Ferrovia

Mantova - Peschiera


Una ferrovia sfortunata

La Mantova - Peschiera era una ferrovia a scartamento normale in regime di concessione. In poco più d'una trentina di chilometri interamente in sede propria collegava il capoluogo virgiliano col maggiore dei nostri laghi, servendo inoltre una serie di centri a cavallo fra le province di Mantova e Verona.

Dopo il primo breve tratto promiscuo, la linea si dipartiva dalle FS nella stazione di Sant'Antonio Mantovano, dove sorgeva pure il deposito - officina. Al termine del tracciato, in parte a breve distanza dal fiume Mincio, fra le colline moreniche mantovane del Garda, la FMP andava a ricongiungersi alle FS, nella stazione di Peschiera; da qui, grazie ad un raccordo autonomo che andava a sottopassare la Milano - Venezia all'altezza della radice della stazione lato Desenzano, la FMP poteva prolungare le proprie corse od effettuare il servizio merci sino alla riva del lago, a Peschiera Darsena.

Una ferrovia perfettamente integrata nella rete statale, non solo nelle strutture, ma anche nei servizi, considerando che nell'ultimo decennio della sua breve esistenza aveva istituito corse dirette senza trasbordo fra Mantova e Brescia: una relazione la cui utilità era stata lucidamente posta in evidenza sin dalla seconda metà dell'Ottocento.

Cenni storici

Non si vuole, in questa sede, delineare l'intero arco esistenziale della Ferrovia Mantova - Peschiera, ma piuttosto indicarne i momenti essenziali del suo curriculum vitae.

è     7 gennaio 1913: alla Società Anonima Ferrovia Mantova - Peschiera a capitale prevalentemente francese viene rilasciata la concessione per la costruzione ed esercizio della linea;

è     21 settembre 1921: si costituisce il Consorzio Interprovinciale per la Ferrovia Mantova - Peschiera, che subentra alla Società precedente;

è     12 aprile 1932: il Consorzio Interprovinciale F.M.P. subconcede la linea alla Società Anonima Esercizi Riuniti (S.A.E.R.);

è     13 maggio 1934: si tengono le manifestazioni per l'inaugurazione ufficiale della Mantova - Peschiera, che impiega per l'esercizio quattro locomotive a vapore, già del gruppo 870 FS;

è     15 maggio 1934: la ferrovia viene aperta al pubblico;

è     31 agosto 1947: la S.A.E.R. abbandona l'esercizio;

è     1° settembre 1947: inizia la Gestione Commissariale Prefettizia;

è     15 febbraio 1948: il Consorzio Interprovinciale F.M.P. dà avvio alla gestione ordinaria;

è     23 ottobre 1949: si inaugura la trazione Diesel;

è     31 marzo 1957: vengono istituite due coppie di treni diretti Mantova - Peschiera - Brescia senza trasbordo;

è     23 agosto 1966: il Ministro dei Trasporti on. Oscar Luigi Scalfaro decreta la soppressione della Ferrovia Mantova - Peschiera;

è     1° marzo 1967: sono tolte d'orario le corse dirette Mantova - Brescia;

è     30 aprile 1967: circolano gli ultimi treni viaggiatori sulla Mantova - Peschiera;

è     inverno 1970 - 71: contrariamente alle disposizioni contenute nella relazione circa la chiusura della ferrovia, la linea viene smantellata; una buona parte del materiale rotabile trova invece un proficuo riutilizzo, segno che così scassato non doveva poi essere….

è     dopo la soppressione: si mantiene in servizio il tratto Sant'Antonio - Marmirolo, ad uso delle officine C.I.M.A., fino alla loro chiusura nella prima metà degli anni Novanta; nella primavera del 1998 - tuttavia - alcuni mezzi Diesel raggiungono nuovamente la ditta di Marmirolo. Segno di un nuovo impiego del lungo raccordo ex FMP?  

è     settembre 1998: in località Santa Maddalena, fra Sant'Antonio Mantovano e Bancole, il primo PL della Mantova - Peschiera viene coperto dall'asfalto di una ciclabile. Nonostante la vegetazione nasconda ormai il binario, si registra un nuovo transito: il PL asfaltato viene letteralmente sormontato e il treno può di nuovo raggiungere Marmirolo!

