Perplessità più che legittime ma che denotano informazioni non del tutto o meglio, solo parzialmente corrette e reali. Le tematiche in campo, ordinamentali, di cultura e di struttura scolastica, per quanto riguarda la musica in Italia sono molto complesse e non riguardano la musica “tout court” ma anche la salvaguardia di quel “quid” specifico e professionale relativo all’apprendimento compositivo, strumentale e canoro che come in parte accennato dal M. Muti difficilmente può realizzarsi se non si inizia da giovani ovvero in età adolescenziale. Le perplessità e le preoccupate prospettive sono condivisibili, gli auspici così come ipotizzati anche. Sono anni che si insiste e si discute su queste peculiarità e lacune ma evidentemente la loro disamina solutiva non è così semplice da realizzare. Perciò malgrado le difficoltà del varo di questa “flotta” liceale musicale… mollate gli ormeggi, sciogliete le cime, viriamo a tribordo e si dia inizio al viaggio per giungere là dove nessuno è mai giunto prima...
In un certo senso un prof. di Conservatorio più forse di altri prof. vede l'abilità come valore umano da coltivare e affinare. Ragion per cui gli esami d'ammissione per esigenze puramente fisico-attitudinali nei Conservatori. Detto questo però, dove sta il confine fra abilità e disabilità? Quando considerare disabile una persona umana? Personalmente credo che nessuno sia disabile alla vita, perciò non vedo necessità di evocare la Rupe Tarpea per evidenziare a volte ( per alcuni molto spesso ) l'ipocrita o erronea attribuzione di meriti e valori che, in quanto tali, saranno sempre soggetti al libero arbitrio dell'uomo.
So bene che le parole hanno un senso, anzi, proprio perchè definiscono concetti e valori hanno così tanto potere, tuttavia pur definendo compiutamente il disabile come tale, dove il limite, dove il confine fra ciò che è e ciò che non è? Non la società ma qualcuno stabilisce ciò che sei e ciò che non sei.
Naturalmente la mia disquisizione nel precedente post era puramente teorica. Infatti nell'affermare che "nessuno sia ( è ) disabile alla vita" intendivo dire che dal punto di vista della vita, un essere umano, per il solo fatto che vive è "abilitato" a vivere. Disabile o abile è sempre in relazione a parametri che ripeto, "qualcuno" stabilisce...
interessante ciò che scrivi, tuttavia alcune semplici considerazioni: che male c'è se si viene espulsi dal territorio italiano quando si può sempre poi ritornare? domanda: che cosa fai, se hai di fronte una persona che sta per morire e questa persona ti dice esplicitamente "non aiutarmi!"....risposta: molto dipende dalla persona che sta per morire, se veramente sta per morire e se veramente vuole non essere aiutata.... in ogni momento in ogni istante si dovrebbe agire secondo raziocinio e sapientemente, con benevolenza e saggezza.
le cose che si scrivono vanno interpretate per quello che sono tuttavia se sai e conosci chi le scrive l'interpretazione è altra cosa.... se sai che quella pagina musicale è di Beethoven come poi interpretarla se non tenendo conto che è di Beethoven? se l'autore è anonimo l'interpretazione vi è ugualmente perchè la musica stessa esprime tecnica e semantica... perciò...
e qui veniamo al nocciolo..... il merito, l'abilità, il bello, sono inevitabilmente concettualità discriminanti così come forza, temperanza... carità.
@  "....."
il fatto di non sapere una cosa non ti ha impedito di esprimere le tue idee. ok
@  "....."
il sapere chi dice certe cose a volte fa la differenza, oltre alla verità espressa vi è anche l'autorevolezza di chi la esprime.
Personalmente la tua difesa in favore dei rom la vedevo alla luce della tua dichiarata omosessualità e quindi capivo meglio le ragioni dello scritto.
@ "....."
mi piace molto questo precetto buddista a cui molto spesso attingo: "tutte le realtà sono relative ma in assoluta relazione reciproca"
@ "....."
