| |||||||
| Le seguenti sezioni completano il profilo: IO E LE MIE OPERE -- VARIE ED EVENTUALI -- INCUBI NOTTURNI |
|
IN PASSATO:
Potrei presentarmi come un pittore, un artista o un autodidatta per caso tra il surrealismo e la metafisica, uno che abbia iniziato a coltivare questa passione solo dopo aver ammirato i capolavori dei grandi maestri: Salvador Dalì, René Magritte o Giorgio De Chirico. Ma la verità è che sono semplicemente un esibizionista, uno che come tanti non ha vergogna ad esporre le proprie banalità. Vorrei che risultasse evidente, io ho la piena consapevolezza di non essere un artista. Per questo ritengo che parlarvi delle mie tele, di ciò che rappresentano per me, delle emozioni che mi hanno suscitato o che ho tentato di suscitare, dei colori o delle scelte pittoriche che mi hanno guidato, sia veramente inutile e creerebbe l'immagine di un vero presuntuoso, di uno che si illude di poter produrre arte o di aver qualcosa di artisticamente nuovo da proporre. Lascio che a fare questo siano i "veri artisti" perchè,volendo dirvi tutta la verità, a me dell'arte Moderna e Contemporanea non interessa nulla.
Angelo Petralia, 2002
|
OGGI:
Da quel lontano 2002, anno in cui realizzai la mia prima vetrina in rete, sono cambiate tante cose, oggi sono una persona che ha una visione diversa della vita, ma soprattutto dell'arte. Per questo ho deciso che, anche se poco vi importi, parlerò di me e del mio rapporto con quelle banalità che da oggi indicherò come i miei lavori o le mie opere. Da sempre il disegno a matita è stato un mio hobby, la stessa cosa non posso dire della pittura. Guardando indietro fino al periodo scolastico, ricordo che con i pennelli avevo un pessimo rapporto, facevo fatica a tenerli in mano, era un vero incubo prepare quegli elaborati da sottoporre al giudizio dell'insegnante. Anche con il colore avevo un pessimo rapporto, indipendentemente dai materiali e dalle tecniche utilizzate. In altre parole, che si trattasse di matite colorate, pennarelli, cera, gessetti, acquerello, tempere o olio, la mia capacità di dar colore alla mia creatività era praticamente nulla e rappresentava un vero problema per uno come me che amava la precisione in tutto cio che faceva. A questo punto vi chiederete cosa sia successo, cosa mi abbia spinto a dipingere. Bene la risposta più sensata che posso darvi è che non so proprio cosa sia successo. So soltanto che una mattina della settimana precedente la Pasqua del 1997 mi sono alzato con una irresistibile voglia di dipingere. Così, senza pormi alcuna domanda, mi recai in un colorificio e comprai una tela, tre pennelli, cinque colori e l'olio di lino. Per iniziare mi era sufficiente quel materiale, successivamente ho scoperto che esiste anche l'essenza di trementina, che ci sono diversi tipi di pennelli sia per forma che per materiale, che ci sono diversi tipi di colori. Da quel giorno alterno periodi in cui della pittura non mi interessa nulla e periodi in cui dipingere sembra quasi di vitale importanza, sono i momenti in cui tutto passa in secondo piano, esisto solo io e la mia tela. |
|