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Ecco le mie riflessioni; si tratta di un'analisi elaborata secondo i meccanismi del componimento scolastico costruito sulla base di un tema assegnato. Mi sono divertito a scriverla perchè da anni non facevo niente del genere. In realtà è il sottoprodotto di uno studentello assai poco dotato (..........dal punto di vista letterario ! !); ridici sopra e poi scaricalo, questo sì, nel.....water. Eros e tanatos Due elementi colpiscono immediatamente la sensibilità di chi osserva per la prima volta le opere dell'artista siciliano Angelo: la straordinaria potenza erotica che rasenta in alcuni momenti l'ossessione sessuale e il senso di tragicità che si manifesta non soltanto nel ripetersi di particolari soggetti espressivi, come ad esempio il sangue che cola dai corpi feriti a morte, ma anche, forse soprattutto, nella scelta della tonalità dei colori. Proprio la gradazione dei colori, così intensi e cupamente solari ma in nessun caso eccessivi o irreali, rappresenta l'elemento di fusione tra l'erotico e il tragico. La tonalità cromatica dei corpi o di alcuni dettagli evoca una profonda sensualità, un desiderio sfacciatamente esibito di godere appieno dei piaceri della vita e , nel contempo, suscita un inconsapevole senso di inquietudine che scivola progressivamente verso la dolorosa consapevolezza della componente tragica che caratterizza la condizione umana. La prorompente vitalità delle immagini e delle situazioni rappresentate è immediatamente negata dalla ineluttabilità dell'elemento tragico insito nel destino dell'uomo. Eros e tanatos insomma ! Ma la novità dell'artista sta nell'aver saputo esprimere la dualità della condizione umana attraverso un linguaggio espressivo carico di cinismo e di disincanto, anche se velato, nel profondo, da una struggente malinconia e da una quasi rassegnata e atavica tristezza. Artista della Magna Grecia ! Particolarmente significativa, a questo riguardo, è l'opera intitolata "Il pittore e la psicologa casertana", di indubbio impatto visivo. L'atto sessuale vi è rappresentato in modo estremamente carnale, quasi animalesco; la plastica muscolosità dei corpi tesi nell'accoppiamento, la loro perfezione fisica, il particolare dei genitali ostentati in modo quasi spudorato, sembrano voler sconfiggere l'incombente destino di morte già però presente sulla scena; l'uomo è trafitto da una spada e il suo sangue cola a terra spegnendo la sua sete di vita. Nella voluttà dell'atto si coglie come una sorta di ricerca di stordimento dei sensi, quasi a voler opporre l'appagamento sessuale, simbolo estremo di vitalità, alla negazione della vita stessa, cioè alla morte. Questo tentativo disperato non si consuma unicamente nell'incontro carnale tra due corpi, ma si completa, sublimandosi, nell'anelito a una fusione di anime che infatti si uniscono nell'abbraccio finale. Il tema della solitudine è invece presente nel dipinto dal titolo "L'escluso". Qui il senso di rilassato edonismo che traspare dall'immagine del corpo nudo disteso, la cui bellezza e armoniosità sembrano compiacersi di se stesse, si accompagna a una sensazione di sbigottimento e di inquieta malinconia. Quale piacere può procurare l'estasi edonistica se è disgiunta dall'estasi spirituale che si realizza solo nell'incontro tra due anime ? Sembra essere questa la domanda che il protagonista del dipinto suggerisce ( forse sarebbe stato più appropriato intitolarlo " L'autoescluso" ) e che noi poniamo al nostro artista a cui indirizziamo tanti auguri di successo e serenità.
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Ecco cosa penso, dopo aver conosciuto il sito. Mi sembra di scorgere che in te manchi la preoccupazione dell'artista moderno ovvero di quella figura di pittore moderno definita dalla maggior parte dei galleristi e loro soci, dei nostri bei tempi. No c'è il domandarsi retorico cosa sia la pittura oggi (perché deve essere altro dal passato, per loro, a prescindere) e quindi il voler affermare di dover sperimentare nelle più improbabili e pseudoriginali maniere il dipingere per mostrarsi contemporaneo, per essere raccontato come contemporaneo. Vedo, nelle tue opere, la preoccupazione (che forse è semplicemente trasporto) del raffigurare (poche chiacchiere badiamo ai fatti (sulla tela), alla pittura). Probabilmente, credi che la vera preoccupazione sia la tela che da vuota dovrà ospitare forme, che evochino desideri, passioni, gesti e pensieri veri (e non da marionette, ormai così numerose nella nostra epoca). In poche parole, ho l'impressione che ti riesca molto bene comporre, disegnando e colorando, per narrare i casi dello spirito umano. In particolare, credo, che tu ci sia riuscito in alcuni dipinti, come "La roccia" , "Donna alla finestra" e quel "dipinto" , di cui non ricordo il titolo, che ha a che fare con il settembre del 1999, in cui vi è una sorta di misterioso rito della vita, una sorta di sacrificio religioso, una danza con canti e urla di sonorità impedite ai nostri sensi, percepibili solo attraverso la vista.