è     novembre 1998: si ripristina il binario da Sant'Antonio all'imbocco della stazione di Marmirolo, a servizio della nuova ditta Costruzioni e Attrezzature Ferroviarie "Leon d'Oro" che ha da qualche tempo ripreso ad operare al posto della vecchia C.I.M.A. (che continua ad esistere nella sede di Bòzzolo, sulla Mantova - Cremona); in particolare, si ripulisce la sede ormai invisibile sotto la vegetazione e vengono cambiate le traversine, mentre sono lasciate ancora in opera le rotaie originali FMP da 30 kg/m.

è     febbraio 2000: viene ripulito dalle erbacce anche il piazzale della stazione di Marmirolo, ora utilizzato come scalo per i carri in attesa di lavorazione presso la ditta Leon d'Oro. Dopo breve tempo l'Amministrazione Provinciale di Mantova, proprietaria dell'area, ne inibisce l'impiego alla ditta di Marmirolo, chiudendone l'accesso con un cancello poco dopo il PL.

è     gennaio 2001: l'associazione Utenti del Trasporto Pubblico (UTP) prende ad interessarsi del caso della Mantova - Peschiera e mette in atto i primi studi tesi al ripristino del servizio ferroviario, per i viaggiatori e le merci.

è     marzo 2001: in vista delle elezioni per il rinnovo dell'Amministrazione Provinciale di Mantova, un partito della coalizione di maggioranza inserisce nel proprio programma la proposta per il ripristino della Mantova - Peschiera.

è     maggio 2001: la coalizione che regge l'Amministrazione Provinciale di Mantova vince le elezioni.

è     24 novembre 2001: l'UTP, dopo la presentazione alla stampa del giorno 22, organizza un convegno di studi per il ripristino della Ferrovia Mantova - Peschiera.

è     fine 2001: inizia la distruzione del rilevato di Pozzolo; il fatto viene segnalato da Alessandro Muratori al Vicepresidente della Provincia di Mantova ed Assessore ai Trasporti Claudio Camocardi, che ne prende atto. Sussistono forti dubbi circa la legittimità dell'operazione, in quanto il sedime è ancora di pertinenza al Demanio dello Stato.

è     28 agosto 2002: il Segretario Provinciale dell'UTP di Mantova, Andrea Bertolini, apre la mailing list "Comitatofmp" per raccogliere idee e proposte per il ripristino della Mantova - Peschiera.

è     3 settembre 2002: Alessandro Muratori è nominato dall'UTP Presidente provvisorio del Comitato per il ripristino della Ferrovia Mantova - Peschiera.

è     9 novembre 2002: si tiene la prima riunione del Comitatofmp, a Mantova. Muratori è confermato Presidente del Comitato.

è     24 gennaio 2003: seconda riunione del Comitato, con la partecipazione di un Consigliere comunale di Mantova.

è     16/17 febbraio 2003: lettere di Muratori all'on. Raffaldini e alla sen. Donati (il testo integrale è pubblicato nella mailing list).

è     19 febbraio 2003: il Comitato UTP per il ripristino della Mantova - Peschiera viene citato dal quotidiano veronese «L'Arena».

è     22 febbraio 2003: terza riunione del Comitato, preannunciata anche sulla stampa mantovana.

è     29 marzo 2003: quarta riunione del Comitato, con presentazione del piano complessivo Utp al Consigliere comunale mantovano Gaddi.

è     31 maggio 2003: sesta riunione del Comitato, in vista dell'assemblea del 4 ottobre al cinema Mignon di Mantova.

è     giugno - novembre 2003: il Comitato FMP consolida i propri rapporti con l'UTP, si arricchisce di nuovi collaboratori e rivede il progetto di assemblea, promuovendolo al rango di "Tavola rotonda" dal titolo "Il treno per la città".

è     13 dicembre 2003: Tavola rotonda nella sala del Convento di Santa Maria del Gradaro di Mantova.

è     dicembre 2004: dall’Associazione di Studi Storici “Carlo Brusa” di Desenzano viene pubblicato il volume “Binari sul Garda” di Giancarlo Ganzerla, che dedica un intero capitolo alla Mantova - Peschiera.

è     8 febbraio 2005: in piena crisi ambientale il quotidiano “Gazzetta di Mantova” pubblica in un riquadro posto in bell’evidenza nella rubrìca “Lettere al Direttore” un intervento di Alessandro Muratori per il rilancio delle ferrovie che convergono su Mantova, compreso il riutilizzo della Marmirolo - Sant’Antonio Mantovano con ricostruzione della Mantova - Peschiera fino a Roverbella Centro.

