| SYNDICUM HABEMUS NINELLAM....honoris gratia!.. | |
Avendo sostenuto da questo sito la candidatura a sindaco di Seby Finocchiaro, ho ritenuto necessario compiere una mia analisi del voto in modo aperto e senza nascondere problemi o difficoltà.
La discussione, sollevata dopo la proclamazione del voto, ha avuto sicuramente i suoi travagli ed i suoi interrogativi.
E non mi è stato difficile captare in più di un intervento anche l’alibi di chi, per giustificare le debolezze, ha ricercato sconsideratamente il dubbio ad ogni costo, finanche sui simboli con i quali ci siamo presentati. Tanta era l’incredulità ad accettare quel risultato.
Si sperava in una vigorosa ed incisiva intesa con le popolazioni delle Frazioni e del Centro per ricacciare indietro quel "notabilato" di gerarchie del centrodestra a cui i referenti locali hanno consegnato il nostro territorio, assumendosi la grande responsabilità di aver portato avanti le scelte di altri e di essersi ridotti a fare i soldati di ventura di un comparaggio politico esterno sulla pelle del tessuto sociale misterbianchese.
In realtà abbiamo avuto eccessiva fiducia nella validità delle nostre idee ed abbiamo sottovalutato, invece, gli strumenti delle persuasioni occulte dell’avversario, non abbiamo fatto i conti con le manipolazioni delle coscienze e con le pressioni sul voto, perchè queste sono state le vere cause che hanno fatto crescere il centrodestra locale.
Così in queste elezioni hanno vinto i peggiori, quelli che hanno gridato più forte, e perciò i Barabba del politicantismo hanno avuto la meglio.
Ma era già tutto previsto, perchè sapevo che la cittadinanza, abbandonata a se stessa, senza società e senza una coscienza politica, ha acquisito l’ideologia del qualunquismo in tutte le sue forme e, perciò, non poteva che farsi sentire con tutto il suo peso negativo in occasione del voto.
Ciò aveva prodotto anzitempo un grave limite allo sviluppo della democrazia ed una distorsione nelle funzioni del governo municipale, il quale ha portato il cittadino a considerare addirittura un privilegio quello che rappresenta un diritto, costituendo una attenuazione grave dell’azione educativa, culturale ed ideologica.
Il Movimento, perciò, non ha registrato in voti quel consenso che speravamo di conseguire, ma probabilmente siamo stati penalizzati anche dal fatto che la nostra macchina elettorale non disponesse di finanziamenti , nè di strumenti propagandistici efficaci.
Abbiamo contato solamente sulle nostre forze rinvigorite dalla passione di voler svolgere un ruolo positivo per una sana politica del territorio misterbianchese.
Tuttavia l’impegno non è bastato ad opporre un argine a quell’onda anomala della destra che nelle Frazioni già aveva determinato nel 2002 l’insuccesso elettorale del centrosinistra.
Quello che è emerso da queste elezioni è, infatti, la capacità di incisione da parte di ambigui capicordata che, attraverso il potere clientelare, il ricatto vergognoso, la corruzione e l’intimidazione, hanno volto ancora a loro vantaggio un finale irrazionale, a cui la lady Sindaco ha coniugato impudentemente quel “valore assoluto” dell'onestà.
Ma sento, altresì, al di là del reale risultato ufficiale, di voler fare anche una valutazione sul sondaggio di voto che il sito MisterbiancoCom ha voluto rivolgere ai naviganti di internet.
Si badi bene che quella statistica si riferiva alla volontà di voto espressa solo e unicamente dai visitatori internet, e non era ritenuto un sondaggio degli umori popolari.
Dunque, certamente era da considerarsi con le dovute cautele e non poteva adattarsi a quello che poi sarebbe stato l’esito reale uscito dalle urne.
