Casella di testo: Pecorelle
 Corrono alte quelle mie sorelle 
rincorse in tante corrono veloci
fioca la luce sopra loro tremula
di qualche stella lo spicchio della luna
sembran d'ovatta tra di loro strette
in quel freddo lucore che le unisce.

A me contavano, strana quella fiaba, 
di anime disperse nel cielo dei credenti
riunite in processioni silenti nella notte
perché senza trovare alcuna sorte
che risolvesse a lor fissa la dimora,
pagavano l'attesa vagando senza meta...

S'appanna presto ed è pietoso il vetro
avanti a me, ma faccio appena in tempo 
qualcuna lesta e sveglia si distacca
un po' rallenta s'é accorta della face,
quell'occhio che laggiù é desto e ancor
non dorme, non trova la sua pace,

e lei si gira e ammicca e trova
per me la sbarazzina il volto
sorridente che fu ben suo una volta
quando sperava e in tanto confidava
nell'avvenire d'un mondo affratellato,
il volger delle cose costumato.