Casella di testo: Locusta ingrata
 
Chè vivere non lasci il gelsomino
mio? alla furbizia tua nell'imboscarti
mi ridurci le foglie un filamento,
soffriamo insieme il tuo peccaminare.
 
Chissà se poi io trascurassi il danno
e come me, voi in poche per giardini,
anche tant'altri in queste terre ricche
consentissero in pace il tuo sfrondare...
 
...forse lontan sorelle più affamate
migrerebbero dal sole d'oriente
'sì lasciando sorriderne i raccolti,
e per altri un poco di che vivere.
 
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