti del Sindaco si intuivano già dal temporeggiamento col quale avveniva la convocazione di un Consiglio Comunale obbligato ad uscire dalla latitanza a seguito delle proteste crescenti per l’approssimarsi di scadenze “vessatorie” della Società SimetoAmbiente.
Un bombardamento “intimidatorio” di pagamenti per superfici di pertinenza (vi si legge “per omessa dichiarazione”) quali garages o altro, sommariamente tariffate come utenze domestiche dal gestore, con applicazione di esose penalità per gli anni pregressi e con l’attribuzione (a ciascun locale di pertinenza) della tariffa fissa e di una ulteriore tariffa variabile, quest’ultima anche se regolarmente assolta dall’utente già iscritto a ruolo.
Una sorta di trappola preparata sulla pelle dei cittadini, strumentalizzando adempimenti che non sono stati “adeguatamente” pubblicizzati all’utenza (e pertanto ignorati) nella fase di passaggio dalla TARSU alla TIA. Anche perché l’Amministrazione Comunale e la Società incaricata del servizio avevano fatto intendere allora che le modalità di applicazione della TIA sarebbero avvenute automaticamente col trasferimento dei dati necessari al nuovo gestore.
Poteva il Sindaco anche risparmiarci la successiva ulteriore sceneggiata nel ruolo di “capocasta” dei 18 sindaci (componenti l’Ato 3) che l’hanno accompagnata in Prefettura per i problemi inerenti la riscossione delle bollette in questione.
Anziché impugnare la causa dei cittadini sui probabili illeciti degli aumenti e delle esose penalità applicate, Ella ha invece ribadito in Prefettura che “…pagare le bollette è un dovere del cittadino per garantire la continuità del servizio di raccolta e il pagamento degli stipendi ai lavoratori addetti…”
Una incauta dichiarazione che elude ancora le ragioni vere della protesta cittadina, dipinta dal Sindaco come uno sciopero di evasori, che col rifiuto del pagamento della TIA si renderebbero responsabili di sforare la cassa comunale e, dunque, di privare del salario di sopravvivenza i lavoratori ecologici.
Proprio quella cassa comunale, che, invece, remunera abbondantemente Sindaco e Giunta, e mediante la quale essi manipolano volentieri gli sprechi di denaro in kermesses, escursioni "culturali" di amministratori-girovaghi, cerimonie e costose manifestazioni televisive per sponsorizzare se stessi e per distrarre la gente dal malcelato vuoto politico-amministrativo, a cui vengono sacrificate le reali esigenze sociali.
Mi giunge, intanto, notizia che i lavoratori ecologici sono in stato d’agitazione per lamentare l’incertezza dei loro stipendi dovuta ad insolvenza della Società SimetoAmbiente di oltre 18 milioni di euro nei confronti del Consorzio Simco, responsabile del servizio raccolta e smaltimento dei rifiuti.
Forse è questo il vero problema delle vessazioni esercitate sui contribuenti, cioè tamponare -col piano di rientro del salasso fiscale operato sui cittadini- la malsana gestione contabile della Società.
Eviterò di soffermarmi ancora sulla persona del borgomastro per non rischiare di additarla come l’unico capro espiatorio, ma sono obbligato a dichiarare che è poco serio il suo modo di gestire la cosa pubblica e che le sue affermazioni non le restituiscono certamente quella patente di onestà che Ella in altre circostanze elettorali ha voluto autocertificarsi.
Tuttavia, tornando all’argomento rifiuti, ritengo positivo il segnale di quei cittadini che in questi mesi hanno coraggiosamente espresso la loro rabbia contestando le vessazioni a cui sono stati sottoposti.
Non evasori, ma cittadini che chiedono la trasparenza degli accertamenti ed il controllo pubblico sugli sconsiderati aumenti. Ed oggi, dinanzi all’indifferenza dell’organismo comunale, i cittadini scorgono l’incompatibilità di un Sindaco che sfugge al proprio ruolo di garante della collettività e che ignora o mistifica il resoconto dei fatti.
Questo timido debutto di mobilitazione della gente fa sperare che le cose possano ancora cambiare. Occorrerebbe, però, che le istituzioni sindacali non trascurassero questi primi fermenti di autotutela popolare, ma che raccogliessero gli umori della protesta e mettessero in atto le proprie strutture legali per:
-sostenere ed organizzare la difesa dei cittadini,
-ridimensionare i balzelli e le illecite penalità,
-esigere il controllo democratico sulla trasparenza e sull’equità contributiva,
-proteggere le fasce più deboli.