è     fine 2005: chiude la Leon d'Oro di Marmirolo e il raccordo di 4 km da Sant'Antonio viene dismesso per la seconda volta. È tuttavia preservato da smantellamento durante la realizzazione di nuove strade fra Sant'Antonio e Marmirolo.

è     maggio 2008: TeleMantova realizza un servizio sulla Ferrovia Mantova - Peschiera, intervistando il delegato UTP Alessandro Muratori, nell'ambito della serie "Vecia Mantova". L'intervista passa ripetutamente sul piccolo schermo. La linea viene rilanciata non in un'operazione di nostalgia, ma come collegamento di ordinario utilizzo per merci e viaggiatori. Al lungo e costante impegno dell'UTP, per il suo rilancio si aggiungono anche Roberto Mattioni, Presidente dell'associazione Ferrovia Mantova - Peschiera, che dispone di un proprio sito, e il Consigliere comunale di maggioranza di Mantova Maurizio Vasori.

è     giugno 2008: si fa strada l'idea di proporre il ripristino della Mantova - Peschiera nell'ambito dei potenziamenti infrastrutturali in vista dell'Expo di Milano del 2015: la linea viene concepita come via alternativa per raggiungere il capoluogo lombardo in modo più veloce ed affidabile rispetto alla Mantova – Cremona - Codogno, perenne fonte di disagi per chi debba recarsi a Milano.

è gennaio 2009: Alessandro Muratori fonda su Facebook il gruppo "Vogliamo la Mantova-Peschiera", che in pochi giorni supera il numero di 100 aderenti.

è febbraio 2009: il gruppo locale "Gli Scarponauti" progetta per domenica 1° marzo un'escursione lungo i primi quattro chilometri della FMP, tra Sant'Antonio Mantovano e Marmirolo, nell'ambito delle iniziative per la II Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate. L'iniziativa registra il patrocinio dell'Amministrazione Provinciale di Mantova e lo stesso Presidente Maurizio Fontanili, che non ha mai nascosto il proprio scetticismo circa le proposte di ricostruzione della ferrovia, saluta il numeroso gruppo dei partecipanti. La manifestazione viene ripresa dai giornali mantovani e da alcuni siti del mondo della scuola.

 

Potenzialità turistiche

Di immediata evidenza l'interesse ed il valore turistico di questa relazione ferroviaria: una linea che unisce il cuore della Pianura Padana con uno dei centri più importanti della riviera gardesana. Basti pensare soltanto al fatto che le automotrici FMP potevano arrivare fin sulla sponda del lago, immediatamente a ridosso del battelli della Navigazione Lacuale, in quella stessa darsena dove ancor oggi continuano ad approdare, a quasi quarant'anni dalla disgraziata chiusura della ferrovia, decretata con incredibile miopia e colpevole leggerezza.

In pochi altri casi una linea ferroviaria avrebbe potuto vantare una rosa di offerte così ampia, come la Mantova - Peschiera. Motivi d'interesse artistico, naturalistico, culinario. Mantova, in primo luogo: un vero scrigno d'arte, degno di una visita di più giorni. Valeggio, col suo Ponte Visconteo (quel Ponte Lungo agli onori delle cronache di qualche tempo fa per i suoi 600 anni), il Castello Scaligero, il meraviglioso Parco Sigurtà, la pittoresca frazione di Borghetto, a scavalco di uno dei dislivelli del Mincio. Poi Monzambano, distesa sulle Colline Moreniche, con una bella Parrocchiale a dominare l'abitato, segnata dal Castello e signora di incantevoli dintorni. Infine Peschiera, movimentato centro turistico del Basso Garda, ricco di negozi ed esercizi pubblici.

Una passeggiata fra le Colline Moreniche fa immergere in un misto fra pianura e bassa montagna, campi coltivati e assolati e vie ombrose, in boschetti riparati, silenziosi, puliti. Oppure si può seguire il Mincio, anche in bicicletta, in pattini a rotelle o addirittura a cavallo. E per quando si è stanchi, non rimane che l'imbarazzo della scelta fra i mille e mille locali, dal ristorante di lusso alla romantica trattoria sperduta. Ottima la scelta dei vini locali (...e spumanti, ...e grappe...), non si può sbagliare nemmeno se si vuole…

 

Un viaggio nel tempo

Nelle pagine seguenti la passione dell’ultimo capodeposito della FMP, Dino Ongari, e l'archivio fotografico Calzolari di Mantova ci permettono di compiere un viaggio ideale sulla Freccia dei Laghi, a partire dalla stazione di Peschiera

 


 

 

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ultimo aggiornamento della pagina: 6.03.09