E' una genesi
in senso stretto,scandita dal ritmo dei milenni,quando l'uomo non c'era
e tutti i continenti,secondo la teoria della tettonica a zolle erano
raggrupati in un blocco unico, chiamato PANGEA.
La storia
delle ALPI APUANE, inizia alla fine dell'Era Primaria (circa
duecentoquarantamilioni di anni fa )quando la regione,dove si sarebbero
in seguito formati l'Appennino e le Alpi, era una piattaforma sporgente
dal continente eurasiatico ancora fuso con gli altri continenti a
formare la PANGEA su una profonda insenatura del grande ed unico oceano
primitivo aperta a levante, la TETIDE.
Nella
posizione dove, poi si sarebbero formate le APUANE si depositavano
potenti sedimenti di argille intercalate a lenti di arenaria,
attraversate e ricoperte da un magma proveniente dalla fusione delle
parti più profonde della crosta continentale.
Dopo quaranta
milioni di anni, alla fine del primo periodo dell'ERA SECONDARIA o
MESOZOICO ( TRIASSICO ), questo basamento era sommerso in un mare poco
profondo, dove si depositavano per precipitazione chimica carbonati di
calcio e magnesio assieme a sostanze organiche (DOLOMIE GRIGE).
Nel frattempo
era iniziata la grande fratturazione in placche della PANGEA ed il mare
della TEDITE iniziava a restringersi.
A
centottantamilioni di anni (inizio del periodo GIURASSICO) il mare poco
profondo della zona APUANA era molto aperto ed ossigenato dalle
correnti, di modo che le sostanze organiche, derivanti dalla morte di
miriadi di esseri viventi, che si depositavano assieme al carbonato di
calcio molto puro, venivano in certe zone completamente distrutte.
I materiali
depositati in certi punti sono emersi a formare delle isole, smantellate
dai marosi che ne accumulavano sul fondo marino i frammenti cementati da
minerali argillosi formatisi sulle isole stesse per azione degli agenti
atmosferici (BRECCE).
Nel frattempo
il continente EURASIATICO, staccandosi dalla PANGEA iniziava una
rotazione antioraria ed il mare della TETIDE andava restringendosi verso
levante.
In
concomitanza di questi movimenti la piattaforma continentale
corrispondente all'area ALPINO APPENNINICA si staccava dal continente
eurasiatico dando luogo ad una piccola placca indipendente chiamata
ITALO-DINARICA, della quale faceva parte la zona APUANA ( dominio
TOSCANO ), dove continuava ininterrottamente per spessori di 200-300
metri la deposizione di calcari puri in certi livelli privi anche di
sostanze organiche )piano HETTANGIANO).
Il distacco
dal continente era messo in moto da una convenzione di calore del
mantello sottostante che si allontanava in sensi opposti da un asse
coincidente oggi allincirca con l'asse prealpino (linea INSUBRICA),
creando un fondo oceanico con dorsale e nuova crosta basaltica.
Alla fine fel
GIURASSICO (centotrenta milioni di anni fa) l'espansione della nuova
area oceanica terminava ed iniziava una contrazione dovuta al
riavvicinarsi della placca ITALO-DINARICA spinta verso nord dal
continente africano che si andava continuamente allontanando da quello
americano.
La
contrazione produceva lungo la linea INSUBRICA una penetrazione di una
parte della crosta oceanica sotto l'altra,comprimendo verso l'alto i
materiali superficiali, ed inizizndo così il corrugamento alpino.
Nel frattempo
durante il GIURASSICO il mare si era fatto sempre più profondo con
sedimenti di calcari ricchi di sostanze organiche e di lenti di silice,
e poi anche di argilla(MARNEL), finchè argilla e silice diventavano
prevalenti (DIASPRI e FTANITI).
Nel
successivo periodo dell'ERA MESOZOICA (CRETACEO)continuavano a
depositarsi argille con stati più o memo ricchi di calcari.
