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Arco
di Costantino Campidoglio
Empire
State Building
Institute
de France Opéra de paris
Porta di
Brandeburgo
1.
INTRODUZIONE Neoclassicismo
(arte e architettura)
Stile caratterizzato dal recupero delle antiche forme dell'arte
greca e dell'arte romana; coinvolse le arti figurative e decorative nonché
l'architettura, in Europa e in America del Nord, dalla metà del XVIII secolo
all'inizio del XIX. Gli artisti neoclassici cercarono dapprima di ovviare
all'eccesso di sensualità del barocco e del rococò, che essi consideravano
triviale, attraverso uno stile che fosse il più possibile geometrico, solenne
nei toni, moralizzante nel carattere.
L’idealizzazione
del reale e la rigorosa aderenza ai modelli dell’arte greca e romana furono tra
i principi fondamentali del neoclassicismo, adottati da Antonio Canova in
capolavori di grande perfezione formale ed equilibrio compositivo. Nella famosa
Paolina Borghese (1804-1808, Galleria Borghese, Roma), è la statuaria romana ad
essere presa a riferimento, per un ritratto della sorella di Napoleone Bonaparte
di significato essenzialmente celebrativo.
Lo stile neoclassico ebbe un grande impulso in seguito agli scavi
che in Italia riportarono alla luce le rovine delle antiche città romane di
Ercolano (1738) e Pompei (1748), alla pubblicazione di alcuni libri, come Le
antichità di Atene (1762) degli archeologi inglesi James Stuart e Nicholas
Revett, nonché al recupero dei marmi di Elgin, traslati a Londra nel 1806.
Esaltando la "nobile semplicità e serena grandezza" dell'arte
greco-romana, lo storico dell'arte tedesco Johann Winckelmann spronò gli
artisti a studiarne e imitarne le forme ideali ed eterne. Le sue idee trovarono
un'entusiastica accoglienza nei circoli internazionali di artisti che si
raccolsero intorno a lui a Roma verso il 1760. Nacque una polemica tesa a
stabilire una superiorità fra la tradizione greca e quella romana: Winckelmann
prediligeva l'arte greca, mentre la romanità trovava la sua esaltazione, ad
esempio, nelle incisioni di Giovanni Battista Piranesi.
Quando i movimenti rivoluzionari in Francia e in America
instaurarono un regime repubblicano, i nuovi governi scelsero lo stile
neoclassico come arte ufficiale in virtù della loro aspirazione a rispecchiarsi
nella democrazia dell'antica Grecia e nella Roma repubblicana. In seguito,
quando Napoleone I salì al potere in Francia, lo stile si adattò al nuovo
regime e il periodo di riferimento divenne quello della Roma imperiale. Con
l'emergere del movimento romantico, il gusto per le espressioni più soggettive
e originali andò gradualmente sostituendo un'arte basata su canoni rigorosi e
valori ideali.
2.
ARCHITETTURA
L'architetto e designer scozzese Robert Adam, che nella seconda metà
del XVIII secolo riprogettò alcune tipiche residenze inglesi di campagna (tra
cui Sion House, 1762-1769, e Osterley Park, 1761-1780), introdusse il
neoclassico in Gran Bretagna, pur mantenendo caratteristiche rococò nella
sontuosità ornamentale delle facciate e nella raffinatezza delle proporzioni.
Un'architettura ispirata ai modelli greci è testimoniata in Inghilterra da
molte costruzioni – soprattutto a Londra – come la rotonda della Banca
d'Inghilterra (1796), di John Soane, e il portico del British Museum
(1823-1847), di Robert Smirke. Il revival delle forme classiche fu modificato
dallo stile Regency, un notevole esempio del quale sono le facciate di Regent
Street, a Londra, iniziate nel 1812, e il padiglione reale di Brighton
(1815-1823), entrambi disegnati da John Nash.
