N.d.A. - Dedicata con affetto a tutte, ma proprio tutte niuna esclusa, le amicizie a me tanto care che hanno nel tempo accompagnato la mia esistenza poetica.

 


D'amicizia
 
Che ne dici
o mio Signore
se in questo scorcio d'anno
sinceri son miei proponimenti
a riaccender il povero mio cuore...
 
...e dentro quella calza
che andrò a riporre sotto l'albero
invece di tanti doni inutili
vado a regalarmi
i nomi dei miei amici, tutti,
i tanti che son lontani
ed i pochi che mi son vicini,
 
gli antichi conservati
ed i nuovi da poco a me donati
quelli che vedo tutti i giorni
e quelli che vedo o rivedrò di rado,
 
quelli che ricordo sempre
e quelli che a volte
ho poi dimenticati,
quelli sempre costanti
e quelli alquanto intermittenti
quelli delle mie ore difficili
e quelli dei momenti allegri e spensierati...
 
quelli che mio malgrado 
ho fatto soffrire
e quelli che, senza volerlo,
mi hanno fatto soffrire,
quelli che conosco profondamente
e quelli dei quali conosco
soltanto le apparenze,
 
quelli che mi devono poco
e quelli ai quali io devo molto
i miei amici semplici
ed i miei amici importanti
ed i nomi di tutti quelli
che sono già passati nella mia vita...
 
...così d'avere un albero tutto mio
con radici sempre sane e tanto profonde
tutte costumatamente radicate
perché i loro nomi
e le loro fisionomie
crescano forti e vigorose
nel seminato terreno del mio cuore.
 
Con Loro, tra i rami rinfoltiti
i nuovi nomi venuti da tutto il mondo
affinché si uniscano per formare
una immensa gradevole
ombra d'amicizia
e sia per tutti un'oasi
di vero riposo e di ristoro
 
durante le lotte della comune vita.
 
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