La radio

 

è uno strumento che permette di ricevere le onde elettromagnetiche trasmesse da una sorgente e di fatto il nostro "girare la manopola" per cercare un segnale da ascoltare è uno degli ultimi anelli della catena percorsa dal suono emesso in origine.

Vediamo quindi quali sono le tappe di questo cammino.

Un segnale (come una voce od uno strumento) viene raccolto da un microfono, che lo trasforma in impulsi elettrici caratterizzati dalla sinusoide chiamati Onde ad audiofrequenza.

Di fatto questi segnali non possono però essere trasmessi poiché a causa della regolarità dell'onda essa non è in grado di portare informazioni.

Si deve quindi modulare l'onda audio caratterizzandola e rompendone l'andamento sinusoidale, per fare ciò la si deve far interferire con onde portanti dette di radiofrequenza.

Il processo di modulazione avviene grazie all'oscillatore, circuito alimentato in corrente alternata con una antenna, che è collegato alla sorgente audio.

L'oscillatore genera onde portanti con una determinata frequenza (di solito 1MHz) anch'esse caratterizzate dall'andamento sinusoidale ma che, sovrapponendosi alle onde audio generano delle onde radio irregolari che sono portatrici di informazioni, poiché mai uguali fra loro.

La modulazione può avvenire con due diversi criteri, in frequenza od in ampiezza.

Le prime, le cosiddette onde FM, ottenute facendo variare la frequenza dell'onda, sono quelle che meno risentono dei campi magnetici interferenti, i "rumori di fondo", hanno una portata di ricezione limitata e vengono trasmesse su bande che vanno dagli 88Hz ai 100Hz. Le onde AM sono invece ottenute facendo variare l'ampiezza dell'onda portante, la loro qualità è molto inferiore rispetto alle FM ma hanno il vantaggio di avere una maggiore portata di ricezione.

A questo punto nell'antenna per effetto del movimento delle cariche di conduzione in essa presenti si generano due campi variabili, uno elettrico ed uno magnetico, con la stessa frequenza dell'onda radio modulata che può così propagarsi nello spazio come una normale onda elettromagnetica.

La propagazione delle onde avviene sfericamente rispetto alla sorgente di emissione ma essa non è in grado di oltrepassare grossi ostacoli come una montagna; a questo punto entra in gioco la caratteristica fisica delle onde radio: arrivati alla Ionosfera i segnali grazie all'angolo con cui incidono ed alla loro frequenza non vengono rifratti dallo strato della atmosfera ma si riflettono aggirando in questo modo gli ostacoli.

Altro mezzo, invece, artificiale per la loro propagazione sono i ripetitori ed i satelliti, che raccolgono e rimandano il segnale, sostituendosi alla ionosfera.

Lo strumento radio ha l'unica funzione di ricevere i segnali trasmessi e riprodurli.

Esso è quindi formato da un'antenna che si fa investire dalle onde radio propagatesi grazie alla ionosfera e le raccoglie; le onde ricevute mettono in moto gli elettroni di conduzione dell'antenna ricevente con le stesse caratteristiche di quelli dell'antenna emittente.

Per poter però recuperare il segnale trasmesso in origine si deve procedere ad una demodulazione.

Si verifica quindi un procedimento inverso rispetto a quello di partenza, che separa le onde audio da quelle portanti e trasmette il messaggio sonoro tramite un altoparlante.

Per ricercare una determinata onda radio ci serviamo di una manopola collegata ad un condensatore variabile con un'armatura a semicerchi che agisce sulla ricerca della frequenza facendo variare la capacità.

 

 

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