Carrara

19-06-11

Una storia nata . La leggenda La fondazione di Carrara La città di Carrara Le cave di marmo Personaggi illustri Le nostre ricette Il nostro dialetto Amarcord'

 

Carrara

è un comune di 65.760 abitanti dell'Italia centrale, ed è la seconda città per numero di abitanti della Provincia di Massa e Carrara.

È il centro più importante dell'industria italiana del marmo, con il famoso Marmo di Carrara, un marmo bianco molto pregiato che viene estratto dalle vicine Alpi Apuane.

Con Massa, nel periodo tra il XV ed il XIX secolo, costituì il Ducato di Massa e Carrara.

Tra i monumenti della città si ricordano il duomo del XII secolo ed il palazzo ducale del XVI secolo, ora sede dell'Accademia delle Belle Arti.

È stata, e lo è per certi versi tuttora, un vero e proprio capoluogo del pensiero anarchico italiano ed internazionale, anche se negli ultimi decenni tale cultura ha assunto anche qui connotati di evidente storicizzazione. La biblioteca anarchica del circolo culturale Gogliardo Fiaschi raccoglie e racconta con la sua preziosa collezione quello che fu ed è il movimento anarchico italiano e carrarese; il 22 aprile 2007 nella storica sede della Federazione Anarchica Italiana nella centrale piazza Matteotti è stato inaugurato l'archivio/biblioteca Germinal sulla storia dell'anarchia e del movimento operaio a Carrara.

Linguisticamente, Carrara è da considerare un'isola linguistica emiliana. Dai punti di vista geografico e culturale, è da sempre pienamente inserita nella ricchissima complessità del comprensorio detto della Lunigiana Storica.

La città di Carrara il 12 gennaio 2007 è stata insignita della medaglia d'oro al merito civile per il contributo dato tra il 1943 e il 1945 alla lotta di Liberazione dal nazi-fascismo.

Geografia

Territorio

La città di Carrara (nome derivato dal celtico Kair = pietra), pertanto i monti Carrara, come in antico venivano chiamati i monti di pietra, ossia le Alpi Apuane, così nomate e ben descritte dal Repetti, dettero il nome alla Valle, dove si formò l'omonima Città) è l'ultima città dell'attuale regione Toscana prima di arrivare in Liguria (fino al censimento del 1870 era compresa nell'attuale Emilia). La provincia di cui fa parte (Massa e Carrara, poi dal 1938 Apuania, quindi dal 1946 Massa-Carrara e dal 2010 nuovamente Massa e Carrara) è una porzione dell'antico territorio lunense che, nell'attuale sistema amministrativo territoriale, resta diviso in due regioni: Toscana e Liguria ed è a contatto, in tutta la sua estensione, con la cosiddetta Emilia (che era chiamata comunemente Lombardia fino all'unità d'Italia, quando la parte cis-appenninica degli ex Ducati di Modena e di Parma fu aggregata all'Emilia).

Carrara si sviluppa dalla costa (Marina di Carrara) fino alle Alpi Apuane, alle pendici delle quali si trovano le frazioni montane. La città è bagnata dal fiume Lavenza (nome celtico per fiume, poi chiamato Carrione ), che nasce dal monte Spallone ed ha un bacino d'acqua di 52 km². Il centro storico di Carrara si può considerare un vero e proprio centro abitato di montagna avvolto dalle colline che stanno al piede delle Alpi Apuane. La città, a chi guarda verso i monti, appare dentro la candida cornice dei tre grandi bacini marmiferi Ravaccione, Fantiscritti e Colonnata , bacini ora sbrigativamente rinominati col nome della località più vicina, ossia: diTorano, di Miseglia, di Colonnata. La costa, bagnata dal mar Ligure, presenta ampie spiagge sabbiose su cui sorsero, a partire dal lontano 1851, tre lunghi pontili caricatori sostituiti negli anni '30 dello scorso secolo con un porto in muratura posto a confine con il Comune concapoluogo di Massa) che offrono ampie possibilità di svago durante la stagione estiva.

Clima

Il clima è mitigato dal mare che la bagna e che apre la via alle correnti calde del Mar Mediterraneo. L'escursione termica annua si aggira sui 10-15 °C. Le precipitazioni seguono il regime pluviometrico ligure di levante, con massima piovosità in novembre, minima a luglio e massimi secondari a Febbraio e maggio. Sulla costa si registrano precipitazioni annue di circa 1100mm che aumentano fino ai 1400mm della città fino a superare i 2000mm annui tra i Monti Pisanino e Pizzo d'Uccello (località Orto di Donna). Il 23 settembre 2003 la città fu colpita da un'alluvione che causò anche la morte di 2 persone.

