Zanca Alfredo Model's

          

This is my collection of paper models built with my hands, for ever under construction. Models are exposed in Calenzano Castle http://www.museofigurinostorico.it/home.html  near Florence Italy.

Home Loira Castles Church Cathedrals Abbey Historical Monuments

  • La rivoluzione hausmaniana

Impregnato dalle idee filosofiche di San Simone, adepto dell'utile e dell'efficace, Napoleone III nutre un ambizioso progetto per Parigi : farne la città modello del XIX secolo. Egli la desidera vero centro vitale del paese e la concepisce con delle apparenze da giardino alla francese. Dal 1853, Napoleone affida al barone Haussmann il rimaneggiamento della capitale. Haussmann sventra Parigi, scacciando il popolo minuto nella periferia. Demolisce e apre dei grandi viali rettilinei. Nel suo progetto, i monumenti pubblici, le piazze, i giardini ritmano lo spazio urbano agli incroci dei viali.

Nel 1858 egli definisce l'area della futura Opera tra la via Neuve-des-Mathurins, destinata alla distruzione per l'apertura del corso Haussmann e il corso dei Capucines, grande luogo d'animazione dal 1820, i larghi marciapiedi del quale sono stati concepiti per i passeggiatori. Come in precedenza le Halles o il Palazzo Reale, che costituiscono dei punti fondamentali di riferimento e d'articolazione del tessuto urbano, il sito dell'opera diviene un centro geografico dove si svilupperanno un centro d'affari e delle belle dimore in prossimità delle grandi stazioni e dei principali assi di comunicazione.

Fissata questa scelta d'urbanistica, dopo diversi progetti poco soddisfacenti, lo Stato apre un concorso pubblico per la creazione di una nuova opera nel dicembre 1860. Si tratta innanzi tutto di un concorso d'idee. Su questo terreno a forma di rombo, di un'area di 1l.237 mq il programma comporta certi elementi precisi : 

- una sala da 1.800 a 2.000 persone 

- dei palchi di platea e delle loggie con un salone attiguo 

- la loggia imperiale con un 'entrata particolare, le carrozze della scorta potendo pervenire fino a una discesa al coperto 

- un'entrata particolare per gli abbonati 

- le dimensioni delle scena (14 metri di apertura al minimo e 32 m di profondità) 

- un magazzino di decorazioni sceniche in prossimità.

Nel gennaio 1861, sui 171 partecipanti la giuria prende in considerazione cinque candidati per una seconda prova di cui Charles Garnier sarà il prescelto. Vincitore del concorso, egli uscirà dall'anonimato e realizzerà, al termine di quattordici anni di cantiere, il monumento simbolo della sua epoca. Contrariamente agli altri candidati, Garnier, concepisce un edificio « spettacolo », il cui esterno è una vasta messa in scena nella quale il gioco delle masse e dei volumi lascia immaginare la vita interna dell'edificio.

  •  La sagoma dell'edificio

Chiaro e razionale il suo piano si ordina intorno a un punto centrale : la sala.

All'esterno, il cilindro della sala, coronato da una cupola, è fiancheggiato da due padiglioni circolari, uno riservato all'entrata dell'imperatore, l'altro a quella degli abbonati. Nel senso della lunghezza, lo sguardo procede a partire dalla facciata dalle colonne, passando per la cupola della sala, fino al muro pignone della scena. Dietro si elevano le parti riservate all'amministrazione di uno stile molto più sobrio. All'interno, Garnier ritma l'accesso principale della facciata dal grande scalone con una successione di livelli frammentati di scale e un restringimento progressivo degli atri verso il centro della suntuosa tromba delle scale. Primo centro di interesse tutto teatrale, essa serve i differenti spazi pubblici, i foyers, i saloni del « Glacier » e conduce maestosamente nel cuore del monumento, la sala di spettacolo. Il tratto dell'asse vitale continua col palcoscenico, il quale è il perno attorno al quale si ordinano le logge, i laboratori, gli uffici e si conclude col foyer della danza.

Egli crea degli effetti di sorpresa e fa apparire dei numerosi punti di vista. E’ da visionario che immagina la prospettiva del suo monumento dal Louvre, l'apertura del viale dell'opera essendosi scaglionata per dieci anni, e non essendo terminata che nel 1876 ! In lontananza, i tre volumi, del grande foyer per la facciata, della sala colla sua cupola, del Palcoscenico col suo tetto a due spioventi, sembrano sovrapporsi ed equilibrarsi gli uni per rapporto agli altri.

