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| Portoturistico a soli 5 minuti da Villa Giuliana, con 680 posti barca.
All'interno supermercato , piscina , ristoranti pizzerie bar ecc.
Ogni giorno partono le escursioni in barca per le Isole Eolie. |
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Rodì Milici
Rodì Milici sorge in una zona litoranea collinare, posta a 125 metri sopra il livello del mare.
Il nome del paese deriva dal greco Rhodìa e Melikos, che significano rispettivamente roseti e meleti. Il centro si chiamò Rodì fino al 1947 quando assunse l'attuale denominazione dopo l'aggregazione del casale di Milici.
Le sue origini sono antichissime come testimoniano alcuni reperti archeologici ritrovati in zona, il territorio fu abitato sin dall'età del bronzo, ossia dai secoli XVIII-XV a.C..
Infatti sul monte Ciappa sono stati trovati resti dell'acropoli di Longane, fondata su un pianoro dei Peloritani verosimilmente dagli abitanti autoctoni Sicani, rifugiatisi sui monti all'arrivo dei Siculi.
In località Grassorrella si trova una necropoli costituita da tombe a grotticella, risalenti a quel periodo i cui resti ricordano per tipologia quelli delle tombe di Pantalica.
I rinvenimenti dell'acropoli e della necropoli testimoniano dunque che la zona era abitata fin dalla preistoria e che la necropoli è strettamente legata all'acropoli di Longane dal momento che il rito della inumazione dei morti era tipico dei Sicani.
In seguito e fino al sec. XVIII d.C. la città appartenne ai Cavalieri di S. Giovanni Gerosolomitano. Nel 1582 il centro, gravemente danneggiato da un'alluvione, cominciò ad espandersi più a nord. Fu frazione di Castroreale fino al 1923, quando divenne comune autonomo.
Tra i monumenti più importanti ricordiamo i resti del Gran Priorato risalenti ai secoli XIII-XV, la Chiesa di S. Rocco , le due Chiese dedicate a S. Bartolomeo.
Negli anni ottanta infatti si è riscoperta sotto una coltre di fango la vecchia Chiesa di S. Bartolomeo, il cui ritrovamento ha fatto ipotizzare un antico insediamento sul greto del fiume da dove i rodiesi si sarebbero spostati a monte, in seguito all'alluvione del 1582.
Tutt'oggi visitabile invece è la nuova Chiesa di San Bartolomeo, in stile tardo-rinascimentale costruita, secondo la leggenda, dove si fermarono i buoi che portavano la statua del santo patrono di Rodì.
Da vedere vi è anche l'Arco dei Poeti con un mascherone nella chiave di volta che testimonia la presenza di una sezione della scuola poetica siciliana in epoca federiciana, la Chiesa dell'Immacolata, ricostruita all'inizio del 900 sull'antica chiesa della Madonna dell'Idria dove al suo interno si conserva un altare in marmo della Chiesa di S. Gregorio crollata nel 1908.
Interessante è anche lo splendido Palazzo Colloca e la presenza di numerosi murales dipinti da importanti artisti siciliani negli anni settanta. |
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| Santo Stefano di Camastra |
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| La bontà delle argille e l'abilità degli artigiani locali hanno fatto di Santo Stefano di Camastra il maggiore centro di produzione della ceramica di tutta la Sicilia. Le mattonelle maiolicate di Santo Stefano sono esportate in tutta Italia e la tradizione che le accompagna risale al XVIII secolo. |
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Monte Etna
L'Etna è il vulcano più alto d'Europa, si trova nella Sicilia nord orientale ed è attivo da tempo immemorabile. Con la sua enorme mole si affaccia sul mare Jonio ad est, a nord è delimitato dal fiume Alcantara, il quale scavando il suo letto su terreno lavico ha dato origine a stupende strette gole, le cosidette "Gole dell'Alcantara". Ad ovest e sud ovest l'Etna è invece delimitato dal fiume Simeto. L'Etna è attualmente alto circa 3330 metri, si estende su un perimetro di circa 210 Km e su una superfice di 1600 chilometri quadrati. Durante i periodi di intensa attività eruttiva, la lava può fuoriuscire da centinaia di crateri avventizi che si trovano sui fianchi del vulcano, questi crateri sono raccolti in oltre 260 sistemi eruttivi.