Sulle vicine montagne il clima è temperato fresco ed in tempi passati favoriva l'alpeggio delle greggi.

  • Classificazione climatica: zona D, 1601 GR/G

  • Diffusività atmosferica: bassa, Ibimet CNR 2002

  • Classificazione sismica: zona 2 (sismicità medio-alta), Ordinanza PCM 3274 del 20/03/2003

Evoluzione demografica

Abitanti censiti

Monumenti e luoghi di interesse artistico

Castelli e forticazioni

Palazzo Cybo Malaspina (Castello e Palazzo marchionale poi ducale)

Il Palazzo Cybo-Malaspina è un complesso di edifici composto da un Palazzo signorile aggiunto, da Alberico I Cybo-Malaspina in epoca Rinascimentale, ad un preesistente Castello.

Il Castello (o Rocca) ha origini antichissime e fu edificato su precedenti fortificazioni risalenti forse al periodo bizantino-longobardo. È citato per la prima volta in un documento del 13 agosto 1187, conservato presso l'Archivio di Stato di Firenze, che menziona il pedaggio pagato dall'Abate di Bobbio in transito a Carrara. All'epoca pare che l'edificio fosse costituito da una coppia di torrioni. Il Castello fu ampliato in due epoche successive: la prima volta nel 1215 da Guglielmo Malaspina, successivamente da Iacopo Malaspina nel 1473, quando il feudo passò definitivamente nelle mani di questa casata. In origine il Castello era la sede della famiglia nobiliare, ma dopo la rovinosa incursione dei francesi di Carlo III nel 1495 i Malaspina spostarono la loro corte nella città di Massa, giudicata più sicura.

Il Palazzo rinascimentale fu aggiunto da Ricciarda Malaspina nel 1519 e successivamente ampliato dal figlio Alberico I nel 1557. I lavori di Alberico I unirono il Palazzo al Castello e trasformarono il complesso in una residenza signorile adeguata agli standard dell'epoca. I lavori di ampliamento e di adeguamento furono continuati anche dal nipote di Alberico Carlo I.

Con l'affermazione dei Cybo-Malaspina e dei loro successori, i d'Este di Modena, il complesso divenne sede marchionale (già nel 1558 sotto Alberico I), e successivemente, sede ducale (nel 1790 sotto Maria Beatrice d'Este). Con l'occupazione napoleonica e l'inclusione di Massa e di Carrara nel principato di Elisa Bonaparte Baciocchi, il Castello-Palazzo venne adibito a sede dell'Accademia di Belle Arti di Carrara (1806), destinazione d'uso che conserva ancora oggi. L'Accademia di Belle Arti, una delle più antiche d'Italia e d'Europa, era stata fondata con atto chirografo di Maria Teresa d'Este qualche decennio prima, il 26 settembre 1769.

Dopo il terremoto, che ha colpito la città nel settembre del 1920, il complesso della Rocca e del Palazzo ha subito un restauro (iniziato nel 1924) che ha portato al consolidamento delle strutture murarie e delle fondazioni (sul lato Ovest, dove una strada aperta dal Comune aveva indebolito le fondazioni della Rocca) e alla demolizione dei locali aggiuntisi nel tempo sul lato esterno del torrione medioevale.

La costruzione si presenta ancora oggi con due viste ben distinte: i lati Ovest e Sud Ovest mostrano una caratteristica architettura rinascimentale, corrispondente al più recente Palazzo del Principe, mentre il lato Est conserva ancora l'antico stile medioevale dell'originale Castello. Le molte opere d'arte e di valore, che erano contenute nel palazzo, sono state trafugate durante le numerose vicissitudini storiche che la città di Carrara ha subito anche in epoca relativamente recente .