Un militare scrive: "le armi sono uno strumento di pace". Il parroco scrive: "le armi sono uno strumento di pace".
la stessa identica frase, detta da un militare mi è più comprensibile che detta dal parroco. n. b. comprendere non vuol dire condividere...
come elemento di riflessione riporto a proposito della parola "emozione" ( molto usata in ambito musicale ) la definizione data dal devoto - oli -dizionario-  emozione: stato psichico affettivo e momentaneo che consiste nella reazione opposta dall'organismo a percezioni o rappresentazioni che ne turbano l'equilibrio
musicisti si nasce? no, musicisti si cresce, un po' "suonati" forse, e finti, così come gli avvocati e i dottori.
Se io fossi acqua non annegherei... Se io fossi musica non suonerei... Se io fossi te non sarei me... buuuh
Sono felice per te. Se inizialmente ( freschi di diploma ) insegnare in ambito musicale è motivo di prestigio e soddisfazione, entusiasticamente, prodigandosi nel trasmettere al meglio conoscenze tecniche e proprie positive esperienze musicali... con il passare del tempo la didattica si fa più attenta e consapevole. Non solamente quindi nella prospettica esigenza d'apprendimento approfondendo, affinando tecnica musicale e conoscenze culturali ma anche come momento, se pur limitato nel tempo, di aiuto reciproco. Ogni allievo ha bisogno di trovare serenità e giuste motivazioni per quello che sta facendo...così come ogni insegnante...
eureka! un tipico allievo di Conservatorio!, un allievo che studia musica, che vive partecipando con spirito libero, costruttivo lo svolgersi degli eventi in ambito musicale, che stima sè stesso e i suoi coetanei, che rispetta le Leggi, le Istituzioni, le persone più anziane di lui, che vuole e desidera attraverso la Musica portare serenità e gioia... alleluia alleluia....
La ( possibile ) risposta ironica al tuo topic era un modo per evidenziare il mio disappunto per le parole usate nei confronti del Ministro ".....". Anche se fossero state rivolte ai tuoi compagni di corso, ai professori di turno, al bidello, al Preside, al pianista giapponese o coreano, così come al cantante pop o al suonatore di bongos, avrei rifiutato e contestato tale “con disprezzo”…. Detto ciò nulla toglie al fatto che tu abbia il diritto di esprimere opinioni e dispregio nei confronti di chiunque ma, cosa ben diversa è lo sdegno e la contrarietà per chi ammazza un bimbo con una badilata da quello che potremmo avere per leggi o riforme che non condividiamo. La confutazione di teorie e atti legislativi in Italia è ammessa ( per fortuna ) ma occorre usare una terminologia appropriata, comprensibile e consona, rispettosa quindi di regole etiche e morali, se si vuole dialogare e discutere serenamente senza dover insultare, ferire, offendere, calunniare, accusare…. Perciò il rispetto per le persone, il rispetto per le Istituzioni, il rispetto per chi più anziano di noi, il rispetto per chi opera onestamente e saggiamente ( chiaramente senza alludere all’operato del Ministro… ) sono valori che credo complementari nell’educazione e nell’apprendimento musicale. In un Conservatorio di musica non può e non deve esistere il solo ed esclusivo insegnamento tecnico-strumentale, l’apprendimento non può ridursi a mera prassi-accademica o d’intrattenimento o a semplici-complesse nozioni storiche o teorico-musicali. Apprendere ed insegnare, per essere coerente con il vissuto musicale e non, deve congiungersi con l’educazione a valori umani, con la crescita e lo sviluppo etico e morale dell’individuo, svolgendo “funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società” art. 4 costituzione.
La possibilità di sentirsi parte di una comunità anche se virtuale, soprattutto se critica nei confronti del potere costituito e più in generale per tutto ciò che rappresenta autorità di carattere scolastico, può indurti all’uso di parole forti e nette atte ad esprimere le tue opinioni e le tue sensazioni del momento, tuttavia opinioni e sensazioni contro una politica, contro atti legislativi non condivisi, in favore di questa norma o contrario all’idea programmatica di questo o quel partito, di questo o quel Ministro ok, ma senza lasciarsi intrappolare da parole offensive e controproducenti…
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