In tempi storici la più grande eruzione fu quella che avvenne nel 1669. La colata lavica, distrusse molti paesi e terreni agricoli, seppellendo in parte la stessa città di Catania e raggiungendo il mare. Fra le eruzioni del novecento ricordiamo quella del 1908, che portò alla formazione di diversi nuovi crateri e quella avvenuta nel 1928 nel corso della quale la lava distrusse, coprendolo, il paese di Mascali. Nel 1971 grossi pericoli corsero i paesi di Milo e Sant'Alfio, da due distinte bocche eruttive sul versante sud e sul versante est fuoriuscirono due colate principali, che causarono gravi danni alle strade e alle colture, minacciando da vicino i due paesi. Nel 1981 fu Randazzo ad essere minacciata; nel 1983, per la prima volta. la lava venne deviata in un canale artificiale, utilizzando cariche esplosive. Nel 1992 fu Zafferana a correre grandi pericoli. L'eruzione del 2001 è storia recente. |
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| Il Parco regionale dei Nebrodi, istituito il 4 agosto 1993, con i suoi 86.000 ha di superficie è la più grande area naturale protetta della Sicilia. Il territorio del Parco dei Nebrodi offre molte alternative escursionistiche. |
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Tindari
Per chi arriva a Tindari da Est, il susseguirsi di colline digradanti che si gettano in mare formando capo Tindari sembra un grande drago placidamente addormentato con, posato sulla testa, il santuario, visibile fin da lontano.
Il santuario, costruito recentemente, ospita una Vergine nera bizantina ed è meta di pellegrinaggi. A picco sotto il santuario (visibili dalla terrazza antistante) si possono vedere i Laghetti di Marinello, piccoli specchi d'acqua che il mare crea insinuandosi nella baia sabbiosa, differenti ogni volta. La nascita di questi laghetti è legata alla leggenda di una bimba caduta dall'alto del capo a causa della madre miscredente (la donna non voleva "affidarsi" ad una Vergine nera) e miracolosamente salvata dall'improvviso ritirarsi delle acque impetuose che lasciarono il posto, per accoglierla ed attutire la caduta, ad una coltre di sabbia soffice. Nel 1982 uno dei laghetti assunse una forma simile ad una donna velata di profilo nella quale la gente ravvisò la Madonna del santuario. I laghetti sono raggiungibili a piedi dalle spiagge di Oliveri. |
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Taormina
Taormina si trova a circa 200 metri sul livello del mare ed ha una conformazione particolare cha la fa somigliare, nella sua struttura, ad una vera terrazza arricchita da una bella vista panoramica nella quale spicca in maniera prepotente il vicino vulcano Etna. Qui il turismo è attivo tutto l'anno ed è agevolato non solo dalla bellezza culturale e naturalistica tipica della città ma anche da un buon sistema ricettivo e ricreativo e dal tipico calore umano siciliano.
Il simbolo cittadino, vero fiore all'occhiello per tutta la città ed importante rappresentante dei beni culturali cittadini è il Teatro Greco ricordato soprattutto con l'espressione "Teatro Antico" dal quale si ha una bella vista e noto anche per la presenza delle colonne dall'evidente stile corinzio.
Poco distante dal Teatro si trovano i resti di un antico tempio ed un Antiquarium con dei reperti archeologici prelevati nei dintorni della città.
La città di Taormina è anche nota per dei bei Palazzi, a partire da quello forse più famoso e precedentemente citato, Palazzo Corvaia. |
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Milazzo
Questa città offre il meglio di sé nella stagione balneare: la città, essendo posta su un golfo possiede due spiagge, una ciottolosa (a ponente) e una sabbiosa (a levante). È inoltre il punto di partenza per tutti i collegamenti con le Isole Eolie, attraverso un servizio di aliscafi e traghetti.
I monumenti più importanti sono il castello (sette cinte murarie) e l' antica cattedrale, che sorge all'interno delle sue mura. Intorno a questi due monumenti si è sviluppata l'antica città, oggi comunemente chiamata il borgo antico. |
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Il Parco Museo Jalari si trova sui Monti Peloritani a pochissimi chilometri da Barcellona P.G. (ME), e si estende su una superficie di 35 ettari, su una collina ai limiti di un litorale bellissimo.