Altrimenti l’abbandono ricondurrà nella rassegnazione dell’impotenza o, peggio ancora, nella subalternità dei cittadini ai “croupiers” dei carrozzoni del politicantismo trasformista, a cui, purtroppo, si sono arruolati anche i "maggiordomi" di casa nostra.
ADDI’ 24 APRILE 2008
( ENZO ARENA ) | |
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RISPONDO a MARIO e ad ANNA
Innanzitutto mi scuso con Anna e Mario per il ritardo col quale edito le vostre lagnanze, ma, non conoscendo i fatti, avevo ritenuto opportuno farlo dopo aver attinto informazioni per non incorrere in inesattezze nella risposta. Purtroppo altre situazioni mi hanno distratto dall’argomento, e confesso di saperne ancora non più di prima.
Ritengo, altresì, suggerire ad Anna e Mario di voler estendere con coraggio la consapevolezza dei propri diritti presso le sedi opportune (difensore civico <?> o meglio presso i rappresentanti delegati in Consiglio Comunale), affinché i signori del Palazzo Comunale percepiscano la voglia popolare di cambiamento e di trasparenza.
Tuttavia, giacchè Mario mi incalza ora con un’altra mail di promemoria, sento l’obbligo di appagarne comunque la richiesta e di dar voce su questa pagina del sito a quel che avete descritto, con l’intento di far giungere il disappunto dei cittadini ai nostri Amministratori Comunali, i quali sulle scelte e su tutto ciò che riveste interesse pubblico hanno il dovere primario dell’informazione.
Intanto le vostre due E-Mail pongono tre legittimi dubbi sulla procedura della Giunta Comunale:
-la disinformazione pubblica,
-il favore clientelare delle assegnazioni
-ed, infine, la probabile “escalation” dei furbetti.
Prendendo atto, intanto, di quello che affermate concordo che in una comunità “veramente civile e solidale” l’etica sociale dovrebbe ritenere impensabile trovare, tra le richieste di assegnazione delle aree per chioschi, i riferimenti ad individui che già conservano il posto di lavoro o una attività che produce loro già un reddito.
E diventa riluttante se ci si accorgerà poi che tra i destinatari delle suddette assegnazioni figurano anche costoro o i loro prestanomi.
Ma quello che scrivete è, purtroppo, la triste realtà di quel disagio sociale che trae origine dal rapporto assai morboso che categorie di cittadini hanno col denaro, idolatrato senza alcun ritegno.
Dinanzi al prevalere del lucro su ogni cosa è, dunque, naturale che la pubblica disinformazione generi in Anna quel legittimo sospetto che probabilmente non tutti gli assegnatari gestiranno in proprio l’attività produttiva del chiosco, ma che, speculando col mercato del profitto, patteggeranno tacitamente con terzi meno fortunati la subalternità di quella gestione, nella cui fase di assegnazione l’Ente Comunale si sarebbe reso colpevole di aver sottratto la premessa per una opportuna e più adeguata applicazione in favore del disagio sociale.
Mario scrive di sentirsi raggirato perché la politica delle clientele o dei furbetti beneinformati gli ha negato la “pari opportunità”. Io aggiungo che alla pari opportunità dovrebbe prevalere l’obbligo morale di privilegiare innanzitutto gli appartenenti alle categorie sociali che non dispongono di un reddito. Altrimenti può succedere (e succede sempre) di assistere impotenti all’antipatica situazione di assegnatari che appartengono a categorie più o meno ricche e che, senza imbarazzo e con la complicità del comparaggio politico, rubano ai poveri anche la più semplice opportunità di cominciare a procurarsi un modesto reddito.
Pertanto al Sindaco Ninella Caruso ed al suo assessore Angelo Guarnaccia si chiede:
-Quale metro di giudizio hanno voluto praticare per l’assegnazione delle aree in un momento di così grave crisi del lavoro?...Forse l’ordine cronologico dei beneinformati clienti?
-Cosa intendono giustificare le SS.LL. con il termine “trasparenza” delle procedure, declamata con il loro comunicato/stampa sulle assegnazioni, quando invece si è tenuta oscurata l’informazione e si sono volute ignorare le reali emergenze di situazioni occupazionali, strumentalizzando artifizi che legalizzano (come sembra) la logica del clientelismo ed il profitto dei furbetti?
-Non sarebbe il caso che l’Ente Comunale, piuttosto che sprecare le energie locali ripiegando nelle strategie del lucroso individualismo, si rendesse promotore di consulte giovanili per cominciare ad elaborare una propria politica di programmazione che possa influire a determinare attività e, di conseguenza, fonte e posti di lavoro?
