Riministoria © Antonio Montanari
SPECIALE 1799
2. Nicola Giangi, Cronaca del 1799
Presentiamo un estratto della "Cronaca" scritta da Nicola Giangi, relativa al 1799. Loriginale è conservato nella sezione dei manoscritti della nostra Civica Biblioteca Gambalunghiana, con la segnatura SC-MS 340. Riproduciamo il testo fedelmente alloriginale.
14 marzo, "Questa sera ho cessato di esser Municipale".
30 maggio, "Insorgenza. Oggi è stata una giornata delle più cattive. A mezzo giorno circa sono venute in Terra tutte le Barche Pescareccie, unitamente ad una Barca Canoniera dellImpero; tutti li marinari hanno impedito che si spari un Canone contro la Barca Canoniera, hanno messo à sassate il Comandante Fabert Francese, e il Comandante Sirò Cisalpino, e bastonati varj Soldati Piemontesi, fatto [,] li detti Pescatori, con li birbanti di Città sono andati a dar il sacheggio à due Boteghe di Ebrei, abbruciati gli Arbori di Libertà, e dato il sacheggio al Palazzo Publigo, rubato tutto quello che vi era in detto Palazzo, e rotto ogni cosa. Tutte le Boteghe, case e fenestre levate; un chiasso, un susuro ben grande. Il Tenente Carlo Martiniz Capo della Barca Canoniera ha in parte sedato il tumulto. La notte però varj ladri particolari armati sono andati in Casa Lettimi, e in Casa Ferrari à voler del denaro".
31 maggio, "Oggi è stata unaltra giornata di gran funesta; verso mezzo giorno si è saputo che il Conte Fabert Francese con circa 150 soldati Piemontesi, e altri di suo seguito veniva con un canone avanti per entrar in Città. Tutti li nostri Solevati, con li Contadini ed alla testa il Tenente Carlo Martiniz sono andati in contro con canone, ed hanno fugati li Nemici, col far prigionieri sette, e morti si dice altrettanti; vanno dietro al Comandante, e tutti gli altri si sono dispersi; questa sera hanno fatti prigionieri altri, e presi due pezi di canone. La nostra popolazione è molto riscaldata. Il nostro vescovo Feretti ha fatto un fervorino sulla Piazza della Fontana al Popolo, ha fatto liberare il Padre, ed il Figlio Zavagli dallarresto, ed ha creato unitamente al popolo un Magistrato, ed il Comandante Civico. Il Magistrato è composto di 5 sogetti: Ercole Bonadrata, Marco Bonzetti, Girolamo Soleri, Carlo Zollio, e Giuglio Cesare Bataglini, ed il Comandante Giovanni Battista Agolanti. La residenza del Magistrato è in Casa Gambalunga". [Questo "Magistrato" è la Reggenza provvisoria, n.d.r.]
1 giugno, "Si sono fatti molti Prigionieri; si sono messi in aresto varj creduti Giacobini. La sera si acendono li lumi per tutta la città".
2 giugno, "Seguita esser in armi li solevati, cioè li Paroni, e la Ciurmaglia del Paese, sono venute altre due Canoniere".
3 giugno, "Si sono portati dei Canoni alle Porte, e si fa continua guardia; li Marinari seguitano star in terra, e a far la ronda, e guardia. Hanno condotto da Campagna in aresto la Signora Barbara Belmonti, ma subito è stata in libertà".
4 giugno, "Seguitano li Pescatori a far la guardia. In questa sera sono venuti in casa mia due Canonieri allore 22 circa con scusa di cercar le armi, ma poi volevano condur il Padrone in aresto, in vece mia andò mio Fratello, ma fu rimandato a casa apena escito, avendole prima chiesto del denaro. La paura fu grande di tutta la famiglia. [Il testo che segue è nelloriginale in un corpo più grande rispetto a tutto il resto, n.d.r.] Lascio io Nicola Giangi in perpetua memoria à miei Posteri che li Pescatori si sono dichiarati miei Nemici, e che a tutto costo mi volevano, o mi vogliono in aresto. Linimicizia nasce per quanto si dice, che quando ero Municipale, e che vi fù la racluta [recluta, n.d.r.] fui io quello che fece metere li Pescatori nella racluta".
