Giri il mondo e pensi ai tuoi fratelli,
pensi alla madre che li ha voluti tutti
ed oggi mesta è arresa ne' precordi,
pensi a quei cari volti accarezzati
oramai dissolti in tinte più sbiadite
resi scarnite membra nei ricordi,
pensi al tuo paese: 'conti ai vecchi amici
che sradicasti con poca nostalgìa
quel darti incolto e privo di radici.
Giri il mondo e pensi a quei castelli
novati sempre di care fratellanze
ma pur lasciate all'ombra di memorie,
pensi alle jattanze che t'han lasciato solo
perchè d'orgoglio riempivi ogni fossato
e ancor svellevi quel ponte levatoio,
pensi alle sortite di vane, pie speranze
che hai ritrovate spente alle matrici,
strangolate dai tuoi stessi 'morsi.
Giravi il mondo, posato rei fardelli
perchè sei stanco, e certa alternativa
sul limitare del bosco protettore
che t'ha difeso d'asprezze e compromessi,
è attraversare la piana sconfinata
arida e fosca e priva di miraggi
in compagnia ancor del solo orgoglio:
non patirai di fame e dell'arsura
se dallo spoglio deserto sortirai
stretto quel calice ricolmo d'amarezze.
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