Castello di Moneta

Il castello di Moneta, oggi in rovina, è un antichissimo insediamento risalente al II secolo a.C., quando, poco dopo la sconfitta degli Apuani ad opera dei Romani, la famiglia dei Monetii vi si stabilì fondando una villa. Collocato in posizione strategica, sulla cima di un colle dal quale si può dominare tutta la valle di Carrara, l'insediamento venne utilizzato a più riprese come postazione difensiva dagli abitanti dell'antica Luni, poi dai Bizantini, successivamente dai Longobardi e dai Franchi. Nel corso del X e XI secolo fu ulteriormente fortificato per difendere la zona dalle incursioni dei Normanni e degli Arabi, e passò sotto l'amministrazione dei vescovi-conti di Luni con il nome di Castrum de Moneta. La fortificazione conservò la sua importanza per quasi tutti i nobili che si alternarono al governo della tormentata Signoria di Carrara e andò incontro ad un grande ampliamento sotto Spinetta Fregoso che, nel 1447 - 1455, organizzò il borgo in una serie di cinte ellittiche concentriche, ristrutturò le cisterne sotterranee e ingrandì il mastio principale aggiungendoci anche una cappella. Con il passaggio del territorio sotto il dominio stabile dei Malaspina (1476) il borgo fortificato di Moneta iniziò a perdere importanza, anche perché lo sviluppo e il perfezionamento dell'artiglieria resero il luogo facilmente bombardabile dai colli vicini. Ancora al 1602 fino alla seconda metà del settecento Moneta era occupata da una guarnigione militare a difesa stabile del castello ma abitata solo da qualche centinaia di paesani. La guarnigione del castello Moneta (a difesa confine orientale del Ducato) era per numero di componenti inferiore solo a quella del Castello di Massa (a difesa del confine occidentale). La guarnigione era soggetta alla "tenenza" ossia affidata alla responsabilità di una famiglia nobiliare locale ed era sottoposta al comando operativo di un "sottotenente" ossia di un esperto militare . Le cariche di "tenente" e "sotto tenente" venivano rinnovate e/o mutate di anno in anno, secondo convenienza. Tra il finire del XVIII secolo ed i primi anni del XIX (persa definitivamente importanza militare con i nuovi assetti territoriali conseguenti alla prima campagna d'Italia di Napoleone I) il castello ed il circostante borgo vengono definitivamente abbandonati.

Castello di Castruccio

La Torre di Castruccio è quanto rimane della fortezza fatta costruire all'inizio del XIV secolo da Castruccio Castracani nel borgo di Avenza, a scopi difensivi e per il controllo dei traffici commerciali lungo la pianura. È probabile che la rocca di Castruccio sia stata costruita su strutture precedenti risalenti almeno all'anno Mille. A loro volta gli attuali resti corrispondono ad ampliamenti e ammodernamenti delle fortificazioni originali operati dai Malaspina nei successivi secoli . L'imponente castello (posto all'incrocio della via Æmilia Scauri col fiume Lavenza) era caratterizzato da robusti torrioni (tre cilindrici ed uno quadrangolare) fu smantellato dopo l'Unità d'Italia per essere utilizzato come cava di pietre da costruzione. Il torrione che ancora esiste (di forma cilindrica posto nell'angolo sud-est della fortezza) si salvò nel 1883 grazie al riuscito interessamento dello storico Theodor Mommsen .

Architetture religiose

Duomo di Sant'Andrea architettura romanico-gotica (link con apposita scheda)

Chiesa del Suffragio Iniziata nel 1688 su progetto attribuito a Innocenzo Bergamini, fu poi rimaneggiata nel 1800. La facciata è semplice ma arricchita con un grande portale marmoreo in stile barocco, istoriato dallo scultore Carlo Finelli e sormontato da un bassorilievo che raffigura la Madonna con le anime purganti. La chiesa è a croce latina ed è sormontata da una cupola rivestita di scaglie di ardesia. L'interno è in stile barocco e ricco di marmi di svariati colori che creano un effetto scenografico. L'altare maggiore è in marmi policromi e si trova tra due teschi alati. La pala d'altare dipinta a olio, opera anonima ma di notevole valore, raffigura la Madonna del Suffragio. Chiusa e inutilizzata per gran parte della seconda metà del novecento, è stata restaurata e aperta alla fine degli anni novanta. Attualmente la chiesa è utilizzata per mostre, eventi e concerti.

Chiesa e convento di San Francesco

Il complesso di San Francesco risale all'inizio del Seicento, quando Carrara era governata da Carlo I Cybo Malaspina.

Chiesa Evangelica Metodista

Tempio neoclassico, fu realizzato negli anni venti partendo da un progetto di Carlo Vianello.

Chiesa del Carmine

Risalente al XVII secolo, ospita una Madonna col Bambino di Bartolomeo Ordoñez.

