Zanca Alfredo Model's

          

This is my collection of paper models built with my hands, for ever under construction. Models are exposed in Calenzano Castle http://www.museofigurinostorico.it/home.html  near Florence Italy.

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Bassa marea:

Bassa marea

Mont-Saint-Michel 

Isolotto roccioso granitico situato nel golfo di Saint-Malo, lungo la costa della Francia nordoccidentale, affacciato sul canale della Manica. Durante la bassa marea è collegato alla terraferma da una diga su cui corre una strada. È interamente occupato da un villaggio di origine medievale cinto da mura fortificate e dominato da un'abbazia benedettina, considerata un notevole esempio di stile gotico.Fondata nell'VIII secolo da sant'Uberto di Avranches, l'abbazia resistette agli assalti degli inglesi nel corso della guerra dei Cent'anni e fu utilizzata come carcere politico durante la Rivoluzione francese. Oggi è un monumento storico e artistico che, insieme all'interesse paesaggistico del luogo, che cambia aspetto con l'andare e venire delle maree, rende Mont-Saint-Michel una delle maggiori attrattive turistiche della Francia. La popolazione è di circa 80 abitanti (1990)

La posizione e l'ambientazione eccezionali e impervie di Mont-Saint-Michel si sono rivelate strategiche al fine della protezione e della difesa del sito, ma sono anche la ragione del suo fascino mistico. Due volte al giorno una delle più forti maree d'Europa sale a circondare l'isolotto, separandolo dalla terraferma. Prima che fosse completata la diga nel 1879, l'abbazia era praticamente irraggiungibile durante l'alta marea, ma anche con la bassa marea il tratto da percorrere sulla striscia sabbiosa affiorante era infido; altrettanto pericolose sono le nebbie che calano improvvise e le maree che possono salire con grande rapidità. La marea a Mont-Saint-Michel avanza in media di 3,75 km/h; in certe condizioni può arrivare anche a 30 km/h: ecco perciò che ci si può improvvisamente ritrovare inghiottiti dal mare senza accorgersene. Per i pellegrini che giungevano all'isola, i pericoli cui si poteva andare incontro in questi luoghi simboleggiavano il passaggio al paradiso attraverso la morte. Durante il Medioevo, Mont-Saint-Michel era una delle più popolari mete di pellegrinaggio del mondo cristiano. In quell'epoca l'abbazia situata in cima all'isolotto roccioso ospitava una fiorente comunità di monaci benedettini. Ogni anno, migliaia di pellegrini giungevano qui da tutta Europa per onorare il santo patrono locale, l'arcangelo Michele; oggi milioni di persone visitano il sito che è divenuto una delle più rinomate attrattive turistiche della Francia, per la sua straordinaria ambientazione e per l'architettura del complesso monastico che ispira un certo timore reverenziale. Gli abitanti del luogo risiedono in un piccolo borgo ai piedi dell'isolotto.

Sala dei Cavalieri

I massicci pilastri e il soffitto a volta della Sala dei Cavalieri, nell'edificio detto "La Merveille", sorreggono il chiostro situato sopra. Nonostante il nome, questa stanza non era usata da cavalieri, ma serviva come scriptorium del monastero, ovvero il luogo dove i monaci ricopiavano i manoscritti, e come biblioteca. Su una parete sono incisi i nomi dei cavalieri che difesero l'abbazia durante la guerra dei Cent'anni (1337-1453) ed è da questo che la sala prende la sua denominazione. Il soffitto è formato da volte a costoloni, fatte di archi intersecantisi: questo tipo di struttura è più leggera della volta semicircolare a botte, poiché la zona tra i costoloni è riempita di pietra di peso leggero. Le sale con volta a costoloni richiedono meno elementi di sostegno e possono essere perciò sviluppate in ampiezza, con pareti di minor spessore e vetrate più grandi per favorire una maggiore illuminazione.

Scriptorium

La Sala dei Cavalieri all'interno dell'abbazia anticamente svolgeva la funzione di scriptorium, ovvero la stanza dove venivano ricopiati a mano i manoscritti, come si usava fare prima dell'invenzione della stampa. I monaci ricopiavano le Sacre Scritture e altri importanti testi e sovente illustravano e decoravano le pagine con miniature; oggi molti manoscritti miniati sono considerati preziose opere d'arte. I testi ricopiati non erano solo di soggetto teologico e religioso, ma anche profano: in questo modo poterono essere tramandate molte opere di autori greci e romani. I monasteri divennero così centri di diffusione della cultura, contendendo il primato alle grandi università europee con le loro vaste biblioteche; l'abbazia di Mont-Saint-Michel era famosa per la sua ampia collezione di manoscritti.