E’, infatti, nelle intenzioni risolutive che si misura soprattutto la qualità di quel valore assoluto dell’onestà, proprio quel valore che tanto insistentemente e con altrettanta ipocrisia veniva fatto risaltare sui manifesti delle ultime elezioni amministrative.
In entrambe le E-Mail viene citato il consigliere La Piana, il quale, coerentemente al ruolo che riveste, ha sollevato in Consiglio Comunale la questione, facendo giungere all’opinione pubblica la conoscenza di premeditate operazioni, di cui la cittadinanza ha avuto occasione di percepire a cose fatte.
La protesta di questi due concittadini sia, dunque, per il consigliere La Piana e gli altri consiglieri, un punto di riferimento per reclamare le ragioni degli onesti.
ADDI’, 27 GIUGNO 2008
( Enzo ARENA ) | |
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SCANDALO AL CIMITERO. QUALE VERITA’ ???....
Nei giorni appena scorsi sono stati affissi a Misterbianco manifesti firmati da alcune organizzazioni politiche cittadine, le quali riferivano all’opinione pubblica fatti di incredibile crudezza che sarebbero avvenute nel cimitero di Misterbianco.
In realtà a rendere nota la vicenda era stata la redazione di un mensile siciliano “La Zona Franca”, che, in possesso di foto e video inediti, ha pubblicato l'inchiesta sul proprio sito internet.
La notizia ha suscitato sdegno e rabbia nei cittadini, i quali ora interrogano l’Amministrazione Comunale, ed in particolare il Responsabile ai Servizi Cimiteriali, di riferire su questa macabra vicenda.
Intanto, chiamati in causa, il sindaco Ninella Caruso e l’assessore Galasso hanno risposto alla cittadinanza minimizzando la scoperta come uno scoop giornalistico, a loro dire, senza alcun fondamento.
In tal caso è inopportuno il disagio di notizie provocate dall’insipienza politica delle forze locali di maggioranza e opposizione, che, ancor prima di verificarne l’attendibilità nelle sedi istituzionali, trasformano qualsiasi occasione in bagarre e scaramucce reciproche che denotano un certo rilassamento della lotta politica vera.
Intanto si auspica che la Magistratura faccia luce sul caso, chiamando a depositare il fautore dell’inchiesta giornalistica sul cimitero al fine di trarne gli elementi attendibili per una indagine che restituisca alla collettività la certezza di una risposta.
Lo esigono i cittadini di Misterbianco.
E nell’attesa di conoscere, dunque, i particolari, le responsabilità e i retroscena, su cui l’organismo inquirente dovrà sicuramente intervenire a chiarire, ritengo opportuno trascrivere qui di seguito il racconto firmato da Antonio Condorelli, collaboratore del mensile “La Zona Franca”, che ha reso pubblica (con filmati e foto) questa vicenda nel proprio sito Internet.
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IL RACCONTO
(di Antonio Condorelli)
E’ difficile dire da quanto tempo continui il martirio delle salme all’interno del cimitero cittadino.
Tutto avviene nella parte sud dello stesso, proprio alle spalle delle Cappelle costruite di recente con il project financing.
Le bare, alcune datate, altre recenti, sono accatastate. Accanto ad esse ci sono cenere e resti di ossa umane: quello che resta delle precedenti combustioni probabilmente clandestine.
E’ il “metodo Misterbianco”? Non è facile sciogliere con il fuoco, all’aperto, le lamine di zinco contenute nelle bare. Oltre alla crudeltà è necessario calore, tanto calore. Una soluzione rudimentale esiste, ed è scolpita a chiare lettere negli annuari della mafia siciliana e della criminalità in genere. Una usanza tragicamente efficace. Ci vogliono i copertoni, e per distruggere una quantità attualmente non definibile di bare con all’interno i cadaveri dei poveri deceduti, i copertoni devono essere tanti e di grande diametro.
Guardando bene nelle ceneri si vedono numerosi ammassi circolari di ferro filato, ce ne sono tanti, in ogni punto. Ma qualche traccia dopo le varie combustioni è rimasta.
Il caso, portato alla luce con una prima inchiesta pubblicata sul QUOTIDIANO DI SICILIA, si era appena aperto il 18 settembre. Le ossa un tempo contenute all’interno delle casse di zinco dovevano subire un nuovo martirio. Poche ore dopo la pubblicazione del servizio non avveniva il rimbalzo della tragica notizia.
Si trattava di cose troppo grosse, la gente sussurrava in paese. Le agenzie di stampa tacevano. Tutto era tranquillo in città come anche in provincia di Catania. Una tranquillità tanto inusuale quanto inquietante.