Chiesa della Madonna delle Lacrime

Conserva un altare di Francesco Baratta.

Santuario della Madonna delle Grazie alla Lugnola

Consacrata nel 1676, fu progettata da Alessandro Bergamini.

Chiesa di San Michele ( località Gragnana )

Realizzata fra la fine del XVIII secolo e la metà del XIX, ha le sue origini in una chiesa del 1450.

Chiesa di Santa Maria Assunta ( località Torano )

Divisa in tre navate, presenta un portale risalente al 1554.

Chiesa di San Pietro ( località Avenza )

Si trova ad Avenza e risale al 1620, ma ha le sue origini in un edificio medievale.

Architetture civili

Casa di Emanuele Repetti posta all'inizio di via Santa Maria, la casa del geografo, naturalista e letterato carrarese Emanuele Repetti (1776-1852), risale al XIII secolo, come molti degli edifici circostanti. Pare che al suo interno abbia soggiornato anche Francesco Petrarca. È stata la prima sede del comune di Carrara.

Piazza Alberica deve il suo nome ad Alberico I Cybo-Malaspina, che la fece costruire nel Seicento a ridosso delle mura della città, che lui stesso aveva fatto costruire con un secondo tracciato (1557-1637) per comprendere la crescente espansione urbana. La piazza è contornata da eleganti edifici di illustri e antiche famiglie nobiliari di Carrara. La piazza, pavimentata con ciottoli squadrati di marmo a formare dieci grandi riquadri decorativi, ha nel suo centro una bella fontana, con vasca e leone in marmo, sormontata da una grande statua (eseguita nell'anno 1827 dallo scultore carrarese Pietro Fontana) della Duchessa Maria Beatrice D'Este che si erge sopra un alto piedistallo ornato da bassorilievi. La piazza è stata rinominata "Lucetti", anche se i carraresi continuano a chiamarla con lo storico nome.

Piazza del Duomo al centro della città storica Chiamata anche Piazza "Drent" (ossia dentro la prima cerchia di mura), ha forma trapezoidale ed è contornata da edifici di impianto medioevale che furono più volte ristrutturati ed ampliati in epoca cinque-seicentesca come l'elegante e decorato (internamente ed esternamente) palazzo barocco dei conti Sarteschi sul lato ovest, la vecchia canonica sul lato sud (ancora in stile gotico al piano terra), la casa dove dimorò Michelangelo Buonarroti sul lato nord quasi a continuazione del fianco sud del Duomo in stile romanico-gotico. Tra la casa "Buonarroti" e l'abside del duomo si intravvede la "nuova" canonica cinquecentesca con muri affrescati ed il campanile, costituito da una torre a pianta quadrata con struttura marmorea, sormontato da una cuspide ottagonale il cui modello si rinviene quasi identico in campanili che sono disseminati lungo l'antico percorso dei costruttori (maestri cum-machinis, ossia maestri comacinis) di cattedrali che scendeva dal nord della Francia, attraversava la Savoia superando gli storici passi delle Alpi Occidentali (Lanslebourg, Aosta) toccando la Liguria (Lavagna, Genova) fino ad arrivare a Carrara, luogo storico di escavazione e lavorazione della pietra.

Piazza Garibaldi in località "For d'porta" (ossia fuori della "Porta marina" della seconda cerchia di mura). È questo un singolare spazio di forma triangolare , posto di fianco al teatro Animosi , già di proprietà della Società degli Animosi, che si abbina ( anzi si abbinava ) per forma e dimensione a quello posto in fronte al Teatro cosicché i due spazi diventavano elementi di un'unica singolare piazza formante un unico armonico ambiente . La sistemazione fu fatta dall'ing. Leandro Caselli nel 1887 . Ora , tale continuità è stata indebolita dalla nuova pavimentazione dello spazio di fronte al teatro che ha acquistato una sua propria forma rettangolare.

Via Alberica detta anche via del Carmine, è corta e dritta, parallela al tratto sud delle mura cinquecentesche della città su cui si affacciano eleganti palazzi settecenteschi della vecchia nobiltà carrarese. Verso piazza Alberica, sul lato monte, si trovava la Pretura divenuta Tribunale al tempo dell'adesione di Carrara al governo risorgimentale provvisorio toscano (la frazione di Avenza e la città di Massa aderirono invece al Regno Sardo), ed a metà strada, lato mare, vi si trovava l'elegante e storico Albergo della Posta (con scala centrale ad andamento elicoidale con le rampe circolari costituite da gradini in massello di marmo e la "tromba" centrale abbellita e strutturata con colonne rampanti in stile dorico. Purtroppo negli anni sessanta dello scorso secolo l'edificio è stato interamente sventrato per realizzarvi un edificio di abitazione con più piani di abitazione e magazzini commerciali al Piano terra. La strada è stata rinominata "Loris Giorgi", anche se i carraresi continuano a chiamarla con lo storico nome.