 

 

 

 

 

 

Ordine di San Michele

Il re di Francia Luigi XI, pellegrino a Mont-Saint-Michel, nel 1469 fondò l'ordine di San Michele. L'appartenenza all'ordine era per i suoi membri un distintivo d'onore e un segno di benemerenza sociale; i cavalieri onorari erano considerati i difensori dell'arcangelo in Terra. Nel dipinto, opera di Jean Fouquet, si vedono il sovrano (al centro) e i primi quattordici cavalieri dell'ordine, con la caratteristica uniforme che includeva un medaglione d'oro con l'immagine del santo che combatte il drago, come si vede nel quadro alle spalle del sovrano che ripropone lo stesso motivo. Alla fine del Medioevo queste organizzazioni di carattere militare furono sostituite da ordini soprattutto cerimoniali, basati sugli ideali della cavalleria e simili agli ordini monastici, che si diffusero nella maggior parte dell'Europa. San Michele fu eletto patrono dell'ordine francese soprattutto per il ruolo che Mont-Saint-Michel svolse durante la guerra dei Trent'anni (1337-1453), quando l'isola fu assediata dagli inglesi e divenne il simbolo della resistenza francese. Il motto dell'ordine è Immensi tremor oceani, locuzione latina che significa "Terrore dell'immenso oceano".

 

 

 

San Michele

Secondo le religioni cristiana, ebraica e musulmana, Michele è uno dei sette arcangeli, posti nella gerarchia sopra gli angeli. Secondo la tradizione, egli condusse gli angeli in una guerra contro Lucifero, sconfitto e cacciato dal paradiso. Durante il Medioevo, perciò, l'arcangelo Michele era considerato il difensore del Bene contro il Male e un giudice di anime. L'iconografia corrente lo ritrae come un giovane cavaliere con la spada fiammeggiante, oppure con la bilancia per pesare le anime. Nonostante il nome faccia presumere una connessione con l'arcangelo, Mont-Saint-Michel secondo la tradizione non è un luogo di apparizione del santo né vi è conservata una qualche reliquia a lui collegata. L'isola e l'abbazia, tuttavia, sono sempre state considerate sotto la protezione di san Michele e ogni anno migliaia di pellegrini raggiungono il luogo per venerarlo.

 

 

 

 

 

Cripta

Una piccola congregazione di monaci risiede tuttora nell'abbazia di Mont-Saint-Michel e officia i riti liturgici sia nella chiesa sia nella sottostante cripta di Nostra Signora delle Trenta Candele, i cui massicci archi sostengono il transetto settentrionale della chiesa; un'analoga cripta, detta di San Martino, sostiene il transetto meridionale. L'isolotto fu sede di una comunità di benedettini dal 966 al 1790, quando il governo rivoluzionario abolì tutte le congregazioni religiose in Francia trasformando questo complesso monastico in carcere; in seguito, dal 1865 al 1886, fu occupato da una comunità di missionari e a partire dal 1969 dalla congregazione attuale.

 

 

 

 

 

 

Grande ruota

La Grande Ruota, usata per sollevare pesanti carichi su per gli erti pendii dell'isolotto, fu installata nel XIX secolo, quando Mont-Saint-Michel venne trasformato in prigione, e veniva azionata dagli stessi carcerati. Il complesso monastico era stato destinato a uso carcerario già nel XV secolo, sotto il regno di Luigi XI; dopo l'abolizione degli ordini religiosi, sancita nel 1791 dal governo rivoluzionario francese, esso divenne ufficialmente una prigione e venne ribattezzato Mont-Michel e in seguito Mont-Libre (Monte Libertà), ospitando, oltre ai prigionieri politici, quegli stessi monaci che si erano rifiutati di abiurare alla fede. Il monastero continuò a essere utilizzato come prigione fino al 1865, quando iniziò il restauro dell'abbazia medievale per un'iniziativa popolare a capo della quale ci fu lo scrittore Victor Hugo.

 

 

 

 

 

Abbazia

Sulla sommità dell'isolotto di Mont-Saint-Michel si erge l'abbazia benedettina, un misto di stile romanico e gotico. I monaci vi si riunivano per le funzioni in specifici momenti della giornata; per i pellegrini la partecipazione al rito liturgico nella chiesa veniva a coronamento del viaggio. La costruzione attuale, iniziata nel 1023, non è la prima struttura qui edificata: in cima alla collina sono state rinvenute tracce di un dolmen dell'età della Pietra, ovvero di un ambiente fatto di larghe lastre di pietra; inoltre, frammenti di un mosaico ritrovati sull'isola suggeriscono l'ipotesi, suffragata anche da testi storici, della presenza di un santuario di epoca romana. L'abbazia non è, d'altra parte, la prima chiesa cristiana a Mont-Saint-Michel: i monaci benedettini qui giunti nel 996 al seguito del duca di Normandia Riccardo I eressero questo edificio sopra una preesistente piccola chiesa che serviva la comunità fondata da sant'Uberto. La navata centrale a tre piani fu completata nel 1085; il presbiterio semicircolare che circonda l'altare fu iniziato nel 1446 e portato a termine nel 1521, a sostituzione di una porzione strutturale della chiesa precedentemente crollata nel 1421.