Era necessario ritornare sul posto. E così è stato.
Con un mazzo di fiori in mano ripercorriamo le scale della Cappella S.Antonio Abate. La macchina fotografica questa volta deve restare in borsa, potrebbe dare nell’occhio, fare rumore. E’ meglio fingere di fare una telefonata, affacciati al muretto attivando la videocamera. In questo modo il cellulare riprende quanto avviene ad opera di due personaggi attualmente ignoti: uno con un bastone, l’altro con un secchiello rovistano, raccolgono, trovano e se ne vanno. Una pesca che dura circa dieci minuti, dei quali ne vengono ripresi meno della metà. Quanto basta per capire che qualcosa, forse scomoda, forse pericolosa doveva al più presto sparire.
( Antonio CONDORELLI ) | |
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VENERDI’ 17....PER I CITTADINI DI MISTERBIANCO SI ALLUNGA LA QUARESIMA
Era prevedibile che il maldigesto "viaggio dell’ipocrisia" a Palermo del Sindaco di Misterbianco, avrebbe vomitato i suoi esiti in Consiglio Comunale.
Infatti venerdi scorso, nella notte del 17 aprile, si sono adunati i banditori del "politicantismo" locale per blandire il popolo di Misterbianco con le ridicole lusinghe contenute in una mozione intesa ad intercedere presso la SERIT per una strumentale e semplicistica rateizzazione dei pagamenti TIA.
Finita, però, l’adunata notturna delle teste grosse consiliari e tutti ben remunerati per l’incomodo sofferto, è rimasto ancora gabbato l’indifeso cittadino.
Eppure sul manifesto di convocazione del Consiglio Comunale la Presidente sig.ra Buzzanga (collezionatrice di ex appartenenze e poi approdata per coerenza etica nel PdL), annunciava il "dimezzamento" dei pagamenti e, di conseguenza, lasciava intendere una "rideterminazione" degli oneri salassanti che l’Ato3 dal 2004 ha illegittimamente fatturato alle utenze con pesanti penalizzazioni.
E poi, la credibilità alle mobilitazioni ed ai buoni propositi del PD locale che fine ha fatto ??
Alle parole non sono seguiti i fatti, e a Misterbianco per i cittadini contribuenti sarà ancora lunga la loro quaresima…pesantemente penalizzati e relegati in una condizione di indifesa sudditanza all’ATO.
L’immobilismo del Consiglio Comunale (in particolare dei consiglieri del centro-destra) ha rivelato, con la presentazione della beffarda mozione, che "il viaggio Misterbianco-Palermo A/R" del borgomastro di Misterbianco altro non era stato se non la mascheratura di "un viaggio dell’ipocrisia".
Dal Sindaco, dalla sua Giunta, dal Difensore Civico, dal Presidente del Consiglio Comunale sig.ra Buzzanga e dai Consiglieri (rappresentanti del popolo?) avremmo voluto percepire almeno i buoni propositi e non la messinscena di una mozione di ruffiani attori dei carrozzoni che lucrano sui servizi pubblici rendendo la cittadinanza ostaggio del profitto privato.
Ma già dalle precedenti vicende, dalle insolenti dichiarazioni del Sindaco Ninella Caruso e dalla latitanza delle istituzioni si erano intuite le reali intenzioni di comparaggio a scoraggiare le timide proteste sociali che si levavano nel paese.
Per mettere ordine al tormentone TIA e restituire la normalità sarebbe bastato che il Comune avesse concepito immediati provvedimenti con criteri razionali, che facessero intendere al cittadino di essere non semplicemente un amministrato e neppure un ingenuo fruitore di servizi ad uso di carrozzoni speculativi, ma uno che amministra il proprio essere sociale con la partecipata condivisione ad un ristabilimento "sostenibile" dello strumento economico-finanziario dell’Ente Pubblico per la pubblica utilità.
Sarebbe bastata questa presa di coscienza a far sentire i cittadini tutelati dall’Ente Comunale, consapevoli che i soldi del contribuente vanno acquisiti con equa misura e gestiti con scrupolo ancora maggiore di quello con cui si gestiscono i propri.
Se la maggioranza dei cittadini non ha assolto al pagamento è perché essi avvertono di subìre una tassa esosa non corrispondente al servizio ricevuto. Non si è trattato di evasione, come incautamente e sfacciatamente dichiarava ovunque il nostro Sindaco, ma di un rifiuto che potesse servire da stimolo alle istituzioni per rimettere ordine ad una imposta che, nel passaggio da Tarsu a Tia e con effetto retroattivo dal 2004, è stata resa impraticabile da una eccessiva ed inconcepibile lievitazione, triplicata ancor più da gravose penalità attribuite all’inconsapevole utente senza neppure il consueto preavviso informativo delle nuove norme sanzionatorie. E poi code, caos, importi sbagliati, procedure incomprensibili.