Palazzo dei conti Pisani severo edificio seicentesco su via del Carmine angolo piazza Alberica il cui retro, esposto a meridione, si affacciava su un grande giardino all'italiana addossato alle mure cinquecentesche della città (ancora presenti). nel 1885 l'edificio con i relativi cortili interni venne adattato dall'ingegnere Leandro Caselli, capo dell'Ufficio tecnico, quale sede degli uffici comunali. Il grande giardino era abbellito da fontane, statue e cariatidi in marmo; quest'ultime, a seguito della ristrutturazione e la creazione della sala polifunzionale (teatro delle marionette poi Banca), furono trasferite lungo via del Carmine, dove sono tutt'ora.

Palazzo del Medico imponente ed elegante edificio barocco costruito nella prima metà del secolo XVIII, su progetto dell'architetto carrarese Alessandro Bergamini, sul lato lungo occidentale della Piazza Alberica, gli interni sono ricchi di stucchi e bassorilievi marmorei.

Palazzo Diana armonico e sobrio edificio cinque/seicentesco, fu eretto alla fine del cinquecento su progetto di Giorgio Vasari a cui subentrò l'architetto Alfonso Parigi, che lo portò a termine nel secolo successivo. L'edificio con ampio loggiato al Piano terra occupa metà del lato lungo orientale della Piazza Alberica. Purtroppo le sistemazioni ed i decori interni, a causa delle diverse destinazioni e trasformazioni subite nel tempo, sono andati perduti. L'edificio ricorda quello delle Logge progettato dallo stesso architetto per Arezzo nel 1573 ma le logge di quest'ultimo edificio poggiano su pilastri murari anziché su colonne di marmo bianco come invece quello in Piazza Alberica a Carrara.

Teatro Animosi, in località "For d' porta" Il Teatro degli Animosi fu costruito a partire dal 1836 fino a 1840 dall'architetto Giuseppe Pardini di Lucca. La facciata è d'ispirazione classica: presenta uno schema a due piani in forma di pronao di tempio, con sei colonne sovrastate da una balaustra ornata di fiori e ghirlande, il tutto sorretto da un basamento di pilastri. Tutta la facciata è in marmo di Carrara. L'atrio di ingresso è fiancheggiato da un doppio filare di colonne abbellito da modelli in gesso della Musica e della Poesia. L'interno è impreziosito da marmo finemente lavorato usato nei dettagli e negli ornamenti. Il fronte con pronao fu chiuso con una sobria vetrata progettata dall'architetto Enrico Bonanni ed una bella scala in marmo (disegnata da Enrico Del Debbio) mette in comunicazione la Piazza degli Animosi con gli eleganti locali dell'ex Casino Civico sovrastanti l'atrio del Teatro.

Ospedale Civico in località Levatella Progettato nella seconda metà dell'Ottocento dall'architetto Vincenzo Micheli.

Edifici scolastici per le borgate di Carrara

realizzate a fine ottocento e nei primi anni del 1900 su di un progetto guida funzionale e stilistico fatto nel 1885 dall'ingegnere comunale Leandro Caselli. La tipologia è tutt'ora rinvenibile negli edifici per le scuole elementari delle frazioni carraresi dal monte al piano.

Asilo infantile Garibaldi in località Levatella

Edificio con pianta rettangolare con previsto (ma non attuato) ampliamento ad "U" ad abbracciare il giardino interno. Il grande ed elegante edificio fu realizzato negli anni 1890-92 dall'ingegnere Leandro Caselli.

Palazzo della famiglia Cucchiari posto in località Bugliolo

all'angolo di via Verdi con via Cucchiari . Il progetto, fatto da altri, venne nel 1890 modificato in corso di costruzione, dall'ingegner Leandro Caselli.

