
Alla memoria di Anna Orlandi Jetti (1912-1995)
Madre di sei figli nonchè
pianista, narratrice, poetessa e pittrice,
alla quale devo l'aver vissuto fin dalla prima infanzia
l'irrinunciabile sommesso ed umile dialogo con l'arte.
A mia madre
La mia casa
è adusa a quella festa
riccorrente ne' colori
di fiori, paesaggi e miniature
in cui ritrovo
la tua vita intera
sulla tela spesa,
assorta ne' pensieri
del passato...
quel poco dell'avuto
reso presente,
memori sculture.
Sono squarci
d'una realtà vissuta
al giogo di memoria,
attesa nel rendere
quell'ombre alla sortita
d'ogni gioia, d'ogni sofferenza
conchiusa in quelle rughe...
vetustà, che t'ha vista
in quei colori arresa
agli attimi fuggenti, alla presenza
d'una esistenza certa,
dopo questa.
Le calle
e margherite,
quei tuoi gigli,
sotto quegli ocra
smorti dei sentieri,
quelle gradinate deserte,
le piazze rùtili
e assolate, tutto,
tutto per me traspare
ancora di pensieri
d'appelli muti
a noi lontani figli.
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