il Rimino, anno IX, n. 134, febbraio 2007
Giuliana Gardelli e l'eredità di Michelangelo

Da molto tempo si attendevano studi innovativi su Michelangelo. Ora finalmente esce il libro di Giuliana GardelliL'eredità di Michelangelo e la “Pietà” ritrovata di Andrea Bregno” (erreciemme edizioni) che verrà presentato a Roma, in Palazzo Venezia, con introduzione critica di Claudio Strinati, il 4 Aprile prossimo.
Il libro, che fa parte delle manifestazioni del “Comitato Nazionale “Andrea Bregno 1506-2006”, sotto l'alto patronato del Presidente della Repubblica Italiana- Ministero per i beni e le attivitá culturali”, apre nuovi orizzonti sul periodo giovanile del grande scultore, e sul suo rapporto fino ad ora inedito con il vecchio scalpellino Andrea Bregno e sulla vita culturale nella Roma di fine Quattrocento.
Gli studi della Gardelli compongono un affresco straordinario che inserisce la genesi della “Pietà” giovanile di Michelangelo, ora in Vaticano, in un vasto respiro europeo e nel contempo apre uno squarcio del tutto inedito sulla vita del Buonarroti, basandosi su inoppugnabili documenti d'archivio pressoché sconosciuti.
Appare così un Michelangelo inedito, rispettoso verso il vecchio scultore Andrea Bregno, grande collezionista di importantissime opere antiche, che gli aveva offerto il modello in terracotta della Pietà vaticana, modello che egli custodì per tutta la vita, e che costituisce la grande scoperta di questo studio.
Emerge inoltre un Michelangelo generosissimo verso i suoi fidi collaboratori, fra i quali entra nella storia dell'arte per la prima volta la figura assai interessante di Antonio Basoja, detto Taruga, attraverso le cui vicende si fa luce sul cammino di opere come la Pietà Bandini e quella Rondinini, ora al Castello Sforzesco di Milano.
Il libro si tinge di giallo, là dove, attraverso i documenti di una lunga vertenza giudiziaria, si scopre che Michelangelo aveva fatto in bronzo il suo autoritratto e l'aveva donato proprio al Taruga: ma dove sarà ora?
Il libro è corredato di un'ampia appendice documentaria, e di importanti e variegate analisi sulla Pietà di Andrea Bregno, che aprono nuove prospettive di studi sull'arte affascinante e troppo spesso negletta della terracotta.


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