
Fede, Speranza e Carità
(memento e mònito)
personaggi:
l'Onnipotente
san Pietro>
primo postulante
Fede
- Sanpietro mio, mi sento poco bene! -
- Perdio!!...pardon scusate, ma che dite? -
- Mio diletto, n'ho viste proprio tante,
tu sai ben quante dal tempo che mutai
quella lombata, e a mo' di clone mio
cercai felice quella somiglianza
per dare al primo figlio compagnia...-
Il seme che inventò pareva strano
ma allor d'alieno aveva poco o niente
che la mano d'esperto non tradiva!
e ricusò di padre, amante o di marito
e rese nome Adamo, lo figurò
con pari trattamento insieme all'Eva.
- E feci loro dell'Eden una reggia
perchè di tutto avessero a saziarsi,
diedi loro libertà di piena scelta
nel traino futuro della stirpe...-
così alla storia s'affacciò Caino!
- E presi festa quando nacque Abele:
ti par che regga ancora la memoria? –
Promosse al via quell'umana specie
d'un clàn rinchiusi i suoi quattro rampolli
dove profuse coscienza dell'amore...
- E non volli sentire di progresso
se non per conta di generazioni:
adesso mi si addebita l'incesto?
l'amplesso, nel costretto dello stadio
che starter mi vidde alla partenza
non ebbe gaudio dal menar pudore,
fu conseguenza di atto decretato! –
- Queste cose son bèghe risapute
Onnipresente mio! non fate il cènso
mica all'odierno sapore della scienza,
intesa al senso tutto dell'avere
e nulla dell'antica patriarcale
gioia di vedere, nella discendenza,
il nesso naturale della cosa...-
...volle dire, così per riferito
proverbio risalito dalla storia,
che non v'è rosa senza tante spine!
- Alfine ti capisco, mio protetto
cantato vigilante al regno eterno,
non stupisco di quel detto: m'arresi
più volte nei millenni all'evidenza
ch'è decantante, ed è venuto a noia,
ogni racconto di quella provenienza,
quando presi e v'istallai Lucifero. -
...per il misfatto dell'emulazione,
l'incontinenza rese al Suo cospetto,
doveva pur sapere che il dannato
con le poch'armi di sopravvivenza
che lasciò in dote, avrebbe tacitato
prima o poi ogni rimorso! il seguito...
-...a miliardi dell'esiliata schiera
sua, tracotante nella sudditanza,
oggi è ben triste da condizionare
secondo quelle leggi del creato
ch'ebbi a sancire dure, castigate:
punire la jattanza per l'eterno!
cosa credi che ci sia riuscito? –
Cataclismi, diluvi universali,
glaciazioni e mille oscuri sismi,
interventi ancora più che drastici...
- ...non son bastati a renderli piegati!
quanti gesù, nell'ère succedute,
avrò mandati capri espiatori
almeno per salvarne gl'ideali!
ho inventato persino un paradiso
che riscattasse al fine tutto mio
il premio d'un sorriso, che l'ho avuto? –
- ..ma, ma che dite? allora io? i libri
della storia? non li donammo in pasto
giù per la Tua gloria? sono confuso!
L'ignoranza patita dagli eventi
sul fasto d'ora zero tramandata,
fuori la comandata di quegli anni...
- ...che trascorsi insieme a Vostro Figlio
quando senza rimorsi scese in terra,
comprendo m'appartiene! ma conosco,
vivendo bene quell'esistenza mia
quassù da quattrocento lustri buoni,
abbastanza i Vostri stati d'animo,
quel po' di fosco che V'attese a Giove
con i suoi tuoni nei momenti tristi...
quel fiele che risale ne' tormenti...
ma guardo attorno e vedo co' miei occhi
quanti sono i figli d'Ismaèle
e d'ogni stirpe, attesa a disperare,
che da quel giorno bussano alla porta:
in fede Tua...li lascio tutti entrare! –
Speranza
- Fino quassù, dall'infernale danza
per venirci a parlare di speranza? -
Ci siamo arresi ai mostri della scienza
de' giorni nostri, quei del tempo sauro...
- Quando traguardavate, amèno e puro,
l'azzurro firmamento delle stelle? -
...non mancava di certo la sapienza
per la natura, amarla non imbelle!
- Calpestata, oggi, sotto un cielo oscuro,
rimpiange amara il mio tirannosauro:
quando s'affoga al marcio di creanza
non c'è fondali a pesca di speranza. -
Quei laghi, quei mari, quegli oceani,
quei celesti, quel verde cupo acceso
alle promesse accòlte sulle mani...
