Zanca Alfredo Model's

          

This is my collection of paper models built with my hands, for ever under construction. Models are exposed in Calenzano Castle http://www.museofigurinostorico.it/home.html  near Florence Italy.

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Chaumont è una dimora signorile caratteristica della fine del XV secolo, qundo l'impianto militare non svolge più alcuna funzione difensiva e diventa solo retorica del potere, quasi un blasone di nobiltà.

 

Storia del castello

Il sito

La posizione sopraelevata, il luogo boscoso, l’ampia vista sulla valle della Loira conferiscono a questo castello un fascino supplementare. In questo stesso posto, nel X secolo si ergeva la fortezza di Eudes di Blois, costruita per difendersi dalle mire del conte di Angiò, Foulques Nerra. In seguito la proprietà passa agli Amboise. 

Gli Amboise

Nel 1465 Pietro I d’Amboise partecipa alla Lega del bene pubblico, costituita contro Luigi XI. Per tutta risposta il re fa radere al suolo la fortezza. Poco tempo dopo viene costruita una nuova dimora. Pietro I muore nel 1473. Suo figlio Carlo I prosegue i lavori fino al 1475, poi nel 1481 muore anche lui. Si fanno risalire a quest’epoca le parti più antiche di Chaumont ancora esistenti: le ali nord e ovest e l’impressionante torre di Amboise, dai caratteri difensivi molto marcati. L’architettura di questa torre si allinea alle costruzioni dell’epoca di Luigi XI, con la sua bertesca tradizionale, la decorazione gotica e il cammino di ronda. L’ala ovest presenta invece una seconda torre di fiancheggiamento per permettere un tiro più preciso e una migliore sorveglianza. Lo sviluppo verticale dell’ala ovest dal lato del cortile, con i suoi semplici abbaini, è tipico della seconda metà del XV secolo.

Carlo d’Amboise

Alla fine del XV secolo la costruzione si blocca, per riprendere poi con una seconda campagna di lavori voluta da Carlo II d’Amboise e da suo zio, il cardinale Giorgio d’Amboise, nato a Chaumont nel 1460. Entrambi vassalli del duca d’Orléans, con l’ascesa al trono del loro signore, che nel 1498 diviene Luigi XII, diventano ancora più ricchi e potenti. Si sa che il cardinale d’Amboise, ministro plenipotenziario del re, diede un notevole contributo all’introduzione dell’italianismo in Francia, in particolare nella residenza estiva degli arcivescovi di Rouen, a Gaillon. Le nuove costruzioni vanno ad aggiungersi alle precedenti, come dimostra il frontone nudo al centro dell’ala sud. Le ali sud ed est, così come l’ingresso, sono di quest’epoca, come dimostrano gli emblemi scolpiti. Il fregio è costituito da due “C” intrecciate e dai monti in fiamme, visualizzazione delle parole “chaud mont” (monte caldo).

 Il castelletto d’ingresso

  

Delle due torri d’ingresso, su quella di destra si distinguono le insegne di Carlo II d’Amboise, su quella di sinistra le insegne di Giorgio d’Amboise accompagnate dal cappello da cardinale. Poiché questi assurse alla porpora nel 1498, è facile datare gli elementi architettonici; una datazione d’altronde confermata dalla presenza, sopra il portale, degli stemmi di Francia con i monogrammi e gli emblemi di Luigi XII e di Anna di Bretagna. Tutto ciò permette di far risalire agli inizi del XVI secolo questa parte della costruzione, che presenta differenze importanti rispetto alle parti precedenti: i muri sono meno spessi, e le finestre forano torri e cortine.

 Il cammino di ronda

L’aspetto del castelletto d’ingresso può sorprendere in un’epoca così tarda, ma può darsi che una simile scelta architettonica sia stata determinata da una costruzione precedente. Comunque, malgrado l’arcaismo della scelta, il disegno delle parti superiori è quanto meno originale se non addirittura unico. Sopra un cammino di ronda tradizionale, che in origine si sviluppava solo sopra le tre torri e il castelletto d’ingresso, uno scrupolo di raffinatezza interviene nel disegno particolare dei beccatelli che sostengono il ballatoio, e soprattutto nelle aperture diseguali ad arco. Lo storico François Gebelin assegna una data più tarda (intorno al 1560) a questo cammino di ronda, che però sembra essere stato concepito in questo modo fin dal principio.

 L’ala sud e la scala

Dal lato del cortile, il retro originario dell’ala sud non è ben conosciuto, dato che tutta l’ala è stata modificata almeno due volte: la prima sotto Luigi XV, la seconda durante i restauri ottocenteschi. In origine, fu creata una scala a chiocciola la cui porta conserva ancora lo stemma del cardinale d’Amboise. La torre fu poi molto sopraelevata intorno al 1860. Solo i due livelli inferiori sono antichi e conservano un ornato scolpito ad arabeschi, anch’esso con lo stemma del cardinale d’Amboise. Per contro, la parte posteriore del castelletto è ben conservata con la sua merlatura originaria. L’aspetto della facciata sul cortile di quest’ala è il risultato di restauri successivi, effettuati da Jules de la Morandière e poi da Paul-Ernest Sanson nella seconda metà del XIX secolo. Il porcospino incoronato di Luigi XII, al centro della facciata, risale invece alle origini. L’antico aspetto di questa facciata è conosciuto grazie alla descrizione datane da André Félibien nel 1681: “Al primo piano.. vi è una specie di terrazza in pietra da taglio che ha una larghezza da cinque a sei piedi. E’ sorretta da file di grandi conchiglie, le une sopra le altre, e queste conchiglie sono sostenute da mensole ornate da maschere e stemmi della casa d’Amboise”. Non si sa se le decorazioni che appaiono sui rilievi prima del restauro di Sanson siano antiche o solo opera di La Morandière. Tuttavia è certo che le diverse campagne di restauro del XIX secolo hanno lasciato dietro di sé le loro concezioni di come dovesse essere una grande dimora principesca su una struttura antica.