Questa disposizione abile là scomparire le sproporzioni dovute alle differenti scale adottate da un periodo all'altro. immaginiamoci il grande palcoscenico per esempio, la soffitta del quale raggiunge l'altezza delle torri di Notre-Dame (56 metri). Esso non influisce in alcun modo sul resto dell'architettura e permette, al contrario, di avere, dal Louvre, una vista piramidale dell'Opera che eleva ed esalta l'edificio. Garnier si rivela anche un grande architetto illustativo per il suo senso della decorazione che mira a fare di questo monumento un inno alla gloria della musica e della danza. Egli non utilizza solamente la scultura ma anche un mobilio urbano composto di piloni e di lampioni, oltre che di una moltitudine di motivi (cartigli, medaglioni, arabeschi, foglie, lire ... ). Egli afferma il ruolo della scultura come parte integrante della sua architettura : queste sculture - donne torciere, cariatidi, gruppi scolpiti permettono a Garnier di ritmare, di alleggerire, d'elevare o stabilizzare saldamente il suo monumento.

Cercando di assicurargli un solido corso, egli attribuisce ai quattro gruppi scolpiti della facciata una doppia funzione : le sculture allegoriche sono un inno alle arti espresse all'opera, mentre le sculture-architetture hanno un ruolo di rinforzo.

Ne ha disegnate lui stesso le grandi linee prima di affidarle agli scalpelli degli scultori Perraud, Jouffroy, Guillaume e Carpeaux.

 

  • L'architettura decorativa

All'interno dell'edificio, l'architettura e la scultura sono strettamente embricati, soprattutto nel grande scalone, vero e proprio « monumento nel monumento » come notava Nuitter. Dal soffitto una grande vetrata diffonde la luce del giorno e intensifica l'impressione di leggerezza, di grandezza e di spazio.

Al fondo della scalone, i due gruppi di donne torciere di Carrier-Belleuse, tutte di grazia e di sensualità, aprono la via reale.

Al livello dell'orchestra, Garnier pone una porta monumentale composta di due colossali cariatidi policrome.

Il grande scalone è composto di marmi dai toni caldi e dolci, in una dominante ocra, mentre si scorgono sullo sfondo i mosaici cangianti dell'avan-foyer.

Garnier vede nei colori il prolungamento necessario delle forme e utilizza questa sontuosa tavolozza che sono i marmi, i luccichii dei mosaici, la brillantezza delle dorature, i toni dolci delle pietre, il disegno scuro dei bronzi delle balaustre e dei candelabri per completare la sua composizione. All'interno dell'edificio, egli cerca di fare in modo che l'opera dei pittori decoratori s'integri perfettamente all'insieme spaziale. La sala di spettacolo sfoggia un'armonia di toni carichi, il rosso e l'oro, concepita per mettere in risalto lo splendore delle toilettes delle spettatrici. il grande foyer sviluppa sui suoi muri la ricchezza sorda di un oro antico in accompagnamento necessario del magnifico soffitto dipinto dal Baudry. all'esterno, Garnier anima la facciata con qualche marmo di colore vivo, delle iscrizioni in lettere d'oro, col rame verde della cupola e delle statue del tetto, l'oro della lira di Apollo.

  • Le influenze

Molto influenzato dal suo soggiorno a Villa Medici che gli permise di viaggiare in Italia, in Grecia e in Turchia, Garnier era ritornato in Francia con un gusto pronunciato per i marmi, i mosaici, la policromia.

Erede di una tradizione barocca che risale all'italia del XVI secolo, Garnier è senza alcun dubbio, l'« ultimo figlio del Rinascimento ». Come i suoi illustri predecessori, egli s'ispira alle forme trasmesse dall'Antichità e le fa rivivere a modo suo. Egli ci tiene a distinguersi dallo stile neo-greco e dal mediovalismo spinto da Viollet-le-Duc.  

Uomo del suo tempo, Garnier adotta le teorie razionaliste e accetta gli apporti della tecnica. Adotta un'ossatura di ferro che gli permette di ottenere degli effetti monumentali che il solo impiego della pietra non gli avrebbe permesso. Può anche scegliere liberamente un certo numero di motivi chiave, di provenienze diverse, per costituire l'alfabeto del suo proprio linguaggio. Da quel momento egli lì impiega solo per il loro valore estetico, caricandoli di un simbolismo particolare.

Conferisce in questo modo al suo monumento il carattere imponente di architettura pubblica a valore rappresentativo che vuole che essa abbia.

Per questo « palazzo » della musica e della danza, Garnier s'ispira alle grandi dimore costruite in Francia e in Italia nel XVI e XVII secolo. La facciata col suo colonnato che si apre sulla loggia gli è dettata, quanto alla sua configurazione sia dal colonnato del Louvre di Perrault, sia dalla basilica di Palladio a Vicenza, sia dal palazzo dei Conservatori di Michelangelo a Roma.