Il
candido colonnato di Osterley Park House, palazzo nobile che sorge nel Middlesex,
in Inghilterra, e fu ridisegnato in stile neoclassico dall'architetto Robert
Adam fra il 1761 e il 1780. Lo stile dell'edificio, caratterizzato da simmetria
ed equilibrio, risente dell'influenza del palladianesimo, a sua volta derivato
dai canoni dell'antica architettura greco-romana
In Germania il neoclassicismo si espresse nei lavori dell'architetto tedesco Karl Friedrich Schinkel, tra cui il Teatro reale di
Berlino (1819-1821), e di Leo von Klenze. In Francia, Jacques-Germain Soufflot si ispirò al Pantheon romano
per il progetto della chiesa di Sainte Geneviève (1757) a Parigi; Etienne-Louis
Boullée esercitò un'influente attività teorica; Claude-Nicolas Ledoux disegnò,
nel 1771, un padiglione per la contessa Du Barry a Louveciennes e alcune porte
per la città di Parigi (1785-1789); i suoi ultimi lavori consistono nei
progetti, mai attuati, per una sorta di città ideale in cui i disegni degli
edifici sono frequentemente ridotti a essenziali forme geometriche. Gli
architetti ufficiali di Napoleone, Charles Percier e Pierre-François Fontaine,
lavorarono per trasformare Parigi nella principale capitale europea adottando
come modello la sobria monumentalità dell'architettura romana imperiale;
realizzarono opere pubbliche quali l'arco di trionfo al Carrousel du Louvre,
progettato da Percier e Fontaine, e gli Champs Elysées, disegnati da Fontaine,
tutti progetti totalmente estranei alle concezioni visionarie di Ledoux.
Negli Stati Uniti si sviluppò, tra il 1780 e il 1820, una corrente
del neoclassicismo chiamata "stile federale". Ispirato al lavoro di Robert Adam, esso è esemplificato dall'opera di Charles Bulfinch (Massachusetts
State House, Boston, terminata nel 1798). La Maison Carrée – un tempio romano
di Nîmes risalente al I secolo d.C. – fu utilizzata come modello da Thomas
Jefferson per il Campidoglio di Richmond, Virginia (1785-1789). In Italia un precursore dell'architettura neoclassica fu Luigi
Vanvitelli, mentre i nomi più rappresentativi dello stile furono quelli di
Giuseppe Piermarini, che progettò fra l'altro il Teatro alla Scala di Milano
(1776-1778), di Luigi Cagnola e di Luigi Canonica, rappresentanti dell'arte di
ispirazione napoleonica e operanti perciò soprattutto a Milano.
3.
PITTURA
Il centro propulsivo della pittura neoclassica fu Roma, dove molti
artisti provenienti da tutta Europa si raccolsero intorno a Johann Winckelmann.
Tale gruppo comprendeva il tedesco Anton Raphael Mengs, lo scozzese Scot Gavin
Hamilton e l'americano Benjamin West. A Roma operarono anche Pompeo Batoni e
Vincenzo Camuccini, che predilessero temi storici e mitologici. Il Parnaso
di Mengs (1761), un soffitto affrescato per villa Albani a Roma, fu
espressamente realizzato su consiglio di Winckelmann. Diversamente dalle
composizioni barocche o rococò, quest'opera si presenta semplice e lineare,
comprendendo solo poche figure in pose plastiche ispirate alle forme delle
statue antiche. Tra il 1760 e il 1765 Hamilton, che era anche archeologo e
mercante d'arte, completò una serie di cinque quadri, tratti dall'Iliade
omerica, in cui inserì figure derivate dai modelli della scultura classica.
West lavorò a Roma tra il 1760 e il 1763: dipinti come Agrippina con le
ceneri di Germanico sbarca a Brindisi (1768, Yale University Art Gallery,
New Haven, Connecticut) sono appunto influenzati dal suo soggiorno romano;
solenni e austeri nel soggetto e nello stile, appaiono anche corretti, nei
dettagli, dal punto di vista archeologico.
