IL SITO DI ENZO ARENA
DEMOCRAZIA o OLIGARCHIA PLUTOCRATICA ??.
Dal quadro della composizione parlamentare emerge come il mondo del lavoro salariato sia scarsamente rappresentato e privo di quella possibilità di tutela dei propri interessi materiali e sociali.
Dunque la politica non rappresenta più i ceti sociali più deboli; e gli appelli morali alla giustizia ed alla legittimità, che avevano generato la fase di Mani Pulite, sono stati poi utilizzati dall’attuale classe dirigente, riciclata dalla prima repubblica, per smantellare e revisionare lo stato sociale.

Con la scesa in campo di Berlusconi, la situazione della rappresentanza parlamentare dei ceti più abbienti si è fortemente stabilizzata a discapito di tutti gli altri settori sociali ed a favore di chi gode già di ampi privilegi.

La riforma del mercato del lavoro, la condizione femminile, l’occupazione e la disoccupazione giovanile, il precariato e lo sfruttamento selvaggio, tornato ad essere il motore principale dell’attuale fase economica, si sono modificati in senso profondamente reazionario, piegati ad una esigenza superiore di dominio che perpetua all’infinito la propria supremazia ed il privilegio.

Grazie, infatti, alla legge Biagi ed agli espedienti delle varie tipologie dei "contratti flessibili", si trasformano in occasione di sfruttamento le condizioni di lavoro nelle quali operano i dipendenti; ed il sistema democratico e i sindacati non sono più in grado di rappresentare i settori sociali critici.

Un altro aspetto è rappresentato dalle politiche in materia di immigrazione, con la caccia agli immigrati, la forte ripresa del lavoro servile, di cura, di assistenza e di vero e proprio servaggio (domestiche, badanti,camerieri, ecc..), nei confronti di settori sociali benestanti e facoltosi.
Si potrebbe definire che sia in atto una sorta di politica neo-coloniale mascherata con l'esportazione della "democrazia" nei confronti di popolazioni di cultura ed etnia diversa dalla nostra.
Una specie di "nuova crociata" assunta dall'attuale politica dei governi filoamericani d'occidente.

E’ il percorso intrapreso dagli Stati del neoliberismo capitalista, i quali hanno trasformato i rispettivi Parlamenti in Comitati d’affari, dove prevalgono interessi di lobby potentissime e di vere e proprie caste di privilegiati, che fanno il bello ed il cattivo tempo.

I prossimi periodi che abbiamo davanti sono dunque pieni di nubi minacciose. E solo la capacità di iniziativa politica, il recupero di pratiche e progettualità politiche, indebolite ma non dismesse, possono riavviare quel movimento già espresso negli anni passati.
Bisogna cercare di capire quale fenomeno politico si nasconde sotto il nome dei partiti personali e soprattutto nella forma del partitone personale di Berlusconi, che vive per il leader ed in virtù del leader fondatore.
Infatti se scompare il leader, scompare anche il partito, perché il partito di Berlusconi non è un’associazione che ha creato un proprio capo, ma è un capo che ha creato l’associazione con l’intento di fare antistatalismo in nome del mercato e con la demagogia più abietta.
I militanti “Azzurri” credono in Silvio, non ad un’idea; e credono nella sua parola come se fosse una parola profetica.

Questo fenomeno contagia anche settori popolari, i quali, almeno fino agli anni novanta erano soliti farsi rappresentare da ben altre esperienze e progetti politici.
Accettano ora come fatto normale un fenomeno politico che chiunque abbia un minimo di coscienza civile dovrebbe guardare con la massima preoccupazione.
E la politica, le elezioni vengono intese come un mezzo per diventare ricchi facendosi eleggere nei vari organismi istituzionali.

Addirittura oggi questo concetto viene anche rovesciato dalla consuetudine degli ultimi arrampicatori della politica per i quali vale il principio che si diventa parlamentari proprio perché si è ricchi.

Questa è un’altra minaccia seria alla democrazia, perché, oltre alla demagogia, il denaro è diventato essenziale per vincere elezioni o per ottenere consensi.
Per esempio, negli Stati Uniti vengono svolte due campagne elettorali. La prima è la campagna elettorale dei candidati per trovare sostegni finanziari, la seconda è la campagna elettorale per conquistare ( o comprare)voti. Delle due la prima è più importante della seconda, perché chi vince la prima, compra poi il favore del popolo, istupidito dalla festosa “Kèrmess” della seconda campagna elettorale, costruita unicamente su sondaggi altalenanti sino a giungere al duello finale delle parole ”ben cucinate” dei due leader, piuttosto che sulla reale situazione del vissuto quotidiano.

L’unico contraltare, inteso come forza propulsiva, che può contrastare la potenza del denaro è la forza dell’ideologia basata non sul consenso manipolato ma sulla libera convinzione.
Sarebbe tempo, dunque, di refluire nel grembo delle ideologie, di uscire dall’attuale aridità ideale per tornare alle grandi intuizioni che hanno nutrito il pensiero politico della storia umana.
Tutto questo significa che nelle democrazie occidentali dominano i plutocrati e la loro demagogia, e quindi le democrazie diventano di fatto oligarchie plutocratiche.

APRILE 2006

( ENZO ARENA )
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