UNA CALCOLATA FURBERIA DI OPERATORI PRIVATI con effetti quasi da "estorsione legalizzata", tollerati e favoriti dalle autorità pubbliche con la benevolenza di omessi controlli. Perché è sull’onda delle privatizzazioni che ora si esercitano forti salassi per la propensione del privato a ricercare i grossi profitti e a difendere la sua avidità.
Infatti dall’istituzione comunale nulla è stato fatto e, senza nemmeno la fatica di dover partorire uno straccio di difesa, si è consentita sin dal suo inizio la costante applicazione di procedure illegittime per colpire i cittadini. Anzi, su qualche bacheca cittadina resistono ancora residui di manifesti provocatori ed intimidatori di questa amministrazione comunale: si giustificava la SimetoAmbiente Ato3...e si demotivava la cittadinanza.
Ed ora, allorquando vengono meno le prerogative della reale partecipazione e l’organismo comunale è trasformato in labirinto dell’indifferenza da un Consiglio Comunale acefalo senza più connotati, si eludono gli interessi prioritari della cittadinanza e prevalgono i patteggiamenti rovinosi del politicantismo.
CHE FARE ADESSO ?
Occorrerebbe che le organizzazioni popolari e sindacali incoraggiassero la costituzione di comitati cittadini al fine di sanare il perdurare della colpevole inerzia e l’indifferenza ai falsi artifizi che, se prima facevano sentire aria di palude, adesso fanno respirare aria di disfacimento.
Occorre far valere le ragioni di illegittimità emerse da più sentenze della giurisprudenza e coalizzare la protesta degli utenti dell’ATO3 in una assise intercomunale che, rompendo gli steccati dell’immobilismo, faccia cessare le intimazioni di fatturazioni vessatorie e obblighi le istituzioni pubbliche a riappropriarsi di quella sovranità che sembra essere stata <espropriata> dal profitto privato.
Addì, 27 APRILE 2009
( Enzo ARENA ) | |
MISTERBIANCO: da TARSU a TIA peggio di prima.
NOSTALGIA DELLA GESTIONE PUBBLICA
Un tempo i cittadini pagavano al Comune la cartella per il servizio di raccolta dei rifiuti (TARSU).
Era poi il Comune che, integrando risorse proprie, pagava gli addetti del servizio di raccolta. Adesso ai cittadini giungono gli avvisi vessatori da pagare all’agenzia di riscossione, la quale passa i soldi all’Ente d’ambito, il quale a sua volta paga i gestori del servizio ( per l’ATO3 si aggiunge anche un Consorzio).
Inoltre il passaggio da tassa TARSU a tariffa TIA comporta un addebito totale all’utente senza più l’aiuto del contributo integrativo che pagava il Comune.
Il risultato è che tutto questo ha escluso i Comuni dalla gestione pubblica ed ha fatto lievitare importi salatissimi che servono a mantenere in vita un carrozzone di comparaggio, in cui attingono lauti stipendi i propri amministratori e i dirigenti.
Negli ATO ormai di pubblico c’è solo il nome, in quanto il servizio è diventato un affare riservato tra privati, da cui dipendono i cittadini sempre più condizionati dalle discariche che lucrano grandi profitti.
Ed il governo, anzichè predisporre un efficiente ciclo integrato dei rifiuti, favorisce gli “amici imprenditori” delle discariche e consente loro di mettere sotto scacco le istituzioni, come è avvenuto a Napoli col cosiddetto “miracolo” di San Silvio, che ha fatto sparire l’immondizia di città nascondendola sotto il tappeto.
Si riproduce qui di seguito copia di una cartella TARSU di un Comune qualunque della Regione Calabria, che mantiene tuttora la gestione diretta della raccolta di rifiuti.
I dati ivi riportati sono da attribuire all’anno 2007 e mostrano la buona mediazione di costi a tutela dei cittadini.
La cartella è riferita ad una utenza reale pari a mq.31, alla quale però si applica la riduzione agevolata del 30% perché nel caso specifico il proprietario dichiara una occupazione non superiore ai 6 mesi l’anno.