Teatro Politeama

il Teatro, che occupa tutto il lato nord dell'ottocentesca Piazza L.C. Farini (ora Piazza G. Matteotti), fu uno degli ultimi progetti fatti per Carrara dall'ingegnere Leandro Caselli prima di trasferirsi a Messina dove aveva vinto il concorso di ingegnere capo dell'Ufficio Tecnico di quel Comune. Il grande edificio, che comprende anche fondi commerciali ed abitazioni, fu costruito a partire dal 1888 e inaugurato nel 1892. È il primo teatro italiano a cui fu dato il nome di Verdi (in quanto allora ancora vivente) e per poterlo fare fu chiesta al famoso compositore l'autorizzazione (esiste il documento) che volentieri concesse. Il Politeama fa parte di un blocco quadrangolare con la facciata rivolta su piazza Matteotti: la facciata è costituita da due ordini di arcate sovrapposte (il più basso è un portico a pilastri) e l'interno è decorato con motivi sobri ed eleganti. Il soffitto presenta un affresco raffigurante un'allegoria della musica e dell'arte recitativa.

Villa Bernardo Fabbricotti alla Padula

La Villa della Padula di Bernardo Fabbricotti venne costruita nel 1879 su progetto di Vincenzo Micheli, architetto di origini carraresi residente a Firenze, dove dirigeva l'Accademia di Belle Arti. L'edificio posto in uno splendido parco di nove ettari alle spalle della città, in posizione dominante, si caratterizza per la sobrietà della facciata in stile neoclassico, intonacata e arricchita da cornici, finestre sormontate da timpani, lesene con capitelli corinzi e da un balcone centrale retto da mensole in marmo.

Ampliamento delle Scuole Femminili

Il complesso scolastico, fatto a fine 'ottocento, su progetto dell'ingegnere Leandro Caselli, copre tutto il lato nord della piazza d'Armi (ora Gramsci). L'ampliamento consiste nell'ingegnosa e scenografica aggiunta di due ali laterali che si protendono simmetricamente in avanti rispetto all'esistente corpo centrale costituito da un edificio a pianta rettangolare di sobria architettura neoclassica. Il complesso, fu ingrandito con pianta ad "U" rispettando lo stesso linguaggio architettonico sia nel disegno delle modanature sia nella cadenza delle aperture. L'edificio, così ampliato, fa da armonico sfondo all'imponente monumento di Pellegrino Rossi (opera dello scultore Pietro Tenerani) che fronteggia il giardino di forma ellittica posto al centro della Piazza d'Armi e progettato sempre dallo stesso ingegner Caselli (Capo dell'Ufficio Tecnico Comunale) con la collaborazione dei fratelli Roda (botanici ed esperti giardinieri ottocenteschi).

Caserma Dogali in località "Bugliolo"

Progettata nell'anno 1887 dell'ingegnere Leandro Caselli.

Scuole A.Saffi dominanti il lato est della storica Piazza d'Armi (ora Piazza Gramsci)

Progettate assieme alla piazza nell'anno 1887 dall'ingegnere Leandro Caselli.

Palazzo Caniparoli, presso la ex Stazione ferroviaria di San Martino

Progettato a fine ottocento dall'ingegnere Leandro Caselli.

Palazzo Binelli, poi della Banca d'Italia in via Verdi (già Stradone)

Progettato a fine ottocento dall'ingegnere Leandro Caselli per i conti Binelli, importanti industriali del marmo che costruirono le prime segherie multi-lama ed uno dei tre pontili caricatori alla marina di Lavenza. L'edificio in stile eclettico neo-rinascimentale ha pianta simmetrica servita da un imponente ed ampio scalone centrale con struttura portante costituita interamente da gradini monolitici di marmo bianco perfettamente incastrati tra di loro ed a sbalzo sulla muratura perimetrale. Ricchissime erano le finiture interne: pavimenti in legno, soffitti affrescati e seta alle pareti. Mobilio di pregio e statue completavano gli allestimenti interni. Attualmente, l'edificio è spoglio di ogni arredo e conserva solo l'elegante impianto architettonico.

Villa dei conti Binelli, sulla via di Sorgnano in località Padula

Progettata a fine ottocento dall'architetto francese Philippe Randon per uno dei rami della famiglia dei conti Binelli. Il progetto è in insolito stile florerale e la villa ricorda esempi rintracciabili in nord Europa. Ricche sono le decorazioni in legno traforato (quasi ricami) che fanno da brise-soleil sui quattro timpani del tetto e da parapetti per i terrazzi del primo e secondo piano. Eleganti e ricche sono pure sono le decorazioni all'interno dell'edificio. Purtroppo la mancanza di manutenzione negli ultimi cinquant'anni hanno provocato la distruzione di quasi tutti i motivi decorativi lignei dei paramenti esterni.