Tuttavia al campione ExitPool di MisterbiancoCom voglio dare il significato (anche se consolatorio) che il nostro lavoro di pensiero, divulgato su internet, ha destato curiosità nei navigatori mediatici e ci ha rivelato che il popolo d’internet, più attento alla ricerca e non sottoposto ai sistemi clientelari, ha scoperto ed approva la nostra volontà di aprire un ampio dibattito d’idee per restituire la politica ai suoi principi essenziali.
Tutto questo incentiva ad utilizzare ancor più tale strumento d’informazione e di diffusione del pensiero, che, integrato dalla propaganda cartacea dei ciclostilati, ci consentirebbe di confrontarci prima con la pubblica opinione e poi di organizzare assemblee sui temi più immediati, al fine di elaborare assieme alla popolazione il percorso delle nostre sane proposte.
I risultati elettorali, dunque, dovrebbero stimolare a non perdere di vista l’azione politica da sviluppare in relazione alla realtà emersa dal responso delle urne.
E poichè sono convinto che nessuno è immune da errori o insufficienze, questa nostra consapevolezza ci dovrebbe far meglio comprendere dalla forza delle cose la necessità di dover trasformare la spontaneità dell’iniziativa in un movimento nell’ambito della sinistra, politicamente organizzato e attrezzato per meglio crescere e svilupparsi, ma nello stesso tempo di differenziarci dalle logiche perverse del revisionismo diessino.
Ci siamo fatti vedere dalla gente delle frazioni ed abbiamo aperto sicuramente l’inizio di un discorso, ma forse avremmo dovuto anche essere più presenti nei quartieri del centro urbano.
Con i giovani, in verità, il rapporto è stato precario. Essi cercano risposte alla loro ansia, cercano esempi di rigore politico e morale, e non trovandoli si allontanano sempre più dalla politica e rinunciano alla loro prospettiva.
Le campagne elettorali dovrebbero servire almeno a sviluppare le idee, a raccogliere le sollecitazioni, a tradurle in azione politica costruttiva per dare al Comune non soltanto la capacità di amministrare i servizi della vivibilità urbana ma soprattutto la funzione di uno strumento di iniziativa e di lotta che faccia sentire il cittadino soggetto politico e protagonista reale della risoluzione dei problemi di fondo della società.
Per la generazione passata almeno c’era l’ideale e la speranza, che costituivano il motore della lotta. I giovani di oggi, invece, avvertono l’impressione di sentirsi estranei o meglio semplicemente deleganti amministrati. E concepiscono la politica come una periodica lotteria, una passerella impostata esclusivamente sulla gara spregiudicata delle preferenze ai candidati e non sulla discussione appassionata o sulla visione reale dei problemi. Dobbiamo avvicinarli per temprarli alla lotta, perchè da essi dovrà venire un contributo notevole nella battaglia delle idee.
Ma un altro aspetto importante che dovremmo proporci è quello di incentivare nel movimento la partecipazione femminile perchè si faccia portavoce delle esigenze e dei problemi della donna.
Da soli non ce la faremo, ma certamente non si dovrà demordere e nemmeno aspettare inviti da nessuno. Ed anche se ci riteniamo insoddisfatti del risultato elettorale, dovremmo trarre conforto da quei mille elettori che, nonostante siano stati pressati dalla cappa del voto controllato e coatto, tuttavia hanno sostenuto con coraggio il candidato Seby e le nostre idee.
Queste posizioni dovremmo discuterle con la gente per valutare meglio gli aspetti qualificanti della comune risoluzione, convinti che alla fine la forza la si conquista vivendo e lottando assieme ai cittadini.
Questa prima esperienza è stata di incalcolabile valore, e da essa matura nelle coscienze l’orientamento e l’impegno di organizzarsi adesso in movimento politico che costruisce il proprio manifesto di lotta e che si rivolge al popolo di Misterbianco per dare un senso alla formazione ed alla partecipazione delle prossime scelte.
ADDI', 27 Maggio 2007
( ENZO ARENA ) | |
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