Tuttavia, per una esatta comparazione con le nostre bollette dell’ATO3, provo a rapportare i dati analitici di questa cartella escludendone lo sconto agevolato e calcolando per intero tutti gli imponibili previsti in quel Comune della Calabria in riferimento ad una nostra abitazione di mq.70 per l’anno 2007
A)- COMPARAZIONE CON TARIFFE DI UN COMUNE DELLA CALABRIA.
Esempio abitazione Mq. 70 x € 1,00/mq. = € 70,00 per 365 gg. (dal 01/01/2007 al 31/12/2007)
Ente Comunale Assistenza = € 3,50
Maggiorazione Ente Com. Assist. = € 3,50
Tributo Provinciale Ambientale = € 3,50
Spese notifica dell’atto = € 0,60
Iva 10% interamente assolta dal Comune quale integrazione a vantaggio dei cittadini
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Importo totale da versare = € 81,10 (importo pagabile persino in 3 rate bimestrali)
B)- COMPARAZIONE CON TARIFFA DELL’ATO3 SIMETO AMBIENTE A MISTERBIANCO.
Per una uguale utenza domestica di mq.70, composta di 2 familiari, le tariffe degli imponibili imposti dall’ATO3 Simeto Ambiente, tra parte variabile, parte fissa, addizionale e conguagli, per lo stesso anno 2007 a Misterbianco vengono fatte lievitare a € 160,00 circa (esattamente il doppio).
EMERGONO CHIARE LE GRANDI DIFFERENZE DI TASSAZIONE COMPARATE al punto A e B
Ne prendano esempio i nostri sprovveduti Sindaci dei Comuni serviti dall’ATO3 ! | |
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Intanto per ora si tratta di conciliare le esose richieste di pagamento, in quanto la richiesta di conguaglio avanzata dalla Simeto Ambiente è palesemente illegittima, essendo state le tariffe determinate dalla stessa Società e non, come invece prevede la legge, dai Consigli comunali.
Sono, infatti, gli Enti Locali che, avendo una conoscenza diretta delle realtà e delle esigenze del territorio di propria competenza, posseggono gli strumenti per quantificare correttamente i parametri indicati nella normativa. Invece la Simeto Ambiente sottrae al controllo pubblico un compito che non può essere svolto da un soggetto privato per evidenti scopi lucrativi, palesemente conflittuali con le finalità di pubblico interesse che devono perseguire gli Enti Locali.
L’invito a pagare espresso dal Sindaco Ninella Caruso a mezzo stampa e poi anche in prefettura, non corrisponde, dunque, al suo ruolo di tutela della cittadinanza e sembra voler additare i cittadini come evasori quando, invece, sono perfettamente consapevoli del proprio dovere di adempimento.
Non è in questione il dovere dei cittadini di pagare la tariffa. Si contesta l’illegittimità della determinazione della tariffa, la sua procedura, la modalità di riscossione, i costi inaccettabili.
Si chiede, perciò, ai Sindaci dei comuni azionisti la convocazione di una assemblea popolare, che ponga all’ordine del giorno una mozione di sfiducia nei confronti del consiglio di amministrazione dell’ATO3 e la retrocessione del servizio di raccolta dei rifiuti agli Enti Pubblici Locali. | |
TASSA SUI RIFIUTI.
DALLA “T.A.R.S.U.” ALLA “T.I.A.”, ovvero MECCANISMI PERVERSI DI UNA RAPINA LEGALIZZATA.
I CITTADINI VOGLIONO FATTI NON PAROLE.
Vengono recapitate in questi giorni ai cittadini di Misterbianco bollette di pagamento della T.I.A. (Tariffa di Igiene Ambientale), con la quale vengono attribuite esose tariffe ed in moltissimi casi anche con ingenti penalità riferite ad anni pregressi a partire dal 2004 per omessa comunicazione di occupazione locali.
Questi atti ingiuntivi vengono percepiti dai contribuenti come una “rapina legalizzata” ad opera di società privata che si rivela più attenta ad ingrassare il tributo piuttosto che a far funzionare il meccanismo complessivo del ciclo dei rifiuti, ma che addirittura esercita meccanismi di prelievo forzato avvalorato da verbali di contestazioni per adempimenti che non sono stati adeguatamente pubblicizzati all’utenza (e pertanto ignorati) nella delicata fase di transizione del passaggio da TARSU a TIA (cioè da tassa dei rifiuti solidi urbani a tariffa di igiene ambientale).
Era prevedibile che una società privata puntasse al profitto immediato, e su questo obiettivo ha teso la trappola agli utenti già iscritti ai ruoli di pagamento della TARSU.
Infatti allora veniva fatto intendere che il passaggio alle modalità di applicazione della TIA sarebbe avvenuto automaticamente, perché sarebbe stata l’Amministrazione Comunale a trasferire i dati necessari al nuovo gestore.