 

 

 

Chiostro

Nel cuore del complesso monastico di Mont-Saint-Michel si trova il chiostro, circondato da una doppia fila di colonne, dove i monaci benedettini si recavano a meditare. Il chiostro è all'ultimo piano dell'edificio gotico detto "La Merveille", così denominato per le "meravigliose" prodezze ingegneristiche che occorsero per costruirlo; dato il limitato spazio usufruibile sull'isolotto roccioso, gli architetti progettarono una struttura che si sviluppa a più piani in altezza. Destinata a ospitare gli alloggi dei monaci, "La Merveille" fu iniziata nel 1211 e portata a termine 17 anni più tardi: un'impresa altrettanto prodigiosa, visto che i lavori a quel tempo erano interamente eseguiti a mano.

 

Refettorio

Il refettorio, lungo 34 metri e largo 10, si trova al piano superiore dell'edificio detto "La Merveille". I monaci si riunivano nel refettorio per i pasti in comune, cui presiedeva l'abate, il superiore della comunità benedettina; secondo la regola dell'ordine il pasto veniva consumato in silenzio, a parte la lettura di un passo liturgico, e i monaci comunicavano a gesti. Gli architetti vollero edificare una sala vasta e ben illuminata priva di pilastri di sostegno nel mezzo: a tal fine progettarono una copertura lignea con volta a botte uniformemente sorretta da un colonnato ad archi che corre lungo i bordi della sala, inframmezzato da una serie di strette vetrate.

 

 

 

 

 

 

Archi rampanti del presbiterio

Strutture architettoniche dette "archi rampanti" congiungono le alte pareti del presbiterio, la parte della chiesa che contiene l'altare e il coro. Nell'arco rampante un'estremità dell'arco aggetta sulla parete esterna dell'edificio e l'altra scende fino al pavimento; nel presbiterio pesanti soffitti a volta esercitano una forte pressione verso il basso e verso l'esterno contro le pareti: la funzione dell'arco rampante è perciò quella di alleggerire la pressione scaricandola al suolo, evitando così il crollo della struttura. Senza questo elemento di sostegno, gli alti soffitti a volta tipici degli edifici gotici non sarebbero stati possibili: l'arco rampante è perciò considerato una delle più importanti innovazioni dell'architettura medievale, che ha reso possibile anche la realizzazione di pareti di minor spessore e di vetrate più ampie.

 

 

 

 

 

Borgo

Ai piedi dell'isolotto si trova il borgo che nel corso dei secoli ha accolto e ospitato pellegrini e turisti provenienti da ogni parte del mondo. Fin dal Medioevo i pellegrini, soprannominati miquelots, trovavano qui locande dove riposare e rifocillarsi e botteghe dove acquistare oggetti in ricordo del viaggio, tra cui le tipiche conchiglie dei fondali sabbiosi che circondano l'isola, simbolo di san Michele e del luogo a questi consacrato. Durante il Medioevo i pellegrinaggi erano considerati rituali importanti nell'ambito del culto cattolico: il viaggio ai luoghi santi, spesso lungo e irto di pericoli, veniva compiuto da individui di tutte le classi sociali, dal contadino povero al sovrano. Secondo una cronaca del tempo, si calcola che nel XIV secolo, nel corso di un anno, più di 16.700 pellegrini arrivarono a Mont-Saint-Michel; oggi, ogni anno più di due milioni di persone visitano questo luogo, che è una delle maggiori attrattive turistiche della Francia settentrionale.

 

 

 

 

Cappella di Sant'Uberto

Ai margini dell'isolotto di Mont-Saint-Michel sorge la cappella di Sant'Uberto, consacrata al fondatore dell'abbazia; la cappella è situata in cima a una roccia che, secondo una leggenda locale, fu staccata dall'isolotto da un bambino. Nel 708 l'arcangelo Michele apparve in sogno a sant'Uberto, vescovo della vicina diocesi di Avranches, ordinandogli di erigere una chiesa a lui dedicata. Uberto, scettico, non aderì subito alla richiesta e l'arcangelo dovette comparirgli in sogno altre tre volte, trafiggendo alla fine la testa del vescovo con un raggio di luce, prima che questi accettasse il compito affidatogli. Sulla sommità dell'isolotto prescelto vi era però un antico monolito di pietra che gli uomini di Uberto non riuscivano a smuovere. Un contadino del luogo, obbedendo a un'ingiunzione ricevuta in sogno, condusse i suoi figli sul posto per tentare l'impresa e fu proprio il suo bambino più piccolo che vi riuscì, facendo rotolare la pietra giù per la collina fin dove si trova ora la cappella.

 

 

 

 

Veduta dall'alto

La scala che sale tra i pinnacoli dell'abbazia permette una vista magnifica dei fondali sabbiosi e del borgo medievale dell'isola. Qui in alto si possono anche ammirare da vicino le sculture in pietra in stile gotico che decorano l'edificio, con le loro superfici merlettate che testimoniano la perizia degli artigiani medievali, maestri nell'intaglio della pietra. Gli imponenti pinnacoli in cima agli archi rampanti che sostengono le alte pareti dell'abbazia hanno una funzione strutturale oltre che decorativa: essi infatti accrescono il peso sostenuto dagli archi, esercitando una pressione verso il basso sui pilastri su cui gli archi poggiano.

 

 

 

 

 

 

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