Chi vi giunge riscopre il proprio atavico legame con la terra, con la pietra, con l’acqua, che si combinano e si esaltano in simbiosi con il profumo delle migliaia di piante sparse all’interno.
www.parcojalari.com |
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Messina
Città portuale e capoluogo di provincia della Sicilia, situata sulla costa occidentale dell'omonimo stretto, alla base dei monti Peloritani, nel tratto di litorale che dista circa 6 km dalla sponda calabra.
La città, distrutta dal terremoto e maremoto del 28 dicembre 1908 (crollò il 91% degli edifici; i morti furono oltre 60.000), fu ricostruita in base a criteri urbanistici ed edilizi antisismici, con edifici di altezza limitata e larghe strade (già a scacchiera prevalentemente ortogonale). Oggi, dopo le ulteriori ricostruzioni rese necessarie dalle distruzioni dell'ultima guerra, è nuovamente la principale porta d'accesso alla Sicilia. Il suo aspetto è quindi moderno e vari monumenti sono opera di laborioso rifacimento e attento restauro.
Sulla piazza del Duomo, dove si trova la bella fontana di Orione, opera di Giovanni Angelo da Montorsoli (1547), si affaccia la Cattedrale. Non lontano sorge la chiesa normanna della Santissima Annunziata dei Catalani. Da notare inoltre la duecentesca Santa Maria degli Alemanni, unica chiesa gotica in Sicilia, voluta dall'ordine dei cavalieri teutonici, e la fontana del Nettuno, ancora del Montorsoli (1557).
Il Museo regionale espone opere bizantino-normanne, gotiche, rinascimentali (Polittico di san Gregorio, opera di Antonello da Messina, del 1473), del Seicento (Adorazione dei pastori e Resurrezione di Lazzaro, di Caravaggio, del 1608-1609) e del Settecento. |
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Cefalù
La città di Cefalù si trova in una posizione privilegiata nella provincia Palermitana, costruita attorno ad una rocca massiccia ed imponente che nel corso dei secoli ha sempre svolto un ruolo difensivo. Colpisce per il suo fascino dato dalla sua posizione eccezionale, dalla sua meravigliosa cattedrale romanica che emerge da un groviglio di stradine labirintiche e dai vari elementi medievali qui custoditi, a partire da quelli presenti lungo i pendii che vanno dalla Rocca a Corso Ruggero, zona comprendente ad esempio piccole ma suggestive strade ed archi che legano le varie costruzioni.
In questa famosa città siciliana si possono ammirare innumerevoli reperti archeologici come i ruderi di un vecchio castello, il Duomo famoso per i suoi mosaici, il Palazzo Mandralisca, sede dell'omonimo Museo e custodia di pregiate opere d'arte e, sulla rupe che sovrasta l'abitato si trovano i resti di un santuario megalitico, detto Tempio di Diana, che risale al IX secolo a.C. e che, insieme ad altri documenti di vita preistorica attesta la presenza di un insediamento nel luogo già in epoca pre-ellenica. |
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Terme Vigliatore
Terme Vigliatore si presenta con l'immagine di una località che, per la sua speciale posizione geografica, la fecondità delle sue terre, la presenza di antiche vestigia romane e di sorgenti termali come pure gli edifici di grande interesse storico artistico-architettonico ed etno-antropologico.
Tra i motivi di richiamo di Terme Vigliatore c'è certamente l'ormai famosa Villa Romana. Riportata alla luce negli anni '50 la villa rappresenta in base agli attuali reperti archeologici, secondo il Corelli, l'unico esempio di villa romana di lusso di un certo livello nel quadro della storia artistica della Sicilia dell'alto Impero (I°- II° sec. d.C.)
Pertanto, si ritiene che questa signorile residenza, quale illustre esemplare di archeologia romana in Sicilia del primo secolo dell'Impero, sia di grande interesse storico-culturale, proprio perché si erge come preziosa e rara testimonianza di un periodo della storia isolana contrassegnato da una fase di depressione del tessuto economico-sociale e da una produzione artistica piuttosto esigue e povera. |
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