Riministoria© Antonio Montanari

Memorie riminesi.
Ricordi tra personale e pubblico


Capitolo2.

A proposito di scuola.

Ho cominciato ad insegnare nel 1964, due anni prima di laurearmi, a Rimini alla Media N. 4 detta del Grattacielo, dal luogo ove essa era alloggiata. Era l'anno primo della riforma della Scuola media, mentre stava finendo l'Avviamento (che si trovava negli stessi locali). Un modo questo di verificare sperimentalmente quanto studiavo in teoria, nel corso di Pedagogia.

Portavo a scuola il registratore per far ascoltare brani di musica in relazione alle poesie che si studiavano. E questo destava grande scandalo. Feci fare ai ragazzi una ricerca sui mezzi di comunicazione, ricevendo materiale fotografico eccezionale dal Corriere della Sera.

Laureatomi nel febbraio 1966, l'ottobre successivo ricevetti la cattedra da supplente annuale (con divieto di ammalarmi per oltre sei giorni), alla Media Panzini di Bellaria retta da Giorgio Torri, preside alle cui dipendenze fui per il biennio bellariese (1966-67, 1967-68) e poi per un altro biennio (1969-70, 1970-71) a Miramare di Rimini.

Nell'anno scolastico 1968-69, il famoso anno della 'rivoluzione' studentesca, mi trovai alle Magistrali di Rimini, in una prima classe di trenta e più ragazze, con preside Giorgio Magnani di Bologna, figura onesta, intellettuale democratico, persona corretta. L'unico preside al quale non posso fare rilievi, fra quelli incontrati nella mia carriera, sia per il comportamento sia per la professionalità.

Furono giorni più tranquilli di quelli che trovai nel 1971-72 all'Istituto Tecnico Roberto Valturio di Rimini, dove sono rimasto sino al termine della mia carriera, in mezzo a diverse burrasche: storiche, quelle appunto che riguardavano all'inizio i giovani che sognavano la rivoluzione prendendosela con noi manovali dell'intelletto; e quelle burocratiche.

Basta ricordare, per questo secondo aspetto, che appena ricevuta la nomina a Forlì presso il Valturio, vado alla scuola, dove mi dicono che non c'era la cattedra, e che sarei dovuto andare a Morciano, sede distaccata. Morale, la mia cattedra era stata nascosta per darla ad un'anziana collega non abilitata!

Quelli che oggi parlano tanto dei mali della scuola, dei premi da dare agli insegnanti &cc., dimenticano l'ignavia e la malizia dei presidi che conoscono tutto il marcio che c'è, fingono che tutto vada nel migliore dei modi, proteggono i vagabondi, e se la prendono con chi fa onestamente il proprio lavoro. Vecchia lezione di ogni (?) apparato burocratico.


(27.09.2000)


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revisone 28.11.2006