5 giugno, "[ ] In questa sera ho preso due vuomini miei Muratori à far la guardia in mia Casa di notte. [ ]".
7 giugno, "Seguita à far la Guardia li nostri Pescatori. La sera si seguita a tener li lumi accesi".
8 giugno, "E venuta la nova dessersi Pesaro liberata dai Francesi, sono andati anche dei nostri Insorgenti a Pesaro. Il fù Padre Arcangelo Chiodi Pavolotto ha predicato in Piazza, che siano ubidienti al Magistrato, colle Leggi: si fece molto ridicolo. Non si pagano dazj, e nemeno bolette del Macinato".
11 giugno, "Seguita li Pescatori à far guardia".
12 giugno, "[ ] si ritorna a pagare li dazj [ ]".
14 giugno, Fano è in mano di Russi, Turchi ed Insorgenti: a Rimini "seguita a far guardia li Paroni".
17 giugno, "Aresti. Unora dopo mezzo giorno hanno messo in aresto, e condotti à Marina li seguenti: Luigi, Arcangelo e Tomaso Fratelli Signorini, Lodovico Belmonti, Padre Canuti ora Prete, Tito Caradori, Pelegrino Turchi, Giuseppe Fosati, Cupers il Figlio, Scopoli, Barchetti, e Gaetano Bataglini. Aveano giorni fà messi in aresto Coranucci, Paladino Sbirro, e Fontana Sarto, ma dopo pochi giorni furono lasciati". [Lo Scopoli di cui si parla è il dottor Giovanni Scopoli, che risulta presente a Rimini già nella primavera del 98. Il 16 dicembre 1802 Scopoli sposa Lauretta Mosconi, figlia naturale del poeta riminese Aurelio De Giorgi Bertòla].
18 giugno, "[ ] aresto del Pavolotto Padre Bordi, condotto a Cesena" [e liberato il 19].
20 giugno, "Sono andati in mare parte dei Pescatori. Sono stati arestati tutti quelli che son venuti da Sinigaglia [presa il giorno prima; n.d.r.], e che avevvano dato il sacco, avendo a tutti levata la robba derubata. E partito per Cervia il Vescovo di detta Città in compagnia del signor Luigi Ferrari". [Il Vescovo cervese, mons. Gazzola, è giunto a Rimini per calmare le acque. Il 19 giugno ha pubblicato un proclama alla locale marineria con lordine di esercitare "il mezzo mestiere", dividendosi i compiti, ed alternandosi in essi: la metà dei marinai in mare "a procacciarsi il vitto", e "laltra metà alla difesa" di Rimini.]
21 giugno, "Sono andati in mare la metà circa dei Pescatori. 28 bastonate sul Culo a Figlio di Franchini di S. Arcangelo per aver fatto una satira contro lImperatore. 16 bastonate sul Culo ad un contadino per aver rubato".
23 giugno, a Senigallia sono ritornati i francesi: "27 barchette cariche di gente fuggita da Sinigaglia e Fano".
24 giugno, "Partono molti insorgenti per Pesaro".
25 giugno, "Vanno a Pesaro degli Insorgenti. Si accendono ogni sera i lumi alle fenestre".
28 giugno, "Sono stato condotto in aresto da Pescatori solevati à marina in Barca, unitamente a Giuseppe Bornacini, Vincenzo Tonini, Padre e Figlio Antonio Zavagli, dottor Drudi, Vittorio Marchi, e molti altri: con Luzietta Pivi. Sono stato liberato dallaresto assieme al dottor Zavagli e Luzietta dopo un giorno". [Giangi parte per Trieste il 29 giugno e fa ritorno a Rimini il 4 agosto.]
5 agosto, "Fatta la pace".
25 agosto, "In vece del Magistrato comanda la Reggenza nostra" [imposta dal popolo il 31 maggio].
4 settembre, mandati in esilio alcuni riminesi, tra cui Michele Rosa.
13 gennaio 1800, Consiglio Generale. Ritorna cioè la vita amministrativa normale.
Antonio Montanari
Il Ponte n. 35, 03.10.1999
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