Villa Biggi, in località Fossola

Progettata negli anni venti del novecento dall'architetto F. Severini in sobrio ed elegante stile floreale. Esterni in marmo travertino e mattoni a vista, interni decorati con rivestimenti in legno intarsiato; il vasto e alberato giardino che la circonda era recintato con una elegantissima cancellata "liberty" in ferro battuto formata da barre verticali in ferro di sezione quadrata di forte spessore lavorata a torciglione. A fine novecento la caratteristica e "monumentale" cancellata è stata purtroppo sostituita con altra in ferro di più semplice fattura.

Villa La Serenella, via Roma, salita di San Ceccardo

Progettata nell'anno 1898 dall'architetto carrarese Enrico Bonanni.

Ex Laboratorio di scultura della ditta Triscornia, via Carriona, località San Martino

Progettato nella seconda metà dell'Ottocento dall'architetto Enrico Bonanni.

Palazzo delle Poste

Il Palazzo delle Poste (a. 1933), progettato dall'architetto carrarese Giuseppe Boni, è costituito da una torre ottagonale le cui facciate sono interamente rivestite in marmo. Ai lati della scalinata d'ingresso sono collocate due sculture raffiguranti "il cavatore" e "lo scultore" opera di Sergio Vatteroni (grafico, pittore e scultore).

Villa "Casa Mia"

Lungo il Viale XX Settembre (a poca distanza dell'ex Parco Pubblico urbano "Della Rimembranza" demolito negli anni cinquanta e sostituito con il cosiddetto "Stadio dei Marmi") confinante con il Parco di Villa Olga (ora non più esistente) dell'architetto Enrico Bonanni. La Villa "Casa mia", in sobrio stile "rurale toscano" fu progettata negli anni venti del Novecento dall'allora ben noto architetto Enrico Del Debbio per conto della famiglia Berring - Nicoli poi acquistata dai Crips (imprenditori del marmo, soci di quel Walton che costruì a metà dell'Ottocento i primi due moli caricatori alla Marina di Lavenza).

Palazzo Walton, anche detto "dell'Angelo" di Guglielmo Walton.

Il Palazzo Walton si trova all'incrocio tra il Ponte Walton di San Martino e Corso C. Rosselli (già Corso Vittorio Emanuele). Fu residenza privata dell'imprenditore di origine inglese Guglielmo Walton e sede, al piano terra, della storica Società marmifera Walton, poi Walton Goody and Cripps (con sede principale nel Regno Unito in Eagle Wharf Road, 48 Londra). Ceduto in proprietà, insieme alla ditta, alla famiglia di F. Salvini, fu acquistato nel 1940 da Dora Giovannoni, moglie dell'avvocato Giuseppe Bàrberi; attualmente è di proprietà degli eredi G. e D. Bàrberi. Elegante struttura eclettica che fonde la gravosità della mole con eleganti decorazioni in stile Tudor, arricchita da preziosi ricami marmorei, archetti ogivali, frontone decorato e colonne con capitelli riccamente ornati. Sul frontale del portone, pregevole angelo benedicente in stile pre-raffaellita opera dello scultore romantico danese Hensl (1847). All'interno, eleganti caminetti monumentali in bardiglio venato, marmo bianco statuario, marmo rosa Portogallo e verde scuro indiano(si suppone dai commerci del primo proprietario perché coevi alla costruzione del palazzo). Recenti ricerche hanno condotto a supporre che Sir Walter Scott, famoso scrittore scozzese, durante una sua visita alle cave di Carrara, fosse stato ospitato dal Walton.

Statuaria pubblica

Il Cavallo

(in dialetto carrarino: 'l cavad) statua equestre della tarda latinità di grandezza ridotta rispetto al naturale inserita nelle mura Albericiane in corrispondenza della Porta cittadina (al Cavad) che si trovava in vicinanza della Chiesa settecentesca del Pianto. La statua, non finita, è in marmo bianco con danni e mancanze, è però fra le pochissime di carattere equestre pervenuteci dal mondo classico. Essa rappresenta il patrizio e soldato romano Marco Curzio la cui leggenda è descritta negli Annali (VII,6) di Tito Livio.

