L'ANTICAMERA
CARTA D'IDENTITA'
Nome: Andrea (alias Dottor Deimos)
Soprannome noto ai più: Andy
Età: 25
Abito a: Vicchio (FI)
Altezza: 1,80
Peso: 76,5 kg siore e siori!!!! Ho solo un lieve accenno di panza!!!
Segni particolari: è inutile che mi ostini a fare il modesto, sono bellissimo!!!
ecchime qua!
MI PIACE...
stare insieme a Kira (da quando lo ha letto evita di addormentarsi), leggere, scrivere, suonare la chitarra, la coerenza, la sincerità, la sensazione di poter trasmettere qualcosa agli altri, la Juve (per ora va abbastanza bene), il rag. Ugo Fantozzi, seguire il corso di un fiume, il sereno pessimismo di alcuni grandi pensatori, una bella scodella di pane coi fagioli.
NON MI PIACE...
l'ignoranza, il razzismo, la supponenza nei giudizi, il cav. Silvio Berlusconi, la pericolosa stupidità dei leghisti, il modello socio-economico degli Stati Uniti, la pedante intromissione del Vaticano nella politica italiana, il pesce, il gorgonzola, gli scorpioni (gli animali, non i nati sotto il segno), la noncuranza verso i problemi del fumo, dell'alcool e della droga, l'irrefrenabile culto dell'estetica.
Aggiungo: Fabrizio Corona, Calderoli e maiali al seguito, gli orrendi palinsesti delle tv generaliste, l'ordinanza del sindaco Domenici
UN NANO DALLE SPALLE LARGHE
(e non solo...)
Per una volta devo applaudire Berlusconi: il Cavaliere mi sta apertamente sul gozzo, ma si conferma un fenomeno della comunicazione. L'ultimo coup de theatre è il disfacimento della Casa delle Libertà, e la virata da Forza Italia al Partito (o Popolo, ma non erano due concetti ben distinti?) della Libertà. Il tutto in una giornata scarsa, in mezzo a una piazza, dopo che la tanto attesa spallata al governo era andata a vuoto e dopo la trionfale raccolta di firme contro Prodi. Un ossimoro ben architettato, condito da una finezza a mio avviso strepitosa: Bondi ha parlato di 7 milioni e rotti di firme, che sono per l'appunto il doppio di quelle raccolte per l'elezione di Veltroni come capo del PD. Tradotto in termini elettorali, il nuovo soggetto politico è due volte più "partecipato" di quello del Bruco Walter.
Già questo dato è la dimostrazione delle capacità istrioniche del Nano, che dimostra di avere le spalle larghe, ma anche - dato che giudico inattendibile il 99% di quello che va dichiarando - di avere due parti del corpo molto somiglianti fra loro (una è la faccia, a voi il piacere di intuire l'altra). Dico questo perchè è stupefacente il suo trasformismo, ma anche il suo potere comunicativo: fintanto che è convenuto fare il leader di una coalizione, la si è presentata come ipercoesa, unita verso un medesimo fine, compatta nella sua etereogeneità. Pensate invece alla sinistra, anzi alle "sinistre" come lo stesso Silvio le definisce fin dalla sua discesa in campo: una teoria ininterrotta di partiti e partitelli sempre in combutta ma mai in totale armonia. A giudicare da come digrignano i denti Fini e Casini attualmente però, emerge ben altro scenario anche a destra. Le grane c'erano anche di là, ma Berlusconi è stato clamorosamente bravo a gestirle e a servirsene al momento opportuno, ovvero un momento di difficoltà, una palude da cui uscire al più presto. E' l'inconfondibile marchio di fabbrica del Berlusca: rilanciare quando si è alle strette, anche quando gli altri giocatori fiutano il clamoroso bluff. Nel 1994 Silvio aveva i magistrati di tutt'Italia alle calcagna, non aveva più referenti politici e i mafiosi avevano qualche pratica urgente da sbrigare. Fondare un partito che rimetteva in pista socialisti e democristiani usciti malconci ma non annientati da Mani Pulite fu una mossa azzardata ma azzeccatissima (tant'è che ce li sorbiamo ancora, anzi con più indifferenza di prima). In questi giorni Berlusconi aveva pontificato sulla caduta del governo e il nostro caro Romanuccio invece, arrancando come al solito, ce l'ha però fatta un'altra volta. Berlusconi, va detto, ci ha proprio fatto la figura del bischero. Niente paura, si cambia registro: salutiamo i vecchi compagni di viaggio e saltiamo su un altro treno. un treno che probabilmente viaggia più veloce, perchè dentro ci si sta più comodi e lo si può mandare dove si vuole, perfino ai confini della sinistra moderata. Se SuperWalter è furbo non abbaia alla luna, altrimenti rischiamo grosso. Che cosa? La "grosse coalition" tanto paventata l'anno scorso. Una schifezza che ci riporterebbe dritti dritti negli anni del Pentapartito (e di conseguenza, verso un nuovo scoppio di bubbone come fu nel 1992). Risparmiatecelo, per pietà. L'arduo compito è nelle mani di molti, stavolta: ci sono anche i vecchi alleati del mezz'uomo di Arcore tra coloro che possono mettergli un freno. Se An e Udc lavorano con intelligenza (ed è questo purtroppo che mi fa mal sperare) possono tamponare l'emorragia di voti che logicamente fuoriuscirà dall'attuale struttura del centrodestra per confluire nella nuova identità berlusconiana. Mantenere pressochè intatto il proprio bacino elettorale significherebbe lasciare costante anche quello di Silvio, che invece credo abbia puntato allo sgancio per recuperare credito e contrapporsi con più solidità al PD in vista della riforma di voto. Ce la farà il Nano a ingrossare ulteriormente le spalle?
