L'ago padrone

 

Forza mio bello

disse quell'ago

molto pungente

al suo ditale:

sei poco o niente,

solo una spalla

del mio destino

cosė fulgente.

 

Io ognor son pago,

sempre in finale.

 

Avanti, avanti carino,

continua la punta

con sadica bocca

al mesto alacre tapino:

a stare zitto

di nulla ritocca...

nemmemo la conta

d'un certo diritto.

 

Tu solo spinta

ai miei trionfi!

 

E spinse il ditale

pacato e solerte,

ancora una volta

dura la sferza del principale,

lui spinse,

ma spinse con forza...

e qui l'ago tronfio

che punse il ditino

 

finė tanto male,

in fondo al cestino.

 

*******

 

 

N.d.A. - Mi conforta sempre un antichissimo adagio recitante "chi troppo vuole nulla stringe"  penso e credo che abbia un futuro millenario nel diritto al mugugno...

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