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Pensavo. Se io fossi brava a disegnare, a dipingere, mi divertirei un mondo ad osservare quello che vedono nelle mie opere gli Altri. Lancerei molte provocazioni, a volte mi capita quando scrivo, di farlo, lanciare provocazioni e vedere come la gente reagisce. Però credo che con una tela mi divertirei di più. Quando ti ho scritto del pene era un modo per dire che lì, in quell'Opera era l'unica cosa messa un pò a cazzo. Cioè, per me, in quella tela tutto aveva un senso magistrale. Tutti gli elementi erano Uniti, legati, vivi. Mi è piaciuto pensare che Tu quella nuvola ce l'avessi messa un pò a caso. Per riempire uno spazio. E pure ci sta bene l'elemento a cazzo, visto che tutto il resto per me ha un senso. Per me. Un senso che magari si distacca da Te, dalla tua idea originale, ma è un senso. Il mio. Così come "Forma aliena". Mi son sforzata di guardare la figura principale ma ho cominciato a vederci troppo. Per esempio tra gli spruzzi d'acqua ho cominciato a vedere, pensa, un'altra figura di donna, in miniatura, che fuoriusciva. E pure delle ali, ho visto. Un pò quando mi somministrarono il Rorschach, il test delle tavole. Puoi immaginare un pò, lì dentro cosa io ci abbia visto, scene di film, oracoli....insomma basta unire l'immaginazione allo stimolo giusto...e wualà che prende vita l'emozione. Si, nel sito, vedo molte cose nuove. tante. "La modella", anche è molto "pungente" e "L'incontro" è travolgente. Ma sono la persona meno indicata per commentare i tuoi capolavori, un pò perchè sono di parte, perchè se dico che il tuo modo di fare Arte mi piace, è naturale che poi, mi piacciano le tue Opere, che mi parlano d'Arte. Qualcuna di meno, qualcuna di più, qualcuna in modo sconvolgente, ma gira e rigira, il nucleo sta là. Che provochi, mi provochi, e le provocazioni sono Stimoli. A me piacciono gli stimoli. E poi aggiungici che io d'arte non capisco nulla, se per Arte s'intende che la Gioconda è un capolavoro, a me la Gioconda non dice nulla. Un giorno, da grande, forse imparerò a capirne le forme, la tecnica. Oggi, oggi che sono ancora pura, mi faccio colpire e stimolare da sensi e significati. I miei, forse banali, ma Miei.
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Ieri in una conversazione sulla pittura e sull'Arte mi sei venuto in mente. Ciò vuol dire che per quanto se ne dica, per quanto tu possa dire, Tu hai a che fare con l'Arte, almeno quella che intendo io. Affrontato spesso il discorso Emozioni. la mia correlazione va lì. Per fartela breve son finita a "guardarti", in primis vedo il sito nuovo, non so in cosa, ma è diverso dal vecchio, si vede. E poi son scivolata lì, sulle tele. Impulsivo commentare, Angelo. Io AMO "Il pittore e la psicologa casertana", sempre. Perchè mi ricorda la violenza espressiva. Ogni muscolo dipinto è uno schiaffo, per me. Ma che può contare il parere di una che di Arte non ne capisce una mazza? Nulla. Ma se parliamo di Emozione, allora, si, mi prendo tutto il diritto di elogiare quella potenza espressiva che doni, mi doni. Vedo "Il collezionista di quadri", c'è una nuvola lì in fondo che assomiglia ad un pene, o forse io, cresciuta con Freud come santino sul comodino ci vedo un pene, l'unico elemento, quella nuvola, staccato dalla dinamicità del contesto generale, che sta sospeso, lì, a ricordare che oltre alla sospensione c'è tutto il resto. Unico elemento casuale, messo lì. Il resto ruota tutto intorno ad un concetto stabilito. E mi piace vedermi là sotto, in attesa, sottostante agli eventi e a tanto Fare. Tra quell'energia e quel Pensiero. "Forma aliena", mi risulta nuovo, o forse semplicemnte non me ne ricordo. M'ha colpita, ora. Anche io spesso, allo specchio mi vedo, così, ma non allo specchio, quello che si rompe, parlo di altri specchi, tipo quello che hai dipinto tu. E mi vedo un pò aliena. Allora si, faccio la linguaccia alla vita. E la marea, allora, si calma. ed è un piacere, o quasi, stare lì, qui. In ogni ovunque. Dipinto e non.
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Caro Angelo, Anche se non sono un appassionato di arte figurativa, trovo che alcuni tuoi dipinti siano interessanti. Ritengo che il risultato migliore sia "Il pittore e la psicologa casertana", non tanto per la figura in se, ma per la distribuzione dei volumi e per la profondità. Interessanti anche gli effetti di luce. Non ho apprezzato "L'escluso", per i miei gusti è troppo caotico. Meglio ancora, ogni elemento del dipinto è talmente ricco di dettagli che potrebbe costituire un dipinto a se stante, ne ho individuato almeno quattro: il cielo, il mare, l'angelo dietro la tenda e l'uomo in primo piano. Così com'è, lo definirei un ottimo esercizio didattico. Mi permetto di suggerirti, visto che sei un ottimo autodidatta, di sperimentare qualcosa di diverso, hai mai pensato all'espressionismo? Sarei curioso di verificare e valutare i risultati.
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Straordinario Angelo, ogni volta che riesco a vedere il tuo sito rimango stupita, un nuovo quadro o un particolare di un quadro già pubblicato mi lasciano senza parole...questa volta "Il collezionista di quadri" e "Metamorfosi". Trovo molto bello il tuo sito, un cambiamento che farei è scrivere in copertina il tuo nome in un colore più evidente perchè quello che hai scelto lo rende poco visibile. E poi toglierei dal sito "Il pittore e la psicologa casertana", è un dipinto che non ti appartiene, non rispecchia il tuo modo di essere. In altre parole, è un'immagine "cruda" e troppo esplicita, cosa che oggi non suscita più alcun interesse.
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