PERUGIA ovvero LA CLOACA DELL' UMANITA'
Da quando la notte di Halloween Meredith detta Mez è stata brutalmente uccisa, Perugia pare diventata una novella Sodoma, la città di tutti i peccati. Fiumi di alcool e tonnellate di droga, sesso facile e selvaggio, delinquenti e balordi di ogni genere ad ogni angolo di strada.
Caspita, dev'essere proprio bello studiarci!! Sì perchè questo esteso lupanare è soprattutto un centro universitario particolrmente fervido, con un Erasmus sfrenato e un'inclinazione forte alla multiculturalità.
Urge disambiguare il contesto: io non ho fatto l'Erasmus e a dire il vero non me ne sono pentito; con la mia meticolosità e la mia pignoleria mi sarei sentito un po' sperso a dover studiare in un paese straniero dovendomi al contempo organizzare per la lingua, l'alloggio e la burocrazia. Nonostante ciò giudico l'Erasmus una bella opportunità per uno studente, un'esperienza di vita e di sicuro arricchimento. A conferma di questo ci sono le testimonianze degli amici che hanno aderito al progetto: Matteo da Padova è andato in Galles e mi ha detto di essersi trovato benissimo. Il blog di Marta & Niccolò trasuda divertimento e novità. Da una parte quindi c'è questo e non si discute.
Dall'altra c'è il fatto che l'Università è ancora oggi (e forse più di ieri) un gran bel parcheggio in cui molti sostano a lungo senza compicciare nulla. E' purtroppo anche vero che spesso lo studente bada più ai passatempi (leciti o meno) che all'impegno formativo. Ne ho visti tanti anche a Firenze fare i cruciverba mentre il prof spiega, o sdraiati in cortile a prendere il sole e sfumacchiare erba. Non credo sia la massima aspirazione per un futuro "cervello", ma c'è chi lo fa e ne prendiamo un po' sconsolatamente atto.
Mi pare che questi due fronti siano stati mischiati e confusi fin da subito: un delitto dovrebbe esulare almeno dal primo punto che ho cercato di chiarire, nel senso che se uno fa l'Erasmus non è per forza di cose uno spiantato. La situazione a me pare girare su cardini abbastanza oliati: il sesso e la droga, generalizzando un po' la trasgressione. Non ho molti dubbi sul fatto che l'omicidio ruoti intorno a qualche canna e qualche bevuta di troppo e a qualche prestazione sessuale troppo spinta e magari non consentita. Che poi materialmente sia stato Rudy Guede, Raffaele Sollecito o Amanda Knox, poco importa, il senso del gesto resta quello.
E' infatti per questo motivo che la tv (Vespa credo sia alla 14^ puntata sull'argomento) fa tanto chiasso: si tratta di una vicenda perfetta per alimentare le morbosità comuni, quella della provincia insanguinata, dell'isola felice tramutata in luogo di patimenti e oscenità, del mondo giovanile alienato (come se ci fosse ulteriormente bisgono di affossare la nostra generazione), dell'Università allo sfascio, ricettacolo di vizi e malefatte. Perugia è una bella città e come in tutte le città ci possono essere vicende torbide. Non roviniamo quel poco che non è già rovinato.
AMICI E NEMICI
Sono tante le persone con cui vado d'accordo e della cui compagnia posso bearmi. L'attuale nucleo comprende, oltre a me: la mia meravigliosa musa Benedetta (alias Kira), l'ing. Mario (altrimenti detto George), l'enigmatico-enigmistico Nicola, l'uomo della Guinness Chris, la strana coppia Ada-Zandro, i dott. Duke&Deb, l'inappuntabile Luchino, anch'egli discepolo di Asclepio. Degli altri buffi e fantomatici personaggi di mio gradimento spero di parlare in futuro.

Pane al pane e vino al vino: ecco in ordine sparso un'altra pletora di amici.

Giovi, il grande Mc Coy, la Susy, Matteo e Sara, Francesco, Jacopo, Marta e Pirro, Buce, Parru, Umbe, Paolo, Andrea detto il Boscaiolo, Federico.

