Casella di testo:  
Un gallo ad Esculapio
 
La condanna ci arrende già sul nascere
ma da millenni c'insegnano bugiardi
a mascherarla felici al giusto pàscere,
sulla mensa spensierata della vita
nell'ingozzarci da miseri codardi,
a berne calici e poi dimenticarla,
a rifiutarla...pensar d'uscirne eterni!
 
E allor perdiamo di fede e d'ideale,
l'osanna sempre all'oggi: ch'è mai il domani?
innalzando sugli altari la giustizia
santifichiamo sempre al più sleale,
e in quel rapporto umano e d'amicizia
viepiù irridiamo il dono di due mani
tese, a trarci forse fuor dalla sporcizia.
 
Rima e retorica blasfème in questo stacco?
Fìeri d'un mondo voi pregno d'egoismo
che protestate soltanto all'apparenze
ma dove altèri calpestate l'altruismo,
quando lo sdegno vi prende in quello scacco
finale, alla resa d'ogni vostro fallo,
e v'accorgete un po' tardi dello smacco 
per quel trapasso: volete pure il gallo?
 
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