Richiamo d'autunno

Il rintocco sordo e cieco
d'una campana e la bestemmia,
quasi un eco, un rito lontano
della vendemmia, l'odore del vino,
quest'aria un po' strana

del mese d'ottobre.

Sento aleggiare gli ulivi accanto
afror di sarmenti bruciati al sole,
tra lo stormire del bosco attorno
par di sentire falsato l'accordo...
e questa campana

che suona stormo.

Una folata, é vuoto l'androne
e sulla mia strada dilagano i bimbi,
allegra nidiata con mille grida
fugge il cantone, come ventata
é già lontana...

mi fa impazzire questa campana.

Sono all'imbocco per due sentieri
che danno brividi, non ho ragione
de' miei pensieri, quasi forconi
che m'attanaglia, quanto inumana
quale ossessione

questa campana.

E come l'intorno olezza di mosto
nell'aria tersa che ci denuda
al sole d'ottobre, mia cheta brama
vorrei che il rintocco fosse d'agosto...
ma porta freddo

la mia campana.

Così stranito per la campagna
tra la natura di nulla stupito,
riesco spesso in quel rintoccare
a ritrovare la mèta sicura,
tutto me stesso,

la voce arcana della campana.

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