Bisogna anche
tenere conto che, fino a questo periodo, la geografia dell'area
considerata era assai diversa da quella attuale: il Mediterraneo era
ancora un mare chiuso a ponente ed aperto a levante, sebbene questa
apertura, per la rotazione del continente eurasiatico e per lo
spostamento verso nord-est di quello africano, si andava chiudendo; la
piccola zolla formata dalla CORSICA e dalla SARDEGNA faceva ancora parte
del continente EURASIATICO, occupando con una rotazione di un angolo
retto rispetto a quello attuale,lo spazio esistente nel GOLFO del
LEONE;la catena alpina che si andava corrugando non era profondamente
arcuata come ora(le ALPI terminano geologicamente nei pressi di GENOVA)
ma rea piuttosto lineare, congiungendoso,attraversale alpi liguri,alla
CORSICA-SARDEGNA nella loro posizione originaria, e, quindi ai PIRENEI;
la fossa oceanica dalla quale stavano emergendo le ALPI a sud della
CORSICA in tale posizione (DOMINIO LIGURE).Agli inizi dell’ERA TERZIARIA
la zolla CORSO-SARDA iniziava la sua progressiva migrazione rotatoria,
comprimendo verso levanteil bacino ligure, la cui crosta oceanica veniva
inghiottita, mentre la parte dei materiali sedimentari compressi
scorrevano sul corrugamento delle ALPI MARITTIME che seguivano la zolla
CORSO-SARDA verso est creando il profondo inarcamento dell’asse
principale della catena alpina.
Durante i
primi periodi dell’ERA TERZIARIA da sessantacinque a venticinque milioni
di anni fa,sulla piattaforma del DOMINIO TOSCANO è continuata, invece
una potente sedimentazione di materiali terrigeni,prima più fini e poi
grossolani(ARENARIA), che venivano infine ricoperti dallo scorrimento di
una coltre di calcari argillosi provenienti dal BACINO OCEANICO che si
andava ancora riducendo.
La spinta
verso nord-est proveniente dal continente AFRICANO e della zolla
CORSO-SARDA, produceva nel frattempo i primi diddesti tettonici nella
placca continentale ITALO-DINARICA : lungo il margine occidentale della
zona APUANA(tra CARRARA e SERAVEZZA),scaglie del basamento si
sollevavano(PARAUTOCTONO)dividendo il bacino toscano in una zona esterna
a levante ed interna a ponente.
Durante il
MIOCENE (dodicimilioni di anni fa ) il fondo oceanico ligure era
completamente esaurito, e la CORSICA entrava in collisione con lo
zoccolo continentale ITALO-DINARICO sospingendo l’intera serie
sedimentaria della zona TOSCANA INTERNA, con la soprastante coltre
LIGURE di calcari argillosi FALDA TOSCANA a ricoprire la zona esterna
che, restando in posto AUTOCTONO APUANO SUBIVA PRESSIONI DI DIVERSE
MIGLIAIA DI ATMOSFERE ED UN INNALZAMENTO DELLA TEMPERATURA FINO A
QUATTROCENTO GRADI CENTIGRADI.
L’intera
serie dell’AUTOCTONO veniva così sottoposta a metamorfismo che
trasformava i CALCARI in MARMI; BIANCHI e STATUARI quelli privi di
CARBONIO ORGANICO , VENATI e GRIGI BARDIGLI quelli che più o meno ne
contenevano CIPOLLINI i CALCARI ARGILLOSI,ARABESCATI e MISCHI le BRECCE.
Ma ulteriori
spinte, tra dieci e otto milioni di anni fa, facevano sollevare anche
l’AUTOCTONO APUANO provocando uno scivolamento della copertura verso
NORD-EST fino a formare parte dell’APPENNINO TOSCO-EMILIANO.
In seguito
l’erosione scopriva completamente la parte centrale dell’ELLISSE APUANO,
e ne incideva la serie autoctona,mettendo a nudo in diverse vallate la
lente marmorea,fino al basamento di FILLADI,GNEISS e QUARZITI, derivanti
dal metamorfismo delle argille e arenarie della fine dell’ERA PRIMARIA.
Tutto intorno
all’ellisse apuyano restava laq serie sedimentaria toscana, gemella di
quella autoctona,ma non metamorfosata, che serve come termine di
confronto di ciò che sarebbero le ALPI APUANE se non fosse avvenuta la
sovrapposizione, e cioè calcari comuni,calcari argillosi ecc.
Tratto da
LUCIANA E TIZIANO MANNONI- IL MARMO.MATERIALE E CULTURA GENOVA 1978