Tunisia

Giro della Tunisia e del deserto fino a Borj el Khadra

Con BMW R 1200 GS


Viaggio impegnativo, ma con il valido appoggio degli amici in fuoristrada si è svolto meravigliosamente.

Sono stati venti giorni entusiasmanti (03-23/11/2007), una full immersion in fuoristrada, da quello soft al più hard.

Posso affermare senza ombra di smentita di aver fatto la mia Parigi Dakar.

Il tutto è nato l’anno prima, quando Luca mi disse che aveva un posto in auto per andare in Tunisia nel deserto. Io ero perplesso perchè si trattava di un viaggio importante con persone che non conoscevo, e visto il mio amore per le moto, dover andare in macchina non mi ispirava più di tanto.

Dopo averci rimuginato, decisi di partire, tanto io mi adatto a quasi tutte le situazioni. Il divertimento è stato grande così nel 2007 ho deciso di aggregarmi a Luca, ma in moto, anche se non ho trovato nessuno disposto a partire con me, e anche se mi hanno sconsigliato di essere l’unica moto del gruppo.

Messe in chiaro alcune cose con Luca, viene il fatidico giorno della partenza.

L’autostrada corre via svelta e nel pomeriggio ci troviamo al porto di Genova per imbarcarci sulla “Chartaghe”, ottima nave della Compagnia Tunisina di Navigazione (CTN).

La traversata stranamente per me è veloce e il pomeriggio successivo metto finalmente le ruote del mio GS 1200 sulla terra d’Africa.

Comincia così la mia avventura seguendo i miei compagni appassionati di fuoristrada, i quali sono la mia garanzia di evitare il più possibile l’asfalto, e di ricevere soccorso in caso di bisogno.

I primi due giorni ci portano a nord lungo la costa da Tunisi, Bizerte, Cap Blanche e Tabarca al confine con l’Algeria dove prendiamo la direzione del sud. Proprio qui, all’inizio della mia grande avventura si presenta un inconveniente: verso sera in un bellissimo fuoristrada nei pressi del confine algerino, mentre cercavamo un luogo idoneo al campo, la mia moto si spegne e non ripartirà più. Il buio e la disperazione ha il sopravvento. Dopo circa venti minuti Luca torna a cercarmi e mi trova a bordo strada, non resta che trainare la moto per 500 metri fino al campo: diagnosi, LA POMPA BENZINA NON FUNZIONA.

Quasi per miracolo in quel punto c’è la linea e posso, dopo aver fatto delle verifiche, chiamare Mauro, ottimo meccanico della concessionaria BMW.

Mi conferma il guasto e mi dice che il bypass della pompa che voglio fare io non crea problemi ma solo la seccatura di dover aggiungere un interruttore. Dopo questo contrattempo, non ci sono stati altri problemi. Infatti di quasi 4000 chilometri percorsi i Tunisia, solo una delle auto ha forato tre volte e l’altra ha sostituito la batteria.

Da qui in avanti è stata una fantastica vacanza dove ho assaporato le doti fuoristradistiche della GS 1200, la sua versatilità, autonomia, maneggevolezza. (solo fosse più leggera…. o io più forte ?!?).

La parte più divertente è senza dubbio il deserto, con le sue piste infinite, le dune maestose e i colori caldi. Parecchi chilometri li ho fatti lungo le piste sempre diverse tra le varie oasi, da Douz, al parco di Jibil, da Ksar Guilane a  Bir Auine, poi El Borma ecc. Molti sono stati i tratti di puro fuoristrada in mezzo al deserto, dove non c’era nessuna traccia, come dopo El Borma fino al Borgj El Khadra, l’estremo sud tunisino, ed in altri posti. Semplicemente magnifico.

Voi che leggete, tenete conto che non sono un pilota, non avevo mai fatto fuoristrada in vita mia, quindi potete immaginare lo stato d’animo prima di provare, e l’immensa gioia dopo esserci riuscito.

All’imbarco di Genova ho trovato dei ragazzi tedeschi con suzuki 400, tre uomini e due donne, che poi ho ritrovato l’ungo il mio girovagare in Tunisia, prima sulla bella pista di “Rommel” e poi all’oasi di Ksar Guilane, davvero simpatici. Ma quanto devono questi tedeschi? Uno di loro mi ha detto che il deserto con la mia moto è molto difficile, ma io non potevo mollare proprio all'inizio, non vi pare?

