CELTIC BALLADS
ANTICHE BALLATE POPOLARI
di origine celtica e composizioni originali
Annabel Lee (trad irlandese)
Il primo testo che si conosca è stato scritto nel 1700 da
Freckled Donald Macnamara, su una musica molto più antica: in gaelico,
declama la nostalgia verso la sua amata terra. Si conoscono poi altre
versioni tra cui quella del poeta e musicista irlandese Thomas Moore (1779-1852) “I've A Secret To Tell
Thee”. E anche noi abbiamo aggiunto la nostra versione adattando “Annabell
Lee” di A. E. Poe (1809-1848)
The Leprechaun song (trad irlandese)
Il popolo degli elfi, delle fate e di tante altre
fantastiche creature è il soggetto di innumerevoli racconti, leggende e
canzoni in Irlanda: il Leprecauno è il folletto “tesoriere” del Reame, che si
preoccupa di trovare un buon nascondiglio al suo pentolone pieno d'oro. Il
povero folletto, ha sempre molto da fare: gli arcobaleni indicherebbero agli
umani il nascondiglio del pentolone e lo costringono a spostare il tesoro in
fretta e furia in un nuovo luogo segreto...
The
Moorlough shore (trad irlandese)
Melodia molto antica. Nota anche come "The Foggy
Dew" (con un testo diverso dedicato alla rivolta di Dublino nella Pasqua
del 1916). Questa versione racconta la delusione di un giovane che si vede
rifiutato dalla donna desiderata e decide di abbandonare la sua terra. Ella
vuole aspettare il ritorno del suo primo amore, partito per la guerra: per
sette anni lo attenderà lungo le coste del Nord Irlanda.
Lord
Oluf
(trad inglese)
Una antichissima ballata popolare danese di cui si
conoscono versioni in Inghilterra e Germania. Anche il nostro Carducci la
tradusse con il titolo “La figlia del Re degli Elfi”. Quella che proponiamo è
più recente e risale alla poesia di Johann Gottfried Herder (1744-1803) su
musica originale.
Ye banks and braes (trad scozzese)
Triste storia d’amore su una ragazza scozzese abbandonata
dal suo falso innamorato dopo essere stata sedotta (versione di Robert Burns,
1759-1796: poeta scozzese, scrittore di canzoni e brani musicali, grande collezionista di brani
tradizionali)
The ballad of Jhon
Barleycorn (trad inglese)
John Barleycorn è una canzone tradizionale diffusa in Inghilterra
e in Scozia, incentrata su questo personaggio popolare, che è poi lo spirito
della birra e del whisky. Del testo della canzone esistono diverse versioni
-la più antica che si conosce risale al 1460- raccolte in varie epoche, tra
cui quella curata dal poeta scozzese Robert Burns. In questa canzone
confluiscono miti e credenze che risalgono all'inizio della civiltà
contadina, usanze che sono state seguite in Inghilterra in queste forme fino
ai primi decenni del '900.
Never wedd an old man (trad irlandese)
Una canzone molto popolare che scoraggia le giovani donne
irlandesi a sposare uomini troppo anziani
Last rose of summer (trad inglese)
La lirica di questa popolare melodia inglese è stata
scritta dal poeta irlandese Thomas Moore nel ‘800, impressionato dalla
fioritura di una varietà di rosa la più bella tra tutte.
Geordie
(trad inglese)
Geordie era un personaggio storico: George Gordon conte di
Huntly, che, ribellatosi contro il Re di Scozia Giacomo VI nel 1589, fu
imprigionato e condannato a morte come traditore, ma in seguito liberato per
intercessione della sua famiglia. La ballata di "Geordie" ha
originariamente un lieto fine: la giovane moglie che si reca a corte ad
implorare per la vita del suo sposo riesce nel suo intento. La ballata ha
avuto grande diffusione nell'intera Gran Bretagna dando luogo a numerosissime
varianti. Quelle inglesi, però fanno di Geordie un bracconiere. Come nella
versione di Thomas D'Urfey,1719-1720 che anche Fabrizio De Andrè interpretò
nel 1964. Nell'Inghilterra medievale la caccia di frodo nelle tenute e nelle
riserve reali era punita con la pubblica impiccagione; ed a queste
severissime leggi non sfuggivano neanche i nobili. Così al giovane Geordie
viene riservato il privilegio di essere impiccato con una corda d'oro.
Lady Greensleeves (trad inglese XVI sec)
La melodia risale alla fine del 500, mentre la lirica, un
canto d'amore di un gentiluomo alla sua Lady Greenleeves, (la Signora dalle
maniche Verdi) è del 1652. La leggenda vuole che sia stato Enrico VIII a scrivere
tale canto per Anna Bolena durante il loro regno nel 1530, ma la lirica si
presta ad una interpretazione più ironica e di gusto popolare: un marito che
si lamenta della sua bisbetica signora!
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