La Sirena

Caratteristica fontana barocca sulla via Carriona nei pressi della "Porta del Cavallo". La fontana, più volte raffigurata nelle guide di viaggio straniere del settecento ed ottocento, rappresenta una sirena seduta su di un delfino che dalla bocca versa acqua in una grande conchiglia (Pecten)

Il Gigante

Statua incompiuta rappresentante Andrea Doria in sembianze di Nettuno, eseguita dal noto scultore fiorentino Baccio Bandinelli. La statua abbandonata a livello di "abbozzo" fu poi utilizzata nel 1563 dal marchese di Carrara Alberico I Cybo-Malaspina per abbellire la "Piazza Drent" (detta anche d'l Dom). L'enorme statua, rinominata dai Carrarini 'l Zigant , poggia su due delfini con "boccaloni" d'acqua di sorgente che si riversano in continuazione a mo' di fontana entro una vasca di candido marmo.

Monumento a Maria Beatrice d'Este

Duchessa sovrana di Massa e principessa di Carrara dal 1790 al 1797 e poi dal 1814 al 1829; fu l'ultima sovrana del piccolo ed indipendente Ducato di Massa e Carrara. Il monumento la rappresenta con figura eretta a tutta altezza (eseguita nel 1827 in stile neoclassico dallo scultore carrarese Pietro Fontana). L'imponente statua, che è posta al centro di Piazza Alberica, si erge su di un alto piedistallo arricchito da bassorilievi. Alla base del piedistallo vi è una piattaforma con gradini che terminano contro una "sfinge" sotto di cui due bocche d'acqua riversano acqua di fonte entro una vasca di marmo.

Monumento a Pellegrino Rossi

Enorme monumento su alto piedistallo marmoreo ornato da bassorilievi posto al termine della storica "Piazza D'Armi" già "Giardini del principe". La Statua rappresenta lo statista seduto alla scrivania e fu eseguito sul modello fatto dall'amico e concittadino nonché famoso scultore Pietro Tenerani.

Monumento a Giuseppe Mazzini

Monumento eretto su alto piedistallo marmoreo in Piazza Accademia,visibile da Piazza Alberica in asse a Via Del Carmine. Costituisce un rilevante elemento di riferimento urbano di indubbio effetto scenografico. Il monumento fu eseguito per la municipalità di Carrara nel 1892 dallo scultore e fervente mazziniano Alessandro Biggi (Carrara 1848-1926).

Monumento a Giuseppe Garibaldi

Monumento di grandi dimensioni e di rilevante efficacia scenica, fu posto a fine ottocento (27 ottobre 1889) al centro della piccola piazza triangolare (che sta tra il fianco del Teatro Animosi e Corso Rosselli già Corso Vittorio Emanuele II) davanti all'ex Palazzo Fabbricotti (divenuto poi sede del sindacato dei paesi del marmo). Il monumento, opera dello scultore Carlo Nicoli, raffigura Garibaldi che sbarca a Marsala con la spada sguainata. La statua poggia su un piedistallo cilindrico ornato dai grandi fasci, che rappresentano l'unità nazionale.

Monumento a Pietro Tacca

Monumento riproducente l'artista a grandezza naturale nell'atto di impersonare uno dei quattro mori incatenati, che lo scultore eseguì negli anni venti del seicento 1623 ed il 1626 per il piedistallo marmoreo della statua di Ferdinando I dei Medici a Livorno. La statua del Tacca fu realizzata nel 1900 dallo scultore carrarino Carlo Fontana (1865 - 1956) e posta nel giardino davanti al fronte Est dell'Accademia di Belle Arti.

Monumento a Giuseppe Verdi '

Monumento costituito da una grande lapide in marmo bianco con una figura d'uomo seminudo , in sembianze classiche, di dimensioni superiori al naturale scolpita in in altorilievo. L'uomo è coricato su di un fianco e si copre il volto come a volersi estraniare dalla realtà . Il monumento eseguito nei primi anni del 1900 è collocato in un aiuola laterale di Piazza D'Armi ( ora Piazza A. Gramsci ) ed è opera dello scultore carrarese Peppino dell'Amico che nell'eseguirla si ispirò ai versi della canzone composta da G. D'Annunzio in onore di Verdi " diede una voce alle speranze e ai lutti, pianse ed amò per tutti.. ".

Bibliografia:

Carrara nella leggenda e nella storia di L.Lavagnini edizione 1962

Carrara e la sua gente

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Carrara

 

Ultimo aggiornamento: 19-06-11