Borj el Khadra, che fa parte della provincia di Tataouine, è una oasi con posto militare, un famosissimo bar e uno sparuto gruppo di case con una scuola composta da sole tre aule, dove i circa 50 bambini fanno le lezioni a turno. Proprio li, accompagnati dai militari, abbiamo potuto andare al cippo che segna i tre confini, mettendo le ruote in Libia ed in Algeria.

Da qui in poi la vacanza scivola via veloce verso la fine, con un piccolo sconfinamento in Libia per andare a vedere un fortino diroccato situato ai margini di un lago salato contornato da altissime dune.

Il resto del viaggio, una volta usciti dal territorio desertico controllato dai militari, è stato dedicato alla visita di cittadine, mercati, monumenti e negozi, così da accontentare anche gli altri del gruppo.

Una visita la merita l’anfiteatro romano di El Jam molto ben conservato e ristrutturato, visitabile in ogni suo anfratto senza nessuno che ti controlla.

Credo che la “malattia” chiamata mal d’Africa esista davvero, e ti contagia appena metti piede in terra d’Africa. Infatti già da due anni per alcuni mesi dopo il rientro a casa, la mente spesso e volentieri ripercorre quei momenti lasciando un profondo senso di nostalgia.

Le mie due esperienze africane, seppur limitate alla Tunisia, sono state particolari anche perché l’unica cosa organizzata era il viaggio in nave da e per Tunisi, mentre tutto il resto era deciso strada facendo tenendo come meta principale il profondo sud del Sahara tunisino.

Così facendo, lasciando ai margini le mete prettamente turistiche, sono riuscito a vedere e godere dei luoghi altrimenti inarrivabili. Ho toccato con mano la realtà della vita quotidiana, così lontana dalla nostra, ho potuto assaporare la gentilezza e l’ospitalità di quel popolo, la vivacità dei mercati nei paesi.

Magari non da soli, ma in buona compagnia, vi consiglio vivamente di effettuare un viaggio organizzato così, dove conosci la partenza e la meta, ma l’itinerario ve lo costruite di giorno in giorno.

Buon viaggio a tutti Andrea.

Percorsi in tutto 4407 km. consumati 209 litri di benzina

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Tabella di marcia con località e chilometri - MAPPA
   
Partenza
37704 03/11/2007
Genova (porto)
38161 03/11/2007
Tunisi (porto)
navigazione 04/11/2007
Bizerte
38232 04/11/2007
Sidi Ferdjani
38387 05/11/2007
Tabarka
38462 06/11/2007
Sidi Raba
39639 rottura pompa benzina 06/11/2007
Sidi Amor Ben
39680 07/11/2007
Feriana
38862 07/11/2007
Moulares
38944 08/11/2007
Douz
39133 08/11/2007
Douz
39250 09/11/2007
Tembain (pista + deserto)
39365 10/11/2007
Ksar Guilane (deserto + pista)
39488 11/11/2007
Bir Auine (pista + deserto)
39606 12/11/2007
N.31 49 05 - E.9 37 30
39744 13/11/2007
El Borma (deserto + pista)
39825 14/11/2007
N.31 15 27 - E.9 29 54 (pista + deserto)
39899 14/11/2007
N.30 27 39 - E.9 33 03 (deserto)
40052 15/11/2007
Bordj el Kadra (deserto) + 3 cippo confini Algeria-Libia-Tunisia
40088 16/11/2007
Bir Pistor + Fortino in Libia (pista)
40134 (piccola perdita benzina) 16/11/2007
N.30 44 26 - E.10 06 03 (pista)
40209 16/11/2007
Bordj jene (pista)
40334 17/11/2007
Kambut (pista)
40427 17/11/2007
Tataouine
40503 (sost. o-ring serbatoio) 17/11/2007
Matmata
40683 18/11/2007
El hamma - Manzel Habib - Sened
40918 19/11/2007
El Djam - Mahdia - Monastir
41207 20/11/2007
Hergla - Bou ficha
41377 21/11/2007
Cap Bon - Tunisi - La Marsa
41631 22/11/2007
Si Bou Said - Chartaghe - Tunisi Porto ( IMBARCO )
41660 23/11/2007
Genova (porto)
navigazione 24/11/2007
Arrivo
42114 24/11/2007

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