Gocce d'arcobaleno

Le aspettavo sempre,
tutti i giorni...

e con quanta rassegnazione
alla nuova paziente attesa
comandavo il mio cuore,
lontana e castigata l'ombra
d'ogni mia vana pretesa,
nessuno sdegno, giammai rancore
presi compagni dell'innocente
dimenticanza, semmai pegno
dolente resi al banco della speranza
e riscattavo spoglia delusione.

Le ricevevo sempre
con una gioia infinita...

e con quanta, quanta emozione
palpitante indugiavo ad aprirle,
fruscianti perle soltanto mie
che allora vendevo all'incanto
della mia trepidazione,
ché intenerito ancora
rimandavo nella carezza lieve
l'esitanta aprirsi dell'ebbrezza,
l'arsura spenta all'esultanza certa
quel seguirmi scalpitante la lettura.

Le leggevo sempre
come un grande segno d'amore,

un immenso tesoro donato
e profuso in tutto me stesso...
oh! con quale dizione,
quanto il mimo accattivante,
come sulla mia scena pària
un guitto le recitava, confuso
dall'eco solitaria, affievolita
memoria incisa della lontana voce,
le tue care e tremanti parole
una per una le compitava.

...e ricordo allora,
dolce ricordo ancora,

le favole belle che mi scrivevi,
le piccole e vane cose
oh! quante che mi chiedevi
con la tua prima stentata e buffa
adorata calligrafia...ed io,
spesso mentre leggevo contento
facendo zuffa con la mia impazienza,
attento e pedante rincorrevo
ogni tuo lento, avaro progresso
nella zoppicante ortografia.

E poi, poi avanti nel conto
degli anni passati, calpestando

sul ricordo felice delle altre che a me
son state regalate nel racconto di cose
divelte dalla tua infanzia ingrata,
quando, d'un mondo distratto e lontano
di scelte per la mia bambina,
come un gioco ogni sera inventavo
rimboccarti curando assai caro
quel lembo di morbida coltre,
sognare leggere e cocenti
le tue labbra posate alla mie...

...al riparo di un tetto straniero
che riempivo di vuoti intenti,
di vane lotte, accostavo la notte
oltre il letto cercando una mano.

La maglia del tempo é sfilata
e velato ne resta un accordo,

un alòne sfumato di bimba
nel piccolo canto del cuore
che colse quel poco d'affetto
in un campo privato d'amore...

...ma un amico lassù tra le stelle
che rimanda se vuole gli affanni,
mi ritrova d'incanto le perle
sepolte forse intorno a quegli anni.

Così, in un fascio raccolte
e come gocce d'arcobaleno
nuovamente tutte assaporate,
sempre leggere davanti a me

le ho care, le ho riordinate
secondo l'orologio del mio cuore
ormai latente d'ogni nostalgìa
per quei consunti fogli scorsi

da giorni molto lontani, scadente
la storia resa ai morsi del tempo
scolorita, anche se a memoria
qualcuna la ricordo spesso,

qualcuna che mi chiama sottovoce
ed oggi conto solo per me stesso.

Aspetto, se non più con ansia,
nell'immutato affetto i nuovi scritti,
ma la chiara e matura tua grafia
sente il peso dell'altrui egoismo

e solo tu, cresciuta ancor piccina
senza il manto della comunione,
dell'altruismo e della tolleranza,
soltanto tu, adesso, il pianto rendere

fertile puoi d'ogni tua speranza

 

N.d.A. - Non c'è limite, di spazio di tempo e di età, per donare amore ai nostri figli!