Le stesse tendenze sembrano evidenti anche nella prima fase
pittorica del francese Jacques-Louis David, esponente di massimo rilievo della
pittura neoclassica. Nel suo Giuramento degli Orazi (1784-85, Louvre,
Parigi) lo spazio architettonico geometricamente organizzato e la composizione
delle figure, ispirata agli antichi fregi, riflettono la predisposizione
neoclassica per le strutture sobrie e chiare. Le linee ferme e le luci taglienti
conferiscono a queste figure un carattere quasi scultoreo. Diverse, invece, le
sue ultime opere, commissionate da Napoleone – come l'Incoronazione di
Napoleone (1805-1807, Louvre) – che celebrano il lusso e lo splendore del
potere imperiale. Nell'ultimo decennio del Settecento, i pittori iniziarono a imitare
le piatte e stilizzate figure che ornavano i vasi dipinti greci. Il più famoso
esponente di questo stile fu l'artista inglese John Flaxman le cui incisioni,
realizzate per l'edizione dell'Iliade e dell'Odissea omeriche del
1793, illuminate e modellate attraverso un segno asciutto, piatto e lineare,
sostituirono la prospettiva tradizionale. Uno dei maggiori allievi di David,
erede del suo ruolo di interprete della tradizione classica, fu
Jean-Auguste-Dominique Ingres, che si rifece all'approccio bidimensionale
inaugurato da Flaxman, come nella sua prima opera famosa, Achille e gli
inviati di Agamennone (1801, Ecole des Beaux-Arts, Parigi).
4.
SCULTURA
Poiché la scultura era già stata profondamente influenzata dalle
forme classiche fin dal Rinascimento, il neoclassicismo ebbe un impatto meno
rivoluzionario su quest'arte che non sulle altre. In generale, gli scultori
neoclassici cercarono di evitare le pose contorte e drammatiche e l'impiego di
marmi colorati che avevano caratterizzato la tarda scultura barocca e rococò,
realizzando quindi le loro opere in marmo bianco e optando per una linea decisa
e nobilmente quieta e per forme e soggetti idealizzati. I primi esempi di scultura neoclassica vennero prodotti da artisti
gravitanti intorno al circolo di Winckelmann, a Roma. Tra loro furono John
Tobias Sergel, che al suo ritorno nella nativa Svezia diffuse le forme
neoclassiche in Europa Settentrionale, e gli inglesi Thomas Banks e Joseph
Nollekens, che a loro volta introdussero questo stile di scultura in Gran
Bretagna. Tuttavia, la figura principale nella scultura neoclassica fu
l'italiano Antonio Canova, che divenne membro del circolo di Roma nel 1780.
Lasciandosi alle spalle i condizionamenti barocchi delle prime opere, egli
intese cogliere attraverso il neoclassico l'essenza della severa e ideale
purezza dell'arte antica; l'opera Teseo sul Minotauro (1781-82), ad
esempio, il suo primo lavoro in stile neoclassico, più che la tensione della
lotta rappresenta la suprema calma della vittoria.
Dopo la morte di Canova, l'artista danese Bertel Thorvaldsen ereditò
il ruolo di maggiore scultore europeo. Le sue numerose commissioni
internazionali garantirono al severo stile neoclassico la supremazia
nell'attività scultorea fino alla prima metà dell'Ottocento. Alle sue opere si
affiancano quelle di Johann Gottfried Schadow, autore della quadriga posta sulla
Porta di Brandeburgo (1792-93) a Berlino.
5.
ARTI DECORATIVE
Lo stile neoclassico influenzò profondamente anche le arti
decorative. Verso la seconda metà del XVIII secolo, Robert Adam iniziò a
inserire nei mobili motivi ornamentali classici; introdotto in Francia, il suo
stile classico e semplice divenne noto come style étrusque ("stile
etrusco") e si diffuse alla corte di Luigi XV. Attraverso ulteriori
adattamenti – desunti dalle recenti scoperte archeologiche – verso una
verosimiglianza classica, l'"etrusco" si evolse nel raffinato stile
Luigi XVI, favorito dalla famiglia reale negli anni che precedettero la
Rivoluzione. Per quanto riguarda le ceramiche, lo stile neoclassico eccelse in
Francia nelle porcellane di Sèvres, mentre in Gran Bretagna furono celebri le
ceramiche di Josiah Wedgwood. Durante il periodo napoleonico, fu ridecorato il
castello di Fontainebleau, che era stato la residenza reale e che, seguendo un
progetto condiviso da Percier e Fontaine, fu arredato con mobili, porcellane,
tappezzerie ricchi di motivi classici. Molti interni vennero adattati al gusto
neoclassico, che si diffuse rapidamente in tutta l'Europa.
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