Allo stesso modo, per quanto concerne la disposizione del grande scalone, l'influenza dei palazzi genovesi e torinesi rimane molto presente, nonostante egli riprenda per conto suo lo schema dello scalone che Victor Louis realizzò per il grande teatro di Bordeaux. Garnier rivendica questa filiazione e l'ammirazione che ha per certi artisti, in particolar modo per i suoi contemporanei Duban e Labrouste. 

La sua Opera riflette la sintesi di tutte le arti. Attraverso una presa di posizione unitaria, egli cerca di integrare alla sua architettura tutto quello che la creazione artistica può offrire. Per questo motivo numerosi pittori e scultori, Prix di Roma come lui, cooperano alla sua opera e sotto la sua direzione, contribuiscono a realizzare questo capolavoro incontestato della seconda metà del XIX secolo. Conferendo alla sua opera questa dimensione scenografica, Garnier si rivela uno dei principali personaggi di quest'epoca di transizione. Appoggiandosi sulla tradizione, egli getta le basi di nuovi costumi in materia di teatro. Attraverso Garnier e alla sua opera maggiore, l'opera di Parigi, l'architettura appare come un'arte suprema integrante la pittura, la scultura, l'umanesimo e la scienza.

   

  • L'Opera oggi

L'opera fu creata in Francia da Luigi XIV nel 1669 alla richiesta di Lulli.

Fino alla fine del 1800 essa fu allestita in diverse sale. il palazzo Garnier è l'ultima sala dell'opera dove veniamo ancora oggi ad ascoltare e ad ammirare i capolavori lirici e coreografici.

Garnier ha concepito l'opera come un luogo che può funzionare in completa autonomia. La parte amministrativa dell'edificio contiene gli ateliers destinati alla fabbricazione degli elementi della decorazione scenica (costumi, gioielli, cappelli, accessori), dei camerini per gli artisti, delle sale per abbigliarsi, gli sgabuzzini per i costumi, delle sale per le prove dei cantanti e per la danza. 

Garnier ha costruito sul corso Berther degli immensi ateliers per la fabbricazione e lo stoccaggio delle decorazioni sceniche. Tutto inizia nello studio dell'amministratore. Quando la scelta di una produzione è decisa, balletto o opera che sia, il direttore artistico dell'opera e la sua squadra di disegnatori e di bozzettisti lavorano sulle proposte di un regista e di un decoratore assunti per l'occasione. Le decorazioni sceniche prendono forma, in seguito, negli ateliers di falegnameria, di lavorazione del metallo, di scultura e di pittura del corso Berthier. Allo stesso tempo, all'opera, i laboratori di sartoria, di tapezzeria, il servizio degli accessori realizzano gli altri elementi necessari allo spettacolo.

L'opera ha la sua propria orchestra. i 150 musicisti che la compongono sono reclutati per concorso. L'opera dispone di una compagnia di dieci cantanti permanenti. Gli artisti sono reclutati dall'amministratore secondo il bisogno della programmazione. Quando una nuova opera è messa in ripetizione, il direttore del coro, dopo aver lavorato col direttore d'orchestra, prepara lo studio musicale dell'opera. il direttore d'orchestra completa il lavoro nelle ripetizioni su scena. e solo per la prova generale che tutto à infine riunito sulla scena : decorazioni sceniche, accessori, attori in costume, orchestra. La programmazione degli spettacoli si fa per stagione, dal mese di settembre al mese di luglio seguente. Bisogna considerare tre mesi per l'allestimento di uno spettacolo.

Dal 19 19 l'Opera accoglie una scuola di danza che ha acquistato una reputazione internazionale. Un centinaio di ragazzi seguono, a partire dall'età di otto anni, gli studi di danza, associati a un insegnamento scolastico strutturato appositamente. Gli allievi ricevono cinque anni di insegnamento.

L'opera possiede la sua propria compagnia di ballerini. La maggior parte sono all'opera dalla loro infanzia. Fanno parte del corpo di ballo dopo un concorso e debuttano come tirocinanti. Avanzano nella loro carriera tramite concorsi e a seconda dei posti disponibili : gruppi di quattro coppie, corifee, soggetti, primi ballerini. Solo le stelle sono nominate dall'amministratore.

Dal gennaio 1981, è nato il Gruppo di ricerca coreografica dell'opera di Parigi (G.R.C.O.P.) composto di undici volontari provenienti dal corpo di ballo e decisamente rivolti verso la danza contemporanea. Attualmente il corpo di ballo comprende 152 ballerini.

 

Nadine COMBET

Quasi completo.Ultimi ritocchi.

Opera di Paris0000.JPG (101840 byte) Opera di Paris0001.JPG (72326 byte) Opera di Paris0006.JPG (89004 byte) Opera di Paris0002.JPG (221281 byte) Opera di Paris0003.JPG (226995 byte) Opera di Paris0004.JPG (209624 byte) Opera di Paris0005.JPG (122187 byte) Opera di Paris0007.JPG (113690 byte)