
Metempsicosi
Oggi rileggo quelle di Gozzano...
il cuore impazza di malinconia
anche se la mente, piano piano,
riscopre ancora un velo d'ironia.
Rispolvero la vita del Giurlani...
unendo i Suoi a' miei migliori scherzi
affondo, attingo allora a piene mani
dal mio crepuscolare Palazzeschi.
Sopravviene altera l'amarezza
della vita, il fuoco dei suoi dardi,
l'agra tempesta...'sì l'animo apprezza
l'illuminante giògo del Leopardi.
Torno a fuggire la monotonia,
la grande e vuota pausa, stacchi
brevi di questa eterna sinfonia:
parmi ascoltar gli accordi del Panzacchi...
...ma come incanto prende i miei castelli
schiocca la frusta al passo d'aguzzino
tempo: richiama doveri e fardelli!
oh, il mio Belli, fratello Gioacchino.
Giusti,
madre poesia di lontani lustri
creata a benservir quanti meschini
richiesero la gogna del Salustri.
Caro Trilussa caro Stecchetti mio,
recitaste l'inganno e poi l'invidia
del mondo àtro che allor viveste Voi,
oggi? reclamereste forse la perfidia!
Quanto
m'é cara
quanto amati sono i Vostri versi,
quanto rimpianto per un Vostro sguardo
comprensivo di quelli che ho dispersi.
Mi avete tutti sempre preceduto...
ahimè, co'l cuore in mano, ho co'l magone
con presunzione recitar creduto,
povero me sciocco Trimalcione.
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N.d.A. - Ricordarmelo, ogni qualvolta sono convinto di saper poetare, è una medicina che assumo volentieri, senza tema di poter essere tacciato di falsa modestia...
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