
Non è possibile dialogare tra noi
Sul cielo terso al sole del mattino
son tanti cristallini ghirigori
accesi dal volo delle rondini,
legati a loro volano i miei sogni...
tutta la vita t'appare come pacchia?
disse un'anonima vile di cornacchia.
Un poco vilipeso e un po' depresso
guardo i crinali de' monti che si stagliano
dando sicuri un fine e un orizzonte,
torno co' piedi a terra ben deciso...
...stendi i panni lavati d'ogni macchia?
tornò radente a dirmi la cornacchia.
Mostro pazienza, quasi mezzo sordo
forse sarà la voce di coscienza,
ma resto impallinato come un tordo
in quel pensare ai doni della scienza...
...ma quale scienza e doni di quel cacchio!
gracchiò l'irriverente mia cornacchia.
Comincio un po' a vedere tutto storto
cerco la connessione dei neuroni
forse che son tutti prossimi all'aborto,
ma c'é qualcosa nell'aria di stregoni...
...si, pensane un'altra, attaccati alla secchia!
non demorse la fetida cornacchia.
Furibondo di questo stillicidio
che m'impedisce di vederci chiaro
masticando bestemmie e tanto amaro
penso davvero di fare un corvicidio...
...cosa? son vecchia libertà seppur
listata al nero! a rieccoti cornacchia!
D'accordo allora, un patto voglio fare
tu mi lasci intatto il mio pensiero
senza alcun chiosare o indovinare,
ti senti libera? indicami il sentiero...
...fossi matta! un tempo abboccai, io racchia
ma libera, libera, libera cornacchia.
Allora vai a ramengo! io resto qui a vedere
se vince la bandiera del sapere
ben certo che tra gli uomini di cuore
il mondo albeggi ancor, scuota il suo torpore.
...ciao minchione, resta l'utopista
che vede dappertutto l'amistà,
ripasserò, più nera e ancor più stracchia
ma sempre libera, libera cornacchia!
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N.d.A. - Ogni qualvolta torno a leggere questa poesia mi ritrovo, è vero, negli appellativi di minchione e utopista, ma la speranza, e Voi Lettori non potete smentire, è dura a morire.
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