I nemici restano nascosti
COSA HO FATTO
Visto che l'ho accennato nel commento ai Bluvertigo ora ve lo racconto:
più o meno intorno ai 15 anni ho iniziato a buttar giù una storia. Scrivevo già qualche racconto (piuttosto strampalato leggendolo con occhi più maturi) ma ancora non mi sentivo del tutto pronto a qualcosa di più strutturato. Seguii però con interesse l'esperimento analogo che stava facendo Duke: il nostro aveva creato un misterioso personaggio, tale Mandelbrot, ispirandosi a un celebre scienziato, scopritore delle frattali. Ecco che anche per me si accese la lampadina: tutto ciò reagì poi con la cotta clamorosa che avevo preso per una ragazza, tra l'altro compagna di classe dello stesso Duke. Nacque prima una sorta di prologo, poi una complessa trama che voleva narrare la guerra di sentimenti ed emozioni tipica della fase adolescenziale. Protagonista della vicenda, il fantomatico personaggio della Rosa Bianca, un mio alter-ego che si divertiva a seminare morte e distruzione ma con stile e filosofia. A fare da attivo contorno, i vari amici e nemici. Messa così capisco che la storia appaia un po' ridicola, ma vi assicuro che non era così male: avevo già scritto molto (circa 90 pagine di computer), premurandomi di salvare una copia su un floppy, quando fui costretto a cambiare PC. La cosa non mi turbò più di tanto, visto che la copia c'era. Purtroppo il floppy risultò difettoso e mi ritrovai con circa un terzo delle pagine, evidentemente backuppate in tempo per evitare la cancellazione. Con l'aiuto degli amici che tenevo costantemente aggiornati sullo sviluppo della storia e che parevano apprezzarla, riuscii a recuperare alcune pagine, ma circa metà di quel che avevo scritto (ovviamente la parte più avvincente) andò definitivamente perduta. Negli anni ho provato a ripartire da zero, reimpostando la struttura della vicenda e articolandola in una trilogia che ho provato a mandare avanti in parallelo. Purtroppo però mi sono accorto che il ricordo di quel primo tentativo è davvero opprimente e ogni poco mi blocco ripesandoci. Ho la sensazione che se fossi riuscito a scrivere fino in fondo quella storia, avrei avuto molto più coraggio anche nello scrivere altro.
COSA FACCIO
Diciamo pure che al momento sto coltivando le due collaborazioni coi giornali e rivedendo alcune priorità: credo che di fatto la cosa più importante sia lavorare, non importa con quali condizioni contrattuali, basta non stare con le mani in mano. Di contro però voglio anche ingrandire il mio bagaglio formativo: ho notato che molti storcono il naso di fronte a un curriculum senza master o corsi di specializzazione.
COSA FARO'
Il Corso prosegue con gradite sorprese: si è presentata anche una nuova docente, esperta di comunicazione scritta. Ci ha letteralmente rivoltato come calzini, ma ci ha già fatto notare molte utili sottigliezze dello scrivere. Continuo ad avere la sensazione che non siano soldi mal spesi quelli investiti nel corso: l'atmosfera è attiva e soprattutto ci è già stato comunicato che saremo inseriti in un progetto concreto di comunicazione. Quando avrò maggior dettaglio ne scriverò sicuramente.

Sono in contatto con un web-journal (anche se mi sembra che l'organizzazione sia piuttosto farraginosa) e con la De Agostini che cerca personale: anche in questo caso vi aggiornerò appena avrò notizie più precise.
Non credo di potermi sottrarre dal parlare di cosa è successo prima e durante una delle ultime giornate di campionato: ormai l'argomento è un po' alla frutta ma fa lo stesso.
Ho sentito suonare tante campane: chi diceva che morire per una partita di pallone è semplicemente assurdo (giusto), chi diceva che nelle forze dell'ordine purtroppo c'è chi si crede Rambo pur sprovvisto di Vietnam tutt'intorno (giusto), chi diceva che il mondo del calcio è marcio da cima a fondo (giusto), chi diceva che le curve ormai somigliano più a degli zoo (giusto). Tutto giusto come vedete. Eppure manca qualcosa, l'ingrediente base per spiegare come mai tutti gli anni ci tocca parlare di queste cose. manca una sana cultura sportiva, manca un'educazione allo sport degna di questo nome. Manca a tutti i livelli: manca, è abbastanza ovvio, ai delinquenti che tiranneggiano in curva, manca a chi è in campo e che fa tragedie per un fallo non concesso o per un gol annullato, manca alle società che invece di combattere la criminalità allo stadio hanno foraggiato e sostenuto spesso queste frange violente, manca ai giornalisti che piuttosto che stemperare i toni cavalcano le polemiche e le inaspriscono, manca alle istituzioni che non muovono un dito a meno che non ci sia una manifesta guerriglia per le strade.
Basterebbe, con un briciolo d'umiltà, dire: non siamo in grado di gestire questo circo. E, per una volta seriamente, allucchettare il tendone. Capisco che, senza altri interventi, alla sua riapertura troveremmo le solite facce, magari anche un po' esasperate dall'attesa. Ma credo che la prospettiva di uno stop forzato farebbe fare qualche passo a qualcuno. Mi sovviene però che basterebbe qualcosa di ancor più semplice: far rispettare le regole. Questo sì che sarebbe un grande passo.
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