E comunque sarebbe bastato da parte del Comune diffondere in ogni casa un opuscoletto che illustrasse ai propri cittadini modalità, parametri delle nuove superfici tassabili, scadenza degli adempimenti obbligatori e, nel contempo, fornisse moduli di dichiarazione, affinché gli iscritti al ruolo della TARSU verificassero le superfici già dichiarate ed iscrivessero al ruolo l’occupazione di eventuali nuovi locali o nuove superfici soggette ora a tariffa sulla base degli ultimi riferimenti normativi della legge.
Nulla di tutto questo fu fatto dai nostri ben retribuiti amministratori comunali, anche quando costoro, sollecitati dalle proteste popolari durante l’ultima campagna elettorale, ebbero a dichiarare che dopo le elezioni sarebbero intervenuti a ridimensionare gli sconsiderati aumenti della tassa. E le affermazioni tardive del Difensore Civico sul giornalino del Comune (n. di febbraio 2008) non persuadono più, perché ormai le loro parole sono solo proclamazioni obbligate di routine, alle quali non seguono i risultati promessi.
Infatti è competente il Sindaco ad esercitare l’attività di controllo in materia regolamentare e di determinazione di taluni parametri della tariffa.
Ma i “Pilato” locali, più dediti al culto del “vitello d’oro” che all’onore del proprio impegno, ora se ne lavano le mani.
E la Società Simeto Ambiente, piuttosto che istruire l’utenza a conformarsi sulla base delle nuove tipologie in materia di rifiuti urbani e senza aver inviato all’utente alcun preavviso del tributo ascrittogli, oggi confeziona la dose con richieste di riscossione per di più gravate di esose penalità ed interessi di mora su tributi pregressi, di cui la cittadinanza non ha avuto mai modo di recepire da chi ne aveva i presupposti per farlo.
Non si tratta certamente di evasione; e la prova sta nelle lunghe file di attesa allo sportello di Via Garibaldi di quella moltitudine di persone, inopinatamente iscritte nel contenzioso tributario per balzelli che sanno di frode alla buona fede dell’ignaro cittadino.
E tuttavia un Comune democratico e popolare o la stessa Società Simeto Ambiente che gestisce il servizio, ancor prima di procedere agli accertamenti previsti dalla legge finanziaria, di concerto avrebbero dovuto attivare un procedimento agevolativo (per gli iscritti ai ruoli TARSU e per quelli non ancora iscritti), che potesse rimediare alla negligente disinformazione dell’utenza, consentendo di mettersi in regola e di evitare le sanzioni o le vessazioni che oggi vengono esercitate sui cittadini con l’arroganza della rigida applicazione di regolamenti.
Questo procedimento di prelievo fiscale messo in atto dalla gestione privata con l’omertosa latitanza di interventi istituzionali non fanno certamente onore a quel “valore assoluto dell’onestà” declamato dalle gigantografie esposte in campagna elettorale da chi oggi detiene la carica di primo cittadino.
Ma l’attenzione del Sindaco e dei suoi Assessori, purtroppo, è rivolta altrove: a sponsorizzare se stessi mediante uso di raffinati opuscoli e giornalini “automagnificanti” o con manifestazioni festivalieri e televisivi, tutto pagato col pubblico denaro per “autocelebrare” la loro banalità e la loro maschera sociale.
E cosa ci sta a fare maggioranza ed opposizione in Consiglio Comunale se nessuno è capace di tutelare i cittadini ?
Quale funzione in questa circostanza ha il Difensore Civico Comunale ?
Perché da parte della Pubblica Amministrazione non si è provveduto ad attivare subito l’Ufficio Relazioni del nostro Comune per alleviare all’utenza le lunghe attese (sempre infruttuose) allo sportello TIA ed offrire la possibilità di ottenere informazioni in maniera rapida e chiara ?
A cosa serve un sito internet del Comune, che oscura l’informazione al cittadino per privilegiare invece le banalità ?
Forse che l’Ente Locale ha abdicato alle proprie finalità di pubblico interesse per consegnarle al profitto del soggetto privato ?
Se oggi non è più il Comune a gestire il servizio di riscossione in maniera autonoma giacchè le competenze sono passate all’ATO, ciò non “deresponsabilizza” né il Sindaco né il Presidente del Consiglio Comunale, i quali dovrebbero assumersi in questa circostanza le responsabilità istituzionali derivanti dal loro ruolo di garanzia per i cittadini e avvertire la necessità morale di un loro intervento incisivo, proponendo l’immediata deliberazione di una moratoria che preveda innanzitutto la sospensione della scadenza delle suddette obbligazioni e la non applicazione di sanzioni ed interessi, per far cessare che si continui l’azione vessatoria della T.I.A. nei confronti di onesti contribuenti, che la negligenza di inetti amministratori ha trasformato ora in “inconsapevoli evasori”.