- Noi V'insegnammo congiunte alla preghiera
per mantenerle tèrse: avete reso
smorti anche i colori alla mia brughiera! -
...oggi lavate in acque come fogne
tra i topi a litigarci le carogne!
ma...se Voi deste al certo quell'intento
di progredire al passo d'una scienza
posta d'aiuto all'uomo nello stento,
e non schiava dell'incontinenza...
se d'oggi in poi chiudiamo al sacrificio
quel tanto d'egoismo personale
per darlo ai nostri figli, come auspicio
d'un ritorno a quel clima originale?...
- L'aria e l'acque pure? la costumanza?
forse allora, può darsi, c'è speranza! –
Carità
- Sei tu il primo? e giungi a Noi testé
condizionato e pronto a' Nostri cenni? -
...appresso a me, nudi d'un viàtico,
dispersi tra le fila dei millenni
son gli scomparsi, adesso li vedete?...
- Chè vieni da un èra al cibernetico
attienti solo alle nozioni esatte! -
Certifico...che proprio siamo in tanti
da quel trapasso che ci ha posto a lutti,
ma V'assicuro, dietro ci son tutti.
- Sei alla testa certa degli...assenti
dal primo giorno a festa sul pianeta? -
Lo ricordate? in fondo, giù a sinistra...
no! non scherzo: quanto ci ha distrutti
prese nefasta china sulla Terra
chè giocammo di palla su biliardi
senza veruna sponda, e di rinterzo
catapultammo in buca all'infinito!
- Perciò tornata, come Noi volemmo,
in miliardi di polvere di stelle. –
Ed è da quelle gèsta dei primordi,
da quei contorni avulsi alla memoria
assente data 'ai primi sette giorni:
da quando ci poneste tutti al bando
perchè tacciati privi di ragione...
- Vi rendemmo difficile la vita
da quando, quel giardino reso ostile,
vi raccoglieste chiusi nella sfida
ed innalzaste la torre di Babèle,
a confusione delle vostre grida! –
...ad oggi, che ci addossiamo accaniti
a queste porte, e che presenti siamo
uniti con la forza della sorte
che ci consola dalle umiliazioni.
- Amara scorza al frutto de' diritti
scaduti al primo errore d'una estate,
e declinato il vostro ingresso a corte. -
Quella perennità resa dolente!
da allora, noi contiamo solo nella
morte, unico il patto con l'eternità.
Questo il riscatto...che ci spinge avanti
coperti a' ludro panno d'una gloria
marchiata a fuoco dentro le caverne
al riparo d'eventi ancora incerti,
novati e accolti dalle convulsioni
sulla crosta d'un pianeta divertito
a ridare principio all'inazioni...
- Così, ogni volta, apriste nuova mostra:
ricòlta la vernice sul misfatto
riscopriste un passato...alla memoria! –
Quale nòria! la scala dei valori
che misura gl'intenti sulla Terra
ha ripercorso, come una congiura,
la selezione intesa dalla guerra...
accesa sul decorso della fame...
della religione, e per la sapienza...
inutile parvenza d'un progresso!
- Quand'esso è posto a mòrso di natura
da un biscazziere, che avido e insicuro
rese il futuro smesso dalla storia! –
Dallo sfondo finale che fu dato...
- Ormai balordo l'Uomo, e appeso cieco
equilibrista al filo di demenza:
nell'ingordo della propria scienza
il vero suo peccato originale. -
...siam qui! dismessi alla ragione
vera dei perchè, saldati in blocco, presenti
in ogni ordine di razza, colore,
di càsta e nobiltà! di religione,
credenti di quei campi di battaglia
fregiati di medaglia per l'azione,
immolati in fermenti d'una libertà...
- Quale pietà inutile ai suoi figli!
chè la sua carne, divisa tra le jene,
fu banchettata avanti la sua morte. -
...ci sono schiere piene di rifiuti
perchè recisi fiori, e come aiuti
alla ricerca uccisi, solo cavie...
- E quanti zero quelli mai più sorti,
rimasti indietro con i vostri aborti? –
Adunati, all'incontro ci son tutti:
date il certo per quella discendenza
e ponete, d'inserto al mio racconto,
quella stessa terrena provenienza.
- La Nostra veste smessa...il vostro aspetto
di nomadi perenni nella storia
forse accostano pietà e misericordia,
forse d'una concordia primordiale
peccammo nell'impasto originale
pregno d'amore sì, ma quanta ingenuità! –
Da quella torre che fu mai compiuta
per innalzarci, stolti, all'immortale
presunzione d'una vita eterna,
abbiamo...ognuno a sè reca un mattone,
gli è sufficiente per vivere quassù:
abbiate compassione del pianeta!
- Quello ridente un dì? ah, sì, ricordo
ancora laggiù riposto, a sinistra
proprio dov'era il fondo...ma non c'è più!?
(e non è saggio l'inventarne un altro). –
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