 Il camino

All’interno sembra che non sia rimasto niente della decorazione originaria, eccetto il camino della camera al primo piano della torre San Nicola, al termine dell’ala orientale. Si tratta infatti di una decorazione che può risalire all’epoca della costruzione della torre, vale a dire all’epoca di Luigi XII, a cui è stato aggiunto verso il 1560 l’emblema di Diana di Poitiers.

Diana di Poitiers

La famiglia d’Amboise conservò Chaumont per cinque secoli. La dimora fu poi acquistata, nel 1560, dalla regina Caterina de’ Medici, vedova di Enrico II, e fu successivamente oggetto di uno scambio forzato con Chenonceaux, di proprietà di Diana di Poitiers. Quest’ultima conservò Chaumont, ma a quanto pare usandola poco, fino alla morte nel 1566. Fu lei a far scolpire, nei ballatoi delle torri, il suo monogramma e il suo emblema. Forse preludevano a lavori più importanti? E’ possibile che il cammino di ronda delle torri sia stato rifatto per la circostanza, con le sue aperture ad arco che testimoniano una concezione più moderna, come pensa François Gebelin. 

Il XVIII secolo

L’ala nord sulla Loira sparisce nel XVIII secolo, verso il 1740. Certamente è nel secolo dei Lumi che furono aperte nell’ala sud le finestre sull’esterno, modificandone notevolmente l’aspetto. Dal lato del cortile, l’installazione di abbaini classici, occhi di bue e finestre ad arco, visibili sulle vecchie foto, sono testimonianza delle trasformazioni realizzate verso il 1730. Si può concludere anche che all’epoca questa parte costituiva l’ala principale d’abitazione.

Il principe de Broglie

Nel XIX secolo, il castello fu oggetto di due campagne di restauro: la prima condotta dall’architetto Jules de la Morandière, che lavorò per il visconte Walsh a partire dal 1848, la seconda a cura di Paul-Ernest Sanson, che restaurò Chaumont dal 1875 per conto del principe Amédée de Broglie. Risalgono a quest’epoca le belle scuderie nel parco del castello e le principali sistemazioni interne, come il grande salone, il biliardo, la biblioteca. Il restauro fu esteso anche alle parti principali delle sculture decorative esterne. Contemporaneamente, il celebre giardiniere Achille Duchène organizzò un parco all’inglese, il primo giardino che Chaumont sembra aver mai conosciuto.

Luogo d'esilio

Vi sono luoghi che sembrano votati all’esilio. La rudezza feudale di Chaumont è ben lontana dalle grazie femminili. E tuttaviaÉ Esiliata da Napoleone, Madame de Sta‘l trascorre un periodo di tempo a Chaumont, circondata dalla sua corte letteraria. Per un breve momento sembra recitare di nuovo una storia ben più antica.

Caterina de’ Medici

Nel 1560, Caterina de’ Medici rimane vedova di Enrico II. Acquista Chaumont. Per viverci? Certamente un po’, ma soprattutto per tentare di vendicarsi di Diana di Poitiers, che è regina di Francia ben più di lei. Per vendicarsi di aver visto così a lungo le iniziali di Enrico e Diana allacciarsi davanti ai suoi occhi, sugli architravi delle porte come sulle cappe dei camini delle residenze reali. Diana abita a Chenonceaux per grazia reale. Chaumont e Chenonceaux, quasi il simbolo di una vita impresso nel paesaggio. Chaumont potente e scuro castello medievale, Chenonceaux dall’eleganza altera e pacata delle pietre rinascimentali, opera quasi femminea. Caterina si vendica costringendo Diana ad accettare lo scambio di Chenonceaux con Chaumont.

Alfred de Vigny

“Costruito sulla collina più alta di questa riva della Loira, il castello di Chaumont svetta con le sue alte mura e le sue enormi torri; lunghi campanili di ardesia le innalzano alla vista e danno all’edificio un’aria da convento. Tutti i vecchi castelli di Francia hanno questo aspetto religioso, che imprime un carattere più grave ai paesaggi di gran parte delle province francesi.

Alberi neri e fitti circondano da tutti i lati questo antico maniero; da lontano assomigliano alle piume che avvolgevano il cappello di re Enrico; un grazioso villaggio si estende ai piedi del monte, lungo il fiume, e si direbbe che le sue bianche case escano dalla sabbia dorata; lo collega al castello che lo protegge uno stretto sentiero che serpeggia tra le rocce; al centro della collina si trova una cappella; i signori scendevano e gli abitanti del villaggio salivano al suo altare: luogo d’eguaglianza, posto come una zona neutra tra miseria e grandezza, che troppo spesso si sono combattute”.

 Alfred de Vigny Cinq-Mars 1826

 

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