Addì 21/02/2008
( ENZO ARENA )
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NOTA AGGIUNTIVA:
ALLE ORE 19.00 DI VENERDI' 28 MARZO FINALMENTE E' STATO CONVOCATO IL CONSIGLIO COMUNALE PER L’ARGOMENTO DELLE TARIFFE T.I.A.-
Viene spontaneo un interrogativo:
-Giacchè il meccanismo perverso della rapina legalizzata è scattato parecchi mesi addietro ed è stato denunciato oltre un mese fa persino da questo Sito internet, ci si chiede PERCHE’ LA CONVOCAZIONE NON E’ AVVENUTA TEMPESTIVAMENTE MA SOLTANTO DOPO CHE UNA STRAGRANDE MAGGIORANZA, VISTA LA COLPEVOLE LATITANZA DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE E DEI LEADERS POLITICI NOSTRANI, E’ STATA OBBLIGATA A PAGARE AUMENTI ED ESOSE PENALITA’ PERCHE’ INTIMIDITA DALLA SCADENZA DEI TERMINI.
Torna facile la risposta:
-Era prevedibile che, sotto le elezioni politiche del 13/14 aprile, quel “leaderismo d’occasione” avrebbe smorzato gli umori popolari per continuare la rapina anche dei consensi con le illusioni e con le subdole strategie dell’inganno.
I CITTADINI VOGLIONO FATTI NON PAROLE.
La democrazia è già in crisi ed il voto popolare sembra non avere più la giusta valenza se la mano dell’elettore non imparerà a disegnare sulla scheda il coraggio della sua rivolta contro tutte le immoralità sociali. | |
LA CORSA AI MUNICIPI D’ITALIA.
Non c’è stata soltanto Palermo, con l’assalto dei suoi 4000 candidati al Palazzo Comunale, a fornire un’immagine sconfortante di quel che è diventata in Italia la campagna elettorale per le amministrative.
Anche a Taranto sono state presentate un centinaio di liste con la media di 1 candidato ogni 60 abitanti circa.
E qui a Misterbianco(CT), comune di 47000 abitanti, i candidati sono stati circa 700 suddivisi in 23 liste con la media di 1 candidato ogni 67 abitanti.
Una caccia sfrenata ad un incarico municipale qualsiasi (sindaco, assessore, consigliere ), ritenuto solo un primo strumento di potere locale e di lucro.
E’ l’Italia intera che ormai pullula di liste di candidati assai disponibili nell’arte di riciclarsi ad ogni appuntamento elettorale, costituendo i nuovi mercati del trasformismo, i quali molto spesso, visti i prodotti dell’offerta, danno un senso di nausea e di sdegno.
Non c’è bisogno di riflettere per comprendere che questo ceto è il prodotto della mala politica che, nel corso di questi ultimi anni, ha omaggiato e imposto all’elettorato bande di politicanti, corrotti, collusi o rei confessi, ai quali poi incautamente si collega, purtroppo, anche quella parte di cittadini onesti spesso obbligati a crederci.
E’ un fenomeno che riguarda non solo i grandi centri ma anche i piccoli paesini, dalle Alpi all’Etna.
Prendete, per esempio, il caso di Biello, un Comune nel Bergamasco di appena 93 abitanti: per le ultime elezioni amministrative si sono presentati ben 74 candidati (sette dei quali aspiranti alla carica di sindaco).
Un altro caso? Castellino del Biferno, 600 abitanti, nel Molise. Qui, e nei Municipi del circondario, si sono messi in lista 39 secondini di Larino e di Campobasso che, avendo chiesto l’aspettativa per cercar voti, hanno mandato in tilt le carceri mandamentali presso cui prestano servizio.
Ma la caccia allo scranno municipale sprona pure chi non avrebbe più l'età.
E per smorzare questa breve enunciazione di catastrofismo sociale, ritengo opportuno concludere suscitando nel lettore la risata su un caso, che voglio citare proprio per l’ilarità che esso può destare.
Pensate che a Tradate, nel Varesotto, c’era un candidato fascista del Movimento Sociale-Fiamma Tricolore, certo Vasco Bruttomesso. Reduce dalla Marcia su Roma, s’è messo in corsa per diventare consigliere comunale. Ha 103 anni. | |
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